venerdì 26 febbraio 2021

Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (1989): a volte le dimensioni contano

A volte bisogna cambiare il punto di vista per avere una nuova percezione sul mondo che, poi, è il tema di oggi, benvenuti al nuovo capitolo della rubrica… Above and Beyond!

No, no no, lo so cosa state pensando, non ho sbagliato giorno e non sono nemmeno ubriaco (non ancora), Stuart Gordon non è un intruso e non ho confuso i film, uno dei più grossi successi al botteghino del anno 1989, quello che per decenni è stata la commedia fantascientifica di maggiore successo commerciale (superata solo nel 1997 da Men in Black) è una delle più insospettabili creature di Stuart Gordon e del suo altrettanto folle compare Brian Yuzna, lo so è parecchio da digerire, ma prima delle fine del post vi sembrare tutto molto meno bizzarro, andiamo per gradi.

La passione di Stuart Gordon per Frankenstein ha spinto il regista di Chicago a portare sul grande schermo altri “Mad doctors” di un certo livello, come Herbert West o gli scienziati di From Beyond, per certi versi anche il giocattolaio di Dolls potrebbe rientrare nella categoria, ma evidentemente dopo un film così a dimensione di bambino, il passo successivo per Stuart Gordon, Brian Yuzna e Ed Naha (sceneggiatore proprio di Dolls) era quello di scrivere un film sulle dimensioni dei bambini, però realizzato da un trio di appassionati di cinema di genere.

Un’idea gustosa per un film (il biscotto gigante) e i dirigenti della Disney che ci si fiondano sopra.

L’ispirazione arriva dai grandi (o forse dovrei dire piccoli? Vabbè, ci siamo capiti) classici: “La bambola del diavolo” (1936), “Il dottor Cyclops” (1940), “Radiazioni BX: Distruzione uomo” (1957) tratto da quella meraviglia di romanzo che è “Tre millimetri al giorno” di Richard Matheson e, ovviamente, “Viaggio allucinante” (1966) il cui adattamento migliore per il sottoscritto resta “Salto nel buio” (1987) di Joe Dante, un titolo che conferma che verso la fine degli anni ’80 il tema della miniaturizzazione era molto sentito. Potrei scherzare sul fatto che le dimensioni contano, oppure lanciarmi in analisi ardite su una società che accumula proprietà e quindi si ritrova in crisi di spazio, ma sarebbe solo un ottimo modo per andare fuori tema, quello che conta è che nessuno fosse davvero interessato a produrre la sceneggiatura di Gordon, Yuzna e Naha intitolata “Teenie Weenies”, le scuse erano molteplici, il titolo non piaceva, ma, ammettiamolo candidamente, il materiale era troppo bizzarro e sembrava non avere mercato, finché una copia della sceneggiatura non arrivò nelle mani dei più improbabili finanziatori, almeno per uno con i trascorsi cinematografici di Stuart Gordon, ovvero la Walt Disney Pictures.

Solo il laserone del Dottor Male aveva osato di più.

Incredibilmente alla Disney il soggetto piacque e Gordon sembrava anche in pista per dirigere questo film, quindi state pur certi che per certi versi la storia sarebbe anche migliorata, anche se avrebbe rappresentato l’esordio del regista di Chicago nel cinema più commerciale, purtroppo (o per fortuna) la salute di Gordon ci mise lo zampino e il regista rimase a bordo solo come autore del soggetto che, ovviamente, venne rimaneggiato dalla Disney che affidò la regia di un film che richiedeva una certa esperienza con gli effetti speciali, ad uno che proprio con “Honey, I Shrunk the Kids” (il tempo verbale sbagliato del titolo, è diventato un marchio di fabbrica della serie. Storia vera) avrebbe firmato la sua prima regia dopo anni passati ad occuparsi di effetti speciali, mi riferisco a Joe Johnston, uno che avrebbe fatto bene a spedire una bottiglia di quello buono a casa Gordon, ogni Natale della sua vita.

“Stuart Gordon? Un grande, avrà un cervello così quell'uomo”

Con Johnston arriva anche lo sceneggiatore Tom Schulman, incaricato di addolcire un paio di passaggi della storia, uno in particolare, sì, perché la prima bozza di sceneggiatura di Gordon e Yuzna prevedeva cinque ragazzini come protagonisti e uno di questi veniva malamente ucciso durante la drammatica pioggia di acqua provocata dall'irrigatore (storia vera), quindi la Disney caritatevolmente ha pensato di uccidere il personaggio in culla facendolo scomparire dalla storia, che teneri.

