giovedì 25 febbraio 2021

Il pozzo e il pendolo (1961): Roger mi passeresti il gotico per favore?

Se Thanos è ineluttabile, Roger Corman è imprescindibile.

Il giochino dei sei gradi di separazione in ambito cinematografico conduce sempre a lui, non solo perché ha diretto e prodotto un’infinità di film leggendari, ma perché ha tenuto a battesimo alcune delle più grandi personalità cinematografiche ancora in circolazione. Se a tavola vi capiterà di lanciare l’invocazione: «Mi passate il sale?», probabilmente ad allungarvi la saliera sarà Roger Corman.

Ecco perché non potevo perdere l’occasione per fare gli auguri per i primi sessant'anni di uno dei suoi film che preferisco, “Il pozzo e il pendolo”, che non è stato certo il primo incontro cinematografico tra Roger Corman e lo scrittore Edgar Allan Poe, quello proprio no.

Quel primato tocca ad un altro titolo piuttosto seminale come “I vivi e i morti” (1960), un film per cui Corman mando a segno uno dei suoi notevoli barbatrucchi: la produzione gli mise a disposizione il budget per due film sapendo che Corman era maestro nel gestire più set in contemporanea spremendo i centesimi. Ma il nostro Ruggero aveva fiutato l’aria e capito cosa voleva il pubblico, se la Hammer in Inghilterra stava andando forte con tutti quegli Horror gotici, e anche laggiù in uno strambo Paese a forma di scarpa, qualcosa scalciava, era ora di giocarsi la carta Poe.

Cartelloni cinematografici di un certo livello (quel signore lì sotto rischia grosso)

Quindi Corman utilizzò tutto il budget per produrre “I vivi e i morti” liberamente tratto da “La caduta della casa degli Usher”, un film utilizzato per sperimentare una formula (vincente) che Corman avrebbe portato avanti con successo. Per prima cosa, nel ruolo del protagonista ci mettiamo una leggenda come Vincent Price, mentre la sceneggiatura la facciamo scrivere a un ragazzo promettere, uno che farà strada (inseguito da un camion) ovvero il maestro Richard Matheson, ho visto schierare in campo coppie peggiori credetemi.

“I vivi e i morti” fu un tale successo da lasciare spiazzati tutti, ma siccome Roger Corman ai tempi era una macchina da guerra programmata per produrre, dirigere e sfornare pellicole, decise di battere il ferro finché caldo, fino all'ultimo indeciso se portare al cinema i racconti di Poe “La maschera della morte rossa” oppure “Il pozzo e il pendolo”, decise solo all'ultimo minuto utile per il secondo, solo perché più economico da portare al cinema (storia vera).

La formula inaugurata da Corman era talmente azzeccata che continuò ad utilizzarla per altri titoli come “Sepolto vivo” (1962), “I racconti del terrore” (1962) e “I maghi del terrore” (1963), prima di provare a cambiare fonte d’ispirazione portando al cinema anche una storia di H.P. Lovecraft con La città dei mostri.

“Roger dove li portiamo a cena questi due signori?”, “Conosco un ottimo ristorante, dove fanno un’ottima tagliata di carne”

Eppure “Il pozzo e il pendolo” resta un titolo fondamentale perché ha saputo diventare un modello di riferimento, Roger Corman viene sempre ricordato come un genietto della produzione, astutissimo nello sfruttare gli stessi set per girare anche tre o quattro film differenti, un talento in grado di far passare in secondo piano le sue intuizioni visive e la capacità naturale di capire cosa il pubblico voleva vedere al cinema. Corman è fondamentale perché con il suo lavoro ha impresso un marchio sull’industria cinematografica anche a lungo termine, moltissimi talenti sono usciti da sotto la sua ala protettiva, tra le sue scoperte più celebri Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Joe Dante, Jonathan Demme e James Cameron, scusate se è poco.

