martedì 2 marzo 2021

57 canali e niente da vedere: The Undoing, Bonding, Lupin, White gold e Alice in borderland


Torna l’appuntamento con titolo Springsteeniano, con le ultime serie viste di recente, non perdiamo altro tempo, pronti partenza, via!
The Undoing - Le verità non dette
Stagione: miniserie completa
Dove la trovate: Sky Atlantic

Siamo uno strambo Paese a forma di scarpa di santi, poeti e fanatici dei grandi nomi di Hollywood, Nicole Kidman e Hugh Grant sono due vecchie lenze che ancora accalappiano tanti spettatori. Se per caso fate parte della scuola di pensiero per cui qualche nome grosso nel cast basta a salvare la storia, “The Undoing” è l’ennesima conferma che i Viiiiiiiiipa non bastano.

Ugo e Nicoletta Ragazzino sono una coppia di Newyorkesi, ricchi affermati e abbastanza insopportabili, vivono a Manhattan, hanno un figlio, lei fa la psicoterapeuta, lui è oncologo pediatrico, la loro bella vita va a rotoli quando Ugo viene accusato di aver ucciso la giovane madre di uno dei compagni di scuola del figlio, una donna con lui pare avesse anche una relazione clandestina.

Le facce poco convinte di due protagonisti ben poco convincenti.

La Laura Palmer di turno qui è Matilda De Angelis, attrice che avevo apprezzato per il suo talento altrove e che qui ho ritrovato cresciuta (e non aggiungo altro) in un ruolo davvero ingrato, di fatto il principale tratto distintivo del suo personaggio è quello di avere le tette grosse. Lo so! Avrei dovuto fare tutto un largo giro di parole ma è proprio la trama (oddio, trama) di “The Undoing” a concentrarsi su questi dettagli. Tutte e due.

Scena di una festa, TUTTI gli invitati fissano il decolté della De Angelis, sorseggiano qualcosa e parlano delle sue bocce, sul serio non me lo sto inventando è davvero tutto così. Se non altro, Matilda De Angelis ha già pagato il prezzo richiesto alle attrici per emergere ad Hollywood, una scena di nudo che spero almeno serva a lanciare la sua carriera, peccato perché in tuta da pilota e casco era stata bravissima, qui come mamma l’ha fatta è oggettivamente una meraviglia, ma alle prese con un ruolo ingrato. Consolati Matilda, ci sono passate tutte da Eva Mendez ad Alexandra Daddario, strano, avevo capito che ora ad Hollywood era tutto risolto dopo l’affare Weinstein, molto strano.

Didascalie che nessuno leggerà mai e dove trovarle.

Dovrei essere più elegante ma “The Undoing” è una porcheria che prende per i fondelli l’intelligenza del pubblico, l’indagine viene portata avanti a colpi di momenti improbabili, poliziotti che arrestano il marito ma non requisiscono il suo cellulare per controllare chiamate e movimenti. Boccette di profumo scovate dalla Kidman usando il suo super fiuto canino, il che forse spiegherebbe perché Nicoletta qui recita così male. BAU!

Non voglio essere eccessivamente critico perché non si pensi che parlo male della mia ex.

Non solo la regia è imbarazzante, con un abuso di primi e primissimi piani, con musica utilizzata a caso nel tentativo vano di creare tensione, è piuttosto chiaro che sia mancata anche una direzione per gli attori, io non ci posso credere per una dell’esperienza di Nicole Kidman, possa fare ripetutamente sì con la testa come una Bobble-head, quando le viene chiesto di recitare un momento di sconvolgimento per il suo personaggio. Mi sembra chiaro che gli attori siano stati lasciati allo sbando in una trama ridicola perché questo giallo si risolve nel modo più banale possibile, secondo voi chi è l’assassino? Pensate alla soluzione più banale e meno ragionata possibile che vi venga in mente e vi assicuro che avrete indovinato l’identità del killer.

Certo la qualità di un thriller non si misura sul tempo che ci vuole per capire l’identità dell’assassino, ma quando il mistero misterioso non si rivela per nulla tale e tutto si conclude con un’imbranata scena d’azione ad alto grado di imbarazzo, vuol dire che non ci siamo proprio. Forse ha fatto bene il vecchio Donald Sutherland che questa roba l’ha recitata per intero da seduto, sul serio il gioco guardando la serie con la mia Wing-woman era scommettere se nella prossima scena Sutherland sarebbe stato ancora seduto, che sia al processo o davanti ad una scacchiera, il suo personaggio si teletrasporta da un set all’altro (storia vera). L’unica nota positiva di questa serie e avermi ricordato un pezzo dei KoRn per associazione con il titolo che io avrei utilizzato al posto della sigla, per altro cantata dalla stessa Nicole Kidman (hanno risparmiato anche su quello), per il resto fatemi sfruttare l’inutile sottotitolo italiano: l’unica verità non detta riguardo a questa miniserie è che fa schifo.

“Spero che la prossima stanza dove comparirò seduto sia il bagno, mi scappa da morire”
 
Commento in breve: «Pensare che poteva esserci una commedia romantica ai tempi con 'sti due negli anni ‘90, invece che questa roba adesso che sono due catorci». La mia (lapidaria) Wing-Woman sulla coppia di protagonisti e l’intera serie. 
Chi ne ha scritto meglio di me: dopo questa miniserie vi serviranno numerosi caffè In Central Perk da Lisa.
 
