martedì 15 dicembre 2020

Un minuto a mezzanotte (1989): Babbo Natale, sono io che vengo a prenderti

2019. John Rambo scava gallerie e semina trappola mortali per eliminare uno dopo l’altro i suoi nemici, metà del pianeta lo paragona a Kevin McCallister. Ma non basta, facciamo un ulteriore balzo indietro.

Novembre 1990 (gennaio 1991 in Italia). John Hughes e Chris Columbus fanno soldi a palate con la storia di Kevin, lasciato solo a casa per Natale dai McCallister volati in Francia, costretto ad affrontare paure e due loschi criminali. Ma se vi dicessi che un film, non solo ha fatto da filo di unione tra queste due pellicole, ma le ha anche battute sul tempo?

Mi riferisco a “Un minuto a mezzanotte”, film francese scritto e diretto da René Manzor, presentato in patria al Laon film festival nel marzo del 1989 ed uscito poco dopo nei cinema con il titolo “36-15 Code Père Noël”, in largo anticipo sulla sua versione americana non dichiarata, firmata da John Hughes e decisamente più celebre. Si perché “Un minuto a mezzanotte” (noto anche come “Game Over” per i mercati anglofoni) è passato sulle tv Italiane molto poco, per poi sparire per sempre, diventando oggetto di culto tra quei pochi che avevano fatto in tempo a vederlo.

"Tieni il resto, lurido bastardo" (cit.)

Si perché René Manzor, prima del suo conterraneo Luc Besson, ha confermato la mia teoria per cui sono i francesi i veri americani del mondo. Il suo “Un minuto a mezzanotte” è una storia semplice, a tratti quasi naif, ma con dei denti belli affilati e ben decisa ad utilizzarli. La trama parla del piccolo, schifosamente ricco e per di più anche geniale Thomas, pronunciato alla francese Tomà (come un formaggio con l’accento), ed interpretato da un azzeccatissimo Alain Musy, uno che crescendo è finito ad occuparsi di effetti speciali per un milione di film Yankee da “Avatar” (2009) a l’ultimo X-Men, quindi per certi versi, la fissazione per gli Stati Uniti di Thomas forse non era del tutto frutto di finzione cinematografica.

"Ti faccio vedere come si fa il saluto ufficiale della Bara Volante"

Thomas vive in una reggia, dovrei dire una villa ma in realtà è molto di più, quasi un castello da fare invidia a Bruce Wayne, è un ragazzino ricchissimo perché sua madre Julie (Brigitte Fossey) è la numero uno di un enorme grande magazzino di giocattoli, con una strategia di vendita tanto aggressiva, da vantarsi di essere il posto dove persino Babbo Natale si rifornisce. Thomas infatti ha la casa villa piena di ogni genere di giocattolo, ma anche parecchi aggeggi tecnologici che lui domina nemmeno fosse una sorta di Steve Jobs in miniatura con sulla testa, un Mullet ignorantissimo che più anni ’80 di così non si può e sembra urlare ad ogni fotogramma: «Capitan Planet levati, ma levati proprio».

Alla faccia dei capelli a scodella di Bastian.

Proprio Babbo Natale è la grande ossessione di Thomas, un ragazzino che si fa mille domande sul mistero del panzone vestito di rosso e che crede ciecamente alla magia del Natale. Per essere uno così pragmatico quando si tratta di gestire l’allarme di casa e le trappole disseminate nella villa con il suo computer, dimostra il suo essere davvero un bimbo nel modo quasi naif in cui crede fermamente a Babbo Natale.

