giovedì 28 gennaio 2021

Kickboxer - Vendetta personale (1986): nessuna ritirata, nessuna resa

Vi devo ringraziare perché avete dimostrato di aver apprezzato davvero molto la rubrica dedicata al Maestro Bruce Lee, tanto che mi dispiaceva abbandonare questo filone del tutto.

Anche se il problema è piuttosto chiaro, a meno di mettersi a commentare tutti i film interpretati da Bruce Lee durante la sua infanzia (no, grazie), non ci sono altri titoli con il Maestro, almeno ad ovest dei milioni di titoli della Brucexploitation, film con il nome Bruce Lee nel titolo ma con uno dei suoi tanti sosia ad interpretarlo, quindi mi sono ricordato di Lucius, che (parecchio) tempo fa mi aveva parlato di questo film di cui avevo sempre sentito parlare e non avevo mai visto.

“Kickboxer - Vendetta personale” è davvero il titolo giusto per aggiungere un capitolo ad una (non)rubrica, perché già di suo più che un vero film, sembra uno specchietto per le allodole, il regista, coreografo e sceneggiatore Corey Yuen (che ha lavorato parecchio con Jet Li, ma verrà ricordato solo per “DOA: Dead or Alive” del 2006) dopo aver visto Karate Kid, ha pensato: «Carino, peccato che i combattimenti facciano schifo». Ok, non sono state proprio le sue esatte parole, ma in ogni caso… Storia vera.

Well, we made a promise we swore we'd always remember, No retreat, baby, no surrender (cit.)

“No Retreat, No Surrender”, titolo originale quasi Springsteeniano, è un pastrocchio che mescola senza soluzione di continuità Karate e Kung Fu anche se poi il titolo italiano strizza l’occhio alla Kickboxing, un trucchetto spudorato per sottolineare la presenza nel cast di Jean-Claude Van Damme, infatti questo film fa parte della corsa al ripescaggio dei primi film interpretati dal Belga, dopo l’enorme successo di Kickboxer- Il nuovo guerriero, ma andiamo per gradi.

La storia è quella di Jason Stillwell (Kurt McKinney) un ragazzo cresciuto nel mito di Bruce Lee, che studia Karate nel dojo del padre (Timothy D. Baker), una palestra che per motivi non ben specificati fa molto gola alla Mafia del menare, che per convincere il sensei a vendere, manda il suo uomo migliore, Ivan Kraschinsky, anche se nei titoli di coda è accreditato con il nome di Karl Brezdin, un temibile sgherro russo interpretato dal leggendario Jean-Claude Van Damme. Ma per fare chiarezza sul nome del personaggio, da qui in poi ci riferiremo a lui chiamandolo solo Ivan Damme, sono in vena di semplificazioni oggi.

Jean-Claude vestito come il capo del Graal (o come il sicario Frank Nitti)

Il papà ne esce con una gamba spezzata e dopo un momento di recitazione impossibile da distinguere da una colica renale, contrito vende alla Mafia del menare, trasferendosi con il figlio in una nuova città, per la precisione Seattle, che oltre ad essere la patria della musica Grunge, di Jimi Hendrix, di Starbucks della Boeing e della Microsoft è anche il luogo dove è sepolto il Maestro Bruce Lee. Lo so che sto facendo un giro lunghissimo ma vi avevo promesso del Bruce Lee no? Abbiate fede.

Nella nuova casa Jason si allena prendendo a pugni l’uomo di legno che non manca mai nei film sul Kung Fu, mette a dura prova le mensole del garage facendo trazioni e stringe amicizia con RJ Madison (J.W. Fails), perfetto imitatore di Michael Jackson – in un film in cui i sosia hanno un ruolo chiave – che copre il ruolo di spalla comica, amico del protagonista e rappresentante di una minoranza entica, una roba per cui oggi questo film si beccherebbe accuse di razzismo in rete come ridere, per fortuna nel 1986 nessuno aveva ancora inventato l’Internet.

“Vuoi fare due tiri a basket?”, “Ehi amico questo mi suona un po’ razzista!”

