mercoledì 10 marzo 2021

Boss Level (2021): quello che non ti uccide…

Joe Carnahan meriterebbe ben altre fortune in carriera, anzi a dirla tutta si meriterebbe una rubrica tutta sua, perché ha tutte le caratteristiche dei registi giusti, quelli che piacciono a questa Bara.

Parliamo di uno che ha esordito in carriera con un film indipendente scritto, prodotto, diretto ed interpretato con un titolo che riassume già tutto il suo buon gusto cinematografico: “Sangue, proiettili e ottani” (1998). A seguire “Narc” (2002) con la coppia di strambi sbirri Jason Patric e Ray Liotta, ed è qui che il nostro Joe attira l’attenzione di Tom Cruise che lo vorrebbe alla regia del terzo “Mission: Impossible”, ma Carnahan si conferma uno con una personalità e per questo poco disposto a fare da marionetta per Tommaso Missile, che infatti lo sostituisce con un cretino, un tale di nome GIEI GIEI, potreste averne sentito parlare, su questa Bara sicuramente male, ma tenetemi l’icona aperta su Tommaso, più avanti nel corso del post tornerà buono.

Carnahan si consola con quella tamarrata di “Smokin' Aces” (2006), ma poi inizia anche per lui l’infilata di titolo gustosi che non vedranno mai la luce, una sfortunata caratteristica che lega oltre a tutti i miei registi preferiti, anche gli autori di razza con la predilezione per il cinema di genere: Carnahan è il primo ad interessarsi ad un adattamento di Preacher (che sarebbe stato sicuramente migliore della serie tv), ma anche al fumetto “Nemesis” di Mark Millar, immaginate un Fantomas con l’aggiunta di quintalate di proiettili. Anche se il soggetto fumettistico più gustoso proposto da Carnahan era un rilancio di “Daredevil” per la Marvel, però ambientato negli anni ’70 più duri e puri, per stessa ammissione del nostro Joe, un film tratto da fumetto ispirato alle atmosfere di “Taxi Driver” (1976). La Marvel ovviamente rifiuta l’idea di post-datare uno dei suoi personaggi, qualche tempo dopo però la Distinta Concorrenza avrebbe ottenuto successo con un’idea identica a quella di Carnahan.

Il biondo alle prese con le bacchette è Joe Carnahan in una comparsata nel suo film, questo a destra invece è Mister Chow.

Oltre a firmare svariate sceneggiature, Joe prova la svolta pop dirigendo il caciarone “A-Team” (2010), che ricordo come abbastanza spassoso anche se non ho mai più rivisto, ma la svolta grossa arriva con quella meraviglia di “The Grey” (2011), con cui ho rotto le palle a tutti ma di cui non ho mai scritto qui sulla Bara, prima o poi tedierò anche voi con la mia passione per quel film. Con “The Grey”, Carnahan non solo firma un titolo maturo ma si ritrova come produttore esecutivo Tony, lo Scott giusto e fa quello che farebbe qualunque persone intelligente: impara da uno bravo, ma bravo per davvero.

La tormentata filmografia di Joe Carnahan prosegue, ogni tanto spunta un titolo divertente, scritto e diretto dal nostro, che puntualmente viene ignorato, eppure è stato l’unico ad usare le parole giuste quando Tony Scott ha lasciato questa valle di lacrime, in tutto il mondo dello spettacolo solo Joe Carnahan è riuscito ad affermare: «Tony Scott era un genio». Chiamatemi malpensante (avreste ragione), ma aver scelto il lato giusto della famiglia Scott, senza essersi “zerbinato” davanti ai potenti come Ridley o Tommaso Missile, non ha certo giovato alla carriera di Joe, che da tempo collabora con un altro che ha fatto la gavetta, perdonate la lunghissima premessa, ma è ora di parlare anche di Frank Grillo.

Il Grillo parlante sparante.