Da qui in poi sarebbe lecito già iniziare a pensare al film della prossima settimana, perché con Stuart Gordon fuori dai giochi e non coinvolto se non come produttore nei numerosi seguiti di questo film (anche se la serie tv ispirata, ha avuto una puntata diretta da Gordon, ovviamente l’episodio di Halloween), tutto lascerebbe intendere che per questo post potrei semplicemente dedicarmi a raccontarvi un classico che abbiamo visto tutti un milione di volte... In realtà, Stuart Gordon è ovunque in “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”, quasi la conferma che nonostante l' assenza, il suo talento poliedrico era capace di generare buon cinema, indipendentemente se fosse destinato a ragazzini oppure a fanatici dell’horror.

I protagonisti della serie tv omonima, gli unici davvero diretti da Gordon.

Per capire come mai la Disney abbia deciso di produrre un soggetto scritto da un Maestro del cinema dell’orrore, bisognerebbe fare un piccolo passo indietro. Personalmente sono sempre stato molto affascinato dalle produzioni alternative della casa del topo, senza scomodare l’unico vero horror che prima la Disney ha prodotto e poi cercato di nascondere in tutti i modi, ovvero Qualcosa di sinistro sta per accadere, in quel periodo il fermento era nell’aria. “Tron” (1982) non era stato un successo al botteghino, ma aveva fatto capire alla Disney che poteva esistere un mercato oltre a quello dei bambini, il trionfo di un film come Chi ha incastrato Roger Rabbit prodotto dalla Touchstone Pictures (una casa di produzione controllata della Disney dedicata proprio a questa porzione di mercato) andava in qualche modo replicato, solo in quella breve finestra temporale anche uno come Stuart Gordon poteva finire nella stessa frase accanto alle parole “Walt” e “Disney”. Questo spiega anche perché prima di "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" veniva proiettato il corto Una pazza indigestione che molti ritengono il motivo dei tanti biglietti staccati, da spettatori che aspettavano il ritorno del coniglio Roger.

I titoli di testa (animati) come da tradizione della rubrica.

Ammettiamolo: “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” è invecchiato piuttosto bene. Joe Johnston arrivava da effetti speciali ancora orgogliosamente analogici, quindi, malgrado la scena del volo a dorso d’ape fosse uno dei primi esperimenti con il “Chroma key” e la CGI (infatti risulta la parte più invecchiata del film), il resto della pellicola tiene botta, complice anche il fatto che la vita in provincia delle due famiglie protagoniste, sospende un po’ la storia, lasciandola in quella bolla fatta di villette e schiera con giardino, cagnolino e prato da falciare che sanno tanto di provincia di Yankeelandia. Se a questo aggiungiamo una buona porzione di effetti speciali artigianali e set ben costruiti, tutta roba molto “tattile” che, malgrado il passare degli anni, ha retto bene la prova del tempo proprio perché contribuisce a calarsi in una storia dove le assi del pavimento possono essere canyon e una scopa di saggina una minaccia mortale.

Le pulizie non sono mai state tanto pericolose.

La scelta migliore per quello che mi riguarda è senza ombra di dubbio quella di aver deciso di animare a passo uno il terribile scorpione che diventa sullo schermo un mostro degno delle creature realizzate dal Maestro Ray Harryhausen, insomma la vecchia scuola che con il tempo migliora, applicata ad una storia semplice, ma efficace, dei bambini lanciati in una grande impresa che li porterà a crescere, un tema su cui la Pixar ha basato tutta la sua filmografia e che qui funziona perché quando sei stato ridotto a dimensioni microscopiche, anche attraversare il cortile di casa può diventare un safari.

Il giardiniere è in vacanza eh?

Bisogna dire che i personaggi di “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” sono piuttosto abbozzati o meglio, sono aderenti al canone che devono rispettare: il padre è uno scienziato eccentrico, una versione per ragazzi dei “Mad doctors” che tanto amava Stuart Gordon (e state pur certi che se il film lo avesse diretto lui, Wayne Szalinski sarebbe stato interpretato da Jeffrey Combs), sua moglie è una venditrice di case bionda e un po’ scocciata del caos in casa (Diane Szalinski nel ruolo che Gordon avrebbe affidato a Barbara Crampton) e così via fino ad arrivare alla coppia di vicini di casa, interpretata da Matt "Max Headroom" Frewer e Kristine "Mamma di Buffy" Sutherland.

Due pezzi abbastanza grossi del piccolo schermo, senza bisogno di essere miniaturizzati.