I bulli in questo film sono rappresentato da una sorta di Ciccio Bastardo piuttosto invadente, che prende subito di mira Daniel-San Jason, ma il ragazzo senza farsi intimorire prova a portare avanti la sua passione per il Karate anche nella nuova città, provando ad iscriversi nella versione locale (e pezzente) del Cobra Kai, ma proprio qui trova ancora una volta il suo paffuto persecutore pronto a mettere in giro voci per cui il nuovo arrivato sostiene che il Karate di Seattle è meglio di quello di Los Angeles, nemmeno stessimo parlando della diatriba tra Kung Fu cinese e Karate di Okinawa. I ragazzi del Cobra Kai pezzente (da qui in poi per amore di semplificazione, lo chiameremo “Cobra CHI?”) non la prendono benissimo e decidono di far combattere Jason contro il più forte di loro, un ragazzo nero di nome Frank (in pratica è Franco Nero? Vabbè andiamo avanti) che ovviamente lo fa nero, ma non nel senso politicamente corretto del termine.

“Karate di Seattle? Pensavo che da Seattle arrivassero solo chitarristi capelloni in camicia di flanella”

Ma il “Cobra CHI?” non si limita a questo, il più tamarro dei suoi componenti decide che Jason-San non può parlare con la sua ragazza Kelly Reilly (Kathie Sileno), anche se Jason la conosce da tantissimi anni (e allora perché non è andato subito da lei una volta arrivato in città? Vabbè), sta di fatto che i soprusi continuano e nella zona delle operazioni, non manca mai Ciccio Bastardo, il più lipidico dei persecutori che ad ogni nuova angheria subìta da Jason-San, ridacchia nemmeno fosse Muttley.

Anche se probabilmente lui Muttley se lo è mangiato.

Quando papà scopre che suo figlio ha fatto a botte, perde le staffe (ma non le stampelle, altrimenti non potrebbe più muoversi con la gamba ridotta così) quindi lo punisce, litigano e il poster del Maestro Bruce Lee finisce strappato. Il dramma è palpabile almeno quanto la recitazione da telenovela Piemontese, ma qui “No Retreat, No Surrender” anche noto come “Kickboxer - Vendetta personale” (per il poster strappato) mena il suo colpo più duro calando la maschera.

"Anleva i to fieui da pover s'ì-t-i veuli rich e cuntent", "Le legi d' Turin a dúru da la seira a la matin"

Sulla tomba del Maestro Bruce Lee, Jason maledice il cielo e le sue sciagure, ma tenendo fede al motto ripetuto in continuazione con l’amico RJ, nessuna ritirata, nessuna resa. Diventa chiaro che questo film è lo Space Jam degli appassionati di Bruce Lee (e perché no, anche un po’ Van Damme), perché di fatto lavora di fantasia partendo da elementi reali (la tomba del Maestro Lee), regalando una storia per ragazzi, scalcagnata quanto volete ma con il cuore dal lato giusto, anche nel suo celebrare i miti e la loro iconografia.

Si perché “No Retreat, No Surrender” (il titolo originale mi piace di più) invece di far entrare in scena il maestro Miyagi di turno, con le sue bacchette per catturare le mosche e la cera da mettere e togliere, punta al bersaglio grosso e porta in scena IL Maestro. Jesse Custer aveva lo spirito guida di John Wayne, Woody Allen quello di Humphrey Bogart mentre il nostro Jason riceve la vista del fantasma del menare passato, il Maestro Bruce Lee. Ve lo avevo detto che ci saremmo arrivati, la vostra pazienza è stata premiata.

"Be Diet Coca my friend, be Diet Coca"

Ad interpretarlo è nuovamente Tai Chung Kim, che era proprio uno dei sosia che aveva impersonato Lee in L'ultimo combattimento di Chen, anche se messo accanto al poster con la foto del vero Lee, i due non si somigliano più di quanto io non potrei essere scambiato per Bruce Willis, anche se le movenze fisiche sono un ottimo omaggio alla fisicità irripetibile del Maestro, e per certi versi anche alcuni dei dialoghi dello spirito guida, che sembrano tutto sommato, se non proprio per una somma del pensiero di filosofia applicata alle arti marziali di Bruce Lee, almeno una sua riuscita versione per ragazzi.

"Mohamed Karate ti spacco il culo Bruce Lee" (quasi-cit.)

Cosa non può mancare a questo punto ad un film così? Bravissimi, un bel “training montage”, una soluzione del tutto normale nei film di arti marziali orientali, che qui da noi in occidente è stata resa celebre da Rocky, infatti per chiudere il cerchio, Corey Yuen omaggia tutti, chiedendo a Kurt McKinney di esibirsi in una serie di allenamenti del tutto inutili, basati fondamentalmente sul piano di aumentare la potenza dei colpi di Jason, che con tanto di fascia rossa in testa, diventa un Karate-Rocky-Kid perfetto, impegnato a farsi prendere a pugni mentre fa gli addominali, a correre con i pesi oppure a picchiare tre sacchi da boxe in contemporanea (perché si sa che i sacchi da boxe sono vigliacchi e attaccano in gruppo), il tutto sulle note di “Hold on to the vision” di Kevin Chalfant, pezzo perfetto per alimentare la mia già galoppante passione per le canzoni pescate dai film di arti marziali.