La “formula Corman” per portare Poe al cinema è piuttosto semplice, come tutti i colpi di genio dopo che qualcun altro ha saputo svelarli. Se avete famigliarità con i racconti di Poe, saprete che “Il pozzo e il pendolo” è una storia breve, se non addirittura brevissima, tutta basata sulla descrizione delle sensazioni, dei rumori e degli odori avvertiti da un povero disgraziato, chiuso in una sala di torture, minacciato da questo pendolo affilato pronto ad affettarlo in malo modo. Corman consapevole del fatto che quella poche pagine non poteva bastare per fare un film (ma una grande scena finale si), diede carta bianca a Richard Matheson per costruire una storia attorno a quella scena madre. 

To and fro the pendulum throws (cit.)

Matheson ci porta tutti nel XVI secolo, dove il nobile ed ipocondriaco Nicholas Medina (il grande Vincent Price) è diventato ormai completamente pazzo dopo la morte dell’amata moglie Elizabeth (la bellisima Barbara Steele), soggetta a costanti crisi epilettiche che le inducevano uno stato di morte apparente (grande tema caro a Poe), con la sua scomparsa ha gettato il marito nello sconforto e nella follia.

La storia comincia con l’arrivo al castello di Francis (John Kerr) il fratello di Elizabeth, venuto ad indagare sulla morte sospetta della sorella, in 80 minuti Roger Corman ci conduce per mano in questo Horror gotico fatto di stanze segrete, sospetti e un utilizzo davvero espressivo della fotografia. 

For a boy his age, he's considerate and nice, but he wants to be just like Vincent Price (cit.)

I vari flashback che mettono in chiaro le dinamiche tra i personaggi e le loro motivazioni, sono impressi su pellicola in un bianco e nero leggermente tendente al blu freddo ed efficacissimo, mentre per le scene ambientante nel presente Corman non rinuncia ai toni caldi, ma soprattutto non rinuncia al suo tocco, perché un regista di talento non è solo qualcuno abile a muovere la macchina da presa. 

L’influenza di Corman fa valere il suo peso anche sulla direzione degli attori, Vincent Price era già piuttosto leggendario prima di incrociare la strada del nostro Ruggero, ma è stato lui a chiedergli di iniziare a recitare due ottave più in alto, il risultato? Memorabile come vediamo in questo film, lo sguardo da pazzo che Vincent Price caccia fuori prima della scena madre non si dimentica. 

Il bello di “Il pozzo e il pendolo” sta nella percezione dell’orrore, Corman suggerisce la malattia mentale di Medina fin da subito e non perde occasione per una nemmeno troppo velata ironia nei confronti della chiesa in un crescendo di paranoia e colpi di scena, che di fatto hanno contribuito a sdoganare trovate che sarebbero diventate canoniche nel cinema gotico americano, direi che ci sono gli estremi per il Classido!

Quando poi la tavola è ormai apparecchiata, Corman si gioca il finale con il letale pendolo che dà il titolo al film, una scena tirata che rende omaggio nel modo migliore possibile al racconto originale di Poe, il dondolare di quella lama affilata è davvero un finale memorabile. Si perché il racconto di Poe era tutto basato su descrizioni di tipo sensoriale, relative alla dondolante minaccia, Corman riesce a trovare il modo anche all’interno di un media visivo come il cinema, di far riaffiorare le sensazione provate da lettore, il sibilo della lama ad esempio, è quasi più spaventoso del colpo mandato a segno. 

"Con tante costolette tagliate sottili sottili che non si può dire di no" (quasi-cit.)

Insomma “Il pozzo e il pendolo” è uno di quei classici in grado di diventare seminali, su di me ha sempre avuto grande presa, se i classici della Hammer mi hanno fatto appassionare al gotico Inglese, Corman con i suoi adattamenti cinematografici dei racconti di Edgar Allan Poe (a cui sono molto legato, ve lo avevo già raccontato) mi ha fatto appassionare anche al filone americano del genere, per il resto poi, citofonare Mario Bava e non è un caso se anche qui ritroviamo la bellissima Barbara Steele in un ruolo iconico, nemmeno Corman poteva dirsi davvero immune davanti al fascino di quello sguardo magnetico.

