martedì 30 marzo 2021

Star Trek IV - Rotta verso la Terra (1986): ricordatevi tutti dove abbiamo parcheggiato le balene

Oceano, ultime balene. Questi sono i viaggi della Bara Volante alla ricerca di film della saga di Star Trek, per arrivare dove nessun capitano Achab era mai giunto prima!

A parte questo delirante paragrafo iniziale, devo ammettere che ci tenevo molto ad guidare questa Bara sulle rotte (verso la Terra) della saga di “Star Trek”. Come vi ho già raccontato fin troppe volte, conservavo gelosamente le mie vhs dei film con protagonisti Kirk e compagni, senza nemmeno saperlo visto che la serie tv avrei avuto modo di vederla solo molti anni dopo, di fatto li guardavo e riguardavo uno via l’altro proprio come avrei finito per fare con le puntate del telefilm, anche perché parliamoci chiaro, ad esclusione del primo film, che aveva il compito di portare l’USS Enterprise al cinema, già da Star Trek II in poi, ogni film della saga è concatenato uno all’altro. Ben prima che concetti come “binge watching” (anche noto come ammazzarsi di tv, una pratica di cui sono da sempre specialista), diventasse di pubblico dominio.

Star Trek. Telefono. Casa.

Come abbiamo visto nel precedente appuntamento con questa rubrica, Star Trek III aveva diversi compiti di svolgere tra cui riportare in scena Spock, ma è stato anche un film propedeutico, perché Leonard Nimoy ha potuto esordire al comando di una nave stellare alla regia, facendosi le ossa come regista e traghettando i personaggi verso il prossimo capitolo delle loro avventure, il prezzo da pagare sono qualche sotto trama rimasta aperta dopo gli eventi di Star Trek III - Alla ricerca di Spock e la quasi totale assenza della leggendaria USS Enterprise, distrutta con una sorta di funerale vichingo e temporaneamente sostituita da un ben meno aggraziato nella forma, ma del tutto funzionale “Sparviero” Klingon. Questi elementi e la memoria ancora ballerina di Spock, sono gli unici compiti da svolgere sulla lista delle cose da fare di questo capitolo, per tutto il resto, il limite era il cielo, anche se dovrei dire l’oceano visto il tema del film.

Questo spiega forse perché lo stile di “Star Trek IV - Rotta verso la Terra” sia un po’ differente rispetto agli altri capitoli della saga, ogni grande saga cinematografica ha un “cugino” strambo, per Mad Max è stato il terzo capitolo, così come per la rivale Star Wars. Star Trek invece si è giocata la quota di bizzarria con i toni da commedia di questo quarto film, che forse avrà anche fatto storcere il naso ai Trekkie più puristi, ma il risultato resta comunque notevole, visto che “Star Trek IV - The Voyage Home” è ancora oggi uno dei capitoli più popolari e amati della saga, giustamente aggiungo.

Un capodoglio era stato d’un tratto portato in vita molte miglia sopra la superficie di un pianeta alieno (cit.)

Quando una serie di film comincia ad accumulare tanti capitolo, è abbastanza normale avere il tempo di valutare anche i soggetti più bizzarri e tra le tantissime proposte volate negli anni durante le riunioni creative, quella del viaggio indietro nel tempo per Kirk e compagni era da sempre una delle più quotate. Farli viaggiare nel passato remoto avrebbe richiesto costi produttivi troppo alti, ma a ben guardare il 1986 è il passato remoto per i nostri futuristici eroi, quindi problema risolto, due piccioni con una fava. Che per inciso non credo sia un proverbio Klingon.

Una volta definito il viaggio nel tempo e la data, bisognava solo affidare all'equipaggio della compianta USS Enterprise una missione, qui il regista scelto per dirigere questo quarto capitolo ha fatto valere il suo peso politico, di chi stiamo parlando? Parafrasando un pezzo degli Who: vi presento il nuovo capo, è lo stesso di prima, perché anche questo capitolo come il precedente è stato diretto da Leonard Nimoy, che attorno al 1986 aveva sviluppato due grossi interessi, ed entrambi hanno trovato spazio (ultima frontiera) nella trama.

Qual è la miglior “buddy” coppia spaziale? E perché proprio Jim e Spock?

