giovedì 24 dicembre 2020

Mamma, ho perso l'aereo (1990): un classico per tutta la famiglia (senza la famiglia)

Alla Bara Volante abbiamo una tradizione da rispettare, il 24 dicembre è il giorno dedicato al classico di Natale che, in occasione dei suoi primi trent'anni, quest’anno non poteva che essere Mamma, ho perso l'aereo. Un film che viene trasmesso in televisione almeno una volta l’anno e quando non succede, comunque, molti corrono a rivederlo perché non può essere Natale senza Hans Gruber che cade dal palazzo della Nakatomi… No, scusate, ho sbagliato classico!

Mamma, ho perso l’aereo ormai è una tradizione, una giocosa rilettura di temi tipici del genere home invasion, appiccicata sopra due classici intramontabili del cinema americano: l’importanza della famiglia e la magia del Natale. Caramelle e trappolette, tarantole e battute mitiche, ognuno ha la sua frase preferita del film (la mia? «Ne avete avuto abbastanza o devo continuare?» anche se la mitica «Guarda cos'hai fatto, piccolo delinquente» ha sempre il suo fascino), considerando il quantitativo esagerato di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti spirati portati a casa dal film e la sua influenza sulla cultura popolare e su almeno un paio di generazioni, è innegabile che “Home alone” sia un Classido!

Togliamoci subito il sasso dalla scarpa: Mamma, ho perso l’aereo è un’invenzione tutta italiana, un titolo che mantiene quello che promette, ben più limpido negli intenti di una traduzione diretta “A casa da solo”, ma per tutto quello che avreste voluto sapere sull'adattamento di questo film (e non avete mai osato chiedere) vi rimando al completissimo post di Doppiaggi Italioti.

Il film che nessuno sente il bisogno di chiamare “Home Alone” (cit. Doppiaggi Italioti)

“Mamma, ho perso l’aereo” è stato l’ultimo grande successo commerciale, arrivato proprio all’inizio di un nuovo decennio, uscito dalla mente di un genietto che nella decade precedente aveva rivoluzionato la commedia americana per adolescenti, mi riferisco, ovviamente, al grande John Hughes, prolifico autore la cui capacità di scrivere è ancora oggi oggetto di svariate leggende metropolitane, pare, infatti, che abbia scritto il copione di “Una pazza giornata di vacanza” (1986) in soli sette giorni, anche se in questa storia un ruolo importante lo gioca anche il regista, Chris Columbus.

Cristoforo Columbus è l’uomo più in fissa con il Natale (ad Ovest di Shane Black), come sceneggiatore è responsabile della mitologia trilogia composta da Gremlins, I Goonies e “Piramide di paura” (1985), ma la volontà di Columbus era quella di fare il grande salto, zompando fuori da sotto l’ala protettiva di Steven Spielberg, per diventare lui stesso un regista, infatti nulla mi toglie dalla testa che Joe Pesci (che si ritrova con una bella “M” arrostita sul palmo della mano) non sia un lascito di una scena analoga di Raiders, ma resta il fatto che i sogni di gloria di Columbus, si schiantarono contro la dura realtà della fossetta sul mento di Chevy Chase che sul set di “Un natale esplosivo” (1989), film scritto a quattro mani da Hughes e Columbus, fece vedere i sorci verdi al giovane sceneggiatore, a questo aggiungete il disastro al botteghino della sua prima regia “Heartbreak Hotel” (1988) e l’umore di Columbus in quel periodo era tutto tranne che pronto a festeggiare con gioia il Natale.

Si chiama Columbus, ma alla Pasqua preferisce di gran lunga il Natale.

Il regalo, però, gli arrivò proprio dal suo secondo mentore dopo Spielberg, anche qui, la leggenda narra che John Hughes nello stesso fine settimana abbia scritto due sceneggiature (eh!?), di cui una era quella di “Home alone”, il suo tentativo di sfornare un film con un bambino come protagonista, dopo tanti adolescenti. Davvero Hughes era così prolifico? Non ho un singolo dubbio nella mia vita e lungi da me provare anche solo ad instaurarlo, ma per “Home alone” è innegabile che la fantasia di Hughes sia stata aizzata da un piccolo film francese, Un minuto a mezzanotte che, come abbiamo visto, aveva già tutti gli elementi che hanno reso “Home alone” un successo, solo declinati in chiave molto meno hollywoodiana. Ovviamente, il successo è un bel colpo di spugna, forse lo spunto originale sarà anche stato Un minuto a mezzanotte (film che meriterebbe almeno una riscoperta), ma a portarlo al successo globale sono stati Hughes e Columbus.

L’ennesima conferma che i francesi, sono i veri americani del mondo.

A Columbus questa storia di Natale, ovviamente, piaceva moltissimo, Hughes tramite i suoi agganci contava di poterla far produrre alla Warner Bros. per una cifra tutto sommato modesta rispetto ai classici spacca botteghino degli anni ’80: dieci milioni di fogli verdi con sopra ritratti di ex presidenti defunti basteranno per un film così? Ve lo dico subito: non sarebbero bastati, ma andiamo per gradi.

“Mi dovete comunque 12 dollari per la pizza e non me ne andrò finchè non li avrò avuti”

Nel tentativo di tenere bassi i costi e di stare lontano dai grandi studi cinematografici californiani, Hughes volle girare nella sua Chicago, anzi, per la precisione tutti gli esterni (compresa la facciata della monumentale casa dei McCallister) sono stati girati nel paesello di Winnetka, una ventina di chilometri a Nord di Chicago, problema: “Home alone” è la storia di un bambino solo dentro casa e quella scelta per la sua bellezza e il suo aspetto così natalizio, aveva comunque stanze troppo piccole per girare tutte le scene. Per ovviare al problema Columbus e la sua troupe di tecnici quasi tutti esordienti quanto lui, si trasferirono nella palestra di un campus universitario vicino a Winnetka, in cui vennero ricostruiti tutti gli interni dove il film è stato girato. Ve ne siete mai accorti guardando mille volte questo film? Magia del cinema!

Pensavate davvero che non avrei dedicato una didascalia ad MJ?

