giovedì 21 gennaio 2021

Allucinazione perversa (1990): siete sulla scala di Giacobbe, in discesa

Per quello che mi riguarda, Adrian Lyne è tra i più grandi misteri della storia della cinematografia mondiale.

Avete mai dato un’occhiata alla sua filmografia? Una carriera votata ai film pruriginosi, una specializzazione che gli è rimasta incollata addosso come l’etichetta sul barattolo, cose che succedono se il tuo esordio (in uno strambo Paese a forma di scarpa) si intitola “A donne con gli amici” (1980), per poi passare immediatamente ad un titolo di cul(t)o come “Flashdance” (1983), un film con una colonna sonora che non si dimentica proprio come le curve della bella Jennifer Beals, ma la trama? L’ha riassunta alla perfezione Frankie HI-NRG nel suo libro Faccio la mia cosa: un’operaia si allena per superare un’audizione di ballo, la passa e torna a lavorare in fabbrica.

Tutti i grandi film si meritano una scena in metropolitana (porto avanti la mia stramba teoria)

“9 settimane e ½” (1986)? Altro titoli di cul(t)o dalla trama striminzita reso mitico da un pezzo di Joe Cocker e a costo di sembrare monotematico, da una Kim Basinger da urlo. Vogliamo parlare di “Attrazione fatale”? Il Maestro giustamente lo ha definito il “Brivido nella notte” (1971) degli anni ’80, una robetta al limite della misoginia, figlia del suo tempo e diretta in modo pacchiano, con una Glenn Close più crudele di quando cercava di farsi una pelliccia di Dalmata. Potrei andare avanti ancora a lungo, ma spero sia arrivato il concetto, Adrian Lyne con la sua tecnica da videoclip, per quello che mi riguarda ha diretto tanti film famosi, ma uno solo davvero bello, la mosca bianca della sua filmografia, zavorrato solo da un titolo Italiano criminoso.

“Allucinazione perversa” suona come intitolare Psycho “Lui è sua madre”, ormai è convenzione citare un certo film di Michel Gondry con Jim Carrey come esempio negativo dei bizzarri titoli Italioti, ecco, allora cosa dovremmo dire di “Jacob's Ladder”? Trasformato in un titolo che non solo rivela troppo, ma strizza l’occhio alle pruriginose attrazioni fatali e alle proposte indecenti che costellano la filmografia di Adrian Lyne? Con buona pace della citazione Biblica o a Bruce Springsteen, che per quello che mi riguardano stanno entrambi sullo stesso livello.

Facciamo che da qui in poi, usiamo solo il titolo originale, quello giusto.

“Jacob's Ladder” è l’anomalia nella filmografia del suo regista, una mosca bianca che ha avuto una grande influenza su tutto il cinema horror a seguire, una storia con una genesi (per restare in tema Biblico) piuttosto lunga, la sceneggiatura venne scritta da Bruce Joel Rubin già nei primi anni settanta (questo spiega perché il protagonista è un reduce del Vietnam), ma solo dopo che Rubin riuscì a fare il botto con “Ghost” (1990) qualcuno si interessò alla sua sceneggiatura, che finì nelle mani di Lyne, uno che apparentemente non aveva nulla a che spartire con un film così, se non fosse che la sua tecnica di regia invece, era proprio quello di cui questa storia aveva bisogno.

Jacob Singer (Tim Robbins) è colto, laureato in filosofia ma impiegato presso le poste di New York, unico lavoro disponibile per uno come lui, un reduce del Vietnam che i suoi commilitoni un tempo chiamavano “professore” e che ora gli ricompaiono nei suoi incubi, perché il nostro Giacobbe Cantante è perseguitato da visioni infernali che diventano sempre più spaventose. Follia? Disturbo da stress post-traumatico? L’infernale incubo ad occhi aperti di Jacob è un mistero che va ricercato nel suo ultimo giorno da soldato laggiù in Vietnam, dove qualcosa di orribile è accaduto a lui e ai soldati del suo plotone.