Nimoy dopo questo capitolo con abbondanti dosi di ironia, avrebbe mandato a segno una delle commedie più remunerative degli anni ’80, ovvero “Tre scapoli e un bebè” (1987), ma ben prima che Greta Thunberg facesse emergere la coscienza ecologista di una generazione, Leonard Nimoy aveva già abbracciato questa causa trovando il modo di convincere il produttore Harve Bennett, a farne il tema principale del nuovo film di Star Trek. Quindi i giovanotti di oggi hanno i “Fridays for future”, io invece avevo i “Fridays for Spock”.

L’argomento ecologista scelto è uno di quelli molto in voga quando era un giovanotto a mia volta, diventati decisamente meno popolari nel tempo, ovvero l’estinzione delle balene, e non mi riferisco alle persone di grossa taglia come dice Scotty (il solito James Doohan) nel film, una battutaccia che oggi non sarebbe nemmeno immaginabile, un altro segnale del tempo che passa e cambia.

L’attore James Doohan ha dichiarato che tra tutti i dialoghi recitati in carriera, questo è il suo preferito di sempre (storia vera)

Il piano di rendere questo capitolo più leggero e comico nei toni prende piede, tanto che ad un certo punto anche un Trekkie insospettabile come Eddie Murphy, sembrava seriamente interessato ad un ruolo nel nuovo film della saga. Chiamatemi malpensate, ma credo che Murphy fosse solo alla ricerca di un altro titolo in cui brillare, infatti quando Nimoy gli propose la parte del professore matto astrofisico di Berkeley, Murphy si teletrasportò sul set di Il bambino d’oro, e il suo ruolo venne riscritto diventando quello della dottoressa Gillian Taylor, la bionda Catherine Hicks che ovviamente è anche l’occasione per James “Trapano” Kirk di fare ancora una volta il provolone come solo lui sapeva fare.

“Quindi vieni dallo spazio?”, “Il posto migliore per limonare, dovresti provarci una volta di queste”

Per collegare i puntini come in un gioco della settimana enigmista, ci voleva uno sceneggiatore in grado di dare continuità, ecco perché la prima bozza scritta da Steve Meerson e Peter Krikes, è stata riveduta e corretta prima dal solito Harve Bennett e poi da Nicholas Meyer, responsabile dell’ultimo atto e della scelta dell’ambientazione, la città di San Francisco che il regista e sceneggiatore conosceva bene, ma tranquilli Meyer tornerà a trovarci ancora nel corso della rubrica.

If you're going to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hair una fascia in testa (quasi-cit.)

“Rotta verso la Terra” come è noto in uno strambo Paese a forma di scarpa questo film (il riferimento al capitolo e alla saga a cui appartiene, sono stati aggiunti per l'home video), comincia con una doverosa dedica alle vittime dello Shuttle Challenger esploso durante la fase di decollo pochi mesi prima dell'uscita del film, un momento serio e sentito che arriva prima di un film fondamentalmente leggero nel tono, ma che non risulta affatto una ruffianata facile, il legame tra la saga di Star Trek e la Nasa esiste fin dai tempi del primo capitolo cinematografico.

Traccia la tua rotta verso una stella e supererai qualsiasi tempesta (Leonardo da Vinci)

“Star Trek IV” tiene conto degli eventi del film precedente, Kirk è in attesa di giudizio per la sua decisione di guidare i suoi uomini nell’ammutinamento necessario a salvare la (nuova) vita di Spock. In esilio su Vulcano i nostri eroi hanno ironicamente ribattezzato lo "Sparviero", Klingon con il nome di “HMS Bounty”, devo ammetterlo, tutta questa gagliarda pirateria spaziale mi esalta!

No, non la merendina cocco e cioccolato.

Kirk e compagni sono prima di tutto un gruppo di vecchi amici, ma di certo non hanno dimenticato il loro debito d’onore con la Flotta Stellare, proprio per questo decidono di affrontare il loro destino, presentandosi di loro spontanea volontà al processo che quasi sicuramente li vedrà privati dei loro gradi («Viaggiamo su una nave nemica, non voglio morire mentre stiamo andando al nostro funerale»). Ma dopo una carriera passata a cercare nuove forme di vita e nuove civiltà, è l’avventura a trovare i nostri eroi, infatti la Terra è minacciata da una sonda aliena in grado di distruggere la vita sul pianeta, l’unico modo per disattivare il letale congegno è comunicare lo spegnimento nella lingua di una specie estinta ormai da secoli, ovvero le balene.

