mercoledì 23 dicembre 2020

La carica dei cento e uno (1961): rendere a macchie il mondo

Pablo Picasso, Marilyn Monroe e John Wayne sono i tre nomi che non vi aspettereste di trovare in un post che molto probabilmente non vi sareste mai aspettati di trovare sulla Bara Volante, ma in passato ho osato anche di più e poi, sono in missione per conto dei “macchiazza”.

Quando circa all'inizio dell’anno Lucius mi ha avvisato dell’anniversario dei cinquant’anni dell’uscita italiana di “La carica dei cento e uno”, la data del 23 dicembre 2020 è diventata una specie di tormentone a casa Cassidy, dove di dalmata ne abbiamo una sola che, però, vale per 101 visto che mai come quest’anno la sua salute è stata più indecisa del colore del suo manto ed un paio di volte, l’abbiamo presa per la coda. Quindi per buona parte del 2020 l’obbiettivo è stato far arrivare Dina a questo traguardo, lei ci è arrivata, noi siamo abbastanza degli stracci, ma con un Dalmata è così, agenti del caos maculati con un solo obbiettivo: rendere a macchie il mondo.

Vedete tutto in bianco e nero? Benvenuti nella vita di un “dalmatista” medio.

La verità è che tra i classici Disney visti e rivisti durante la mia infanzia, “La carica dei cento e uno” non entrava nemmeno tra i primi dieci, un film che ho visto per bene solo molto tardi e più che altro perché la vera esperta di macchiazza a casa è la mia Wing-woman, ma con il tempo questo film è diventato uno di quelli che come avrebbe detto Er Piotta "Io non ho visto, l’ho vissuto", quindi per la sua importanza nella cultura popolare, per aver contribuito a rendere popolare una razza specifica (ben prima dei pesci pagliaccio di Nemo) e per motivi puramente affettivi, rompiamo questa dicotomia di bianco e nero con il rosso del logo dei Classidy!

I Dalmata sono riusciti a portare lo scompiglio anche nella lunga tradizione di Walt Disney, i cui primi sedici classici, ad esclusione di uno estremamente lisergico, erano quasi tutti tratte da fiabe molto popolari, anche se dopo il mezzo disastro al botteghino del costoso “La bella addormentata nel bosco” (1959) la musica è cambiata, per il loro classico numero diciassette (e che numero avrebbe potuto essere se non questo per gli sfigatissimi Dalmata?), il materiale di riferimento è diventato il romanzo “I cento e un dalmata” di Dodie Smith, un’altra che nella vita vedeva tutto in bianco e nero.

Alcuni personaggi del film “Lilli e il Vagabondo” (1955) tornano a trovarci (ringrazio gli autori dell’immagine cinofila e cinefila)

Sì, perché l’idea per il romanzo venne suggerita alla scrittrice grazie alle giornate passate con il suo Dalmata, se volete sapere chi è la responsabile del fatto che mille milioni di macchiazza nel mondo si chiamino Pongo, ora lo sapete: Dodie Smith è la prima ad aver chiamato così il suo cane creando la tendenza. Anche se il momento chiave è stata una delle sue cucciolate, la leggenda vuole che un amico della scrittrice, davanti a tutti quei cuccioletti, se ne uscì con un’affermazione del tipo: «Facciamone una pelliccia!» che, poi, è quello che minaccio io a Dina ogni volta che ne combina una delle sue, quindi francamente in questa leggenda, vedo tracce abbondanti di verità.

Il resto, come si dice in questi casi, è storia, anzi romanzo, perché malgrado alcune differenze sostanziali (i Dalmata adulti nel libro sono quattro) la Disney si è interessata subito alla storia e dei tre registi impegnati a portarla sul grande schermo, Hamilton Luske e Clyde Geronimi e Wolfgang Reitherman, il più interessante è l’ultimo, futuro responsabile di titoli come “La spada nella roccia” (1963), “Il libro della giungla” (1967), la risposta gattofila a questo film ovvero “Gli Aristogatti” (1970) e “Robin Hood” (1973), quindi per quello che mi riguarda il meglio della produzione Disneiana.

Prova di accuratezza No. 1: i dalmata sono teledipendenti.

