mercoledì 11 novembre 2020

Star Wars - The Clone Wars (2008-2020): la Forza scorre potente in questa serie

State aspettando anche voi la seconda stagione di The Mandalorian? Io tantissimo, quindi complice il tempo extra fornito dalla quarantena, sono finalmente riuscito a completare una lacuna, quasi in contemporanea con l’arrivo dell’ultima stagione, la settima quella conclusiva di “Clone Wars”.

George Luca, prima di trasformarsi in un tiranno con la fissa per rimettere mano ai film classici della Trilogia originale, aveva inteso Guerre Stellari (come si chiamava ai miei tempi) come una storia pronta per espandersi attraverso diversi media, non lo ha fatto perché il vecchio Lucas è un futurista con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro (cit.), lo ha fatto perché sapeva che espandendo il franchise a fumetti, romanzi, videogiochi e cartoni animati, avrebbe moltiplicato i suoi introiti, più che un Jedi Lucas è avido come un Hutt, ma i fanatici della saga sono stati spesso fin troppo ciechi.

Ci sono centinaia di migliaia di persone pronte a dichiarare che Star Wars è la loro ragione di vita, ma con la stessa fermezza negano tutto quello che proviene dall’universo espanso della saga, anche se poi uno dei personaggi più amati, come Boba Fett è comparso la prima volta nel famigerato speciale di Natale di Star Wars. Ma se volete sapere TUTTO sul Mandaloriano, non osate perdervi i post che Lucius ha dedicato al personaggio.

Obi-Wan e la sua sottotrama con l’imperatrice di Mandalore (ancora senza elmo), uno dei passaggi più riusciti della serie.

“The Clone Wars” è stato dichiarato dallo stesso George Lucas canonico rispetto ai film della saga, questo dovrebbe tranquillizzare anche i fan più oltranzisti, quelli che odiano tutto quello che ruota attorno ai film, anche se considerando petizioni e reazioni, ultimamente anche quelli (specialmente gli ultimi usciti) non godono proprio di enorme stima presso il pubblico. Tiè beccati questa GIEI GIEI! Ogni giorno passato a screditare GIEI GIEI è un giorno ben speso. Eppure l’esordio di “The Clone Wars” è stato abbastanza tormentano, anche per il sottoscritto, ma andiamo per gradi, cominciano da dove solitamente comincia, dall'inizio.

Il primo tentativo di creare una serie animata legata al mondo di “Guerre Stellari” è stato “Star Wars: Clone Wars” (senza l’articolo, occhio), venticinque episodi andanti in onda su Cartoon Network tra il 2003 e il 2005, la prima serie animata legata alla saga, dopo “Ewoks” (1986), ma quella la ricordiamo in sette, come tutto quello che riguarda i pelosetti di Endor, che vengono costantemente nascosti sotto il tappeto di casa Lucas.

La serie era curata da un genio, inutile girarci attorno, Genndy Tartakovsky, perché chiunque abbia creato quella meraviglia di “Samurai Jack” può essere solo questo, un genio. Infatti nella prima incarnazione di “Clone Wars” (senza l’articolo davanti) molto era davvero geniale, a partire dall’animazione 2D e dal design dei personaggi, un modo perfetto per trasformare in cartoni animati Yoda, Obi-Wan e anche quel pupazzo inanimato di Hayden Christensen. La serie venne chiusa prima del tempo e per il dispiacere di Tartakovsky dichiarata non canonica. Già i fanatici oltranzisti non si cagano l’universo espanso di Star Wars, figuriamoci una serie molto bella, ma condotta all'orlo esterno della galassia della saga.

La prima incarnazione di "Clone Wars", solo due dimensioni, ma con il genio di Tartakovsky.

Eppure una nuova speranza giunse (occhiolino-occhiolino), la Lucasfilm era interessata a produrre una serie in animazione 3D, ambientata cronologicamente tra Episodio II ed Episodio III della “Prequel Tragedy” come mi piace chiamarla, per il design dei personaggi, canonico oppure no, “The Clone Wars” (questa volta con l’articolo) ha depredato il lavoro fatto da Genndy Tartakovsky, con la precisa volontà di animare i personaggi come se fossero la versione 3D dei vecchi burattini della serie “Thunderbirds”, ve la ricordate? Andò in onda negli anni ’60, ma a rendergli omaggio nel modo migliore sono stati sicuramente Trey Parker e Matt Stone nel 2004, con quel capolavoro di "Team America: World Police", che sfruttava la stessa tecnica di “Thunderbirds” solo con più scene di vomito e MEEEEIT DEEEEIMON!