Se avete familiarità con il cinema di Stuart Gordon sarà chiaro che personaggi così schematici, nelle sue mani sarebbero diventati una grottesca rappresentazione della vita nella provincia americana, nelle mani di Joe Johnston, invece, restano schematici e basta, ma se non altro, si finisce a patteggiare per loro grazie alla bontà della sceneggiatura e agli attori giusti scelti per interpretarlo, a partire proprio dal più memorabile di tutti, ovvero Rick Moranis.

Ringraziate perché nella parte dello scienziato inventore del “Laserone” in grado di miniaturizzare tutto e tutti, abbiamo rischiato di vedere l’odioso Chevy Chase prima e il compianto John Candy, fu proprio il comico canadese che rifiutando la parte suggerì il suo collega (e compatriota) Rick Moranis, eroe di Staurday Night Live e star in Ghostbusters e Balle Spaziali, scelta impeccabile  considerato che per certi versi questo film è la parodia (o comunque la versione per ragazzi) dei classici con protagonisti miniaturizzati che ho citato lassù.

"Se volete saperlo non sono il mastro di chiavi e al momento sarei un po' impegnato"

Anche se la scelta più brillante di casting per me resta Robert Oliveri al suo esordio cinematografico, con gli occhiali sul naso, di fatto diventa il perfetto “mini me” di Rick Moranis, completamento alla perfezione la coppia padre figlio di Nerd come venivano intensi negli anni ’80, ovvero dei sociopatici appassionati di scienza e con problemi a relazionarsi con il resto del pianeta, non di certo lo stesso concetto che abbiamo oggi di questa parola.

Solo un “Mad doctor” (o un Nerd vecchia maniera) si potrebbe costruire in casa un “laserone” che di fatto è un’arma mortale il più grosso frullatore per mele del mondo almeno fino al giorno in cui il caso non ci mette lo zampino, anzi, finché non ci mette una palla da Baseball (e qui si vede lo zampino di Stuart Gordon) che lanciata in casa dal maldestro figlio dei Thompson, trasforma il laser in una macchina in grado di miniaturizzare, le dinamiche tra i personaggi fanno sì che le prime cavie umane (involontarie) siano proprio le due coppie di figli delle due famiglie che, come in una partita a Monopoli, si ritrovano alla casella di partenza, costretti ad attraversare la selva oscura del giardino di casa per avere una possibilità di tornare alle normali dimensioni.

L’incarnazione più pop dei “Mad doctor” tanto amati da Gordon, a destra invece beh, una mela.

Nel mezzo metteteci gag ancora spassose come Rick Moranis che per non calpestare l’erba prima si arrampica (non proprio atleticamente) sulla staccionata e poi inventa sistemi per scandagliare il giardino restando sospeso a mezz'aria, il tutto mentre sotto, tra i fili d’erba diventata per i ragazzi alta come alberi secolari, ogni piccolo elemento diventa protezione (il mattoncino Lego usato come riparo per la notte) oppure minaccia (la falciatrice).

Polline troppo grande anche per le narici di un allergico, respirazioni bocca a bocca imparate “a lezione di Francese” piccoli alleati come la formichina e grandi minacce come gatti e scorpioni, “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” è un classico invecchiato bene, dall'ottimo ritmo e ancora godibilissimo a tutte le età, proprio perché ha elementi da film di genere (ed effetti speciali all'altezza), ma resta una storia di formazione piuttosto classica, basta dire che il percorso di crescita (emotiva e umana) dei giovani protagonisti, va di passo con la loro statura, non è certo un caso se Nick Szalinski capisce la battuta sulla “lezione di Francese” sui titoli di coda del film no?

Ragazzi studiate le lingue, vi serviranno nella vita.

Si potrebbe dire che “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” conserva sotto le due mani di vernice colorata passata dalla Disney, ancora qualche spigolo appuntito che in un film per ragazzi oggi non vedreste mai nemmeno per errore, mi riferisco alla pelosa, ma adorabile formichina che diventa alleata e mezzo di locomozione per i ragazzi, francamente impossibile non voler adottare una colonia di formiche dopo aver visto questo film e a distanza di anni, quando abbiamo visto Ant-Man è a questo film che tutti stavamo pensando!

“Ehi, briciole che avanzano ne avete?”

Non riesco a capire se l'Eros e il Thanatos che ritroviamo in minima (davvero minima) parte anche in questo film, siano anche quelli un lascito del lavoro di Stuart Gordon oppure se qui ci sia lo zampino della Disney: quando i quattro ragazzi si accampano nel mattoncino Lego per la notte, tra i due più prossimi all'adolescenza ovvero Amy Szalinski (Amy O'Neill) e Russ Thompson Jr. (Thomas Wilson Brown) scatta un mezzo momento ormonale che dura un attimo perché l’approccino viene subito punito dall'entrata in scena dello scorpione, un mostro, come detto, in stile Ray Harryhausen che richiede il suo tributo di sangue, anche se sospetto che il mandante dietro questa scena sia la Disney più che Stuart Gordon, anche se lo scorpione qui fa la parte del Jason di tutto, pronto a punire gli istinti ormonali giovanili.

