martedì 12 gennaio 2021

Il principe cerca moglie (1988): Zamunda per sempre!

Nel 1988, il mio amico John Landis stava sotto un treno.

L’uomo che ha rappresentato la comicità e più in generale, è stato il simbolo del cinema americano degli anni ’80, grazie alla sua regia di titoli storici diventati dei classici, non si era ancora ripreso dalla mazzata ricevuta nel 1983.

Prima o poi dovrò decidermi ad affrontare a dovere il film ad episodi “Ai confini della realtà” (1983), in cui uno dei segmenti proprio diretto da Landis ha rappresentato il momento più nero della vita e della carriera del regista di Chicago. L’incidente sul set che provocò la morte dell’attore Vic Morrow è stata una tragedia che causò gravi problemi legali al regista, che arrivò a tanto così dall'essere incriminato per omicidio preterintenzionale (storia vera, brutta ma vera). In quell'incidente Landis ha perso la stima di Steven Spielberg, si è guadagnato l’odio eterno della figlia di Morrow, Jennifer Jason Leigh e più in generale, è dovuto diventare grande di colpo, il suo sorriso congenito ne è uscito in parte ridimensionato.

"Ho capito è una di quelle premesse senza fine di Cassidy"

L’infilata di film successivi, se chiedete a me (e tranquilli, un po’ alla volta li affronteremo), sono uno meglio dell’altro, parliamo di classici come “Tutto in una notte” (1985) Spie come noi, “I tre amigos!” (1986) e un altro film ad episodi come “Donne amazzoni sulla Luna” (1987), pellicole che conosco a memoria, ma che ho visto molte volte credo solo io e pochi altri, perché al botteghino sono andati uno peggio dell’altro. Ecco perché in soccorso della carriera di Landis arrivò un suo amico, uno piuttosto noto, anche lui caldo come una stufa nel decennio dei pantaloni a vita alta: Eddie Murphy.

Costumi di scena? Secondo me Murphy negli anni '80 andava davvero in giro vestito così. 

Murphy al cinema è stato lanciato da Walter Hill e consacrato da John Landis, con Tony Scott era finito dritto nella stratosfera, quindi bisognava giocarsi il tutto per tutto con una storia “nera”, che più nera non si può, ecco perché “Coming to America” (da noi “Il principe cerca moglie” titolo che punta più sul lato romantico rispetto a quello da emigrato) era scritto da David Sheffield e Barry W. Blaustein, veterani del Saturday Night Live da cui arrivava Murphy, ma ancora mancava un regista.

Malgrado la Paramount Pictures considerasse John Landis una scelta poco sicura, Murphy fece valere il suo status di Divo scegliendo il regista che lo aveva lanciato con un film, che ogni tanto viene replicato anche sui palinsesti Italiani (verso il 24 di dicembre di solito, da qualcosa come… SEMPRE!) ovvero Una poltrona per due, convinto di avere un altro dei suoi da poter comandare a piacimento, ed è qui che la storia diventa tutto, tranne che una commedia tra amiconi.

Quasi amici.

Eddie Murphy ha sempre avuto fama di Divo con la lingua lunghissima, con la parlata a mitraglietta e la pretesa di imporre la sua volontà in tutti i film in cui recitava, inoltre dall’amico Landis si sarebbe aspettato un minimo di gratitudine, per averlo portato a bordo di una grande produzione, una situazione un po’ alla Bugo e Morgan per certi versi, in cui ognuno ha il suo punto di vista e poca intenzione di cambiarlo. Già perché Landis continuava a rivolgersi e a comportarsi con Murphy come aveva sempre fatto, come se il suo amico fosse il solito giovane ragazzo che aveva diretto nel 1983, anche se il secondo pretendeva di essere considerato il pistolero più veloce del West, il nome più grande in città, cosa che Landis un po’ per carattere, un po’ per trascorsi non aveva intenzione di fare, inoltre il buon vecchio John era piuttosto teso in quel periodo.

Come pretendeva di essere trattato Eddie sul set.

Comprensibile, arrivava da un processo che lo aveva prosciugato (anche economicamente) e aveva tutta la pressione del mondo addosso per far funzionare il film della Paramount. Il “Casus belli” è arrivato durante una giornata di riprese, Landis nervoso, risponde frettolosamente ad un Murphy stufo di non vedere giovani ragazze lanciare petali di fiori ai suoi piedi al suo passaggio. Aizzato da alcuni “uomini si” sul set (che io immagino nella mia testa tutti interpretati da Arsenio Hall) l’attore mise un braccio attorno al regista che in un attimo si trasformo in una presa al collo, amichevole nelle intenzioni ma meno nei risultati, per liberarsi Landis cadde a terra rialzandosi furioso, da quel momento furono storie tesissime. Il tentativo di pace successivo non ha portato a risultati significativi, ormai tra i due era guerra fredda ma malgrado tutto questo, anni dopo i due tentarono ancora di lavorare insieme (con risultati rivedibili) e “Il principe cerca moglie” divenne lo stesso un classico, anzi… Un Classido!

