mercoledì 21 aprile 2021

Love and Monsters (2021): benvenuti a Monsterland

Ho continuato a gironzolare attorno a “Love and Monsters” a lungo, mi attirava la seconda parte del titolo, ma temevo che la prima avrebbe trascinato tutto giù per lo scarico.

Nulla di male eh? Ci sono fior fiori di grandi storie che iniziano dallo spunto “Un ragazzo incontra una ragazza”, ma mi sono lasciato convincere dal film solo quando è spuntato sul paginone di Netflix qualche giorno fa, schizzando ovviamente al primo posto dei titoli più visti, perché ammettiamolo, “Love and Monsters” è il classico film ricalcato sull'algoritmo Netflix dei film, occhio che arriva il “ma”.

Ma (non dite che non vi avevo avvertito) resta anche un film piuttosto divertente, realizzato con la giusta cura negli effetti speciali e per certi versi, anche al passo con i (brutti) tempi, andiamo per gradi però.

I famigerati cinque minuti iniziali che determinano tutto l’andamento di un film, “Love and Monsters” se li gioca con dei titoli di testa utilizzati come spiegone, tutti in animazione, un po’ come se i disegni del protagonista prendessero vita per spiegarci che l’umanità è sopravvissuta al meteorite Agatha 616 (il mio senso di Marvel fan pizzica e sente odore di citazione), ma i gas sprigionati dai missili sparati in aria per distruggere il sassone (evidentemente Bruce Willis era al bar quel giorno), una volta ricaduti sulla Terra hanno trasformato insetti e creature normalmente innocue per noi umani, in predatori capaci di scacciarci dalla vetta della catena alimentare. Così con questo abbiamo spiegato la parte “Monsters” del titolo.

Tutto possiamo criticare a questo film, ma non che non mantenga la parola data.

Joel Dawson (l’azzeccato Dylan O'Brien) da sette anni è chiuso nel suo bunker perché altrimenti Mario Draghi si arrabbia è l’unico modo sicuro per sopravvivere, in un mondo ormai in mano ai mostri giganti, problema: nel bunker è iniziata la stagione degli amori, lui è l’unico rimasto dispari a reggere il moccolo a tutti. Joel è il ragazzo della zuppa (in scatola), quello bravo a disegnare i mostri sul suo diario (ribattezzato “Manuale per sopravvivere all'apocalisse vol. 1”, sai mai che ci scappi un seguito un giorno), ma è anche quello che per traumi pregressi, si paralizza davanti alle creature che spesso attaccano il bunker, insomma è utile come una barca in mezzo al bosco.

Inoltre da sette anni non fa altro che pensare (e parlare alla radio) con la sua quasi fidanzata Aimee (la sempre più lanciata Jessica Henwick) che vive in un’altra comunità a un centinaio e qualcosa di chilometri, sette giorni di viaggio fuori, sulla superficie, non molti in condizioni normali, quasi un viaggio degno di Ulisse, quando ci sono dei mostri giganti di mezzo.

"Ora ho capito perché quello ci ha messo vent'anni per tornare ad Itaca"

«Chi ti spinge dopo quella soglia? Se non è la noia, sarà il tuo dolore, l'occasione buona per andare altrove, tipo fuori» canta Caparezza ed è anche quello che decide di fare Joel, affrontare un viaggio che se avete visto più di due film, avrete già capito cosa comporta: pericoli, crescita umana e morale e se tutto dovesse andare, forse anche la prima parte del titolo del film. Così abbiamo spiegato anche quella.

“Love and Monsters” non inventa davvero nulla, il protagonista sfigato, il tono a metà tra Rom-com e Horror sembra preso di peso da Benvenuti a Zombieland di cui questo film sembra una variante con mostri al posto dei morti viventi. Fino qui nulla di male, basta dire che il ruolo del trucido mentore cazzuto il giusto, qui non è centrale come quello di Woody Harrelson, ma altrettanto importante ai fini della maturazione del protagonista ed è ricoperto da un altro degli attori preferiti di questa Bara, quel gran mito di Michael Rooker, che qui si aggira armato del suo solito accento tutto matto, di una Katana e di una ragazzina cazzuta con arco e frecce di nome Minnow (Ariana Greenblatt).