“Ucci ucci sento odoro di ormonucci!”

Ho questo sospetto perché lo scorpione uccide brutalmente la coraggiosa formichina, in quello che è a tutti gli effetti un MDD il Momento del Dramma Disney! (copyright La Bara Volante 2019, all right reserved aut. min. rich vi sguinzaglio dietro i cani e gli avvocati)

Mamma di Bambi is for boys, Formichina is for men.

Quello che, invece, ho sempre trovato sottilmente Gordoniano è il finale: Joe Johnston ha realizzato il bagnetto di Nick Szalinski nella tazza della colazione paterna, con effetti speciali analogici, il latte in cui Nick Szalinski erano 16 mila galloni di acqua con colorante bianco, una piscina in cui galleggiavano dei finti cereali Cheerios, dei salvagente di gommapiuma del diametro di 12 piedi, non chiedetemi di convertire le misure. però, per quello ci vorrebbe la calcolatrice di papà Szalinski.

La scena è buffa, ma tiene in tensione, anche grazie alle musiche del leggendario James Horner (che in una traccia della sua colonna sonora, strizza anche l’occhio al tema dei Goonies, fateci caso), eppure la minaccia del padre che involontariamente rischia di divorare suo figlio, ha qualcosa del Saturno dipinto da Francisco Goya, quindi è innegabile che per quanto la Disney ci abbia provato, le piccole pennellate horror di Stuart Gordon siano ovunque in questo film.

Infilare Goya in un post su un film Disney e i cinéfili nell'era dell'Internét… MUTI!

Credo che questo livello di libertà creativa che possiamo ritrovare in “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” (un film che oggi sarebbe come minimo vietato ai minori), fosse frutto di quel breve momento di “sperimentazione” Disneiana e dall'impronta data da Stuart Gordon alla storia, la dimostrazione che con il suo talento, un regista di genere e ancora oggi considerato quasi di nicchia anche dagli appassionati di Horror, poteva regalare al mondo un classico senza nemmeno perdere la natura indipendente del suo cinema, perché ad esclusione dell’episodio diretto per la serie tv che citavo lassù, Gordon non si è lasciato minimamente influenzare dalla sirene del cinema per tutti, restando orgogliosamente indipendente, come vedremo già il prossimo venerdì.

Inoltre, è innegabile che il successo di questo film sia dovuto non solo alla bontà del suo contenuto, ma anche al fatto che alla Disney lo considerassero grasso che cola, un investimento per loro tutto sommato economico per le loro tasche (18 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti) diventato estremamente remunerativo, visto che nel mondo arrivò ad incassare 222 milioni, urca!

“Duecento milioni? Focca la bindella!” (tipica espressione del Wisconsin)

Insomma, a volte qualcosa bisogna guardarla da vicino per capirla davvero, oppure, anche solo per averne un punto di vista differente. Ed ora che sapete che dietro ad un grande classico per famiglie targato Walt Disney, c’è il tocco di uno dei più fieri, talentuosi ed indipendenti talenti del cinema di genere mondiale, non lo potrete vedere mai più con gli stessi occhi, esattamente come una scopa di saggina, una palla da baseball, un mattoncino Lego o una formica dopo aver visto questo film.

Ma dopo esserci ridotti a dimensioni microscopiche per questo capitolo, vi prometto che la prossima settimana la rubrica diventerà enorme, tra sette giorni qui, cammineremo (e combatteremo) con i giganti, non mancate!

52 commenti:

  1. Bello l'ultimo vero film di livello sul tema del rimpicciolimento.Quando sono ben realizzati a me piacciono i film di avventura della Disney,con Gordon alla regia sarebbe stato ovviamente differente,ma anche cosi gli voglio molto bene.Fortunatamente direi gli incassi furono positivi,spesso quando la Disney produceva film fuori dalla loro tipica categoria andavano male al botteghino.Un film che ho nel cuore che fu un disastro al botteghino,finanziato dalla Disney per me resta sempre"Dragonslayer"(il mio drago cinematografico preferito).

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    1. Sono sempre molto interessato agli “esperimenti” della Disney, con Gordon alla regia sarebbe stato un film differente ma trovare il suo tocco qua e là, secondo me rende il film ancora migliore, dici bene, questo e “Salto nel buio” hanno concluso la questione miniaturizzazione al cinema. Cheers!