“Devo tornare a prendere Bubba!” (… No, devo aver fatto un po’ di confusione)

Che scelta geniale è prendere Tim Robbins per un ruolo così? Democratico fino al midollo, Robbins è un lungagnone con l’aria da bravo ragazzo e lo sguardo sperso e spiritato, che lo rende azzeccato per ruoli eccentrici, oppure da tizio qualunque, finito in una brutta situazione. Dopo i vari “Mister Hula Hoop “ (1994), “Le ali della libertà” (1994) e “Mystic River” (2003), metteteci pure questo film tra le prove più riuscite della carriera di Robbins.

Il film poi è caratterizzato da una serie di facce giuste notevoli, Eriq La Salle e Ving Rhames in due ruoli più piccoli, oppure Macaulay Culkin nei flashback dedicati alla famiglia di Jacob, ma forse il più azzeccato è un rassicurante e angelico (occhiolino-occhiolino) Danny Aiello, il fisioterapista che ogni tanto sistema la sgangherata schiena del protagonista.

"5 minuti e 32 secondi... Swinging on a star?" (cit.)

Sulla trama non aggiungerò altro, ho già dovuto intitolare il post utilizzando il fin troppo rivelatorio titolo Italiano, quindi se non conoscete il film ve lo consiglio caldamente e vi lascio la gioia di sprofondare all’inferno, per 115 minuti insieme a Giacobbe lungo la sua scala (in discesa). Quello che invece mi interessa è il modo in cui la regia di uno come Adrian Lyne, un videoclipparo con l’ossessione per le inquadrature ravvicinate (di solito sul culo di Jennifer Beals) è un gusto piuttosto pacchiano per la composizione, si sia rivelato il migliore dei registi possibili per questo film.

Più vado avanti e più mi convinco che un film dell’orrore, per entrarmi davvero sottopelle, più che spaventare per davvero, debba essere malsano, perché la paura è soggettiva si sa, ma i film horror che mi restano incollati addosso sono quelli che riescono a trascinarmi in posti sporchi e oscuri. “Jacob's Ladder” ci riesce benissimo, basta guardare la scena di ballo con la ragazza di Giacobbe di nome Jezebel (Elizabeth Peña che interpreta un personaggio con nome Biblico, tanto per ribadire il concetto), quando le vedrete spuntare quella sorta di coda diventerà chiaro che più che un ballo, sia una sorta di Sabba sudaticcio che passa dal sexy al sinistro in un tempo brevissimo e questo film è davvero tutto così.

Cosa state guardando di preciso? La didascalia sta qui sotto!

Dei lampi di orrore caratterizzano la vita di Jacob, un’auto lo insegue e basta uno sguardo veloce al volto deforme del guidatore per trascinare il protagonista (e noi spettatori) giù lungo quella scala, se il finale di “Attrazione fatale”, con quel suo rallenti esagerato e quel modo di sottolineare i singoli dettagli, l’ho sempre trovato davvero pacchiano, qui invece funziona alla perfezione. Se negli altri suoi film Adrian Lyne si soffermava con il montaggio sulle curve delle sue protagoniste, qui ci regala un dettaglio pieno su un elemento orrido, che per mezzo secondo si imprime nella retina dello spettatore creando repulsione, un modo brillante di farci “vedere” le cose come si manifestano davanti allo sguardo sempre più attonito e terrorizzato di Tim Robbins.

Sono l’unico a cui questa scena ricorda un quadro rinascimentale? Si vero?

La scena della vasca da bagno ad esempio, forse il momento più iconico del film la trovo angosciante da morire, sembra che il protagonista venga sepolto vivo in una bara, non dico proprio come accadeva nel bellissimo Il serpente e l’arcobaleno ma quasi. Forse l’unico difetto che riesco ad imputare al film è il classico “momento spiegone”, in cui il mistero del giallo ci viene descritto per filo e per segno con un lungo monologo di un personaggio, nel tentativo di mettere nel mucchio una critica anti-bellica molto sottolineata ma comunque efficace, ma parliamo sicuramente di un difetto minore, perché quando “Jacob's Ladder” invece di spiegare mostra, risulta davvero efficacissimo.

Non giustifico i No Vax, nemmeno se a fare la punturina fosse questo coso quei.

Con il passare dei minuti diventa impossibile per noi (e per Giacobbe) distinguere realtà e visioni da incubo, e se quel soffermarsi per mezzo secondo su un elemento orrido, ha fatto scuola diventando canonico in tanto cinema Horror arrivato dopo il 1990, l’altra tecnica introdotta da Adrian Lyne è diventato un fondamentale che ancora oggi, molti registi Horror ripetono proprio come lo abbiamo visto in questo film, mi riferisco al mostro che ti piomba addosso, con la capoccia che si muove a super velocità.