Si perché parliamoci chiaro, questo non è stato di certo il primo film ad utilizzare la figura di Santa Claus in maniera alternativa e smaccatamente Horror, “Natale di sangue” lo aveva già fatto nel 1984, però a ben pensarci non è certo un’invenzione rivoluzionaria, parliamo di un Santo di origini Italiane, le cui spoglie mortali risiedono in Turchia, che va in giro con dei colori imposti da una nota fabbrica di bibite gassate di Atlanta, che la notte del 25 dicembre sfida le leggi del tempo e della fisica, per fare irruzione illegalmente in tutte le case del mondo, premiando i bambini buoni certo, ma punendo anche quelli cattivi, una certa componente horror da mostro delle favole è da sempre presente nel personaggio, anche se celata sotto tutti quegli «Oh. Oh. Oh».

"Chi è quello?", "Uno che ha preso questa festa per il verso sbagliato"

“Un minuto a mezzanotte” è uno di quei film che visto da bambini ha un suo andamento chiaro, ma rivisto da adulti guadagna nuove chiavi di lettura, senza perdere un grammo della sua forza e della sua freschezza, se non fosse per la tecnologia che nel frattempo è progredita (avvicinandosi a quella di cui Thomas già disponeva nella sua villa) e lo stile smaccatamente anni ’80 degli abiti, “36-15 Code Père Noël” è un film che mantiene quella sua atmosfera da favola nerissima, invecchiato anche più che decentemente.

Guardando “Un minuto a mezzanotte” da bambini, si finisce per fare il tifo per Thomas, non solo perché dispone di tutti i giocattoli che un ragazzino potrebbe sognare, ma anche perché esce da una situazione difficile con le sue forze, quindi è facile immedesimarsi in lui, inoltre la minaccia che affronta, il senza tetto che si traveste da Babbo Natale e fa irruzione in casa sua, è talmente spaventoso e malvagio da non meritarsi nessun genere di empatia. Ma rivedendo il film da grandicelli, è più facile rendersi conto dell’ottimo lavoro fatto da René Manzor nel delineare i personaggi.

"Vieni che ti delineo la faccia con questo"

Il Babbo Natale psicotico è l’ultimo degli ultimi, uno dei dimenticati della nostra società con evidenti disturbi mentali e una sinistra ossessione per i bambini, qualcuno che avrebbe chiaramente bisogno di aiuto ma quello che ottiene, è un licenziamento per direttissima dalla madre di Thomas che lo lascia con una gran voglia di vendicarsi. Come sceglie di farlo però, lo rende un personaggio orribile, in grado di far sembrare subito migliori i protagonisti, che di fatto sono dei borghesi schifosamente ricchi con cui normalmente avrei dei problemi ad identificarmi (non ho mai avuto abbastanza soldi per capirli questi ricchi). La madre di Thomas poi, lo abbandona la viglia di Natale per spremere più soldi possibili, sfruttando le ultime ore della corsa ai regali, se ci aggiungiamo poi il dettaglio (non secondario), che per convincere il figlio ad andare a letto, non aspettando Babbo Natale in piedi, la donna s’inventa la storia per cui Babbo se visto, si trasforma in un orco cattivo. Il premio madre dell’anno 1989 direi che lo abbiamo assegnato con facilità.

Eppure tutti i personaggi hanno almeno un’altra faccia della medaglia, la madre di Thomas è una donna in carriera che deve sgomitare il doppio dei colleghi uomini ed inoltre, sta crescendo un figlio da sola, perché con un’amarissima e non ruffiana riga di dialogo, René Manzor getta malinconia sul tavolo della colazione della famiglia, facendoci sapere che il padre di Thomas è andato e non tornerà mai più.

L’unica figura paterna per il protagonista è il nonno, che lui chiama Papy (Louis Ducreux), un anziano buono come il pane ma male in arnese, reso mezzo cieco dal diabete e bisognoso di cure costanti, quindi Thomas sarà pure un bambino invidiabile per il suo genio informatico o la sua infinita collezione di giocattoli, ma di fatto è solo, in una villa faraonica dove fa quello che facevano tutti i bambini cresciuti tra gli anni ’80 e i ’90, ovvero prima che i Super eroi diventassero il modello di riferimento: gioca alla guerra.

Vi ricordo che Rambo III era uscito solo un anno prima.

