domenica 27 dicembre 2020

Soul (2020): l'anima de li jazzisti tua

L’animazione si pone l’obbiettivo di utilizzare i disegni per raccontare una storia, la Pixar ormai è una macchina così ben oliata da poter davvero osare, se con Inside out erano riusciti a rappresentare le emozioni umane, con la loro ultima fatica intitolata “Soul” si sono spinti anche oltre, trasformando in immagini quello che non ha forma fisica, se non addirittura l’imponderabile, come la musica e l’anima entrambe ben rappresentate nel brillante gioco di parole del titolo.

Diretto da Pete Docter, ormai veterano di diverse regie Pixar, il film come sapete è uscito il giorno di Natale su Disney+, in questo disgraziato 2020 forse un destino migliore (o sarebbe meglio dire, meno peggio) di quanto accaduto al bello e ignorato Onward, inutile lamentarsi per la mancata uscita in sala, la qualità del film non vi farà rimpiangere troppo l’assenza delle poltroncine.

Togliete i cartelloni dei film di Damien Chazelle, è arrivata la Pixar!

La storia è quella di Joe Gardner (Jamie Foxx in originale e Neri Marcorè qui da noi, anche se le movenze delle dita del personaggio sui tasti del piano sono quelle del musicista Jon Batiste, che ha composto tutte le parti Jazz della colonna sonora), un insegnante di musica che ancora sogna di sfondare diventando un grande musicista. L’occasione arriva con l’ingaggio per suonare il pianoforte nel quartetto di Dorothea Williams (Angela Bassett), piccolo problema: poco prima della grande serata Joe ci lascia le penne e la sua anima si ritrova lungo una “scala per il paradiso”, per citare i Led Zeppelin, anche se suonavano un altro genere.

...And she's buying a stairway to Heaven (cit.)

"Soul” ci porta in un (altro)mondo che ha l’obbiettivo di fornire una serie di regole a qualcosa che di solito esiste solo perché descritto da alcune religioni. Il recalcitrante Joe scivola fuori dall’ante-mondo per finire nel bucolico “Io seminario”, un mondo che ha la gamma di colori sfumati dell'arcobaleno, in cui le anime di alcuni “mentori” famosi e quotati, cercano di ispirare le nuove anime, spingendole a trovare lo loro scintilla, quella specialità che li renderà unici, prima del loro viaggio attraverso il “Terraportale”, nel loro esordio in quel gran casino che tutti chiamiamo vita. Insomma, raccontare l’aldilà ai bambini e il concetto di anima, senza ricadere nei Dogmi già imposti dalle religioni, quando distribuivano la timidezza, probabilmente i ragazzi della Pixar erano in riunione creativa per sviluppare questo film.

Chissà se questo è l'omaggio della Pixar al grande Osvaldo Cavandoli?

Per una serie di buffi scambi di persona (anzi di anima), Joe si ritrova a fare il mentore di numero 22 (Tina Fey, da noi Paola Cortellesi) una giovane anima che ha saputo mandare in crisi mentori come Jung, Madre Teresa, Abe Lincoln e Muhammad Ali, infatti alcuni degli scambi di 22 con questi celebri personaggi sono davvero spassosi. Cosa può insegnare un musicista mancato, riciclato maestro di musica ad una piccola peste come 22? I due opposti finiranno per collaborare perché “Soul” parla di questo, un’anima che non vuole rassegnarsi a morire e un’altra, che invece ha timore di cominciare a vivere. Ve l’ho già detto che la Pixar questa volta aveva puntata in alto vero?

Innegabile che il design dei personaggi, ricordi molto Inside out, ma per il resto il film ha una sua anima (ah ah).

“Soul” è un film bellissimo, un’opera quasi gemella di Inside out, che punta ad intrattenere i più piccoli con una bella e divertente corsa contro il tempo (per arrivare in tempo al concerto di Dorothea Williams) e una coppia di protagonisti dall'ottima chimica, in grado di fare scintille. Ma più del film precedente, “Soul” forse si rivolge agli adulti, con una trama più strutturata (per via delle “regole” che Joe cerca di raggirare) e un messaggio che ha tutto per ispirare i più giovani, ma forse può essere compreso meglio da chi nella vita, ha macinato qualche chilometro in più.

