lunedì 19 aprile 2021

Bloody Hell (2021): vieni in Finlandia, vedrai che bello, ci divertiremo da matti

Ci sono film su cui è davvero complicato scrivere qualcosa, il più delle volte non sono i classici del cinema, quelli hanno il vantaggio di avere dalla loro parte quintali di materiale scritto da esperti, intendo esperti veri, non cazzari gestori di blog dal nome lugubre.

I film più difficili su cui scrivere sono le novità come “Bloody Hell”, commedia horror con elementi d’azione. Di norma la formula migliore per attirare l'attenzione, perché ha dentro tre elementi di sicura attrattiva, ma anche ad altissimo potenziale di disastro, perché se utilizzati male, ognuno di questi generi può ucciderti lentamente e dolorosamente, ma se ben dosati possono funzionare alla grande.

“Bloody Hell” prende il suo titolo da un’affermazione del protagonista in un momento di particolare caccapupù per lui. Un film sceneggiato da Robert Benjamin e diretto da Alister Grierson, che personalmente ricordo solo per il serissimo “Sanctum” (2011), una roba che sfruttava il 3D tornato in voga (per dodici minuti, ma pieni eh!) grazie ad “Avatar”, per una storia di esplorazione sottomarina di cui a distanza di anni ricordo giusto le bolle d’aria dei respiratori e un senso di composta noia generale, ma potrei ricordare male.

La mia stessa identica espressione, mentre cerco di ricordarmi qualcosa di “Sanctum”.

Ecco, per “Bloody Hell” Alister Grierson la noia ha pensato di gettarla via, l’ideale sarebbe che voi andaste a vedere il film per poi tornare a leggerne. Fatto? Cavolo se siete veloci! Bene, considerando che il film al momento non è ancora su tutte le piattaforme streaming di uno strambo Paese a forma di scarpa (ma se mai ci arrivasse, farebbe il botto), io resterò comunque il più vago possibile sulla trama, anche se poi ci penserà il trailer a spiattellarvi tutti i momenti chiave.

Qualcuno potrebbe dire che le banche sono piene di diavoli, ma non tutti le rapinano.

“Bloody Hell” parla di Rex (Ben O'Toole, escludo una parentela con Peter), un veterano che vive a Boise nell’Idaho, stato americano che si pronuncia sbadigliando. Rex come in una canzone di Springsteen diventa un eroe locale ma diventa anche un eroe Diehardo come direbbe Lucius, quando sventa una rapina in una banca, ma proprio per questo si becca otto anni di carcere, quindi Rex si trova nella bizzarra situazione di essere un galeotto eroe. Perché è finito dietro alle sbarre non ve lo racconterò, vi dovrete vedere il film e scoprirlo da soli, ma posso dirvi che le citazioni a Trappola di cristallo non mancheranno.

"Non è come pensi, posso spiegare tutto"

In cella usando una tecnica altamente scientifica (sputare una pallina di carta su una mappa), decide che una volta fuori visiterà la Finlandia, anche perché una volta scarcerato Rex non potrà più fare un passo per strada senza che tutti gli urlino dietro «Rex mitiiiiiiico!», quindi un bel posto freddo e pieno di gente che non lo conosce è il modo migliore per rifarsi una vita. Il fatto che si ritrovi per le mani un biglietto aereo da Boise nell’Idaho ad Helsinki in Finlandia, con su scritto “BOI to HEL” è solo un complicato battutone orchestrato da Robert Benjamin che secondo me nella sala d’aspetto di qualche aeroporto, quando ancora esisteva un mondo là fuori, ha avuto davvero troppo tempo per attendere una coincidenza.

Dopo aver affrontato il filone Die Hard, “Bloody Hell” cambia ancora diventando uno di quei film che ricordano agli americani quando il mondo fuori dai confini di Yankeelandia sia brutto e pieno di gente pazza e pericolosa. Si perché Rex viene catturato da una famiglia di finnici pazzi con cui in un solo colpo Alister Grierson potrà rendere omaggio nell’ordine a: La casa nera, le colline hanno gli occhi e Non aprite quella porta. Quindi il film abbraccia decisamente il genere horror come farebbe un bambino con il suo orsacchiotto durante una notte piena di tuoni e lampi. Minchia (... tipica espressione della Finlandia) come sono poetico, questa da dove mi è uscita?

Omaggi a Tobe Hooper ne abbiamo?

In particolare La casa nera e il film di Tobe Hooper, vengono omaggiati anche a livello visivo, oltre che per dinamiche e personaggi. Meg Fraser, nei panni di Alia, con il suo marcatissimo (e fintisssimo) accentone Finlandese è l’adorabile versione maggiorenne della ragazzina che viveva nella casa piena di pazzi di Wes Craven, basta dire che la sua stanza ha lo stesso tetto spiovente visto in “The People Under the Stairs”, così come i suoi genitori, chiamati solo Madre e Padre, sono due sbroccati senza possibilità di recupero.

Una rassicurante foto di famiglia.

Da Tobe Hooper invece arriva la dieta e la composizione della famiglia, con inevitabile parente deforme conservato in gran segreto ma sto già rivelando troppo, perché “Bloody Hell” sempre seguendo la metafora dell’orsacchiotto, stringe a sé altre due tipologie di film, Evil Dead e Fight Club. Cominciate ad essere confusi vero? Ve lo avevo detto che era un film complicato su cui scrivere questo!