Ora, non ho pretese di fare il Piero Angela della situazione, ma pensateci un attimo: nella savana che si estende a perdita d’occhio, uno dei predatori più letali è il velocissimo Leopardo con il suo arrogantissimo manto “animalier”. Nella giungla verdastra, le strisce arancioni della tigre non aiutano a mimetizzarsi, al massimo a disorientare le prede e poi ci sono i Dalmata... Dei cani che ancora non si sono decisi se essere bianchi o neri (in alternativa, disponibili anche bianco e fegato) come in un pezzo di Michael Jackson. Cosa ci insegna tutto questo? Che se Madre Natura nella sua saggezza, dona ad un animale un manto che lo rende piuttosto vistoso, non lo fa per aiutarlo a nascondersi, ma solo per sottolineare a tutti gli altri che se vedete strisce, pallini e pois, quelli in pericolo siete voi!

Andare in giro con un Dalmata al guinzaglio dovrebbe essere considerato sport estremo, visto che sono dei tiratori compulsivi in grado non dico di staccarti gli arti, ma per lo meno di contribuire all'allungamento degli stessi. Inoltre, aggirarsi per le strade con un macchiazza ti rende un bersaglio mobile per un paio di tipologie di pubblico: appassionati di calcio e bambini.

Prova di accuratezza No. 2: sono animali fisici e dormono uno sopra l'altro.

I primi li riconosci anche in base alla loro “fede” calcistica, per alcuni il tuo amico a quattro zampe sarà “il cane della Juve” (anche se è bianco con i pois fegato) per tutti gli altri sarà un bel cane, malgrado i colori, ma i bambini sono quelli che verranno attratti dal vostro Dalmata come calamite, i più giovani e futuristi vi daranno del “Poupatro” che io inizialmente pensavo fosse una di quelle parole scherzo tipo «Poupatro», «Cosa?», «Suuuuca!» in realtà ho poi scoperto essere questo attrezzo qui. Ma soprattutto il coro di voci dell'Antoniano che si alzerà al vostro passaggio invocherà La carica dei 101, con Dina additata come un “Pongo” (mai una “Peggy”), perché lo standard disneiano impone i maschi molto macchiati con le orecchie nere e le femmine con sei pois totali e le orecchie bianche. Su Internet fanno proteste per ogni tipo di rappresentazione nei personaggi nei film, ma non sentirete mai un “Dalmatista” farlo, il Dalmatista medio non ha tempo per le polemiche, deve badare al cane evitando quelli che gli dicono «Poupatro», «Cosa?», «Suuuuca!».

"Cassidy non si dicono certe parola, potrebbero leggerci i bambini"

Per questo “La carica dei cento e uno” non è un film, è uno specchio, non un Black Mirror, direi più un Black and White Mirror della vita di un padrone e del suo servitore, in cui il padrone è ovviamente quello con i Pois. Rudy Radcliff è uno scapolone che vivacchia di musica fino al giorno in cui al suo cane Pongo non prendono i cinque minuti di sistemarlo per la vita, quindi tirandolo al guinzaglio (ovviamente come un matto) lo trascina al parco dove rispettivamente conoscono le loro anime gemelle, Anita e la sua cagnetta Peggy. Quindi, se pensate che la scena dei protagonisti legati insieme dai guinzagli possa essere solo un’esagerazione ad uso cinematografico, vi assicuro che con la loro giocosa goffaggine i Dalmata possono fare questo e altro!

Prova di accuratezza No. 3: campioni di "laccio Californiano" al guinzaglio e tiratori compulsivi.

“La carica dei cento e uno” è un film che non risparmia ai più piccoli l’idea della morte, se pur edulcorata (parliamo comunque di un film del 1961), quando alla nascita degli otto, dieci, undici… Quindici cuccioli, il piccolo Lucky sembra non farcela, ma i macchiazza hanno più vite che macchie, quindi prima di darli per spacciati, pensateci due volte perché sono dei passaguai di prima categoria!

Fun fact: nel film si possono contare ben 6.469.952 di macchie. Pongo 72, Peggy 68 e 32 per ogni cucciolo.

I diciassette Dalmata (lo vedete che è il loro numero?), quindici cuccioli e due adulti, incarnano alla perfezione molte caratteristiche del macchiazza medio, ad esempio sono teledipendenti, attaccati alla loro casa come pochi (infatti i protagonisti di questo film fanno di tutto per tornarci), ma soprattutto hanno sempre fame... Se pensate che i cani vivano per mangiare voi non avete mai visto in azione la fame atavica del Dalmata, quindi per quello che mi riguarda, il personaggio più significativo di tutto il film è il paffuto Rolly.

