giovedì 5 novembre 2020

V per Vendetta (2005): qui chi non terrorizza, si ammala di terrore

Esattamente un anno fa, con la mia personale versione della congiura delle polveri, ho fatto esplodere l’Old Bailey per ricordare a tutti (quelli disposti ad leggere) il vero significato del 5 novembre. Vox populi, l’opera va completata con un secondo attacco dritto al parlamento questa volta, il film tratto dal fumetto che per altro, nella sua scena finale era ambientato proprio il 5 novembre del 2020, amo le simmetrie quindi Voilà! Alla vista un umile veterano del vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato.

Cartoline dallo scorso 5 novembre.

Tra il 1985 e il 1988, il periodo in cui “V for Vendetta” di Alan Moore e David Lloyd veniva pubblicato prima sulle pagine della rivista “Warrior” e poi in volume, i fratelli Laurence Wachowski detto Larry e Andrew Paul detto Andy, hanno poco meno di vent’anni (o forse dovrei scrivere Vent’anni?), sono appassionati di fumetti e in quanto tali, non restano indifferenti davanti al lavoro di Moore e Lloyd, con i capolavori succede. Ma se già di suo V for Vendetta ha tutto per colpire il pubblico più giovane (resta l’opera con più alto tasso di giovanile ribellione, di tutta la produzione del mago di Northampton), inoltre non serve essere Sigmund Freud per capire come mai il fumetto abbia colpito così tanto i due fratellini di Chicaco. Nella primissima incarnazione del personaggio, Moore immaginava V come un terrorista transgender, a tutti gli effetti l’incubo del regime pseudo-fascista che combatteva, e malgrado le modifiche anche nella resa visiva (ispirata a Guy Fawkes), il personaggio non ha perso del tutto questa caratteristica. Considerando il percorso fatto dai due nerd di Chicago per diventare Lana e Lilly Wachowski, tutto possiamo criticare loro, ma non che questo fumetto l’abbiano compreso fino in fondo, il che vuol dire che io, come Dio, non gioco ai dadi, e non credo nelle coincidenze (cit.).

Non è un caso se poi i due fratelli, nel loro passaggio dal mondo del fumetto (una gavetta alla Marvel e poco altro) al cinema, desiderassero ardentemente portare sul grande schermo il fumetto di Alan Moore e David Lloyd, Matrix per loro è stata la soluzione di ripiego. Si potrebbe scrivere un lungo post su quanti elementi usciti dal fumetto del mago di Northampton, siano finiti a far parte dell’iconografia di Neo e soci.

Vi hanno chiamato con tanti nomi, non tutti gentili, ma l’unico aggettivo giusto è Nerd.

Cosa fa di solito un regista quando raggiunge il successo? Lo sfrutta per lanciarsi anima e corpo nel progetto della vita, quello inseguito da sempre, ma non i Wachowski. Forse dirigere l’adattamento di “V for Vendetta” avrebbe messo in chiaro le somiglianze tra il lavoro di Moore e il loro Matrix? Ho rinunciato a capire i Wachowski dal loro inqualificabile “Speed Racer” (2008) o forse ancora da prima, dai due seguiti di “Matrix” su cui preferirei non dire nulla, perché vi stupirebbe scoprire quante parolacce che iniziano per “V” io conosca.

No, alla fine la loro sceneggiatura intitolata (in uno strambo Paese a forma di scarpa) “V per Vendetta”, hanno deciso di lasciarla nelle mani del loro fidato direttore della seconda unità, James McTeigue lasciando però correre le voci sul loro coinvolgimento dietro alla macchina da presa di molte scene, la più quotata quella “Alla Matrix” (quante volte avete usato questa espressione parlando di un film?) con i coltelli di V che volano in stile “Bullett time”. Un tentativo di celarsi come V, dietro alla maschera di Guy Fawkes? Chi lo sa, dalle mie parti si direbbe che i Wachowski sono più furbi che belli, o belle? Oh diamine ci siamo capiti!

“Volgi la tua attenzione ai vocaboli Cassidy, il verbo non va sottovalutato” 

Ok, spazziamo subito via i dubbi, prima di beccarmi immotivate (e del tutto errate) accuse di transfobia lo dico con la massima trasparenza: ho dei problemi con i film di Lana e Lilly Wachowski. Mi sono piaciuti solo Matrix e Bound (1996), so che la loro serie tv “Sense8” (detta “Sensotto”) è molto amata, ma io non sono riuscito ad arrivare nemmeno alla fine dell’episodio pilota, e ho provato a guardarlo due volte (storia vera). Sono consapevole che se uscissimo fuori a berne un paio Lana, Lilly ed io diventeremmo grandi amici e passeremmo tutto il tempo a parlare di cinema e fumetti, però è anche vero che la maggior parte dei loro film non mi piacciono per niente, non è transfobia, mi facevano pena anche quando avevano il pene.

"Sai che i fan dei Wachowski te la faranno pagare la tua ultima frase?", "Non sarebbe la prima volta, ho le spalle larghe"

Il loro “V per Vendetta”? Ho sentimenti contrastanti, andai a vederlo al cinema alla sua uscita, lo apprezzati con numerose riserve, ai miei amici esalatati continua a ripetere tutta la sera (e i giorni successivi), che il fumetto era molto più riuscito, completo e sfaccettato, però ho anche il DVD del film nella mia collezione, penso di averlo visto tre volte, quattro contando un ripasso prima di scriverne. Non posso dire che il film mi piaccia, però ho il DVD, trovate più controversie e sfaccettature in questa mia affermazione, che in molti passaggi della sceneggiatura scritta dalle Wachowski.