Lyne ha girato la scena alla metà della velocità, per poi velocizzarla in post produzione, un trucco semplice, da videoclip se vogliamo, che però è stato utilizzato in centinaia di film Horror, da The Ring a Scream solo per citare due titoli.

Alla Konami cominciano a prendere appunti.

Ma il contributo di “Jacob's Ladder” non si è limitato ai film, io non sono un vidogiocatore, ma persino io so che la saga videoludica di “Silent Hill” ha pescato a piene mani dall'estetica creata da Adrian Lyne per questo film, vi basterà guardare la rugginosa scena dell’ospedale per vedere quello che Christophe Gans è riuscito a portare al cinema solo nel 2006.

L’oscura bellezza di “Jacob's Ladder” sta nel suo essere una storia disperata, esattamente come la volontà di non cedere all'inevitabile del protagonista, per certi versi tutto il film è un disperato tentativo di non precipitare nel baratro, questo spiega anche perché, costato 25 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, il film andò appena in pari, in un’annata come quella del 1990 piena di titoli incredibili, chiuse al quarantasettesimo posto. 47, morto che parla, molto appropriato direi.

Eppure "Jacob's Ladder” ha dato una bella spallata all'immaginario collettivo, quindi ci tenevo a ricordarlo per i suoi primi trent'anni, anche perché resta la mosca bianca all'interno della filmografia di cui fa parte, a mani basse il miglior film di Adrian Lyne, un film di culto vero, in mezzo a tanti film di cul(t)o.

50 commenti:

  1. Shadow di Federico zampaglione e leggermente debitore di sto film rdm

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    1. Un filino direi, appena appena, dall’atmosfera al finale. Decisamente uno dei film che ha pescato a piene mani da qui. Cheers!

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  2. Qualche anno fa (parecchi ad essere sincero...) non conoscevo Lyne. O meglio, sapevo chi era e cosa aveva diretto. Per quel poco che ne capivo (e poco ne capisco tutt'ora, sempre per essere onesto fino in fondo...) lo reputavo un buonissimo regista puramente anni '80 dove col patinato, il "freddo" ("Attrazione") e il montaggio da videoclip aveva costruito ottimi successi seppur lontani dal mio gusto. E a tutto aggiungeva quel pizzico d'erotismo "per famiglie" che faceva sfracelli al botteghino rendendo prodotti mediocri ("9 settimane" o "Flashdance") film di culto che sono entrati nell'immaginario collettivo per due/tre scene iconiche e una colonna sonora perfettamente integrata nelle immagini. Arrivati i '90 il suo modo di fare cinema scese semplicemente nel ridicolo ("Proposta indecente") anche se continuò a incassare un botto.

    Non conoscevo però questo "Attrazione perversa" che scoprii molto molto tardi, probabilmente fuori tempo massimo per rivalutare appieno Lyne. Ottimo film ampiamente sottovalutato con un discreto twist finale. Come dici tu, il titolo italiano ammazza un po' la tensione e spoilera il finale (esisteva il termine "spoiler" nel '90?) che però rimane ugualmente efficace. Ma a parte questo ci sono due tre scene che ti inchiodano alla poltrona.

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    1. Capisco che “La scala di Jacob” non sarebbe stato la stessa cosa, ma si poteva trovare una soluzione più elegante che non strizzasse palesemente l’occhio alle varie attrazioni fatali e future proposte indecenti di Lyne. Non ho memoria di altri registi come lui, una sola sortita fuori dalla zona di sicurezza della sua normale tipologia di film, una bomba così e saluti a tutti ;-) Cheers

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  3. Mamma mia che paura mi ha fatto questo film! DAvvero inquietante, certo che il titolo italiano è una roncolata sulle balle, un po' come "io sono Helen Driscoll".