Come Thomas gioca alla guerra è l’ennesima conferma che i francesi sono i veri americani del mondo, si perché il ragazzino si sveglia sulle note di una musica perfetta per un “Training montage” alla Rocky, si allena finendo per “luccicare” di sudore, come il canone estetico degli eroi d’azione degli anni ’80 imponeva dopodiché, mentre ancora scorrono i titoli di testa del film, va in scena la più classica delle “vestizioni dell’eroe”, la celebrazione dei film del decennio più muscolare del cinema americano, però fatta da un regista francese. Thomas si mette una fascia in testa alla Rambo, si pitta la faccia con il trucco mimetico e si esibisce anche nella posa con il fucile (giocattolo) in spalla di John Matrix in Commando. Non so voi, ma io ho visto film iniziare in modo appena meno esaltante di questo!

"I berretti verdi Babbi Natale me li mangio a colazione e in questo momento ho molta fame" (quasi-cit.)

Thomas gioca alla guerra con il suo amato cane e grazie ad un computer (come potevamo intenderlo verso la fine degli anni ’80) controlla l’apertura delle porte e delle botole tatticamente sparse per tutto il maniero. Quando la notte di Natale arriva e con lei il suo psicotico babbo (magistrale la scena della “vestizione” del cattivo, con tanto di barba tinta di bianco per calarsi meglio nel ruolo), Thomas diventerà il protagonista di un “Home invasion” che non fa prigionieri e credo, abbia anche traumatizzato tutti quelli che si sono avvicinati a questo film, pensando di trovare una versione d’oltralpe di Kevin McCallister. Questo film ha i denti e nessuna paura di utilizzarli, alla faccia del buonismo delle feste dicembrine!

"Lasciami stare o scateno una festa di Natale che non te la sogni neppure"

René Manzor porta il suo attacco frontale alla festa più famosa dell’anno fin dal primo fotogramma della prima scena, ci sembra di trovarci di fronte ad un bucolico panorama Natalizio, filtrato da una di quelle bocce che se capovolte nevicano, ma un secondo dopo il vetro s’infrange e quello che vediamo sono solo bidoni della monnezza e degrado urbano. Con la stessa sottile cattiveria, il Babbo Natale di Manzor colpisce duro, con una paletta da torta accoltella il cane di Thomas che impotente (come noi spettatori) assiste al brutale omicidio, una scena che già di suo sarebbe straziante, se più avanti nel corso del film, Thomas in lacrime, non si ritrovasse anche a vagare per la villa con il corpo senza vita del suo cane tra le braccia. Una roba che in un secondo, mette in chiaro quanto questo Babbo Natale sia un Babbo bastardo senza appello e su come Thomas, dovrà crescere diventando adulto di colpo per sopravvivere alla vigilia più lunga della sua vita, in una situazione alla Die Hard, che poi in fondo è anche lui un classico Natalizio.

E Bill Gates... MUTO!

“Un minuto a mezzanotte” diventa così una storia sulla fine dell’infanzia e sull’inizio dell’età adulta, lo mette in chiaro anche la ballata Natalizia cantata da Bonnie Tyler (si quella Bonnie Tyler!) intitolata Merry Christmas, che nel testo utilizza in maniera piuttosto esplicita le parole “to became a man”, giusto per mettere in chiaro il romanzo di formazione di Thomas. Bisogna dire che l’apparizione vocale della grande Bonnie Tyler nel film, contribuisce a rendere ancora più solida l’atmosfera anni ’80 del film, perché oltre alla musica e ai palesi riferimenti ai film d’azione del decennio che stava per concludersi, René Manzor e il suo direttore della fotografia Michel Gaffier, mettono su un’atmosfera a metà tra i video musicali dello stesso periodo e quello che potrebbero essere il punto di vista di Thomas su una gelida e spaventosa viglia di Natale.