Frank Grillo è in giro da parecchio, magari lo ricordate come uno dei tanti sbirri di The Shield, il primo ruolo di peso lo ha avuto in “Pride and Glory” (sceneaggiato guarda caso da Joe Carnahan nel 2008), da allora non si è mai fermato: ha menato alieni, ha tentato con produzioni Netflix e anche un ruolo da cattivone in un film Marvel. Con il tempo è diventato uno di quei duri che mi piace ritrovare nei film, ma di certo non una stella, proprio Carnahan e Grillo infatti dovrebbero essere rispettivamente regista e protagonista del rifacimento americano di “The Raid” (2011), di cui non sento alcun bisogno nemmeno con tutta la stima che ho per questi due, ma considerando l’andamento della carriera di Carnahan, penso che questo progetto non arriverà mai.

L’idea di rifare “The Raid” riassunta in una Gif, ma anche la reazione di Grillo alla mia infinita premessa.

Si perché il buon vecchio Joe aveva in testa “Boss Level” sin dal 2012, ma visto che avrete intuito che non è proprio uno a cui sono stati stesi tutti i tappeti rossi in vita sua, Carnahan non ha trovato fondi per la sua storia, quella che lui stesso ha definito una sorta di “Ricomincio da capo” (1993) in chiave Action. Un soggetto che poteva essere innovativo nel 2012, ma oggi risulta inflazionato dopo serie tv, versioni horror e soprattutto dopo “Edge of Tomorrow” (2014), un film ad alto budget, con una trama molto ma molto simile (comodamente e ufficialmente tratta da un manga) e guarda caso, interpretato da Tom Cruise. Vi avevo detto che sarebbe tornato no? Vi avevo anche detto che sono un noto malpensante vero? Ecco quindi malpensate insieme a me.

Joe Carnahan quindi si ritrova oggi con un film che verrà inevitabilmente paragonato a tutti questi titoli, quando invece aveva avuto l’idea prima di tutti, basta dire che “Boss Level” era pronto dal 2019, poi una pandemia e una mancata distribuzione si sono messi in mezzo, tanto che il film è uscito su Hulu solo da pochi giorni (e probabilmente anche da noi con il titolo Nicciano che pialla l’effetto videogioco, “Quello che non uccide"), ma sapete che vi dico? Non cambia il risultato finale: una discreta bomba a mano.

Ammettetelo, dopo questa immagine ora volete vedere il film.

Avete presente i primi cinque minuti di un film? Quelli che ne determinano tutto l’andamento? Estendeteli fino a circa otto e allacciatevi le cinture, perché “Boss Level” comincia con Roy (Frank Grillo) che si sveglia nel suo letto, accanto alla bionda igienista dentale con cui ha passato la nottata e per prima cosa, evita un colpo di machete che potrebbe decapitarlo. Si alza, para due colpi, mette su il caffè, stende lo sgherro armato di lama che vorrebbe fargli la pelle e poi di ripara dietro una colonna di cemento armato, per non essere traforato da colpi di mitragliatore M60, sparati dall’elicottero in volo davanti alla finestra di casa sua. Se pensate che svegliarvi la mattina sia difficile, ricordatevi di Roy.

Buongiornissimo caffè bottè?

Un salto giù dalla finestra non troppo tardi (per non esplodere insieme all’appartamento), ma nemmeno troppo presto (per non mancare il camion scoperto dei rifiuti di passaggio), dopodiché un bell’inseguimento in auto, mentre una sicaria armata con una pistola di porcellana appartenuta ad un tale con i baffi come Chaplin (ma meno simpatico) gli spara addosso. Tutto così fino alle ore 12.47, dove nel solito bar gestito da Ken Jeong (il Mister Chow di “Una notte da leoni”) Roy verrà ucciso da un gruppo armato di sicari, tra cui la spadaccina orientale Guan-Jin (la bella Selina Lo), non potete mancarla, è quella che ripete il suo nome ogni volta che uccide Roy, perché il nostro eroe come nel giorno della marmotta, muore e ricomincia la stessa routine da capo. Ogni. Dannato. Giorno.