Qui lo scenografo John Muto ha potuto costruire un intero set tutto dominato da colori natalizi, magari non vi sarete mai accorti dei set creati ad arte, ma la casa dei McCallister è un enorme addobbo dominato da due colori: il rosso e il verde. Dai pigiami alle coperte, fino alle piastrelle della cucina ogni dettaglio in casa McCallister è stato realizzato ad arte per suggerire la festa di Natale direttamente a livello subliminale nelle cornee degli spettatori. Ora che lo sapete, non potrete più notare altro, garantito al limone.

Vi ho appena fatto un innesto natalizio nella mente (e Nolan… MUTO!)

Per gli attori la direttrice del casting suggerì Catherine O'Hara per il ruolo di mamma Kate McCallister, dopo averla ammirata in “Beetlejuice” (1988), mentre per i numerosi figli e nipoti della famiglia vennero passati in rassegna qualcosa come 200 giovani attori, perché comunque il film non aveva ancora un protagonista. Il mistero venne risolto da uno dei pretoriani di John Hughes, il leggendario comico John Candy che aveva già lavorato con Macaulay Culkin in “Io e zio Buck” (1989), ma visto che gli amici è meglio tenerseli vicini specialmente quando vuoi girare un grande film con pochi soldi, John Candy venne invitato sul set per il piccolo (ma esilarante ruolo) del re della Polka che corre in soccorso della signora McCallister, un ruolo che non solo Candy ha quasi del tutto improvvisato, creando così un precedente sul set perché fino al suo arrivo, tutti sapevano che le sceneggiature di John Hughes non andavano modificate nemmeno di un sillaba (storia vera), ma Candy ha recitato tutte le sue scene in una lunga giornata di vacanza lavoro di ventitre ore, per cui ha ricevuto un compenso simbolico, molto più basso del sosia di Mauro Repetto che nel film interpreta il fattorino delle pizze (storia vera).

"Un dollaro? Argh ballerà la Polka per ore" (quasi-cit.)

Con un John Candy schiavizzato, ma collaborativo e un Macaulay Culkin perfettamente a suo agio con un regista come Chris Columbus, uno che trattava i suoi attori come tali e non come bambini ritardati a cui spiegare le cose scandendo bene le parole come molti altri suoi colleghi (un dettaglio da cui il film ha tratto estremo vantaggio), il film andava a gonfie vele, anche se quello più capriccioso di tutti sul set era Joe Pesci che una volta ha anche preso per un orecchio il secondo assistente alla regia James Giovanetti colpevole di averlo chiamato al telefono alle sette del mattino, a quell'ora Pesci era sul campo da golf a farsi nove buche veloci, tutti sapevano che Pesci sarebbe arrivato sul set a partita finita alla nove in punto, tutti, tranne Giovanetti.

Lanciategli addosso qualunque oggetto, ma per favore non ditegli mai che lo trovate buffo!

Joe Pesci, per altro, è stato una sorta di rimpiazzo di lusso, il primo a rifiutare il ruolo del bandito Harry Lime fu il suo storico collega Robert De Niro (storia vera), uno che oggi ucciderebbe per un ruolo del genere, con il suo rifiuto ha dato campo libero al primo ruolo “pop” di Pesci, quello con cui ha fatto a cazzotti con le righe di dialogo scritte da Hughes e Columbus. Sì, perché dovete capire che Joe Pesci ogni copione non scritto da Scorsese che riceve, per farlo suo, non fa altro che riempire ogni dialogo di parolacce, una serie di Fuck Fuck Fuck come se avesse colpito il divano con il mignolino che, però, in un film per bambini, non poteva utilizzare, questo spiega perché interpreta il personaggio come un cartone animato, uno dei due banditi del rubinetto utilizza una stramba parlata per mimetizzare le parolacce ad ognuno dei (tanti!) colpi subiti.

Ma il peso di un divo come Joe Pesci ha influito anche sulla scelta dell’altro bandito, Daniel Roebuck, prima scelta per il ruolo di Marv Merchants, non aveva proprio chimica con Pesci che suggerì un altro Daniel: Daniel Stern con cui aveva già recitato in precedenza diventando molto amico e questa è la storia di come Daniel Stern ha ottenuto il ruolo più popolare della sua carriera!

Sono cresciuto guardando “Aracnofobia”, questa scena resta una passeggiata.

Malgrado i tentativi di tenere tutto in famiglia, il budget del film ha comunque sforato i dieci milioni, arrivando a toccare quasi i quindici, motivo per cui nella pausa delle riprese tra Natale e l’anno nuovo la Warner Bros. spense la luce al progetto e “Mamma, ho perso l’aereo” non uscì mai. Il Natale quest’anno è annullato gente, non abbiamo nessun classico di Natale da presentarvi il 2020 è stato un anno duro per tutt… Ehi, aspettate un momento, ma il film esiste e non è uscito per la Warner Bros, piuttosto è stato prodotto dalla 20th Century Fox. Com'è potuto accadere? Dopo aver fiutato il cattivo tempo, qualcuno (COFF coff John Hughes coff COFF!) ha fatto avere sotto banco alla Fox il copione del film, sottoscrivendo il tacito accordo che in caso di passo indietro della Warner, a produrre il film per la nuova cifra sarebbe stata la Fox, quindi letteralmente nello stesso giorno, Columbus e i suoi tecnici hanno cambiato capo, senza smettere mai di lavorare (storia vera).

Sono l’unico che quando guarda Kevin vede Howard e viceversa?

Le difficoltà più grosse sono state avere una nevicata per la scena finale, sostituita in parte da fiocchi di patate che, però, dopo poche ore all’aria aperta marcivano (bleah!) e trovare un compositore che piacesse a Columbus che a montaggio terminato proprio non amava le musiche del film, quindi memore (è il nome mio, folletto sono io) del suo primo mentore Spielberg, scherzando disse: «E se chiedessimo a John Williams?». Il problema (che non è tale considerando il risultato finale) è che il leggendario John Williams accettò sul serio! Il risultato finale è una colonna sonora incredibile che riassume quello che Columbus voleva: la magia del Natale e il calore di un film sulla famiglia. Ma, se devo essere onesto, il vero capolavoro di Williams in questo film è la straordinaria “Carol of the bell” un pezzo che, durante le mie bimbo-visioni del film, pensavo fosse una famosa opera lirica quando, invece, è un bravo originale che unisce alla perfezione il momento più intimo del film (Kevin che in chiesa conosce e supera la sua paura per “l’assassino della pala” con un dialogo fin troppo maturo per un bambino della sua età), alla successiva preparazione per la battaglia dell’uomo di casa, pronto a proteggere il fortino.

