domenica 14 febbraio 2021

John Carpenter - Lost Themes III Alive After Death (2021): musica da paura

Il Maestro John Carpenter non ha bisogno di presentazioni, di sicuro non da queste parti, ormai è quasi consuetudine scrivere di lui esclusivamente riguardo alla sua seconda giovinezza artistica come Rockstar, anche perché come regista, ha ormai da tempo scritto il suo nome sul grande libro dei maestri cinematografici. Due volte. Sottolineato.


Da una vita, o più per la precisione dal 2010, data di uscita del suo ultimo lavoro da regista per il grande schermo ovvero The Ward, tutti invocano un suo ritorno dietro alla macchina da presa, ma se avete familiarità con le abitudini di Giovanni Carpentiere saprete che tra i suoi massimi interessi possiamo trovare la pallacanestro e i videogiochi, tutta roba in grado di tenerti impegnatissimo nella zona del divano. Non so voi, ma personalmente conosco parecchia gente che ha perso (comprensibilmente) i neuroni quando le è stato chiesto di restare in clausura a casa, durante le varie chiusure forzate che hanno caratterizzato il 2020.

Chi di certo non ha avuto nessun problema a stare a casa è stato il Maestro John Carpenter, padre nobile di tanto ottimo cinema ma anche dell’hashtag #Io resto a casa, infatti il nostro Giovanni ha impiegato il tempo con lo studio di registrazione casalingo. Come i migliori musicisti anche Carpenter ha prodotto parecchia nuova musica, tutta contenuta nel suo nuovo lavoro, “Lost Themes III Alive After Death”.

Composto e suonato come per i precedenti due capitoli tutto in famiglia, alle tastiere ritroviamo il figlio Cody Carpenter (fondatore dei Ludrium e forte dell’esperienza di alcuni concerti con Vince DiCola, celeberrimo per la colonna sonora di Rocky IV) e il figlioccio, il chitarrista Daniel Davies, il cui padre biologico è il chitarrista dei The Kinks Dave Davies, anche se Daniel è stato cresciuto da Carpenter dall’età di dodici anni (storia vera).

Non si trova mai un carpentiere quando ne hai bisog… Ehm, chiedo scusa.

«Abbiamo iniziato con un tema, una linea di basso, un ritmo e qualcosa che suonasse bene e ci guidasse al prossimo stadio. Conosciamo le forze e le debolezze di ognuno di noi, sappiamo come comunicare senza parole e ora il processo creativo è più semplice di quanto non fosse agli inizi. Siamo maturati». Le parole di Carpenter rilasciate durante la promozione del disco rispecchiano perfettamente “Lost Themes III” che come tutti i seguiti è uguale ai suoi predecessori ma, di più, anche per l’aggiunta del sottotitolo un po’ in stile Iron Maiden, “Alive After Death” che i più romantici potrebbero considerare una rinascita dopo il disastroso 2020, ma conoscendo l’approccio fatalista di Carpenter, probabilmente è stato scelto solo perché suona dannatamente Rock.

Se il disco Anthology era un’ottima scusa per portare la musica di Carpenter sui palchi di tutto il mondo, anche di quelli di uno strambo Paese a forma di scarpa (quando ancora si poteva andare ai concerti), “Lost Themes III” porta il concetto di tracce cinematografiche perdute, alla ricerca di un film di cui diventare una colonna sonora, tutto ad un altro livello. Il trio di Carpenter (di cognome o di fatto) risultano sempre più una band coesa come mette in chiaro anche la copertina del disco, che li vede fusi insieme come in una sorta di omaggio a La Cosa.

Qui davvero sembrano un trio uscito dagli anni ’80.

Per certi versi “Lost Themes III” assomiglia più alla colonna sonora del film Halloween del 2018, quasi una sorta di un concept album, ma non costruito su una variazione del tema classico, il cinque quarti composto da Carpenter nel 1978 per il suo celebre Slasher. Ho notato curiosamente che molta critica di settore si è focalizzata molto sui titoli dei singoli brani, come sempre con il suo solito pragmatismo, Carpenter intervistato da Manlio Gomarasca sul numero di febbraio di “Nocturno”, ha dichiarato che i titoli sono stati appiccicati dopo, quindi non vale la pena dar loro troppo peso. Ecco perché vale sempre la pena leggere le interviste a Carpenter, ha una capacità di smontare i voli pindarici sul suo lavoro, con l’essenzialità che da sempre lo contraddistingue.