Una passione, come quella per la musica di Joe, che può trasformarsi in un’ossessione ma anche la necessità di emergere, arrivare ad essere il migliore, uno scopo nobile che potrebbe convivere con un obbiettivo forse più scontato ma non meno complesso da ottenere, quello di apprezzare la vita in tutti i suoi momenti, anche quelli più piccoli ed effimeri e proprio per questo preziosi. A livello di “messaggio” il nuovo film Pixar punta in alto, ma anche questa volta hanno saputo portare a casa il risultato, specialmente grazie ad un finale in crescendo (anche di pathos) che sembra davvero un’improvvisazione jazzistica.

“Soul” si avvale di un’animazione più variegata del gelato all'amarena, le parti del film ambientate nel mondo reale, se non fosse per protagonisti disegnati, sembrerebbero delle fotografie del Queens, un quartiere di New York che al cinema abbiamo visto tante volte, ma per via della sua natura proletaria e multi culturale, penso che vedremo sempre più spesso nei film. La bottega del barbiere, il negozio di sartoria della madre di Joe, sono luoghi tipici della cultura nera americana che qui vengono raccontati con enorme rispetto e senza scadere mai nel cliché.

Tim Story... MUTO!

Quando poi la storia si sposta in un mondo ultraterreno, i colori diventano più onirici, il montaggio sonoro è impreziosito da piccole scelte che rendono davvero alieno questo aldilà, ad esempio quando i personaggi cadono non si sente mai un tonfo, oppure quando le anime attraversano la luce al fondo della scala, si sente un sinistro “Bzzzz!” in stile fulmina insetti… Brrrr. La musica da questo punto di vista contribuisce davvero molto alla buona riuscita finale, ed è normale (ma non scontato) in un film che si intitola “Soul”.

Se Jon Batiste si occupa brillantemente di portare il calore della musica Jazz nella trama, per l’aldilà ci pensano i due “darkettoni” Trent Reznor e Atticus Ross ormai stabili al cinema, anche se l’accoppiata composta dal cantante dei Nine Inch Nails e la Pixar è più improbabile di quella composta da Joe e 22. Tuttavia Reznor e Ross utilizzando della musica elettronica onorica ma sottilmente sinistra, sono stati davvero bravi a rendere in musica la colonna sonora dell’altro mondo.

Il jazz, troppi assoli (cit.)

“Soul” riesce a raccontare alla perfezione sensazioni che abbiamo provato tutti, come quando il trasporto creativo ti trascina in uno stato di trance ad esempio, un concetto che nella versione doppiata del film è stata tradotta come la “bolla”, quando in originale il concetto di essere “in the zone” secondo me è molto più efficace, anche perché si utilizza spesso anche nel campo degli sport, in particolare quelli americani e qui ve lo dico, la gag sui New York Knicks della NBA, perseguitati da anni da 22, mi ha fatto scoppiare a ridere, perché la squadra del cuore di Spike Lee è una tragedia su parquet ormai da una vita (storia vera).

Una menzione speciale la meritano i “mistici” tra cui lo spassoso figlio dei fiori Spargivento (Graham Norton), che si muove navigando a colpi di canzoni di Bob Dylan, solo una delle tante brillanti invenzioni di un film dal gran ritmo, che come in un pezzo Jazz sa rallentare per diventare più intimista, oppure incantarti con un ritmo dinamico, insomma un vero spettacolo musicale, per occhi e orecchie.

"Speriamo che Spike Lee non si offenda per la battuta sulla sua squadra"

Insomma “Soul” è un film davvero molto bello, un ottimo regalo di Natale da parte della Pixar che ha sfornato un altro titolo incredibile, in grado di rendere per immagini concetti che tutti conosciamo, anche se spesso scivolano via dalla punta delle dita, complicati da spiegare a parole, figuriamoci da immaginare, disegnare, animare e rendere in musica. Tanto di cappello (ovviamente da Jazzista) a Pete Docter e alla Pixar che una buona metà di questo film, lo hanno prodotto facendo del “telelavoro” da casa (storia vera) e anche per questa ragione, non poteva esserci film di Natale più indicato per questo strambo e contorto 2020.

32 commenti:

  1. Questa volta la Pixar ha voluto volare troppo in alto mi sa...il confronto tra le due anime è veramente filosofia applicata alla cinematografia. Già Inside Out, in certi tratti, era un bel pugno allo stomaco...

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    1. Ci sono dei passaggi in cui mi sono ritrovato a pensare alle regole dell'altro mondo creato dalla Pixar, ma é il solo difetto che riesco ad imputare ad un film che é estremamente curato e creativo, insomma per me sono promossi anche queata volta ;-) Cheers

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  2. "la bolla è bella, ma quando diventa ossessione c'è il distacco dalla vita", bum.
    Dopo questo mi sono dovuto sorbire Frozen II e alla canzone di Olaf mi volevo trapanare le orecchie, Pixar ormai volta su una dimesnione opposta, pillola blu e pillola rossa..