Tutto il cinema gotico che conta passa sotto gli occhi di Barbara Steele.

La formula Corman gli ha permesso di andare forte al botteghino e di portare al cinema altri racconti di Poe, ma sulla lunga distanza ha fatto proseliti, tra gli autori indirettamente influenzati dal lavoro di Corman, metteteci anche Stuart Gordon, il buon Stuart a suo modo ha saputo applicare la formula inaugurata da Corman: un adattamento non rigoroso ma fedele nello spirito di un racconto, un autore Horror di riferimento molto complicato da portare sul grande schermo (nel suo caso Lovecraft), sempre gli stessi sceneggiatori e attori, Re-Animator e From Beyond sono film figli del metodo Corman, ennesima conferma che quando si parla di cinema horror occidentale, tutto passa dal vecchio Ruggero, quindi non stupitevi troppo di trovarvelo seduto a tavola, pronto a passarvi il sale.

42 commenti:

  1. In sto periodo stai tirando fuori dal mazzo parecchi jolly, non è che hai le carte truccate?
    Filmone che, come molti, non rivedo da troppo tempo e dovrei assolutamente recuperare per giudicarlo con occhi "allenati" e un filo più critici. Questo, come molti altri lavori Hammer, lo vidi nel periodo in cui provai a recuperare più roba possibile anche pagando con un rene cofanetti-pacco su Amazon (credo che uno o due siano ancora incellophanati a casa dei miei...). Vabbè...

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    1. In quanto Bara baro, come Mel Gibson in “Maverick”. Per essere un periodo di magre uscite cinematografiche ho le mani piene, così tanti post da scrivere e così poco tempo (quasi-cit.).

      Questo non è della Hammer ma ti capisco, da bambino quando ho perso la testa per i film gotici mi sono sparato tutti gli inglesi della Hammer e gli americani di Corman che riuscivo a trovare, per poi passare ai mostri della Universal. Nel caso non avessi voglia o tempo di recuperare il cofanetto, questo lo trovi per intero sul tubo. Cheers!

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    2. Si, mi sono espresso male (dannata fretta!). Intendevo dire che c'è stato un periodo in cui mi incistai coi film horror storici/gotici e recuperai tutto ciò che potevo. Hammer, Universal, Corman,... Tutto. Spesi cifre assurde per roba che manco ho visto e, ripeto, alcuni titoli sono belli belli inpacchettati a casa dei miei.
      Bene che ci sia su YouTube, mi facilita la visione.

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    3. Ho precisato solo per puntiglio, avevo capito perfettamente che anche a te ai tempi era presa secca con i film gotici… Bro-fist! ;-) Cheers

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  2. Forse il mio film preferito di Corman,tra l'altro palesemente citato da Tim Burton nel suo film del cavaliere senza testa ,con Lisa Marie come la nostra Barbara Steele ,chiusa con lo sguardo spiritato dentro la vergine di norimberga.Parlando di Vincent Price(mito assoluto!),sono sempre in difficoltà a dire quali siano i ruoli da lui interpretati che preferisco,direi che se la batte tra questo ed "Oscar Insanguinato"(Price VS Critica...fight a colpi di Shakespeare).Bellissimi gli aneddoti del dietro le quinte dei film di Corman,il mio preferito resta sempre quello sul giovane ed ambizioso tuttofare James Cameron,corridore tra un set e l'altro portando le maschere dei mostroni(Jimmy sempre inarrestabile,lui non cammina sui set).Da quello che ricordo tra i progetti di Joe Dante ,doveva esserci un biopic proprio su Corman.

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    1. Idem, anche se “I vivi e i morti” ha creato il modello, questo è quello a cui voglio più bene, Burton quando era vivo ha pescato a piene mani da Corman, ma tanti si sono abbeverati alla sua fonte. «Gli altri camminavano, Jimmy correva» frase leggendaria di Corman che riassume tutto il primo Cameron, si Dante aveva quel progetto e spero che un giorno, riuscirà a realizzarlo, tra tutti gli allievi Dante è sempre stato il più riconoscente. Cheers!