“Lost Themes III Alive After” chiede all’ascoltatore di creare nella propria testa la immagini di cui questi “Pezzi perduti” sono l’ideale colonna sonora, ma visto che ne abbiamo parlato di questi famigerati titoli, ve li elenco qui sotto e poi passiamo a parlare delle singole tracce.

Lista delle tracce contenute nel disco:
01. Alive After Death
02. Weeping Ghost
03. Dripping Blood
04. Dead Eyes
05. Vampire's Touch
06. Cemetery
07. Skeleton
08. Turning the Bones
09. The Dead Walk
10. Carpathian Darkness 

Anche se mi chiedo che fine abbia fatto l’ottimo Unclean Spirit presentato in anteprima e apparentemente scomparso da questo disco. Mistero! 

Alive After Death
Il pezzo che fa da introduzione a questo nuovo film immaginario diretto dalla famiglia Carpenter, i Synth del Maestro e le tastiere di Cody si intrecciano molto bene, lasciando spazio nel finale alla chitarra di Daniel, prima passo di questa discesa nell'incubo che continua con il prossimo pezzo.

Weeping Ghost
A tratti sembra una versione più muscolare del tema di The Fog, incisiva, trascinante, sarà pure una traccia perduta, ma come tema principale di un horror qualunque, farebbe guadagnare alla pellicola diversi punti.
 
Dripping Blood
Inizio quasi funereo seguito da una parte centrale di grande respiro, la quota Western del disco, quella che non può mancare mai con Carpenter nei paraggi. 

Dead Eyes
Un loop ossessivo che cambia e si ripetere, fa rimpiangere il fatto che non facciano più quei bei film di vampiri di una volta, a cui mancherebbe giusto un pezzo così. 

“Papà guarda che non è un videogioco questo”, “Shhh zitto! Sono all’ultimo livello”

Vampire's Touch
A proposito di vampiri, questo è la traccia che mi è rimasta più impressa fin dai primi ascolti, quella che più tra tutte mi piacerebbe ascoltare nuovamente suonata dal vivo dal Maestro, se mai si potrà tornare ad un concerto prima o poi. Il crescendo che lo caratterizza e le schitarrate finale la rendono un bravo davvero riuscito. 

Cemetery
Atmosfere urbane, un pezzo che fa pensare ai Guerrieri della notte di Walter Hill, forse racchiude un po’ di mestiere perché tra tutti, questo è il brano che fa più leva sul bagaglio cinematografico dei film del Maestro. 

Skeleton
Escludo sia un pezzo dedicato al cattivo di He-Man, ma con questo brano il disco riprende slancio per la tirata finale, sicuramente uno dei brani più riusciti di “Lost Themes III”. 

Turning the Bones
Pezzo quasi etereo, forse non il più ispirato del disco ma sicuramente in grado di creare un’atmosfera, come diceva la vecchia pubblicità del brandy, un modo per prendere fiato prima del prossimo pezzo che suona decisamente più “grosso” e potente. 

The Dead Walk
Evocativo, muscolare, un pezzo che ha la stessa efficacia della title track, a mani basse uno dei migliori di tutto l’album. 

Copertine dei singoli di un certo livello.

Carpathian Darkness
Decadente e quasi malinconico, il pezzo più lungo del disco, nei suoi 5 minuti e 36 secondi cambia atmosfera più volte, se “Lost Themes III” è un film che Carpenter ci chiede di girare nella nostra testa mentre lo stiamo ascoltando, questo finale non poteva che essere quello giusto. 

“Lost Themes III Alive After Death” è di più, ma fondamentalmente lo stesso piatto, se vi sono piaciuti i primi due dischi del Maestro, perderete la testa anche per questo, questa è davvero l’unica critica che si può muovere a questo lavoro. L’effetto sorpresa è andato ma resta la solidità di un trio che unisce tre generazioni di Carpenter e che suona davvero alla grande mettendo insieme i singoli talenti.

