venerdì 26 marzo 2021

Star Trek III - Alla ricerca di Spock (1984): l'amico (Vulcaniano) ritrovato

Oggi 26 marzo 2021, Leonard Nimoy avrebbe compiuto novant'anni, mi sembra giusto ricordare il padrino dei Nerd con l’esordio alla regia di Spock, diretto ed interpretato da Spock, dove tutti i personaggi del film, cercano Spock. Direi che come omaggio dovrebbe bastare no? Nel caso, passare anche a trovare SamSimon che si è esibito nella stessa specialità e Lucius sulle pagine del Zinefilo, che ha preparato qualcosa di speciale.

Star Trek II - L'ira di Khan, oltre ad essere un buon successo al botteghino diventa subito un classico, il seguito viene messo in cantiere al volo anche perché parliamoci chiaro, la proliferazione di finali di “L'ira di Khan” non erano altro che l’introduzione ad un terzo capitolo che non poteva mancare. Vi immaginate le reazioni se il terzo film non fosse arrivato oppure, peggio, se semplicemente avesse ignorato la bara (volante) di Spock atterrata sul pianeta Genesis? Vi immaginate Kirk e compagni di ritorno dal neonato pianeta terraformato dire qualcosa tipo: «Non lo abbiamo trovato, ma ora pensiamo a inseguire qualche Romulano», i Trekkie di tutto il mondo avrebbero dato fuoco ai cinema con i loro Phaser.

La Bara Volante di Spock, in bella mostra anche nei titoli di testa.

Chi di sicuro ha perso la pazienza è stato il regista Nicholas Meyer, che non ha gradito per nulla il rimaneggiamento al montaggio del finale del suo film. Per lui la morte di Spock avrebbe dovuto essere definitiva, quindi in aperta polemica ha rifiutato la regia del terzo capitolo, ma tranquilli, non questa rubrica, perché ritroveremo Meyer più avanti nel corso del nostro viaggio tra le stelle.

Bisogna dire che Harve Bennett, il produttore scelto dalla Paramount, sprofondato sulla poltrona di comando della saga di Star Trek nella sua missione cinematografica, aveva un’urgenza ben più pressante, ovvero convincere Leonard Nimoy a tornare ad indossare le orecchie a punta di Spock, il pubblico voleva il Vulcaniano più famoso della galassia e Bennet si era lasciato la porticina aperta per il suo ritorno, ora si trattava solo di convincere anche Nimoy, che però aveva idee più bellicose.

L’attore aveva auto modo di dirigere qualche episodio di alcune serie televisive, una pratica piuttosto normale ancora oggi vedere il divo di un programma dietro la macchina da presa, Nimoy è stato pioniere anche in questo, basta dire che una delle sue prime regie per lui è stata un episodio di T.J. Hooker, guarda caso la serie con protagonista il suo amico William Shatner.

William Shatner sempre pronto a dare una mano (ah-ah)

«Ok, tornerò nel ruolo di Spock per il vostro terzo film, solo che a dirigerlo sarò io». Questa deve essere stata più o meno l’affermazione di Nimoy, immagino che sia stata una scelta difficilissima per Bennet, attore e regista con un solo assegno? Problema risolto, possiamo iniziare a girare!

“Star Trek III - The Search for Spock” è un film con un compito preciso, ben espresso nel suo titolo, quasi un film di congiunzione se vogliamo, che di suo ha molto in comune con gli episodi della serie classica, e in tal senso avere un regista esordiente che arriva dalla televisione è quasi un segno di continuità, la sceneggiatura infatti è farina del sacco dello stesso Bennet, con un notevole contributo (sebbene non accreditato) dello stesso Nimoy che di fatto è presente per assenza. Professionalmente parlando occupa tutti i ruoli chiave della produzione, davanti alla macchina da presa invece tutti i personaggi sono impegnati a cercare Spock, insomma se questo non era il film giusto per ricordare il grande Leonard Nimoy, non so proprio cosa avrei potuto scegliere.