Avete presente i film che abbiamo visto tutti e che con il tempo sono diventati quasi dei ricordi condivisi? Potremmo fare tantissimi esempi più o meno generazionali, ecco “Il principe cerca moglie” è oltre questo tipo di etichetta, uno di quei film talmente classico, da non venire nemmeno mai citato tra i classici, perché tutti lo abbiamo visto così tante volte da darlo per certi versi per scontato. Essendo figlio del compromesso e della guerra fredda tra il protagonista e il regista, rivedendolo mi sono balzati agli occhi i suoi problemi di ritmo, badate bene, “Coming to America” non ha momenti morti oppure fiacchi, ma come molti film di Eddie Murphy rallenta per lasciare il palcoscenico all'attore concedendogli di brillare e in questo caso in particolare, abbiamo anche la corposa sotto trama amorosa da portare avanti, quindi la sensazione è che se Landis e Murphy avessero collaborato in armonia, il film sarebbe stato ancora migliore. Così è un diligente e professionale modo di passarsi il pallone a vicenda, che ha comunque generato un risultato finale notevole.

Lo sguardo in camera, una delle tante firme di Landis.

Costato 28 milioni di fogli verdi con sopra stampata la faccia del Principe Akeem di alcuni ex presidenti defunti, “Il principe cerca moglie” ne portò a casa 128, piazzandosi al terzo posto dei film più visti negli Stati Uniti nel 1988, un risultato che ha rilanciato la carriera di Landis ma che è diventato anche il modello su cui Eddie Murphy avrebbe basato molti dei suoi altri film, basta dire che Vampiro a Brooklyn è la fotocopia in chiave horror, però diretta da un regista come Wes Craven, più remissivo di quanto non sia stato Landis. Poi parliamoci chiaro, l’asso nella manica di far interpretare a Eddie Murphy (e in questo caso, anche ad Arsenio Hall) più personaggi, sfruttando ottimi effetti di trucco, è una trovata diventata una costante in tutti i film di Murphy, che potrà anche dire peste e corna di Landis, ma non sarebbe andata a segno senza la presenza sul set del regista di Chicago.

Nei panni di una bionda un barbiere.

Già perché se Murphy era circondato dai suoi uomini di fiducia a trattarlo sul set proprio come Akeem veniva trattato a Zamunda, Landis non è stato con le mani in mano e per il trucco ha fatto venire giù Rick Baker, reduce dai lupi mannari (americani) del regista e responsabile delle trasformazioni di Murphy e Arsenio Hall, negli spassosi vecchietti della bottega del barbiere, tra i cui clienti anche un giovanissimo Cuba Gooding Jr. lui non realizzato da Rick Baker però eh?

Uno è una magia di Rick Baker, l'altro è solo Cuba Gooding Jr.

Si perché parliamoci chiaro, “Coming to America” è un film nero fino al midollo, ha un’anima quasi soul e ha saputo intercettare i gusti di una grossa porzione di pubblico (le sorelle e i fratelli di colore) che al cinema hanno sempre gradito andarci, dai tempi della blacksploitation in particolare, e sempre per fare il tifo per protagonisti “colorati come loro” parafrasando una frase di un altro film di Murphy e Landis. Da uno strambo Paese a forma di scarpa, sempre ai confini dell’impero è difficile capirlo, ma ben prima di Pantera Nera questo film sapeva parlare al suo pubblico, perché Landis sarà anche bianco come la neve, ma in quanto di Chicago ha il Blues nel DNA, la scena iniziale in Africa, le spassose celebrazioni per il fidanzamento con Imani Izzi (la bella Vanessa Bell Calloway) per arrivare ad un “mammasantissma” della cultura nera, come la bottega del barbiere (Tim Story ci ha tirato su una carriera), questo film è nero fino al midollo, ma anche tutto per conquistare tutto il pubblico. Se uscisse oggi farebbe ancora sfaceli, per questo Eddie Murphy da anni spinge per sfornare il seguito, che dovremmo vedere (forse) da qualche parte nel corso del 2021, probabilmente intorno a maggio.

L’inizio del film è leggendario, sulle note tribali composte da Nile Rodgers, la macchina da presa di Landis vola oltre le montagne della Paramount Pictures portandoci nella immaginaria Wakanda Zamunda, governata dal bonario ma tradizionalista Re Joffy Joffer (un'istituzione come James Earl Jones), anche se presto ci sarà un cambio al vertice, il 21enne (si è fatto un bello sconto di anni Eddie Murphy) Principe Akeem compie gli anni e il risveglio con orchestra e odalische nere, non è proprio uguale a quando vi suona la sveglia lunedì mattina. Il fatto che al terzo minuto del film ci siano subito un paio di tette beh, quello è il marchio di fabbrica di John Landis, non si sfugge.

Altri due marchi di fabbrica del mio amico John.