A curare le sceneggiature della prima stagione di “The Clone Wars” arrivò Henry Gilroy, ma tra gli sceneggiatori, quello a diventare il capo della baracca nel corso del tempo, è stato senza ombra di dubbio Dave Filoni, l’uomo con il cappello da cowboy e “Guerre Stellari” nel cuore, che di questa saga conosce TUTTO e non a caso è l’uomo dietro al successo di The Mandalorian insieme a Jon Favreau. Avete mai sentito Dave Filoni parlare a ruota libera di “Star Wars”? Ipnotico sul serio, nei contenuti speciali della prima stagione di “The Mandalorian” (trovate tutto su Disney+) fa un’analisi del personaggio di Qui-Gon Jinn che vi farò rivalutare tutto Episodio I. Beh no, non tutto, quel film non può essere rivalutato.

Dave Filoni, una sorta di George Lucas giusto (con il cappello al posto delle camicie a quadrettoni)

Se dovessi spiegare “The Clone Wars” con due parole, beh non sarei affatto la persona giusta, perché con due parole io riesco sì e no ad ordinare al pub, ma comunque direi che questa serie è un po’ come la “Prequel Tragedy”, però curata da qualcuno a cui importa per davvero. Non ho mai capito perché Lucas, uno che ha sempre dichiarato di non amare l’atto stesso di dirigere (e che ha avuto un mezzo crollo nervoso nel 1977 dirigendo “Guerre Stellari”. Storia vera) abbia deciso di dirigere di suo pugno i tre film della trilogia prequel. In “The Clone Wars” Dave Filoni e soci correggono il tiro di tutto quello che Lucas ha sbagliato nelle pellicole tra Episodio I ed Episodio III, ma riescono anche a migliorare alcuni elementi. Anche se l’esordio non è stato certo dei migliori, prima di parlare della serie, tocca affrontare l’ora più buia: il film di “The Clone Wars”.

Già perché siccome il reparto animazione della Lucasfilm stava facendo un ottimo lavoro, perché non fare un bel film di 98 minuti (quattro episodi della serie, sacrificati e uniti insieme da alcune scene di congiunzione girate apposta). Uscito nelle sale nel 2008 e diretto dal povero Dave Filoni, allora trentaquattrenne gettato in pasto all’odio dei fan di Star Wars, quelli che vivono per questa saga ma sono pronti a distruggere e negare tutto e tutti, come tante piccole Annie Wilkes.

L'animazione legnosa del deludente film del 2008.

Tutto contento, feci l’errore di portare la Wing-woman al cinema a vedere il film, lei totalmente a digiuno di qualunque cosa riguardasse “Guerre Stellari”, ma con la sfiga di avere un Nerd da sopportare, io tutto eccitato all’idea di condividere con lei quel piccolo scrigno chiamato “Star Wars”, risultato finale? Uno smaronamento infinito per entrambi. La trama inutilmente complicata e l’animazione legnosa, rendono il film una noia mortale oltre che il minor incasso della storia, per un film uscito al cinema legato a questa saga (Storia vera), dimostrazione che per i fanatici di “Star Wars” tutto quello che non è film con attori, va ignorato e dimenticato. Sotto al tappeto con gli Ewoks! Bisogna dire però che nel film “The Clone Wars”, Anakin è inanimato esattamente quanto Hayden Christensen, quasi non riconoscevo la differenza!

Per fortuna la serie animata per il piccolo schermo ha tutto un altro passo rispetto al film, al momento la trovate sparsa tra Netflix e Disney+, ma solo su questa seconda piattaforma potrete trovare tutti gli episodi e francamente, ora come ora è anche l’unico motivo per cui sto ancora utilizzando Disney+ e il suo catalogo, che al momento piange miseria.

Ecco chi risolleverà le sorti del vostro abbonamento a Disney+

Collocata come detto tra L’attacco dei Cloni e La vendetta dei Sith, la serie animata ha come protagonisti inizialmente Obi-Wan Kenobi, Anakin Skywalker e il consiglio dei Jedi composto da Yoda e Mace Windu, che di fatto sono i generali al comando delle truppe di cloni, generati sul pianeta Camino e copie genetiche del cacciatore di taglie Jango Fett. Ma pian piano la serie si sbilancia in favore dei veri protagonisti, gli stessi cloni, ma soprattutto il personaggio introdotto in questa serie, che davvero ha fatto fare il salto di qualità a “The Clone Wars”, la padawan di Anakin, Ahsoka Tano a mani basse uno dei Jedi più fighi che si siano mai visti in tutta la saga.