Un adattamento per essere considerato valido, deve reggersi sulle sue gambe, bisogna dire che “V per Vendetta” ci riesce, fa arrivare al pubblico tutti i messaggi presenti anche nel fumetto se pur facendo molti compromessi. Nego con forza l’atteggiamento «Eh ma in giro si trova di peggio», perché è quello che ti porta alla lunga ad abituarti al bastone dell’adattamento pezzente, però prendendo ad esempio solo i film tratti dai fumetti di Alan Moore, “V for Vendetta” non è una carnevalata inguardabile come “La leggenda degli uomini straordinari” (2003), non è un semplice sfruttamento di nomi di personaggi amati dai lettori come “Constantine” (2005) e se non altro i fratelli le sorelle le persone chiamate Wachowski, a differenza di Zack Snyder, il fumetto lo hanno letto e capito, non si sono limitati a guardare i disegni.

"Per favore, non mordermi sul collo", "Non posso, questa maschera non ha i denti"

Una volta alle superiori ho fatto ingenuamente l’errore di dire al mio professore di Italiano, persona colta e dall'approccio estremamente spiritoso (avercene di insegnanti così) di dire che “Moby Dick” l’avevo letto. Mi ha preso per il culo un mese e mezzo (storia vera), anche se era così, lo avevo letto davvero da bambino, ma era un adattamento, un libercolo semplificato nel numero di pagine e in molti dei suoi contenuti, per essere reso alla portata anche dei Cassidini come me. Quando poi ho letto per davvero “Moby Dick” di Melville, ho capito che il mio professore faceva bene a sfottermi, il film tratto dal fumetto di Moore e Lloyd mi ha fatto ripensare a quell'adattamento per bambini di “Moby Dick”.

Preferivo di gran lunga "V Tv" ai Socialcosi contemporanei.

Anzi, diciamola bene, tratto dal fumetto di David Lloyd, perché Alan Moore rispettando il suo ruolo di burbero padre del fumetto americano, si è fatto togliere dai crediti del film e come sempre, ha preso le distanze da tutte le opere tratte dai suoi lavori, insomma come fanno gli anarchici, quelli veri. “V per Vendetta” non fa scempio del lavoro del mago di Northampton come è successo ad esempio con “La vera storia di Jack lo squartatore” (2001), ma sempre di adattamento per bambini si tratta, gli concedo l’attenuante di essere per lo meno un adattamento scritto da qualcuno il cui amore per l’opera originale è manifesto, dietro questa maschera sorridente di veterano del vaudeville non si nasconde un vorace mostro senza cuore, la riconosco la passione vera quando la vedo.

In 132 minuti le persone chiamate Wachowski adattano a volte benino, a volte in modo sempliciotto e manicheo, mentre in altri passaggi semplificano utilizzando il pennarellone a punta grossa per sottolineare malamente (la dichiarazione d’amore di V a Evey nel finale, didascalismo e barbarie). Il risultato è un film efficace ad una prima occhiata, capace di travolgere con i suoi sotto testi lo spettatore e carico di quella giovanile ribellione, che animava anche la penna di Moore e il pennello di Lloyd. Ma a ben guardarlo, i passaggi in cui la storia scricchiola ci sono e guarda caso, sono quelli dove i consanguinei di Chicago (tra parole con la “V” e il cambio di sesso Wachowskiano, qui bisogna fare i salti mortali verbali) ci hanno messo del loro il risultato finale? Volenteroso ma vacillante, vanta valori venuti dalla vera pagina scritta e vergata da tratti di matita e china, ma vive di luce riflessa e si specchia vanesio nelle altrui invenzioni, insomma virtù e vizi… In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettetemi di passare alla vendetta.

Thomas Jefferson ci aveva visto lungo.
Virtù

C'è chi lo vide ridere, davanti al Parlamento / aspettando l'esplosione, che provasse il suo talento (cit.)

“V per Vendetta” ha saputo portare al grande pubblico un fumetto che in quanto composto da parole da leggere, sarebbe stato già uno strano oggetto guardato con sospetto dai più. Se per me l’adattamento per bambini di “Moby Dick” (e una spintarella d’orgoglio del mio vecchio insegnante) mi hanno poi spinto a recuperare l’opera vera e completa, posso portare come testimonianza quella di non uno, ma due, miei ex compagni di squadra, che colpiti dal film, conoscendo la passione per i fumetti del loro compare cestista (il vostro affezionatissimo) mi hanno chiesto di procurar loro una copia del volume, nemmeno fosse una delle opere sovversive preservate nella galleria della ombre di V (storia vera).

Credo che sia inutile cantare le lodi di tutti i passaggi della trama e del film che funzionano meglio, quel senso di simmetria e parallelismi tra i personaggi (in particolare V e Gordon Deitrich interpretato da Stephen Fry) erano già presenti nel fumetto. Quanto sia geniale prendere il traditore per eccellenza di Albione, Guy Fawkes, e trasformarlo in un moderno anti-eroe, un Batman votato alla dinamite che era già rivoluzionario (in tutti i sensi possibili di questa parola) nel 1985 quando Moore lo utilizzava per colpire al cuore Maggy Thatcher. Vi evito la noiosa replica, non è pigrizia la mia è un argomento che ho già affrontato con dovizia di dettagli e che il film riesce in buona parte a riportare sul grande schermo.

“Ma è un post originale della Bara Volante quello? Come hai fatto ad averlo?”, “L’ho avuto per due spiccioli dopo che i fan dei Wachowski hanno lapidato Cassidy”

La sceneggiatura inoltre si ricorda che questo è un film del 2005 e non del 1985, quindi tiene conto di un mondo post 11 settembre e soprattutto, di chi stava seduto alla Casa Bianca in quel periodo, dimostrazione che gli anni passano, ma purtroppo l’opera di Moore resta sempre incredibilmente al passo con i tempi. “V per Vendetta” esce nel pieno della guerra al terrore di George “Dabliù” Bush, quindi un terrorista nel ruolo del “buono” resta ancora una grande idea, che porta avanti la scintilla sovversiva di Moore, inoltre James McTeigue è benedetto da tutte le facce (e le maschere) giuste.