Bonding
Stagione: 2
Dove la trovate: Netflix
 
La giovane coppia composta dalla dominatrice sadomaso maniaca del controllo (anche nel tempo libero) e il ragazzo omosessuale che scopriva il mondo del BDSM (e qualcosa sulla sua vita), era stata una divertente rivelazione passata sotto silenzio malgrado il tema pruriginoso. La seconda stagione malgrado una manciata di episodi della durata di circa venti minuti l’uno invece, è una discreta palla che si perde per strada.
 
Mistress May viene utilizzata dalla trama come sessuologa e consulente più che come vera dominatrice, ma i momenti divertenti latitano e le paranoie tra personaggi abbondano. Anche il suo assistente Master Carter passa più tempo a gestire la sua carriera di comico da stand up comedy, rimandando svolte e scontri tra personaggi ad una terza stagione che a questo punto non vedrei nemmeno sotto tortura… capito! Questa stagione numero due era una prova di dolore, non ci sono altre spiegazioni.

“Se avessi voluto imparare tutto suoi nodi, mi sarei arruolato in marina”
 
Peccato perché a questo punto “Bonding” avrebbe potuto essere un divertente film di un paio d’ore, piuttosto che una serie tv destinata a non andare più da nessuna parte.
 
Commento in breve: la prossima volta posso avere cinque frustate? Grazie.
Chi ne ha scritto meglio di me: ne ha scritto giusto oggi Mistress Lisa, passate a prendervi due caffè e due frustate In Central Perk.
 
Lupin
Stagione: 1
Dove la trovate: Netflix
 
NO! Non quel Lupin. Ok ora che abbiamo sbrigato la pratica possiamo andare avanti.
Toglietevi dalla testa Lupin, Goemon, Jigen e soprattutto Fujiko (sporcaccioni!), sgombrate i neuroni dal manga di Monkey Punch e dal cartone animato, non mi frega se ci siete cresciuti, lo abbiamo fatto tutti ma comunque era una versione del personaggio, infatti si chiama Lupin III, come Rocky.
 
Questa versione della storia parla di Assane Diop (il sorriso a 128 denti di Omar Sy) un ragazzo che ha visto la sua vita cambiare dopo la morte del padre, accusato ingiustamente del furto di alcuni gioielli presso la ricca famiglia dove lavorava onestamente. In cerca di vendetta e redenzione Assane si firma Lupin, ispirandosi alle gesta del personaggio della serie di romanzi di Maurice Leblanc, sul suo celebre personaggio Arsenio Lupin.

Di Lupin al mondo uno ce n'è / Su internet dicono che non sei te
 
Quindi il protagonista di “Lupin”, serie Netflix già confermata per una seconda stagione, è uno che decide di farsi chiamare come il suo mito, non avete mai conosciuto qualcuno che si firma che so Maverick? Vi siete sentiti traditi ed offesi quando un rapinatore a Carpi ha indossato un costume da Batman per il colpo? Vi siete messi a strepitare in rete: «Batman non rapina le banche Gomblotto!!!1!», ecco allora vedete di non farlo nemmeno nella sezione commenti qui sotto, altrimenti sarò ben disposto a spiegarvi il concetto di “Politicamente scorretto” per come lo intendo io.
Sul serio, una barba barbosa dover leggere queste menate, Omar Sy è la parte migliore di una serie che può intrattenere e che ho abbandonato dopo due episodi perché a turbarmi non è il colore della pelle del protagonista oppure la sua decisione di farsi chiamare Lupin, quello che trovo tedioso in una storia è quando cercano di prendermi per il naso con colpi ad effetto.

Ruba i soldi solo a chi ce ne ha di più / Anche a chi si abbona alla serie tv
 
Ad esempio in un episodio il nostro Lupin si fa incarcerare per ragioni di trama, ha bisogno di una corda per fingere la sua impiccagione, lancia uno sguardo alla retina del canestro da basket nel cortile. Stacco, Lupin è in cella con la rete tagliata dal canestro a portata di mano. Come ha fatto a prenderla? Si è arrampicato nel mezzo dell’ora d’aria sulle spalle di un ergastolano tagliandola con i denti? Non si sa, ma lo so è un trucco da poco, però questa serie è tutta così, stacco e l’impossibile diventa possibile. In questo senso è davvero l’unico punto di contatto che ha con il Lupin del cartone animato, questo ve lo concedo.

Per lui nulla di impossibile c’è / Stacco e scena dopo, questo è Lupin
 
So cosa state pensando: eh però se lo fanno in Sherlock va bene? No, non va bene nemmeno lì, anzi vi aggiungo un po’ di materiale per avvalorare la mia posizione in merito. Posso accettare il protagonista tanto sveglio da essere sempre un passo avanti a tutti, non posso accettare un trucco da poco per giustificare l’intelligenza del personaggio, non ad Ovest di un cartone animato, e soprattutto non in questo modo. Quindi per certi versi capisco anche chi sostiene che “Lupin” sia la risposta francese a Sherlock, anche se sembra ispirarsi più agli episodi peggiori della serie curata da Steven Moffat. Quindi capisco perché questa serie sia piaciuta tanto (non capisco ne sopporto le inutili polemiche in rete, quelle proprio no), però semplicemente non credo che faccia per me… non hanno messo nemmeno Fujiko poi dai! … scherzo! Sto scherzando! Sarcasmo! Ilarità!
 
Commento in breve: il prossimo, grazie.
Chi ne ha scritto meglio di me: passate dalle parti di Omniverso, Alberto ha molta più pazienza di me con le polemiche in rete.
 