La Jedi più tosta e cazzuta della galassia (oltre quella con lo stile migliore)

Avete presente quelle superfici ultra lucide, come se nella realtà della trilogia prequel la polvere non si depositasse mai? Avete presente quel disastro in CGI, spalla comica scappata di mano che risponde al nome di Jar Jar Binks? Ma anche solo quella tremenda sensazione di stare guardando immagini composte al 90% davanti ad uno schermo verde (che poi è come sono stati girati quei film)? Tutto quel senso di fastidio in “The Clone Wars” viene mitigato se non proprio azzerato. Si parla di guerra quindi i caschi e le armature sono sporchi, ammaccati e impolverati, Jar Jar Binks si vede poco e viene utilizzato davvero come spalla comica (non come assoluto protagonista!) e in quei pochi momenti in cui compare, riesce anche a strappare non dico una risata, ma almeno un sorriso e poi Anakin, nella versione animata come si vede in questa serie è un personaggio spavaldo, uno scavezzacollo allergico alle regole, che riesce quando serve a risultare anche un duro, insomma quello che avrebbe dovuto essere Hayden Christensen. Quando la tua versione in 3D recita meglio di te, caro Heidi, chiediti perché nemmeno le caprette ti fanno più ciao.

Hayden Chiiiii? Questo è l'Anakin giusto!

In “The Clone Wars”, diventano chiari i motivi dello scontro eterno tra Obi-Wan e il generale Grievous, ma lo stesso Obi-Wan insieme ad Anakin forma una coppia quasi da “Buddy Movie” molto più riuscita di quella che abbiamo visto in Episodio II, infilata giù per il gozzo ad un film che aveva pochi minuti per raccontare troppi eventi. Certo ci sono episodi leggerini, stiamo pur sempre parlando di una serie d’animazione, ma nel corso degli episodi, l’andamento di “The Clone Wars” segue quello dei film. "Episodio III" terminava con una vittoria dell’Impero e l’applicazione del temibile ordine 66, quindi la serie inevitabilmente scivola verso una deriva più oscura ma soprattutto, si ricorda di avere dei soldati come protagonisti.

Generale Yoda lui è, grande Maestro Jedi sardo.

I cloni di “The Clone Wars” hanno tutti piccole modifiche nell’aspetto, delle personalizzazioni, che siano il taglio di capelli, un tatuaggio oppure alcuni dettagli dell’armatura, che servono a far capire che se pur generati dalla stessa matrice genetica, sono individui nati nella battaglia, forgiati per la guerra ma alla ricerca di un loro posto nel mondo, una loro identità, anche se sanno che il loro scopo è combattere. Ecco perché “The Clone Wars” risulta efficace, ci porta in tante azioni di guerra insieme a questi guerrieri che non sono più semplici bersagli, tutti anonimo dentro le loro armature di plastica bianca come gli Stormtrooper nei film, ma sono soldati, compagni d’arme e commilitoni che oltre alla vittoria sul campo spesso cercano un senso alle loro esistenze, come fa Rex.

Rex, il clone digitale di Temuera Morrison, con carattere da vendere.

Il capitano del 501esimo battaglione, Rex è uno delle ragioni per cui questa serie è davvero bella da vedere, il suo rapporto di amicizia con Ahsoka Tano è alla base della trama, ma ci sono anche episodi in cui Rex si interroga su se stesso. Come la puntata in cui separato dai suoi compagni, finisce nella fattoria di un clone rinnegato, che è fuggito da una vita passata a combattere e si è costruito una famiglia. Immaginate cosa voglia dire per un clone generato in laboratorio per la battaglia, interagire con una versione di se stesso che invece ha rinnegato la guerra. Sono momenti introspettivi più dedicati al pubblico adulto, che funzionano molto bene e danno profondità ad una storia che in teoria avrebbe ben pochi margini di manovra, collocata com’è tra due inamovibili film della saga creata da Lucas. Nel prossimo paragrafo moderati SPOILER!