Loro la Voce del Fato, noi Barbara D'Urso, in ogni caso… Brrrrr!

Stephen Fry funziona alla perfezione nei panni del conduttore omosessuale che prova ancora a fare satira (con tanto di strizzata d’occhio musicale al “Benny Hill Show”), anche durante un regime oppressivo. Suo contraltare perfetto la Voce di Londra, il Lewis Prothero di Roger Allam in questa versione del film ricorda i conduttori di Fox News, canale americano da sempre schierato con i presidenti Yankee Repubblicani, ma anche Tim Pigott-Smith, pur incarnando tre o quattro personaggi del fumetto in uno solo (una bella sforbiciata alla storia, che ne semplifica di molto le sfaccettature), dona a Peter Creedy la giusta faccia da bastardo. Ma passiamo ai pesi massimi.

Lo avevo già raccontato, a lungo ho considerato John Hurt l’attore più spaventoso del mondo, nel senso che i suoi film riuscivano sempre a farmi venire un’enorme ansia, qui nei panni del Grande Fratello Adam Sutler (con nome modificato rispetto al fumetto, altra semplificazione), rimanda idealmente al film in cui recitava, “Orwell 1984”, quindi è una scelta filologicamente azzeccata.

Giovanni Ferito: si nasce Winston Smith e si muore Grande Fratello.

Non credo che nessuno si offenderà se scriverò che qui Natalie Portman, offre una delle sue interpretazioni migliori, se pur con qualche scricchiolio - ci torneremo più avanti - ma la sua Evey compie un arco narrativo completo e Natalina Portuale recita tutta la gamma di sentimenti necessari a dare spessore al personaggio, cuore lanciato oltre l’ostacolo, ma anche capelli sacrificati per la causa, solo Demi Moore per il non proprio memorabile “Soldato Jane” (1997) aveva optato per il taglio alla Sinead O'Connor, che concede al regista solo il più classico dei «Buona la prima!» per ovvie ragioni.

'Cause nothing compares, nothing compares to you (cit.)

Le è andata bene, il film in generale è stato apprezzato, pensate passare anni ed anni di apparizioni, interviste, a programmare i tuoi prossimi ruoli anche in base ai capelli in ricrescita, se il film fosse stato un flop completo. Però permettetemi un parere puramente soggettivo: Natalina Portuale può permettersi anche la testa rasata restando comunque un bel vedere.

Un parare extra cinefilo per una volta mi sarà concesso no?

Ultimo ma non meno importante, Hugo Weaving che da agente Smith è finito sotto la maschera di V, sostituendo (e ridoppiando le prime scene già girate) James Purefoy, che ha abbandonato il ruolo dopo quattro settimane, frustrato dal dover recitare in maschera. Sarà per quello che poi ha optato per un personaggio dall'aspetto molto simile a V (ma senza maschera) come “Solomon Kane” (2009)? Chi lo sa, di sicuro Weaving qui fa un lavoro incredibile - godetevelo in lingua originale - sulla pronuncia e sul linguaggio del corpo del personaggio, si riesce a vederlo sorridere oppure digrignare i denti per rabbia, anche dietro al sorriso di Guy Fawkes.

Lo vedo sorridere il vecchio Hugo, anche da sotto la maschera.

L’unico vero contributo cinematografico all'iconografia del personaggio creato da Moore, resta la scena del popolo che scende in piazza, una folla che indossa la maschera del terrorista, una scena visivamente molto potente, che poi è anche quella che di solito manca a chi legge il fumetto dopo aver visto il film, almeno molti di quelli con cui mi sono confrontato negli anni mi hanno dato indizi in tal senso. Anche se il vero contributo alla cultura popolare di questo film, è aver reso la maschera di Guy Fawkes una presenza costante alle manifestazioni di protesta di tutto il mondo, diciamo che sta alle manifestazioni, come la bandiera dei quattro morì sta ai concerti. Ovviamente Moore ha sottolineato quanto sia grottesco scendere in piazza a protestare contro i potenti, con in faccia una maschera di plastica costruita da qualche multinazionale sfruttando la manodopera in oriente, poi chiedetevi perché si è fatto togliere dai crediti del film!

C'è chi aspetta la pioggia, per non piangere da solo (cit.)

Chi invece da “V per Vendetta” ha sicuramente pescato a piene mani, rendendo ancora più banale (posso dirlo? Qualunquista) il messaggio della storia, sono stati di sicuro gli spagnoli con La casa di carta, un furto con rapina non alla zecca di stato, ma all’iconografia di Moore portata al grande pubblico dal film. Resto dell’avviso che per fare la conoscenza di personaggi e storia, il modo migliore sia leggere il fumetto, ma riconosco al film abbondanti dosi di amore per il materiale originale, non lo ritengo un adattamento perfetto, una serie tv in cinque episodi (anzi in V episodi, utilizzo i numeri romani) sarebbe perfetta, con i giusti attori e il giusto budget, avete presente il messaggio alla nazione di V, visto sullo schermo della televisione di casa? Ma sono vacui e verbosi discorsi, oggi è il 5 novembre e un anno fa ho promesso una colossale esplosione, è l’ora di andare in scena, musica!

Ed ora, si va in scena!
Vizi

Chi va dicendo in giro, che odio il mio lavoro / Non sa con quanto amore, mi dedico al tritolo (cit.)