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    2. personalmente ritengo che l'interpretazione più iconica di Vincent Price l'abbia data nel "L'abominevole dottor Phibes", ma è appunto una cosa personale, dato che è stato il primo film in cui l'ho visto.

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    3. Quello è davvero bello e Price come suo solito bucava lo schermo. Cheers!

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  3. Persino Jigsaw si è dimostrato un fan della tortura del pendolo in uno dei suoi film!

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    1. Perché Corman è imprescindibile, stanno tutti a meno dei sei canonici gradi di separazione da lui ;-) Cheers

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  4. Barbara Steele e Vincent Price sono una garanzia. Barbara ha una bellezza unica, mentre Vincent è unico e basta. Grande pure insieme a Franco E Ciccio ne Le Spie Vengono Dal Semifreddo, che nel caso tu non l'abbia visto, te lo consiglio.

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    1. Urca se è bello, regia di Mario Bava ;-) Fulci, Sergio Corbucci e Bava, Franco e Ciccio sono stati diretti da tutti i grandi. Cheers!

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    2. Una cosa carina che ho scoperto solo di recente a proposito de Le Spie Vengono dal Semifreddo è che in realtà dagli americani viene considerato come il sequel di un precedente film nel quale Price interpretava lo stesso personaggio contro cui si battono i nostri due comici. Uno di quei piccoli dettagli che mi fanno tanto amare il Cinema di genere.

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    3. È proprio così. Infatti l'edizIone americana del film presenta un montaggio diverso e vede Franco e Ciccio in meno scene, come dei comprimari. Il protagonista è l'agente che invece l'edizione italiana lo mostra co-protagonista.

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  5. Mi tornano in mente i rip-off di corman tra le sue produzioni(qualcuno ha detto "Carnosaur"?).

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    1. Vero, per quello ti rimando al post del Zinefilo ;-) Cheers

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  6. Ricordo bene i racconti di Poe, che se ci ripenso mi tengono ancora sveglia la notte! Non ho visto il film ma dovrei proprio rimediare, anche se il racconto che mi faceva più paura era La casa degli Usher (insieme alla tomba di Ligeia). Grazie Cassidy, bellissimo articolo!

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    1. Pochi sapevano terrorizzare come Poe, qui la storia cambia un po' (non un Poe) rispetto al racconto ma il film merita, lo trovi sul Tubo se ti va, per il resto mille grazie ;-) Cheers!

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  7. Il racconto originale è uno dei migliori di Poe, o per lo meno uno dei miei preferiti, per le ragioni che hai elencato nell'articolo.
    Il film non l'ho visto. Ricordo qualcosa basato su Poe passato su Odeon circa 20 anni fa, mi ricordo di Peter Lorre ma non di Vincent "Nergal" Price.

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    1. Corman e Lorre deve essere "I maghi del terrore", bello anche quello ;-) Cheers

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  8. Spero che coprirai non tutto (perché è una lista infinita, tra cui il miglior film sui Fantastici 4 di sempre... "change my mind!"), ma almeno il periodo Poe-iano di Corman!

    Il mio preferito rimane i "Maghi del Terrore", assieme ad altri mostri sacri come Peter Lorre e Boris Karloff (altro che Avengers/Justice League! Erano quello il crossover della mia infanzia :D ), anche se questo "Il pozzo e il pendolo", essendo l'apripista della serie, ha i suoi indubbi meriti!

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    1. Non ho programmi veri e propri, ma Corman mi piace quindi non escludo niente, nemmeno gli FQ giusti ;-) Bello trovare altri fanatici cresciuti con gli horror gotici! Cheers

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  9. La capacità di Corman nel riuscire a trarre soldi creando due o tre film con il budget di uno è rimasta leggendaria, in un caso avendo a disposizione Boris Karloff per solo due giorni riuscì a trarre fuori un capolavoro assoluto quale La Vergine di Cera e poi fu capace di riutilizzare alcune scenografie di quel film per una decina di altri progetti. Logico che sia stato il maestro di tanti altri registi, lo stesso Wes Craven lo fa apparire in una scena di Scream 3 per omaggiarlo.

