martedì 16 febbraio 2021

Synchronic (2020): in viaggio nel tempo

Tendiamo a considerare il passato in quanto tale, qualcosa di sicuro, quasi consolatorio, un luogo sicuro nel tempo in cui niente può andare davvero male, poiché semplicemente tutto è già accaduto. Pensate a Marty McFly il più famoso viaggiatore del tempo cinematografico, per quanto pieno di insidie per lui il 1955 era comunque la culla dello stile di vita americano.

Justin Benson e Aaron Moorhead hanno scritto e diretto la loro ultima fatica con la precisa intenzione di smontare anche questa sicurezza, nelle varie interviste rilasciate i due registi hanno messo in chiaro le loro intenzioni e con “Synchronic” ci sono riusciti molto bene.

I paramedici di New Orleans, Dennis Dannelly (Jamie Dornan) e Steve Denube (Anthony Mackie) non potrebbero essere più diversi e proprio per questo, sono amici da una vita. Dennis è bianco, sposato, ha un paio di bambini e si lamenta spesso dei bei tempi in cui non aveva responsabilità, Steve invece è nero, single ma anche per lui il tempo sta per diventare un lusso, non perché abbia dei pupi a tenerlo occupato, più che altro per la malattia che minaccia di mettere fine al suo tempo su questo gnocco minerale per sempre.

“I dottori dovevamo fare, abbiamo sbagliato tutto nella vita”, "Ma a me piace usare la sirena dell'ambulanza"

Lavorando come paramedici i due amici e colleghi si imbattono nei casi più assurdi: qualcuno morto cadendo dal secondo piano, il cui corpo riporta le fratture tipiche di una caduta da molto (ma molto!) più in alto. Oppure persone ferite da stranissime lame seghettate che sembrano uscite da un film in costume, insomma un numero di morti e feriti di origine davvero misteriosa.

Il segreto di questi strani eventi va ricercato nella nuova droga più in voga in città, chiamata appunto Synchronic, una cosetta in grado di farti viaggiare ma non come qualunque altra droga, intendo proprio nel tempo e nello spazio. Conosco un sacco di amici che dicono di aver fatto dei viaggi incredibili, ma nessuno come quello dei protagonisti di questo film, credetemi.

Un brutto viaggio.

Quando la figlia di Dennis scompare, l’amico Steve malato ormai in fase terminale decide di spendere bene il poco tempo rimasto, si accaparra tutte le dosi di Synchronic disponibili e comincia a sperimentare come i sopra citati amici facevano con le varie tipologie di erba, solo che invece di trovare il senso nella vita nelle canzoni di Bob Marley, Steve scopre passaggi verso il passato, che come dicevo lassù, non è rassicurante proprio per niente.

“Synchronic” come ogni buon film di fantascienza, si auto impone delle regole e poi le rispetta, per viaggiare i protagonisti si muovono nel tempo grazie ad una pastichetta, dal divano di casa ti puoi ritrovare piedi in acqua in una palude alle prese con un caimano, dal soggiorno invece puoi ritrovarti in piena era glaciale, con tanto di Mammut. Insomma Il passato ha i denti e nessuna paura di usarli.

“Almeno nel soggiorno di casa mia avevo il riscaldamento, che cavolo!”

Si perché con buona pace di Marty McFly, che al massimo veniva scambiato per qualcuno appena sbarcato per via del “giubbotto salvagente”, Steve in quanto nero rischia la pelle per mano di alcuni suprematisti bianchi, quelli con i cappucci a punta conservati nell'armadio, che nel mezzo dell’America rurale degli anni ’20, non gradiscono tanto vedere qualcuno colorato diversamente da loro. Se a questo poi aggiungete l’esperimento con il cane, converrete con me che ad Einstein (o Copernico), era andata molto ma molto meglio.