Prova di accuratezza No. 4: una fame atavica!

Anche perché, parliamoci chiaro, la mia fissazione per i cattivi cinematografici trova molto materiale in questo film, la dimensione di un eroe è data dalla sua nemesi e i 101 Dalmata del film devono vedersela con una delle cattive più iconiche della storia del cinema, una sorta di Amanda Lear dai capelli bicolore che risponde al nome di Crudelia De Mon, azzeccatissimo adattamento italiano dell’originale Cruella de Vil, che rende il nome più facile da pronunciare per le nostre abitudini senza, però, perdere il diabolico gioco di parole del cognome. Temo che razza di disastro sarebbe stato questo film doppiato secondo i canoni del doppiaggio moderno che adatta il meno possibile.

Dritta nel Valhalla dei più grandi cattivi cinematografici di sempre.

Crudelia De Mon è talmente cattiva da guadagnarsi l’unica canzone di tutto il film, un pezzo così orecchiabile da diventare uno dei più riusciti di tutta la produzione Disneiana: Crudelia De Mon, Crudelia De Mon farebbe paura perfino ad un leon vi si piazzerà in testa più di qualunque irritante tormentone estivo in salsa latino americana di Giusy Ferreri, garantito al limone.

Crudelia Fury Road.

La crudele Crudelia (ah-ah!) vorrebbe abbastanza cuccioli per farsi una bella pelliccia di Dalmata, il che la rende una cattiva ancora al passo con i tempi nel 2020, vuole scuoiare cuccioli di cane, mi sembra chiaro che nessuno potrebbe mai scambiarla per la protagonista, infatti i seguiti con attori e la già annunciata versione in “live action” (che mi fa più paura degli intenti della signorina De Mon) ruotano quasi tutti intorno a questo personaggio che è stato impersonato anche nella versione del 1996 da una bravissima Glenn Close, perché la mania dei rifacimenti con attori dei suoi classici Disney non l’ha inventata certo negli ultimi anni, ora sta solo grattando il fondo del barile.

Gaspare e Zuzzurro li ricordavo un po' diversi.

Per mettere le mani sui cuccioli Crudelia De Mon da brava “capa” affida il compito ai suoi sottoposti Gaspare e Zuzzurro Orazio che portano avanti la tradizione degli sgherri disneiani del cattivo di turno davvero alla grande, ma dove il film si conferma del tutto realistico è nella banda di animali guidata dal Colonnello (un grosso cagnone da fattoria) affiancato dal Sergente Tibs (un gatto) che di fatto fanno buona parte del lavoro sporco per salvare i cuccioli permettendo loro di tornare a casa, perché di suo un Dalmata non farà quasi nulla per salvarsi la vita, al massimo il contrario, il “Dalmatista” medio illuso vi ricorderà che sono diventati la razza mascotte dei pompieri americani perché sono gli unici quadrupedi pronti a lanciarsi nelle fiamme… Sì, ma perché sono privi dell’istinto di autoconservazione non per altro!

Il gatto è il vero eroe della storia e lo dico da non gattofilo.

Da convivente di una macchiazza (perché i macchiazza non hanno padroni) posso dirvi che vedere tutti quei cuccioli in fila a camminare tra la neve ti fa disperare, poveretti, così esposti al freddo e senza nemmeno un cappottino, loro che sono cani che appena la temperatura scende sotto i 20 gradi è già inverno, insomma questo film per chiunque è un classico, per chi ha un cane diventa una pellicola in grado di parlarti quasi direttamente e per chi ha un Dalmata, uno spaccato di vita vissuta. Infatti, proprio come i due protagonisti (umani), quando questi portatori di caos a macchie entrano nella tua vita, dopo non potrai fare altro che vedere macchie ovunque!

Vi costerò un botto di veterinario questa assenza di cappottini.

Questo spiega forse perché utilizzando la tecnica della Xerografia (anche perché disegnare tutti quei pois sai che due pois?), il film costò relativamente poco per gli standard dell’epoca e della Disney, quattro milioni di ritratti di ex presidenti defunti stampati su fogli verdi che trasformarono immediatamente il film in un successo al botteghino e una macchina macina soldi ancora oggi, provate ad entrare in qualunque Disney Store del pianeta e troverete lì a fissarvi, macchiazza su zaini e cartelle, macchiazza peluche, albi da colorare (in bianco e nero), insomma, anche Disney si è piegata al volere di queste “iene maculate” (cit.), ma vi ero debitore di un mistero da risolvere, quello con cui ho iniziato e con cui concluderò.