“Bella idea quella di dirigere un capitolo della saga Leonard, voglio farlo anche io”, “Ottimo, ti lascio il capitolo numero cinque”

Il film comincia riprendendo alcune delle numerose scene finali di "Star Trek II" con le musiche di James Horner, tornato a comporre una colonna sonora meno roboante rispetto a quella del capitolo precedente ma di sicuro non meno riuscita. Il passaggio chiave è la manata parcheggiata in faccia da Spock al dottor McCoy (DeForest Kelley qui con le mani pienissime per il super lavoro), poco prima della sua morte, di fatto la procedura Vulcaniana necessaria a “salvare” tutti i suoi ricordi nelle mente di un corpo ospite. Il tutto mentre il vecchio corpo di Spock, quello originale e defunto, si trova ancora su Genesis, rigenerato dagli effetti del pianeta e pronto ad ospitare i ricordi. Si tratta solo di unire tutti i puntini, ovvero capire perché Bones si comporta in modo così strano, recuperare il corpo di Spock su un pianeta neonato e altamente instabile e poi portare tutto in mano ai tecnici del reparto IT santoni su Vulcano, ci penseranno loro a rimettere tutti i pezzi al loro posto, facile no? Una passeggiata di salute. Ah! In mezzo mettete anche una ciurma di Klingon incazzati neri, altrimenti sarebbe stato troppo facile.

"Come non ti avevano detto dei Klingon? Ho cambiato", "Ma perché proprio i più incazzati della galassia?"

Si perché la prima bozza di sceneggiatura prevedeva la minaccia degli odiati Romulani, ma Nimoy ha preferito optare per i ben più cinematografici Klingon, anche perché il loro “sparviero”, la loro nave spaziale è dotata di sistema di occultamento, una trovata che tornerà spesso molto utile, anche nel resto della saga cinematografica di Star Trek. Per il ruolo del temibile comandante Kruge (nel doppiaggio italiano pronunciato qualcosa tipo “Crucc”, come Crucco e Tonto del Robin Hood Disneiano), il nostro Leonardo voleva Edward James Olmos, ma la produzione ha preferito Christopher Lloyd per via della sua maggiore altezza, anche perché le rughe sul volto di Olmos sarebbero sembrate un tutt’uno con la cresta rugosa sulla fronte, quindi più che un Klingon sarebbe sembrato un dinosauro.

Ora io lo so come state pensando: ma come? Il Doc di Ritorno al futuro nella parte di un sanguinario comandante Klingon (con tanti di cani Klingon, poi dicono che i cani non somigliano ai padroni eh?), sappiate che state per essere “scoppolizzati” a velocità luce: perché tutti si dimenticano sempre del giudice Morton?

"Grande Giove Qo'noS!"

Non vorrei passare per quello che cerca a tutti i costi la filosofia anche dove non avrebbe cittadinanza, non sono il tipo, ma l’influenza di un ragazzo di origini ebraiche come Leonard Nimoy nella sceneggiatura è impossibile da non notare. Qualcuno più impallinato di me con la religione potrebbe illustrarvi meglio tutta la parte legata alla morte e alla resurrezione di Spock, eppure fedele allo spirito laico che contraddistingue me e la serie di “Star Trek”, preferisco parlavi della parte che preferisco di questo film, che di fatto è una storia di vecchietti alla riscossa, anzi, per essere precisi è una storia di vecchi amici alla riscossa.

Vecchi, ma non da buttare (romantici rottami)

Scotty (James Doohan) che moltiplica sempre per quattro le previsioni sui lavori (ho dei colleghi che fanno anche di peggio) per mantenere la sua fama di saper sempre fare il miracolo, oppure Kirk (il solito irriducibile William Shatner) che vaga nella camera un tempo appartenuta all’amico defunto, incapace di rassegnarsi alla sua morte. Tutta la vecchia banda è quasi al completo, ma per esserlo per davvero manca proprio il Vulcaniano, che comunica con il vecchio amico chiamandolo Jim come se fosse il fantasma del Natale passato, infatti se escludiamo la voce narrante di Nimoy, impegnata ad enunciare la rituale frase «Spazio, ultima frontiera», le prime e le ultime parole che sentiamo pronunciare a Spock nel film sono rivolte al suo amico («Il tuo nome è Jim»), giusto per dare quel senso di circolarità tipico del ciclo di morte e resurrezione.