White Gold
Stagione: 1 & 2
Dove la trovate: Netflix
 
1983, una legge capestro firmata da Maggie Thatcher sugli sgravi fiscali, rende il PVC il nuovo oro (bianco). La corsa all’oro non prevede pale, setacci e dinamite per scavare ma giacche, cravatte, sorrisi più di plastica del PVC, tutti gli Inglesi sognano i doppi vetri a casa e il mercato esplode. Dai loro sepolcri strisciano fuori le più ripugnanti creature mai partorire dalla nostra società, incubi ben vestiti senza sentimenti meglio noti come… venditori! Vi giuro che preferisco i vampiri, almeno loro hanno più classe.

Venditori brrrr! Bruttissima razza.
 
La storia ruota intorno al fittizio negozio Cachet Windows nell'Essex, ma a tener banco è la scalata al potere di Vincent Swan (Ed Westwick, che stando alle informazioni della mia Wing-woman, aveva un ruolo chiave in “Gossip Girl”, non vi saprei dire però, mi addormentavo di botto con quella serie, storia vera). Swan è rampante, vuole spaccare in due il mondo e fare più soldi possibili nel minor tempo possibile, vive nell’Essex ma sogna una vita alla “Miami Vice”, i venditori attorno a lui sono altrettanto strambi e coloriti, per due stagioni che mi sono bevuto in pochi giorni.

"Vendimi questa penna" (cit.)
 
Il paragone più facile del mondo sarebbe “The Wolf of Wall Street” (2013) con le finestre al posto dei titoli in borsa, ovviamente tutto in scala, non aspettatevi Scorsese anche se è di casa su Netflix. Unico problema, un’accusa già decaduta di molestie per Ed Westwick e una pandemia globale hanno messo in pausa la terza stagione, che dovrebbe comunque arrivare si spera presto, perché questa serie merita più attenzione.
 
Commento in breve: The Wolf of PVC (Ca plane pour moi)
Chi ne ha scritto meglio di me: ditemi che non l’ho vista solo io dai!
 
Alice in borderland
Stagione: 1
Dove la trovate: Netflix
 
Come si fa a non voler guardare una serie con un titolo così figo? Non si può resistere.
Tratta dal Manga omonimo di Haro Aso la storia è quella di tre amici di Tokyo, quello più caratteristico è Arisu, un videogiocatore compulsivo spiantato che per errore io ho capito chiamarsi Haribo, quindi per tutta la serie ho pensato a lui così, come un sacchetto di caramelle gommose.
 
Per effetto di un evento non ben specificato a Tokyo spariscono tutti gli abitanti, così de botto, senza senso (cit.), i pochi sopravvissuti sono obbligati a partecipare a dei “Game”, perché chiamarli giochi fa brutto e il mio giapponese è un po’ arrugginito quindi ho optato per la versione doppiata. Telefoni cellulari abbandonati spiegano la missione, sullo schermo una carta da gioco francese indica il livello di difficoltà e “Alice in borderland” in un attimo riesce a sfruttare un sacco di roba che piace al pubblico: il mistero-misterioso in stile Lost, i Manga e la mania per le Escape Room, che piacevano tanto a tutti prima che la pandemia non chiedesse a tutti di stare a casa, quindi immagino che la passione sia già terminata.

“Stare chiusi in una stanza? Siamo tornati in fase uno!?”
 
“Alice in bordeland” si gioca un cast giovane, giapponese e in costume da bagno per buona parte degli episodi. I personaggi sono usciti dritti dalle pagine di un Manga e si vede, assassini tatuati, capi di comunità balneari in accappatoio e trovate sopra le righe non mi spaventano, a farmi storcere il naso è stato altro.
 
Se decidi di adattare un manga che tra le pagine può permettersi trovate sopra le righe, devi trovare un registro sensato nel passaggio sul piccolo schermo, posso accettare dei “Game” (digrigno i denti) in cui bisogna affrontare un assassino con maschera da BoJack armato di mitra, posso accettare meno personaggi che riescono a saltare al volo su un bus impegnato a fare un’inversione ad “U” in corsa, una trovata perfetta per un fumetto, meno per una serie tv, perché il principio è sempre lo stesso: posso credere a qualcosa di incredibile ma non a qualcosa di impossibile.

“Meglio del due di picche no?”

“Alice in borderland” penso che piacerà a buona parte di pubblico, se volete un Saw un pochino (poco eh?) meno sanguinario in sala orientale accomodatevi pure, il finale aperto promette molti più “Game” (bruxismo) e altri capitoli del mistero-misterioso che di norma incolla allo schermo. In generale non sono troppo negativo sulla serie, anche se secondo me spende un po’ troppo tempo nella parte “balneare” della storia, dimenticandosi una buona porzione della trama principale, inoltre delle ragazzine di 50 chili in costume da bagno che picchiano dei “cristoni” armati (per quanto con decenti coreografie di lotta) mi fanno sollevare il sopracciglio, insomma una serie che troverà il suo pubblico ma per quello che mi riguarda, va bene così grazie. 

Commento in breve: ma qualcuno ha capito perché si chiama “Alice in borderland”? Hanno scelto un titolo figo e basta vero?
Chi ne ha scritto meglio di me: sono monotono, ma non ricordo di aver visto commenti in giro, nel caso, segnalatemeli pure qui sotto nei commenti… arigatō!

56 commenti:

  1. Purtroppo non ho visto nessuna di queste serie e in alcuni casi mi sembra di poter dire, per fortuna! Su The Undoing avevo capito che si trattasse di una (mezza) boiata per tutta la pubblicità che ne facevano in tv... Spiace vedere due attori che ci hanno segnato finiti così male, ma, correggetemi se sbaglio, sono anni che Ugo e Nicoletta non ne azzeccano una...
    A proposito di anniversari, oggi fa 50 anni Stefano Accorsi, non mi ha mai fatto impazzire ma ha fatto tanti bei film. 👋

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    1. “White gold” si lascia guardare, ma arriva dall’Inghilterra quindi ha già una marcia in più, e poi guarda caso, non è stata affatto pubblicizzata ;-) Cheers

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    2. Infatti, di quelle che hai proposto, è quella che mi stuzzica di più! Sarà che hai citato Miami Vice...!!