La Dodge Challenger SRT Hellcat del 2015, un discreto ferro anche in retromarcia.

Da ragazzino andavo giù di testa per un videogioco a scorrimento intitolato Ghosts 'n Goblins, lo conoscerete è famossissimo, tra demoni alati, zombie e piante carnivore, per passare al livello successivo bisognava più che evitare le minacce (che ti facevano perdere l’armatura lasciandoti in mutande, letteralmente), bisognava imparare a memoria il ritmo e i tempi, se sbagliavi a muoverti troppo a sinistra o troppo a destra, oppure se saltavi nel momento sbagliato, perdevi l’incastro giusto e ti toccava ricominciare da capo, proprio come Roy il cui scopo nella vita è quello di sopravvivere ai vari sicari mandati dal “Boss finale”, il cattivissimo Clive Ventor interpretato da un Mel Gibson più sornione che mai (degli applausi per il vecchio Mad Mel sarebbero graditi) e magari ogni tanto, ritagliarsi un po’ di tempo tra una morte e l’altra, da passare con suo figlio Joe, per altro interpretato dal vero pargolo di Frank, ovvero il giovane Rio Grillo.

“Dai papà così non mi vedrà nessuno nel film”, “Dovevi essere il figlio di Beppe per far carriera, rassegnati”

Joe ha “bigiato” (visto che termine vecchia scuola che vi tiro fuori oggi?) per partecipare ad un torneo di vecchi videogames, un omaggio al “retrogaming” ma anche alla natura stessa di “Boss Level”, un film che ripete all’infinito la stessa lunga, lunghissima coreografia d’azione, fatta di botte, mitragliate, lancia granate ed inseguimenti in auto, sulle note di “Foreplay” dei Boston.

“Boss Level” dura 100 minuti tondi, rallenta solo per fare spazio ai due nomi in cartellone più grossi del protagonista Frank Grillo, mi riferisco al già citato “Mad” Mel Gibson con barba e sigaro, che ormai non si fa problemi a ritagliarsi ruoli da cattivo (d’altra parte Hollywood lo vede così) e in un film di reietti dona carisma anche nel ruolo del super criminale con super piano di dominio mondiale (ma con gustosa variante), con la naturale propensione per i lunghi monologhi, che per noi spettatori si traducono nel sentire Gibson parlare di cinghiali e pitoni nella giungla del Burma nel 1979, ma per il povero Roy sono un’ulteriore travaglio, pensate che gioia: essere nuovamente morti, avere la prospettiva di dover ricominciare tutto da capo e inoltre, doversi puppare lo stesso monologo ancora una volta!

Gli Incredibili? Mai visto. Vado con il monologo del cattivo allora?”

L’altro nome grosso è quello di Naomi Watts, alle prese con l’altro personaggio didascalico del film (qualcuno potrebbe dire, da videogioco), se Gibson è il cattivo cattivissimo, la Watts ricopre il ruolo dell’ex moglie, tutto sommato in buoni rapporti, che coinvolge il marito ex forze speciali, per mettere i bastoni tra le ruote al piano del cattivone. Si perché la bionda Naomi qui é la solita L.S.F. (La Scienziata Figa copyright La Bara Volante 2021) inventrice di una macchina dal nome egizio che permette di riavvolgere il tempo, la ragione per cui Roy finirà a cantare Attenti al loop ucciso a ripetizione con l’unico obbiettivo di raggiungere e fermare “Mad Mel”.

Naomi potrebbe convertire anche un NoVax alle gioie della scienza.