Akeem sta per convolare a nozze combinate con Imani Izzi, la scena della presentazione della futura principessa è un omaggio alla tradizione africana in cui Landis come suo solito, a non fare il pirla proprio non ci riesce, a me fa morire dal ridere il “paggetto” serissimo che attacca la sua canzone tutta in clamoroso falsetto, per altro resa molto bene dal doppiaggio italiano, che non solo la traduce tutta - un’abitudine andata persa, ormai le parti cantate nei film non Disney, restano in originale - ma si concede anche qualche licenza poetica sul testo, la parte sulla depravazione ad esempio, la trovo molto in linea con l’umorismo caustico e goliardico di Landis.

Il Re leone (ora sappiamo che fine ha fatto Mufasa)

Akeem è un uomo adulto che non si è mai potuto allacciare le scarpe da solo, oppure come dice suo padre è un principe che non ha mai dovuto farlo, quindi giocandosi il credito accumulato, ottiene un lascia passare per 40 giorni di viaggio con il suo fidato compare Semmi (Arsenio Hall), obbiettivo ufficioso, trastullo regale prima del matrimonio, missione ufficiale: trovare qualcuna che lo ami per davvero e non per il suo lignaggio. Dove trovare una regina? Facile… Nel Queens! Anche se bisogna dirlo, questa divertente cazzata suona meglio in Inglese che nella versione doppiata del film.

Mi sembra anche banale raccontarvi la trama di “Il principe cerca moglie”, come dicevo lassù da qualche parte è uno di quei film che tutti quanti noi potremmo citare a memoria, recitando più personaggi di Murphy e Arsenio Hall messi insieme. Il film è un po’ la versione Yankee di "Totò e Peppino divisi a Berlino" (1962… Non escludo che Landis questo titolo lo conosca), l’emigrato candido alle prese con uno stagno molto più grande in cui nuotare è un generatore automatico di comicità, che questo film sfrutta al meglio, la scena del gioioso “Buongiornissimo” di Akeem urlato dalla finestra potrebbe entrare di diritto tra i dieci momenti comici più divertiti della storia del cinema, un vero classico!

Come quando i miei colleghi sono allegri il lunedì mattina.

Questa favola Africana (in trasferta) con la sua sotto trama romantica prevede tigri, iene e leoni ben prima di beh… “Il re leone” (1994), dovete solo scegliere il vostro momento preferito, a me fa morire la “laccata” famiglia di Darryl Jenks (Eriq La Salle) che lascia le chiazze di “Soul Glo” sul divano di casa McDowell, oppure potrei citarvi i Sexual chocolate o l’inserviente conosciuto al gabinetto che si prostra ai piedi di Akeem, sotto allo sguardo allibito della bella Shari Headley, che qui interpreta Lisa McDowell.

Se volete una curiosità quasi a chilometro zero, tra le trovate anticipate da quanto film, anche una catena di paninoteche qui dalle mie parti a Torino, che ha seguito le orme del signor McDowell e per via di un nome simile (ma declinato volutamente in piemontese), ha avuto una lunga storia di cause con i tizi di McDonald uscendone anche piuttosto bene (storia vera), ma a furia di vedere e rivedere questo film, a colpire forse sono le facce.

Qui è dove Sam Jackson ha sentito per la prima volta Ezechiele 25 17.

Eddie Murphy e Arsenio Hall da soli o truccati interpretano otto personaggi del film (il Principe Akeem, Clarence, Randy Watson, Saul, Semmi, la trans del bar, Morris e il Reverendo Brown), quindi quando vediamo spuntare il rapinatore interpretano da Samuel L. Jackson, a volte ho dei dubbi sul fatto che sia veramente lui, oppure un altro trucco di Rick Baker.

Le altre facce a colpire del film invece, sono tutta farina del sacco di Landis che da sempre ha l’abitudine di far fare a registi famosi, piccole comparsate nei suoi film, qui tocca al grande Tobe Hopper, uno degli invitati alla festa del Signor McDowell.

Non aprite quella porta (o Tobe si auto inviterà alla festa)

Ma le due facce più famose sono altre, quando Akeem nel tentativo di arginare la voglia di comodità di Semmi, si libera di un sacchetto pieno di denaro regalandolo a due senza tetto, questi sono proprio i fratelli Randolph (Ralph Bellamy) e Mortimer Duke (Don Ameche), i due fratelli proprietari della Duke & Duke ridotti sul lastrico dopo Una poltrona per due. Vi rendete cosa vuol dire? Prima del “Conjurinverse” e dei mille mila film della Marvel, esisteva già il Landisverse!

Una poltrona per due Parte II - I Duke colpiscono ancora.

Anche perché tra i marchi di fabbrica del regista di Chicago, mettete anche la locandina del film immaginario (qui declinato in chiave fantascientifica) “See You Next Wednesday”, una pellicola finta che compare in tutti i film di John Landis, qui potete vedere la locandina in metropolitana, quando Akeem cerca di fare pace con Lisa.

Ho capito John, ci vediamo mercoledì prossimo, sei stato chiaro.

