domenica 1 novembre 2020

RIP Sean Connery: ci vediamo nei film Sir

Come lo spieghi Sean Connery a chi non è cresciuto guardando i suoi film? Come la riassumi un’icona cinematografica di tale portata senza scadere in un banale “coccodrillo”, fatto di titoli cinematografici enormi? Credo che non sia proprio possibile, poi comunque preferisco farlo fare ad altri.

Per me Sean Connery è stato una presenza costante sulla tv di casa nella mia infanzia, quasi uno di famiglia, ed è inutile girarci attorno, un modello di comportamento (e stile) maschile, con cui tutti noi possessori di cromosoma Y abbiamo sempre dovuto fare i conti, un barometro della mascolinità, per comportamento, classe, eleganza e anche stile nel perdere progressivamente i capelli. Da grande avrei voluto essere come Sir Sean, però ora posso dire che come lui, ho perso i capelli, per il resto sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia.

Ve lo dico subito, questo sarà il prossimo film di Sean ospite di questa Bara, o non mi chiamo più Cassidy.

Potrei tediarvi con i suoi ruoli noti, lo sappiamo tutti che è stato il miglior 007 di sempre, ma solo tra i suoi ruoli meno scontati, quelli ad Ovest di Malone in “Gli Intoccabili” (1987) per capirci (giusto per citare un’altra pietra miliare), potrei pescare tanti personaggi che mi hanno esaltato ed emozionato. Qui sotto troverete una breve selezione, ma tanto Sean Connery potrà anche aver lasciato questa valla di lacrime, ma non ci lascerà mai per davvero, i suoi ruoli l’hanno reso più immortale di Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez.

Il Vento e il Leone (1975)

Il primo ruolo a cui penso, quando penso a Sir Sean Connery (storia vera). 

Milius preferisce mostrarci la contrapposizione tra i personaggi, piuttosto che i fatti come si sono svolti davvero (che poi è sempre quello che dovrebbe fare il cinema). Ion Pedicaris, noto sciupafemmine, nel film diventa Eden Perdicaris, ricca vedova con tanto di figli al seguito e sullo schermo ha il volto di una tostissima (e bellissima) Candice Bergen. Mentre il Raisuli, il rapitore a capo dei Berberi, ha la presenza scenica di Sean Connery, per tornare sul paragone iniziale, con le dovute differenze del caso, è come se oggi George Clooney interpretasse Osama Bin Laden.

Raisuli rapisce la Signora Perdicaris e i suoi figli per trattare con gli Stati Uniti, vuole tutte le forze di occupazione Europee fuori dal suo territorio. Ottiene l’effetto contrario: gli Yankee sbarcano con i Marines, attraverso un accordo tra il sultano e i Tedeschi, il Raisuli viene fatto prigioniero e sarà proprio la bionda Eden, con l’aiuto delle truppe USA a liberare l’uomo, facendolo partecipare allo scontro con i Tedeschi, tanto epico quanto poco utile alla causa. Mi fa sempre sorridere il fatto che anche nel film in cui Milius critica i suoi Stati Uniti, alla fine i cattivi siano sempre i Tedeschi, ricordatevi della seconda Guerra Mondiale ragazzi!

[...]

Questo è il primo film pieno di scene di massa diretto da Milius, non è proprio impeccabile a livello di ritmo, verso metà ha qualche lungaggine di troppo, ma i personaggi tengono sempre altissimo l’interesse, anche se su tutti, uno in particolare fa il vuoto:
Raisuli è il classico personaggio largen that life che rappresenta al 100% il vostro eroe da cinema. Una contraddizione con barba e sciabola che si presenta al pubblico con un'entrata in scena che lo riassume pienamente. Durante un tafferuglio viene inquadrato di spalle tranquillissimo, seduto accanto ad una fontana, si volta solo per sfoggiare un sorriso e la faccia da schiaffi di Sean Connery, salvo poi cadere per terra, nel tentativo di salire a cavallo, appena un secondo dopo aver messo fine alla discussione solo con uno sguardo.

"Il mio nome è Ahmed, Ahmed Mulai al Raisuli il Magnifico, Signore del Rif, sultano dei Berberi".