“Non ti sembra un po’ posticcio questo dialogo?”, “Che ti frega ci penserà John Williams a pulire tutto con la sua colonna sonora”

Devo davvero raccontarvi la trama di “Mamma, ho perso l’aereo”? Andiamo, lo abbiamo visto tutti così tante volte da poterlo recitare, non credo nemmeno sia necessario parlare delle vere e tante urla sul set, perché è la domanda che viene fatta più spesso agli attori (a partire da Daniel Stern) che da trent’anni raccontano mille versioni della scena dell’iconico urlo e del ragno sulla faccia, ma d’altra parte parliamo di un film in cui proprio un urlo è la sua scena più iconica, il primo approccio con il dopobarba è un momento chiave nella vita di un ragazzo, Macaulay Culkin con la sua prova lo ha reso uno dei momenti impressi nella cultura popolare.

Fun fact: Macaulay Culkin avrebbe dovuto “schiaffeggiarsi” come si fa con il dopobarba, ma non avendolo mai usato in vita sua ha appoggiato le mani sul viso, nella sua personale versione dell’urlo di Munch.

Quello che m'interessa sottolineare è quanto la trama di “Mamma, ho perso l’aereo” sia totalmente irrealistica, Hughes e Columbus si sono impegnati ad eliminare dall'equazione il telefono di casa McCallister, ma non è proprio probabile che un bambino venga lasciato a casa da solo a queste condizioni, andiamo, al check-in nessuno ha controllato i biglietti e il numero di viaggiatori? Capisco la fretta, ma anche nel 1990 per prendere un aereo un minimo di controlli esistevano, quindi questo film non va affrontato dal punto di vista degli adulti, perché la storia semplicemente non reggerebbe, ricordiamoci che Hughes l’ha scritta in un fine settimana mentre guardava Un minuto a mezzanotte, non potete sperare che fosse anche solida.

La verità... Brucia!

“Mamma, ho perso l’aereo” funziona ancora dopo trent’anni perché è tutto a dimensione di bambino, gli adulti nel film sono la sagra dell’asineria, anche quelli che sembrano più con la testa sulle spalle come la signora McCallister, in realtà, sono degli irresponsabili senza possibilità di recupero, non appena messo piede nell’aeroporto a Parigi strappa di mano il telefono ad una povera signora francese, inoltre il suo faticoso viaggio di ritorno a casa le consente comunque di tornare a Chicago solo pochi minuti prima del resto della famiglia che, invece, ha comodamente aspettato il primo volo per il ritorno.

Chi ha detto che non si possono “sentire” le immagini?

No, “Mamma, ho perso l’aereo” è la storia di un ragazzino che, per esigenze di trama, deve restare completamente solo con lo spettrale “uomo della pala” e il suo sale che trasforma i corpi in mummie, un grosso ragno che si aggira per casa e i due banditi del rubinetto, un natalizio romanzo di formazione in cui Kevin McCallister prima si dà alla pazza gioia («Ehi, sto mangiando schifezze e guardo un film da grandi venite a impedirmelo!»), poi, però, deve affrontare tutte le sue paure, dallo scantinato al solitario uomo della pala che una volta conosciuto, non fa così tanta paura.

Il film finto che avremmo tutti voluto vedere (ancora la miglior regia di Columbus)

A rendere mitico il film sono le trovate che funzionano proprio perché Chris Columbus, l’uomo in fissa durissima con il Natale, ha saputo trovare il modo di sospendere l’incredulità quel tanto che basta da far funzionare alla grande le trovate di Kevin, le sue trappole a trappoline sono diventate un giocoso modello di “Home invasion”, con cui tutto il genere deve fare i conti, anche quando applica un registro serio all'invasione. Basta dire che i colpi e le mazzate subite dai due ladri del rubinetto, saranno volutamente girate per risultare dei colpi da cartone animato, ma sono anche colpi letali! Dal 1990 uno stuntman che cade di peso sulla schiena dopo un volo, in gergo di dice che fa un “Home alone”, giusto per ribadire quanto questo film sia entrato a più livelli nella cultura popolare e nella storia del cinema.

Nessun Joe Pesci è stato ferito durante la realizzazione di questo film (ma la sua controfigura si!)

Il primo film dopo Guerre Stellari ed “E.T.” (1982) a superare i 200 milioni di dollari di incasso al botteghino, un record che nessuna commedia aveva toccato e non avrebbe mai più fatto, almeno fino all’uscita di “Una notte da leoni” (2009). Macaulay Culkin da allora non si è mai più ripreso travolto da un successo senza precedenti è rimasto per sempre intrappolato in una goccia d’ambra, il seguito avrà anche incassato, ma non ha smosso le acque per nulla, anzi, lo considero uno dei film meno riusciti di sempre, non solo perché modifica (di poco) l’assunto iniziale del film nel tentativo di replicarlo identico, però a New York, il significato di tutta la pellicola cambia nettamente in peggio, inoltre volete un commento al volo anche del secondo capitolo, eccolo: uguale al primo, ma con Trump. Avete memoria di qualcosa, qualunque cosa, che è migliorata aggiungendo Donald Trump? Io no.

Quello che non è cambiato, invece, è l’importanza di “Mamma, ho perso l’aereo” nella storia del cinema, un film nato da uno spunto poco originale, con una trama ancora meno credibile e un budget ballerino che ha, comunque, saputo creare quintali di iconografia diventando quello che Columbus sognava di dirigere: un classico di Natale.

Quindi, con questo classico faccio gli auguri a tutti quanti voi, anzi per dirla meglio… Tieni il resto lurido bastardo!

Buon Natale a tutti!

Se avete voglia di un altro titolo di Natale, passare a fare gli auguri a SamSimon che oggi ci parlerà di "The Family Man" e al Moz che oggi affronta anche lui i banditi del rubinetto.