Michael ora che hai anche dei bimbi intorno, sembri davvero Mary Poppins (un tipo figo, cit.)

La parte migliore di “Love and Monsters” non è certo l'originalità della storia, perché il film di Michael Matthews è uno di quelli dove le sfumature non esistono, ogni passaggio è ribadito dodici volte in modo che anche il più distratto degli spettatori in sala sul divano capisca che i mostri sono tali solo se hanno lo sguardo cattivo (eh?), oppure basta una filastrocca per diventare un balestriere provetto.

Quando dico che si tratta di un film didascalico basato sull'algoritmo, intendo dire che se in una scena parte Stand by me, pochi minuti dopo il protagonista sarà alle prese con delle sanguisughe come accadeva beh, in "Stand by me" (1986). Capite che intendo quando parlo di film pensato da un algoritmo?

Questa la dedichiamo ai cinofili oltre che cinefili.

Uno di quei film dove i cani, qui rappresentati dall'adorabile Boy, sono perfetti e in ordine anche dopo sette anni di vita selvaggia. Solo i miei cani si riducono degli strofinacci (usati) dopo un giro del quartiere? Insomma, per certi versi “Love and Monsters” avrebbe potuto essere un film d’animazione, non sto a scomodare la Pixar, ma anche solo la Dreamworks e avrebbe funzionato allo stesso modo. Però ha due elementi che lo tengono in piedi facendolo funzionare, e sorpresa, uno dei due non è l’amore del titolo, ma sono proprio i mostri.

"Preferiamo l'espressione diversamente anomali"

Grossi, brutti ma a loro modo teneri come solo i mostri grossi possono essere, le creature giganti di “Love and Monsters” sono tutte realizzate in CGI ma ben armonizzati con lo sfondo, con l’ambientazione e il resto dei personaggi, insomma sono credibili come minaccia e “schifiltosi” il giusto, non voglio scomodare il mega cervello di Starship Troopers, quello resta un apice di ambiguo disgusto che solo Verhoeven poteva regalarci, però sono ben fatti, variegati, animati bene e soprattutto svolgono bene il loro compito di minaccia o metafora, a seconda del momento della trama.

A Burt Gummer piace questo elemento.

Perché pur essendo una trama con poche sorprese, “Love and Monsters” resta un filmetto diligente, allineato all'algoritmo di Netflix che però ha dalla sua il tempismo. Se i film sono fatti (anche) di momenti in cui vengono visti, non credo ci possa essere un momento migliore per questo titolo per sbarcare su Netflix, ora che siamo tutti (o quasi) ancora inchiodati a casa, con una sorta di mostro fuori, a ridefinire il nostro ruolo nel mondo, “Love and Monsters” diventa una riuscita metafora dell’affrontare pericoli e paure, della voglia di ricominciare. Spero che non venga interpretato (il film e la mia frase) come un inno al “liberi tutti”, però in un momento in cui stare chiusi e distanti pare ancora la soluzione più sicura, penso che una buona fetta di pubblico potrà rincuorarsi guardando un film così. Io che sono misantropo mi sono fatto bastare i mostri giganti, alla fine basta poco per farmi contento.

Si ma stai calmo, hai solo messo il naso fuori di casa eh?

34 commenti:

  1. Un buon amico della Bara, ciao Red, mi ha consigliato questo film, sapendo delle mie passioni per i mostroni e i film d'avventura, con la quest del protagonista che è in cerca della patata. Mi sembra abbia tutte le carte in regola per essere una buona visione, anche se, forse faccio uno spoiler involontario ma avendo vissuto una situazione analoga quando ero ggiovane, non parlo ovviamente dell'invasione di mostri ma dell'attesa di un incontro con una ragazza a distanza di un anno, mi aspetto che alla fine il protagonista rimanga con un(a) pugn(etta) di mosche, dopo sette anni una "quasi" fidanzata non sta certo ad aspettare te, per lo più se sei anche un pò sfigato! Comunque sicuramente lo aggiungo alla lista dei film da vedere. 👋