Quindi se l’equipaggio della neonata (e allora molto più economica) serie tv “The Next Generation”, viaggiava avanti e indietro nel tempo con facilità irrisoria, al cinema tocca anche a Kirk e compagni affrontare i flussi del continuum spazio temporale, spingendosi lo Sparviero a velocità warp attorno al sole dritti fino alla San Francisco del 1986, obbiettivo: le balene in cattività sotto le amorevoli cure della dottoressa Gillian Taylor nel parco acquatico della città.

Nel mezzo però metteteci due problemi gravi, il primo sostituire i cristalli di dilitio consumati dal viaggio con l’equivalente locale ovvero delle rozze e pericolosissime radiazioni, ma soprattutto come dice Kirk «Ricordatevi tutti dove abbiamo parcheggiato», perché l’invisibilità dello "Sparviero" Klingon è comoda per nascondere una nave spaziale nel 1989, ma il rischio e di vagare per il parcheggio con il rischio di rompersi il naso sbattendo la faccia contro lo scafo invisibile.

Potreste sempre far scattare la chiusura centralizzata e basarvi sul suono per la posizione.

“Rotta verso la Terra” si gioca tutte le situazioni comiche possibili offerte da una trama che prevede Kirk e compagni a zonzo per la San Francisco del 1989, tante gag di diversa portata che vanno dagli “spiccioli” per salire sul bus fino a mezzi paradossi temporali, come Scotty che suggerisce la formula per l’alluminio trasparente necessario a costruire vasche di contenimento per gli enormi cetacei. Quindi ricordate la grande lezione di “Star Trek IV - The Voyage Home”: se per strada vi capitasse di incontrare uno scozzese vestito in maniera buffa, che vi suggerisce strane formule, anche se pare non saper utilizzare un vetusto mouse per il computer, voi dategli retta, il vostro conto in banca e i nipoti che manderete all'università in cambio del il brevetto che riceverete in regalo, vi ringrazieranno.

Ho dei colleghi che con il computer sanno essere anche più imbarazzanti di così.

I momenti spassosi non mancano, Spock ancora confuso dopo la sua rinascita, non risulta il più eccentrico in giro per le strade di una città molto hippy, un posto dove fino al 22 febbraio di quest’anno, potevate comprare un libro nella libreria di Lawrence Ferlinghetti trovandolo in cassa (ciao Lawrence), ma basta una comoda fascia in testa alla Rambo per coprire le orecchie e il gioco è fatto. Se invece ve lo state chiedendo, pare che la gag di Spock che mette a dormire un rumoroso Punk armato di “Ghetto Blaster”, sia stata ispirata da un evento simile accaduto a Nimoy, che avrebbe voluto possedere davvero il potere della presa Vulcaniana, per dare un po’ di pace alle sue orecchie, non a punta fuori dal set (storia vera).

Punkabbestia Vulcanianoabbestia

I problemi di logica (come direbbe Spock) non mancano, ma “Rotta verso la Terra” li risolve con il sorriso, ad esempio la battuta di Kirk sul fatto che avrebbe potuto pescare due megattere a caso dall’oceano, ben si sposa con la sotto trama da farfallone di Kirk, che malgrado tutto trova il tempo di portare fuori a cena la bella dottoressa Gillian Taylor, inoltre le battute memorabili non mancano, bisogna solo scegliere la vostra preferita perché il film è pieno di dialoghi brillanti, tutti perfettamente adatti ai rispettivi personaggi, come Kirk che dichiara di non venire dallo spazio ma dall’Iowa, nello spazio ci lavora e basta, oppure il dottor McCoy che come al solito fa sfoggio di sarcasmo sul posto di lavoro (adoro Bones quando si esibisce in questa specialità!), dichiarandosi allibito dalla “mala sanità” del ventesimo secolo («Ne sapevano di più gli antichi Egizi!»).

Sono solo un guardiamarina russo che sta di fronte ad una centrale nucleare e gli sta chiedendo un po’ di raggi gamma (quasi-cit.)