Si perché prima di passare al contrattacco, René Manzor affonda i denti nel suo giovane protagonista ancora un po’, la scena in cui Thomas inseguito dal Babbo Natale pazzo scappa sul tetto, e invoca la mamma che disperatamente sta cercando di tornare a casa (come farà la signora McCallister mesi dopo nel film di Columbus), al freddo e sotto la neve è un momento disperato in cui, se per caso abbiamo invidiato il piccolo borghese vestito da Rambo per i suoi soldi e i suoi giocattoli (anche informatici), adesso non possiamo non patteggiare per lui, da bambini immedesimandoci e da grandi, se non proprio come dei papà, almeno come dei fratelli maggiori.

"Non ti sopporto più, la Befana è molto più simpatica di te!"

Una volta toccato il fondo Thomas passa a sua volta all’attacco, perché Papy ha bisogno della sua insulina e qui nessuno arriverà in suo soccorso, ahimè non parte “Holding out for a hero” di Bonnie Tyler, ma Thomas fa qualcosa di anche meglio, accende l’interfono di casa e dichiara i suoi intenti al suo avversario: «Sei a casa mia, hai ucciso il mio cane e volevi uccidere il mio Papy. Ma io lo so che non sei Babbo Natale ed ora verrò io all'attacco». Di fatto la versione locale di «Murdock... Sono io che vengo a prenderti».

Da qui in poi Thomas non gioca più, fa la guerra con tutto quello che ha, con trovate alla MacGyver che trasformano freccette in armi e trenini in bombe. René Manzor è bravissimo a creare l’attesa e la tensione in un film che unisce horror e film per ragazzi bilanciando molto bene tutti gli elementi, non manca nemmeno il ritorno del cattivo creduto morto, perché come ci insegnano gli Slasher, il “mostro” va uccido sempre due volte, in cui quella definitiva è la seconda. Ma se pensate che i tracobetti («E io che ho detto? I trabocchetti» cit.) di Thomas siano trovate comiche come quelli di Kevin McCallister, sappiate che i francesi armati di anni ’80 fino ai denti, fanno dannatamente sul serio!

Adesso ho un fucile mitragliatore trenino esplosivo. oh oh oh.

Insomma, mi ha fatto molto piacere ritrovare “Un minuto a mezzanotte”, un film molto bello che non aveva paura di trattare i giovani spettatori da adulti, strapazzandoli anche un po’ e soprattutto, ha anticipato parecchio. Quindi prima di parlare di trappole e trappolette in stile Kevin McCallister, ricordatevi di Thomas, eroe dell’azione in canotta, Mullet e trucco mimetico.

36 commenti:

  1. Sai che sto film non l'ho mai visto? Ogni tanto ne leggo il titolo, sopratutto come paragone cattivo dello zuccheroso "Mamma ho perso l'aereo". Ma a sto punto mi sa che devo in qualche modo recuperarlo, almeno so di cosa si parla!

    P.S.: da uno a dieci, quanto ti sei divertito a inserire le citazioni nel post?

    P.P.S.: i McCallister volano in Florida nel secondo film quando Kevin sbaglia aereo inseguendo in aeroporto uno vestito come suo padre. Nel primo film viene dimenticato in mansarda mentre i suoi volano a Parigi dallo zio. (scusa ma fino a un mese fa era il film preferito di mia figlia e ce lo propinava a ciclo continuo! Ora siamo passati a "Uno sceriffo extraterrestre" con la canzone degli Oliver Onions che mi sta uscendo dagli occhi...)

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    1. Da uno a dieci? Settantatré ;-) Non è proprio facile da reperire ma si trova ancora. Si lo so, anche se il secondo film con la trasferta in Florida lo trovo concettualmente odioso. Tranquillo, che se tutto va come deve affrontiamo tutto a dovere, Oliver Onions compresi. Cheers!

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    2. Non dire altro! La settimana prossima compie 50 anni, quindi mi tengo pronto...

