sabato 27 febbraio 2021

Pelle (2017): pink is the new black

Anche quest’anno l’iniziativa Cassidy cover your favorites IV è stata un successo, mi avete bombardato con un sacco di richieste e mi ha fatto estremamente piacere scoprire che una buona fetta di queste, erano già in rampa di lancio su questa Bara, siamo più coordinati di una squadra di nuovo sincronizzato.

Quest’anno per questa iniziativa ho deciso di esagerare un po’, non sapendo cosa scegliere nell'abbondanza di titoli, ho pensato di scegliere tre titoli, pescando tra i più matti e i più richiesti, perché se non mi complico la vita da solo non sono felice. In ogni caso sappiate che parecchi dei titoli snocciolati arriveranno in ogni caso, vi basterò avere un po’ di pazienza, ho solo dieci dita e una tastiera su cui scrivere.

Per questa “trilogia della follia” ho pensato bene di iniziare da “Pelle” (2017), titolo più volte suggerito da il Popcorn di Cechov che ringrazio per la provocazione, perché di questo si tratta, un film estremamente provocatorio proveniente dalla Spagna, prodotto non a caso da Álex de la Iglesia, se un film è strambo e spagnolo, state sicuri che lui è nelle vicinanze.

Di che parla “Pelle” (figlio di Apollo)? Eh, ora sono tutti cavoli miei parlarvene, mettiamola così, mi affido ai fatidici cinque minuti iniziali, quelli che segnano tutta l’andamento del film e la pellicola d’esordio di Eduardo Casanova inizia in una sala d’aspetto, tutta rosa.

Quintali di rosa, fino a dove l'occhio umano (o di orsetto rosa) può vedere.

Un padre risponde alla cornetta (rosa) del telefono, sua moglie ha appena partorito il loro primo figlio, ma l’uomo sudaticcio e in evidente ansia non è in ospedale, bensì in una sorta di strambo bordello (rosa), dove un’anziana maitresse nuda e con i capelli ovviamente rosa, gli chiede di scegliere da un grosso libro (rosa), con chi preferisce grattarsi via il prurito. Si perché l’uomo ha degli istinti pedofili che vorrebbe sfogare al chiuso di beh, una casa chiusa. Quella di questo film offre ogni genere di intrattenimento estremo, hai un particolare feticismo per le bambine nate senza occhi (ma vestite di rosa)? Qui puoi trovarle.

Lei è l'unica che non può vedere tutto questo rosa.

Siete ancora vivi? Eduardo Casanova la tocca pianissimo portando l’asticella della provocazione subito molto in alto, un livello di fastidio notevole bisogna ammetterlo, infatti mi sembra strano che nessuno su internet si sia accanito su questo film, disponibile per altro sul catalogo di Netflix. Evidentemente non era in “home page”, quindi non lo avranno visto in tanti se non io, il mio Bro Marco e beh, il Popcorn di Cechov.

Pensate che Casanova si sia limitato ai primi cinque minuti di provocazione iniziale? Ma figuratevi! La trama continua con una parata di diversità portata all’estremo, ad esempio vogliamo parlare della ragazza nata con un leggerissimo scombinamento del sistema digestivo? Mettiamola così, per dire tutto senza risultare troppo esplicito, diciamo che la poveretta è nata con le estremità del tratto digerente invertite, ovvero la sua bocca si trova esattamente dal lato opposto e viceversa. Conoscete la mia passione per i fumetti e per Preacher in particolare, quindi mettiamola così, Facciadiculo, uno dei personaggi più sopra le righe mai creati da Garth Ennis, potrebbe trovare una fidanzata laggiù in Spagna.

La chiamavano bocca di ros... vabbè lasciamo perdere.

Le provocazioni di “Pelle” finiscono qui? Guardate il dito a tergicristallo, no no, perché tutto il film è una carrellata di “mostri” le cui vive si intrecciano come Robert Altman insegna, sempre in bilico sul filo sottile della provocazione (a volte fine a se stessa) e del dramma umano.