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    1. In "Scream 3" poi, il personaggio di Lanca era di vaga ispirazione Cormaniana, quindi oltre al cameo zio Wessy aveva reso omaggio molto bene ;-) Cheers

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  10. Ormai la Bara sta facendo volare i classici più classici! E questo di Corman è un caposaldo che pesa parecchio: come fai a volarci?? :-P
    Diciamo la verità, con Richard Matheson e Vincent Price il nostro Corman aveva il successo in tasca, già solo vedere il loro nome nei titoli di testa ben dispone lo spettatore, solo per citare alcuni dei nomi coinvolti in questo prodotto. Strano non ci abbiano fatto un remake moderno...
    Comunque ti conosco, Barina, quindi mi è chiaro il prossimo "volo" e mi lecco i baffi, visto che lo considero fra i migliori prodotti di Lance ^_^

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    1. Bravissimo tu sì che sai, però da Corman, Maestro Matheson e Price bisognava passare per forza perché non potevano mancare su questa Bara, ma se mi entra il colpo gobbo che ho in testa, di classici di questa portata ne dovrebbero arrivare ancora, ho piani bellicosi ;-) Cheers!

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  11. Ricordo perfettamente il periodo in cui realizzò diverse trasposizioni basate sui racconti di Poe. Corman è un maestro con la "M" maiuscola e il suo modo di fare cinema è stato un esempio per molti giovani colleghi. Il Pozzo e il Pendolo è tra le mie pellicole preferite, così come tutte le altre coraggiosamente e magistralmente dirette. E poi c'era Price che era quello che era come attore del brivido. Straordinario!

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    1. Tra i lavori tratti da Poe di Corman, questo è il mio preferito, quindi non potevo perdere l'occasione, spero di tornare a trattare del vecchio Ruggero, molto grandi cinema passa da lui ;-) Cheers

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  12. Ma guarda un po'...
    Una vera sorpresa. E graditissima, aggiungo.
    Un vero classic...pardon, classido.
    Tratto da un racconto che nella sua brevita' e' un autentico gioiello di tensione, e che tiene incollati sino all'ultima riga.
    Ma da cui, come dici tu, c'era ben poco da cavarci fuori un film.
    Ma se al timone metti uno come il grande Corman, abituato atirar fuori il massimo col minimo e che di fatto ha tirato su con la sua filosofia e i suoi film un'intera generazione di registi, oltre che di pubblico...il risultato e' assicurato.
    Merito ovviamente suo, oltre che degli interpreti.
    A partire dalla Steele, sempre bravissima ma ormai un po' rassegnata a rimanere ingabbiata nel genere horror a vita (aoh, solo quello je facevano fa', poveretta!), passando per un sulfureo Vincent Price.
    Che dire, di lui?
    Che dire se non che da piccolo questo distinto signore, insieme a gente come Lee e Cushing, per me ERA L'ORRORE.
    Erano la personificazione, dell'orrore.
    Assoluto maestro dell'omicidio lento, dolorosissimo e creativo.
    Un galantuomo talmente garbato che probabilmente prima di trucidati chiedeva pure permesso e si scusava ("Chiedo venia, gentil signore, ma temo saro' costretto ad eliminarla. Spero comprenda..."). Ma che al contempo ha saputo rappresentare la follia omicida al suo stato piu' puro e cristallino.
    Certo suoi sguardi carichi di odio e di ossessione non si dimenticano.
    E' una vita, che non lo rivedo. E dovrei rimediare.
    Al momento mi sto rivedendo un mucchio di classici, tra il tubo e Amazzonia (Zombi, Creepshow e Body Bags. E...ah, si. Dalla Cina con Furore), questo potrebbe essere il prossimo.
    Gran bella recensione, Cass.
    Complimenti.