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    3. La vita del protagonista mira in quella direzione ;-) Cheers

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  2. In ordine:

    - THE UNDOING. Non sono così cattivo come te... Visto e piaciucchiato anche se con alcune stonature. Intanto troppo lungo e troppo lento, almeno due puntate in meno ci potevano stare benissimo. E poi parecchie sottotrame accennate e poi fatte sparire sotto il tappeto inserite solo per allungare il brodo. Al posto di una miniserie potevano ricavarne un buon thriller di due ore. Sulle tette della De Angelis hai già detto tutto tu e solo per la scena di nudo frontale merita la visione (Matilda, scrivimi! Beviamoci un caffè!). Al minimo sindacale la Kidmand che si è buttata in tv a fare sempre lo stesso personaggio (libera professionista, madre, casalinga, figa e algida con segreti pesanti nel cuore), bravino Grant che personalmente davo per bollito ma il monologo di Southerland porta tutti a scuola di recitazione e fa capire chi è il vero attore del mazzo. Promosso ma per il rotto della cuffia e salvato dalla De Angelis (ancora: Matilda, passa per di qua! Ti offro un aperitivo!)

    - BONDING. Non ho ancora recuperato la prima finita nel cestone dei "da vedere". A sto punto dopo questa pessima stagione 2 mi sa che passerò la mano del tutto.

    - LUPIN. Boh! La gente è uscita pazza per sta serie e allora penso che il problema è solo mio ma per fortuna leggo questo tuo pezzo e mi sento meno solo. La prima puntata tutto sommato non è male, ma dalla seconda... Il furto della retina mi ha fatto abbassare il settaggio del cervello a livello di "Baby Tv" e così anche altri passaggi facili di trama me li sono bevuti (tipo la vecchia che gli consegna allegramente i monili e i gioielli...). Il finale volutamente aperto mi ha fatto ulteriormente cascare le palle. Che volete che aggiunga? Bravo Omar, c'hai un bellissimo sorriso che mi mette di buonumore.

    - WHITE GOLD. Nada de nada...

    - ALICE IN BORDERLAND. Me l'aveva suggerita un amico ma devo ancora vederne mezzo episodio...

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    1. Ugo resta davvero il migliore del gruppo (Matilda gioca in una categoria differente), per altro è l’unico ancora con uno straccio di carriera, se Guy Ritchie non perde la testa di nuovo. Se Omar Sy fosse stato famoso negli anni ’80 o i primi ’90 lo avrebbe doppiato Tonino Accolla da noi, come dicono i giovani “Change my mind” ;-) Cheers

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  3. Di Lupin ne parlo guarda caso proprio oggi. Sto terminando di aggiustare il post. Non ne parlo così male come te, però i difetti li ha e li cito. Se si riesce a bypassare tali difetti, il resto è godibile. Il difetti più grosso è comunque la scelta di Netflix che l'ha divisa in due blocchi da 5 episodi come ha già fatto con La Casa Di Carta. Chissà cos'hanno in testa questi della N rossa? Le scimmie urlatrici? (cit.)

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    1. Ha diviso anche quella a metà? Lo fa per inventarsi una “stagione 2” che esiste solo da noi. Inoltre hanno già fatto danni enormi con “BoJack Horsemen” e “Rick & Morty” ma loro non erano quelli di tutta la stagione subito in un’unica soluzione? Passerò a leggerti più tardi ;-) Cheers

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  4. Più pazienza di te mica tanto XD mi lascio coinvolgere fin troppo in questo circo, su questo Lupin poi mi son fatto un nervoso sul gruppo di Moz per colpa di un cretino, e la cosa peggiore è che sta serie nemmeno mi è piaciuta! Parlando seriamente il discorso del politicamente corretto e dei vari cambi etnici è molto più complesso di quel che sembra e andrebbe affrontato caso per caso ma sui social la si butta in caciara come niente polarizzando le opinioni.
    Le altre serie non le ho viste ma mi ispira Alice In Borderlands

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    1. Mi sono convinto che chi blatera di “dittatura del politicamente corr… non riesco nemmeno a scriverlo, mi fa troppo girare le balle, sia la stessa cricca che si diverte a seminare false informazioni sui migranti, sui vaccini e sugli argomenti caldi del momento. Un tipo di (dis)informazione molto polarizzata che non mi interessa, perché non si può fare di tutta l’erba un fascio (occhiolino-occhiolino) e la penso come te, ogni caso è differente, solo che la caciara in rete attira tanti, anche troppi secondo me. Cheers!