Il primo atto di “Star Trek III - The search for Spock” è galoppante con brio, Kirk si convince che Spock può essere ancora riportato indietro e tutto il cast, come succede nelle grandi squadre, sembra fare un passo in avanti per compensare l’assenza del carismatico Vulcaniano, persino Hikaru Sulu (George Takei) si guadagna la sua “frase maschia” ovvero «Don’t call me tiny», quando stende con una mossa marziale l’enorme guardia piazzata davanti alla porte che lo sfotte, per l’altezza non proprio cestistica.

Sulu, il maestro spirituale di Lola Bunny.

Una menzione speciale se la merita DeForest Kelley, che qui è chiamato ad interpretare due personaggi in uno, oltre al solito ringhio sardonico tipico del dottor McCoy, qui gli tocca anche caricarsi sulle spalle alcuni dei classici momenti alla Spock, insomma il buon vecchio Kelley si è decisamente sudato la sua paga.

“Ma io non ho idea di come si faccia il Vulcaniano, al massimo posso operarli!” 

Il piano di questa banda di arzilli (quasi) vecchietti è semplice: recuperare il corpo di Spock su Genesis per riportare l’amico in vita, ma per raggiungere il pianeta manca ancora un personaggio chiave a questa rimpatriata, non mi riferisco a quello con le orecchie a punta, parlo della USS Enterprise, anche lei prossima al ritiro, considerata dalla Flotta Stellare una ferraglia in circolazione da vent’anni, pronta per essere sostituita dalla ben più avanzata USS Excelsior, un nome che sarebbe piaciuto a Stan Lee. La vecchia nave spaziale sarà considerata un rottame da tutti, tranne che dal suo glorioso equipaggio, se missione di recupero deve essere, l’Enterprise non può mancare e poi lo sappiamo, quando Kirk può riprendersi il comando della sua nave (con ogni mezzo possibile) non si tira mai indietro.

No Uhura, in realtà è fantascienza.

Forse l’unica trovata che provoca una rottura con il passato (anche recente) della saga è rappresentato dal personaggio del tenente Saavik. Kirstie Alley che interpretava la Vulcaniana nel secondo film, ha richiesto semplicemente troppo soldi per tornare nella parte, quindi è stato più facile sostituirla con Robin Curtis, attrice comparsa anche in alcuni episodi di “The Next Generation” e che per altro, non somiglia per nulla a Kirstie Alley, quindi sembra di trovarsi davanti ad un caso di omonimia Vulcaniana, forse sarebbe stato più logico cambiare anche il nome al personaggio. Per altro, mi rendo conto di aver usato l’espressione “logico” parlando di Vulcaniani, questa lunga maratona dedicata a Star Trek sta iniziando a sortire i suoi effetti su di me.

Non so voi, ma io la ricordavo un tantinello diversa Saavik.

Il secondo atto del film s’impantana un po’ in un ritmo non proprio riuscito e in un numero di eventi che tende a proliferare: la sotto trama del figlio di Kirk (il Kirkino!) che era così funzionale in “Star Trek II” per sottolineare l’effetto malinconico del tempo che passa per tutti (anche per i capitani della Flotta Stellare), qui risulta quasi un peso, uno dei tanti punti da depennare sulla lista dei compiti da svolgere di questo terzo capitolo. Infatti l’arco narrativo di David si completa frettolosamente, con il personaggio utilizzato come legna secca gettata nel fuoco della competizione tra Kirk e il Comandante Kruge, a ben guardare il solito lutto necessario a motivare il protagonista e poco altro.

"É finita Kruge. Sto più in alto di te", "É la cosa più stupida che io abbia mai sentito!", "In effetti hai ragione".

Quello che invece mi incuriosisce ogni volta è l’assenza di Spock, del tutto (... non dire logica, non dire logica) legittima (... fiuuuu!) in un film che si intitola “Alla ricerca di Spock” ma è il modo in cui questa assenza viene colmata a dirci della grandezza del personaggio: il corpo rigenerato di Spock nasce, cresce e invecchia a velocità maggiore, quindi ad interpretarlo ci sono quattro attori (uno dei quali ha dovuto anche indossare delle lenti a contatto, per allinearsi al colore degli occhi di Nimoy, storia vera), anzi oserei dire cinque se consideriamo anche gli straordinari di DeForest Kelley. Insomma questo “Aspettando Godot Spockòt” colma il vuoto in qualche modo, in attesa del ritorno del Vulcaniano e del terzo atto, quello dove il film si riprende il suo ritmo iniziale.