Prima si allenano le gambe…


… Poi un po’ di addominali.

Kurt McKinney non è chiaramente un attore, ma un atleta sì, quindi se quando è costretto a recitare la gioia, lo vediamo esultare come qualcuno che cerca di scacciare la tarantola che gli è finita nelle mutande, il resto del tempo mena come uno che nella vita è finito ad aprire una sua scuola di arti marziali (storia vera). Tra un momento allunga brodo e l'altro, come RJ che si esibisce in una gara di ballo del tutto inutile ai fini della trama, quando arriva l’azione è davvero di buon livello, grazie alla preparazione del cast e alle coreografie di Corey Yuen.

La “vendetta personale” del sottotitolo italiano, si consumerà nell'ultimo atto del film, con l’immancabile torneo di arti marziali a cui parteciperanno tutti, il “Cobra CHI?”, Franco Nero e anche l’infame ciccione, che scorretto fino all'ultimo, a bordo ring finirà anche per addentare il polpaccio di uno dei contendenti. Probabilmente nel tentativo di mangiarselo, ma questa è solo una mia teoria.

Al grido di «L'anima de li mortacci Bruce!», Jason-Rocky-San sbaraglia la concorrenza applicando le lezioni del suo spiritico maestro, più o meno con lo stesso livello di credibilità di uno qualunque dei capitoli di Karate Kid, ma con la differenza che almeno qui i momenti d’azione sono girati come si deve e i protagonisti sanno dare un calcio per davvero. Ma il suo colpo migliore “No Retreat, No Surrender” lo conserva per il finale, quando entra in scena Jean-Claude nei panni di Ivan Damme.

Who can say where the road goes, where the day flows, only time (Epic-cit.)

La presenza scenica del Belga è incredibile, buca lo schermo anche quando si mette comodamente “appollaiato” sulle corde del ring, esibendosi in una delle sue celebri spaccate, una di quelle che ancora urla «Heather Parisi, levati, ma levati proprio».

Anche se qui somiglia più a Jean-Claude Van Sly che a Ivan Damme Drago.

L’atteggiamento super aggressivo di Ivan Damme è quello giusto per il ruolo, così come i metodi sporchi e inutilmente aggressivi portati in scena per vincere, come strappare l’imbottitura di uno dei paletti del ring, solo per farla ingoiare all'avversario. Inoltre parliamo di Jean-Claude Van Damme uno che per tutta la vita ha cercato espedienti per rendere credibile il suo accento belga, infatti qui si esibisce in un credibilissimo accento russo (uno dei più semplici da recitare) regalando la nemesi perfetta per il sogno americano di Jason-Rocky-San. Nulla mi toglie dalla testa che tra quelli cresciuti guardando questo film, avrebbe potuto esserci uno dei più grandi appassionati viventi di JCVD, ovvero Lucius Etruscus Scott Adkins, non mi stupirebbe scoprire un giorno che i semi per il suo Yuri Boyka siano stati sparsi proprio da questo film.

Era già "The most complete fighter in the world" quando Scott Adkins andava ancora a scuola.

Il finale per un film così non serve nemmeno raccontarlo, è quello di una storia di formazione per ragazzi in cui la credibilità si inchina ai buoni sentimenti e al messaggio del film, che poi alla fine è proprio riassunto nel titolo “No Retreat, No Surrender”, una saga che sul mercato dell’home video ha avuto svariati seguiti, tutti solo nominali, visto che nessuno dei personaggi è mai tornato nei seguiti, di sicuro non Van Damme, che di lì a poco avrebbe portato la sua rivoluzione nel mondo dei film di arti marziali.

Insomma, malgrado alcune trovate rese ormai naif dal tempo e altre dalla povertà di veri attori nel cast, “No Retreat, No Surrender” resta un film con il cuore dal lato giusto, dal ritmo invidiabile (solo nella prima mezz’ora succede di tutto) che vale ancora la pena gustarsi, per la prossima settimana avrei ancora un altro di questi titoli un po’ farlocchi ma sempre in tema Bruce Lee in rampa di lancio, nel frattempo vi ricordo la rubrica… Remember the dragon!