Nero e bianco è uno sballo! (quasi-cit.)

Oltre alle somiglianze ovvie (sono tutti e tre, bianchi, famosi e defunti), cos'hanno in comune Pablo Picasso, Marilyn Monroe e John Wayne? Erano tutti e tre schiavi di Dalmata (storia vera). Il che ci porta ad una conclusione: per avere un dalmata è obbligatorio essere eccentrici, problematici e probabilmente toccati? No, però aiuta e poi provateci voi a vivere con un cane che vale per 101, un tipo di esperienza che ti cambia la vita per sempre ed ora, se volte scusarmi, devo andare a dare da mangiare al cane.

50 commenti:

  1. Bella recensione di vita vissuta, tanto il film lo abbiamo visto tutti. E auguri alla tua macchiazza...

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    1. Ti ringrazio molto, ci sono film per cui raccontare la trama semplicemente non serve, questo è uno di quelli ;-) Cheers

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  2. Visto al cinema da bambino, anche se lo ricordo poco: abitando vicino ad un grande cinema parrocchiale i film Disney erano assicurati tutto l'anno ;-) Avevo anche l'album delle figurine ma non è fra quelli che sono riuscito a conservare.
    Non ho un cane io personalmente ma da più di tredici anni ho acquisito un "fratello peloso" quindi ho visto coi miei occhi la trasformazione profonda che un quadrupede di pochi chili può portare in una casa: tempo fa mia madre mi ha dato una ciotola di riso perché il cane non l'aveva voluta. In pratica da figlio unico sono diventato raccolta differenziata per i pasti non voluti dal cane! :-D
    Scherzi a parte, la capacità che hanno i cani di farsi amare incondizionatamente e di manipolare ogni persona per raggiungere i loro scopi è meravigliosa. A proposito... sbaglio o a casa tua c'è un povero cucciolo che sta aspettando di vedersi restituita la sua cuccia??? :-D

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    1. ahahahhaahah cosa ha fatto tua madre? Ti ha dato una ciotola di riso perché il cane non l'ha voluta??? aahahahahah sto ancora ridendo!! XD

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    2. Non ti dico Lucius, sta odiando questo albero di Natale che l’ha privata del suo posto preferito, infatti si sta stabilendo in pianta stabile sul divano, esproprio proletario canino ;-) Ti capisco benissimo, a me è capitato lo stesso con vari tipi di cibarie, quelle di marca per i cani, quelle scarse da discount per l’umano pattumiera. Non parleranno ma si fanno capire e come membri bipedi della famiglia, hanno il loro carattere e per fortuna che è così ;-) Cheers!

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    3. Va proprio così Kuku, posso testimoniare l’esperienza di Lucius è il caso di dirlo, storia vera ;-) Cheers

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    4. Se un giorno di questi troverete l'albero riverso in terra, le indagini saranno davvero veloci :-D
      Andrebbero fotografate e messe in un museo le espressioni che fanno i cani quando non sono soddisfatti della pappa, a volte sembra che dicano: "E io dovrei mangiare 'sta roba? Ma per chi mi avete preso?" :-D

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    5. Diciamo che abbiamo una solita sospetta ;-) Ah si, senza ombra di dubbio, a volte ringrazio che non abbiano il dono della parola! Cheers

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  3. Bell'analisi di uno dei classici Disney più famosi. Bella l'ironia dato che hai un dalmata che per ovvie ragioni si sposa bene col film. "La Carica dei 101" è uno dei miei classici preferiti per via delle atmosfere disegnate

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    1. Ti ringrazio molto, il film è solidissimo per disegni, design dei personaggi e anche scene di tensione (la fuga dalla villa), ma visto con gli occhi di uno che è abituato a vedere pois ovunque, ti assicuro che è anche incredibilmente accurato ;-) Cheers

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  4. Questa è stata proprio una sorpresa,non mi aspettavo di trovare la Disney qui sulla Bara... sarà effetto del Natale che si avvicina? Bellissimo articolo, il film non è mai stato il mio preferito della Disney ma ammetto di essere stata più volte Crudelia per carnevale, conservo ancora la parrucca :)

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    1. Sono un gran cultore dei film d’animazione, onda lunga della mia passione per i fumetti, inoltre non potevo perdere il compleanno di questo film a macchie, credo di avere un’esperienza diretta che raccontata, poteva essere un piccolo valore aggiunto, ma la tradizione vera arriva domani, domani è il giorno del “Classido” di Natale della Bara Volante ;-) Cheers

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  5. Effettivamente non me l'aspettavo questo titolo!
    E sapevo che avevi un cane ma non mi ricordavo che era un dalmata. Mi raccomando, continuatela a tenere bene la macchiazza Dina! Bel nome, tra l'altro!
    E sto ridendo per "che due pois disegnare i pois". Devi rudyzzarti fino in fondo, corri a comprare una pipa!