Insomma “Il principe cerca moglie” è un classico ormai senza tempo, un giorno Murphy riuscirà a portare a termine il suo obbiettivo di sfornare un secondo film, abbastanza inutile (visto che questa era una storia auto conclusiva) e fuori tempo massimo, di sicuro John Landis non sarà della partita ma questo non cambia il fatto che i due quasi ex amici, siano riusciti a sfornare un film che ormai è patrimonio di tutti, anche se resta un film “nero” fino al midollo, quindi altro che T'Challa… Zamunda per sempre!

ZAMUNDA FOREVER!

58 commenti:

  1. pluto nasce là recensione grazie rdm

    RispondiElimina
  2. Partiamo dal peggio.
    Veramente una gran brutta, bruttissima storia, quella di "Ai Confini della Realtà" (alzo il braccio anch'io per una futura rece!!).
    E mi duole dire che in (notevole) parte fu colpa di Landis.
    Pecco' d'incoscienza, ecco tutto. Se avesse saputo come andava a finire, se ne sarebbe ben guardato. Ne sono piu' che certo.
    Mi ricorda la grandissima imbecillata che combino' Re Stephen sul set di "Brivido", che costo' un occhio a uno della troupe.
    Ma poi aggiungiamo i due ragazzini che non avrebbero dovuto trovarsi li', e...
    Insomma, c'era parecchia sfortuna da quelle parti, in quel giorno.
    Avete presente quando si congiungono e capitano tutte insieme? Ecco.
    Roba da stroncare chiunque. E invece, prima di arrivare a questo, Landis si e' dato parecchio da fare. Pur non raccogliendo nulla.
    "Spie come noi" e "Tutto in una notte" mi sono piaciuti un sacco.
    Che dire di questo, invece...se non che e' uno di quei film che potresti rivedere cento volte senza stancarti mai.
    Successone meritato, nonostante la critica non lo ami particolarmente.
    Sempiterno, Dicevamo. E a ogni visione scopri qualcosa di nuovo.
    Visto durante le feste, e con l'occasione l'ho fatto scoprire alla mia piccola, che si e' divertita da matti. .
    Tra parentesi, ADORA i primi due Spider - Man di Raimi.
    Inutile stare a elencare tutte le gag e i tocchi di classe, che letteralmente si sprecano. Tra le ripetute trasformazioni di Murphy e Hall passando per quelle scene assurde e paradossali che sono il tipico marchio di fabbrica del regista.
    Le mie preferite? A pari merito la cagnetta che azzanna a comando e quando i due passano in rassegna le potenziali pretendenti in stile Speed - date (che forse manco esisteva, ancora).
    Ecco, in certi punti poggia piu' sulle spalle di due gigioni da cabaret patentati come Eddie e Arsenio. Specie il primo.
    Si vede poco la mano di Landis, in certi casi. Ma va bene anche cosi'.
    Il fatto e' che da adulto ti cambia la prospettiva che hai di certe cose.
    Akeem e Semmi sembrano fighi, intabarrati di pellicce e pieni di gioielli. Ma in realta' sono due sprovveduti che hanno vissuto sempre in una bolla di sapone.
    Solo due babbei possono sperare di trovare una regina in un certo posto solo perche' si chiama Queens, confidando nella legge dell' Omen - Nomen!!
    Eppure la trovano.
    Ecco, questo tono perennemente fiabesco e' una delle chiavi vincenti del film.
    E' una favola moderna.
    Piuttosto che girare il seguito di questo, perche' non fanno il sequel di "Una poltrona per due" coi Duke che investono la sommetta regalatagli da Akeem, la investono in futures e ritornano ricchi? E a quel punto...si vendicano di Louis e Billy.
    Per chiudere...un film intramontabile.
    Davvero.
    E ottima recensione, Cass.
    Complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per “Ai confini della realtà” vediamo, ultimamente tutte le strade mi portano lì (anche il post di domani in parte), per il resto ti ringrazio, non ho nessun tipo di attesa per il secondo, mi sembra solo un modo per Murphy per cercare in giro la vecchia gloria, ma lo vedrò di sicuro, penso che la formula del primo sia abbastanza irripetibile, proprio perché era una favola ma anche per via della guerra fredda sul set. Meglio non invocare “Trading Place 2”, oggi rifarebbero i Duke in CGI ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Io invece, piuttosto, farei uno spin-off con protagonisti i tre vecchietti negri della bottega del barbiere che devono affrontare un viaggio nel vecchio Sud nero a bordo di ancor più vecchio e scassatissimo catorcio per andare al funerale di un ancor più vecchio amico passandone di tutti i colori... Dai diamocelo, quei tre personaggi sono praticamente la versione nera de "I tre marmittoni" è fonte potenziale per delle ottime gags e scenette comiche irresistibili; come si fa a non prendere la paslla al rimbalzo?! Specie ora che sono tutti e tre davvero dei bachucchi e quindi puoi risparmiare sul trucco XD