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  2. Ora che mi torna in mente,il rimpicciolimento era stato anche il tema l'esordio di Joel Schumacher,la commedia parodia del film di Arnold"The Incredible Shrinking Woman".

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    1. Vero, ma quello mi pare fosse dei primi anni '80, forse proprio del 1980 se non ricordo male. Cheers!

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  3. Quando la Disney era la Disney... altro che Artemis Fowl...

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    1. Che monnezza Artemis Fowl il bello che qui la Disney ha avuto bisogno dell'aiuto di un regista esperto in body horror di stampo Lovecraftiano per essere la Disney :-D Cheers

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  4. Una cosa pero e bene precisarla,quando si parla della dirigenza della Disney,si commette sempre l'errore di associare qussta tendenza all'inteta storia della casa di topolino. la verita e che i manager di oggi alla disney non hanno nulla a che fare con il suo ambizioso fondatore,che rischio piu volte la bancarotta pur di portare avanti a modo suo i suoi colossali progetti.Se si guardano poi i primi film snimati supervisionati da lui,sono pieni di elementi creepy che non di trovano quasi piu nell'animazione occidentale ad alto budget.

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    1. Sarà per quello che trovo alcuni film Disney interessanti proprio perché sinistri, Walt Disney lo era inutile girarci attorno, tante volte la Disney ha ottenuto dei successi perché dirigenti e collaboratori hanno modificato la rotta rispetto alla volontà del fondatore, ad esempio la carica dei 101 è stato un successo ma a zio Walt ‘sta storia realizzata (e animata così) proprio non interessava. Cheers

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    2. La tesi di Walt Disney ed anche quella di Alfred Hichcock,era che i bambini adorano spaventarsi li rende piu partecipi nel vedere il film.Sfido chiunque a dire che tali affermazioni travano riscontro nella Disney attuale e i genitori al grido di "nessuno pensa ai bambini".

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    3. Vero, poi crescendo diventano i fanatici di horror di domani ;-) Cheers

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    4. Joe Dante come decise di diventare regista? guardando Biancaneve e i 7 nani.

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    5. Seriamente,tutte le scene con la regina fanno accapponare la pelle(di pollo).Mutata poi in strega(paura vera!)che schernisce uno scheletro nelle sue segrete? Approvato col marchio per famiglie disney!

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    6. Terry Gilliam ha inserito persone in gabbia nei suoi film, solo perché da bambino lo aveva visto in Pinocchio (storia vera). Cheers!

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    7. D'altra parte gli horror portano avanti la tradizione delle favole e i primi film Disney erano tutti adattamento di favole famose ;-) Cheers

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  5. Tre millimetri al giorno è a parer mio il miglior libro di Matheson e uno dei migliori libri che ho letto in generale. Gran bel film, visto diverse volte e ora che me l'hai fatto ricordare magari lo cerco per farlo vedere anche a mio figlio.

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    1. Sfondi una porta aperta su questo argomento con me, io sfido chiunque a leggere non dico tanto, solo il primo capitolo di “Tre millimetri al giorno” e non avere voglia, non dico di divorare il resto del romanzo, ma tutta la bibliografia di Matheson. Cheers!

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    2. Se parliamo di Matheson è stupendo Io Sono Helen Driscoll (A Stir Of Echoes) divorato in una notte.

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    3. Molto bello, ma Mathseon fa quell'effetto, ho letto due volte "Io sono leggenda" entrambe tutta in un'unica soluzione, dall'inizio alla fine (storia vera). Cheers!

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  6. Mado', che sei andato a tirarmi fuori: parlarne poi nella rubrica di Gordon è da applauso ^_^
    All'epoca era un tormentone assurdo, sembrava il film che aveva inventato il cinema, dovunque ti giravi c'erano repliche di idee simili - come la mitica serie TV "La terra dei giganti" - e Rick Moranis era il nuovo Re del Cinema. Poveretto, scomparso nel nulla senza manco passare per "Chi l'ha visto?" :-D
    Serve un grande per vincere tutto con una storia di piccoli ^_^

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    1. Esattamente, Moranis si è ritirato a vita privata anche per stare accanto alla moglie malata, so che ogni tanto sforna un disco di musica country (storia vera). Ero stufo di leggere commenti del film dove Stuart Gordon e Brian Yuzna venivano citati per puzza in due righe, ho provato a cambiare il punto di vista, spero di esserci riuscito ;-) Cheers!

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    2. Pare che a Moranis non andassero giù nemmeno i nuovi metodi hollywoodiani di seguire strettamente i copioni senza lasciare grande spazio di improvvisazione agli attori, e per questo non è mai tornato a fare cinema...