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    1. Esatto, masochismo a colpi di roncola. Basta ignorarlo e godersi il film, oddio godersi l'inquietudine del film ;-) Cheers

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  4. Mi manca questo film e ora grazie a te mi sa che me lo guarderò quanto prima. Di Lyne io sono rimasto allo stile videoclip di Flashdance e 9 Settimane e 1/2 per cui credo che sarà una bella scoperta. E oggi ho pure sfornato, come ti avevo anticipato, un pezzo su Derek Flint, così magari qualcuno si ricorda che non esiste solo James Bond😀

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    1. Bene, non vedo l’ora di passare a leggermi, oggi giornata folle ma conto di passare a trovarti. Fammi sapere come ti sei trovato con il Lyne giusto ;-) Cheers

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  5. Ricordo quanto mi inquietassero i trailer, e quanto spasimassi per vederlo. Devo dire che, contrariamente a quanto facessi di solito, l'ho rivisto poche volte. Proprio per quel senso di inquietudine che sono riusciti a replicare alla perfezione in Silent Hill, un altro di quei giochi da giocare in piena luce del sole.
    Secondo me c'è un altro film che gli si può accostare, che non dirò per evitare spoiler, che però ai botteghini ha avuto leggermente più successo di questo, immeritatamente e senza tributargli nemmeno un omaggio piccolo così...

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    1. Penso di aver capito a quale titolo ti riferisci, in ogni caso l’atmosfera malsana di questo film è la via maestra che ha portato a Silent Hill. Cheers!

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    2. Sì, sì, esatto. È proprio quello lì 😉. Che mi è piaciuto pure, eh, però è già invecchiato, e poi come ho detto, troppo successo rispetto a questo.
      Mi ero dimenticata i complimenti per la recensione, povera me! Non avevo mai fatto caso alla filmografia ballerina di Lyne, ma va bene. Se anche altri registi dopo un tot di film quantomeno discutibil sfornassero cose del genere, vivremmo in un posto migliore 😛

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    3. Mille grazie! Lo penso anche sia, sia per il troppo successo di un titolo, sia per il mondo migliore ;-)

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  6. Solo una parola, Cass. Anzi...tre.
    Grazie, grazie, grazie.
    Si, in effetti Lyne é un caso veramente atipico, nel cinema. E in tal proposito...
    E' un bel pezzo, che non lo si vede.
    Ignoro se abbia fatto roba per la tv, ma al cinema é da "Unfaithful" che non bazzica più da queste parti.
    Ha esordito con roba che più commerciale che non si poteva. Che ha regalato iconografia a pacchi, ci mancherebbe. Ma che per quanto riguarda la sostanza...ho sempre considerato poco più che meri esercizi di stile.
    Passi "Flashdance", che a rileggere il plot col senno di oggi sembra di vedere "8 Mile" col rap al posto del ballo.
    E "9 Settimane e 1/2"? A momenti sono un insieme di scene con uno sputo di trama messa lì a giustificarle.
    Molto più interessante la produzione successiva.
    C'é decisamente qualcosa che non torna, nel trittico composto da questo, "Attrazione Fatale" e "Proposta Indecente".
    Sarà strano, ma nella mia testa li considero collegati. In quanto vi é una sorta di elemento diabolico. Velato ma presente. Soprattutto negli altri due, pur non essendo smaccatamente horror.
    "Attrazione Fatale" é un horror. E se non lo ritenete tale, allora significa che non lo avete proprio visto.
    Il tipo di spettri che evoca sono piuttosto banali, ma quando si scatenano sono olto più spaventosi e devastanti dei mostri.
    Quelli della follia. Che possiamo incontrare persino nella vita quotidiana, quando meno ce l'aspettiamo.
    E Redford? Incredibilmente a suo agio nel ruolo del cattivo.
    Strano, per un buono archetipico come lui, interpretare il diavolo tentatore che approfitta dellindigenza di due disgraziati.
    E poi questo. La carta migliore del mazzo.
    Che uno si chiede cosa ci azzecca Lyne, con l'horror. Ma non sarebbe la prima volta che uno si cimenta con un genere che non gli appartiene. Finendo per ottenere risultati clamorosi.
    Almeno quanto la Konami con Silent Hill, appunto. O la Square, parlando di videogames.
    Ci fu un periodo in cui la casa specializzata in avventure (Final Fantasy, per intenderci) cominciò a buttare fuori di tutto. Realizzando roba stratosferica come Einhander, uno sparatutto con astronavi che ancora adesso risulta uno dei migliori del suo genere. O picchiaduro come Ehrgeiz e i due Bushido Blade. Dei simulatori di duello all'arma bianca coi controfiocchi.