"Pretendo di essere adottato da Doc Brown"

“Synchronic” è un film molto parlato, ma i dialoghi sono scritti davvero bene e perfetti nel creare il rapporto tra i due protagonisti, che per certi versi sono un’altra affiatata coppia, una di quelle che popolano il cinema di Justin Benson e Aaron Moorhead, Spring parlava di una storia d’amore, mentre in The Endless i due fratelli protagonisti, era interpretati dagli stessi Benson e Moorhead, che come dicevo scrivendo di quel film, erano riusciti a raggiungere quasi il punto zero del film indipendente, girato davvero con 5 euro di budget risparmiando su tutto. Quando i registi sono anche i protagonisti del film, chiaro che siamo a “Lo Zen e l’arte di arrangiarsi” (in campo cinematografico).

Per quanto fortemente tendenti all’Hipsterico, Giustino e Aronne sono armati di un grande amore per il cinema, nel post su The Endless mi interrogavo se sarebbe stato possibile per loro, continuare ad essere autoriali, girando film con sempre meno soldini. Era chiaro che "The Endless" fosse un bivio, spendere meno di così per una pellicola con elementi fantastici non era proprio possibile, ecco perché per “Synchronic” hanno speso un po’ di più arruolano due facce note come quelle di Jamie Dornan e Anthony Mackie, che rispondono con un’ottima chimica tra i rispettivi personaggi.

“Synchronic” ha la capacità di portarci in luoghi strani e poco sicuri del passato, senza tirar via la mano sulla critica, perché opporre un uomo di colore ad alcuni razzisti bianchi dell’America più ruspante è una presa di posizione bella chiara, che però non soffoca un film che racconta il viaggio nel tempo come estremo gesto di amicizia, tra due personaggi che litigano, discutono ma poi fanno anche pace chiarendosi tra di loro, come si fa tra uomini. Come spettatori viene proprio istintivo aggrapparsi all'amicizia di questa strana coppia, che somigliano a Riggs e Murtaugh solo per colore della pelle, ma più probabilmente hanno parecchio di Giustino e Aronne.

"Una maglia con il giglio? I fratelli neri si danno al calcio Fiorentino?"

Insomma “Synchronic” è fantascienza del tipo “soft”, quella in cui l’elemento fantastico è importante ma serve per sottolineare l’importanza dei personaggi e del loro rapporto, quindi se siete in vena di uno strano film dai bordi spesso affilati, ben recitato e dai dialoghi ben scritti (anche se molto, tanto parlato), “Synchronic” potrebbe essere il film più accessibile tra quelli fino ad ora diretti da Giustino e Aronne, coerente con il loro esordio “Resolution” (2012), ma forse un po’ più per tutti.

Anche perché la prossima volta che sentirete parlare di Justin Benson e Aaron Moorhead, sarà quando troverete i loro nomi associati alla serie tv Marvel dedicata a Moon Knight, mi pare di sentire già il coro di «CHIIIIIII?» quando la notizia arriverà al grande pubblico. Da una parte, Giustino e Aronne con il loro cinema atipico, fantastico ma sempre così sensibili e orientato a parlare di personaggi spesso sfaccettati, sono una scelta azzeccata e coraggiosa da parte della Marvel, se penso al ciclo di storie di Warren Ellis dedicato al lunare vigilante della Casa delle Idee nelle mani di quei due, potrebbe venire fuori qualcosa di davvero ma davvero incredibile, oppure potremmo perdere per sempre due autori indipendenti fino al midollo, risucchiati nel gorgo dei film per tutti, evidentemente scegliere Falcon qui, era un modo per fare le prove generali con l'aria che tira alla Marvel.

"Giustino e Aronne, se fate i bravi vi presenterò Capitan America"

In ogni caso in bocca al lupo a due registi che fino a questo momento erano stati estremamente autoriali e hanno saputo sfornare dei film unici, “Synchronic” potrebbe essere l’ultima volta in cui li abbiamo visti duri e puri, oppure un buon titolo per farli conoscere al grande pubblico, in ogni caso sarà un luogo (abbastanza) sicuro nel passato, ma questo lo scopriremo solo con il tempo.