76 commenti:

  1. lo vidi nel 1991 a casa di amici in vhs e veramente ho riso tantissimo

    buon natale a tutti

    rdm

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    1. Funziona ancora sospendendo l'incredulità e poi é diventato parte dell'immaginario collettivo, volevo chiudere l'anno con questo compleanno, auguri! Cheers

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  2. Non amo i film coi ragazzini, a meno che non facciano sul serio (tipo "Un minuto a mezzanotte"! ^_^), quindi rimasi parecchio freddino nel vedere questo film, e il secondo l'ho visto solo perché c'era Tim Curry.
    Preferisco Richard Lynch che massacra una famiglia americana intenta ad addobbare l'albero di Natale, prima che Chuck Norris gli sussurri «È tempo di morire!»: "Invasion U.S.A." sì che sa come si festeggia! :-D

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    1. Per questo mi sono occupato prima di “Un minuto a mezzanotte" ma inevitabilmente da qui sarei dovuto passare, anche perché la storia produttiva di un film che ha portato a casa tutti quei soldi è comunque interessante secondo me, poi come dici sempre, qualcuno (i francesi in questo caso) ha l’idea giusta e altri riescono ad utilizzarla per monetizzare ;-) I classici di Natale sono quelli, “Trappola di cristallo” l’ho rivisto per il mio compleanno, ormai è una tradizione e la scorsa settimana “Arma letale” (storia vera). Cheers!

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    2. Inutile spendere altre parole su Home Alone 1, 2, e anche 3, roba che conoscono tutti. Voglio sul Zinefilo la recensione del 4 e del 5 :P
      PS Come si incazzò mia mamma quando, dopo che mi chiese cosa ne pensassi dell'albero di Natale che aveva appena allestito, citando la buonanima Richard Lynch le risposi: "Ho sempre odiato questi simboli borghesi" :D

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    3. ahahh quelle classiche frasi di Natale che fanno atmosfera :-D
      Lascio volentieri a Cassidy il compito di spararsi tutti gli Home Alone: al massimo ho fatto quello in versione canina della Asylum, di più non ce la faccio ^_^

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    4. Quando qualcuno non coglie una citazione é un dramma, quando accade in famiglia di solito scorre il sangue e allora davvero ci vuole Chuck Norris ;-) Cheers

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    5. Sono già convinto che il secondo "Home alone" sia una porcheria, piuttosto mi cercherò un altro "Un minuto a mezzanotte" o suoi simili ;-) Cheers

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    6. Anch'io come l'Etrusco odio i film coi ragazzini! Questo film l'ho conosco solo di fama e credo di averne anche visto qualche scena mentre cambiavo canale nei lunghi pomeriggi post-bagordi natalizi sul divano dei miei suoceri... Se passa anche quest'annoi proverò a rimanere sveglio. Ciao e auguroni!

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    7. In alternativa su Iris troverai "Trappola di cristallo" tanto per andare sul sicuro, tanti auguri anche a te! ;-) Cheers

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  3. Carabara, non ci crederai, ma Crepascola ha cercato di farlo vedere a Crepascolino qualche sera fa che ha però retto fino ad un momento ics prima di congedarsi e tornare on line con qualche amico e Fortnite. Non posso dire che sia un fan di Columbus - non ama nemmeno Harry Potter e di Percy Jackson legge solo i romanzi - e tre decenni sono tanti per uno spettatore sintonizzato sui Russo bros ed il loro Winter Soldier. Pazienza. Probabilmente avrebbe apprezzato maggiormente Home Alone se i cattivi fossero stati un doppiatore di cartoni animati che si traveste da anziana babysitter e "Snake" Plissken nei panni di un Bad Santa, armati come Travis Bickle nel suo showdown. Non proprio la cup of tea di Chris, direi, e nemmeno la mia di vecchio che si è quasi commosso con una storia natalizia di Gambadilegno sul Topolino della settimana scorsa. Buon Natale a tutti! ciao ciao

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    1. Columbus ci ha regalato quella tripla fondamentale per ogni ragazzino degli anni ’80 e ’90 “Piramide dei Gremlins di paura con i Goonies”, da regista titoli di tutto rispetto ma quando orbitava in zona Donner e Spielberg lo preferivo. La coppia Williams/Russell non sarebbe stata niente male, forse meglio di Fortnite? Non lo so, hanno pubblicato anche una serie di storie Marvel ambientate nell’universo di Fortnite ma non mi acchiappano, non sono gli anni, sono i chilometri… Auguri! ;-) Cheers!

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  4. Visto al cinema, comprato in Vhs e poi in dvd. Ah... su Trump mi hai steso😂😂😂

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    1. Venuta fuori dal cuore, anche perché il secondo film è stato come l'amministrazione Trump, da dimenticare ;-) Cheers

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    2. il problema del secondo è che è tremendamente derivativo e i personaggi sembrano non aver appreso un kaiser da quanto successo 12 (diegetici, 24 reali) mesi prima.

      Non segue nemmeno la regola di un secondo capitolo più grosso del primo o di un secondo capitolo che decostruisce il primo (tipo Gremlins 2, per rimanere in zona Columbus... anche se la battuta "Il biglietto lo prendo io, sareste capaci di lasciarmi ancora a casa" prometteva), sono solamente tutti stronzi quanto lo erano all'inizio del primo "Home Alone"

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    3. Il primo film parla di un bimbo, che per "magia di Natale" crede davvero di essere rimasto da solo, il secondo parla di un bimbo che gotto la carta di credito al padre e va a fare bagordi a New York, se nel primo film posso almeno immedesimarsi un po' nel candido Kevin, nel secondo é odioso e basta, oltre ad essere un film fotocopia che vale solo per i due minuti di Tim Curry. Cheers

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  5. in tanti ne state parlando ed è giustissimo visto che parliamo di un mega cult. Volevo farlo anche io, ma penso che oggi mi goderà i vostri pezzi mangiando cioccolato. Auguri!

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    1. Questo film compie trent’anni nell’anno in cui a casa (da soli) ci siamo stati un po’ tutti, la scelta era molto semplice per questo 24 dicembre, auguri! ;-) Cheers

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    2. perdona gli errori col t9. Comunque voglio concludere evidenziando il colpo di genio nell'aver trovato una somiglianza con Howard The Duck

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    3. Figurati in questi giorni siamo tutti a commentare da telefono capita. Ti ringrazio, non sono riuscito ad inserire la somiglianza nel testo del post (avevo già parecchio da trattare) ma almeno la didascalia ci voleva ;-) Cheers

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  6. Howard!
    Ecco chi mi ricordava Kevin. E viceversa.