Si perché si parla tanto di promuovere la diversità nei film, anche se è un concetto che viene spesso osteggiato da una buona fetta di pubblico, Eduardo Casanova armato di volontà iconoclasta riempie il suo film di personaggi uno più estremo dell’altro, sottolineando come alla fine siano i “normali” i veri mostri. Tema abusato? Un po’ bisogna dirlo, perché “Pelle” spesso sembra guardarsi troppo allo specchio, gongolando delle facce disgustate che riesce a strappare al pubblico. In più di un momento la sensazione è quella di immaginarsi Eduardo Casanova, come uno di quei bambini che ha appena imparato una parolaccia nuova e si diverte a ripeterla, solo perché apprezza le facce buffe che fanno gli adulti quando gli sentono dire che so, caccapupù!

“Lei capisce che i nervi erano completamente recisi signor Napier, vede con che cosa io deve lavorare qui” (cit.)

Quini le trame della fidanzata di Facciadiculo si intrecciano con il neo papà pedofilo, ma anche con Ana, dal volto deformato e innamorata di Ernesto, nato anche lui con una terribile malformazione al volto. In questo gioco dei “sei gradi di separazione”, come in un fumetto della Marvel, se la Torcia Umana si soffia il naso sulle pagine di “Fantastici Quattro” e poi getta via il fazzoletto, quello deve cadere sulla testa di Bruce Banner, che inferocito di trasformerà nell'Incredibile Hulk, quindi nell’universo di mostri brutti fuori ma umani dentro, ogni azione provoca una reazione uguale e contraria e se riuscirete a reggere la botta della volontà di provocare del regista e sceneggiatore, quello che troverete è una trama che chiede al pubblico di riflettere sulle vere mostruosità della nostra società.

Il vecchio è caro tema dell’accettare se stessi, che è un po’ più facile quando il tuo tratto digerente non sembra che sia stato disegnato da Picasso, ma è anche il tema che tiene banco nel film: Eduardo Casanova estremizza i concetti per mettere alla berlina la società dell’apparenza, i socialcosì che alimentano modelli estetici perfetti, ma anche le persone che poi la mostruosità su Internet vanno a cercarsela, oppure la alimentano con i loro commenti d’odio.

#ILoveYouHater

Alla fine Eduardo Casanova è un patatone, si atteggia come un Punk e cinematograficamente parlando, va in giro con una catena legata al naso ripetendo a tutti «CACCAPUPU’!», solo per godersi le espressioni disgustante di “quelli che ben pensano” (cit.), ma poi di fatto ci racconta una storia sull'accettazione personale, sfruttando intrecci di personaggi quasi in stile Guy Ritchie, sembra rispondere al vecchio adagio per cui nella vita, prima o poi ogni piede trova la sua scarpa.

L’unico dubbio che ho avuto guardando “Pelle”, oltre al quantitativo di droga utilizzata abitualmente da Eduardo Casanova, ruota intorno ad una domanda più o meno lecita: ma il regista alla fine, ai suoi “mostri” vuole bene oppure no? In alcuni momenti sembra trascinarli nel fango solo in nome di quella provocazione a tutti i costi di cui sopra, in altri cerca di giocarsi la carta di un’empatia a tradimento, quella un po’ vigliacca dei giornalisti che piazzano un microfono sotto il naso di un padre sconvolto, sperando di poter mandare un po’ di lacrime facili al TG delle ore venti. In altri momenti invece sembra davvero volerci far patteggiare per i suoi protagonisti, che saranno diversi ma più umani degli umani.

Quando il film smette di essere rosa, tutto finisce giù lungo lo scarico.

In tal senso l’uso della fotografia (e dei costumi a tono) sembrano tracciare una direzione, se all'inizio “Pelle” è un incubo tutto rosa, pian piano tutto vira verso il lilla, almeno per i personaggi che riescono a trovare (più o meno e con livelli di agonia differente) il loro posto nel mondo. Insomma il rosa è il nuovo nero, in una società dell’apparenza non può che essere così.

Insomma, se siete in vena di 77 minuti di stramberia assortita e provocazioni applicate ad un film evidentemente di rottura ringraziate il Popcorn di Cechov (lo trovate su Instagram, le sue recensioni sono altamente consigliate) e sappiate che i prossimi due film scelti per Cassidy cover your favorites IV non saranno da meno, non solo Eduardo Casanova sa alzare l’asticella della follia.