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    2. Facciamo che ho avuto più pazienza di te a finire Lupin?
      Sul web, sui social in particolare, si usano tanti termini a sproposito, un po' come quando mi lamento di chi parla di buchi di trama nei film solo perché non li capiscono, e dittatura del politicamente corretto è uno di questi.
      Non si può far finta che i tempi non siano cambiati, che certe cose oggi non siano più accettate come una volta mentre altre lo devono essere, d'altra parte non si può nemmeno fingere che la tendenza all'inclusività a tutti i costi non sia sfuggita di mano, e spesso lo fanno solo per paura di perdere una fetta di pubblico.
      Ti dirò, personalmente odio qualsiasi tipo di estremismo, ogni campanilismo perché si, e mi riferisco anche a certi personaggi apertamente di sinistra che automaticamente ti danno del fascista se non la pensi come loro, io stesso son stato etichettato come SJW e razzista su Facebook per aver espresso le mie opinioni, due cose totalmente opposte a loro! A volte nel mezzo ci finiscono quelli che semplicemente vorrebbero vedere il loro personaggio preferito così come è stato concepito su carta. Poi personalmente penso sempre che una cosa la si debba vedere per poterla valutare seriamente, ti faccio l'esempio di Bridgerton. Siamo nella Londra del 1800. Quando ho visto le immagini con tutti quegli attori di colore mi son detto che era una cavolata eppure poi ho visto la serie, si davvero, e una volta capito il loro intento ho apprezzato la cosa, è talmente sopra le righe tutto il contesto, tra costumi assolitamente non fedeli e musiche moderne riarrangiate in chiave classica che non ci ho fatto più caso, per certi versi diventa una serie ucronica, e ti dirò, mi è pure piaciuta. Sicuramente più di Lupin.
      Discorso diverso per Idris Elba nella parte di Roland, ma per certi risvolti narrativi che in un ipotetico film non potevano inserire con un protagonista nero. Come dici? Lo hanno già fatto il film?

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    3. Mi sono accorto ora che hai scritto Ominiverso e lo trovo bellissimo 😆

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    4. Quello sicuramente, ho capito che questa non era una serie per me e sono passato oltre senza rimpianti ;-) Non ho visto “Bridgerton” ma ho capito il concetto, perché immagino sia qualcosa di simile a quanto fatto con “Hollywood” da Ryan Murphy. Certi personaggi hanno bisogno di un grande attore/attrice, altri possono funzionare anche cambiando sesso oppure colore di pelle, in generale sono d’accordo con te, andrebbe tutto analizzato caso per caso ma sui Social-Così è meglio odiare tutto per partiti preso, risposta facile ad un problema più variegato e complesso. Film sulla “Torre Nera”? Non so, non ricordo… vivo in un universo dove Roland esiste solo nei romanzi, il resto sono universi tangenti della Torre, il Ka è una ruota e noi diciamo grazie ;-) Cheers

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    5. Ahah oddio scusami, ho corretto, avevo appena scritto il post di "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" quindi ti ho miniaturizzato ;-) Cheers

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  5. Di queste ho visto solo 2 :

    - Lupin : Una coglionata gigantesca, però il protagonista è ganzo, che dopo il primo episodio della questione del colore della pelle non te ne frega più niente. Mi interessa molto più la questione del protagonista che lotta contro il sistema, più che i singoli furti. Sospensione dell'incredulita' a manetta ovviamente, l'ex moglie manco sa che il marito è un ladro, figliolo inutile etc... ma si segue.

    - Alice in Boderland : Serie tv meno innovativa di come l'abbia percepita io, per il semplice fatto che non sono dentro le dinamiche di genere e del survival game, che qui praticamente ho visto per la prima volta dopo Saw. I giochi mortali appassionano, preferisco la prima parte alla seconda ambientata nella "spiaggia" perché questa oltre a rompere l'atmosfera di solitudine e paranoia, fa soccombere il tutto agli eccessi tipici dei prodotti giapponesi commerciali. Se non altro visto che è basata sul ragionamento, la serie si segue.

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    1. Omar Sy è forte, il suo personaggio tiene su la baracca, ma è proprio un limite mio, il giochino: problema, stacco di regia, problema risolto mi sa di presa per il naso, quindi malgrado tutto non mi ha conquistato.
      Non ho letto il manga di “Alice in Borderland” ma la parte balneare mi è sembrata canonica (anche questa) rispetto ai fumetti Giapponesi, che non hanno divisioni in capitoli o cicli di storie, semplicemente portano avanti la storia e i personaggi, a volte anche a lungo, sono impegnati a fare altri, Goku ad allenarsi, Alita a giocare a Mortorball, tutta roba che poi serve nel corso della storia, ma che dà l’idea di una deviazione rispetto al tema principale, almeno questa è l’idea che mi sono fatto. Cheers!

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  6. Premetto che continuo a fare fatica, con le serie.
    Ma Lupin mi ispirava parecchio.
    Anche perche' con quel nome...
    Lo so, Cass. Giustamente ci fai notare che e' meglio evitare paragoni fuori luogo.
    Ma e' inevitabile che un campanello suoni nella testa di chiunque sia cresciuto col vecchio cartone animato.
    La vedro', alla prima occasione. Piu' che altro perche' Omar Sy mi sta simpatico, e i suoi ultimi film mi sono piaciuti molto.
    Anche se non puoi puntare solo sulla simpatia del protagonista, se tutto il resto fa acqua...
    Per il resto Grant e la Kidman sono davvero bolliti, ragazzi.

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    1. Per quanto riguarda il vecchio cartone animato, su Prime Video trovi il film d’animazione in 3D “Lupin III - The First” che non è niente male, non ho avuto il tempo di scriverne ma si lascia guardare ;-) Cheers!

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    2. Visto, thanks.
      Tra l'altro mi ha permesso di far conoscere il personaggio alla mia piccola, e gli e' piaciuto tantissimo.
      A proposito...visto che si parla di serie, potrei segnalarne una?

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    3. Hai un titolo? Spara! ;-) Cheers

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  7. Lupin non sarà un capolavoro di serie ma l'abbiamo trovata godibile..è vero ci sono molti momenti MAH, tipo lui che è sveglissimo e furbissimo ma NON fa una copia di backup di un video importantissimo.. Detto questo, vogliamo vedere assolutamente come finisce, viso che resta in sospeso maledetti francesi!