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    1. Fiuuuu! Mi consoli, temevo fosse una psicosi solo mia, ma se siamo già in due almeno ci teniamo compagnia. Per altro Howard quando sgrana gli occhi mi ricorda anche un po’ Michael J. Fox quando sua mamma Lea Thompson cerca di zompargli addosso quando sono “parcheggiati”, questo per esporre in maniera completa la mia piscosi mentale ;-) Cheers

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  7. Ecco, adesso però devi svelarmi il trucco per la scena della scivolata dalle scale, con caduta di schiena!
    Beh, da bambino adoravo questo film per due motivi:
    - chiaramente per le trappole di Kevin;
    - la figura dell'uomo con la pala, perché a me è sempre piaciuto l'eroe che arriva all'improvviso e salva tutto! Certo un eroe particolare, ma davvero uno dei miei personaggi preferiti della cinematografia. E come hai detto tu, bellissimo il dialogo in Chiesa.
    Film molto ricco, iconico, e tu e Moz avete omaggiato al meglio con le vostre belle recensioni!
    Auguri di cuore mitico!

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    1. Quale di preciso? Ci sono almeno due scene così in questo film, senza contare il volo sulle Micro machine ;-) Nel ottimo “I film della nostra infanzia” (lo trovi su Netflix) la controfigura di Joe Pesci ha spiegato: molto semplice, mi chiedevano solo di presentarmi sul set con addosso i vestiti di scena, e gettarmi all’indietro di peso (storia vera). In realtà indossavano protezioni, ma il succo è quello, le controfigure di un tempo dovevano avere grandi palle e qualche rotella in meno ;-)
      Quel dialogo è cinematografico, quindi finto, nessuno bambino dell’età di Kevin farebbe un ragionamento così complesso, ma funziona perché dimostra che Kevin è maturato e poi trovo bello che il giovanotto abbia creato una sua “rete” di contatti che arrivano a salvargli la vita: prima il ragno, che gironzona tutto il film ma diventa utile al momento giusto, poi il vecchio con la pala, Deus ex machina armato.
      Grazie mille capo, tantissimi auguri anche a te! ;-) Cheers

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    2. Quella "esterna": comunque anche con le protezioni, è un bel rischio :D

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    3. Diciamo pure che è una totale follia lanciarsi così ;-) Cheers

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  8. mi hai anticipato... anche io ho scritto una piccola recensione del film
    ma la pubblico domani -_-

    bellissimo film cmq^^

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    1. Non si può perdere l'occasione nell'anno del trentennale, la leggerò di gusto domani ;-) Cheers

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  9. Un altro classicone!
    Questo film poteva essere una cazzatina dimenticabile e invece è pazzesco! Funziona anche dopo anni e anni! In qualche modo è tutto ben amalgamato ed è proprio bella l'ambientazione.
    Carol of the bells è veramente una bella canzone, molto intensa.
    Incredibile dire: "ok non ci date i soldi? dò il copione alla fox" e la fox lo prende! pazzesco! era destino! era delfino!
    Sto ancora ridendo per memore è il nome mio folletto sono io!

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    1. la storia del cambio di produttore è ben raccontata nel documentario di Netflix all'interno di "I film della nostra infanzia" (assieme a Ghostbusters e non mi ricordo chi più...)

      Come ho scritto sotto: anche un pezzo grosso della WB (che aveva spinto il film) era stato licenziato e passato alla FOX e come prima cosa ha acquistato i diritti del film in cui credeva ciecamente...

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    2. Se lo guardi con occhi da adulto i problemi della trama ci sono, ma il film funziona proprio perché parla di un bambino che crede per magia di aver fatto sparire la sua famiglia, quindi la storia sospende l’incredulità quel tanto che basta da continuare a funzionare anche oggi, che con un colpo di smartphone si sarebbe potuto risolvere quasi tutto. “Carol of the bells” per me è uno dei pezzi più incredibili di John Williams, passa dal coro alla canzone di battaglia in un momento… Eheh, sono scemo, lo sono da tanti anni, ormai ho esperienza ;-) Cheers!

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    3. Serie molto bella e accurata che sto consigliando a tutti, perché da appassionato mi piace verificare le informazioni e quella serie racconta bene i fatti, con le testimonianze dei diretti interessati. Gli altri film nella prima stagione era “Trappola di cristallo” e “Dirty dancing”. Cheers!

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  10. Giungo qui dritto dritto dal Moz O'Clock... Bella scheda/retrospettiva di un classico natalizio che non stanca mai. Ero all'oscuro di gran parte delle vicende raccontate!
    Mi piaceva molto John Candy, un bel faccione comico...
    Sei pure riuscito a infilare Hans Gruber nel post! 😂 Proprio l'altro giorno ho descritto il mio umore del periodo: se mi chiedono un film di Natale rispondo "Trappola di cristallo". E non mi si dica che non è natalizio! 😉

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    1. Su alcune ho dovuto procedere con l’avanti veloce per non fare un post lungo fino a Santo Stefano, era proprio uno dei motivi per cui mi interessava scrivere di questo film, la sua produzione. Candy era un fenomeno, geniale nell’improvvisare. Hans Gruber non mancherà mai qui, perché “Trappola di cristallo” è un film di Natale, non si discute ormai è diventato il mio film del compleanno, che comunque cade sempre a dicembre (storia vera). Cheers

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  11. Beh, a suo modo un classico.
    Anche se tendo piu' ricordarmelo con affetto che a rivedermelo.
    Col senno di poi, la trama e' veramente risibile.
    Ma sappiamo bene che un film non si regge solo su quello.
    Altrimenti, persino Rocky sarebbe un'iniezia dato che si regge tutto su un'improbabile botta di fondo.
    Un match contro il campione? E perche' mai dovrebbe capitare proprio a uno come lui?
    La controparte francese a cui si e' ispirato, e' decisamente piu' plausibile.
    A salvarlo sono soprattutto i personaggi, che a ben pensarci sono tutti antipatici.
    A partire dalla famiglia del protagonista, che e' da denuncia.
    Come e' possibile dimenticare un figlio?
    Oddio, leggendo i giornali ci si rende conto che non e' poi tanto impossibile.
    A salvarsi dovrebbero essere giusto Kevin e il vecchio vicino.
    Ma vedendo cosa ha combinato Culkin da li' in poi, ormai ho letteralmente preso in odio qualunque suo film.
    La fama e' nulla, senza ritegno.
    OK, non era proprio cosi', ma rende l'idea.
    Rimane la morale di fondo.
    E cioe' che anche una famiglia disastrata e con mille problemi, dove tutti si stanno sulle scatole, al momento giusto puo' recuperare lo spirito ed il senso di unita'.
    Quello vero.
    Magari grazie piu' a una situazione di pericolo che al Natale vero e proprio, ma va bene anche cosi'.
    Buon Natale a te e famiglia, Cass.
    E a tutti quanti, "baristi" e non!!