Pur cercando di mantenere una certa fedeltà all’opera originale, è chiaro che i compromessi accettati per far digerire un terrorista bombarolo come “buono” della storia, siano stati tanti, si vede fin dalla prima scena, Evey non è più una ragazzina che esce in strada a prostituirsi come ultimo disperato tentativo per non morire di fame, ma diventa una venti-qualcosa-enne che viola il coprifuoco per andare da Gordon, che si scoprirà essere omosessuale, quindi ogni traccia di sesso è cancellata. V nella prima scena non uccide, al massimo taglia la cintura agli aggressori della ragazza lasciandoli in mutande, poi per fortuna nel corso del film il tiro viene aggiustato e i coltelli vengono usati per il loro scopo, ma le modifiche introdotte dagli sceneggiatori sono trucchetti da poco.

Questa scena ad esempio è già indifendibile. Ditemi quello che volete.

Moore puntava il dito e parlava chiaramente di fascismo, una critica aperta. Il film fa il dito medio ai potenti ma più che altro, lo solleva per provare a nascondersi dietro invano. Guardare un film ambientato anche durante il giorno 5 novembre 2020, in questo disgraziato 2020 è una strana esperienza, “V per Vendetta” divide i personaggi, buoni da una parte e cattivoni dall’altra, una divisione manichea che annulla quasi tutte le sfumature di grigio in cui la storia di Moore viveva e guadagnava spessore e respiro. La trovata dell’attacco terroristico alla scuola Saint Marie e del virus scatenato da LORO, nel 2020 suona ancora più sinistro, non oso dire profetico solo perché gli intenti di questo cambiamento della storia sono palesemente una bella parata di chiappe. Invece di attaccare la destra, rischiando di inimicarsi metà del pubblico che potrebbe andare in sala (oppure comprare la maschera di V), il film si barrica dietro a comodi sentimenti di paranoia, complottismi facili che semplificano una storia ben più complessa e risultano soluzioni facilone e francamente, anche naif. Nel 2020 ci sono ancora tante persone che non vogliono mettersi una mascherina per il bene comune, il film vuole farci credere che TUTTI, tranne i cattivi in giacca a cravatta, sarebbero pronti a indossare la maschera di Guy Fawkes per affrontar dei soldati armati? Non era credibile nel 2005, ma nel 2020 il film fa la figura del giovane idealista che crede ancora alle favole.

Io ti conosco, mascherina ti conosco (cit.)

I passaggi a vuoto della storia poi si sprecano, Evey vestita da Lolita (ci sarebbe voluta la Natalina Portuale di "Lèon" per rendere credibile quella scena) tradisce V nel momento più improbabile, dopo aver rischiato già tantissimo per aiutarlo. Questo solo perché la trama originale prevedeva una loro temporanea separazione, quindi il film procede con l’avanti veloce e sono proprio le modifiche degli sceneggiatori a creare delle falle nel piano di V, che ci viene venduto come perfetto perché lo era nel fumetto, ma nel film invece è una lacuna costante.

Natalie Portman, pasticcia con i nostri ormoni dal 1994.

Peter Creedy come detto, copre il ruolo che nel fumetto era affidato a più personaggi, se la spalla destra di Adam Sutler fosse semplicemente andato a riferire al suo capo, tutto il piano di V sarebbe saltato per aria lasciatemelo dire, con il tritolo.

Poi nel film puoi mettere tutte le coreografiche scene con i pezzi del domino che cadono uno dopo l’altro (realizzata da esperti con più di duemila tessere, storia vera), ma la storia e di conseguenza il piano di vendetta di V, risulta pieno di passaggi a vuoto e forzature che balzano agli occhi, non nel confronto diretto con il fumetto, ma semplicemente ad uno spettatore attendo.

Oops!... I did it again (la cit. che non ti aspetti)

Posso chiudere un occhio su una certa volontà di spettacolarizzare, come dice V nel film, ci vuole un finale che anche se non è totalmente lieto come quello del citato film sul conte di Montecristo, deve essere grandioso come solo la celluloide può regalare. Quindi ci sta che V venga colpito non da uno, ma da centinaia di proiettili che anche se può risultata una tamarrata, anche l’effetto “Bullet time” lo possono comprendere, perché “V per Vendetta” è questo, un film che prende una storia con contenuti maturi e tante sfumature di grigio e la rende non dico proprio “Pop” ma sicuramente popolare. Le ingenuità sono manifeste, la storia diventa la classica rivoluzione che ci salverà tutti, ma anche la passione per il materiale originale, anzi in certi passaggi i fratelli le sorelle le persone di nome Wachowski, non riescono proprio a staccarsi completamente dal materiale originale, anche quando il loro film - perché tanto è il loro film, James McTeigue è un loro burattino - ne avrebbe tratto vantaggio.

Tzè, lo so fare anche io quello che ci vuole?

A volte bisogna distruggere le vecchie istituzioni e i vecchi simboli per creare davvero qualcosa di nuovo, questa freddezza è mancata agli sceneggiatori. Moore era davvero mosso da sentimenti di vendetta, lui era il vero alter-ego di V, la versione cinematografica più che da vera vendetta è mossa da manifesto amore per il fumetto, per questo ho sentimenti contrastanti nei suoi confronti. Non mi piace, ma ho il DVD, in questa mia sfumatura di grigio tutto il mio strambo rapporto con questo film.

Ed ora mia care amiche e amici, che risuonino le cannonate e l’overture di Tchaikovsky, avevo promesso l’attacco al parlamento di questo film nel giorno 5 novembre 2020 e un Cassidy mantiene sempre la parola: ricordate per sempre, il cinque novembre!

Ricordate per sempre, il 5 novembre.