“Boss Level” ha solo una zavorra, quella di dover concedere a Naomi Watts e a Mel Gibson dello spazio nei loro ben più che archetipici, i due personaggi svolgono spesso il ruolo di “spiegone” nella storia, non perfettamente amalgamati con il resto del ritmo indiavolato del film, ma è un piccolo prezzo da pagare, perché Gibson offre un ottimo cattivo e Naomi Watts sfoggia un buona chimica con Frank Grillo, i due sembrano davvero una coppia (scoppiata) con una loro storia passata, la loro prova fa dimenticare il fatto che i personaggi sia più didascalici di quelli di un videogioco inoltre, mi sia concessa una riflessione servita come contorno: Naomi Watts era considerata una sorta di Nicoletta Ragazzino minore, tra le due balla un anno di differenza, ma Naomi si conserva molto meglio della Kidman, magari è solo merito di un chirurgo migliore, in ogni caso santa Naomi, anche lei una vita da reietta, non poteva che risultare azzeccatissima in questo film pieno di gatti senza collari ai ferri corti con Hollywood.

"Mai sparato con due pistole mentre saltava scivolava?" (quasi-cit.)

Questo film mi ha gasato così tanto, che devo seriamente aggrapparmi alla tastiera e trattenermi dal raccontarvi tutte le svolte più gustose, Frank Grillo qui si guadagna il ruolo da assoluto protagonista e buca davvero lo schermo, non solo perché con quel fisico è credibilissimo come protagonista di una lunga trama d’azione, ma perché nel tempo ha accumulato il chilometraggio necessario a risultare impeccabile anche come (disincantata) voce narrante del film, oppure a funzionare alla perfezione nei momenti comici. Roy nel film deve guidare a tavoletta, sedurre bionde, bere come un marinaio, sparare, picchiare, combattere con la spada (perché come in un videogioco, ogni elemento conta, anche Michelle Yeoh seduta sullo sfondo ad un tavolo del locale), una prova a tutto tondo per cui qualunque attore ucciderebbe (COFF coff Tom Cruise! Coff COFFF!) e che finalmente vede Frank Grillo assoluto protagonista, tanto da potersi permettere di scherzare sul fatto che Liam Neeson (due film diretto da Carnahan) in realtà è un finto duro.

“Non dovresti dire certe cose ragazzo, ci vuole rispetto per gli anziani e poi anche tu, non sei più un pischello”

L'ultima fatica del buon Joe prende Guns Akimbo e ne corregge il tiro, perché una questione è avere l’ex Harry Potter come involontario eroe d’azione, un'altra avere uno specialista come Grillo davanti alla macchina da presa e un altro, come Carnahan a dirigere questo grande spettacolo, che per certi versi è un po' il Déjà Vu firmato dal vecchio Joe. Bravo ragazzo, Tony sarebbe orgoglioso di te.

“Conosco il Kung-Fu”, “Hai finito di fare il nerd con queste citazioni a casaccio?”

Si perché il tocco di quei due aggiunge spessore a “Boss Level”, un film in cui non mancano morti ammazzati, denti strappati, omaggi a “Street Fighter” ma anche dosi abbondanti di cuore. Si perché complice la possibilità di recitare con il figlio, Grillo riesce ad essere un protagonista a tutto tondo, uno per cui viene davvero voglia di fare il tifo, in grado di compensare l’assenza di Game Pad nelle nostre mani, che poi è il grande problema dei film tratti da videogioco, un problema che Carnahan risolve brillantemente, sia con la regia che con la trama.

Aperta la stagione di caccia al Grillo.