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    1. Almeno Rocky si rifaceva alla vita del vero Chuck Wepner, raccontanto ancora dal cinema nel 2016 in “The Bleeder”, qui invece si rifanno a “Un minuto a mezzanotte” e basta ;-) Auguri anche a te Red, penso che prima o poi “baristi” diventerà canonico :-P Cheers!

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    2. Ne approfitto per salutare l'amico Redferne e rivendicare la paternità di baristi, anche se non ne ho la certezza assoluta ;)
      Comunque tranquillo Cassidy, non avanzo pretese di copyright! 😜

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    3. Per ora non mi viene niente di diverso e poi certi nomi si conquistano sul campo. Potresti anche avanzati, tanto non avrei un soldo per pagare ;-) Cheers

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    4. Grazie, Danie'!!
      Buon Natale anche a te e ai tuoi!!

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    5. È in arrivo anche il post per farci gli auguri, visto che anche quest'anno siamo arrivati anche a Natale. Cheers!

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  12. la storia del cambio di produttore l'ho sentita anch'io nel documentario di Netflix "I film della nostra infanzia"... ho riso di pancia quando raccontavano che il capoccia Warner girava per gli studi della casa dicendo "Il film è saltato! Andate a casa!" mentre subito dopo Columbus entrava dicendo "Non è vero niente! Continuate!" xD

    Tra l'altro nel documentario aggiungevano qualche particolare, tipo che il dirigente WB che aveva approvato il film era passato alla Fox poco prima quindi si chiuse un cerchio.

    Io a Columbus ci voglio bene, dato che è riuscito a farmi vedere anche i primi 2 Harry Potter (infatti mi sono fermato lì), ma credo che il suo capolavoro più grande sia stato l'aver mantenuto il diritto di veto su futuri film dei Gremlins, cosa che ci ha evitato l'ennesimo remake inutile di DUE cult degli anni '80 ("Gremlins 2" lo amiamo solo noi che lo abbiamo visto)

    Auguri!

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    1. L'aneddoto è verament ridicolissimo. Dovrebbero fare più film sulla lavorazione dei film.

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    2. Quella storia è vera, ma come dicevamo nel commento lassù l’episodio di “I film della nostra infanzia" lo racconta molto bene, di fatto il rappresentante mandato dalla Warner girava nei vari uffici chiudendo la lavorazione e dietro di lui a distanza, uno dei responsabili della produzione di Columbs, rassicurava tutti dicendo tranquilli, continuate a lavorare, salvo poi chiudere la porta al tizio della Warner dicendogli: «Sei licenziato», la lavorazione del film non si è fermata mai, se non nei giorni di pausa tra Natale e capodanno, sono semplicemente passati da un “capo” all’altro (storia vera).
      Concordo, e se non firmerà mai un “Gremlins” gli vorrò ancora più bene, sta per arrivare una serie prequel d’animazione che attendo molto, ma auguro a Columbus cento anni di salute, perché quando lascerà questa Terra, sarà la guerra per mettere le mani su quei diritti, auguri anche a te!. Cheers

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    3. Ed è uno spasso sentirlo raccontare dai diretti interessati, ormai sono più interessato alle storie vere (magari legate alla produzione) che alla fiction, a meno che non sia proprio di gran livello, infatti ormai tra le mie letture ho più libri sul cinema che romanzi ;-) Cheers

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  13. Buongiorno Cass, complice un amichetto di mio figlio Raoul, che gli aveva detto di averlo visto proprio in questi giorni, ci siamo sparati l'accoppiata di Mamma ho perso e riperso e devo ammettere che il secondo è davvero una copia sbiadita e ancora più improbabile del primo... A proposito, ho anche letto che ne hanno fatti altri ma con un cast differente per alcuni personaggi... Del capostipite posso dire che è uno dei film più natalizi che conosco, secondo solo al primo Die Hard. Improbabile e incoerente come pochi, basti pensare all'inizio quando Pesci fa il poliziotto e non se lo fila nessuno, oppure quando arriva un vero poliziotto che non si prende nemmeno la briga di controllare se c'è un bimbo in casa e se ne va... Però funziona alla grande, il protagonista risulta simpatico e anche tenero, la presenza di Candy, che non ricordavo, illumina la pellicola con il suo straripante carisma e ci fa ricordare quanto fosse bravo, prima ancora che comico. In più la fine mi ha fatto scendere una lacrimuccia, con il vecchio (im)palatore che ritrova il figlio...
    Buone feste a tutta la bara e alle vostre famiglie, un abbraccio

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    1. Il film è una sorta di critica a tutti gli adulti, nessun adulti in questo film è un esempio positivi, gli impiegati e i poliziotti non fanno bene il proprio lavoro, i parenti sono uno peggio dell’altro e anche la madre comunque impiega lo stesso tempo degli altri familiari per tornare a casa da Kevin, ma tutto corre su un filo sottilissimo in cui sospendere l’incredulità sarebbe molto semplice, invece il film come un equilibrista corre lungo tuuuuuuutta la corda da un capo all’altro, auguri anche a te, ma per gli auguri veri ci vediamo domani, ho ancora un piccolo post prima delle vacanze ;-) Cheers!

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  14. Non mi ero mai reso conto di certi particolari, fantastici, che Kevin assomigliasse ad Howard un po' sì, comunque anch'io vorrei vedere quel "finto" film :D

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    1. Quel film finto potrebbe essere il migliore della filmografia di Columbus ;-) Cheers

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  15. Lo vidi al cinema da ragazzino e lo vedevo volentieri ogni volta che lo beccavo in tv. Ora invece mi mette la nausea visto che è uno di quei titoli che la nanerottola mi ha fatto uscire dagli occhi a furia di rivederlo (scena preferita della piccola? Quando partono tutti velocissimi stile Benny Hill dopo la sveglia il giorno della partenza. La manda ai matti e la fa spanciare dal ridere).