18 commenti:

  1. Appuntato! Ho visto poca roba uscita di recente, ma questo sembra meritare davvero... grazie!

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    1. Sto cercando di equilibrare tra nuovi e vecchi titoli, poi ormai voglio bene a Giustino e Aronne ;-) Cheers

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  2. Questo me lo segno, me l'hai venduto proprio bene. Ma poi: quanto cavolo sta lavorando Mackie??

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    1. Non lo so un botto, qui secondo me ha svolto anche il ruolo di agente arruolatore sotto copertura per la Marvel :p Cheers

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  3. Segnato, conosco i registi e non sono male, devo vedere prima The Endless però ;)

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    1. "The Endless" merita, questo non è criptico come quello, ma Giustino è Aronne sanno il fatto loro. Cheers!

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  4. E invece io leggo Moon Knight e dico SI, C....!!
    Questo sembra davvero ben fatto, e ha tutti gli ingredienti che piacciono a me. Del tipo usare la fantascienza per raccontare anche una bella storia (tipo Gattaca o Arrival).
    Gli daro' un'occhiata.

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    1. La scelta sulla carta è interessante, vedremo ormai sono affezionato a Giustino e Aronne ;-) Cheers

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  5. Sarò cattivo, ma più continuano a rimanere chiusi i cinema più escono un sacco di buoni film: forse che un po' di ristrettezze facciano bene al cinema? :-P
    Comunque quando uscirà Moon Knight spero ci sarà spazio per mostrare i suoi mitici nunchaku bianchi di quand'era giovane ;-)

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    1. Quando hai pochi soldi devi tirare fuori le idee, Giustino e Aronne hanno iniziato facendo film nel giardino di casa (letteralmente) quindi da questo punto di vista erano avanti. Lo spero anche io, dita incrociate ;-) Cheers!

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  6. Molto molto interessante. L'idea di fondo sembra valida e originale, così come la realizzazione mi pare altrettanto buona. Questo me lo segno e vediamo come e quando recuperarlo. Grazie Capo!

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  7. Ciao Cassidy, utilizzo questo spazio non per entrare nel merito del film da te recensito (chiedo venia per questo) ma solo per consigliarti la visione di "Una donna promettente" di Emerald Fennell. Nel caso volessi seguire il mio consiglio, spero che il film (una storia di vendetta con una straordinaria Carey Mulligan) sia di tuo gradimento (con tanto di recensione a seguire).

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    1. Non ricordo perché non lo avevo ancora visto, mi attirava. grazie per il pro memoria! Cheers

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  8. Mollato a metà...forse un terzo!ci ha annoiato da matti e lo vedevamo molto povero XD ci aspettavamo più effetti speciali e fantascienza, non ci ha conquistato.E poi la parte di lui malato incurabile, in questo periodo, ci deprimeva troppo.La parte (per noi) interessante mi pare di capire arrivasse dopo!

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    1. Pensa che rispetto ai precedenti film di Giustino e Aronne questo sembra James Cameron :-D Scherzi a parte, quei due fanno film piccoli e dal ritmo non di certo da film d’azione, bisogna trovare il momento giusto per farsi portare per mani negli strani posti che ci fanno visitare, sono Indie fino al midollo quei due ;-) Cheers!

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  9. Viaggi nel tempo?
    Jamie Dornan che lontano dalle sfumature è sempre un bel vedere (recitare, pure)?
    Mi hai convinto, anche perché mi ero completamente dimenticata di aver visto e apprezzato Spring, quindi questi due registi li ritrovo volentieri, magari andandomi prima a recuperare The Endless.

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    1. “Spring” era molto bello, “The Endless” ha degli echi alla Lovecraft e riprende qualche spunto dal loro primo film “Resolution” (2012) è un po’ più criptico ma con grande fascino, “Synchronic” è più accessibile ma penso che potrebbero piacerti entrambi, Giustino e Aronne sono indie fino al midollo osseo ma sanno il fatto loro ;-) Cheers

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