Per strada tante facce, non hanno un bel colore / qui chi non terrorizza, si ammala di terrore. C'è chi aspetta la pioggia, per non piangere da solo / Io sono d'un altro avviso, son bombarolo.

50 commenti:

  1. Belle citazioni musicali... specie De Andrè che pare fatto apposta.

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    1. Volavo già utilizzarla nel post della scorso anno è uno dei miei pezzi preferiti di De Andrè, ma il fumetto di Moore era già abbastanza sostanzioso per aggiungere altro. Un giorno scopriremo che Alan Moore parla anche Italiano è che ha preso idee per il suo V anche dal cantautore di Genova ;-) Cheers

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    2. Si mi associo. Molto azzeccate.

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  2. Ti leggo dopo aver mandato, come faccio ogni anno, a tutti i miei amici il messaggio: "Remember, remember", e sono molto colpita di ritrovare non solo il film giusto al posto (nel giorno) giusto, ma un film che tanto ha significato per me, tanto che all'epoca lessi il fumetto proprio per approfondire la sua conoscenza. Come si capisce a me il film piace, pur riconoscendo obiettivamente tutti i limiti e i passi falsi che tu esponi, non posso che darti ragione, ma al di là di tutto il film all'epoca mi piacque moltissimo. Non lo rivedo da tempo, forse vedendolo ora per la prima volta proverei sentimenti molto diversi, non saprei, ma allora, ero giovanetta e lo adorai. Ma d'altra parte sono anche l'unica persona del mondo a cui è piaciuto Speed Racer, quindi forse non faccio testo. In ogni caso gran bel post Cassidy, è stata una gioia leggerti. Ora scusa ma ho un pupazzetto di Guy Fawkes da bruciare...

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    1. Ti ringrazio molto, avevo un compito da concludere e un parlamento da far esplodere ;-) Provo sentimenti contrastanti nei confronti del film, infatti il post è tormentato e come al solito troppo lungo. È un adattamento per bambini e come tale semplificato e votato alla spettacolarizzazione, ci sono passaggi che scricchiolavano nel 2005 figuriamoci ora, però ha dosi abbondanti di amore nei confronti dell’opera originale, è riuscito a far arrivare il messaggio di Moore e Lloyd al grande pubblico e rispetto, quindi ogni volta che mi riguardo il film ci vedo elementi positivi ma il mio V, sarà sempre su carta ;-) Cheers

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    2. E' bello vederlo da giovani. Averlo apprezzato allora ci fa sentire piuttosto vecchi, guardando come il mondo è cambiato. Ma certe cose che diceva allora, valgono ancora.

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    3. Hai riassunto alla perfezione Bro é come mi sono sentito mentre ne scrivevo (storia vera). Cheers

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  3. Ahah! Ti ho sgamato con un anno di anticipo (copio&incollo il mio post di un anno fa "Al prossimo 5 Novembre mi aspetto il film..."). :-D

    Potrei copiare il resto del mio commento (visto che avevo speso parole per tutte e due le versione del lavoro di Moore) ma mi limito a ripetere l'essenziale.

    Era difficilissimo portare tutto ciò che c'è su carta sullo schermo. Troppo denso e profondo il lavoro di Moore per essere condensato in 2 ore di pellicola ma i (le) Wachowski secondo me sono risuciti in un mezzo miracolo. Scremando ogni cosa """superflua""" (non c'è nulla di troppo nel fumetto originale, sia ben chiaro!) hanno tenuto l'essenziale per far arrivare al pubblico il messaggio di fondo. Ovvio che il film è un misero Bignami del fumetto ma il suo lo fa alla grande. E seppur l'originale batte la riduzione con triplo 6-0, il film per me è un buonissimo compromesso, anche se, ammetto, parecchio paraculo in alcuni momenti.

    P.S.: ottima rece Capo! Sto giro ti devo fare i complimenti per i salti mortali tra i (le) Wachowski e le parole con la V.

    P.P.S.: credo che la bandiera coi quattro mori ci debba essere per contratto ad ogni concerto mondiale altrimenti gli artisti non possono suonare. Mi pare lo avessero dichiarato sia il Boss che Bono in due distinte occasioni (nel 2018 Bono e soci non suonarono a Berlino non perché il cantante era senza voce, ma perché il tipo che doveva portare la bandiera perse l'aereo da Alghero...).

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    1. Sei l’uomo della V e del 5 novembre, io avevo solo un compito da portare a termine cominciato un anno fa. Ad un certo punto ho temuto di finire in un vicolo cieco e scrivere qualcosa tipo VVachowski ;-)

      Belfast 2010, completo la vacanza in Irlanda con il concerto dei Pearl Jam, al palazzetto vietate le bandiere perché i trascorsi nell’Irlanda del Nord sono quelli che sono quindi meglio anticipare ogni possibile problema. Due ragazzi ignari di tutto tirano fuori il bandierone e vengono braccati dalla sicurezza, che vedendo il bianco e il rosso hanno temuto fosse una bandiera inglese. Dopo una mediazione i due ottengono di tenere la bandiera, comunque sfoggiata quando il cantante dal palco, ha chiesto di tirare fuori le bandiere (storia vera). A fine concerto ho schivato la folla per andare da quei due eroi, dicendogli: «Ero convinto che questo sarebbe stato il mio primo concerto senza la bandiera dei quattro mori, invece no e quindi vi devo offrire da bere» ovviamente erano due ragazzi di Cagliari in trasferta. Non gli eroi che meritiamo, ma quelli di cui abbiamo bisogno ;-) Cheers

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  4. La penso grossomodo come te. Un adattamento che quando lo vidi al cinema mi superò le mie, molto basse aspettative, ma che mi lascia comunque combattuto sul giudizio. Diciamo che come adattamento si poteva fare qualcosa di più, ma gli riconosco di essere i miglior racconto di Moore portato sul grande schermo. Il problema più grande di "V per Vendetta" lo trovo nel suo ritmo scostante, schiacciato un po' troppo dagli eventi da raccontare che finisce spesso per andare a più velocità e non necessariamente sono dosate a dovere a seconda dei momenti. "V per Vendetta" però rimane uno spettacolo estremamente godibile e comprensibile da chiunque, dall'impianto visivo estremamente iconico. Oggi a più di dieci anni dalla sua uscita per me è un cult che riguardo comunque con piacere e preferisco ad esempio ad altri celebri adattamenti illustri (Batman, Nolan, coff coff).