Tra i “Due pezzi di scemo” e il sospettosissimo Pavel Chekov, un russo in giro per la California a chiedere dove si trova il più vicino reattore nucleare, “Rotta verso la Terra” procede agile e spensierato facendo da apripista alle ricerche dei delfini scomparsi di Ace Ventura, che non a caso nel 1994 finiva per fare l’imitazione del cast di Star Trek dentro la piscina di Fiocco di neve. Si, lo so cosa state pensando, i delfini sono mammiferi, non cominciate a fare gli Spock con me ok?

"Per l'amore del cielo Jim! Sono un vulcaniano, non un pesciniano!" (cit.)

“Star Trek IV - The Voyage Home” rende omaggio a tutti gli episodi della serie classica in cui l’equipaggio deve sbarcare su un pianeta per risolvere una minaccia più grande, il fatto che in questo caso il pianeta scelto sia proprio la Terra, contribuisce ad avvicinare Kirk e compagni agli spettatori, eliminando quel velo di linguaggio tecnico e modi da Flotta Stellare, che di norma facevano apparire un po' distanti (ma estremamente affascinanti) i nostri eroi. Affrontando problemi molto terrestri, tutti i personaggi emergono ancora di più grazie alle loro singole caratteristiche peculiari, quelle che li hanno resi delle icone del piccolo e grande schermo, ma anche dei personaggi amatissimi presso il pubblico.

Tra una fuga allegrotta in barella e un Michael Berryman in un piccolo ruolo da alieno, “Star Trek IV - The Voyage Home” è un film incredibilmente riuscito, che prendendo in parte le distanze dalle solite atmosfere alla Star Trek, non fa altro che esaltarle ancora di più, ma oltre al suo messaggio ecologista, il finale è il miglior gancio possibile per i prossimi capitoli.

Anche sotto quintali di trucco, Berryman si potrebbe riconoscere ovunque.

Fin dalla serie classica, Kirk ha sempre dimostrato di sapersela cavare nei processi che lo hanno visto come principale imputato, qui il nostro torna a casa con una retrocessione da ammiraglio a capitano, che per un avventuriero nato come lui è quasi un regalo. Per Leonard Nimoy invece è l’occasione di aggiungere al curriculum un passaggio chiave, quello che ti rende a tutti gli effetti un vero regista della saga di Star Trek, ovvero girare la sequenza dell’entrata in scena della nuova Enterprise tirata a lucido, quella che tornerà untile nei prossimi capitoli della saga, ma per quelli, avremo modo di parlarne nelle prossime settimane, fino ad allora, lunga vita e prosperità e non dimenticatevi di rispettare le balene.

Non perdetevi il post di SamSimon dedicato a questo film, anche lui oggi in rotta verso la Terra.

44 commenti:

  1. Inutile girarci intorno, a mani basse, per me, il miglior capitolo della saga classica al cinema. Ricordo ancora l'estate del 1986 quando aveva cominciato a girare il trailer per le tv locali e che senso di esaltazione misto a curiosità aveva provocato la visione di quelle poche scene, tanto che sono dovuto andarlo a vedere al cinema, forse l'unico film che ho visto sul grande schermo con Kirk e compagni e poi ovviamente in vhs e ogni volta che lo ripropongono, anche ultimamente a dir la verità. Ha delle trovate geniali, Scotty che parla con il pc mi fa sempre scompisciare, anche Bones che da una pillola al tipo nel lettino dell'ospedale e questo si riprende all'istante, nonché la scena del peschereccio con la fiocina che becca lo sparviero, più ecologista di così non si può. Insomma grande film e come sempre grande pezzo (anzi due pezzi, cit.) di Cassidy. 👋

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    1. Grazie mille capo ;-) Pensa che ancora oggi, quando alcuni miei colleghi enunciano ad alta voce i percorsi di rete, per raggiungere qualche cartella («Clicco su C, Computer…») a volte gli dico che non è Star Trek, non lo devi invocare il computer per farlo funzionare, ma ovviamente sono frasi che cadono nel vuoto, ormai ci sono abituato (storia vera). Cheers!

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    2. Dovere! Lascia stare che parlando sempre di colleghi ne ho alcuni che dicono sempre control c, control v quando fanno copia e incolla... Ma non possono farlo in silenzio? Non è che il pc li ascolta!! 😜

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    3. Proprio quello che dico io, quando avremo la tecnologia di Star Trek magari avrò senso farlo, ma per ora è tempo perso ;-) Cheers

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    4. Li ho avuti anch'io quei colleghi lì. Confermo la rottura di scatole😀😀😀 E grande film!!!