      Elimina
    3. In effetti sarabbe un ottimo soggetto ;-) Cheers

      Elimina
  3. grande film, ricordo quando lo vedevo da piccola xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In tanti siamo cresciuti con questo classico ;-) Cheers

      Elimina
  4. Insieme a Blake Edwards l'ultimo grande esponente della commedia non solo americana, ma mondiale, non è un caso che gli ultimi capolavori riferibili a tale genere risalgano ad inizio anni 80'. Allen si darà sempre più ai drammi negli anni 80' o comunque raggiungerà i migliori risultati artistici in tale settore,forse c'è ad oggi solo Wes Anderson a tirare avanti la carretta in termini di elevata considerazione artistica verso tale genere, per il resto c'è un mortorio, complice pure la messa al bando di registi come Landis praticamente scomparsi e con all'attivo un solo film negli ultimi 20 anni, senza contare che dai tempi dell'incidente sul set, Hollywood ha scelto Landis come caprio espiatorio per tutto e la critica gli voltò le spalle demolendo ogni suo film.
    Nonostante il super incasso di questo film, Landis non ebbe alcun giovamento alla carriera successiva, complice forse anche i pesanti diverbi con Eddie Murphy sul set,che come riporti voleva essere padre padrone su tutto e per questo poi ad un certo punto verrà a noia al pubblico.

    Landisverse, si molto prima dell'MCU, ma la gente non ha memoria storica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Landis trasportava la torica della comicità anni ’80, qualcosa si è rotto ne 1983 con l’incidente sul set, il ragazzo da sorrisone da tempia a tempia ha dovuto crescere tutto d’un colpo prendendosi tutte le sue responsabilità, tanti bei film sono arrivati anche dopo e guizzi negli anni ’90 (“The Stupids” è drammaticamente sottovalutato), ma erano gli anni ’80 l’origine dei suoi super poteri.
      Oltre al Landisverse, ci tengo a ricordare il de Souzaverse, con lo stato immaginario di Val Verde . Cheers!

      Elimina
  5. Visto 1000 volte e mai notato Tobe Hooper invitato alla festa. Che chicca!
    Grazie Cassidy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un appassionato di Horror resta tale, anche quando guarda le commedie, e il mio amico John Landis è un Maestro di Horror, grazie a te ;-) Cheers

      Elimina
  6. Grande film, anch'io lo so praticamente a memoria...se c'era bisogno di un seguito? NO. Se lo guarderò? Assolutamente SI! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo della stessa squadra, lo guarderò ma senza aspettarmi nulla di nulla ;-) Cheers

      Elimina
    2. Devo finire di leggere la recensione, ma io dico che il seguito di questo film è forse uno dei pochi seguiti di cui approvo la realizzazione, perché lo ritengo credibile (questo non significhi che possa essere un brutto film, eh).
      Cioè tipo Ghostbusters Legacy, per me non andava fatto ora un seguito a Ghostbusters...Non mi convince molto quell'operazione,

      Elimina
    3. Non mi sono fatto un'idea precisa in merito al seguito, non so nemmeno di cosa parlerà visto che di norma non guardo i trailer (e non so se ne hanno già fatto uno). Potenzialmente una storia con Akeem ora Re di Zamunda potrebbe funzionare, ma davvero, non mi sono fatto un'idea ;-) Cheers

      Elimina
  7. Se non avessi visto il nome nei titoli di coda, non avrei mai notato che era sempre lui a fare i personaggi.

    Mai fatto caso nemmeno al negozio di barbiere come centro culturale dei neri anche se, a ben pensarci, compare spesso nelle pellicole in cui sono protagonisti (Luke Cage, per dirne uno, o l'ultimo Soul).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, Luke Cage e "Soul" sono due ottimi esempi. Anche io da bambino pensavo fossero più attori, alcuni era chiaro già allora fossero sempre Eddie e il suo compare ad interpretarli, ma altri è la magia di Rick Baker in azione ;-) Cheers

      Elimina
  8. Film che guardo sempre con grandissimo piacere, anche se non lo faccio da tempo. Magari un ripassino prima dell'inutile e non richiesto seguito ci starebbe in effetti. Comunque concordo praticamente su tutto, Landis dimostra ancora una volta il suo genio, ma anche la sua cattiveria, forse èp proprio vero che film come questo e "Una poltrona per due", oggi, verrebbero censurati all'istante. Qui Eddie Murphy è un attore di colore che fa la black face con i suoi altri personaggi, roba che oggi sarebbe follia pura!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per questo film in particolare non lo so, anche se sarebbe soggetto a censura perché la sensibilità nel frattempo è cambiata, ma forse potrebbe ancora essere un caso tipo "Black Panther", "Una poltrona per due" invece uscirebbe con le ossa rotte di sicuro. Cheers!