Si perché nella sua manica “Boss Level” ha più di un asso, Joe Carnahan porta tutta la sua esperienza nel dirigere film caciaroni, pieni di azione e di personaggi sopra le righe, ma anche di metterla al servizio di una storia (scritta da lui insieme a Chris ed Eddie Borey), in cui le motivazioni del personaggio trovano spazio e danno spessore ad un protagonista che sarà anche un videogioco umanoide, ma di sicuro non risulta bidimensionale. Contrapposto alle motivazioni di “Mad Mel”, il nostro Roy diventa un’icona di resistenza umana e “Boss Level”, un inno alla resilienza, alla caparbietà e all'intelligenza necessaria per risolvere tutte le situazioni che la vita ci lancia addosso. Se il cattivone vorrebbe cancellare e ricominciare, Roy impara dagli errori del passato, ora non vorrei metterla giù troppo dura, perché comunque “Boss Level” resta un ottimo film in cui potrete vedere Grillo e Carnahan esibirsi in tutte le specialità che hanno reso grandi i film d’azione, ma è anche una presa di posizione: il passato non cancellarlo e dimenticarlo, al massimo devi imparare da esso e le mazzate prese nella vita, sono tutta esperienza accumulata.

Se è porno tolgo

Che bello vedere un eroe d’azione occidentale che impara, si allena, sbaglia, cade, si rialza e migliora, insomma uno che se la suda, dopo tanti eroi che sembrano invincibili, quando invece sono solo attori che ripetono una coreografia che hanno imparato due settimane prima delle riprese.

Frank Grillo e Joe Carnahan non faranno mai il botto, probabilmente non faranno nemmeno mai la versione americana di “The Raid” perché sicuramente qualche altra sfiga lo impedirà, ma per questa storia non potevano esserci due nomi migliori. “Boss Level” a mani basse potrebbe diventare un piccolo film di culto, oltre che uno dei titoli più riusciti del 2021, ormai sono più disilluso di Roy, non credo che sarà il titolo che farà finalmente fare il salto che merita la carriera di Joe Carnahan, a quello ormai ci ho rinunciato, sarà per sempre incastrato nel loop tra il regista che avrebbe potuto mantenere in auge il cinema “muscolare” ad Hollywood e quello che probabilmente sarà, un eterna grande speranza mai davvero espressa. Nel mezzo è bello sapere che uno così non mollerà mai il colpo, Joe Carnahan uno di noi, tieni duro ragazzaccio!

40 commenti:

  1. Non ho visto tutti i film di Carnahan,ma ricordo benissimo il cupissimo "THE GREY",un film devastante,con un utilizzo del sonoro che a me ha ricordato tantissimo il lupo mannaro di Landis,basta pensare all'incontro frontale con il branco di quadrupedi nel buio della tormenta,a me ha ricordato la scena della brughiera,i versi animaleschi sono quasi uguali.Mi piacque poi molto il fatto che fù utilizzato per il capobranco un animatronic che gli conferiva un look vagamente soprannaturale,molto mannaro.Panorami stupendi,musiche eteree,personaggi umanissimi che si confrontano con i misteri della vita ed oltre,ma soprattutto un finale che mi ha provocato la slogatura della mandibola da cui mi devo ancora riprendere!Non mi ricordo se quel film fù un successo,non ne parlarono in molti quando uscì!Davvero un peccato si sia stato un flop,meritava di far lanciare verso le stelle la carriera del regista!

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    1. Ancora oggi viene scambiato per il solito film di Liam Neeson d’azione che in quel periodo uscivano un soldo alla dozzina, prima o poi gli dedicherò un post. Cheers!

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  2. Per quanto riguard Mel Gibson,io ho una teoria,il crollo della sua carriera non penso sia semplicemente dovuto ad alcune sue dichiarazioni stradali che per correttezza va ricordato che furono dette da un Mel ubriaco che per altro soffre anche di bipolarismo.Il vero probelam e quello di essere un dichiarato uomo di fede cattolica in una hollywood popolata da persone che fanno del loro ateismo o una qualsivoglia mancanza di spiritualità un vanto di vita.Tutti a dire che Gibson è un ipocrita perchè commette errori nonostante sia il regista del film su Gesù,il fatto che commette errori non fa di lui un ipocrita,semplicemente e umano come tutti noi fra alti e bassi,questo non lo rende comunque meno sincero sulla sua fede!E poi lasciarsi scappare un talento come quello del pazzo Mel è....da pazzi!