Un personaggio goffo ed epico allo stesso tempo, come solo i grandi eroi dell’avventura “Per tutti” possono essere, ogni volta pretende orgogliosamente di essere chiamato Ahmed Mulai al Raisuli il Magnifico, Signore del Rif, sultano dei Berberi. Allo stesso tempo rappresenta l’eroe di un mondo al tramonto, davanti alla realtà di essere ormai stato sorpassato dal progresso che avanza, Raisuli si oppone mosso in parti uguali da arroganza, testardaggine e coraggio, quando gli fanno notare che l’esercito di Sua Maestà Britannica è numeroso e ben armato lui risponde fiero: «Quanti cannoni ha questa Regina Elisabetta?! Ditele che io ne ho ben 10!».

I banditi del tempo (1981)

Ma come un gruppo di nani Terry? Ma scherzi? No, l’unico Python non inglese non scherzava e nasando il rischio nessuna casa di produzione vuole collaborare e produrre un’idea tanto strampalata, motivo per cui George Harrison pensa bene di aprire un’ipoteca sugli uffici della HandMade Films per tirare su il denaro necessario, rischioso? Ma va! Per Brian di Nazareth, l’ex Beatles si era già impegnato la casa (storia vera).


Ma conoscere le persone giuste nella vita aiuta e Terry può ancora contare sulla popolarità dei Monty Python, è grazie all’amicizia con Eric Idel che Gilliam riesce ad avere Shelley Duvall in un piccolo ruolo (doppio) nel film, invece il vero miracolo avviene grazie al socio di George Harrison, il produttore Denis O'Brien. Pare che nella sceneggiatura originale, scritta da Gilliam e dall’altro Monty Python, Michael Palin che anche lui compare nel film insieme alla Duvall, la parte dedicata a re Agamennone recitasse più o meno: «E quando Agamennone si toglie l’elmo, vediamo Sean Connery, oppure un attore qualsiasi con il carisma di Sean Connery, ma che costi meno» (storia vera).

"Tranquilli, sono amico del produttore".
Per un puro caso, Sean Connery da buon scozzese ama giocare a golf e molte volte lo fa proprio con Denis O'Brien, se a questo aggiungiamo che Connery è sempre stato un grande appassionato dei Monty Pyhton, il gioco è fatto! Trovo fantastico che ogni volta che qualcuno intervisti Gilliam, cercando di farlo parlare dei film che non è riuscito a dirigere, lui venga fuori con una storia di piccola fortuna come questa, nel mare di sfiga in cui tutti vorrebbero sentirlo crogiolarsi. Gilliamesca lezione di vita, prendete appunti.

Per quei due che non avessero mai visto il film, sappiate che è ambientato nell’anno 1327, in un'abazia sperduta tra i monti del nord Italia, che a breve sarà teatro di un importante incontro al vertice tra il concilio dei monaci Francescani e i rappresentanti del Papa. Sfiga! Nell’abbazia i monaci iniziano a morire come mosche, alimentando le chiacchiere, già piuttosto insistenti sulla presenza dello Dimooooonio!

I morti hanno un unico tratto distintivo comune: punta delle dita e lingua nera. A tentare di risolvere il mistero, lo scaltrissimo frate Francescano Guglielmo da Baskerville (Sean Connery, degli applausi sarebbero graditi), supportato dal suo novizio Adso da Melk (Christian Slater, allora 17enne). 

"Sarà un'impresa difficile, mio mio giovane padawan" , "Si Maestro Obi-Wan Sean Connery".
[...]
Per la complicata parte di Guglielmo da Baskerville, vennero vagliati parecchi attori, ma il più quotato di tutti restava Robert De Niro, la leggenda vuole che l’accordo tra le parti sia saltato per aria per via di una sola richiesta da parte del divo, ovvero quella di concludere il film con un duello di spada tra Guglielmo e Bernando Gui. Non riesco a smettere di immaginarmi un De Niro esaltato mimare fendenti con le dita, in piedi sul divano dell’ufficio di Annaud e il regista francesce che mette mano al telefono gridando “Chiamate lo scozzese!!”.

"Oculi de vitro cum capsula" imparare il Latino con i film.
Lo scozzese è, ovviamente, Sean Connery che passa sette giorni (Non uno di più) sul set di Highlander, poi vola in Italia per entrare nel saio di Guglielmo da Baskerville, ruolo che ha dato un nuovo slancio di popolarità alla sua carriera ed è stato anche il primo film, in cui per esigenze di copione, ha potuto sfoggiare la pelata, uno dei motivi di fascino anche in età avanzata, ma argomento su cui Connery è sempre stato ultra sensibile (come tutti gli uomini del pianeta), ma che ti frega Sean! Meglio calvo che quel gatto morto tinto che aveva in testa in “Mai dire mai”!