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    1. Non ci ho nemmeno provato a guardare il secondo, ho già trovato tedioso il primo, ma dici bene, La Pixar sta una spanna buona sopra tutti, questo sarà anche un film “gemello” di “Inside out” ma non è certo una critica, anzi ;-) Cheers

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  3. Ho sentito dire che il doppiaggio italiano, a parte Neri Marcoré, è terribile. Confermi? Nel caso, passo alla visione direttamente in lingua originale con sottotitoli

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    1. L’ho visto in originale e poi un’altra buona parte doppiata (cose che in sala non avrei potuto fare con la stessa agilità, aperta e chiusa parentesi) e l’unico passaggio stonato per me resta l’espressione “bolla” che non rende bene l’idea come l’originale “In the zone”, quindi più un problema di adattamento che di doppiaggio, Neri Marcoré mi sembra perfetto e se anche io non sono un gran fanatico di Paola Cortellesi però devo dire che nel momento in cui numero 22 dichiara di voler di sua spontanea volontà parlare con una voce urticante non ho trovato nessun difetto. Poi ovvio tra Tina Fey e Paola Cortellesi quando ho la possibilità di scegliere non ho dubbi, ma questa è una mia preferenza personale e vale quello che vale. Cheers!

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    2. Ok allora proverò la versione doppiata, thanks!

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    3. Sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

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  4. Quando Jamie Foxx va ospite da Graham Norton si crea magia pura: vorrei vedere il film in originale solo per il personaggio di Graham :-D

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    1. Quando il figlio dei fiori Spartivento attacca a parlare mi sono detto: «Io questa voce la conos... Graham!». Con Jamie Foxx ospite di fatto hanno radunato due terzi del cast ;-) Cheers

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  5. Ah, allora e' proprio QUEL Reznor.
    Non che ne conosca altri, eh.
    E meno male che eri in vacanza, Cass.
    Scherzi a parte, e' sempre un piacere.
    Finito giusto di vedere ieri sera.
    Bello. Mi e' piaciuto. La Pixar e' sempre una garanzia.
    La parte che ho apprezzato di piu' e' stata la raffigurazione dell'"altro mondo",
    L'ho trovata molto ben coerente e strutturata, ma con una differenza.
    Qui, piu' che mostrare cosa c'e' dopo la morte, per una volta si prova a mostrare cosa c'e' prima della vita.
    Che spesso sono la stessa cosa. Non a caso i due "settori" sono correlati e interconnessi.
    Ben riuscito anche il contrasto tra i due protagonisti.
    Dove si scopre che un'anima con decenni di "non vita" sul groppone puo' dare qualche lezione anche a chi e' sulla Terra da parecchi lustri. Ma che in fin dei conti della vita in se' non gli e' mai interessato nulla, tutto preso com'era dalla sua passione.
    Si, ammetto che VIVERE (nel senso piu' autentico del termine) e' importante. Ma da un certo punto in poi e' la costanza, a tenerti in vita.
    Certe persone, senza la loro magnifica ossessione, sarebbero morte da anni.
    Belle le strizzatine d'occhio a personaggi e aneddoti famosi (tipo la sfiga pazzesca dei Knicks, appunto. 22 jazza davvero di brutto, e non solo in senso musicale!).
    Paradossalmente sara' proprio una persona normale, persino insignificante e che deve il suo unico talento a cio' per cui sta in perenne fissa, a far capire alla "discola" quanto sia davvero affamata di vita.
    Un difetto?
    Si. Fatta eccezione per alcune piccole incongruenze narrative (ma non e' il caso di fare i pignoli) ma che nel complesso non guastano l'esperienza, ne ho notato uno giusto sul finale, e bello grosso.
    Non dico che toppa clamorosamente sul finale, perche' sarebbe ingiusto.
    Ma ritengo non abbiano avuto il coraggio di osare, al contrario di altri film come Coco o Il Viaggio di Arlo.
    O piu' probabilmente e' stata la Disney a metterci lo zampino (di Topolino).
    Parere mio, ci mancherebbe.
    Ma cresciuto come sono alla scuola di Don bluth, l'ho trovato un gran peccato.
    Voglio dire, senza spoilerare nulla...se alla fine gli sceneggiatori avessero fatto una certa scelta, a dispetto di tutto, avrebbero fatto il botto.
    Ma non se la sono sentita. O qualcuno glielo ha impedito (propendo per la seconda).
    Pazienza. Va bene anche cosi'. Dopotutto, un film va giudicato per quel che e' e non per quello che avrebbe potuto essere.
    Promosso a pieni voti, pur con qualche leggerissima riserva.
    Ma e' un parere puramente personale.