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    1. L’algoritmo di Netflix ha previsto anche questo, chi ha visto più di due film (o vissuto un minimo) non avrà grosse sorprese dalla trama, ma nel suo essere “praticamente innocuo” (cit.) svolge il suo dovere e i mostri sono fighi. Anche se l’algoritmo non ha previsto che il titolo “Potato and monsters” avrebbe fatto guadagnare in numero di click alla piattaforma ;-) Cheers

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  2. Io da fanatico collezzionista di film di mostri per la mia videoteca personale,se capita per puro caso che su Netflix spunti un film di mio gradimento(cosa rara),sono un po' amareggiato dal fatto che essendo parte di un algoritmo online,non potro' includerlo nella collezione,e per vederlo devo rivolgermi ad una piattaforma che nelle giornate di merda con la connessione altalenante,magari si blocca oppure perde di definizione l'immagine,cosa che mi e gia' accaduta in passato!.

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    1. Non prendo soldi quindi posso esprimere pareri in libertà, da utilizzatore la tecnologia di Netflix non si batte, zero pubblicità, puoi interrompere e riprendere la visione senza perdere mai il “segnalibro” (per dirla da lettore), puoi cambiare le lingue in corsa insomma è quella che funziona meglio, seguita a ruota da Disney+. Cheers

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  3. Aiuto! siamo tornati nell'epoca preistorica carbonifera,dominio degli insetti giganti,io volevo vedere la libellula gigante,oppure mi immaginavo la zanzarona gigante che invece di una punturina pruriginosa,ti svuotava come un palloncino d'acqua!

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    1. Ma magari, secondo me se li terranno buoni per il possibile seguito ;-) Cheers

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  4. "toglimi le tue mille zampe di dosso lurido maledetto insetto!".

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    1. "Ehi tu insetto, levale le mani di dosso" (quasi-cit.) Cheers!

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  5. Caro Cassidy,se tu sei uno scimmiologo,io sono invece decisamente un insettologo,praticamente sono un Del Toro italico ma senza la panza,ancora oggi hai miei genitori faccio venire dei colpi secchi perche' gli insetti non li schiaccio quando li trovo in casa ma li raccolgo per liberarli altrove,figurati che poi mia madre poveretta e pure aracnofobica,spero di avere piu sale in zucca dello scienziato di "Prometheus"!.

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    1. Ci sarà un motivo se andiamo d'accordo, ho le prove ;-) Cheers

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  6. Pensa che dal poster e dal titolo avevo avuto l'impressione di un simil Zombieland al punto che ho verificato che il tizio nella locandina non fosse davvero Woody. Presto lo guarderò comunque perché mi interessa ancora di più ora che ne hai parlato bene.

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    1. Ho temuto la fregatura, invece tenendo conto dell'algoritmo che lo ha generato, beh fa il suo dovere ;-) Cheers

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  7. Anche io ci sto girando intorno: amo i mostri ma le cose adolescenziali se non c'è Miley Cirus non le reggo più come una volta... grazie per esserti gettato tra le fauci della bestia bugblatta ed essere andato in avanscoperta, tu sì che sei un eroe, altro che Tom Cruise!

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    1. Tommaso Missile mi spiccia casa ;-) Scherzi a parte, sono sempre pronto ad affrontare la bestia bugblatta, per i Vogon invece avrò bisogno di altri chilometri di esperienza. Cheers!

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  8. Confesso d'aver ceduto alla visione di un film solo perché ero prevenuto: cioè già sapevo che sarebbe stata una cosa per "giovani", edificante, leggerina, politicamente corretta e via dicendo, quindi mi sono rilassato e ho amato la bomba :-D
    Certo, fa strano vedere l'Eroe dei Labirinti fare qui il bambinone dopo tre film in cui è l'eroe gagliardo, e onestamente avrei detto che "Love and Monsters" fosse tratto da un romanzo, tanto era uguale stilisticamente a titoli come "Warm Bodies", che si vede sono studiati da adulti per parlare ai gggiovani. Invece pare "originale", sebbene faccia del già detto la sua cifra stilistica. Però non dà fastidio, dice la sua cosa e se ne va senza sporcare, quindi è meglio di tanti altri titoli :-P