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    1. Da quanto ho scoperto stamattina grazie ai commenti qui, Netflix ha diviso la serie in due, quindi i francesi per questa volta non hanno colpa ;-) Cheers

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  8. Di tutti questi ho visto solo Lupin e solo il primo episodio, trovandolo boh, niente di che. E io Sherlock l'ho adorato (a parte l'ultima stagione, in particolare l'ultima puntata che scivolava in abissi di raro imbarazzo). Ma al secondo episodio non ci sono arrivato.

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    1. Viviamo vite parallele, ho fatto esattamente come te e sull'ultima di “Sherlock” la pensiamo allo stesso modo ;-) Cheers

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  9. Non ne ho vista nessuna, non credo ne vedrò nessuna, specie dopo i tuoi avvertimenti, ma mi sono divertita a leggere il post. Magari recupero giusto la canzone di Nicole Kidman che è (o almeno era) brava a cantare...

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    1. La versione di Nicoletta mi sembra in linea con i pezzi che canta di solito, ricordo una sua cover di un pezzo di Sinatra e figlia (se la memoria non m’inganna), in ogni caso se vuoi una versione davvero niente male di quel pezzo, resta con Eddie e il suo ukulele. Cheers!

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  10. ho visto solo THe Undoing... anzi nemmeno tutto, solo metà, devo finirla, quindi le mie sensazioni sono ancora non definitive. Però concordo a grandi linee con te

    PS: quando ho visto la De Angelis ho detto "Non fare pensieri sexy, che ti arrestano... non fare pensieri sexy, che ti arrestano..." (storia vera) Ma da quando la classe 1995 è diventata MILF?!

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    1. Non ti saprei dire, so che tutto l’impegno è andato nel pescare la De Angelis, che resta l’unica parte memorabile di una serie che spero di dimenticare presto ;-) Cheers

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  11. Interessante questo Alice in borderland, comunque a breve vedrò The Undoing, e avrò gli occhi a cuoricino per Matilda ;)

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    1. Buona visione, lei non passa inosservata ;-) Cheers

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  12. Caffé pronti per tutti, serviti in tutina sadomaso coperta dai cappottini della Kidman, assieme ai suoi capelli unica nota positiva della sua presenza in una serie che gioca tutte le carte più facili per abbindolare il pubblico. Con me non c'è riuscita, facendomi fare più risate involontarie (il volo in aereo! l'atterraggio su un ponte!) che tenere vivo l'interesse.

    Lupin l'ho saltato proprio perché mi dava la sensazione di essere un giocattolone senza troppo spessore, mentre The Wolf of PVC ispirava poco per il protagonista, ma quasi quasi, se ne fanno anche una terza stagione...

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    1. Non ti preoccupare se vedi arrivare loschi figuri da questa Bara, possono avere un’aria lugubre ma sono tutti bravi ragazzi e ragazze ;-) Sul serio quella serie vale per le risate involontarie, quando una delle mie due belve quadrupedi attacca a mordicchiare, le faccio quella che ormai chiamo “La mossa Hugh Grant”, il dito in bocca con cui si difende (si difende?) durante l’aggressione in carcere, una mossa che mi ha fatto rotolare dal ridere :-D Il protagonista di “The Wolf of PVC” era odiosetto anche altrove (stando alle notizie della mia Wing-woman), qui è azzeccato visto il ruolo, ora vedremo se arriverà anche la terza stagione. Cheers!

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  13. Visti lupin ed alice in borderland.

    Per il primo a quanto pare torno a felicitarmi di essere un anti-social convinto, perché da recensione e commenti deduco che l'umanità abbia di nuovo fatto valere il peggio di sè.
    Cosa che mi infastidisce ancora di più perché in questo modo gli estremisti e i razzisti si mangiano la posizione di chi giustamente rimane basito da certi "color-washing" (black, white, yellow... sono per me tutti sbagliati): un'anna bolena nera è paragonabile ad un ghandi nativo americano... senza senso.
    Invece ben vengano tutti gli epigoni del mondo e dal mondo di Lupin: dal giapponese terzo (ps: parlerai mai del film live action su prime?) a questo immenso omar sy nei panni di diop.

    A me la serie è piaciuta molto e non l'ho trovata troppo furba (molti degli espedienti si basano sull'incredibile talento di prestidigitazione di assane: se si accetta quello il resto non sospendecl'incredulità), quanto purtroppo in un passaggio fin troppo ingenua: la videocassetta non riversata da nessuna altra parte, già citata nei commenti... per me quello è stato l'unico momento maccosa.

    Alice in borderlands invece mi è piaciuta parecchio e mi è spiaciuto non aver seguito il fumetto ai tempi della pubblicazione italiana, perché ora sembra fi difgicile (o costoso) recupero.
    Non so se la richiesta sulla spiegazione del titolo fosse reale o una battuta, comunque provo a darla lo stesso:
    Alice (alis) in giapponese si pronuncia come arisu, per via della solita u muta e dello scambio l/r, quindi arisu come alice finisce in un altro mondo, però non delle meraviglie ma in una terra di confine (apparentemente) senza regole.
    Non sapendo purtroppo nulla del fumetto, mi viene comunque spontaneo dire che le avventure non si svolgano in una tokyo da cui sono sparite le persone, bensì sono i partecipanti ai game ad essere spariti da tokyo per essere proiettati in un'altra dimensione o realtà (anche virtuale forse). Anche perché l'arrivo nel borderland non coincide per tutti con lo stesso giorno, eppure arisu ed amici (non tra i primi arrivati) fino al momento prima del "passaggio" erano in mezzo agli altri abitanti di tokyo.
    Serie per me complessivamente molto interessante e che, per riallacciarsi alla tematica di inclusività a tutti i costi di cui sopra, lo fa da un lato con delicatezza e garbo, eppure dall'altro con decisione: per me è stata la prima rappresentazione vista di un personaggio trans non macchietta (e con macchietta intendo anche tutte quelle situazioni per cui una persona o personaggio paiono diventare monodimensionali, facendo ruotate tutto il loro essere attorno ad un loro unico gusto, come se oltre a ciò non possano essere simpatiche, stupide, intelligenti o antipatiche... cioè avere semplici e banali qualità distintive).