28 commenti:

  1. Dui puvrun bagnà 'nt l'oli”, non c'entra nulla ma volevo fare vedere che ero anche io di Turin, però della parte sbagliata, essendo granata, anti-cabinotti e povero!
    Comunque incredibilmente ho visto questo film su un'emittente locale, per restare in tema, eoni di anni fa ma ricordo benissimo Van Damme e anche la trovata di riportare in vita Bruce Lee. Tra l'altro il protagonista assomigliava, almeno così mi pareva ma dalle foto che hai postato direi che avevo già gravi problemi di vista, a Mark Dacascos...
    Tutto fa pensare a una "poveracciata" però aveva un suo perché, d'altronde ho visto film sui ninja, mia grande passione, moooolto ma moooolto peggio recitati di questo. Però i combattimenti avevano un loro perché. Buona giornata a tutti i baristi di Torino e dintorni!!
    P.s. Anche agli altri, non vorrei creare delle faide!

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    1. La parte giusta vorrai dire? Lo sai che qui alla Bara Volante preferiamo Tony a Ridley ;-)
      In effetti ha dei momenti in cui si vede che il film è invecchiato e anche tanto, ma ha il cuore dal lato giusto e questo conta ;-) Cheers!

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  2. Ovviamente, come tutti, lo vidi solo dopo l'esplosione di Van Damme e ci rimasi male quando scoprii che non era lui il protagonista, anzi eri il cattivissimo russo della situazione.
    Il film poi, ad essere buoni, è una poverata che fa sanguinare gli occhi. Ma al me ragazzino che si sfondava di VHS a noleggio pure sto filmettino era oro e me lo gustai con enorme piacere nonostante la truffa su Van Damme (che spiccava in copertina mentra faceva la spaccata sulle corde...).

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    1. Anche perché il titolo ammettiamolo, è una truffa tanto quasi i vari “Bruce Lee finti”, pensato proprio per puntare tutto su JCVD. Questo è lo “Space Jam di menare”, non si può criticare “Space Jam” per i suoi difetti, gli puoi solo volere bene, come a questo film ;-) Cheers

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  3. Ma è antecedente ad Il nuovo guerriero, quello sì gran film, e mi sa che questo ho perciò perso..

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    1. Si, qui da noi ha cambiato titolo per sfruttarle la Van Damme mania ;-) Cheers

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  4. Solo tu potevi accettare la sfida che ti lanciai, a recensire questo film all'interno del ciclo su Karate Kid ^_^
    Ti lascio immaginare la faccia del giovane Etrusco quel 1991 (o 1992) in cui uscì in videoteca un film con Van Damme in locandina, in spaccata: il mio cuoricino da fan esplose. Ed esplose ancora quando scoprii che era la solita truffa. Però gli ultimi 15 minuti col belga me li sono rivisti a volontà.
    Come biglietto da visita per il genio Corey Yuen non era certo il film migliore, diciamo che quando ha curato i film d'azione di Besson dal Duemila ha fatto molto più bella figura da noi, però va detto che erano tutti nomi di spicco della Hong Kong dell'epoca, compreso McKinney che dubito abbia mai lavorato in Occidente, ma ad HK spaccava.
    Se questo film fosse arrivato in Italia negli anni Ottanta sarebbe stato bruciato in piazza, ma nei marzialissimi Novanta pure lui ha avuto la sua nicchia in videoteca ;-)

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    1. Era troppo esaltante come idea, inoltre chiude perfettamente il cerchio tra la rubrica su Karate Kid e quella sul Maestro Lee ;-) Decisamente Corey Yuen ha dimostrato in carriera di sapere il fatto suo, anche qui si vede solo che è la truffa a balzare agli occhi, decisamente negli anni ’90 questo film aveva il suo mercato. Cheers!