18 commenti:

  1. Mannaggia mi hai fregato. Volevo parlarne, ma non riuscivo a trovare un modo per esprimere quanto disturbante fosse questo film. Seppure il makeup sveli più volte il trucco. Dato che hai fatto una recensione eccellente, se me lo concedi, metterò un link quando ne parlerò da me.

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    1. Ne sono onorato grazie! In effetti si potrebbe solo descrivere tutta la follia e le provocazioni inserite a forza della storia, ma ho provato a girare attorno alla voglia di provi are di Casanova, non vedo l'ora di leggerti ;-) Cheers

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  2. Io l'ho visto parecchio tempo fa e sono rimasta giustamente schifata e affascinata al tempo stesso :)

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    1. Un film che ti chiede in 90 minuti di attraversare tutta la gamma dei sentimenti, dalla repulsione al fascino o viceversa ;-) Cheers!

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  3. Ma cos'è??????? Guarda cosa ti vanno a consigliare e i lettori!!!! :_D

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    1. Ehehe avevo iniziato a vederlo, dopo la scena iniziale ho capito che avrebbe richiesto uno sforzo aggiuntivo, poi è diventato uno dei più citati dai lettori quindi alla fine mi sono deciso, per i prossimi capitoli dei film a richiesta ho scelto robe un po’ meno strane, un po’ meno eh? ;-) Cheers

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  4. Potrebbe essere il mio genere, anche perché i film spagnoli raramente mi hanno deluso, a parte qualche Almodovar. Grazie per la segnalazione.

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    1. Anche secondo me potrebbe esserlo, fammi sapere se ti ho consigliato bene ;-) Cheers

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  5. Devo trovare la forza, soprattutto mangiare leggero, dovevo già vederlo ma lo farò ;)

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    1. Devi trovare il momento giusto (distante dai pasti), a suo modo poi diventa abbastanza ipnotico, ma consigliare un film così non è semplice. Cheers!

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  6. Piu' che Casanova a ispirarmi e' il nome di chi lo manda (e produce, presumo).
    Se e' QUELL' Alex de la Iglesia che conosco io, gia' il nome e' sinonimo di garanzia di fiducia.
    E' uno che di robe strambe (ma PARECCHIO strambe) se ne intende.
    Gli daro' un'occhiata, anche se non sembra una visione di quelle facili.

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    1. Non lo è ma abbiamo visto di peggio negli anni, anche grazie ad Alex de la Iglesia ;-) Cheers!

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  7. La tradizione è stata spezzata.
    Ora con quale film potrò provocarti ad ogni concorsone? :D

    TI ringrazio anche qui per l'onorevole menzione, e rinnovo le mie felicitazioni per aver recuperato un lungometraggio niente male.

    "Pelle" è un film che eredita le caratteristiche dei film "Freaks" riportandole sotto un asfissiante veste rosa che dona alla pellicola un impatto emotivo niente male.

    Per quanto ovvio nel suo messaggio, è un film che ha il merito di fermarsi appena in tempo dall'essere completamente "degli Eccessi", e proporre una surrealismo artistico degno di nota. (mi sono trattenuto dal dire Lynch! perchè è palesamente più simile ad un Flying Lotus)
    Bel lavoro, Edoardo!

    Ringraziando ancora,
    Saluti,
    Popcorn di Cechov

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    1. Ogni volta mi ricordavi di andare oltre i primi cinque minuti iniziali di film, era ora quindi di affrontare tutto quel rosa a dovere, grazie! ;-) Cheers

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  8. Film che piacerebbe a mia moglie (per via del rosa) e a me, per via delle mostruosità dalle quali sono naturalmente attirato, ma d'altronde non siamo un pò tutti, chi più chi meno, dei mostri? Comunque grazie ai baristi per averci fatto scoprire questa perla rosa, sono molto curioso di conoscere i prossimi titoli! 😜

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    1. Questa era la quota provocatoria dell'iniziativa, il prossimi due sono altrettanto matti, devo solo trovare il tempo per scriverne ;-) Cheers

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  9. Potrebbe essere un capolavoro o una cacchiata assoluta.
    Un po' mi tenta e un po' mi spaventa...

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    1. Diciamo che corre lungo il filo sottile, devi trovare un momento in cui ti senti in vena di tutto quel rosa per affrontarlo, quello sicuramente ;-) Cheers

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