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    1. Scusate, stavo divagando. Ora torniamo a bomba.
      Il titolo italiano é CRIMINALE, nel voler mantenere una sorta di ipotetica coerenza con la filmografia dell'autore.
      Il perverso che sta tra il fatale e l'indecente. Ma di indecente c'é stata solo la localizzazione.
      Parto da una premessa: considero a tutti gli effetti "Jacob's Ladder" UN FILM SUL VIETNAM.
      Alla pari di "Apocalypse Now", "Platoon", "Full Metal Jacket" e "Vittime di Guerra".
      Oh, a me i film sul Vietnam sono piaciuti tutti, che volete farci.
      E si, mettiamoci pure Rambo, via.
      Solo che qui ne assistiamo a una rilettura, insolita, affascinante. Ed estremamente inquietante.
      Originale forse no, perché a parer mio risente pesantemente delle influenze di racconti del grande Ambrose Bierce. Anche se ho idea che lo sceneggiatore non lo ammetterà mai, nemmeno sotto tortura.
      Di due, in particolare. Che non vi svelo se no vi rovino la sorpresa.
      E in effetti parlare o accennare anche la minima cosa di questo film equivale ad attivare all'istante l'allarme spolier.
      Meno se ne parla, meglio é. E svelare anche la minima cosa sarebbe un autentico delitto.
      Vedetelo e basta, ragazzi. Fatevi questo sacrosanto favore.
      E' un horror dove tutto viene accennato, più che mostrato apertamente.
      Le orride visioni e creature che perseguitano il protagonista appaiono spesso di sfuggita, appena intraviste con la coda dell'occhio. Quasi subliminali. Giusto per dare solo il tempo allo spettatore di chiedersi che diavolo era la cosa che gli é passata davanti.
      Appunto. Il DIAVOLO...
      Poi il film arriva al punto in cui mostra, mostra eccome. Ed esplode, regalando scene indimenticabili.
      La mia preferita? Beh, quella dell'ospedale. Che ha ispirato l'omonima parte di quel capolavoro che é il primo Silent Hill.
      A proposito: sto ancra aspettando il prossimo, che lo dovevano realizzare Guillermo Del Toro e mastro Kojima. Che a quanto pare non s'ha proprio da fare.
      La corsia che in un attmo diventa un autentico girone dantesco, con esseri deformi e la barella che corre e corre tra membra, arti e organi maciullati.
      Paranoia e claustrofobia allo stato puro, visioni dell'aldilà e creature a dir poco allucinanti, sullo sfondo di una New York in via di putrefazione che marcisce letteralmente sotto ai nostri occhi, attimo dopo attimo.
      Ma incredibilmente, dopo una carrellata di sì tanti innominabili orrori, il film si chiude con un finale quasi commovente, nella sua spietatezza.
      Quando ci si ritrova con le spalle al muro, e in una situazione senza via di uscita o di scampo, forse l'unica soluzione resta davvero quella di farsene una ragione e prenderla come viene. Senza dimentcarsi della speranza, che sostiene sempre. Ad ogni passo, fosse anche l'ultimo.
      Che forse si tratta solo di una speranza nella speranza. Ma é meglio che niente.
      Interpreti perfetti, a partire da Merl...ehm, Robbins. che a quei tempi era strepitoso. Non cannava un film, a partire da Darabont (l'unico in grado di cavar fuori qualcosa di buono da King) passando per i Coen.
      Sono riusciti a non farmi trovare odiosa la presenza di Culkin. E qui lo considero davvero un miracolo.
      Un capolavoro assoluto, per quel che mi riguarda.
      Da riscoprire. Ad ogni costo.
      Vedetevelo, punto. Il cinema é nato per mostrare film come questo.
      Triplo grazie di nuovo, Cass. Davvero.

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    2. Un'ultima cosa e poi chiudo.
      Solo adesso ho visto che i produttori sono la premiata coppia Kassar e Vajna.
      Quindi era della Cannon pure questo?
      Grandi.