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  5. Certo che e' davvero strano.
    Dicevo all'amico Daniele che sono diventato di gusti difficili, sulle odierne produzioni. E che avevo intenzione di intraprendere una sorta di ricerca del tempo perduto, in stile Proustiano.
    Intanto che scopri cosa ti piace, rifugiati in quel che sai che ti piace.
    E guarda caso dall'inizio di quest'anno hai postato pezzi su film che non vedevo da un pezzo, e che mi solleticano un sacco di ricordi.
    Quando si dice essere avanti...
    Ok, dopo questa ruffianata colossale passiamo al film.
    Un piccolo cult, a suo modo.
    Visto e rivisto durante i ripetuti passaggi su Italiaaaa...Unooo!!
    Ehm...
    Come al solito, dopo il successo di "Kickboxer" sono corsi a recuperare tutti i film dove c'era Jean - Claude, compresi i suoi primissimi lavori.
    Dove sovente ricopriva il ruolo del cattivo. E con ottimi risultati, talvolta.
    Certo, fa il verso a Karate Kid. Inutile nasconderlo.
    Abbiamo il Daniel e la Ali della situazione, e il Johnny col suo stuolo di balordi. Al punto che quando arriva il sensei ti aspetti un montato alla Kreese, e invece si rivela un tipo a posto.
    Se non ricordo male e' fratello dell'aspirante fidanzatina di Jason.
    Ma tutti i casini qui partono da un colossale equivoco.
    Il malvagio qui e' il ciccione infame, che con le arti marziali e' una Pippa ma che in compenso e' bravissimo a tramare alle spalle e a ordire intrighi.
    Poi si ravvede pure lui. Ma solo quando il protagonista sbaraglia tutti, da bravo lecchino voltagabbana.
    C'e' pero' una differenza. E qui inizia il bello.

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    1. Ora...un conto e' dare una lezione a un branco di bulli e basta. Un altro conto e' farlo e al contempo conciare per le feste Jean - Claude che fa un killer russo cugino alla lontana di Ivan Drago. Reo di aver azzoppato e storpiato a vita il paparino. Grazie agli insegnamenti dello spirito guida del grande Bruce Lee buonanima (pur se farlo Co)!
      Non c'e' paragone.
      Nella sua assurdita', questo film a livello di trama SPACCA.
      Ma scalcia proprio giu' i culi a nastro, mi si passi il termine.
      E' il sogno di ogni ragazzino. Che nelle situazioni difficili arrivi il suo eroe a levarlo dagli impicci.
      E infatti Bruce farlo Co, come ogni maestro che si rispetti, rimane solo il tempo necessario. E solo finche' sa di avere qualcosa da insegnare.
      Poi scompare.
      E poi c'e' JCVD. Che offre una performance superlativa, sia dal punto di vista recitativo che atletico. Mostrando gia' quell'intensita' e quella grinta che usera' per dare vita a personaggi memorabili.
      La cosa buffa e' che sfodera il meglio del suo repertorio, con le mosse. Quasi stesse facendo uno show promozionale in vista di ruoli piu' seri.

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    2. Tornando a Karate Kid...
      Per me ci sono film che, pur non avendo il medesimo successo che lo ha portato ad essere il punto di riferimento per i film di arti marziali a misura di adolescente, hanno saputo riprendere le idee e sfruttarle meglio. Specie dal punto di vista della spettacolarita' e della violenza.
      Certo, ha creato iconografia a pacchi. Il torneo di All - Valley e il Cobra Kai sono marchiati a fuoco nell'immaginario collettivo.
      Ma che mi dite di un giovanissimo Kim Rossi Stuart che finisce ridotto a un mascherone e vomita sangue come un idrante ne "Il ragazzo dal kimono d'oro"?
      E il duello finale? Con pollicione dei piedi del cattivo piantati in mezzo agli occhi?
      E poi va bene il Calcio della Gru. Ma volete metterlo col COLPO DEL DRAGO?
      Qui si strizza l'occhio alla Kickboxing, e soprattutto al Full Contact. Che erano la naturale evoluzione sportiva del Karate a punteggio visto nel film di Avildsen. Con tutto quel che ne consegue in termini di acrobazie e botte da orbi.
      E poi abbiamo il KO. Quindi...
      Fino alla fine, come nella migliore tradizione dei Rocky.
      Davvero. Dal punto di vista agonistico se la gioca su tutto un altro livello.
      E poi...come non esaltarsi vedendo praticamente uno di noi(piu' o meno) che piglia a muso duro Jean - Claude e diventa campione intercontinentale di STACCE, rifilandogli una cinquina verbale talmente potente che parte da qui e arriva fino a Seattle, per poi fare il giro e tornare indietro?
      "Mi ricordo di te. Sei il figlio di quel vigliacco."
      "Questa volta andra' diversamente...BUFFONE!!"
      Col labiale fuori sincrono. Che Bruce farlo Co ti insegnava anche a parlare come nei suoi vecchi film, oltre che a combattere.
      Non c'e' confronto, davvero.
      Ottimo pezzo, Cass. Complimenti.
      Idee per nuovi film?
      Io pensavo a" Bruce Lee Vive!" oppure a" Io...Bruce Lee", se occorrono suggerimenti.