Si perché John Carpenter non si limita a mettersi in scia al ritorno della moda dei sintetizzatori anni ’80, lui quella moda l’ha creata così come al cinema ha creato tanti personaggi e soluzioni diventate degli archetipi narrativi. In un mondo dove la sigla di Stranger Things viene definita da tutti “Carpenteriana”, quando ogni nuovo film marchiato Shudder si gioca una colonna sonora che ricorda quelle composte dal Maestro e finché in giro ci saranno gruppi come “Carpenter Brut” (di cui per altro John non aveva mai sentito nominare, intervistato da Nocturno si è fatto una bella risata, storia vera), il nostro Giovanni è qui per dettare nuovamente le regole, incredibile che superati i settant'anni, la musica sia più pronta a riconoscere i meriti del lavoro di Carpenter, di quanto il cinema non abbia (ancora) fatto.

Il Maestro, lui sì che è nato pronto!

Forse anche per questo sarà più facile vederlo di nuovo su un palco (se mai la pandemia ci farà questa grazia) piuttosto che dietro ad una macchina da presa. In ogni caso, se capiterà di dover stare ancora a casa a lungo, aspettatevi pure un “Lost Themes IV”, tra una partita ai videogames e una dei Los Angeles Lakers in televisione ovviamente.

Questo post è stato presentato anche sul blog Il seme della follia, di cui vi ricordo la pagina del faccia libro de Il Seme Della Follia - Fan Page italiana dedicata a John Carpenter, ma visto che ci siamo anche la rubrica della Bara dedicata al Maestro!

22 commenti:

  1. Bè Carpenter lo disse chiaramente alla domanda frequente su un suo desiderio di tornare a dirigere un film.Fondamentalmente la musica gli dà soddisfazioni che il cinema non gli offre più,sempre a dover litigare con i dirigenti degli studios che ogni volta trovavano sempre il modo di azzoppare i suoi progetti!Anche se la colpa maggiore per me resta sempre il pubblico delle sale cinematografiche,in fondo gli studios non sono altro che il riflesso dei gusti del pubblico!Guillermo del toro in una intervista disse che ad un incontro di piacere con John,mentre gli elogiava il suo cinema,lui molto sarcasticamente menzionò il lungo ritardo con cui il pubblico ,gli ha riconosciuto i suoi meriti artistici.A pensarci bene le nuove generazioni di cineasti ad esempio horror(Eggers,Peele,Aster.....)con pochissimo all'attivo hanno ricevuto più elogi di quanti ne abbia ricevuto john in tutta la sua carriera di cineasta.Ovvio che godrei come un riccio a rivederlo al cinema,ma come dici tu,Carpenter da vero casalingo per la sua musica gli basta restare nel suo studio e fare quel che gli pare.

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    1. Carpenter scherza sempre su questo, d'altra parte come non farlo, quasi tutti i suoi film sono stati riscoperti ad anni di distanza. Il paragone con i giovani registi é molto interessante, le voci fuori dal coro oggi sono forse più apprezzate oggi? Mi sembra difficile crederlo. In ogni caso il Maestro ha trovato la sua dimensione, si é sudato una pensione da Rockstar, che gli permette di continuare a fare quello che ha sempre voluto, ovvero i cazzi suoi. Icona e Maestro di vita il Maestro ;-) Cheers

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    2. Credo che l'horror sia molto più apprezzato oggi che in passato, inoltre tra tanti prodotti scadenti la qualità spicca maggiormente.

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    3. Diciamo anche che Carpenter è stato il padre nobile del filone a basso budget, quello che oggi tutte le case di produzione cercano per ovvie ragioni, a partire dalla Blumhouse che su questa strategia ha costruito le sue fortune e non a caso, ha rilanciato la saga di Halloween. Cheers!

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  2. Mi piego in due dalle risate quando chiedono a John la sua opinione sui remake dei suoi film come Grosso guaio a chinatown con The Rock al posto di Kurt Russel aspettandosi l incazzatura di turno ricevendo come risposta basta che mi paghino i diritti.Letteralmente l anti eroe anarchico degli autori cinematografici.Nella mia testa invece mi immagino sempre un confronto tra Carpenter e Cronemberg sul mondo dei videogames.......chi la spunterebbe?

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    1. Posso dirlo? Sono perfettamente d'accordo con Carpenter: devo fare qualcosa? Mi pagate? Allora fate quello che volete torno a giocare ;-) Cheers

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  3. Be', le musiche di Gianni hanno un timbro inconfondibile, non mi stupisco che siano nati aggettivi come "carpenteriana"!