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    5. Più film di ST così e meno colleghi che parlano con il pc! ;-) Cheers

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    6. I colleghi così li vaporizzerei subito da uno sparviere Klingon, ovviamente sorprendendoli alle spalle dopo che siamo usciti dalla modalità di invisibilità. Più colleghi come Scotty e Bones, amanti delle birre romulane e delle megattere.

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    7. Magari, dove si firma? ;-) Cheers

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    8. Il problema è trovare uno sparviero Klingon in buono stato di conservazione!! ;)

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    9. Oppure ricordarsi dove è stato parcheggiato ;-) Cheers

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  2. Io ho sempre considerato questo film "minore" rispetto agli altri, col suo tono da commedia e l'ambientazione così poco (beh, per nulla) esotica. Solo ultimamente l'ho rivalutato.

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    1. Questo è il cugino strano della cucciolata, però bisogna dire che ha un gran ritmo ;-) Cheers

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  3. Gran post, come sempre! So che ora che ci penso pure io conosco gente più imbarazzante di Scotty col computer? X--D

    Davvero c'è l'imbarazzo della scelta in quanto a dialoghi brillanti! E non sapevo di Eddie Murphy! Però meglio così, la scienziata permette interazioni molto più... profonde con Kirk! :--D

    E che bello questo viaggio verso la Terra insieme! :--)

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    1. Cinque alto Vulcaniano! Ma secondo te Eddie Murphy è davvero un Trekkie? Secondo me no, voleva solo salire a bordo ;-) Cheers

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    2. In rete si trovano frasi che sostengono la cosa, ma nulla di serio o basato su un'intervista ufficiale...

      Ma se Tom Morello è un super fan, perché non Murphy?

      (ni, non ci credo nemmeno io!)

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    3. Ma Tom Morello è un nerd, quello mi stupisce molto di meno rispetto ad un Murphy in versione Trekkie, lui mi sembra sospetto ;-) Cheers

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    4. C'è quella scena ne "Il principe delle donne" dove Murphy sta guardando un episodio di Star Trek e ne parla con una ragazza, le dice che quelli che con le uniformi rosse muoiono sempre. Chissà se la storia delle Red Shirts è nata da quel dialogo, e la supposta passione di Murphy per Star Trek pure.

      Io andai a vederlo con mio papà al cinema, che non sopporta la fantascienza: la prima ora dormì, la parte sulla Terra disse invece che era carina (ma il film non lo riguarderebbe mai).

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    5. Non lo ricordavo affatto, ecco devo per forza rivederlo quel film, lo dico tutte le volte ma devo proprio farlo ;-) Cheers

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    6. Non ricordavo nemmeno io quella scena de Il principe delle donne. Urge un rewatch. Intanto mi sono comprato il cofanetto dei Beverly Hills Cop, stando in zona Eddie Murphy...

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    7. Il film è in catalogo su Prime Video, dovrei rivederlo anche io. Cheers!

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    8. Sì, infatti l'ho visto su Prime Video qualche settimana fa. Ricordavo la scena di Star Trek ma non ricordavo che fosse in quel film, che quindi avevo già visto e completamente dimenticato. Comunque eccola qui, dura un minuto: https://www.youtube.com/watch?v=oltfeDY4X7g

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    9. Mille grazie ;-) Cheers

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  4. Eccolo qua! Lo stavo aspettando e finalmente è arrivato. L'unico film di Star Trek che mi sia piaciuto e che riguardo volentieri se lo becco in tv. E infatti è il cugino scemo di Star Trek! Ha tutto di ST pur non essendo vero e puro ST. Sarà mica per questo che mi piace?

    Eddie Murphy?!?! Non ne sapevo nulla del suo interesse. Sarebbe stato divertente vederlo a fare il professore matto in ST. O agghiacciante? Boh!