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    3. No la prossima settimana non credo di farcela, ma arrivo, lo sai che arrivo con i miei tempi strambi ;-) Cheers

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  2. Il Babbo Natale psicotico: io ne ho sempre avuti due esempi uno è in Futurama e l'altro in Hot Fuzz di Edgar Wright. 😂✌

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    1. In Hot Fuzz era impersonato da Peter Jackson per altro ;-) Cheers!

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    2. Esattamente, più molesto di così ahaha!

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    3. Il dolore più grande che ha mai provato, mi fa sempre ridere quella scena, cioè mi fa ridere tutto il film ;-) Cheers

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  3. Lo devo guardare assolutamente! Secondo me è anche meglio di "Mamma ho perso l'aereo", entrato nella cultura pop, ma forse un tantinello sopravvalutato per via delle migliaia di visione a cui ci siamo sottoposti.
    Addirittura la "reazione" sulle note di “Holding out for a hero” di Bonnie Tyler? Coooool!

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    1. No quella era più che altro il mio desiderio di Natale, quella la trovi in "Corto circuito 2", qui però la colonna sonora è davvero di Bonnie Tyler e il film in giro un po' a fatica, ma si trova ancora ;-) Cheers

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  4. Oddio, ma siamo sicuri che è un film anche per bambini? mi hai fatto venire una certa ansia! qua è un horror a tutti gli effetti!

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    1. Questo è il "Mamma, ho perso l'aereo" della Bara Volante, ti assicuro che mi ha fatto tornare il magone anche rivedendolo qualche giorno fa, ha dei discreti dentini questo film ;-) Cheers

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  5. Complimenti per la recensione. Non ho avuto modo di vedere questo film fino ad ora, ma credo sia arrivato il momento di farlo, e quale miglior periodo se non questo?!

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    1. Ti ringrazio moltissimo, sbaglio oppure è la prima volta che commenti qui? Ci leggiamo sempre altre, ad esempio seguo le tue pagine, quindi è un piacere ritrovarti anche qui ;-) Il film con un po’ di fatica si trova ancora in circolazione, vale la visione. Cheers!

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  6. Oh oh oh, questo non lo conoscevo proprio e mi sembra dannatamente inquietante, anche perché con l'esempio di "Mamma ho perso l'aereo" in testa sembra davvero un film per bambini, alla prima occhiata! Devo vederlo.

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    1. Sono qui per questo, penso che ti piacerà è ancora un buon film ;-) Cheers

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  7. Durante la visione per la nostra serie "i videocommentatori" (su un DVD italiano che è un ridicolo diversamento da VHS) ricordo una grandissima rottura di palle con qualche momento inatteso. Sono felice che a tutti gli altri piaccia molto. Ciò non toglie che lo abbia comprato in formato UHD 4k dagli Stati Uniti ahah
    https://www.youtube.com/watch?v=t_MRgXhcb40

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    1. Ecco questo me lo sono perso! Sono perennemente in ritardo con i vostri video, ne ho un sacco da vedere, grazie per il link. A me ha divertito anche rivederlo, penso che concorderemo sul fatto che resta comunque meglio di "Mamma, ho riperso l'aereo" ;-) Cheers!

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    2. E non lo so eh! Qui nessuno prende la scossa diventando uno scheletro urlante!

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    3. Ahahaha quella scena in effetti manca, l'unica degna del seguito per altro. Cheers

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  8. Stento a crederci, ma davvero hanno fatto un film del genere? Comunque effettivamente un gran calderone di pellicole.

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  9. Capolavoro della mia adolescenza: appena uscì il trailer in TV divenne il mio film preferito dell'epoca! Non ha i ritmi americani, non è un giocattolone, è una storia dannatamente seria che finge di essere una commedia, e fa quello che fanno tutti i guerrieri della notte: giocano alla guerra.
    Vado subito a ripescare i titoli di testa della RAI, salvati trent'anni fa, e a caricarli su YouTube ^_^

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    1. Esatto, alla fine il protagonista è tutto tranne che un eroe che conosce tutte le risposte, ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare (alla guerra) ;-) Ti ho dato da lavorare, non volevo farti fare gli straordinari ma il tuo operato è sempre gradito. Cheers!