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    1. No ma tu pensa un “V for Vendetta” firmato da Nolan? Ma sai che due maroni? A parte che avrebbe giocato tutto su otto piani temporali diversi per complicare inutilmente la trama, poi tutto sarebbe stato afflitto da serietà congenita. No no, con tutti i difetti e la volontà di semplificare, almeno V è finito nella mani di qualcuno che aveva una vera passione per il materiale originale, è già qualcosa ;-) Cheers

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  5. Sai che è uno dei pochi post obiettivi e non idolatranti che ho letto su questo film? Chiunque parli di questo film si mette gli occhi a cuoricino e alla mia domanda se abbia letto o no il fumetto (io l'ho comprato durante lo scorso lockdown ma non l'ho ancora letto) propende statisticamente per la seconda ipotesi.
    Sulle persone Wachowski ho anche io un'idea confusa che tende al "non mi convincono perché esasperano gli argomenti".
    Gran post amico!

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    1. Ti ringrazio molto, so di non aver approfondito troppo certi passaggi, ma con il post “gemello” dedicato al fumetto penso che non avrei fatto che essere ancora più verboso di quanto già non sia stato. Le persone Wachowski temo siano un po’ vittime dei loro personaggi, le tematiche di un autore devono essere chiare, senza che l’autore dichiari ai quattro venti: «Il mio cinema parla di [Inserire-qui-argomento]!!», mille grazie ancora! Cheers

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    2. Esatto, pensavo proprio al modulo burocratico come lo hai descritto

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    3. Anche i tentativi di fornire oggi, delle chiavi di letture a "Matrix", ai tempi veniva venduto come un film pieno di riferimenti Biblici (ci sono tutti), ora secondo le persone che lo hanno scritto e diretto, sarebbe un allegoria sul cambio di sesso. Solo che dal 1999 il film non è mai cambiato, come mai dovremmo cambiare la sua interpretazione? ;-) Cheers

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  6. Pure io questo film non sono mai riuscito ad amarlo o ad esaltarlo. Non è male, anzi, avercene tanti altri di film così, ma da qui a farlo passare come un capolavoro ce ne passa.

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    1. I concetti al suo interno arrivano da un capolavoro, quindi capisco chi lo ama molto, ma vedo la sua luce riflessa, una bella luce, ma sempre riflessa ;-) Cheers

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  7. Ma che davvero? Mica sapevo che l'attore inizialmente fosse un altro :o
    Comunque, ho i tuoi stessi sentimenti contrastanti: film visto al cinema, carino ma con riserve, fumetto meglio (ovviamente) ma ho il dvd... ahah!
    Insomma, è pure vero che il fumetto l'ho anche riletto ogni tanto e il film non l'ho più visto.
    Tra le virtù direi che fece molto parlare di sé, quasi come fosse un'opera anti momento in cui uscì, capace di scuotere le coscienze... e invece ha creato appunto solo il simbolo dei 5 Stelle mortacci loro. E gli Anonymous, appunto #2.

    Moz-

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    1. Era proprio il sottovalutato James Purefoy, si vede nel film, solo che è impossibile riconoscere le parti girate da lui finite nel montaggio finale, per altro Purefoy è Inglese. Vedi che siamo stati separati alla nascita! Anche tu con il DVD ahahaha :-D
      La critica di Moore era più profonda, il film l’ha fatta diventare alla moda, quando qualcosa diventa di moda, reagisco sempre in modo strano ;-) Cheers

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  8. Anche io visto il tema (e non avendo letto di più) e sapendo che era dei whachowski che a quei tempi probabilmente insieme a carpenter erano i miei registi preferiti per via di Matrix, mi aspettavo di più. È un bel film, proprio perché come dici tu i registi amano il fumetto originale, ma ogni volta che lo guardo sarà perché c'è troppa carne al fuoco, sarà perché scorre troppo veloce in alcune parti, non mi fa impazzire.
    Senmayan

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    1. Ti consiglio di leggere il fumetto se non lo hai già fatto, ti piacerà moltissimo ;-) Cheers

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  9. Non so cosa potrei aggiungere in merito a questa fantastica recensione di un gran film come questo, forse che #TeamPortman forever ;)