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    1. Ho fatto anche di peggio a livello di scelta di titoli in passato ;-) Si chiamava già così quando l’abbiamo presa in canile, ma mi rendo conto che è proprio il suo nome, mi permette di fare il Fred Flinstone della situazione, quando torno a casa mi zompa addosso e quando combina qualche casinetto posso sempre urlare «DINAAAAAAA!» ;-) Cheers

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  6. Bello, ma non tra i miei preferiti. Comunque stavolta mi hai davvero sorpreso ;)

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    1. Beh dai non è una scelta più stramba di I tre caballeros no? ;-) Cheers

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  7. In effetti è da notare come spesso i progetti più ambiziosi di Walt abbiano avuto meno successo di quelli minori, successe anche a Fantasia.
    Il film mi piace molto sebbene gli preferisca Lilli e il Vagabondo in tema cinofilo, ma molte scene sono fra le più divertenti dei Classici, specie grazie a Gaspare e Orazio.
    Crudelia è un capolavoro, una bestia di Satana fatta e finita nonostante non abbia alcun potere sovrannaturale, uno dei tipici personaggi che ami odiare e fra l'altro è fra i pochissimi cattivi Disney a sopravvivere alla fine.
    Le mie uniche esperienze con i cani derivano dal Jack Russell di un mio cugino e dalla spinoncina di una zia acquisita, sono più orientato verso gli altri quadrupedi carnivori, un giorno mi piacerebbe adottarne uno.
    Saluta Dina (quanti anni ha per curiosità) da parte mia.

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    1. In effetti è vero Crudelia alla fine non viene “punita” come da tradizione Disneiana, semplicemente il bene trionfa e lei passa in secondo piano. Al momento galoppa verso gli undici anni stimati, perché in canile non si sa mai la data precisa, ne aveva circa 2 e mezzo quando l’abbiamo presa, avere un cane è un’esperienza formativa in più di un senso ;-) Cheers!

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  8. Lo adoro. Idem il film con la Close.

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    1. Che poi era un caso di film in “Live action” prima che questa piega diventasse un’abitudine per la Disney, si erano ancora impegnati perché i cani in quel caso, erano veri cani e non “fotocani” (cit.) in CGI, come ad esempio nell’ultimo “Il richiamo della foresta” con Harrison Ford. Cheers

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  9. tanto sentito citare questo blog che alla fine ho iniziato a seguirlo^^
    bellissimo cartone, la mia infanzia 💙

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    1. Spero che te ne abbiano parlato malissimo, ci tengo ad avere una pessima fama ;-) Scherzi a parte, sono felice che tu mi abbia trovato e ancora più contento di darti il benvenuto sulla Bara Volante con un film che ti è caro. Cheers!

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    2. Solo che qua di solito ci si occupa di horror e squartamenti. Anche se visti truculenti propositi di Crudelia, il tema è sempre quello .-)

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    3. In realtà era tutta una scusa per portare qui sopra una delle più sanguinarie cattive di sempre ;-) Cheers

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  10. Non ho mai avuto animali tranne il classico pesce rosso vinto al luna park da ragazzino, un canarino giallo ai tempi dell'asilo e una tartaruga ripescata in un canale con un retino che decise ahimè di suicidarsi lanciandosi dal secondo piano il giorno del concerto dei Pink Floyd (15 luglio 1989). Non chiedetemi altro, sto male al solo pensiero... Comunque solo roba piccolissima e tutti in età pre-adolescenziale.

    Il mio unico animale "vero" fu il cane della mia ex. E cos'era? Una dalmata. Obesa. Quindi so benissimo a cosa ti riferisci quando parli dei dalmati perché le cose che racconti le ho vissute di riflesso. Ho già detto che la cagnolina era obesa, vero? E che mi ha quasi lanciato in acqua con uno strattone?