    Capo, ne approfitto per augurarti un buon Natale e un felicissimo anno nuovo! A te, a quella santa donna della tua Wing Woman e tutti quelli che ti stanno a cuore.
    Un abbraccio e stappane una alla salute nostra!

    Ovviamente gli auguri e gli "inviti a stappare" sono estesi a tutti che viaggiano a bordo della Bara.

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    1. “Non ci siamo svegliati!” (cit.)
      Ci vediamo domani mattina per gli auguri, ho l’ultimo mini post prima delle vacanze, ma ho già iniziato a stappare, passatela bene tu signora e nanerottola, un abbraccio ;-) Cheers!

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  16. Ahha che poi in realtà non ho quasi parlato dei banditi, visto che per me è la parte meno... meno del film, per così dire.
    Ci ho sempre visto tutt'altro... Vedi, non sapevo che alcuni interni fossero stati ricostruiti in una palestra, anche se alcune cose si vedeva che non erano di casa... reale.
    Anche perché ormai quella casa è così pop che ne hanno mostrato gli interni in mille occasioni (penso sia la casa culto per chi immagina un'abitazione americana^^).

    Vero, necessario sospendere l'incredulità specie col ruolo degli adulti... Vogliamo parlare dei poliziotti?
    Ha ingerito qualcosa e o si è scontrato con un adulto? XD

    Moz-

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    1. Se fosse una casa reale, sarebbe come il Tardis del Doctor Who, molto più grande all’interno ;-) Non un singolo adulto si comporta in modo responsabile, forse solo il re della Polka offrendo un caritatevole passaggio, ma anche lui è descritto come un genitore assente, questo forse spiega come mai i McCallister sono riusciti a salire a bordo, nessuno avrà verificato il numero di viaggiatori per numero di biglietti ;-) Cheers

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    2. Sai che il Re della Polka dovrebbe essere il Diavolo?

      Moz-

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    3. Ora che lo hai scritto mi sono ricordato di quella teoria che girava in rete per cui Candy sarebbe stato una sorta di demoni del crocevia, lo sai che é materia per uno dei tuoi post vero? ;-) Cheers

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  17. Beh, dai, nel secondo film c'è anche Tim Curry... e non è come Donald Trump, tutto migliora con Tim Curry! Scherzi a parte, molto interessante scoprire i retroscena di questo film che ho mostrato proprio due giorni fa ai bambini: che gioia scoprire che anche loro ridono come matti quando i ladri vengono picchiati, bruciati e elettrificati! Mamma ho perso l'aereo resterà un classico di Natale ancora per un bel po' di tempo. Grazie Cassidy, auguri di buone feste a te, Wing-Woman, Dina e tutti lettori della Bara!

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    1. Tim Curry è l’unico motivo di interesse del film, insieme alla scena della registrazione dello zio sotto la doccia, la sua canzone sul “gattone che ammalia le donne” mi fa ridere, il resto del film è fuffa. Grazie cara, domani ultimo post per gli auguri, un abbraccio e buona vigilia ;-) Cheers!

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  18. Al di là delle trappole, al di là del petulante protagonista, al di là della bella soundtrack (appena ho sentito quella dei primo Harry Potter ho subito pensato a questo film, è molto simile, non a caso l'accoppiata regista-compositore è la stessa), "Home Alone"* è stata la rappresentazone di uno dei nostri sogni infantili, ossia quello di rimanere a casa, da solo, avendo a disposizione carta di credito, una casa enorme, magari mentre fuori nevica..
    Mi viene sempre in mente anche l'episodio dei Simpson in cui Homer non va in chiesa, e si dà alla "pazza gioia" con piccole cose, riscaldamenti a palla, ascoltare la musica in mutande e fare la "pipì con la porta aperta", mentre magari tutti fuori congelano, chi non ha almeno una volta nella vita assaporato una goduria simile? Sono cose stupide ed effimere, ma reali che ti fanno immedesimare (a parte queste villone americane a tre piani, che vabé).
    Poi però come le cose belle durano poco, o meglio, DEVONO durare poco, perché come il giovane McCallister di questo film dopo qualche giorno inizi a sentire la mancanza degli affetti, del cibo fatto in casa, del trambusto familiare..
    Come giustamente scrivi, è tutto a dimensione di bambino, e funziona per questo, ed è per lo stesso motivo che magari rispetto ad altri cult lo si riguarda meno in età adulta.

    *per questo motivo trovo molto più azzeccato il titolo originale a quello italico.

    ah consiglio a tutti di vedere l'episodio natalizio di qualche anno fa di Angry Videogame Nerd con Macaulay Culkin, per capire anche dal punto di vista commerciale cosa furono questi due film, oltre ad essere divertente l'ho trovato anche a tratti toccante, nel vedere l'attore alle prese con quegli orribili tie-in videoludici XD

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    1. Il titolo originale ha molto più senso, e hai detto bene, un po’ un piccolo sogno per tutti, in cui la versione Simpsoniana che hai ricordato è un po’ l’equivalente per adulti padri di famiglia, concordo anche sul film che si finisce per rivedere meno da grandi, infatti non lo rivedevo da qualcosa come quindici anni, ma lo ricordavo ancora a memoria fino ai piccoli dettagli (e dialoghi). Cheers!

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    2. @Twinkle Homer in quell' episodio citava Risky Business ...

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    3. It's an old time rock 'n' roll. Cheers!

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  19. Auguri!!!!

    Da bimbo mi piaceva di brutto questo film, però forse ora temo che lo troverei troppo cartoonoso.... A come hai giustamente scritto, va preso per la commedia di Natale che è, che è l'unico modo per goderne a pieno! :--)

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    1. Richiede una buona dose di sospensione dell’incredulità ma fa di tutto per favorirla, a differenza di tanti film moderni che non ci provano nemmeno infatti tra trent’anni, stai sicuro che non verranno ricordati da nessuno ;-) Cheers!

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    2. In fin dei conti è anche una moderna fiaba natalizia (colorata ad hoc di rosso/verde), e si sa che nelle fiabe una certa qual dose di sospensione d'incredulità serve sempre ;-)
      E auguri di buone feste (per quanto possibile, di questi tempi), ovviamente!