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    1. Indipendentemente dall’orientamento religioso, sia di Mad Mel che di Hollywood, credo che la questione sia sempre la stessa: se sei ricco e famoso puoi permetterti di essere eccentrico, se non hai successo allora sei solo matto e questo vale a tutte le angolazioni del mondo. Appena Gibson ha smesso di essere la super star che spaccava i botteghini ha iniziato a diventare scomodo, lui ci ha messo parecchio del suo ed è un peccato, a me i suoi film da regista piacciono, non credo di aver voglia di vedere un remake di “Il mucchio selvaggio”, ma la versione che Gibson minaccia da anni, forse potrebbe avere delle cosette da dire. Cheers

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  3. Quanto era bravo poi Gibson in "Ipotesi di Complotto" di Donner,ci vorrebbe una rubrica di Richard Donner!

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    1. Sono anni che ci penso ad una rubrica su Donner (storia vera). Cheers

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  4. Donner che racconta di aver ricevuto la chiamata per dirigere Superman mentre stava sulla tazza del cesso di casa sua per me e iconica,tu guarda le coincidenze con il cesso esplosivo di arma letale 2.

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    1. Tutto quello che ha fatto Donner è leggenda, non era nemmeno la prima scelta per Superman (lo avevano proposto a tutti) eppure ha fatto la storia. Cheers

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  5. Sono un fan di Tony, ma anche di The Edge of tomorrow..quindi non posso mancare questo... ti dirò...😉

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  6. Guns Akimbo diventa grande? Arrivo!! Gran bel pezzo Cassidy, mi hai proprio messo voglia di vederlo!

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    1. Se ti è piaciuto quello, questo ti piacerà di più, ti ringrazio Carnahan si merita un po' di sana pubblicità. Cheers!

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  7. Già solo citando Ghost'n Goblins e Street Fighter mi hai conquistato. DEVO vedere questo film quanto prima.

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    1. Li troverai entrambi, il primo nella forma il secondo citato apertamente ;-) Cheers

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  8. L'altro giorno ho avuto la prova di quello che già sapevamo, che cioè Frank Grillo è entrato ufficialmente nel Gotha degli eroi d'azione. Infatti la Eagle Pictures qualche mese fa ha portato in Italia "Into the Ashes", dove Grillo campeggia in locandina ma fa solo una piccola parte di cinque minuti: in pratica è diventato Bruce Willis! :-D
    Questo nuovo film me l'hai venduto già solo con la GIF di Frank che guida una Dodge, una dose letale di gagliardiaggine che basta da sola!!!
    Visto come Tom ha ridotto la trama di Edge of Tomorrow, Carnahan poteva uscire con lo stesso film anche lo stesso anno e sarebbe stato mille volte meglio :-D

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    1. Per altro ha un film in uscita proprio in coppia con Bruce Willis, avrà già ereditato lo scettro del cinque-minuti-Bruce? ;-) Ti assicuro che è uno spasso, Carnahan si esibisce in tutte le specialità così come Grillo, ha fatto tutta la gavetta, si vede, non è uno che ha imparato la coreografia e basta. Cheers!

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  9. Grazie Cassidy, mi hai appena venduto il film, cercavo da tempo un action fatto bene e con protagonisti "giusti" e se mi mettono Grillo, Gibson e la Watts nella stessa pellicola, sono costretto a vederla!
    Grillo lo conosco dai tempi della serie tv The Gates e devo dire che è migliorato sempre di più, anche se ha una predilizione per i titoli action, lo trovo azzeccatissimo nella parte del tipo tosto, anche perché è una persona dalle caratteristiche fisiche normali, un pò come Gibson da giovane, quindi viene più facile identificarcisi. Ricordo anche i due The purge dove era un ex poliziotto, se non ricordo male, inutile dire che sono a mio avviso i migliori di tutta la serie. La Watts è una vera milf del ribaltabile, insieme alla Hayek una delle mie preferite, anche perché sono ormai negli anta, le attrici ragazzine sono bellissime ma un pò lontane dai miei gusti... Gibson sembra aver imparato dagli errori di Bruce Willis, appare meno presenzialista del collega e con ruoli piccoli (tranne alcune eccezioni) e più adeguati. 👋