Per motivi che scoprirete quando avrete visto il film, Rex ha una specie di amico immaginario, una versione di sé stesso più pragmatica, folle e dotata di una sorta di autocontrollo nelle situazioni drammatiche e che ovviamente vede solo lui. Il protagonista si ritrova in una situazione in cui tra sangue e ironia, anche il film di Sam Raimi e la doppia prova (estremamente fisica) quasi alla Bruce Campbell sicuramente sono stati un modello di riferimento per Ben O'Toole che devo ammetterlo, si è rivelato una sorpresa.

“Potresti slegarmi?”, “Non adesso, sto pensando a come farti uscire di qui caro il mio nudista”

Non ho capito se è parente di Peter (ma non credo), in ogni caso ha i muscoletti giusti per essere un credibile “eroe Diehardo” (ringraziate sempre Lucius per la definizione), inoltre qui è davvero molto bravo nel doppio ruolo che lo vede protagonista di moltissimi monologhi ironici in solitaria. Si perché con quella faccia da bravo ragazzo, O’Toole si carica sulle spalle anche la sotto trama pseudo romantica, perché oltre ai mille mila filoni che “Bloody Hell” insegue ed omaggia, spogliato di tutto alla fine il film risulta essere la classica storia che parla di un ragazzo che incontra una ragazza, ma purtroppo anche la sua famiglia.

Il risultato finale sono 93 minuti di puro spasso, non gli avrei dato due lire a questo film, capite da soli che tutti i nomi grossi che ho sciorinato nel corso del post, equivalgono più o meno ad accumulare dinamite dentro la stessa casamatta, il rischio è quello di fare un botto visibile fin da Marte se non sai come gestire tutto questo tritolo.

Un ragazzo incontra una ragazza (e purtroppo anche la sua famiglia)

Alister Grierson firma un film che è meno della somma delle sue parti, altrimenti sarebbe il nuovo Messia Cinematografico sceso in Terra, anzi emerso dagli abissi di “Sanctum”, ma che però funziona dannatamente bene. Non ha un tempo morto che sia uno, gli attori sono tutti azzeccatissimi a partire dal protagonista, inoltre pur avendo i suoi modelli di riferimento così ben esposti, il risultato non è un film che cita e omaggio strizzando l’occhio come il peggiore dei GIEI GIEI, ma se non altro dimostra di aver imparato la lezione. La volontà è quella di raccontare qualcosa, certo di particolarmente derivativo e da quello non si sfugge, ma qualcosa che funziona e che per 93 minuti saprà intrattenervi al meglio.

Se mai questo film uscisse su qualunque piattaforma streaming, sarebbe il botto perché è abbastanza truculento da attirare gli appassionati di horror, ma anche abbastanza ironico da poter intrattenere il pubblico più generalista. Insomma non è male vedere che qualcuno, qualche volte la solita zuppa sa come cucinarla ancora in modo gustoso, anche perché dopo questo film, avrete voglia di dare un taglio alla carne rossa nella vostra dieta, almeno per un po'.

14 commenti:

  1. Oh, io ho già comprato il biglietto per la Finlandia: ci vediamo lì ^_^
    Scherzi a parte, i capisaldi citati sono quelli giusti quindi alla prima occasione sarà mio piacere gustarmi questa chicca. Grazie della dritta.

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    1. Figurati, sono qui per questo. D solito dico che i primi minuti di un film ne determinano tutto l’andamento, invece la scena iniziale di “Bloody Hell” è un pasticcio ma superata quella, il film diventa un discreto spasso ;-) Cheers

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  2. Ne ho sentito dire un gran bene.
    Che dire...speriamo arrivi. E presto.
    C'e' da dire che il protagonista, tra fisico bello scolpito e stranezze varie (tipo l'amico immaginario) non mi pare proprio destinato a fare la fine della classica vittima da torture porn, che subisce fino alla morte senza piu' possibilita' di scampo.
    Quindi...promette davvero bene, come dicevo.

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    1. Vedere per credere, non riuscivo a staccarmi dal film, ero curioso di scoprire come sarebbe finita questa sgorbia storia ;-) Cheers

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  3. Quanto ci manca un eroe diehardo, visto che non possiamo più fare affidamento sull'originale. E questo che è anche un pò svuotato, alla Martin Riggs, mi sembra che abbia le carte giuste per farci fare una bella rimpatriata. Ho sempre voluto fare un giro in Finlandia ma mi sa che lascerò perdere i paesi scandinavi, almeno per un altro pò... 👋

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    1. Volevo scrivere suonato, non svuotato! Scusa Cassidy 👋

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    2. Ho visto "Cosmic Sin" quindi possiamo contare solo sugli altri eroi Diehardi ;-) Cheers

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    3. Aspetta di vedere il film e capirai che forse non hai sbagliato più di tanto ;-) Cheers

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    4. Purtroppo ho avuto modo di vedere il trailer, fra l'altro con Frank Grillo, e quando già è brutto e pasticciato il trailer, figuriamoci il film!! 😜

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    5. Ho scritto una roba al volo sul film sul Faccialibro, ma non aggiungerò altro per rispetto per Bruce. Cheers!

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    6. Ho già visto e commentato... Massimo rispetto per Walter Bruce Willis ma sono davvero amareggiato per la piega che ha preso la sua carriera...👋
      Intanto mi hanno fatto avere Solar opposites, faccio un bel binge watching e ti faccio sapere!! 😜

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    7. Bene, sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

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  4. Risposte
    1. Esatto, proprio quello, stranamente si lascia anche guardare ;-) Cheers

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