“Ringrazia che ho un'ottima memoria"

In questa porzione di pellicola assistiamo allo scontro finale tra Kirk e Kruge (Cric e Croc), ma anche al lungo rituale Vulcaniano che comunque riesce abbastanza bene ad alzare l’asticella dell’emotività. Il ritorno in scena di Spock vale l’attesa, in un film che parla di vecchi amici pronti a rischiare l’uno per l’altro, la ricerca di Spock si completa e tutti i personaggi sono pronti a proseguire il loro viaggio.

Forse il limite vero di “Star Trek III - The search for Spock” è il suo essere legato a filo doppio al capitolo precedente, infatti ai tempi finivo sempre per infilarle la vhs di questo film nel mio videoregistratore, subito dopo aver rivisto “L’ira di Khan” perché di fatto, questo è il finale di quello che in televisione sarebbe stato considerato un doppio episodio.

That smile, that damned smile (cit.)

That eyebrow, that damned eyebrow (quasi-cit.)

Oggi buona parte di pubblico si lamenta dei film Marvel, ma già i film di “Star Trek” da questo punto di vista erano ben coperti, la natura seriale del telefilm viene replicata quasi identica in questo capitolo, che però è riuscito pienamente a svolgere tutti i suoi compiti: riportare in scena Spock, concludere le sotto trame rimaste aperte dal secondo capitolo e rilanciare la saga. Ma in senso più stretto è stata anche la migliore palestra possibile per Leonard Nimoy, un esordio che gli ha permesso di firmare nel tempo una delle commedie più popolari degli anni ‘80 (“Tre scapoli e un bebè" del 1987), ma soprattutto il prossimo capitolo della saga di Star Trek, quello che arriverà su queste Bare la prossima settimana, non mancate!

32 commenti:

  1. Non male il terzo (sempre meglio del primo), ma con il prossimo siamo con l'asticella elevatissima😀

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    1. Aveva svariati compiti da svolgere questo terzo film, il quarto arriverà a breve su queste Bare ;-) Cheers

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  2. film riuscito anzichenò, soprattutto se pensiamo che si tratta di un capitolo dispari!

    comunque il "Ok, però dirigo io" è ormai la classica mossa dell'attore che vuole svincolarsi da un personaggio "ingombrante", subito dopo "Ok, ritorno, ma muoio!".
    Quindi, tra altri 30 anni avremo un Ghostbusters 4, regia di Bill "Fottuto" Murray :D

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    1. Penso che il personaggio da cui dovrebbe prendere le distanze Bill "Fottuto" Murray è proprio Bill "Fottuto" Murray ;-) Questo titolo spariglia le carte sulla famigerata “maledizione” dei capitoli dispari. Cheers!

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  3. Splendida recensione per Aspettando Spockót! X--D

    Mi ha fatto morire anche la didascalia di Shatner a cui Nimoy promette di far dirigere il quinto... :--D

    Verissimo quello che dici, molto seriale, film di congiunzione, inevitabile notarlo! Eppure, pur facendo semplicemente i compiti per casa rimasti da fare dopo Khan, è un film più che dignitoso!

    Ed è un piacere festeggiare Nimoy con te!

    PS: ho preparato la rece di Star Trek IV, se vuoi ci coordiniamo pure su quello...

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    1. Quando ho visto la foto di quei due e la posa della mano di Nimoy la didascalia si è scritta da sola ;-) Un piacere tutto mio, ho il post in rampa di lancio, al più tardi domani ti scrivo per concordare un giorno della prossima settimana per andare a salvare le balene ;-) Cheers!