Quando dico che “The Clone Wars” corregge alcuni errori fatti da Lucas, mi riferisco anche al personaggio di Darth Maul, drammaticamente sotto utilizzato in Episodio I, in questa serie trova il modo di tornare alla grande. Ora io ve lo dico, la giustificazione del suo ritorno richiede un livello abbastanza alto di sospensione dell’incredulità, ma in tal senso essere davanti ad una serie animata aiuta un po’. Però vi dico anche che vale la pena tapparsi il naso, perché l’evoluzione di Maul lo riporta pian piano ad essere il personaggio temibile su cui Lucas non ha investito abbastanza e nel finale della settima (e ultima stagione), manda in scena con Ahsoka Tano uno dei più bei duelli di spade laser mai visto in tutta la saga. Basta dire che per i movimenti di Maul, Davi Filoni ha richiamato Ray Parks, che con addosso i sensori del Mocap è tornato a far roteare calci in aria per il temibile Sith (storia vera).

Dice molte più parole qui che in Episodio I (anche perché ci voleva davvero poco)

Fine della parte moderatamente condita di Spoiler, da qui in poi tutto in discesa.

Ma “The Clone Wars” oltre a regalare combattimenti, battaglie e momenti d’azione molto riusciti é la storia di Ahsoka Tano, l’allieva di Anakin che comincia la serie giovanissima e pian piano cresce, dimostrando lo stesso carattere del suo Maestro e di tutti quelli del consiglio da cui impara qualcosa. Parliamoci chiaro, Ahsoka poteva essere il classico personaggio costruito a tavolino da un reparto marketing per piacere al pubblico, ma è stato Dave Filoni a darle spessore, un carattere e oltre a combattere con due spade laser (da sempre sinonimo di figosità per i personaggi di Star Wars), Ahsoka è un personaggio sfaccettato per cui è molto facile fare il tifo. Si capisce che è la creatura prediletta di Filoni, perché ha trovato il modo di continuare la sua storia, la vedremo interpretata da Rosario Dawson anche nella seconda stagione di “The Mandalorian”, quindi ora anche i fan negazionisti di “Guerre Stellari” dovranno capitolare, anche se continueranno a negare gli Ewoks con tutte le loro energie, né sono certo.

La strutta di “The Clone Wars” è sempre stata quella di dividere le singole stagioni in piccoli archi narrativi di tre o quattro episodi. A voler essere precisi, esisterebbe un modo più dettagliato di seguire i singoli episodi, saltando di palo in frasca all'interno delle varie stagioni per rispettare la famigerata “continuità”, ma detta tra me e voi, potete spararvi gli episodi nell'ordine con cui vi verranno proposti su Disney+ senza particolari problemi, anzi vi consiglio di farlo perché il finale della serie è davvero bellissimo.

Tranquilli nessuna anticipazione sul finale, solo una gran inquadratura conclusiva.

Per gli ultimi quattro episodi, quelli finali della settimana stagione, il tono cambia. Per tutta la serie ogni episodio è stato anticipato da una “frase motivazionale” estrapolata dalla saggezza Jedi, seguita da un breve riassunto degli eventi, versione locale e animata della classica frase che si perde nello spazio profondo, tipica dei film di “Star Wars”. Gli ultimi quattro episodi invece, sono introdotti da un logo rosso che non fa presagire nulla di buono e dalla quasi totale assenza di musica, almeno nella sigla della serie, perché buona parte degli episodi finali raggiungono, si può parlare di lirismo in una serie d’animazione incastrata tra due film prequel?

I duelli si fanno molto più intensi, come per sottolineare il senso di ineluttabilità che circonda i personaggi, il cui destino per molti di loro è già segnato dall’esistenza stessa di Episodio III, ma nella scena finale i dialoghi vengono messi completamente da parte in favore della musica drammatica e dalla “recitazione” di Ahsoka, che qui completa il suo percorso di crescita in una scena in cui, sarà impossibile dopo sette stagioni, guardare i caschi bianchi dei cloni allo stesso modo. Perché in qualche modo questa serie ci ha portato in battaglia con loro, il rompete le righe finale di Ahsoka ai suoi amici e anche quello di noi spettatori a questa serie, una conclusione che entra di diritto tra i momenti più epici ed intensi di tutta la saga di Guerre Stellari. Niente male per una serie a cartoni animati che molti dei fanatici di “Star Wars” nemmeno conoscono.

Vi ricordo la cronologia della saga (anzi, corro ad aggiornata dopo questo post), ma anche lo speciale dedicato a Guerre Stellari della Bara Volante!