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    3. Ok, ancora una cosa.
      Tutto il film e' pervaso da un simbolismo inquietante.
      Prima della scena del ballo, ad esempio.
      Quando Jacob apre il frigo e si vede qualcosa che sembra il teschio di un...qualcosa.
      Un bovino, forse. Ma non ne sono sicuro.
      La cosa bella e' che le scene a effetto sono realizzate con la struttura del sogno. O dell'incubo, dove le immagini vengono pescate a piene mani dall'inconscio.

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    4. Ultimissimissima cosa, parlando di citazioni.
      La katana usata da Shinobu, la bella e letale spadaccina della saga di No More Heroes (Travis e' uno dei piu' adorabili minchioni che abbia mai visto), si chiama Jacob's Ladder.
      E conoscendo la fantasia malata di Goichi Suda, lo sviluppatore, non credo si riferisse alla canzone del Boss...

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    5. Grazie a te capo ;-)
      “8 mile” è Rocky con il rap al posto dei pugni, mentre “Attrazione fatale” è “Brivido caldo” solo che ha una misoginia di fondo (a Michael Douglas viene perdonato tutto dalla moglie) che mi è sempre balzata agli occhi fin troppo. In ogni caso dai film che hai descritto e chiaro che Lyne era pronto per fare horror ;-) Il film è stato prodotto da Alan Marshall e Mario Kassar per la Carolco Pictures. Cheers!

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  7. Mi sa che questo film lo conosco solo di titolo. Mi hai fatto venire una certa angoscia, non pensavo fosse un film horror. Ci sono titoli italiani che mi piacciono di più degli originali ma qua mi sa che hanno voluto puntare troppo sull'aspetto pruriginoso legato al regista (e che magari in questo film nemmeno c'è). Se poi addirittura ci mettono lo spoilerone siamo a posto: 2 toppate su 2 parole

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    1. L’elemento pruriginoso qui dura due secondi poi diventa inquietante anche quello, il titolo italiano rivela troppo, pialla la metafora Biblica e anche il gioco di parola con il nome del protagonista, hanno davvero toppato ;-) Cheers

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  8. gran film, totalmente d'accordo

    https://markx7.blogspot.com/2014/05/jacobs-ladder-allucinazione-perversa.html

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    1. Super, ti ho letto stamattina in un (breve) momento di pausa grazie per il link ;-) Cheers!

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  9. Carabara, ricordo ancora quando vidi il film - una videocassetta "tarocca" vendutami dal pusher Krudo da Mona in una delle mie vacanze veneziane a caccia delle miei origini venere - e rimasi di sasso di fronte alla trovata - OKKIO ALLO SPOILER - secondo cui tutto quello che succede a Tim è solo immaginato dal "figlio" Gabe ovvero un bimbo abbandonato dai genitori che hanno preso un aereo per il sud est asiatico. Una vacanza come un'altra, ma io preferisco le gondole. Sembra davvero una delle mie bislacche trovare ed invece era il prodotto di un regista altrove Blockbuster. Pazzesco. Semmai Sky o similia dovesse recuperare la scala di Giacobbe, mi piacerebbe rivederlo per rivivere la epifania finale. Ciao ciao

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    1. In effetti sembra una delle tue trame, ma questa volta ti hanno superato con una trama nella trama. Al momento su Prime Video si trova solo l’orribile rifacimento di questo film del 2019. Orribile, non nel senso positivo per un horror. Cheers!

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  10. Origini venete. Sorry. Refuso, son confuso, rosso il muso.

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    1. Ma secondo me hai anche un po' origini da Venere, nel senso del pianeta. Cheers!

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  11. Ma stai tirando fuori un cultone dopo l'altro sti giorni! Anomalia davvero incredibile nella filmografia di Lyne, come hai detto, un film incredibilmente seminale e azzeccato e che anche adesso mi fa rizzare i peli sulle braccia. Dopo aver indicato la double bill Tremors-Aracnofobia, non posso non menzionare che questo è perfetto da vedere insieme ad Angel Heart di Alan Parker (di cui non mi ricordo se hai già parlato su queste pagine)

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    1. Ho preso in mano la pala per dissotterrare un po’ di titoli meritevoli per la Bara ;-) “Angel Heart” manca, mi piacerebbe dare spazio ad Alan Parker perché ci ha regalato molte gioie, ma ci vorrebbe un discreto fegato (doppio) per una serata con Giacobbe e le uova di De Niro. Cheers!