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    1. Perfettamente d’accordo, l’algoritmo di Netflix applicato in modo diligente, lo dimenticheremo forse tra una settimana, contro i canonici tre giorni, quindi è già un successo rispetto alla media. Penso di aver visto il primo film labirinto e poi nient’altro, quindi il protagonista qui per me è quasi un esordiente, però essere partito con la guardia alta è servito ;-) Cheers

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  9. Ci speravo, davvero.
    Al punto che ero lì lì per permettermi di segnalartelo.
    Occorre un piccolo passo indietro, una sera che in un cinema all'aperto proiettavano "Alaska".
    Decisamente trascurabile, e nobilitato solo dal grande Charlton Heston (lo dirgeva suo figlio: può essere?) e da Dirk "Sberla" Benedict.
    Ma avevo deciso di accontentare i miei, che quando c'erano film a base di animali coraggiosi e teneri non se ne perdevano uno. E poi quella stessa settimana mi ero ri-sparato "Mission:Impossible", "Relic", "Dragonheart" e "Il Santo", quindi...poteva starci, dai.
    E un film non lo si rifiuta mai, specie se ti pagano il biglietto.
    Ma verso la metà del film emerge il vero cuore della storia. Non a caso é la scena che mi é rimasta impressa. Quando lo sceriffo, di origine nativa ma che a certe cose della sua gente non ci crede più, acciuffa i due ragazzi in cerca del padre e vorrebbe rispedirli a casa.
    Ma lì c'è anche uno sciamano (suo padre o addirittura suo nonno, ora non ricordo) che vede il cucciolo di orso polare e li lascia andare.
    Perché lui a certe cose ci crede ancora, e intuisce che i ragazzi sono alle prese con qualcosa che devono assolutamente fare.
    Da allora in poi, ogni vlta che in un film becco questo tema mi esalto.
    E' il motivo per cui a me "Il Viaggio di Arlo" é piaciuto un sacco, e alla totalità non ha detto nulla.
    Sono i rimandi alla cultura sciamanica, con il viaggio del guerriero che da cucciolo d'uomo diventa adulto trovando il suo animale guida, il suo totem.
    Certo, qui é fatto più alla spicciolata. Un pò per i tempi della pellicola, un pò per il budget che forse non era a livelli eccelsi.
    Ma come dico sempre...i limiti per chi non é capace sono ostacoli insormontabili, per gente capace sono una spinta a superare sé stessi.
    Ho ritrovato con piacere le tematiche che ho espresso poco fa anche in questa pellicola.
    Ma non emergono subito. Vengono fuori quando ci si riflette su.
    Pensateci un attimo. A quanti film vi é capitato di RIPENSARE, di recente?
    Ben pochi.
    Inizialmente, Joel (e già uno pensa a "The Last of Us") sembra solo un povero minchione illuso e sognatore.
    E in un mondo simile é la combinazione peggiore, in mezzo a gente pratica e schietta.
    Per di più si mette in testa di fare una cosa che potrebbe venire in mente solo a un ragazzo che ha il concetto di rapporti sentimentali in fase pre - adolescenziale.
    Si spara un viaggio che non finisce più ( e rischia davvero di non finire più) per andare a cercare una tipa che in fin dei conti non gli ha mai lasciato intendere nulla.
    Una vera scemenza. Ma che in tanti (me compreso, e un mucchio di gente che conosco) hanno fatto, convinti magari di fare pure colpo. Per poi rendersi magari conto nel peggiore dei modi di quanto sono fessi.
    Potere della trazione pilifera femminile, gente.
    Detto volgarmente...tira più un (ci siamo capiti) che un carro trainato da un mostro gigante.
    Ma questa é solo la superficie. Proviamo a scavare.