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    3. Sono d'accordo infatti é diventata una fiaba di Natale per una generazione e mezza, tanti auguri! Cheers

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  20. Me la sentivo che avresti parlato di lui, oggi.
    Beh, è un'ottima commedia, naturalmente soprattutto vista con gli occhi dell'infanzia, con un protagonista simil Bart Simpson con parenti insopportabili e prepotenti che alla fine risulta simpatico, e la scena del finto film usato per fregare il fattorino è geniale.
    Da piccolo ritenevo lo zio di Kevin stranamente assomigliante a uno dei miei, ma per fortuna solo di faccia, non certo per carattere!

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    1. Avevo “chiamato” questo post come si fa al campetto con i tiri da tre punti di tabella la settimana scorsa, prima o poi da qui dovevo passare, era anche un po’ stufo di scrivere “Mamma, ho perso l’aereo” (1990) ogni volta che mi ritrovo davanti un film con trappole e trappolette, da oggi metterò il link e basta ;-) Cheers!

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  21. Io, che quando uscì il film avevo 15 anni, lo trovai un filmetto per famiglie .
    E diciamocelo, lo è.
    E' si gradevole come film per bambini, ma già dai 14 anni in su è una tavanata galattica, troppo tirato per i capelli in più punti ( come peraltro segnala Cass ), troppo sempliciotto, troppo buoni sentimenti anni 90 .
    Ha guadagnato uno sproposito , ma a quell' epoca il pubblico era davvero di poche pretese : basti pensare che a i più grandi incassi del tempo erano cose come "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" o Beethoveen ;e poi ci lamentiamo della qualità odierna, mah.
    Ma poi vogliamo parlare di Kevin che imita Fantozzi nel far muovere le sagome di cartone ?
    E pur vero che si tratta di uno dei film emblema degli anni 90: se mai prenderà mano la moda di fare film che omaggiano quel decennio , questo titolo sarà preso sicuramente come modello di riferimento .
    Il seguito invece, pur essendo come qualità a livello di questo primo capitolo, ha l'aggravante di esserne la fotocopia spiccicata ( stesse gag, stesse scene buoniste , ecc...)

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    1. Il seguito é la fotocopia ma con un bimbo ricco a New York, non capisco proprio come si possa patteggiare per lui. Che poi diciamolo, "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" era un modo per portare la fantascienza anni '50 ai ragazzi (anche se la sua produzione è stata ben più travagliata di così) però ha degli effetti speciali che hanno retto bene, "Beethoven" era una robetta tipo pomeriggio di canale 5. Cheers!

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    2. Il punto è che TMSSRIR e Home Alone , con i loro mega successi mostruosi , sono stati il modello di film per ragazzi anni 90 ; film garbati, politicamente corretti,sottilmente bacchettoni e pieni di BSA ( Buoni Sentimenti Americani).
      In una parola, falsissimi.
      Erano film che appunto, potevano piacere a un bambino, ma già un adolescente li trovava noiosi, e infatti sono invecchiati malissimo ( ieri ho beccato pure Hook in tv, e mamma mia..... inguardabile !).

      Cosa completamente diversa con i film per ragazzi anni 80, che avevano spesso un che di cattivo e oscuro che faceva si che li rendesse gradevoli anche a chi bambino non lo era più.
      Già i ragazzi dei Goonies facevano commenti e battute che nei bigotti e politicamente corretti anni 90 ( che sembra stiano purtroppo tornando )erano un lontano ricordo .
      Però io odio gli anni 90 , li considero un decennio pessimo per tante cose , quindi sono di parte.

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    3. Non sono affatto convinto che "Tesoro" e "Hook" sia invecchiati male, anzi tutt'altro, il secondo è Spielberg che continua a riflettere sulla paternità solo che si nota di più il caramello che ricopre la storia, il primo si gioca dei momenti che oggi lo candiderebbero a film per minori accompagnati, quindi la deriva é stata quella che hai descritto, ma come al solito non è colpa del singolo film, ma di cosa ad Hollywood capiscono del successo di un film, ti faccio un esempio, anche laggiù in Nuova Zelanda hanno pensato che "Lo Hobbit" dovesse per forza essere una trilogia piena di battaglie. Cheers!

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    4. ma ti dirò, lo Hobbit, a giudicare dal primo capitolo, doveva essere una roba un pò per bambini, tanto che aveva pure momenti cantati ( quando sentivo cantare il Re dei Troll mi dissi " ma che cosa..." )
      Poi si sono accorti che era una scemenza e lo hanno fatto più adulto ed epico ( e a me è piaciuto così).
      Columbus, secondo me, con Home Alone ha forse intercettato il cambiamento dei gusti e dei tempi in atto, da qui il suo successo.

      Su Hook, rispetto i tuoi gusti Cass, ma il fatto che pure Spielberg lo trovi brutto, è tutto dire ( e trama a parte, oggi anche la messa in scena appare datatissima, sa tutto di finto, sembra girato in un attrazione da luna park)!

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    5. Ma il libro "Lo Hobbit" è un libro per bambini, Tolkien lo ha scritto proprio per essere quello, infatti il primo film della trilogia di Jackson è l'unico decente ;-)

      "Hook" ha colto la spirito della storia originale meglio del "Peter Pan" della Disney, poi si sa che Spielberg si mortifica sempre per allinearsi a quello che il pubblico si aspetta da lui, ha dichiarato che "Hook" oggi lo rifarebbe più realistico, ma parla ancora male di uno dei suoi film migliori, "1941" secondo me dovrebbe buttarsi giù meno ;-) Cheers

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  22. Bellissimo film, da bambino lo vedevo in qualsiasi stagione visto il tema super affascinante (anche se nella realtà credo che dopo 25 minuti per un bambino si trasformerebbe in un incubo).

    Io comunque continuo ad illudermi che prima o poi esca una cassetta con l'intero film "angels with filthy souls".

    Che poi uno ci ride ma nella realtà le trappole del film sarebbero quasi tutte mortali (lasciamo perdere quelle del secondo, altri si finirebbe direttamente in omicidio premeditato).

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    1. Se uscisse una cassetta (nemmeno un DVD) di "Angels with filthy souls" io lo comprerei subito ;-) Cheers

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