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  12. El Diablo - Grande Cass che l'hai recensito! Non posso che condividere l'opinione che l'horror più che spaventoso debba essere malsano, o almeno perturbante. Comunque c'è una cosa che non ho mai ben capito SPOILER SPOILER SPOILER dato che il sogno-visione comincia dopo la baionettata e quindi con il suo avvicinarsi alla morte, la scena dell' avvelenamento era reale? Hola Cass!

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    1. Grazie Diablo, lo avevo mezzo detto che era nel mirino di questa Bara ;-) Secondo me il metaforone è la resilienza di un essere umano che si rifiuta di mollare, quindi SPOILER SPOILER SPOILER! Il colpo di baionetta è la ragione della morte del corpo, ma la mente ha cercato varie scappatoie, quindi secondo me non lo era FINE SPOILER!! Cheers

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    2. El Diablo - Grazie a te della risposta, vedo dai commenti sopra che allora non sono l'unico che farebbe serata con Jacob+Angel.Aggiungerei al duo per fare ancora più tardi e per concludere in spensieratezza il buon Session 9. Complimenti anche per la rubrica sul quel matto di Bloody Sam, regista di cui stranamente ho visionato solo film non prettamente western (Cane, Convoy e Testa). Ah già, ieri per caso e per noia ho visionato My soul to take, diciamo che è meglio ricordare Wes per altre opere!Ironia a parte, sono secoli che non rivedo il Serpente e l'arcobaleno e devo rimediare!Hola Cass!

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    3. Ne approfitto per dire che ho lasciato un commentino su quel film che anch'io ho visto ieri su Italia 2.

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    4. Ecco, anche "Session 9" non scherza a livello di ansia ;-) Meglio "il Serpente e l'arcobaleno" del condor del buon vecchio zio Wessy, molto meglio! Cheers

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    5. Ci leggiamo di là Vincenzo, grazie ;-) Cheers

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  13. Mi interessa, credo di non averlo mai visto. Dovrei dare anche una second visione a "Stati di Allucinazione" di Ken Russell, che a livello di deliri psicologici e momenti angoscianti e horror non si lasciava pregare.
    Magari li vedo in coppia, e magari potrei scriverci su un pezzo (entro il 2022 diciamo).
    Questo lo recupero di sicuro.

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    1. Ho rivisto anche "Stati di Allucinazione", speravo di farlo rientrare nei compleanni del 2020 ma magari farò ancora in tempo, ti dirò che tra i due film ho preferito ancora questo, quello di Ken Russell si spinge molto più in là per certi versi, ma ha almeno una scena invecchiata male e troppo lunga. In ogni caso penso proprio che questo film ti piacerà. Cheers!

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  14. Ti leggo da tanto tempo ma è la prima volta che commento, lo considero doveroso per uno dei film horror che amo di più.
    Essendo vecchietto, lessi a proposito di AP nell'Almanacco della Paura di Dylan Dog, che si sperticò in lodi nei confronti del film giudicandolo il migliore in un anno nel quale, se ricordo bene, erano usciti tra gli altri Schegge di Follia e Il Silenzio degli Innocenti. Lo recuperai, di questo sono sicuro, nel periodo aprile-maggio del 1992, di notte su tele+; lo so per certo perchè lo vidi in diretta registrandolo nel caso mi fossi addormentato e, nella scena del punturone, cambiai canale per la paura e misi per qualche secondo sul canale di sport dove stavano dando una gara della serie Chicago Bulls-Cleveland Cavaliers; a casa di mia madre dovrei ancora avere la VHS con il film inframezzato dal basket :-D
    Ottima recensione per un film che merita una riscoperta (e che credo abbia avuto una vita travagliata dal punto di vista distributivo; per anni è circolata una versione mutilata di vari minuti, incluso - ORRORE! - il finale, e anche il dvd italiano è molto raro).
    Blissard

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    1. Finale di conference tra i Bulls di Jordan e i Cavaliers in cerca di rivincita dopo “The Shot”, vittoria Bulls ovviamente ;-) Da poco esiste una bella edizione della CG di questo film per il resto ti ringrazio moltissimo sia per i complimenti, per la pazienza di leggerti tutte le mie cassate e per la bellissima storia, visto che è il tuo primo commento ti do il benvenuto ufficiale sulla Bara Volante, se ti andrà di commentare, sarà un piacere leggerti. Cheers!