      Una parentesi, visto che Cassidy l'ha nominato nel post: Chevy Chase... Perché? Quando mai ha fatto cose meritevoli? Ha mai fatto ridere qualcuno?

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    3. Ma poi perché il ruolo del bravo papà nerd? A Chevy Chase? Non scherziamo dai ;-) Cheers

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    4. Scusate se mi intrometto, per quanto abbia scoperto, negli anni, che CC fosse una brutta persona, a me i vari National Lampoons Vacation facevano piuttosto ridere... Ovviamente concordo che nel ruolo del padre nerd sarebbe stato completamente fuori parte... In ogni caso il tempo non è stato clemente con lui...
      Ma poi, correggetemi se sbaglio, Moranis non si era allontanato dalla recitazione per il grave lutto subito dalla perdita della moglie? 👋

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    5. Oops, chiedo scusa, ho visto che lo avevi già detto... In ogni caso alcuni rumors dicono che dovrebbe fare un cameo in Ghostbusters afterlife... 👋

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    6. Scusate ma che ha fatto il buon Chevy per meritarsi l'appellativo di brutta persona? io in Community l'ho adorato :P Su wiki leggo solo di dissapori con il cast del SNL e di presunte simpatie socialiste.

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    7. Non ne ho idea, non mi permetterei mai, lo giudico solo sulla base dei film, bastano già quelli secondo me ;-) Cheers

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    8. Rispondo io su CC, Cassidy è un signore, non si permetterebbe mai di denigrare un artista. Anche io non lo faccio con piacere, anche perché si trattava di uno dei miei attori preferiti dell'infanzia, ma ho la tendenza a informarmi sulle vite degli artisti che apprezzo, con il risultato che poi mi viene difficile scindere la vita privata da quella professionale... In ogni caso tutto è iniziato quando ho letto che aveva litigato con tutti al Saturday Night Live per un forte egocentrismo e anche per certi atteggiamenti misogini e razzisti. In particolare con Bill Murray aveva avuto da dire, anche se quest'ultimo ha sempre minimizzato. C'è comunque un bel articolo sul Washington Post che fa luce sulla persona e sui suoi atteggiamenti che l'hanno isolato progressivamente negli anni dalla comunità artistica. 👋

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    9. Il SNL ai tempi d'oro era una bella polveriera bisogna dirlo, anche se mi rendo conto di aver utilizzato un'espressione infelice ;-) Cheers

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  7. Mi ricordo che e stato annunciato di recente,un sequel di questo film.Non saprei onestamente,anche perche tecnicamente ce ne sono gia stati 2 di sequel ,oltre alla serie tv.A meno che non intendessero fare un remake.In ogni caso un gran casino,non so se vorrei essere presente alle riunioni dirigenziali di questi grossi ragionieri(amanti del cinema forse sarebbe un po troppo azzardato per loro).

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    1. Forse un rifacimento? Ci sono già due seguiti (bruttini) e una serie televisiva. Cheers!

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  8. Che bello questo tuo articolo! Parli di uno dei film della mia infanzia (che non mostro ai bambini perché, diciamoci la verità, se la farebbero sotto dalla paura) che mi piaceva e mi terrorizzava allo stesso tempo (la scena dei Cheerios era terrificante!). Su Disney Plus, in una puntata di Oggetti di Scena parlano proprio di questo film e dei suoi effetti speciali artigianali (il cannone laser, anche se modificato, esiste ancora!), e compare anche Rick Moranis! Non conoscevo il ruolo di Stuart Gordon in tutto questo, grazie!

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    1. “Oggetti di scena” mi piaceva, ma la trovo ripetitiva da morire, sembra più rivolta ai collezionisti che agli appassionati, oppure ho visto gli episodi sbagliati, quello su questo film dovrà vederlo ;-) Posso dirlo, secondo me il fatto che faccia un po’ paura è la ragione che rende speciale il film, lo dobbiamo a Stuart Gordon e Brian Yuzna, quindi ci tenevo a ribadirlo, grazie a te! Cheers

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    2. In realtà, Tesoro ecc.. doveva essere la trasposizione di Teenie Weenie, una strip di inizio 900.
      E la New World voleva sfruttarne il successo realizzando un film di Ant Man per anticiparne l'uscita sul mercato.
      Ma la NW ebbe problemi di liquidità e tutto sfumò.