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    1. Ho visto il film il 25, ieri mi sono messo un attimo al pc perché avevo del tempo ed eccoci qui ;-)
      Aggiungo solo questo, stanotte i New York Knicks hanno schierato un giocatore, Reggie Bullock che di norma gioca con la maglia numero 25, tratte nell’ultima partita, dove è sceso in campo con una maglia (ovviamente fornita dalla sua squadra, non un’iniziativa personale) con il numero 25 sul davanti e il numero 23 dietro, motivo per cui Reggie Bullock ha terminato la partita in panchina perché violava il regolamento (storia vera). Capisci perché la gag di numero 22 (non 25 e nemmeno 23) fa così ridere? :-D

      Mettiamola così, in un paio di momento “Soul” ti fa pensare alle regole dell’altro mondo creato, nel finale avevo pensato ad una soluzione anche più forte (non la rivelo per non fare alcun tipo di anticipazioni), ma è l’unico difetto che riesco ad imputare al film. Cheers!

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    2. Eh, ma che rogna...
      Uno non ci crede.
      Mi sa che li' piu' che una campagna acquisti hanno bisogno di un esorcismo.
      Secondo me la scalogna e' una cosa che si autoalimenta.
      Nel senso che se tutti pensano che sei rognato, e chiunque va li' convinto di finire in una squadra rognata...alla fine come effetto non fanno altro che calamitarsi addosso sempre nuove sfortune.
      Certo che e' incredibile.
      Meno male. Temevo di aver spifferato troppo.
      Speravo anch'io in qualcosa di piu' (e non aggiungo altro).
      In fin dei conti il "momento Bing Bong" (TM) lo hanno inventato loro.
      Ma non hanno voluto osare, purtroppo.
      Va bene anche cosi', dai.
      Dimenticavo...ottima recensione, Cass.
      E auguri ancora!!

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    3. Grazie a ancora auguri! Cheers

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  6. non ho neanche mai sentito nominare questo film! tante volte mi sento proprio fuori dal mondo, fuori da tutto!
    Cmq della Pixar mi è piaciuto praticamente tutto, hanno un modo così delicato e profondo di trattare i temi e i film sono godibili sia da infanti che adulti.
    Il bzzzz sfulmina insetti.... aaaaaargh!

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    1. Avrebbe dovuto uscire in sala, poi hanno sacrificato il bel "Onward" per vedere se era ancora possibile uscire al cinema nel 2020, infatti "Soul" è disponibile su Disney+ dal giorno di Natale, ti piacerà anche questo ne sono sicuro. Quel "Bzzz" l'ho trovato sinistro, il montaggio sonoro di questo film è davvero ispirato nel creare un mondo "alieno". Cheers!

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  7. Salutato come il nuovo filmone d'animazione Soul conferma la qualità di casa Disney ma a mio modesto e maldestro e non richiesto parere risulta sì buono ma non eccezionale. Forse le aspettative erano molte e vi è 'sta cosa che la Pixar ci ha abituati fin troppo bene. Mannaggia.

    Non è escluso che ad una seconda visione (tolte le aspettative) riesca ad apprezzarlo maggiormente, anche perché -ribadisco- non è affatto un brutto film. Curiosamente ha tematiche a suo modo identiche col film Un altro giro. Se le sale fossero state aperte ci sarem trovati con due film che conducono il vivere al centro dell'attenzione. E sono uniti anche da una certa idea di jazz. Yeah. Charles Mingus on the rocks.

    L'aspetto che meno mi ha convinto di Soul, una quisquilia, è che mi ha emozionato davvero poco. Eppure tratta temi universali ed importantissimi se si vuol essere un abitante della Terra. Forse il film poteva osare un filino di più ad un certo punto ma... Non è solo questo. I protagonisti non li ho trovati indimenticabili. Ora come ora non ricordo il nome del protagonista maschile, per dire.

    Ma ripeto (e tre) non è di certo un brutto film. L'animazione che te devo dì (apprezzato l'omaggio palese a Cavandoli), la musica e credo la cosa migliore. Un po' come in La La Land basta poco a mostrare la bellezza del jazz. Soul! Diciamo che per ora Pete Docter non supera il suo capolavoro Inside Out, e ce ne vorrà. Ma non deve necessariamente farlo. O sì. �� Forse ho preferito il (come giustamente dici) trascurato Onward.