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    1. Quando diventi un aggettivo vuol dire che sei qualcuno ;-) Cheers

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  4. Solo oggi si sta cominciando a capire il sontuoso contributo che il maestro John ha dato al genere horror e al cinema in generale.
    Certo, spiace che gli sia passata la voglia. E che si dedichi solo ad una delle sue arti, in cui comunque ha sempre ottenuto risultati eccelsi.
    La gioia dei produttori, ai tempi.
    In una sola botta (e spesa) avevi uno che ti sceneggiata, dirigeva e musicava pure!
    Oggi, esprimendosi su possibili remake delle sue vecchie glorie si limita a un BASTA CHE ME PAGHINO.
    Come dargli torto?
    Per dirla alla King...li tratta come la figlia che deve andare al ballo scolastico. La si manda, sperando che torni indietro come era partita.
    Tanto...non so quanto lo abbiano coinvolto nella realizzazione, ma il piu' delle volte in quei casi ti rifilano un pass, vieni bellamente ignorato sul set, sembra che ti invitino per non fare assolutamente niente di quel che dici se non addirittura l'esatto contrario e ben presto ti danno da capire che puoi fare benissimo a meno di presentarti tutti i santi giorni.
    Meglio evitare, che non si merita una roba del genere. E credo che lui lo sappia benissimo, a cosa andrebbe incontro.
    Intanto che aspetto che la Disney gli affidi qualche bel film sull' MCU (Thor: Vikings, gente. Datemi retta), mi accontento cosi'.
    Buona domenica a tutti!!

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    1. Ma a lui piacciono i supereroi?

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    2. Penso che vedremo "Lost Themes XXXIII" prima di una sola altra regia del Maestro. Sto aspettando quelli che riconosceranno il suo genio quando sarà di moda farlo ovvero alla sua dipartita, tra 200 anni eh? Lunga vita al Maestro ;-) Cheers

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    3. Con la Stormking (gestita insieme alla moglie) produce anche molti fumetti ma nessuno di super eroi, non credo che abbia un odio per il genere, semplicemnte credo che ne preferisca altri. Cheers!

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    4. A quanto ne so i fumetti gli piacciono parecchio.
      Ha collaborato la realizzazione dei fumetti ispirati ai suoi film (Grosso Guaio a Chinatown e Fuga da New York) e ha scritto una storia su Joker di cui Cass ha parlato anche da queste parti, tempo fa (da cui verrebbe fuori un ottimo film, tra l'altro).
      Immagino che si troverebbe piu' a suo agio coi villain che con i buoni, ma immagino se la caverebbe piu' che egregiamente.
      C'e lo vedo come ipotetico regista di quella storia perche' la trama sembra presa di peso da una delle sue opere (un'orda di vichinghi zombie e immortali che assalta NY, compiendo saccheggi e massacri).
      Certo, con la Disney di adesso un film del genere e' ovviamente improponibile, e lo si dice per scherzarci un po' su.
      Ma avendo in mano tutto l'universo Marvel, sarebbe un grande spreco rinunciare a storie dal taglio decisamente piu' adulto.
      Prima o poi dovranno provarci.
      Per lo meno me lo auguro.

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    5. Infatti considerando anche la sua storia con protagonista Joker, penso che al massimo sceglierebbe una storia di super eroi alternativi, "Thor Vikings" non sarebbe male, anche solo per far venire un infarto ha chi si è stizzito per Ragnarok :-D Cheers

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  5. Da amante dei film con i dinosauri,con tutti quelli brutti che ci sono in giro,io fantastico su John che mi fa un adattamento di DINO CRISIS(desiderio personale)girato con ottimi mezzi e senza paletti dalla produzione ed ovviamente musicato da lui!

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  6. Fantastica guida all'ascolto di un album che mi sono comprato il 5 febbraio solo perché non è uscito prima. Tutto vero quello che hai scritto, uguale agli altri Lost Themes, ma di più. Spettacolare, e domani lo riascolto un'altra volta! :--)

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    1. Ormai è in cuffia da svariati giorni, resterà a rotazione costante ancora molto ;-) Cheers

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  7. Ecco, adesso che sa che esistono, Zio John lo potrebbe pure fare un tour assieme ai Carpenter Brut ;-)

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    1. Dalla sua reazione, continuerebbe a ridere per tutta la durata del tour ;-) Cheers

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