      Elimina
  9. In effetti ricordo a memoria questo film, e sapevo già di certi dettagli, però è stato fantastico leggerti tutto ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio moltissimo, era tempo che volevo trattarlo, Landis è uno dei miei prediletti ;-) Cheers

      Elimina
  10. Mai piaciuto gran ché, a parte la scena de " il perno reale è lindo, Altezza" ( secondo me più voluta da Murphy ).
    E' una commediola tipicamente americana, simpatica , divertente, ma un pò superficiale , sciovinista e razzista.
    Razzista nel senso americano del termine : i paesi fuori dall' America sono tutti sotto una qualche monarchia e/o dittatura e l'unico modo per trovare la vera libertà , l'amore e la felicità sono gli USA, dove tutto può accadere ( anche sposare un improbabile principe africano che nessuno ha mai visto nei giornali o in tv : infatti nei Queens nessuno lo riconosce, che ricordi ).
    Certo, Landis ci mette un pò del suo cinismo, come il padre della ragazza che pensa solo a far mettere la figlia con uno pieno di soldi ( sembra il Mr Crab di Spongebob) , e quindi la denuncia dell' americano capitalista , ma è un pò pochino.
    Dovrei provare a riguardarlo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si nota secondo me la guerra fredda tra regista e divo, se avessero collaborato in armonia sarebbe stato un film ancora migliore, ma anche così direi che ha fatto il suo dovere ;-) Cheers

      Elimina
    2. In effetti gli ingredienti ci sono tutti, i personaggi anche e il divertimento non manca di certo... rimane appunto quella perenne sensazione di essere sempre a un passo dal film che avrebbe potuto essere davvero ma poi, per via delle "frizioni" fra Landis e Murphy, alla fine non è stato. Certo è che la continuity con "Una poltrona per due" rappresenta un autentico tocco di classe: all'inizio, non fai nemmeno troppo caso a quei due senzatetto che ti sembra di aver già visto prima... fin quando, di colpo, ti ricordi esattamente DOVE (solo, in condizioni un tantino più agiate) ;-)

      Elimina
    3. Quella piccola auto citazione é divertente perché risulta essere una gag molto riuscita, resa tale dagli interpreti, fossero sempre così le strizzate d'occhio ;-) Cheers

      Elimina
  11. Proprio come dici tu Cassidy è uno dei classici di casa mia e della mia infanzia, visto tantissime volte e citato in continuazione, ogni volta che lo rivedo però colgo una battuta o trovo una faccia (truccata o meno) di cui prima non mi ero accorta. Il seguito? Non lo volevo ma naturalmente lo vedrò, ci mancherebbe! Intanto grazie per il tuo pezzo, non sapevo delle scintille sul set.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono qui per questo, mi piacerebbe piano piano recuperare tutti i film di Landis, anche se ormai ho pasticciato troppo per una rubrica su di lui, niente mi impedisce di saltare da un film all'altro ;-) Cheers

      Elimina
  12. Credo sia proprio impossibile non aver mai visto questo film, con tutte le repliche quasi bimestrali che Italia Uno gli dedica! ;)
    E sì, è un film che si lascia sempre guardare con piacere, nonostante a essere oggettivi abbia una trama davvero scemotta, che Murphy e il resto del cast però reggono molto bene.
    Non siamo ai livelli di Una poltrona per due, non penso ci sia da discutere su questo.
    Menzione d'onore per il mitico James Earl Jones che è davvero perfetto nel ruolo del re, lo ricordo in una puntata di Big Bang Theory in cui fa comunella con Sheldon e gli racconta aneddoti vari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Una poltrona per due" è meglio, più cinico, più cattivello e anche con battute più riuscite come ritmo, anche se James Earl Jones fa di nuovo il verso alla sua battuta più famosa, se ci penso è di nuovo il padre del protagonista ;-) Cheers

      Elimina
  13. Prima metà degli anni '90. Periodo che la compagnia di amici era un mix tra compagni di classe e compagni di squadra. Le prime serate fuori a far tardi, i ritorni dalle trasferte di sera, le feste,... Quando qualcuno di noi "beccava", il resto della truppa circondava la coppia e in coro, rigorisamente in falsetto "Sarààààà la vostraaaaa Principessa! Poi Regina prosperosaaaaaaa! E farà qualunque cosaaaaa!". Giusto per dire quanto sto film ci è entrato sottopelle e fa parte della cultura popolare di noi ex-giovani. E non importa che non c'è nulla di più distante dalla nostra cultura (un principe africano nero che va in cerca dell'anima gemella in uno dei quartieri più neri di New York...), è il film che è un capolavoro a prescindere dalle liti e dalle beghe.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene, mi fa piacere sapere che il falsetto del paggetto non ha colpito solo il mio di immaginario ;-) Cheers!