"Maestro sa che sta benissimo anche così" , "Silenzio Adso, lasciami rimirar la pelata".

Per il ruolo del cattivo vennero presi in considerazione anche Rutger Hauer e Nick Nolte, per nostra fortuna alla fine il ruolo di Kurgan venne affidato al metro e novantacinque del Clancy Brown che risponde presente con il ruolo della vita, regalandoci uno dei cattivi più mitici della storia del cinema!

Invece, a Lee Van Cleef (!), Clint Eastwood (!!), Malcolm McDowell, Gene Hackman e Michael Caine venne offerto il ruolo di Ramirez, non so voi, ma avrei voluto essere una mosca solo per vedere lo sguardo con cui Eastwood ha fulminato tutti. Come sapete, la scelta è ricaduta sul magnifico Sean Connery, evidentemente qualcuno deve aver pensato che non sarebbe stato affatto male, per un film intitolato “Highlander” avere uno che viene per davvero dalle Highlands scozzesi, il che è perfettamente logico, infatti Sean Connery interpreta uno Spagnolo di origini Egiziane (FACCIAPALMO).


"Occhio a quello che dici, ricordati che sono stato anche un capo berbero".
Per quei due che non conoscessero la trama ve la riassumo. Connor MacLeod (Christopher Lambert) è uno degli ultimi immortali sul pianeta, vivere in eterno può sembrare una bella cosa, ti garantisce un sacco di tempo libero, ma ha i suoi bei svantaggi: ogni possibilità di un vita normale, una moglie e dei figli sono precluse, anche perché ogni tre minuti, un altro immortale può piombarti in casa con l’intenzione di staccarti la testa dal collo a colpi di spada (unico modo per uccidere un immortale) con lo scopo di rubarti la reminiscenza, ovvero la misteriosa energia che prolunga la vita.
[...]
I flashback del personaggio fanno intuire la sua lunga storia, sono piccole pennellate, come la ragazzina salvata dal Nazista, che diventa l’anziana assistente di MacLeod, l’unica a conoscere il suo segreto, ma anche tutti i dettagli legati all’identità fittizia di Russell Edwin Nash, che campa vendendo oggetti d’arte, ovvero le memorabilie di una vita, purtroppo non sono ancora abbastanza vecchio da poter svuotare la mia cantina e campare di rendita, forse tra un centinaio di anni potrò farlo.

I flashback tra passato e presente funzionano alla grande, ma è con l’entrata in scena di Ramirez, il maestro di Connor interpretato da Sean Connery che il film cambia di passo. Connery si mangia tutte le scene in cui compare, malgrado l’improbabile ruolo da spadaccino spagnolo: un Inigo Montoya ricoperto di piume di pavone (storia vera), Connery fa un gran lavoro e calamita l’attenzione.


"Ho la tua attenzione adesso?".
Grazie a lui Conner (e lo spettatore) imparano tutte sui poteri degli immortali, utilizzando il classico stratagemma che da Rocky in poi miete sempre successi: il training montage.


Niente cementa l'amicizia come una corsa in spiaggia, chiedete a Rocky e Apollo.
Connery e Lambert hanno instaurato un ottimo rapporto sul set, continuando a rivolgersi uno all’altro con i nomi dei rispettivi personaggi, per questa ragione Connery ha accettato di comparire anche nel seguito del film, unico caso nella sua carriera in cui ha interpretato un personaggio due volte di seguito, beh un personaggio che non si chiamasse Bond, James Bond, intendo dire.

Friends will be friends (When you're in need).

Highlander II - Il ritorno (1991)

Insomma nessuno ci capisce più niente ma MacLeod ha una risposta per tutto, ed è sempre la stessa, come la sua faccia: «È una specie di magia» anche se i Queen sono andati, e a sostituirli é arrivato Stewart Copeland, direttamente dai Police che fa un ottimo lavoro, che però si perde nel gran casino di questo film.