26 commenti:

  1. Per me la prima incarnazione del Tarta era fantastica, se non sbaglio si è pure beccata un Emmy. Aveva dei tempi cinematografici serratissimi (scuola Samurai Jack) e culminava con la presentazione più tosta di sempre: quella del Genereale Grievous! E finiva pure dove cominciava La Vendetta dei Sith. Purtroppo quella venuta dopo non l'ho mai seguita, forse per la grafica chissà.

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    1. Lo era davvero, questa seconda incarnazione è un clone a tutti gli effetti, a partire dal design dei personaggi. Un peccato che la versione del Tarta sia stata nascosta sotto il tappeto, però Dave Filoni e soci hanno fatto un gran lavoro qui. Cheers!

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  2. Hai nominato i Thunderbirds e allora ti segnalo su RaiPlay la nuova versione animata dalla Weta Workshop. Un capolavoro☺

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    1. Avevo visto il tuo post e mi intrigava, la cercherò! ;-) Cheers

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  3. Non ho mai cagato questa serie nemmeno di striscio (ma sono giustificato dal fatto di non essere mai stato un gran fan di Guerre Stellari). Mi fai venire un po' voglia di recuperarla. Un po'.

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    1. Mi sono tritato le puntate, passavo il tempo sperando di poter tornare a vedere un nuovo episodio, l'ultima stagione poi è un gran crescendo. Cheers

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  4. Aspetto che finiscano le puntate così poi mi fiondo sulla seconda stagione di The Mandalorian ;)
    Per quanto riguarda Clone Wars, mai cominciato, mai visto, però mai dire mai.

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    1. Nella seconda stagione di "Mando" dovrebbero arrivare personaggi nati proprio in "Clone Wars" per in versione carne, ossa e spada laser ;-) Cheers

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  5. ahahah l'immagine di Lucas the Hutt sdraiato su una lettiga che ammira pigramente l'impero miliardario davanti a sé è perfetta :-D
    Il figlio di un'amica è malato perso di Star Wars, ha tipo 15 anni e vorrebbe iniettarsi Star Wars endovena, il problema è che non prende minimamente in considerazione un qualsiasi formato mediatico che non siano immagini in movimento su schermo. Quando gli ho proposto libri e fumetti a momenti sveniva dal dolore :-D
    Per fortuna "Clone Wars" gli è subito piaciuto da matti, così si è potuto sfamare in attesa di pasti più sostanziosi, e mi ha spiegato che è meglio di "Star Wars Rebeles", perché quella è una serie "troppo infantile". Mi fa anche il difficile, il ragazzo, quello che mica si guarda tutto ma sceglie il meglio, quindi si merita le sue crisi di astinenza, visto che rifiuta il 70% dell'universo che ama :-D

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    1. Considerando il doppio mento che ha messo su, io sono convinto da anni che sia un Hutt ;-)
      Ha ragione, almeno la prima stagione di “Rebels” non ha il tiro di “Clone Wars” ma ancora non posso giudicare, sono alle prese con la seconda (di quattro, al momento) stagioni di “Rebels”. Però hai ragione e vale anche per molti altri presunti fan integralisti, che in “The Mandalorian 2” troveranno personaggi di “Clone Wars” e ritroveranno un certo Mandaloriano dicendo: «Ma non era morto nel Ritorno dello Jedi?». Solo perché hanno ignorato fumetti ed universo espanso ;-) Cheers

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  6. Ciao Cass, di Star Wars non so niente, ma credimi, assolutamente ZERO !

    Però mi ha appena telefonato Neil Young (mi ha scambiato per la tua segretaria), per ricordarti la sua festa di domani...
    Sperando di farti cosa gradita!

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    1. Io e lo zio Neil ci sentiamo quasi tutti i giorni, il post di domani gli piacerà ;-) Cheers

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    2. 👍 Ieri leggevo la tua recensione di A quiet place e ho letto quello che scrivevi su lui, poi leggo sul giornale della ricorrenza, quando si dice il caso....

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    3. Lo zio è sempre nei miei pensieri e nei miei ascolti ;-) Cheers

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  7. Tanto tempo fa in una galass... No, pardon, mi sto confondendo. Un po' di tempo fa ti avevo chiesto privatamente consiglio sulle serie animate di GUERRE STELLARi presenti nel catalogo Disney+ (che confermo è rimasto inchiodato nella mediocrità. Se non fosse per la nanerottola probabilmente avrei già disdetto tutto...). Mi avevi consigliato proprio questa e l'avevo pure iniziata con ottimo entusiasmo. Peccato che l'onda lunghissima dei "sospesi" e degli "arretrati" mi abbia soffocato e portato via il già poco tempo libero.