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    3. Grazie mille capo, come al solito. "Karate Kid" in quanto Rocky per ragazzi era una stupidata che però ha acceso come un petardo l'immaginario collettivo, una buona parte della sua forza stava lì. Prossima settimana avremmo un altro titolo per la rubrica su Bruce Lee, anzi il post è già programmato ;-) Cheers!

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    4. Grazie a te, Cass.
      Ovviamente farlo Co stava per farlocco, e non per qualche strana holding multinazionale.
      Mannaja 'a tastiera...
      Volevo citare pure la spalla comica, RJ, che pur avendo dei gusti nel vestire che ritengo oltraggiosi (oltre ad essere uno stereotipo inutile e forzoso, ne convengo. Perche' in quanto colored ha sempre dietro un pallone da basket e ha il ritmo e la musica nel sangue) ha un suo peeche'.
      Di fatto fa riappacificare lui i due piccioncini. A suon di breakdance, con l'aiuto di due colleghi (molto bravi, aggiungo).
      E poi, insomma...e' suo il motto che da' il titolo al film!!

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    5. Alla fine è lui che "inventa" il titolo originale del film, bisogna dire che però non ha avuto tutta la fantasia dei titolisti italiani ;-) Cheers

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    6. Ehilà Redferne, concordo assolutamente con te sul fatto che mi manca tanto il periodo anni '80 primi anni 90, soprattutto mi mancano delle pellicole artigianali come questa ma con tanto cuore e tanta buona volontà, sempre nella consapevolezza da parte di chi la realizzava di fare un film mediocre ma che comunque ha lasciato il segno in quelli che hanno avuto il piacere e il coraggio di vederlo. Ora purtroppo vedo tanti prodotti standardizzati, magari anche di discreta fattura generale ma che alla fine lasciano poco...
      Non c'è un solo film di quelli che ho visto ultimamente che mi abbia appassionato, sarà anche colpa mia, sto diventando vecchio e pretendo... In ogni caso grazie sempre a Cassidy per farci ricordare di queste "perle". 👋

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    7. Sono qui per questo, grazie a voi ;-) Cheers!

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    8. Ehila', Daniele!!
      Guarda, ancora non ho capito se e' come dici tu, o sono io che che non riesco ad apprezzare film e telefilm odierni come dovrei.
      Continuo a ritenere che non e' roba pensata per me, ma faccio una gran fatica a trovare qualcosa di mio gradimento.
      Ironia della sorte, recentemente su Rete pellicole hanno messo un'infiocinata di classici.
      Da Cobra ai due Beverly Hills Cop passando per Ancora 48 Ore.
      E Arma Letale, pure.
      E quelli me li sono sparati dritti dritti giu' per il gargarozzo come un bicchier d'acqua.
      Sara' un caso?
      Come dicevo, intanto che cerchi cosa ti piace, vai sull'usato sicuro.
      Comunque hai ragione.
      Si e' perso qualcosa, rispetto al passato.
      Ma cosa?
      Il cuore? Il mestiere?
      E quel che mi chiedo, ogni tanto.
      Vorrei scoprirlo.
      Forse noi vecchi appassionati ce ne rendiamo conto. Altrimenti non continueremo a cercare tra i vecchi cimeli.
      La sensazione che qualcosa sia rimasto indietro, che sia stato lasciato per strada. Forse perche' ad un certo punto ci si e' messi a correre troppo.
      Sarei curioso di sapere anche il tuo parere in merito, Cass.

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    9. Sicuramente tutto é diventato più veloce, anche le passioni del pubblico che sono sempre più a buttar via in favore del nuovo titolo da attendere, ecco perché in rete si parla più di trailer di due minuti che di film di due ore. Per fortuna trovo ancora opere moderne in grado di accendermi, ma perché arrivo dalla gavetta di quando se volevi vedere un film dovevi andartelo a scovare con fatica. Cheers!

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    10. Non so da cosa dipenda nemmeno io, però posso confermare il fatto che quando passano in tv un vecchio film d'azione, mi fermo sempre a guardarlo, anche solo per pochi minuti...
      Sarà per "rinverdire" il ricordo della pellicola, sarà perché gli attori di una volta erano veramente carismatici, almeno per noi, sarà perché dobbiamo vedere se ci ricordiamo bene le battute...
      Insomma ci sono diversi motivi, ma il principale è che erano film fatti bene, divertenti, scanzonati, cosa che non trovo più nelle pellicole attuali.
      Buon venerdì!!