    Nathan

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    1. L’umanità come l’Impero, ha colpito ancora.
      Volevo scrivere del film d’animazione ma non ne ho avuto il tempo, vedremo come sarà messo, perché sarà anche un anno (un altro) con poche uscite ma le cose su cui scrivere non mi mancano mai ;-) Ti ringrazio per la spiegazione, non ci sarei mai arrivato visto che le mie orecchie mi hanno suggerito che il nome del protagonista fosse Haribo… Cassidy goloso! (quasi-cit.). Cheers!

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  14. Ma in pratica "Alice" è identico a "Gantz" (sia manga che film)! Pure lì i personaggi si ritrovano non si sa perché in una stanza dove un "coso" li obbliga a fare cose molto simili a giochi, tipo andare in giro ad ammazzare qualcuno e chi lo fa meglio acquista punti. La fantasia dei giapponesi comincia a scarseggiare :-P

    Dell'elenco ho visto solo "The Undoing", e devo confessare che me lo sono gustato con piacere, anche se a freddo posso dire che a piacermi era la sensazione che sarebbe arrivata roba buona, che poi invece non è arrivata. Il finale è stato così indiscutibilmente orribile che la delusione ha parecchio freddato il mio entusiasmo, però nelle precedenti puntate c'era quell'aria da thriller che mi stuzzicava parecchio. (L'aria, molto più che la sceneggiatura :-P )

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    1. Anche i giapponesi iniziano a “citarsi” addosso? Mi cade un mito!
      In effetti l’atmosfera non è male, ma confesso di essere arrivato alla fine solo per capire quanto tragica poteva diventare la storia, anche se dovrei dire tragicomica ;-) Cheers

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    2. Minkia Raga, i survival game nei manga sono un infinità e vanno avanti da tipo 20 anni .
      Diciamo pure che Saw e compagnia brutta copiano impunemente da lì.

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    3. Battle Royale e Hunger Games, così la butto lì e corro via. Cheers

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    4. Anche, si, ma ci sono una miriade di manga e anime con tizi bloccati in un qualche luogo senza sapere perché , e devono poi superare delle prove per uscirne.
      Battle Royale è stato il capostipite, oltre venti anni fa, poi sono arrivati le centinaia di epigoni, come BTOOM, Gantz, Dead Tube, Osama Game , Enigma, Akuma no Riddle, After school nightmare, Psyren, Cage of Eden , Sky High Survival ,Real account ,Death Game , Kami-sama no iutoori.... mi fermo qui o continuo ?
      E già che ci siamo, Bonding mi sembra la versione rimasticata in salsa yankee di Nana e Kaoru ....

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    5. Sei l'uomo del Giappone, come cantavano gli Elii ;-) Cheers

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  15. Al sorriso a 128 denti di Omar Sy non posso voler male, e per ora la serie si lascia guardare (c'è da dire che sino alla 2 puntata, e in effetti la sospensione dell'incredulita è settata a livelli di Now you see me...)
    Non ho letto le polemiche e non seguo i socialcosi, ma se riguardano il colore della pelle mi cascano le pa... Vabbè insomma: a me una serie con regista e attori francesi sembra invece una giusta riappropriazione del personaggio di Leblanc, dopo l'immane fortuna dell'emulo nipponico...

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    1. Anche secondo me si tratta tratta di riappropriazione da fare dei francesi, direi che il livello di sospensione dell'incredulità è proprio quello ;-) Cheers

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  16. PS completamente ot: complimenti per la bellissima recensione di Il silenzio degli innocenti; so che risale a un eone fa, ma posti più velocemente di quanto io riesca a commentare :)

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    1. Ti ringrazio molto, mi rifiuto di postare più velocemente di quanto possa scrivere, per il resto é una questione di riflessi ;-) Cheers

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  17. Ho visto solamente Lupin di queste qua e devo dire che m'è piaciuta, a parte il senso di incompletezza dovuto al fatto di aver tagliato la stagione in due con una ghigliottina. Pochi stratagemmi, ma sicuri, la narrazione è coinvolgente.

    Prossime visioni Alice in Borderlan, la adocchio da qualche tempo, ma soprattutto le tette grosse e bellissime di Matilda De Angelis

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    1. Quelle non le puoi mancare ;-) Lupin invece non era proprio roba per me, problema solo mio. Cheers!