    La serie giace a metà prima stagione e non so nè se e nè quando avrò tempo di riprenderla. Tenendo pure conto che tra qualche mese (primi di aprile) arriverà la seconda nanerottola questa serie la recupererò nel duemilaecredici...

    Però alla nanerottola numero uno sto propinando la trilogia classica. Ama "Lord Fener" alla follia! Vederla esaltata che salta sul divano quando fa la sua entrata in scena mi mette la gioia nel cuore.

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    1. Pensa che ho mantenuto l'abbonamento a Disney+ proprio perché guardavo quasi ogni giorno episodi di questa serie, ma ora con "The Mandalorian 2" l'abbonamento ha di nuovo un senso ;-) Se troverete il tempo di continuare "Clone Wars" sono certo che piacerà ad entrambi i Portillo. Cheers!

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  8. Ho sempre sentito dire un gran bene, di questa serie.
    Soprattutto sul fatto che supera di parecchie lunghezze la controparte cinematografica a cui si ricollega.
    Anche se sono sempre stato estremamente diffidente nei confronti di qualunque cosa sia venuta fuori da quella sciagurata trilogia.
    Ma poi ho scoperto che era possibile fare di peggio, nonostante le buone premesse.
    Vero GIEGIGIEI?
    Ma leggendo il tuo pezzo mi rendo conto che, dati in mani giuste e che sanno cosa farci, personaggi che ho sempre giudicato scialbi e insipidi(ma solo per colpa di una certa incarnazione e del loro contesto di provenienza) di colpo hanno qualcosa di dire, finalmente. Oltre a risultare incommensurabilmente fighi, come e' giusto e sacrosanto.
    Pure i cattivi.
    Beh, ora che e' accessibile non ho piu' scusanti, e dovro' rimediare.
    Concordo in pieno su Disneypiu'.
    Al momento e' come temevo anch'io.
    Stanno campando sui classici a cartoni, che con la scusa del canale in streaming hanno precluso alla diretta concorrenza.
    Va bene per i piccoli che se li vogliono rivedere a nastro, ma per il resto...a parte Il Mandaloriano e i film di Troisi poco altro, in fatto di novita'.
    Tutta roba gia' vista.
    Senza contare che di film della casa di Topolino, specie di quelli con attori, ne mancano un sacco.
    Passi per quelli con Cosby, che alla luce di quel che e' accaduto dobbiamo metterci una pietra tombale sopra, ma Nanu' e altri che fine hanno fatto?

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    1. Che poi con tutto il rispetto, Troisi e Aldo, Giovanni e Giacomo da quando sono principesse Disney? Cheers

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  9. La serie di Genndy Tartakovsky mi è sempre piaciuta, aveva argomenti interessanti che purtroppo non stati sviluppati a causa della chiusura anticipata (e poi ripresi nella serie successiva), come la caduta di Anakin verso l'oscurità. Peccato un minutaggio ridicolo (tipo 3 o 4 minuti ad episodio) che non ti permetteva di goderti nulla della trama e la tendenza di Tartakovsky a mostrare scene di grande effetto artistico ma decisamente fuori dal canone di Star Wars (tipo Mace Windu che a suon di pugni fa fuori una legione di droidi tutto da solo),non gli hanno permesso di conquistarsi i fan della serie.

    Star Wars - The Clone Wars Io lo ricordo con affetto perchè lo vedevo su Boing (quando era ancora una sorta di centro di riciclaggio dei prodotti di prima fascia di Cartoon network). Mi piacevano sopratutto le puntate dove i personaggi principali erano lontani e ci si poteva concentrare su aspetti e personaggi di solito in sordina, sopratutto i soldati cloni, che spesso erano coinvolti in scontri morali e psicologici veramente pesanti.

    Ecco le mie speranze sulla nuova trilogia erano che fosse simile a questa serie, staccandosi dai Skycosi e concentrandosi su nuovi personaggi e storie. Purtroppo il risultato finale è stato ahimè veramente penoso (tanto che l'ultimo capitolo mi sono rifiuto di vederlo).