    Aggiungo che sto film per un paio di mesi fu il preferito di mia figlia tanto che fummo costretti a nasconderlo e a dirle che il dvd era rotto perché eravamo costretti a vederlo in loop (oltre a leggerle il libro a fumetti prima di dormire...).

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    1. Le tartarughe sono strambe lo so perché da bambino ne ho avute, ho delle storie incredibili anche sui pesci rossi, me te le tengo nel taschino per quando mi deciderò a scrivere di qualcosa di ittico. Ora non Disney+ non puoi inventarti nemmeno questa scusa ;-) Ecco, allora sei testimone anche tu che non è paranoia mia ma tratti distintivi tanto quanto i pois. Cheers!

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  11. Splendido articolo, Io ho preso un cucciolo (non di dalmata, ma ha lo stesso il manto a macchie, credo che questo tipo di colorazione si chiami "bluetick" o qualcosa del genere) meno di due settimane fa e ora faccio la lotta continua notte e giorno per impedirgli di mordere qualunque cosa gli arrivi a tiro!

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    1. Hai fatto bene, cono bellissimi con quel tipo di colorazione, procurati qualche giochino mordicchiabile per cani e armati di santa pazienza, alla lunga verrai ripagato nel migliore dei modi ;-) Cheers

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  12. Per quel che mi riguarda gli animali da compagnia hanno fatto parte di una bella fetta della mia vita.
    Tra cani da parte di mio padre (soprattutto segugi), gatti da parte di mia madre e da parte mia criceti, uccelli e pure conigli ne ho avuti davvero di ogni.
    Poi, ogni volta che uno ti lascia e' un colpo al cuore (durissimo).
    Aggiungiamo anche che e' un impegno, e non da poco. Soprattutto quando si cresce, e gli impegni aumentano sempre pou'.
    O nel caso dei miei...semplicemente si invecchia, e star dietro a tutte le incombenze certe volte diventa faticoso.
    Inoltre, quando vivevo fuori citta' c'era decisamente piu' spazio.
    Adesso come adesso e' impossibile. E aggiungo che la mia dolce meta' è pure allergica.
    Per questo, nonostante la mia piccola vorrebbe (e nonostante abbia ereditato le allergie da parte di mamma), a malincuore mi vedo costretto a negare.
    Solo animali bipedi, per ora. E senza pelo.
    Beh, e' stata una bella sorpresa.
    Un classico immortale, visto al cinema da piccolo (che a quei tempi nei cinema degli oratori i vecchi film Disney li riproponevano ciclicamente), amato da tutti ieri come oggi.
    E infatti la mia piccola lo ha gia' visto, e lo ha adorato.
    Il tema e' classicissimo (o classidyssimo, a - ah), stra - abusato dai tempi di Lassie e company.
    La lunga strada verso casa, dagli amati padroni. Ma funziona sempre.
    Merito di protagonisti adorabili (specie i piccoli), una cattiva cima d'annata e d'antologia e due sgherri da barzelletta, che forse in fondo in fondo sono pure buoni. Visto che alla fine a sistemare la loro capa ci pensano loro stessi.
    Con gli animali che sono piu' svegli degli umani, e che in piena tradizione Disney spesso ne incarnano le virtu' senza la controparte di vizio a contaminarle.
    Comunque, ho sempre un dubbio.
    Gli animali tra loro, non parlano...o forse lo fanno e noi non li capiamo?
    Mi sa che e' vera quella frase di un ex-comico oggi divenuto mente ideologica, all'interno di un suo film.
    Infatti la uso, ogni tanto.
    "Chissa' quante volte ti hanno mandato aff.....o e' tu non te ne sei mai accorto!!"
    Si. Mi sa che sotto sotto pensano che siamo noi, quelli davvero tonti.
    E forse, in parte, hanno pure ragione.

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    1. Ormai avevo la data in testa ed era diventata una sorta di tormentone a casa Cassidy, quindi eccoci qui con un po’ di pois ;-) Cheers!

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  13. Scusate, volevo dire cattivaccia d'annata.
    La tastiera...

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  14. E uno di quei film che ricordo soprattutto per la cattiva più che per i Dalmata.
    Comunque uno dei più belli Disney , nella mia personale classifica stanno in testa gli Aristogatti.
    Dopotutto con tre gatti a casa ...che vuoi farci!
    Ottima recensione ,mi hai fatto voglia di rivederlo.
    Comunque Crudelia Demon è apparsa in Live action anche in una famosa soap partenopea , ma qua parli di cinema quindi ..Buon Natale a te e famiglia e una carezza da parte mia a Dina.