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  4. Un film diretto da Leonard Nimoy, con Leonard Nimoy, su Leonard Nimoy, per Leonard Nimoy, ecc. ecc...
    E che si credevano, che potevano rinunciare a un personaggio come Spock cosi' facilmente?
    Fare a meno di un "match - winner" quale era lui?
    Ci volevano provare, ho idea. E sarebbe stata una scelta coraggiosa. Ma che temo non avrebbe ripagato, al botteghino.
    Stiamo parlando di tempi in cui avevano dovuto far "resuscitare" Bobby di "Dallas", che la gente non era disposta a continuare a vederlo senza di lui!!
    Nimoy non ne voleva piu' sapere di Spock, in quel periodo. Ma poi, con una mossa alla Sly, accetta. A patto che lo diriga lui.
    Un film che e' la naturale appendice del precedente.
    La mossa azzeccata? Aver tolto di mezzo proprio Spock.
    L'assenza di un personaggio cosi' amato costringe di fatto tutti gli altri personaggi a fare il salto di qualita'. Persino i comprimari, che sfoderano grinta a pacchi e risorse inaspettate.
    Persino Kirk, che pure sarebbe il protagonista. Mai cosi' eroico come qui.
    D'altra parte, che fai quando togli uno dei personaggio principali, talmente carismatico da dare punti anche all'eroe?
    Succede che la storia diventa corale, dove tutti fanno del loro meglio per mettere una pezza e sopperire all'assenza. Uscendone rinvigoriti e risaltati.
    Ovviamente, tutto in vista del grande ritorno. Perche' e' quello che avevi promesso, e la gente alla fine ha visto il film e vuole la ricompensa finale.
    Il pubblico vuole il biscottino. Che puntualmente arriva, e sorprendentemente nel finale e' quasi sotto tono. Di proposito, immagino.
    Bene, abbiamo recuperato tutti. Si puo' ripartire.

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    1. Quello che mi piace di questo film è che spogliato di tutto, resta una storia di vecchi amici, anzi di vecchi amici vecchi, che non sembra ma altera un po’ le dinamiche. Considerando che dopo la serie tv sono anche un po’ nostri vecchi amici (vecchi), il film funziona proprio per questo ;-) Cheers

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  5. Molta emozione anche qui, ma ho sempre trovato la resurrezione di Spock un po' forzata, per me i morti devono rimanere morti, o si perde tutta la carica drammatica della morte.
    Questa man mano che si va avanti diventa sempre più una saga di "vecchi leoni alla riscossa" e anche questo ha contibuito a farmela adorare.

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    1. Vero, ma ti rimando al post di Lucius che potrebbe farti cambiare idea, forse ;-) Lo penso anche io, una saga che non fa finta di ignorare l’età dei suoi protagonisti ma anche la utilizza per farne un punto di forza, dopo aver viaggiato così tanto nello spazio, l’esperienza conta. Cheers

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  6. Anche se d'ora in poi penserò sempre a Sulu come Lola Bunny mi sono goduta questa bella recensione. Preferisco sempre L'Ira di Khan ma anche questo ha la sua forza. Grazie Cassidy!

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    1. Grazie cara, mai giudicare un guardiamarina dall’altezza ;-) Cheers!

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  7. Quanti ricordi di bambino, in quegli anni Ottanta in cui nessuno citava Guerre Stellari e il mondo della fantasia era dominato da Kirk e Spock ^_^
    Ovviamente l'ho adorato e rivisto all'infinito: mi faceva sempre ridere quando in un monitor dell'Enterprise parte la stessa animazione usata all'epoca dalla sigla de "Il mondo di Quark" di Piero Angela :-D
    P.S.
    Spock che concede il quinto film a Shatner è geniale: una sottile cattiveria che solo due amici si possono fare :-D
    P.P.S.
    Perché l'dea del cane Klingon non è più venuta a nessuno???

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    1. Quella foto con Nimoy con la mano aperta si chiamava la didascalia da sola ;-) Per altro i cani Klingon compaiono in una scena, non fanno nulla se non stare sulla plancia di comando (alla faccia di Pike che non era abituato a donne in plancia, i Klingon erano più ecumenici e democratici di lui, tiè!) e poi spariscono, forse proprio da “Star Trek”, li avranno abbandonati in una tangenziale galattica poverelli? ;-) Cheers