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    1. Non ti perdi nulla, l'ultimo episodio é osceno. Dici bene gli episodi migliori sono quelli che sviluppano gli altri personaggio, d'altra parte si chiama "Clone Wars, quindi i cloni, creati in laboratorio per combattere, sono soldati nati che oltre alla guerra, affrontano dubbi sulla loro natura, sulla loro individualità e sulla guerra stessa, avercene di serie per bambini così ;-) Cheers

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  10. A parte alcune puntate davvero mediocri e noiose, la maggior parte delle stagioni è stata avvincente ed interessante, esplorando il vissuto della guerra e i personaggi che vi sono coinvolti, in special modo i cloni, che diventano veri protagonisti del conflitto. Ho apprezzato che dei jedi venga fatta vedere sia la tracotanza, sia la paura, ma anche una profonda umanità verso i loro sottoposti...e, diciamocela, ho apprezzato particolarmente il fatto che Obi fosse perfettamente a conoscenza della relazione di Anakin con Padmè, ma che avesse deciso di reggergli il gioco fino alla fine del conflitto.

    Punti deboli ce ne sono? Sì, per esempio alcuni episodi che mostrano una stupidità abissale da parte dei jedi o dei senatori verso le capellate che combina Palpatine (l'episodio dello zillo beast bastava e avanzava per farlo destituire), oppure il fatto che Grievous sia stato reso, dal macellaio della prima serie animata e dei romanzi, un pavido coglione che appena si presenta l'occasione, se la fugge.

    Di contro, ottimi gli archi narrativi di Boba, Maul e Ventress, ma particolarmente interessante l'evoluzione di Ashoka e Rex: nonostante la giovane togruta non sia divenuta fra i miei personaggi preferiti, ho apprezzato come l'abbiano fatta maturare, da una tipa un po' spocchiosetta a figura saggia, magari impulsiva, ma comunque accorta.

    E veniamo agli ultimi 4 episodi...una bomba.
    C'è un po' da penare per arrivarci (sebbene la Bad Batch mi sia piaciuta come squadra, e difatti non vedo l'ora di vedermi la serie a loro dedicata), ma quella quadrupla ripaga ampliamente: oltre al comparto sonoro, che riprende le tracce migliori de La vendetta dei sith, c'è una regia che rivaleggia con quella di un film e sequenze al cardiopalma (memorabili sia quella dell'ordine 66, sia quella in cui l'incrociatore sta precipitando)...e poi il finale...come fai a non chiederti cosa stia provando Fener mentre osserva l'uccello che vola libero, a differenza di come si è ridotto lui....

    Ah, Plo Koon miglior jedi secondario.

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    1. Grievous paga lo scotto di essere stato usato da Lucas nei film come un idiota robot con la tosse, nella serie era tostissimo, perfettamente d'accordo con te, la serie che ha interpretato meglio la filosofia di "Guerre Stellari", va in crescendo e il finale è davvero una bomba, i difetti ci sono chiaro, ma è ancora uno dei migliori prodotti dell'universo creato da Lucas e portato avanti da altri. Cheers!

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    2. È comunque meglio dei tre film disney, di svariati anni luce, e, complessivamente, mi è pure piaciuta un pelino più di Mandalorian. Ma questo perché mi piacciono i cartoni animati.
      Un po' un peccato che alcuni personaggi non si vedano nel finale della serie, sarebbe stato bellissimo vedere un segmento con Dooku poco prima di venire ucciso: nel romanzo de La vendetta dei sith era davvero intrigante vederlo ripassare con Palpatine il piano, non sapendo che, di lì a poco, le sue illusioni avrebbero finito per infrangersi.
      Però mi rendo perfettamente conto che tagliare sul duello e passare a Rex ed Ahsoka sarebbe stato "spezzettante" rispetto al ritmo.

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    3. Penso anche io che abbia molto in comune con "The Mandalorian", serie che non esisterebbe senza "Clone Wars", anzi guardandola viene un po' da invocare Filoni a campo libero sulla Saga come suo curatore, forse dopo svariati errori ci siamo arrivati. Cheers

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  11. A proposito di serie, hai visto Visions? L'ho trovato un esperimento interessante, ma non perfettamente riuscito. Ora mi sembra debbano farne una seconda serie, con studi brasiliani, francesi, ecc.

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    1. Solo il primo episodio, che per altro mi è anche piaciuto, conto ti finire di vederla però. Cheers

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