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  18. The White Gold: Venduta come il pane
    I miei due cents su:
    -Lupin: io l'ho trovata molto carina, leggera e divertente, con i riferimenti ai libri di leblanc ("letti" grazie al canale yt libriinpillole), gradevoli e mai invasivi. E' pieno di maccosa (c'è ne è uno ENORME legato ad una VHS che neanche nei peggiori serie z) e la trama prosegue sui binari del già visto. Però, sia io che la signora radiocarlonia, ci siamo fomentati come bambini, anche perché Omar il sorridente come neanche stan lee regge bene tutta la baracca. Una nota sulla recensione: è vero che è piena di soluzioni "nascoste", ma quella del cestino da basket si vede.
    [SPOILER]
    Uscito dall'infermeria, piuttosto malconcio, il nostro si fa passare, nel cortile, la palla da basket per tentare, apparentemente, una maldestra schiacciata, ma in realtà, per strappare la rete (cosa che li provoca anche i buuu degli altri detenuti).
    [/FINE SPOILER]
    -Alice in Borderland: giappo al 100%, piena di iperboli e momenti deliranti (50 kg con qualcosa in più vs bestia con la katana, ne è uno splendido esempio), flash back inutili ("storia di un'impiegata"...), con personaggi piagnoni (pure il duro sergentone di ferro...) e scassa balle. A un certo punto, l'autore non sa che farsene e li fa crepare come mosche. Per mandare avanti "Haribo", che sarà pure un genio, ma ogni volta un parto. Meglio l'efebo con i capelli biondo platino, super cliché, ma pure super coerente. Credo ci sia tutto un filone di "personaggi costretti a giochi sadici" nei manga portati su schermo (as god will), quindi non inventa neanche nulla di nuovo. Eppure guilty pleasure assoluto. Non so perché, ma gli 8 episodi me li sono sciroppati...credo che Netflix usi qualche sorta di messaggio subliminale...

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    1. In realtà la spiegazione rende la scena ancora più MACCOSA, o per lo meno denota che nessuno degli interessati abbia mai visto un canestro da basket nemmeno a distanza di chilometri, il che è ancora più gravo secondo me. Cheers!

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  19. Visto the Undoing e Lupin: del primo, togliendo tutti i miei commenti alla mamma della De Angelis che meriterebbe un premio per averci donato tanta bellezza (spiace per la voce troppo roca), io mi sono domandato:ma quanti anni ha la Kidman e quato deve aver speso dal chirurgo? Ci sono dei primi piani in cui tutto sembra tranne che una donna di 53 anni!!! Poi a me non piace, la trovo di un algido fastidioso e vorrei prenderla a schiaffi ogni volta che la vedo sullo schermo ma è un altro paio di maniche. La serie si guarda, oltre che per Matilda (parliamone del personaggio che le fanno fare. Davvero ai limiti della credibilità), per Sutherland. Onestamente mi aveva convinto a vederlo la presenza di David E. Kelley che oltre ad essere l'uomo più fortunato del mondo (spero tutti sappiate perchè) solitamente è sinonimo se non di qualità quanto meno di non banalità dai tempi di Ally mcBeal.
    Su Lupin: non ne avevo letto nulla e speravo di trovare Jigen e Fujiko (Goemon sempre odiato) e quindi un po' di delusione. Diciamo che io non amo la Francia, i francesi e tutto quello che li ricorda e quindi essere arrivato fino in fondo è già un miracolo. Si salvano poche cose e bisogna avere davvero una gran pazienza per sopportare le tante scemenze. Non la consiglio.

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  20. Avevo visto la De Angelis in "Veloce come il vento" dove era molto giovane, l'ho ritrovata qui, così, ma rivista al TG dopo la sua apparizione a Sanremo mi é sembrata di nuovo la stessa ragazza di "Veloce come il vento". Quindi qualcosa non torna, magia del cinema in azione, l'unica parte memorabile della serie mi pare finzione pura, il che dice tutto sulla miniserie. Cheers!

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    1. Veloce come il vento è un piccolo gioiellino con un Accorsi in palla, una De Angelis davvero brava a tenergli testa e delle scene con le auto girate bene. Si perde in qualche punto, l'inseguimento con il motorino è orrendo, però per il cinema italiano è un ottimo prodotto

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    2. L'inseguimento in motorino non si può guardare, ma per il resto mi era piaciuto tutto. Cheers

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  21. Capisco il punto su Lupin, di cui non ho ancora sentito parlar bene da nessuno. Su Sherlock meglio stendere un velo pietoso...

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    1. Tra le due preferisco Sherlock, ma non il finale della quarta stagione, quello proprio no. Cheers!

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  22. Per smontare tutte le polemiche su Lupin sarebbe bastato fare una veloce ricerca su internet, ma si sa che ormai nonostante la mole di informazioni a portata di polpastrello la gente comune reagirà sempre di pancia.

    Che poi il discorso di Lupin è abbastanza accessorio all'interno dello stesso show. L'unico elemento carino è il fatto che nella serie sono gli stranieri ad apprezzare Leblanc, mentre i suoi connazionali si dimostrano spesso ignoranti e presuntuosi sulla loro cultura. Tanto che a parte le prime puntate più "ladresche", il resto degli episodi si avvicinano più a un investigativo/noir tipicamente francese per come sono sviluppate.

    Si tratta di uno show modesto, fa il suo lavoro di intrattenimento ma nulla di più, e punta tutto sulla simpatia di Omar Sy (il pezzo migliore della serie). Per il resto è una serie che dici tu richiede molta fiducia da parte dello spettatore per quello che accade nello show (per non parlare poi di un personaggio che già da come si muove e parla sai già che farà una brutta fine).

    P.S. Per me lo sgarbo peggiore è che ne la replica francese ne quella italiana riesco a copiare perfettamente il libro che si vedere nel telefilm (e che il protagonista ha preso come propria guida). Un vero peccato.

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    1. Non avrei saputo dirla meglio, abbiamo tutte le informazioni del mondo e non siamo mai stati così tonti nell'elaborarle. In effetti spesso gli autori non sono profeti in patria, succede in tutti i Paesi del mondo, ottima annotazione la tua, la passione per i libri emerge ;-) Cheers

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