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    2. Se non sbaglio gli "adorabili" cagnolini dei Klingon avrebbero dovuto essere i Targ ma, essendo questi stati mostrati in TNG (prima stagione, episodio "Dove nessuno è mai giunto prima") come decisamente differenti dalla bestiola del capitano Kruge (Un Christopher Lloyd bastardo quanto serve) risulta chiaro come quest'ultima NON sia un Targ ma un qualcosa di altrettanto tenero chiamato Warrigul, altamente sconsigliato da abbandonare sulle tangenziali ;-)
      https://memory-beta.fandom.com/wiki/Warrigul
      Film seriale, di congiunzione? Certo che sì, del resto essendo Star Trek nato in televisione si porta inevitabilmente dietro alcuni dei suoi aspetti (hai detto bene, parlando di seconda parte di un doppio episodio) il che poco o nulla toglie alla sua fruibilità da parte nostra, al netto di un secondo atto non sempre perfettamente calibrato: rivedere i vecchi amici in azione è sempre un piacere, specialmente quando il loro scopo è salvare, riportandolo -letteralmente- alla vita, un altro loro carissimo amico il che per di più permette di portare alla conoscenza del pubblico un elemento "mistico" (definizione imprecisa e limitata) della cultura vulcaniana, e cioè l'essenza mentale chiamata Katra... la cui esistenza sarà ampiamente conosciuta (e da tempo) in ambiente medico all'epoca di DS9 e VOY ;-)

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    3. Mille grazie per la preziosa spiegazione, oggi qualcuno si lamenta della serialità della Marvel, ma questa saga era avanti beh, milioni di anni luce ;-) Cheers

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  8. Di questo film mi piace ricordare l'enorme sacrificio di Kirk per riportare in vita Spock, il più umano dei suoi amici: perde il figlio e l'Enterprise! Se però del Kirkino ce ne frega relativamente poco perché è durato un film e mezzo, della NCC 1701, senza lettere dopo, me ne dispiacque un sacco la prima volta che vidi il film!
    Per compensare l'assenza tangibile di Spock per quasi tutto il film, gli altri ufficiali conquistano quello spessore che nella serie classica, ma anche nei due film precedenti diciamolo, gli è sempre stato negato/limitato, poiché il tutto è sempre ruotato attorno al trittico Kirk/Spock/McCoy, con al massimo qualche genialata di Scotty. Qui invece il furto dell'Enterprise per la sua ultima missione coinvolge un manipolo di personaggi finora semplici comprimari, buoni solo a rappresentare il "volemose bene" di Roddenberry, mettendo assieme un asiatico, un'africana e un russo. Beh, era ora!
    Confermo la grandiosità di DeForest Kelley nell'interpretare un tormentato/sdoppiato McCoy, ma ho sempre ritenuto l'attore molto, ma molto, sottovalutato dal cinema!
    Saavik cambia, ma per me in meglio: la Alley mi piaceva ma la Curtis è più adatta a un personaggio vulcaniano, una faccia meno da commedia insomma...

    Hai detto che si è preferito mettere i klingon anziché i romulani per sfruttare l'occultamento dello sparviero; tuttavia anche i falchi romulani possono occultarsi 😜, ci hanno dedicato due episodi della TOS apposta.

    Il prossimo capitolo è il mio preferito, inizio a fare spazio per caricare due balene, pezzo di oceano incluso...

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    1. Esatto, la prima volta che vidi la fine della NCC 1701 ci rimasi malissimo e ancora oggi, solo a rivedere gif, immagini e ovviamente il film, mi prende un magone, quello che non coglia per Kirkino, personaggio ferma posto utilizzato pochissimo. Scotty infatti è uno dei più amati, ma avendo visto prima i film della serie, mi ha stupito trovare gli altri a fare davvero da comprimari e basta, penso anche al prossimo capitolo, hanno più attività in “Star Trek III” e “Star Trek IV” che in tutte le tre stagioni di TOS.

      Non nascondo che a tratti, DeForest Kelley è il mio preferito, anche se del trio scegliere non so, qui davvero si supera, un personaggio in lotta interiore totale. Concordo in pieno sulla Alley, anche se la scena del suo pianto nel secondo film è iconografica.

      Esatto, infatti è il motivo per cui Nimoy ha potuto chiamare il cambio in stile cestistico, Romulani fuori, Klingon dentro, senza perdere la possibilità di avere una nave con occultamento nella trama (storia vera). Cheers!