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    1. Sei la conferma che questo film non solo funziona, ma ha tutto per avvicinare le atmosfere e i personaggi di "Star Trek" anche al pubblico che normalmente non ne vorrebbe sapere niente di questa saga ;-) Cheers

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  5. La mia scena preferita è quella del computer...e se non ricordo male ho letto che la produzione avrebbe voluto mettere un fiammante Commodore Amiga, ma la Commodore chiese dei soldi per l'utilizzo di quel computer. Mentre la Apple prestò volentieri un Macintosh Plus GRATIS, computer che così passò alla storia :D

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    1. Se avessero messo un Amiga, il me stesso bambino di allora sarebbe morto a vedere Scotty alle prese con il "mio" computer ;-) Cheers

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  6. Davvero uno degli insoliti film della saga con messaggio ecologista. Notevole la scena quando Kirk porta la dottoressa a visitare l'astronave. Non ricordo in quale film o telefilm della saga, (ma forse mi sbaglio) un ospite che visita l'astronave chiede al capitano il costo di tutto questo e lui risponde che il problema dei costi non è di questo secolo o qualcosa del genere.

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    1. Così su due piedi ti direi che è una battuta dal film "Primo contatto" ;-) Cheers

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    2. Era proprio quello con Picard, grazie Cassidy, mi scervellavo da tempo per quella scena "...l'economia del futuro è diversa. Il denaro non esiste nel 24 secolo. L'acquisizione della ricchezza non è più la forza motrice della nostra vita". Beati loro :)

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    3. Prego figurati, faccio fruttare questa immersione totale nel mondo di Star Trek, dove di sicuro campano meglio di noi, malgrado i Romulani ;-) Cheers

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  7. Un pezzo di cuore ^_^
    Se la memoria mi assiste, devo averlo visto addirittura in cassetta pirata, all'epoca, tanta era la voglia di scoprire subito la nuova avventura Trek. Gli voglio un sacco di bene, e le mille volte che l'ho rivisto è sempre stato un piacere ;-)

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    1. Resta bellissimo grazie a quel suo ritmo frizzante e i dialoghi azzeccatissimi, ha tutto per piacere ai non appassionati di Kirk e soci, figuriamoci a chi già era appassionato di questi personaggi ;-) Cheers

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    2. Da appassionato ovviamente confermo! Il messaggio ecologista, poi, aiuta non poco a far presa pure nel pubblico dei neofiti i quali, già favorevolmente colpiti da ritmo frizzante e dialoghi davvero azzeccatissimi al servizio di ottimi interpreti, possono essere spinti a scoprire tutta la mitica TOS magari proprio partendo da quel viaggio nel tempo che, nel film, Kirk ed equipaggio affermano di aver già fatto... ;-)

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    3. Anche perché è così, diventerà poi la normalità anche per gli altri equipaggi che saranno sempre a zonzo nel tempo ;-) Cheers

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  8. La famigerata sindrome dell'uomo che sussurrava ai computer...
    Credo che lo facciano prima di tutto per ricordarsi ogni passaggio. E poi per far vedere agli altri quanto sono bravi.
    Come un pupo che ha appena imparato a non farsela nelle mutande, proprio.
    Gusti personali a parte, lo ritengo l'episodio piu' amato e conosciuto.
    Forse non dai fan duri e puri, ma da chiunque sia appassionato di cinema, o conosca Star Trek solo di vista, o non ne mastichi per nulla.
    Quando parli di questa saga...immancabilmente viene fuori questo. Quello con le balene.
    Oh. Lo hanno visto proprio TUTTI.
    Forse proprio per via della sua cornice insolita. Che poi tanto insolita non e'.
    Se ci pensiamo, ogni volta che c'e' un film basato su un personaggio proveniente da un'altra epoca/galassia/pianeta/dimensione non esiste meccanismo piu' oliato di questo, per dare vita a sketch e situazioni paradossali.
    Un alieno alle prese con una realta' aliena.
    Qui Kirk e la sua truppa sono gli alieni. Come lo era E. T., o Marty.
    O Howard il papero.
    Qui Nimoy dimostra un'insospettabile propensione alla commedia e ai toni piu' leggeri. Nonostante ci sia in ballo roba grossissima, non dimentichiamolo.
    Forse sta affinando la tecnica per la sua commedia piu' famosa.
    A proposito: e' dalla volta scorsa che devo dirtelo.
    Non me lo ricordavo piu' che "Tre Scapoli e un Bebè" fosse suo!
    Piu' che altro mi ricordavo gli attori principali.
    Mi e' piaciuto anche questo. Anche per la cornice.
    NY e' sempre NY, ci mancherebbe. Ma Frisco esercita da sempre un fascino tutto particolare.
    E durante il mio primo (e per ora unico, e molto probabilmente ultimo) viaggio negli states ho avuto modo di confermare questa sensazione.
    Dovessi mai stabilirmi laggiu' , un giorno...vorrei vivere proprio in quella citta'.
    Mi ricordo anch'io la tragedia dello shuttle. Mi colpi' molto.
    Forse la prima volta che ai miei occhi la morte entrava in quel mondo. E in modo tanto brutale.
    Lo spazio per un ragazzino e' avventura. Scoperta. Mistero. E VITA.
    Certo che stai recensendo a manetta, Cass.
    Ormai sei nel tunnel, temo.
    Beh...e chi ha voglia, di uscirne?
    Sparaceli tutti!!
    E complimenti per l'ottimo pezzo.