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  10. Se dovessi definirlo con un termine...
    Riuscito, direi.
    Ai tempi mi era piaciuto, e parecchio.
    Ma solo perche' non avevo ancora letto il fumetto.
    L'avevo visto nonostante sapessi benissimo che ci stessero dietro ili due Wacho-cosi, e nonostante li avessi da tempo cancellati dalla lista.
    Non gliel'ho mai perdonata del tutto.
    E ancora adesso tengo lo spolverino in fondo all'armadio, giusto per buttarli un occhio di tanto in tanto. E ricordare a me stesso quanto sono stato fesso.
    Nessun rancore, eh. Ma penso comprenderanno il motivo per cui preferisco non fidarmi. E che del nuovo Matrix in cantiere non m'importa e non voglio sapere piu' nulla.
    Dicevamo...un film a suo modo esaltante, ma dopo aver letto l'opera di Moore la maschera cade e si mostra per cio' che e'.
    Il fumetto e' MILLE VOLTE MEGLIO, gente. E il film...e' un bigino.
    Edulcorato, adattato, alleggerito, semplificato e reso accessibile da chi ritiene che leggere sia uno sforzo che non merita i suoi sforzi.
    I Wachos hanno riportato le cose in modo piu' o meno fedele, ne hanno tolte alcune e aggiunte altre. Alcune gradite (l'inseguimento alla Benny Hill, o il bullet time che fa sempre la sua figura. Diciamo che ci hanno voluto lasciare la firma, via),altre decisamente meno.
    E' un bignami, e come tale va trattato.
    Un po' come i classici della letteratura a fumetti che leggevo da pischello.
    Servono a preparare il terreno, a infarinare e magari spingere a recuperare cio' a cui si ispirano.
    Ma prenderli a modello senza aver fruito dell'originale, beh...non e' la stessa cosa.
    E' come ricevere un messaggio incompleto.
    Direi che il primo scippo Moore lo ha subito proprio da questo.
    Il logo, e le maschere che vediamo in giro non sono quelle del fumetto.
    Sono quelle del film.
    Su La Casa di Carta...non mi pronuncio.
    Ma lo trovo patetico, sinceramente.
    E pensare che molti si ritengono contestatori solo perche' lo guardano.
    Bah.
    Comunque, vedete velo pure questo film.
    Ma poi fatevi il favore di recuperare il fumetto.
    Merita, davvero.
    Ottimo pezzo, Cass.
    Complimenti.

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    1. Sposo la pubblicità pro fumettosa, grazie mille capo ;-) Cheers

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  11. Rimango dell'idea che la bilancia penda molto più dal lato delle virtù, ma è chiaro che la fruizione di un film tratto da un altro medium dipende molto dall'esperienza (o non esperienza) che si è avuta con quest'ultimo.
    La scena del grembiule non mi disturba, umanizza il protagonista e lo rende più simpatico. La parata è sicuramente un momento naif, ma è indubbiamente d'impatto così come i dialoghi.
    Sicuramente un format miniserie darebbe molto più respiro all'adattamento, ma dubito che sul grande schermo si potesse fare di più.
    Hurt è veramente inquietante, concordo.

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    1. Sarebbe ingiusto da parte mia fare finta di non aver letto il fumetto, eppure è quello che cerco di fare quando mi approccio ad un adattamento, questo fa arrivar i messaggi, quindi per lo meno funziona, però i difetti si vedono, anche senza aver letto il fumetto. Poi tanto di cappello, ci sono elementi ottimi, tipo avere Giovanni Ferito ad esempio ;-) Cheers

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  12. Che poi la Portman dichiarò di non poterne più di avere i capelli lunghi per contratto, quindi era felicissima di farseli rasare a zero. Quindi ancora più merito per quella scena.

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    1. Quindi vuol dire che è stata astuta, non solo per il suo aspetto fisico, ma anche per aver pianificato il resto del suo programma di lavoro in funziona del nuovo taglio, pragmatica ;-) Cheers

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  13. Fantastica recensione con cui sono completamente d'accordo. Il fumetto non si tocca ed è inarrivabile. Il film lo tradisce in alcuni suoi punti fondamentali (su tutti semplificare il tutto alla voglia di libertà contro un regime oppressore, molto più semplice di una voglia di anarchia di fronte ad una destra a briglia sciolta),però pure io ce l'ho in DVD e ogni tanto me lo riguardo pure!

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    1. Ti ringrazio molto, per assurdo in certi passaggi, se lo avessero tradito di più, sarebbe stato ancora migliore come film, hanno peccato di troppo amore, lo sottolinea ma posso comprenderlo ;-) Cheers

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  14. Ciao Cassidy, appena finito di lavorare, arrivo un po' in ritardo (per comunicarti chi fa gli anni oggi) 😊.
    Dunque ti può sembrare strano ma non ho mai visto Matrix, poi mi vado a leggere il tuo post e nel caso lo recupero, non so perché sono sempre stata riluttante nel vederlo. Di questo film comprai invece il DVD, ne sentivo parlare e ho ceduto. Il dvd non l'ho più, non tengo film che non rivedrei, che dirti, non mi ha trasmesso molto. Sarei curiosa a questo punto di recuperare il fumetto visto che ne parli così bene, dove posso recuperarlo?
    Splendida recensione, ho riso in più punti.... davvero conosci così tante parolacce con la V ?
    Però, per favore, smetti di parlar male di Nolan, non perdi occasione... nonostante un po' ostico e probabilmente non ho neanche le basi per capirlo (quantistica, entropia) a me Tenet è piaciuto e lo rivedrei pure! Inoltre devo dirti che Nolan mi è simpatico, non lo sento come un arrogante ambizioso ma la lettura che gli do è di un regista veramente appassionato che cerca di fare il massimo, vuole convincere, farci appassionare anche a noi, e purtroppo, non si accorge che va oltre misura. Tra l'altro sono andata a vederlo con un amica che di Nolan non aveva mai visto nulla ed è piaciuto molto anche a lei, quasi più che a me. Non sarà il mio regista del cuore, ma i suoi film mi lasciano sempre qualcosa. La tua recensione su Tenet, era un po' cattivella 😂

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    1. Sai cosa dicono di quelli bravi no? Bisogna “maltrattarli” perché da loro si pretende sempre il meglio, quindi per Nolan è un po’ così, ha firmato film che trovo bellissimi, ma a volte non si impegna come uno del suo talento dovrebbe, sempre secondo me ovvio.
      “Matrix” è un classico penso che potrebbe piacerti, il fumetto? Lo trovi ovunque lo hanno ristampato in svariati formati per tutte le tasche, attorno ai venti e qualcosa euro dovresti cavartela, ma sono ben spesi credimi ;-) Cheers

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  15. Scusami, ma quando dici che il fumetto lo trovo ovunque, intendi libreria o edicola? Non me ne intendo capiscimi...