      Elimina
  14. Visto tantissime volte quando ero più pischello, in un periodo in cui i film di Eddie Murphy spopolavano ovunque. Berverly Hills Cops, Il Bambino d'Oro, Il Principe cerca moglie, Il principe delle Donne e tanti altri.
    Sapevo delle vicissitudini di Landis ma non ero a conoscenza dei mille problemi avuto con Eddie nella realizzazione del film (che ebbe comunque un gran successo). Non è stato comunque un film che mi abbia fatto impazzire ma di certo non va disprezzato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa solo se fossero andati d'accordo che film avrebbero tirato fuori! ;-) Cheers

      Elimina
  15. Non sai quanto temo il seguito...
    Questo è uno dei film che preferisco in assoluto e che mi fa sempre tornare il buonumore, ma vale quasi per tutti i primi film di Eddie almeno fino al Principe delle donne.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche secondo me "Il principe delle donne" é stato il film sparti acque della carriera di Murphy. Cheers

      Elimina
  16. vabbeh, oltre al film che è molto bello
    ma mi sono letto dell'incidente su wikipedia e continuo a non capire perke spielberg si sia allontanato da landis; d'accordo, forse l'aereo volava troppo basso ma è stato assolto e non poteva prevedere il disastro; che colpe ha??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spielberg era tra i registi di quel film ad episodi, la sfiga di Landis é che l'elicottero volava troppo basso ma Landis aveva preteso di fare riprese notturne e i giovani attori non avrebbero dovuto esserci, un misto di sfortuna e scelte poco oculate pagate nel modo peggiore possibile. Landis era devastato dopo gli eventi ma la sua reazione è passata attraverso varie fasi e Spielberg pare non abbia apprezzato una di queste, ritenuta fin troppo guascona e spavalda visti gli eventi, da qui il motivo della lite. Cheers!

      Elimina
    2. temo di averla letta, quella fase di quella reazione, in un libro che parlava dei retroscena del film (super appassionato di Twilight Zone, varrebbe la pena farci una presentazione qui, anche solo degli episodi più significativi a puntate, non solo del film... è che sono talmente tanti, e tanto belli... meritevoli anche alcuni della ri-edizione del 1985. Su quella di Peel riedizionata odiernamente non mi esprimo, dato che il 90% dei suoi film devono TUTTO, a questi episodi di questa grande serie. Senza Serling, credo non avremmo il 70% dei capolavori cinematografici odierni... è quasi tutto merito suo. Un Genio, con la G maiuscola).. La lessi e ne rimasi un pò disgustato anche io, non solo Spielberg all'epoca suppongo (e non fu il solo, a trovarci davvero un pò troppo, in quella frase, parecchi chiusero i rapporti, con lui. Non solo Spielberg.)... Sicuro era sconvolto, e straparlava... La paragonai tuttavia alla frase detta da Goering al processo di Norimberga durante una delle fasi.. se non erro fu il giorno del "cinema", ovvero della dimostrazione su pellicola di quel che accadeva, nei campi... E la frase, piuttosto simile ma detta in modo sicuramente facilone e schock(cantentemente sciocco) da parte di Landis sul momento, era molto, molto simile.... Peccato. "Era una così bella giornata....."

      Elimina
    3. Esatto, Landis ha sicuramente sbagliato, un misto di delusione, rabbia e anche goliardia congenita tutta mescolata nel momento e nella scelta di parole più azzardata possibile. Su "Twilight zone" sono perfettamente d'accordo, pietra miliare. Cheers!

      Elimina
  17. Arsenio Hall me lo immagino molto nel ruolo di Yes man di Murphy. L'attore fu in buona parte responsabile anche di molte incomprensioni tra Eddy e Spike Lee, i due per la verità non si erano mai presi completamente, però Lee dichiarò spesso che furono i continui attacchi di Hall (che all'epoca presentava un suo show televisivo) nei suoi confronti a fargli saltare i nervi. Lee infatti attribuì sempre a Murphy il ruolo di "mandante" e se la legò al dito per anni. In seguito quando il regista intervistò l'attore per una rivista europea sembrò per un attimo che le cose dovessero chiarirsi, anche se Spike Lee non esitò comunque a togliersi qualche sassolino dalla scarpa ricondando all'attore gli attacchi subiti da Arsenio Hall, con conseguente lavata di mani (e poca cavalleria) di Eddy Murphy. Ignoro quali che siano gli attuali rapporti tra i due, ma di certo per tanto tempo le cose non andarono per il verso giusto e "l'amico" Hall ci mise il suo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti i due non hanno mai lavorato insieme malgrado siano entrambi di Brooklyn, se non ricordo male anni fa minacciavano un film insieme, ma ancora non si é visto molto. Grazie per il racconto! Cheers

      Elimina
  18. A 37 anni, ho scoperto che i due barboni fossero i due fratelli della Duke&Duke...
    Mamma mia! Film assolutamente di culto. Mi sembra che fossero trasmesso, quando ero piccolo, sempre a ridosso dell'epifania, il 5 o il 6 gennaio. La scena del buongiornissimo, "Deliziare il reale augello", i traverstimenti di Murphy&Hall, quante cose cult.
    Da bambino impazzivo per la scena della rapina, troppo forte vedere il rapinatore messo ko da un manico di scopa!
    Sì, sempre da piccolo adoravo le storie dove il ricco (buono) si faceva un'identità da persona umile, facendosi apprezzare per le sue doti umane...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero ti ho dato questa rivelazione? Ne sono onorato! ;-) Cheers

      Elimina
  19. Non sono un grande fan di Eddie Murphy (gli unici film che ricordo con piacere sono "Il professore tutto matto" e "Life", e il primo dei due soprattutto perché è legato alla mia infanzia) ma è sempre un piacere leggere la tua disamina del film. Questo onestamente non lo ricordo per nulla.