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    1. Mi hai sbloccato un ricordo come si dice in questi casi, non ricordavo affatto "Alaska" ma direi che il paragone può starci ;-) Cheers

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    2. Joel...é un GUERRIERO.
      Tutti gli altri occupanti del bunker sono gente specializzata, a di sicuro molto abile. Ma che al massimo riesce a respingere un assalto di creature giganti e fameliche.
      Lui li studia, li conosce. Eppure...non riesce a mettere in pratica quel che sa.
      Perché?
      Perché deve fare assolutamente quel viaggio. Per poter finalmente crescere e diventare un uomo.
      Incontra il suo totem. Che francamente dal nome (Boy) e con quella fissa per il vestito rosso mi fa venire un tremendo sospetto su come lo utilizzava la sua probabilmente defunta padrona, ma...non infìdaghiamo.
      E poi fa la conoscenza di due cacciatori che gli fanno da maestri. Ma a modo loro.
      Piazzati dietro, fa la pianta grassa, osserva e cerca di imparare qualcosa, se no...cavoli tuoi.
      Che qui ci si guadagna la vita, ragazzo. E non si ha tempo da perdere.
      Rooker é strepitoso. In un mondo dove ci si esprime a gesti, con gli occhi e con un battito di mani perché non si può assolutamente fare baccano, lui ci sguazza che é una meraviglia.
      Gli basta uno sguardo, un cenno d'intesa e ci si capisce al volo. Come tra veri uomini.
      La ragazzina é un mito. ma dove l'ho già vista?
      Vi sono fortissimi rimandi ai classici come Alien, Tremors e persino il King Kong di Jackson, per quel senso di impotenza che si prova davanti ai mostroni.
      Che per inciso, il loro lavoro lo fanno a meraviglia.
      Fanno davvero schifo, in senso buonissimo.
      Ci ho trovato persino degli echi di Miyazaki (Nausicaa) ma senza la sua tipica poesia.
      Come dicevo, é tutto più grezzo e didascalico.
      E le citazioni sono spiattellate in maniera persino sfacciata.
      Ma il regista dev'essere uno cresciuto coi film giusti. Ti piazza il rimando quando deve, e ti lascia il tempo di riempire gli spazi vuoti con il tuo bagaglio culturale. Che grossomodo é il suo medesimo.
      Accenna, senza strafare. E direi che ha fatto una scelta saggia.
      E non ci sono tutti i mostri che uno si aspetta: molto lo fanno gli attori, che sono in palla e dimostrano di crederci al punto giusto. E tu sei ben lieto di cascarci, nel loro giochetto.
      Funziona, insomma. E anche qui...quanti film riescono a trasmettere qualcosa, di recente?
      Non manca il momento Bing - Bong, ovvero la classica bastardata commovente a tradimento (l'incontro con M.A.V.I.S.) che se la pigli sottogamba rischi una gran sudorazione agli occhi.
      Alla fine, pur trattandosi di un corso molto accelerato, Joel impara tanto. E gli insegnamenti gli serviranno giusto nel finale, quando tanto per cambiare si scopre che il vero mostro...E' L' UOMO, come sempre.
      Anche nei periodi dove ci si ritrova immersi nella melma fino al collo c'é sempre qualcuno che non rinuncia mai a fare il figlio di buona donna.
      Almeno i mostroni lo fanno perché é la loro natura, senza malizia.
      E in tal proposito...nelle battute conclusive capisci cosa vuol dire saper fare il proprio mestiere.
      Basta un silenzio radio, a far scattare l'angoscia e far temere il peggio. Per poi farti dir "Questa é PURA CLASSE, gente".
      Lo so. Forse no ho visto moltissimi film, negli ultimi tempi.
      E mi ripudia ammetterlo, come direbbe il colonnello Trautman...sto diventando troppo tenero. Giusto un tantino.
      E il mio paretre può apparire troppo enfatico.
      Mi sono lasciato trasportare. Ma questo...a parer mio é un film che ha UN' ANIMA.
      Quanti film che avete visto di recente si possono definire tali?
      MIchael Matthews.
      Me lo segno, questo nome. Ho come idea che sentiremo parlarne di nuovo. E ben presto.
      Ottima recensione, Cass. Complimenti.