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    1. In libreria dovresti poterlo almeno ordinare. Se no online

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    2. Chiedo scusa, ho dato per scontato alcune informazioni, Arcangelo ti ha già detto tutto, online si trova, in alternativa una fumetteria o una libreria un po' fornita potrebbe averne una copia o ordinartene una. Cheers!

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  16. Pensa che io in collezione ho Elektra, ti va già bene.
    Penso che meglio di così fosse difficile fare, troppo complesso, non per tutti e quindi imPopolare come narrazione e significato. Alla fine han trovato un buon compromesso che tutto sommato funziona, ci è già andata di lusso.

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    1. Con "Elektra" hai vinto tutto ;-) La volontà di spettacolarizzare si vede tutta, ma anche di rendere più popolare, resta un adattamento fatto con la testa sulle spalle, ma sembra un bignami. Cheers!

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    2. Una volta collezionavo tutti i dvd dei film Marvel, poi è uscito Fantastici 4 di Trank 😆

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    3. Ahahaha quello è stato veramente troppo! :-D Cheers

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  17. Io comprai il fumetto durante una gita scolastica (era il 2008) e solo dopo vidi il film. Il mio ritardo congenito mi ha salvato 😅
    Per il resto, non è brutto come dico io, ma è un film che mi ha lanciato addosso un odio viscerale. È più forte di me. Il fatto è che tende tra il politico e l'action, ma risultano ammorbidite entrambe le sponde...

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    1. Vorrebbe essere spettacolare "alla Matrix" ma anche fedele, per quello se avessero tradito di più il materiale originale, il film avrebbe funzionato meglio, però in effetti si sono visti adattamenti peggiori, anche se i suoi difetti si notano tutti. Cheers

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  18. E' vero, lessi il fumetto successivamente ed era davvero un'altra roba, molto più stupefacente. :-P
    Scherzi a parte, ci sono alcuni frame di questo film che rivedo sempre volentieri sul tubo.
    E sono l'inizio, e la bellissima lettera di Valerie.
    Per altro a livello di doppiaggio, molto ma molto bella.

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    1. Tu sei uno che ha letto e che sa ;-) Quello è un momento chiave della storia, sono riusciti a renderlo bene, bisogna rendergliene atto. Cheers

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    2. Verissimo, tutto il flashback/racconto di Valerie, oltre ad essere uno dei momenti migliori di tutto il film (e meno male, visto che ne è la chiave) in italiano è uno di quei momenti di veramente intensi. Ecco, quello significa recitare con passione nel doppiaggio.

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    3. Che poi é quello che serve per quel monologo, anche se resterò per sempre legato alle parole del fumetto. Cheers

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  19. Un pò di tempo fa me lo immaginavo come un film che mi sarebbe piaciuto commentare qui sulla bara. Poi l'ho rivisto e... meeee non me lo ricordavo così bruttino in certe cose.

    Ha il merito enorme di avermi fatto leggere il fumetto, ma anche dopo la lettura non ho affatto disprezzato il film, anzi l'ho visto diverse volte in dvd, dopo la prima visione al cinema che mi lasciò soddisfatto.
    Che sia addolcito rispetto al fumetto e molto meno maturo è verissimo, però in quell'isola simil-felice che era ancora il mondo presocial e precomplottismi esasperati, aveva il suo perchè.
    E' uno di quei film da vedere da giovani, quell'idealismo sarà pure spicciolo e ingenuo, ma avercene. Poi sì, Moore è il Dio del fumetto e c'ha pure ragione a levare il suo nome da ogni altro media che non può che essere una riduzione delle sue storie e contenuti. Ma le opere più ingenue tante volte hanno il merito di conquistare il pubblico e comunicargli qualcosa.

    Tra le brutture della recente visione, la fotografia in un botto di scene era abbastanza bruttina, e una serie di passaggi che fanno vedere quanto sia tutto abbastanza approssimativo, ma con un materiale di partenza così esagerato che se solo gli somigli fai un figurone.

    Ma nemmeno due righe per uno dei momenti migliori ed emotivamente riusciti, cioè il racconto che Evey trova durante la prigionia? "Perfino per me sei senza cuore" (cit.) E' l'unica parte che riesce a dare un minimo di autentica impronta politica, non spicciola, perchè avvicina il totalitarismo del racconto a quello dell'olocausto. Sono 5-10 minuti di ottimo cinema quelli lì.

    p.s. James Purefoy è uno di quelli "eeeh, con la mascherina non si respira, posso togliermi per fare una foto con la signora? posso o mi arrestano?" Che poi aveva l'occasione di recitare con una maschera vera che gli toglieva le accuse d'essere inespressivo, ma va bè.
    Hugo "classe-da-vendere" Weaving è uno che ha colto l'opportunità di recitare da vero attore a volto coperto. V è un personaggio teatrale, e quella teatralità è un valore aggiunto del film che nel fumetto non ricordo emergesse.

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    1. Da un capolavoro non puoi fare proprio un disastro, citofonare Zack Snyder. Non ho voluto ripetermi, avevo già sviscerato quella scena scrivendo del fumetto, nella mia testa i due post sono se non da leggere insieme almeno legati, e poi rientra nel discorso con cui ho iniziato queata risposta. Hugo grandissimo, ma lo dico dai tempi di "Priscilla" se ha recitato con un abito fatto di flip flop, può recitare anche mascherato ;-) Cheers

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