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  10. Lo conoscevo e ne ho sentito parlare a piu' riprese, ma non l'ho mai visto.
    E ormai mi era uscito dal radar.
    Ma direi che e' giunta l'ora di rimediare.
    Pare abbia tutti gli ingredienti giusti, che piacciono a me.
    E nonostante il protagonista non sembra un film a misura di ragazzino.
    Certo, ha il lieto fine assicurato in quanto e' una fiaba, se pur nerissima.
    Ma come i film di una volta...pur incorporato, l'happy ending non e' affatto scontato.
    Ed infatti te le devi guadagnare attraverso una vagonata di spaventi, sudore e pure lacrime.
    E dato che i francesi sono da sempre attenti ai temi sociali, e forse piu' di noi, c'e' pure un pizzico di lotta di classe.
    OK, l'unica colpa del protagonista e' che e' ricco da far schifo. E che di sicuro e' un po' snob e ha due fette di salame spesse mezzo dito sugli occhi.
    Insomma, non certo il massimo agli occhi chi sbarca il lunario con un lavoraccio infame.
    E il cattivo avrebbe anche le sue belle motivazioni, per vendicarsi.
    In fin dei conti e' un povero cristo masticato e sputato dalla societa' cinica e consumista.
    Peccato che decide di affrontare la sua situazione d'indigenza col peggior atteggiamento possibile. E a quel punto non si puo' proprio parteggiare per lui.
    Visto che si parla di Sly, e ogni pretesto e' buono, anche nel terzo Rocky era ricco sfondato.
    Ma nessuno tifava per Clubber, nonostante condividesse con Balboa le umili origini. Specie dopo che aveva fatto infartare il povero Mickey, anche se involontariamente!
    Rimane il cattivo, anche se apre gli occhi a Rocky a suon di cazzotti, rifilandogli una sonora e forse pure meritata lezione.
    Insomma, se sei ricco e' probabile che diventi un po' str(ci siamo capiti).
    Ma il fatto che sei povero non ti autorizza a comportarti da figlio di p(ci siamo capiti).
    Essere ricchi e disonesti di sicuro e' una colpa, essere ricchi e basta no.
    Di sicuro antipatici. Ma che bisogna ammazzare uno solo perche' ti sta sulle scatole?
    Tu pensa che pensavo fosse americano, questo film.
    Mi sono imbattuto nella vecchia locandina italiana, e mi sono accorto che in primi di natalizio non ha nulla.
    E in secondo luogo sembra quella di uno slasher!!
    E in effetti, ne riprende la struttura.
    Certo che anche in pre-epoca Besson i francesi ti buttavano fuori dei film assurdi, anche se col contagocce.
    E ne approfitto per chiederti una cosa, Cass.
    Tu ti ricordi un film degli anni 80 dove una coppia di sposini o fidanzati moriva in un incidente e finivano col ritrovarsi nell'aldila' in posti diversi?
    O forse lui in paradiso e lei all'inferno, non ricordo.
    Proprio non riesco a trovare il titolo, doveva essere dell'86 o dell'87.
    Era forse francese?
    Magari e' la volta che lo scopro, grazie a te.

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    1. così su due piedi mi viene in mente solo "Beetlejuice", ma di sicuro non era quello ;-) Ci penso su, intanto magari qualche lettore della Bara potrò darci qualche dritta. Cheers!

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    2. No, anche a me era venuto in mente quello, ma...ovviamente no.
      Ti giuro che sono anni, che cerco di ricordarmelo.
      Ma...niente.
      Grazie, comunque.
      Chissà che non sia la volta buona.