    A tuo parere a senso fare un seguito al film o la storia si conclude benissimo così?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente non lo hai visto perché iun film che resta comunque nella memoria, poi bontà tua sei giovane quindi ci sta che tu preferisca titoli più moderni di Murphy. Secondo me la storia che somiglia un po' ad un a favola, poteva restare figlia unica, avranno trovato una storia valida? Non ci credo molto, ma il terzo "Bill & Ted" arrivato solo lo scorso anno ha funzionato, vedremo cosa succederà. Cheers!

      Elimina
  20. Io oltre ai fratelli Duke, non ricordavo neanche ci fosse S.L Jackson! Cmq 'sto film è talmente entrato nell'immaginario che mi son guardata tutta quella cazzatona di Black Panter con l'impressione che la Marvel stesse trollando tutti e volesse fare un omaggio a il Principe cerca moglie...Ricordo una coppia afroamericana fotografata alla prima vestita come i sovrani di Zamunda: oltre all'applauso immediato la miglior recensione evah al film!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parliamoci chiaro, l'unico modo per non pensare a "Coming to America" guardando "Black Panther" é non averlo mai visto nella propria vita ;-) Cheers

      Elimina
  21. Gran film, ma sempre considerato Arsenio molto molto più a suo agio nella pellicola, che Murphy stesso. Le scene dal barbiere sono state la sala prove per il Nutty Professor

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo penso anche io, di sicuro é diventato un modello di riferimento. Cheers!

      Elimina
  22. Tra quelli di Landis del periodo è quello che ho amato meno, proprio per l'esagerato istrionismo di Murphy che non mi ha mai fatto ridere. Mi piaceva in "una poltrona per due" perché era ancora un essere umano: qua è un dio e la cosa mi interessa poco. All'epoca avevo "I Tre Amigos" e "Spie come noi": questo principe ai miei occhi ci faceva una figura barbina :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un film che ha tutto per conquistare, ha scene memorabili ed è diventato un classico, ma se per un momento lo si guarda in modo lucido e un po’ distaccato, diventa chiaro che Landis non ha il suo solito fuoco, fa un gran lavoro ma non ha quell’irriverenza di “Spie come noi” e “I tre amigos”. Parliamo di questioni di lana caprina (o pelliccia di Leone per stare in tema) ma si notano specialmente se si conosce bene l’estro esplosivo di uno come Landis. Cheers!

      Elimina
  23. Non sapevo mica della storia di Landis... che tragedia immensa. Mi stupisco di come sia riuscito ad andare avanti.
    Comunque questo film l'ho visto all'epoca, forse un paio di volte, ma non so perché non mi abbia mai conquistato, ma potrebbe essere benissimo che sia Murphy in sé a non essere il mio attore preferito, è un tipo di comico "troppo", quando io preferisco una comicità meno casinara, ma certamente è questione di gusti.
    Certo che era bello smilzo anche Samuel Jackson all'epoca!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Landis avrà reagito male, ma a suo modo si è ripreso da una tragedia senza perdere (troppo) il sorriso, non affatto semplice. Murphy tendeva a dominare, ecco perché non ho mai apprezzato film come "Il principe delle donne" ad esempio. Ah si, ora é più in carne, ma mai quanto Laurence Fishburne, che da giovane era un chiodo. Cheers!

      Elimina
  24. Sono totalmente ignaro della morte di Vic Morrow, la scopro qui da te.
    Un film nero fino al midollo? Concordo fino al midollo e aggiungo che la cosa era piacevole, a differenza degli imbecilli che ha creato casini col BLM. Il razzismo lo hanno creato 'ste teste di cazzo!
    Voglio assaggiare un panino McDowell-like delle tue parti!
    Sai che mio cugino (classe' 91) ha scoperto solo quest'anno il collegamento dei Duke? Stavo per uccidelo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono piuttosto sicuro che il razzismo esistesse anche prima ;-) Sono anche buoni, ma quelli che facciamo a casa Cassidy sono meglio, me la gioco con Mcdowell ;-) Cheers

      Elimina
  25. Come al solito, caro Cassidy, riesci sempre a farmi scoprire qualcosa che non so di una pellicola che amo tantissimo. Onestamente ricordo benissimo tutto, compresi i due senza tetto, ma non li avrei mai collegati a il film classico di Natale su Italia1 se non era per te. L'unica cosa da aggiungere, a parte che il McBun non mi fa impazzire, è il trailer che era davvero bellissimo e riproposto ai tempi in maniera ossessiva sulle tv...👋

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio molto, alla fine sono qui per questo ;-) Cheers!

      Elimina