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    1. Ti ringrazio capo, questo si trova facilmente e per fortuna, perché certi classidy vanno studiati oppure ripassati ;-) Cheers

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  13. La serie di Corman mi piacerebbe recuperarla prima o poi visto che Poe è uno dei miei scrittori preferiti. Poi vedere Price gigioneggiare sul set come solo lui sapeva fare deve essere veramente affascinante.

    Cerrto che una volta delle semplici trovate ti sapevano attirare al cinema. Sperando che il film non fosse così bello da perdere la testa (battuta orribile lo so).

    Il film tratto dal racconto di Lovecraft mi hanno detto che non proprio riuscito ma non ho fonti certe.

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    1. Confermo sul film tratto da Lovecraft, per adattamenti del solitario di Providece abbiamo dovuto attendere Stuart Gordon, ma allo stesso modo prima di lui Corman aveva fatto lo stesso con Poe, tradire come unico modo per omaggiare il lavoro dello scrittore, te li consiglio i film di Corman, da lettore di Poe saprai apprezzarli ;-) Cheers!

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    2. Si, "La città dei mostri" era un po' prematuro come adattamento ma io l'ho gradito lo stesso, anche se lì si cercava di "nascondere" Lovecraft sotto il tappeto di Poe... mentre ne "Il pozzo e il pendolo" Matheson fa un lavoro mirabile alla Poe (vedi appunto l'inserimento di tematiche come la morte apparente) partendo da quelle sue poche pagine, le pagine del grande e affilato finale ;-)
      Quando, poi, Corman ha a disposizione contemporaneamente sia Vincent Price che Barbara Steele, cos'altro potremmo mai volere di più? ;-)

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    3. Proprio niente, inoltre concordo, Matheson ha infilato un altro tema tipico di Poe come la morte apparente facendo Bingo. Che poi é quello che avrebbe rifatto Gordon con "Dragon" (2001), stessa carta vincente, scrittore diverso. Cheers!

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  14. Poe, Corman e Price, come si può sbagliare con un trittico del genere? Bella recensione (come sempre), si nota la nostalgia ma anche il grande rispetto che provi per i talenti coinvolti in uno dei film più memorabili di Corman!

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    1. Ti ringrazio, sono dei grandi, tanti dei miei preferiti tutti insieme, non potevano mancare qui sopra ;-) Cheers

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  15. Corman e Price, due miti assoluti, incontrano Poe, un genio. Che altro c'è da dire? Film bellissimo!

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    1. Molto bello, non potevo perdermi questo compleanno ;-) Cheers

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  16. Imperdibile; sono cresciuto con capolavori del genere. Posso affermare con certezza che Vincent Price
    e'riuscito in pieno a trasportare tutta l'angoscia, il terrore, il senso di claustrofobia che permea i racconti del maestro ( e genio ) di Boston. Corman e' a suo perfetto agio quando si tratta di riversare su pellicola le atmosfere gotiche e nebbiose. Nel film traspare anche un forte senso di qualcosa di malsano e grave. E' certo uno di quei Classidy da vedere a mezzanotte armati di pop-korn e copertina. Adoro...

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    1. Decisamente si, infatti non potevo perdere l'occasione per ribadire la mia passione per tutto questo gotico che Corman ha saputo cogliere così bene, anche perché il racconto originale era molto complesso da rendere al cinema, tanto di cappello a tutti i (grandi) nomi coinvolti. Cheers!

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  17. buongiorno, mai più visto un film del genere, è un thriller non un horror giusto, non sono un intenditore, da quando mi portarono al cinema per vedere suspiria, l'ho visto "ascoltandolo" e con le mani davanti al viso. adesso a 60 anni pensavo si "spaurirmi", non è successo, ma non so se avrò il coraggio di rivederlo, o guardare altri film così

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    1. Buongiorno e grazie per il commento, sono cresciuto con gli horror gotici ma ho appena trovato qualcuno che é stato segnato da questo film più di me ;-) Cheers!

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