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    3. Non credo che il protagonista sia un guerriero nemmeno alla fine del suo viaggio, anche se indubbiamente è maturato, penso che il suo non essere un guerriero ma al massimo più vicino ad uno sciamano (se volessimo puntare a ruoli archetipici). Per il resto algoritmo Netflix in azione, ma per questa volta è andata bene. Cheers!

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    4. Si, hai ragione.
      Al massimo un po' meno minchione di prima. Ed e' gia' un bel risultato.
      E credo che la ragazzina la pensi uguale.
      L'unico che crede in lui e' quello piu' anziano (Rooker).
      Chissa', forse ci si e' rivisto.
      Consiglio, comunque.
      Bel film. E mi azzardo a prevedere un seguito.

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    5. Il cammino dell'eroe e tutte le altre robe previste dall'algoritmo, anche una porta aperta per un seguito ;-) Cheers

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  10. Quando ho visto l'attore di Maze Runner ammetto che non gli avrei dato una lira, ma non sei l'unico che ne parla bene ultimamente, mi sa che lo recupererò.

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    1. Pago il fatto di aver visto il primo Maze Runner e non lo ricordo nemmeno benissimo, quindi non avevo alcuna sovrastruttura, mi è andata bene direi ;-) Cheers

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  11. Visto ieri.
    Nulla da dire, la formula viaggio di formazione con minacce assurde da affrontare funziona sempre se la storia viene portata in scena con convinzione, e questo è l'esempio perfetto.
    Se poi ci aggiungi un cast con tutte le facce giuste nel ruolo giusto, dei buoni effetti e anche un cane simpaticissimo ne viene fuori un film con un'anima, come dice Redferne, nonostante gli ingredienti siano tutto meno che originali.
    C'è sicuramente del potenziale per dei seguiti, spero che la direzione rimanga la stessa.

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    1. Dipende sempre da come la solita minestra viene cucinata, qui si sono almeno impegnati ai fornelli ;-) Cheers

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  12. Visto ieri notte e devo concordare sul fatto che è stata davvero una bella sorpresa. È vero, non aggiunge nulla di particolarmente nuovo, ma sembra tutto assemblato con grande cura. Mi ha ricordato una di quelle pellicole anni '80, girate con il cuore. Insomma spero veramente in un seguito!
    Per il resto poi i mostroni sono realizzati bene, il senso di minaccia incombe sempre, fin dall'inizio, ma si percepisce anche la speranza e la volontà di sopravvivere. Protagonista simpatico e azzeccato, a metà strada tra sfigato e figo. Non faccio spoiler ma mi piace anche che la quest non finisca proprio come previsto, per quanto...
    Grazie a Redferne che me l'ha consigliato e a Cassidy per averlo proposto. Ora mi guardo Estraneo a bordo. Buona domenica 👋

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    1. Buona fortuna per quello, mamma mia che roba vuota quello! Cheers

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    2. Aggiungo, da amante degli amici animali, che il rapporto con Boy è davvero bello e azzeccato, da tanto tempo non vedevo qualcosa di così ben sviluppato. Per l'altro film, l'ho preso per mia moglie, per riuscire a vedere qualcosa insieme ma se mi dici così mi organizzo con Solar opposites come alternativa. 👋

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    3. Vai di "Solar Opposites" vai ;-) Cheers

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  13. Visto Sabato sera. Ammetto che cercavo qualcosa di "ultraleggero" per non addormentarmi seduto in divano o in alternativa anche mi fossi addormentato poco me ne sarebbe importato. Poi vedo spuntare Michael Rooker con una Katana in mano e ammetto che il film è svoltato. Ad ogni modo in fin dei conti rimane un buon film per ragazzi, con degli ottimi effetti visivi. Non ha il brio del primo "Zombieland", ma si guarda volentieri.

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    1. Perfettamente d'accordo, poi è sempre un piacere ritrovare Rooker ;-) Cheers

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  14. Carino... da vedere con la famiglia, in pandemia. Lo dimenticheremo in frettissima, più in fretta del nome del vincitore del Miami Open 2021.

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    1. Vero, come la media dei film contemporanei, ma almeno questo fa il suo dovere prima di venire cancellato dai neuroni, altri film nemmeno quello ;-) Cheers

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