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    2. Credo che la mia preferenza per Bones come miglior medico non artificiale di tutto Star Trek sia merito anche della bravura dell'attore. Dignitoso anche il McCoy di "New Voyages", che ha pescato un attore che di cognome fa pure Kelley (John), ma anche la prova di Chuck Huber nell'episodio 5 di "Continues" è all'altezza. E considerando che sono produzioni fanmade/amatoriali... sticazzi! 😎

      Non avevo capito il discorso sui romulani: quindi Nimoy ha potuto scegliere i klingon avendo anche loro l'occultamento. Del resto i romulani vanno bene a piccole dosi, essendo sempre stata una specie alquanto misteriosa, meglio che si veda lo stresso indispensabile. Coi klingon invece la saga cinematografica sviluppa una vera e propria evoluzione che introduce poi gli assetti politici da TNG in poi.

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    3. Il tuo specificare non artificiale, mi piace ;-) Esatto ha potuto sceglierli proprio per quello. Cheers!

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  9. Sai che credo di averlo visto al cinema? Non ci metto la mano sul fuoco ma a naso mi sa di sì (se la memoria non mi inganna...). Vabbè, continuo comunque a non venire acchiappato dalla saga. E' proprio qualcosa che non mi arriva, che non mi appassiona. Anche se la settimana prossima, arriva quello che ebbe l'onore di venire registrato in un passaggio tv.

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    1. I film li trovi tutti su Prime Video, si possono vedere tranquillamente senza aver visto la serie (io l'ho sempre fatto), secondo me questa mini trilogia composta dai numeri dal 2 al 4 merita ;-) Cheers

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  10. Io credo di essere stato uno dei pochi ad esserci rimasto male anche per la fine del Kirkino, certo l'attore che lo interpretava lo tratteggiava in maniera molto poco simpatica, però avrebbe potuto essere un personaggio, se gestito meglio, che avrebbe potuto funzionare nell'economia futura della serie.

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    1. Molto, invece il futurista Bennet ha pensato di puntare sui cavalli che il pubblico conosceva, tipo Spock e tutti gli altri. Anche secondo me vedere Kirk interagire di più con il figlio avrebbe portato entrambi i personaggi verso una beh, nuova frontiera ;-) Cheers

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  11. E meno male che quando ho visto in TV il film precedente, dopo il magone della morte di Spok, mi sono subito ripreso la settimana successiva con questo seguito! Altrimenti sai che tristezza comsmica mi avrebbe preso? Pensavo anche ai Trekker / Trekkies di quel periodo a come avrebbero potuto reagire (penso piuttosto malino) quando hanno scoperto la fine di uno dei personaggi più rappresentativi e amati della serie, senza avere notizie sulla conferma di un possibile ritorno, anche se, con il senno da grande, era perfettamente plausibile (stavo anche io per scrivere logico). Comunque grande film, Bones qui è fantastico, invece Kirk mi sembra ridimensionato, forse è proprio uno degli effetti dovuti alla regia di Nimoy, che ricordo anche nella serie tv Fringe dove fece la sua ultima apparizione, sempre lasciando il segno. 👋

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    1. Era in Fringe oppure nel nuovo corso di Star Trek l'ultima apparizione? Forse come uscita i film sono arrivati dopo per motivi di post-produzione. Sai che ho sempre pensato lo stesso? Per fortuna a me bastava mettere dentro la vhs per mettermi alla ricerca di Spock ;-) Cheers

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    2. Mi sa che abbiamo ragione entrambi, ultima apparizione in serie tv è stata in Fringe e ultima al cinema nel nuovo Star Trek, che effettivamente è uscito dopo ma probabilmente per i motivi che adduci. In ogni caso una grande perdita. 👋

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    3. Entrambi titoli prodotti dal mio nemico giurato, ne parleremo comunque ;-) Cheers

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    4. Ehh lo sappiamo che hai delle ruggini con JJ, anche a me non fa impazzire ma Fringe a me piaceva parecchio, forse anche grazie a Anna Torv! 😜

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    5. Anna Torv bellissima, ma la serie l'ho abbandonata dopo 14 episodi (ho retto tanto...) senza rimpianti. Cheers!

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  12. Questo non lo ricordo, probabilmente mi deve essere sfuggito. Solo adesso sto recuperando con molta calma tutto questo universo di storie.

    P.S. Christopher Lloyd era anche lo zio Fester nei film della famiglia Adams.

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    1. Lo so bene, anzi spero di portarlo su questa Bara ;-) I film meritano, secondo me potrebbero piacerti. Cheers

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