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    1. Tunnel sì, ma spazio temporale ;-) Ho rivisto “Tre Scapoli e un Bebè” poco tempo fa, direi che funziona ancora piuttosto bene, molto meglio del suo insipido seguito, non diretto d Nimoy, per il resto ti ringrazio molto! Cheers

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    2. Beh, volevo giusto chiedertelo.
      Pensi di parlarne, prima o poi?
      In fin dei conti credo che lo abbiano visto TUTTI. Pure quello.
      C'erano quelle tre sagome di Selleck, Guttenberg e Ted Danson ("Cin Cin", maro'. Stavo alzato a orari che per un poppante erano da suicidio, pur di vederla) e a me tanto bastava.

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    3. Per ora non è in programma, però vedremo come andrà, ormai ho imparato che certi film un posto a bordo di questa Bara se lo prendono da soli ;-) Cheers

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  9. be', dai, dopo che nella serie classica visitavano la chicago degli anni 30, gli USA di metà anni '80 era una passeggiata!

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    1. Almeno a Frisco nessuno girava con il Mitra Thompson sotto il braccio ;-) Cheers

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  10. Il mio capitolo preferito della saga cinematografica. 😊
    Mi esaltò vedere l'equipaggio di Kirk a spasso sulla Terra nel mio tempo (vidi il film in prima visione alla tv), coinvolto in maniera corale in una missione ecologista che non risparmia umorismo senza per questo snaturare i personaggi. Infatti, specie nella terza stagione TOS, spesso i toni drammatici erano smorzati da battutine ben lontane dai titoli di coda.
    Se Scotty era già un personaggio che adoravo, questo film lo consacra mio personaggio di Star Trek preferito.
    E che dire di Spock che, liberate le balene tornando a casa sorride in maniera del tutto umana mentre è a mollo coi compagni? Non un errore, per me, ma un ulteriore strascico dell'episodio precedente, visto che Bones - umano - aveva l'aveva ospitato suo malgrado per gran parte del film...

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    1. Anche secondo me non è affatto un errore ma la fine di un percorso per un personaggio che in tre film è cresciuto. Inoltre grazie, perché mi permetti di affrontare l’argomento: Scotty è sempre stato uno dei miei preferiti, ma nella serie ha un ruolo da tecnico molto meno in vista, infatti mi ha stupito vederlo così poco utilizzato nella serie tv, quando è uno dei migliori sul grande schermo ;-) Cheers

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  11. Qualche anno prima di diventare trekkie (forse '92-'93), questo fu il mio primo contatto con l'universo "roddenberrystico": la prima storia che seguii dall'inizio alla fine (e che mi piacque molto); anche se, in quel momento, fu un caso isolato. Resta, con "Primo contatto", il mio lungometraggio preferito dell'intera saga. E mi sa che prende il podio dopo i calci di rigore.

    Il ritmo, l'ironia, il messaggio di fondo, mi colsero sin da subito e mi colpirono molto positivamente. Inclusa la pillola "ricresci-fegato" di Bones... Che avrà anche somministrato parecchie "gratta-bernoccoli" a quei poveretti che andavano a fare footing al Golden Gate Park e pigliavano a capocciate il Bounty occultato :-D

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    1. Ancora un paio di giorni e sarebbero stati scoperti, per via del numero di corridori stesi ammucchiati e con trauma cranico sparsi per il parco ;-) Cheers

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