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    3. Dove veniva pubblicata "The Teenie Weenie"? Come striscia a fumetti sul Chicago Tribute. Chi era di Chicago? Stuart Gordon ;-) Cheers

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  9. Film che vidi credo al suo primo passaggio televisivo su Raiuno, che all'epoca aveva il monopolio (o l'esclusiva?) di trasmettere produzioni Disney.
    Film carino ma che non ho mai avuto l'esigenza di rivedere, di quelli che quando li vedi in palinsesto dici "Ah, l'ho visto!", non come altri che "Bello! Da rivedere!".
    Sarà che preferisco i classici più seriosi di una ventina di anni prima anche se più ruspanti in fatto di effetti speciali, o il da te citato "Salto nel buio".

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    1. Come “Salto del buio” l’ho visto molte volte, solo che il film di Dante passava di solito su Italia 1. Da quando ho l’abbonamento Disney+ l’ho già rivisto due volte, conta da quanto esiste quella piattaforma qui da noi e poi fare i calcoli sulla frequenza dei ripassi ;-) Cheers

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    2. Sì certo, dicevo Raiuno per "Tesoro...".
      Io "Salto nel buio" lo beccai durante una trasmissione clandestina* su Publivideo, emittente locale che diffondeva il segnale di TMC ma che quella sera d'estate decise di fare un regalo agli spettatori rimasti a casa.

      (*): clandestina perché fuori palinsesto (Telesette riportava i programmi di TMC), senza interruzioni pubblicitarie, e a meno di un anno dall'uscita nelle sale (era in programma nella rassegna estiva del cinema del mio paese). Altro che Tele+! 😅

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    3. La vecchia TMC ci regalava gioie di questo tipo ;-) Cheers

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  10. ...Eh?
    No, questa non me l'aspettavo proprio.
    E chi lo sapeva, che dietro ci fosse Gordon!
    Ho sempre adorato quel periodo della Disney. Dove un sacco di gente si levo' un mucchio di belle soddisfazioni, prima che qualcuno (il solito rompi...tasche) saltasse su a dire MA SIETE IMPAZZITI? QUI SIAMO ALLA DISNEY, €&#@@!!
    Si, in effetti quel periodo magico era agli sgoccioli, e ben presto sarebbe tutto degenerato nell'orrida piaga dei musicarelli a cartoni.
    Meno male che e' arrivata la Pixar, va'.
    Ottimo film, che ricordo molto volentieri.
    Un film avventuroso a misura di ragazzino, con momenti epici e avventurosi, e anche qualche bello spavento. Un po' come I Goonies (anche se forse lo trovo invecchiato meglio, rispetto a quest'ultimo).
    E non puo' mancare il momento strappa-lacrime (povera, povera formichina...).
    Un vero e proprio luna-park su pellicola, dove anche se sai che finira' bene perche' e' scontato, rimani sulle spine fino alla fine.
    Apprezzabile ancora oggi proprio per la sua natura analogica, quando a Hollywood si costruivano set imponenti per girare scene anche brevissime.
    E si vede, ragazzi. Eccome.
    Moranis (mi chiedo sempre a chi stava sulle scatole, per sparire cosi' nel nulla) e' l'interprete perfetto per garantire il giusto apporto horror, venendo da "Ghostbusters" ma soprattutto da quel piccolo gioiello di humour nero che era "La Piccola Bottega degli Orrori".
    E devo dire che l'apporto di Gordon si rivela fondamentale.
    Avete presente quando in un team il coach e' costretto ad abdicare ma nonostante tutto riesce a trasmettere il suo imprinting ai giocatori e a fargli interiorizzare i suoi precetti al punto che continuano a usare il suo gioco anche con un allenatore diverso?
    La sua mano si vede in piu' punti, e' innegabile. Soprattutto nel suo tipico marchio di fabbrica di riprendere dal basso verso l'alto, in modo da rendere tutto gigantesco. Che in un film a base di raggi restringenti e miniaturizzazione direi che e' fondamentale.
    Da riscoprire. E mi sa che lo faro'.
    Complimenti per l'ottima recensione e la sorpresa, Cass.
    Proprio vero che non si finisce mai di imparare.

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    1. Quando faccio una rubrica, cerco di coprire tutto e questa era un’ottima occasione per riconoscere i meriti del buon Stuardo ;-) Moranis si è ritirato per stare accanto alla moglie malata, che mi pare sia mancata ma ora non ricordo in che anno. Grazie capo! Cheers

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    2. Definire musicarelli i Classici... Si può apprezzare gli uni e gli altri.

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    3. Anche perché ci sono filmoni classici Disney senza canzoni e filmoni con due canzoni in croce ma leggendarie. Cheers

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  11. Film che per un brevissimo lasso di tempo (una settimana?) diventò il favorito di mia figlia, disperata per la formichina, esaltata per la "rivincita" dei piccoli, urlatrice verso la tv quando diceva ai protagonisti di stare "Attenti!" per i vari pericoli. Mi ha fatto molto piacere che le sia piaciuto perché fu anche per me un film di culto, sopratutto quando lo vidi al cinema con gli amichetti delle elementari.