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  15. Visto all'epoca della sua uscita, cioè il momento peggiore, perché non ero minimamente pronto ad apprezzarlo. Era strano, metteva strizza perché oggettivamente Lyne sa tirarti fuori immagini che ti scavano dentro, e anche se non le capisci comunque parlano a parti di te con cui non sei in contatto.
    Recuperato una quindicina d'anni fa, l'ho decisamente più apprezzato e gustato: forse Lyne era troppo avanti per il suo tempo...

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    1. Anche secondo me Lyne, per un misto di forma fisica (artistica) e mestiere derivato dal suo stile, ha mostrato la via che in tantissimi hanno seguito, in qualche modo è stato davvero un anticipatore. Cheers!

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  16. Sa molto di Silent Hill, basti pensare a "Bergen Street" nella metro (SH3) e QUELLA scena all'ospedale è angosciante come non mai. Ho un aneddoto su questo film, l'ho comprato almeno 3 volte causa dvd malfuzionanti xd fortuna che adesso mi gusto il bluray. Altra cosa: in SH2 si trova una certa Lyne House, così come nel primo videogioco si respirava a piene mani King e Lovecraft, con contorno di mappa con tanto di strade tipo Bloch road, Kooontz etc.
    Comunque al di là dell'horror io ne esco con la lacrimuccia.

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    1. Non ho mai giocato molto a "Silent Hill" non sono un videogiocatore in generale, ma anche io sapevo delle varie Carpenter e Craven Road. Esatto è un film che sa come colpire in vari modi, spogliato di tutto l'horror (notevole) resta una storia umana molto drammatica. Cheers!

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  17. "Che scelta geniale è prendere Tim Robbins per un ruolo così? Democratico fino al midollo, Robbins è un lungagnone con l’aria da bravo ragazzo e lo sguardo sperso e spiritato, che lo rende azzeccato per ruoli eccentrici, oppure da tizio qualunque, finito in una brutta situazione."

    Esattamente come Tom Hanks.
    La sua prova ne Le ali della libertà è incredibile.

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    1. Tim Robbins ha tutto per il ruolo del bravo ragazzo americano, con quella scintilla di eccentricità che per Andy Dufresne, era la sua voglia di vivere, ma penso ad altri ruoli di bravo ragazzo più o meno eccentrico, dove Robbins ha brillato, come “Mister Hula Hoop” e “Mystic River” ad esempio. Cheers!

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  18. Tanta roba Jacob's Ladder, ho pure io la recensione pronta da un po' ma non l'ho ancora pubblicata...

    Decisamente la mosca bianca del regista, non si è mai più ripetuto a questi livelli!

    Tim Robbins poi davvero perfetto nel ruolo (coincidenza: l'ho visto giusto ieri in Erik the Viking!),cosi come lo stile del regista videoclipparo per tutti i particolari horror di cui il film è pieno zeppo!

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    1. Che spasso "Erik the Viking" anche se non è un film dei Monty Python resta piuttosto divertente. Lyne qui era al suo meglio e forse nemmeno lo sapeva ;-) Cheers

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  19. Un Adrian Lyne unico e raro, a confronto con il resto dei suoi lavori... detto in soldoni, ecco come portare su grande schermo "Accadde al ponte di Owl Creek" di Ambrose Bierce aggiornando il tutto, con il Vietnam al posto della Guerra Civile (oltre al sapiente uso di orrori molto più "subliminali" che mostrati) ;-)

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    1. Il paragone mi sembra perfetto, bravissimo! Cheers

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  20. Per quanto mi riguarda "Allucinazione perversa" è il parente stretto di "Angel Heart". In entrambi i film c'è qualcosa di dannatamente carnale che strega lo sguardo. Certo la messa in scena dei due è agli antipodi, ma in entrambi ci sono quelle immagini che suggeriscono mezze verità che portano il climax generale a finire verso una tensione insostenibile. Come hai scritto questa è davvero la mosca bianca di una filmografia, quella di Lyne, che ha poco per cui essere ricordata. Infatti a parte "Falshdance" e questo, gli echi dei suoi titoli, che pur furono dei buoni successi, si sono spenti del tutto.

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    1. Dovrò rivedermi anche "Angel Heart" per completare l'opera ;-) Cheers!

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