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    3. Qualche lettore risolverà il mistero, sono confidente ;-) Cheers

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  11. Oh, come ben sai, questo film lo conosco e l'ho visto più volte... Il tuo articolo mi piace un sacco, anche perché mi hai dato info che mi mancavano...Grande Bro e... Vive la France!

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    1. Questo è la tua tipologia di film Bro, sei tu l'esperto non ti canto la Marsigliese perché non parlo mezza parola di Francese, conta che lo abbia fatto ;-) Cheers

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  12. CULTONE GIGANTESCO al pari di "Dobermann" tanto per citare un altro capolavoro americanata francese. Piccola curiosità, l'attore che interpreta il babbo natale psicopatico oltre ad esser bravissimo, è anche uno dei doppiatori più famosi in francia, voce di Robin Williams, Michael Douglas, Robocop, Aslan di Narnia e mille mille altri, considerato un maestro del doppiaggio francese. Purtroppo è venuto a mancare nel 2016.

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    1. Non lo sapevo, grazie per questa notizia, ecco "Dobermann" sarebbe un altro titolo d'oltralpe da trattare prima o poi ;-) Cheers

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  13. Accidenti, ero davvero sicuro di essere stato l'unico bambino in Italia ad aver visto questo film.

    Qualche tempo dopo che io e mia madre ci siamo trasferiti in Italia dalla Francia (io avevo 5 anni), mia madre si accorse che il mio francese stava peggiorando, e perciò si mise alla ricerca di cinema che faceessero proiezioni di film in francese a Bologna.
    Posso immaginare che Il Lumiere, il piu vecchio cinema d'essai a Bologna, non proiettasse molta cose adatte ai bambini - hey stasera invece di andare a vedere Willow, ci andiamo a vedere un bel film di Chabrol, sai che divertimento?-
    Per mia fortuna però, questo giellino fu messo in programma, e diventò cosi un classico della mia infanzia.
    A casa di mia madre Devo ancora avere la Vhs targata Multivision, e devo ammettere per un bambino che in qualche modo si sentiva in terra straniera fu bello vedere sullo schermo qualcun'altro chiamare il proprio nonno come facevo, per frotuna faccio ancora io.

    Finito il momento Amarcord, devo dire che non vedo questo film da quasi 30 anni, e onestamente non mi era mai passato per la testa l'azzeccatissimo paragone con Home Alone. In compenso, mi ricordo una pellicola davvero ad alta tensione e con dei momenti estremamente horror.

    C'è da dire che la Francia negli ultimi 30 anni, complice anche il successo di Luc Besson, è riuscita a mantenera un produzione di film "di genere" che ci ha regalato qualche perla niente male come questo!

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    1. La Francia ha davvero mantenuto una produzione “di genere”, questo film ogni tanto rallenta il ritmo, ma sa ancora come mordere, secondo me è invecchiato chiaramente, è figlio degli anni ’80 non può non essere invecchiato, ma lo ha fatto bene, grazie per il momento Amarcord, molto gradito ;-) Cheers

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  14. Oddio che ficata! Non lo conoscevo. Dalla locandina mi sembrava uno spin-off del film fittizio dell'introduzione di SOS Fantasmi, quello con Lee Major.
    Invece è Kevin Mccallister che si amalgama a John Rambo, che combatte contro un Krampus vestito da Babbo Natale 😝
    Taglio a scodella più mullet (il taglio da paninaro)... ahahah roba da servizi sociali! 🤣


    p.s. O.T. ieri stavo riguardando Sballati Per le Feste e le citazioni che fa la tizia al Grinch, ad Hans Gruber e a Kevin, sono degne della Bara Volante, infatti ti ho pensato! 😁
    Quello stesso Hans Gruber che è il vero protagonista di Die Hard!

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    1. Sai che forse non l'ho visto "Sballati per le feste"? O forse si ma non ricordo il titolo, più tardi darò un'occhiata ;-) Hai ragione peccato che i francesi (come noi) abbiano poca dimestichezza con il Krampus altrimenti ci sarebbe stato bene qui. Cheers!

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