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    1. Per altro proprio gli "Aristogatti" é l'altro film Disney che compie gli anni, lo so perché ne hanno parlato addirittura al TG, la lobby felina é sempre molto influente ;-) Buona Natale anche a te capo un abbraccio! Cheers

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  15. Un post su un Classico Disney sulla Bara. Va beh che non ci facciamo mancare mai niente ma sento un voce lontana "Mmm, il Lato Oscuro getta la sua ombra su tutto"

    p.s. non l'ho mai visto

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    1. Più che lato Oscuro in questo caso è il lato Nero e Bianco ;-) Cheers

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  16. Quella delle sei milioni di macchie non l'ho capita... sono 3mila e qualcosa per 99 cuccioli, no?
    Comunque,pensa tu che sorte: probabilmente il mio primo film al cinema, proprio a me che i cani non piacciono.
    I dalmata men che meno... e così non sarò mai come quelle personalità.

    Moz-

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    1. Anche a me i cani non piacciono. Preferisco il pollo.

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    2. Riporto di due, moltiplico per 99, divido il tutto per tutta la pellicola ed ecco il numero di macchie totali in tutta la pellicola, almeno credo, non le ho contate proprio tutte tutte ;-) Cheers

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    3. Però la carica dei 101 polli non suona benissimo, o magari si affidiamolo alla Pixar ;-) Cheers

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  17. Bell'escursus sulla vita coi dalmata. Non avevo idea che fossero così incontrollabili. Praticamente allora il film è un documentario! 😀
    Io ho visto prima il film con la Close, molto divertente, dove fra l'altro uno degli scagnozzi è Hugh Laurie, non ricordo se Gaspare o "Zuzzurro"! Il cartone mi sorprese piacevolmente, con i cani parlanti.
    In ogni caso impossibile non amare "La carica dei 101".

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    1. Si era proprio Hugh Laurie credo fosse Gaspare mai potrei sbagliarmi, l'ho visto una sola volta perché in fondo era un "Live action" prima che alla Disney diventasse una (cattiva) abitudine, quello almeno utilizzava ancora dei veri cani, oggi li rifarebbero in CGI come per "Lilli e il vagabondo" nuovo, una roba concettualmente imbarazzante che spero di dimenticare presto ;-) Cheers

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    2. giustissimo, era Gaspare il Dr house, mentre Zuzzur.... ehm Orazio era il padre dei Whisley in Harry Potter

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    3. Ora che me lo hai ricordato, mi é tornato in mente il volto, si era lui ;-) Cheers

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  18. Ehilà Cassidy! Spero che tu abbia passato un buon Natale! Non sono stato molto presente come commentatore, anche se ti leggo quotidianamente, ti ho risparmiato per un pò i miei sciocchi commenti. Che dire, non immaginavo che il film con la migliore consulenza scientifica della storia fosse un cartone Disney! Jurassic Park, levati proprio!
    P.S. Dato che ti processi cinofilo, ho intuito quale potrebbe essere il tuo attore preferito in assoluto: Lucas Black!

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    1. Figurati non sono mai sciocchi, sempre un piacere leggerti e si, questo film è un manuale di sopravvivenza con il dalmata ;-) Lucas Black perché è così scarso a recitare? ;-) Cheers

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  19. Lucas Black perché è così scarso a recitare?

    Esatto!

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    1. Si potrebbe fare la carica dei 101... attori cani ;-) Cheers

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  20. Questo lo ricordo veramente poco, tranne la scena dell'inseguimento in macchina con Crudelia De Mon (che se non ricordo male venne eseguita usando dei modellini cartacei per aiutare i disegnatori con l'animazione dei mezzi). Comunque credo sia uno dei classici Disney con più prodotti correlati (ultimamente ho visto la pubblicità che hanno fatto una serie tv con i Dalmati).

    P.S. La mancanza di una foto di Dina rende il post decisamente deludente. :P

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    1. Stanno tornando di moda i macchiazza, d'altra parte è tornato di moda quasi tutto degli anni '80 in cui questi cagnoni andavano forte, perché non loro? ;-) Ricordi bene complimenti per la memoria e ci ho pensato a mettere una foto di Dina, ma ormai era tardi. Cheers!

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