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    11. Ultimamente mi è capitato di rivedere, per recensirlo, "Facile preda" (1996) con William Baldwin e Cindy Crawford, il remake del "Cobra" di Stallone. All'epoca tutti facevamo a gara a spernacchiarlo, è stato uno dei più sonori film sbagliati del decennio, non ce n'era uno che salvasse anche solo un particolare del film ed è tutto vero: c'è però un problema. Rivisto oggi... è figo da paura! Tolta la sceneggiatura, i personaggi e i luoghi comuni - che sono gli stessi di film invece considerati capolavori! - sono rimasto incantato ad ammirare una fotografia da paura, una concezione visiva ormai dimenticata, effetti speciali "dal vero" che nessun digitale potrà mai replicare, scene d'azione di grande effetto e una narrazione fluida e frizzante. Dal Duemila nessun film usa questi elementi, neanche i blockbuster considerati di grande successo.
      Prendete un qualsiasi film di una major dal Duemila in poi, cioè un prodotto considerato di serie A, e non avrà una fotografia curata: magari c'è qualche bella scena, ma è tutto piatto, freddo, anonimo. Gli effetti digitali poi lo rendono finto, tutto è girato su panno verde quindi ancora più fasullo, e quindi niente rimane in mente, perché i film non sono più fatti per generare emozioni, solo per un intrattenimento veloce a basso costo.
      Sicuramente è un cane che si morde la coda, il crollo del cinema è dovuto alla scomparsa degli spettatori paganti, quindi le case non possono più materialmente spendere le cifre d'un tempo, perché non rientreranno mai delle spese, e fanno le furbate digitali. Ma così rovinano un'arte che si basava sulla meraviglia, e allora che ci vado a fare in sala se la maggior parte dei film rende addirittura meglio su schermo dei PC, che possono vedere bene gli effetti digitali? E poi il cinema, quand'era una meraviglia e ci faceva innamorare, era un carrozzone mangia-soldi che sprecava cifre inimmaginabili, alimentando attori divi e registi dittatori del loro impero: forse avergli fatto abbassare le penne non è stato proprio un male :-P

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    12. Lucius-bro, ma quanto era gnocca la Crawford?
      Faceva davvero male agli occhi per quanto era bella (e ancora oggi ha un suo perché). Mi ricordo bene che il film fu considerato un flop e spernacchiato a raffica, per questo lo vidi in vhs e non al cinema, a dire il vero, però l'ho sempre trovato più che decente, sarà che anche lo stesso Baldwin era abbastanza simpatico, senza raggiungere le vette di altri attori più blasonati del periodo (poi è sparito).
      Le scene d'azione, poi, risultavano adeguate, efficaci e mai troppo lunghe o particolarmente esagerate, forse il difetto più grande è che non aveva una sua anima vera e propria, però avercene di pellicole così ai giorni odierni!

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    13. Mah, molto più semplicemente secondo me ci sono e ci sono sempre stati registi/sceneggiatori/tecnici più bravi e meno bravi, oggi come trenta, quaranta, cinquanta anni fa, e l'unico giudice obiettivo dei loro lavori è il tempo.

      Per le scene d'azione girate alla grande Mad Max Fury Road o la trilogia prequel del Pianeta delle scimmie non penso abbiano molto da invidiare ai film degli anni '90...