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    1. Speravo fosse divertente, quando ho scoperto che era di “Carnahangeddon” ho cambiato posizione sulla poltrona ;-) Avendo visto da poco Nicoletta Ragazzino in “The Undoing”, lo stato di conservazione di Naomi Watts mi è balzato subito agli occhi, Gibson è ancora nel mezzo del suo grande piano di rientro, che comunque sta funzionando, Grillo invece qui sfoggia i muscoli, la faccia e le doti giuste per il ruolo da totale protagonista. Cheers!

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  10. Prima o poi rimediero' all'onta.
    Anche perche' il buon Carnahan deve aver saputo cosa penso di lui dopo aver letto il suo sentito commento sulla dipartita del TONY.
    E probabilmente sa anche che non ho ancora visto "The Grey" (ebbene si, lo ammetto. Nonostante tu stesso, Cass, mi abbia invitato a piu' riprese a vederlo assolutamente).
    Insomma, credo che saremmo ottimi amici. E Carnahan ci tiene a tutti i costi che lo diventiamo, se per tutta risposta mi tira fuori una roba come questa!!
    Ok, ok. Ho capito. Rimediero' quanto prima. Messaggio ricevuto.
    Se poi mi citi Street Fighter e Ghost' N' Goblins...me lo hai gia' venduto.
    Di G. N' G. mi ricordo soprattutto il bastardissimo demone rosso del primo livello (futuro protagonista di Gargoyle' s Quest per Game Boy e di quella meraviglia di Demon's Crest per Super Nintendo) che quando partiva all'attacco era troppo veloce per poter essere evitato.
    Unica soluzione...sparare a manetta mentre gli si correva incontro, per seccarlo prima che si alzasse in volo.
    O ci riuscivi, o eri morto.

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    1. L’unico ad Hollywood a definire lo Scott giusto un genio, nemmeno il fratello si è spinto fino a quel punto, lo stimavo già prima Carnahan, quando ho letto quell’affermazione era chiaro che non fosse una sparata ma il suo vero parare su Tony. Bene, ti ho dato un po’ di film da vedere con questo post ;-) Cheers

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  11. Quella giravolta in scivolata incrociando le due pistole mentre ancora si spara in Tomb Raider 2 non mi riusciva mai! Comunque mi hai venduto il film alla grande: non vedo l'ora di giorcarc... ehm ... di vederlo. Alla GIF "porno" ero troppo gasata! 😛

    Quando finii di vedere Edge of Tomorrow mi prese un'insana voglia di tirare qualcosa al televisore. Peraltro mi sono accorta di confonderlo con Oblivion, mentre chissà perché Moon (2009) non lo confondo con nient'altro...

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    1. Forse non avrei dovuto metterla, ma quando vedrai il film capirai che non ho rovinato la visione a nessuno. "Edge of tomorrow" nel secondo atto si perdeva, "Oblivion" invece era una schifezza fin da subito, molto meglio "Moon" o questo, che poi é l'Edge of tomorrow di noi altri ;-) Cheers

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  12. Devo ammettere che a leggerne la trama e a guardarne la locandina questo film non mi diceva nulla e non gli avrei dato due soldi. Con questa recensione però potresti avermi convinto a dargli un'opportunità!

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    1. Posso dirti che la locandina era abbastanza scarsa, ma nella versione di Hulu risulta ancora più insipida, tutto l'opposto del film ;-) Cheers

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  13. A me bastavano solo "action" e Frank Grillo, ma mi hai straconvinta con tutto il resto!