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    1. "Onward" é passato troppo in sordina, guarda sulla aspettative posso dire che tutti stanno pompando questo film (anche perché non abbiamo molte uscite), considera che non ho visto il trailer e non sapevo nemmeno di cosa parlasse, detto questo funziona meglio di "La La Land" perché utilizza il Jazz per parlare d'altro, quindi secondo me quando lo rivedrai ti piacerà di più.

      Quello che apprezzo della Pixar é lo sforzo di spingersi sempre un po' più in là, se escludiamo la saga di "Toy Story" che é il loro fiore all'occhiello, si stavano perdendo in seguito inutili (Cars 2 e 3), quindi preferisco questa via, forse un po' più orientata agli adulti, che li faccia maturare ulteriormente, non dico proprio studio Ghibli, ma quasi. Cheers

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  8. la pixar fa solo capolavori
    da loro la disney dovrebbe solo che imparare

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    1. Non proprio tutti tutti (qui sopra citavo Cars 2), ma la Disney si è già "Pixerizzata" parecchio negli ultimi titoli, hanno capito che non potevano batterli ;-) Cheers

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  9. Come sai questo film è stato frutto di discussione qui da me, io l'ho apprezzato e mia moglie quasi per niente, se non per certi passaggi :D Secondo me bisogna essere nel "mood" giusto! E io oltre a Cavandoli ho pensato anche a Picasso, ma chissà la Pixar a chi si è ispirata per i vari Jerry

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    1. Un po' di Picasso e un po' di Dalí anche, sicuramente richiede un certo grado di coinvolgimento, non sapevo nulla della storia prima di vederlo, si vede che forse era quello lo spirito giusto ;-) Cheers

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  10. Non l'ho ancora vito ma mi dà l'idea, come dici anche tu, di un film più un film per adulti che per bambini, e quindi credo che non lo guarderò insieme al figlio cinquenne (ormai quasi seienne).

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    1. La corsa contro il tempo in pieno stile Pixar potrebbe piacere ai bambini, ma il resto è tutto per i più grandi, sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

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  11. Non sempre amo l'animazione, Coco mi ha trovato gelido per dire, ma questo mi ha emozionato un sacco.

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    1. Questo secondo me è migliore di "Coco", anche nelle costruzione dell'altro mondo. Cheers!

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  12. Ne ho scritto anche io oggi e sono d'accordo con te su tutto, gran bel film davvero! E ho amato il fatto di poterlo vedere, grazie a Disney Plus, in lingua originale e con tutti gli speciali che, leggendo la recensione, credo abbia visto anche tu. Bellissimo post come sempre!

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    1. Ti ringrazio molto, ora che resti tra noi perché è un argomento poco popolare, comprendo tutto quello che sta dietro, compreso l'enorme danno per il mondo delle sale, ma per vedere questo film in lingua originale avrei dovuto girare come Joe, fine dell'argomento scomodo. Cheers!

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  13. La cosa che mi è piaciuta tanto è come hanno reso l'aldilà: mi avessero fatto un'ora e mezza ambientata in quel mondo lo avrei decantato come il mio film dell'anno. Però ci hanno voluto mettere per forza la "moralina" tra la scintilla e lo scopo della vita e li mi hanno perso.
    Adesso però voglio un galeone che si muove al ritmo della musica di Bob Dylan

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    1. La morale è inevitabile, almeno quanto la corsa contro il tempo è un marchio di fabbrica Pixar, per il resto molto d'accordo, se non fosse che il Queens ricostruito in maniera così dettagliata mi è piaciuto moltissimo, ma l'aldilà anche di più ;-) Cheers

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  14. Un giorno capirò come fa la Pixar a scrivere tutti film dedicati a me... per il momento, accetto le mazzate, le lezioni, le risate e le lacrime che mi regala.

    Vale anche in questo caso: "su grande schermo sarebbe stata un'altra cosa" vista l'animazione da capogiro che hanno creato, ma diciamo pure che il Natale è stato più bello anche grazie alla possibilità di goderne subito e in sicurezza.

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    1. Ci sono quelli autori, o in questo caso quelle case di produzione che sanno parlare beh, all'anima. L'aldilà su grande schermo sarebbe stato quasi trascendentale, ma anche così davvero un gran regalo. Cheers!

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