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  6. X Lucius:
    Allora...ai tempi, "Facile Preda" era uno tra i tanti.
    Ce n'erano a decine, di film così. E parecchi realizzati molto ma molto meglio.
    Oggi darebbe la birra a un sacco di roba, credimi.
    E fa niente se Baldwin ha la faccia da pesce lesso,e la Crawford come dice Daniele era una stra-topa a livelli siderali ma dire che recita é un eufemismo. Senza contare che nell'unica scena in cui la potrebbero mostrare bella biotta mi inquadrano le natiche del Baldwin. Mannaja 'a miseria...
    Per me non avevano i diritti di sfruttamento del suo corpo nudo...
    Come dice Cass, il cinema é un lavoro corale. Oltre che ad attori, registi e sceneggiatori occorrono tecnici. E direttori di fotografia e delle luci. E stunts con i contro-cosiddetti.
    Di sicuro ce ne sono di bravi o meno bravi, come dice Vincenzo.
    Ma di sicuro era gente che sapeva fare maledettamente bene il loro mestiere, indipendentemente dalla bontà o dalla qualità intriseca di ciò a cui stavano lavorando.
    Non era una rarità che anche un film banale o scialbo fosse per lo meno girato, fotografato e coreografato da far spavento.
    Neanche questo adattamento era poi tanto fedele al romanzo originale (ci si decide o no a farlo, una buona volta? La cara signora Gosling lo meriterebbe...). E sicuramente c'é di meglio in giro.
    E i protagonisti sono un pò così.
    Ma ha ritmo, belle scene d'azione, e i cattivi sono davvero cattivi.
    Ma cattivissimi proprio.
    Berkoff su tutti. E hai detto niente. ma anche la Hayek (é lei, no?) e gli altri mica scherzano.
    E quando hai un cattivo efficace hai risolto metà dei problemi.
    E poi contiene ciò che dovrebbe avere qualunque film che pretenda di divertirti ed esaltarti dall'inizio alla fine.
    Vedere personaggi fighi che fanno robe fighe.
    Sarebbe lecito auspicarlo, ma dubito che il cinema uscirà migliore da questa crisi.
    Non lo sta facendo la gente, figuriamoci i film.
    Temo che si livellerà tutto verso il basso, e per parecchio tempo.
    Di recente ho visto "Il Giardino Segreto" su Amazzonia Primo. Sapete com'é, avendo la bimba...
    Una vera poverata, che mi ha fatto rimpiangere persino quello del '93.
    Ma si può fare un film con cinque persone cinque?
    Sì. Ma non così. Non con una marea di CGI invadente.

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    1. La penso come Lucius, per certi versi molte produzioni ancora oggi buttano via soldi, bisogna dire che i gusti sono cambiati, la sala non è più l’unico modo per vedere i film e quindi anche il capitano a disposizione non è più lo stesso. Poi il discorso è ampio e ramificato, la CGI viene utilizzata perché costa meno, ma è un po’ come comprare una Ferrari e poi andare solo in prima dicendo: «Così rispetto l’ambiente». Inoltre al cinema, dove tutto è finzione, quante più cose reale si fanno (stunt, trucchi prostetici, combattimenti etc.) quando più risulteranno reali sul grande schermo, “Mad Max Fury Road” è l’esempio facile perché quel film mette tutti d’accordo per manifesta superiorità.
      La domanda sarebbe: allora perché non fanno sempre così? Per tante ragioni, le stesse per cui non tutti i medici, gli idraulici e i piloti di elicotteri del mondo sono tutti bravi allo stesso modo. Il cinema è un lavoro corale e non è quasi mai una scienza esatta. Poi ci sarebbe tutto il discorso sui tempi e i gusti del pubblico che si sono spostati, che sarebbe ancora più lungo. Questo per dire che una risposta semplice non credo esista ;-) Cheers!

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  7. Lo ricordo abbastanza bruttino (soprattutto per il ciccione bullo e l'inutile comparsa di colore), ma come dici tu ci sono dei super momenti gasanti ti ripagano, tipo la scena dove il protagonista spacca un sacco d'allenamento con un calcio volante.

    Se poi non ricordo male Jean-Claude Van Damme non si comportò in modo esemplare con i suoi avversari sul set, spesso non limitando i colpi, tanto che durante una scena di combattimento mandò K.O uno degli attori.

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    1. In effetti l'allenamento con i sacchi non mi sembra proprio utilissimo, anche perché è tutto basato sulla potenza sacrificando l'agilità. Su questo non ho trovato informazioni, ma potrebbe essere stata "solo" manifesta superiorità tecnica, visto che è nettamente talentuoso nel combattere. Cheers!

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  8. In questi giorni "Art of Action" di Scott Adkins ha pubblicato un'intervista a McKinney (ammazza quant'è invecchiato!), e a sorpresa l'attore ipotizza che ancora non era uscito "Karate Kid" al cinema quando lui ha girato questo "No Retreat". Però poi racconta che le riprese sono avvenute fra ottobre e novembre del 1984, e visto che il film con Macchio è uscito a giugno Corey Yuen aveva tutto il tempo di scopiazzarlo. Mi sento di dubitare profondamente che si tratti di una curiosa convergenza di idee, visto che le scene cinesi sono troppo simili all'originale americano :-P

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    1. Direi che la memoria fa un po' difetto, abbastanza chiaro che Karate Kid fosse già in giro, le somiglianze sono abbastanza palesi, mi vedrò la nuova puntata il prima possibile! Cheers

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