    E' un peccato che questo genere di film non venga più fatto. Idee validissime sviluppate in storielle semplici, ma realizzate in modo impeccabile (confermo che gli effetti analogici fanno ancora la sua porca figura!) con passione, cuore e con un pizzico di "maturità" che rivista con gli occhi del 2021 stona se paragoniamo un film come questo ai programmi per bambini odierni. Ma negli anni '80 erano cose normalissime e c'erano ovunque. Qualche bacio o infatuazione (oltre all'infrattamento nel mattoncino Lego c'è anche la figlia che viene spiata dal vicino mentre pulisce casa ballando), qualcuno che muore, pericoli scampati all'ultimo istante (qui c'è anche la minaccia del tosaerba che rischia di aspirare e sminuzzare i nostri, il quasi annegamento con la respirazione bocca-a-bocca,...), il fumo però già dipinto come qualcosa di brutto e nocivo e che si fa di nascosto solo in momenti critici. L'esempio più famoso è quello de "I Goonies" che ha tutte queste caratteristiche ma rispetto a questo "Tesoro", il target è leggermente più alto, cioè ragazzini un pelo più grandi.

    Insomma, un prodotto che solo pensarlo oggi significa dirigersi spediti al rogo, ma che invece non è così sbagliato. In fondo noi ci siamo cresciuti con questi film e siamo venuti su abbastanza bene (- inserire battuta random qui -), peccato che i tempi siano differenti.

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    1. Sicuro che se il film lo avesse diretto Gordon, difficilmente la vicina adolescente spiata, sarebbe stata impegnata a fare le pulizie ballando, ma confermo tutto il tuo discorso, ora sembra che la volontà sia quella di trattare il pubblico (grande o piccolo di età che sia) come dei decerebrati, per assurdo un film di avventura come questo o "Goonies" oggi sarebbe vietato ai minori. Cheers!

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  12. Ho sempre sospettato che ci fosse lo zampino di qualche furbone dietro questo film, ma addirittura la firma del grande Stuart Gordon mi lascia positivamente basito. Anche solo la rappresentazione dei nerd, per quanto stereotipata, cominciava già a delineare delle caratteristiche interessanti, che avrebbero portato alla rivalutazione di tale figura meno di una decina di anni dopo. In ogni caso, come Salto nel buio, altro grande classico (o Classydo) del periodo, è una produzione Disney che funziona e non annoia, anche a distanza di anni e dopo svariate visioni. Rick Moranis è impossibile non volergli bene, è troppo simpatico in ogni sua parte, mi piace anche quando fa Louis Tally nei ragazzi in grigio (cit.), qui ha anche una piccola componente inquietante da scienziato (pazzo) in erba, sicuramente voluta dal Gordon nazionale. Non lo rivedo da un pò ma il tuo articolo mi ha fatto venir voglia di un'ulteriore visione. 👋

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    1. Ho il sospetto, nemmeno velato, che fosse proprio lo zampino dell'autore (non tanto) misterioso, ad aver reso sempre così interessante ai miei occhi di bambino appassionato di robe macabre questo film, non amo le parole in inglese ma l'imprinting che mi ha reso appassionato del cinema di Stuart Gordon è avvenuto qui ;-) Cheers

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  13. Ricordo gli effetti speciali splendidi di questo film, ma ora che mi hai detto che le musiche sono di Horner e la sceneggiatura di Gordon voglio assolutamente rivederlo! Saranno passati 25 anni dall'ultima volta che l'ho fatto...

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    1. Penso proprio che ti piacerà ma aspetto il tuo parere dopo il ripasso ;-) Cheers

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  14. Ecco, non sapevo che Stuart ci avesse messo lo zampino in questo "divertentissimo" cult, fantastica scoperta, un film che non vedo da un po' ma che è sempre nel mio cuore, proprio bello ;)
    Comunque sì, povera formichina, era a lei che pensavo quando vidi Ant-Man, e Moranis è perfetto :)

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    1. L'unico modo per non pensare a questo film guardando "Ant-Man" e non averlo mai visto ;-) Cheers

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  15. Sarebbe interessante fare uno studio per vedere nel corso del tempo cosa è fattibile e cosa no. Sicuramente ne uscirebbe delle belle.

    Comunque mi sa che questo film non l'ho visto per nulla.

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    1. Lo sarebbe molto, di sicuro dal 1999 molto é cambiato in termini di censura. No? Penso che ti piacerebbe. Cheers

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