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    1. Ti piacerà un botto ne sono certo, non vedo l'ora di leggere il tuo parere ;-) Cheers

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  14. Mentre leggevo pensavo proprio a "Guns Akimbo" e poi lo citi verso la fine. In effetti questo "Boss Level" sembra la versione giusta di quel film noiosissimo. Me lo recupero sicuro.

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    1. Direi la versione migliorata e con i muscoli al posto giusto, merita la visione ;-) Cheers

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  15. Totalmente dimenticato di aver letto questa recensione, appena il film è apparso sul catalogo Prime Video me lo sono visto, e devo dire anche con piacere. Grillo è Grillo e grilleggia al punto giusto, ci sono katane (ops, pardon, spade cinesi) e mitragliatrici, si gioca con uno schema ormai inflazionatissimo come il giorno della marmotta così da non far pesare che ne abbiamo visti già mille di troppo, di film simili, insomma una buona visione. E di questi tempi è un grande risultato ^_^

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    1. Lo penso anche io, spicca dal mucchio perché ci crede e si gioca bene le sue carte, ora come ora, avercene di film così ;-) Cheers

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  16. L'ho trovato su prime ed il trailer mi ha subito interessato...
    ... invece film guardabile, ma niente di speciale:
    Guns Akimbo l'ho trovato molto più centrato e soddisfacente.

    Il film in sè sarebbe anche caruccio, ma all’entrata in scena della “scienziata” ho iniziato ad abbioccarmi, per poi venir definitivamente steso dalla scena tra la “scienziata” ed il cattivo.
    Per fortuna il prosieguo poi risolleva l’andazzo.

    Però complessivamente, rimanendo in tema di loop temporali, ho gradito di più la declinazione in chiave horror (auguri per la tua morte), ma soprattutto la declinazione in chiave commedia da wedding party (palm springs): quest'ultimo mi è piaciuto proprio e sfoggia un j.k. simmons che centra una doppietta negli ultimi mesi, insieme al suo ruolo nella guerra del domani (piccolo ruolo, grande presenza e la parte migliore del film... il che purtroppo è tutto dire sulla qualità complessiva di quel film).

    Nathan

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    1. La scienziata di Naomi è un ruolo ingratissimo, un po' damigella in pericolo un po' addetta agli spiegone, sospetto un cambio di direzione (o di sceneggiatore) nella storia. In ogni caso conferma che il registra è uno sfortunato anticipatore che finisce per arrivare sempre dopo, qui battuto sul tempo da "Guns Akimbo" anche se questo film omaggia un po' meglio il retrogaming. Cheers!

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  17. Visto ieri sera! ma Gronkosky?? comunque concordo con te che questo si ritaglia un bel posticino tra i grandi. Manca solo Mortal Kombat nelle citazioni dei migliori (visto che per me è il TOP)
    Ciao Cas!
    Strahd VZ

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    1. Si è ritagliato un ruolo da sgherro il vecchio Rob ;-) Cheers!

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  18. Rispetto alle ridicole idre de La guerra di domani, tanto strombazzato.. Boss Level oltre le più rosee aspettative!!

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    1. Che ti avevo detto? Ci sarà un motivo se l'ho pubblicizzato tanto ;-) Cheers

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  19. L'unica pecca di questo film per me è il "momento spiegone", soprattutto perché è fuori dalla linea del racconto del protagonista e mi sarebbe piaciuto scoprirlo assieme a lui. Per il resto, un film veramente godibile da riguardare.

    Fun fact. Tempo fa casualmente ho letto un'intervista di Grillo dove diceva che non voleva fare il film degli Avengers, per stare in scena 5 secondi ed essere anche pagato pochissimo. Fu proprio suo figlio a convincerlo dicendogli che, apparendo lì, gli si sarebbe aperta la carriera. E così (forse) è stato.

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    1. In effetti la Marvel spreca i talenti "di menare" solo perché hanno i soldi per farlo. "Boss Level" ha avuto qualche riscrittura, si nota, però oh gli voglio troppo bene, avercene di film così! ;-) Cheers

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