"Adesso recitiamo anche Shakespeare? Avevo firmato per fare Highlander"
Si perché i momenti tragicomici si sprecano, vogliamo parlare del ritorno immotivato di Ramirez? Improvvisamente il maestro di Connor ricompare letteralmente con un fulmine nella sua amata Scozia, nel mezzo di uno spettacolo teatrale dove comincia a mettere in dubbio il contenuto della battute di un attore impegnato a recitare con il teschio di Yorick in mano, roba che dovrebbe far riderissimo ma in realtà è solo tediosa, anche se Sir Sean Connery da lezioni di stile a tutti. Letteralmente!

Oh, I'm an alien, I'm a legal alien, I'm an English Scottish man in New York the future.
Si perché una delle scene più riuscite del film prevede proprio Ramirez che ritornato in questo strambo futuro, pensa bene che la priorità sia aggiornare il suo abbigliamento recandosi nel più antico negozio di sartoria di tutta la Scozia («Non potevo scegliere meglio visto che io sono il più antico gentil uomo della Scozia»). Ma poi io dico, Ramirez nel primo film non diceva di essere uno spagnolo con origini egiziane? Nessuno qui ci capisce più niente, ma a togliere completamente credibilità al film ci pensa anche una mancanza di direzione generale.

La ricerca del Sacro Grall per Indy, passa attraverso il libretto di suo padre il Prof. Henry Jones (Senior). Ora, parliamoci fuori dai denti che tanto siam grandi: Harrison Ford è uno che calamita l’attenzione quando appare sullo schermo, oltre ad Indy in carriera ha almeno altri due ruoli da storia del cinema (se mi chiedete quali vi tolgo il saluto a vita!) ed è sempre stato uno stracciamutande che levati, ma levati proprio. Come si fa a trovare uno che possa guardare dall’alto verso il basso un tipo del genere, l’unica era far venire giù l’unico bipede al mondo più figo di Ford…

Posso avere delle cornamuse che intonano “Scotland the brave” qui? Come no? Ma come problemi di Budget? Almeno posso avere il tema di “giù la testa” quando fa Sean sean-sean sean? Nemmeno quello!? Azzo siamo messi così male qui sopra? Vabbè, faccio da solo!

Signore, signori, il suo nome è Connery, Sean Connery!

"Alla fine sempre di questo Scozzese avete bisogno".
La scelta di casting ammettiamolo, è geniale e anche coerente con quello su cui Steven Spielberg ha sempre scherzato, quando diceva che Indiana Jones a livello di ispirazioni e idee iniziali, è il figlio di James Bond. Per qualche minuto Spielberg ha accarezzato l’idea di chiamare Jon Pertwee (il terzo Doctor Who), oppure Gregory Peck, ma Sean Connery era la sua opzione numero uno, due e mille.

Quando Sean Connery chiama Indy “Junior”, oppure lo sbeffeggia per il suo soprannome (“Si chiamava il tuo cane "Indiana"...” , “Ho un sacco di bellissimi ricordi di quel cane!” se divento irritante con i dialoghi mandati a memoria ditemelo, ok?) è perfettamente credibile proprio in virtù di un curriculum che lo rende credibilissimo quando fa intendere di essere andato a segno con la bella Dott.ssa Elsa Schneider (Alison Doody), ma anche quando si tratta di avventura. D’altra parte, lui già combatteva la regina d’Inghilterra quando Indy doveva ancora conquistarsi la sua prima medaglia di Boy Scout.

"...In fondo ho solo allenato immortali, combattuto la Spectre e Al Capone".
[...]
Tutta la parte in Germania mi fa impazzire, la scena dello Zeppelin è fantastica, così come la fuga sul biplano, un'idea che Lucas e Spielberg volevano già utilizzare in “Raiders”, ma poi hanno tagliato per motivi di minutaggio e budget. La scena in questione è stata girata interamente in un caldissimo set, Ford e Connery tra giacche e cappelli erano belli imbacuccati, quindi per non sudare copiosamente durante le riprese, hanno girato la loro gag dell’aereo ("Mi dispiace, ci hanno centrato") senza pantaloni… Storia vera!

"Senti che bell'aria fresca figliolo? Ecco perchè uso sempre il Kilt".
Anche se la mia scena di papà Jones preferita è quella che viene dopo: “Improvvisamente mi sono ricordato il mio Carlo Magno: Lasciate che i miei eserciti siano le rocce, gli alberi e i pennuti del cielo.".

Nessuno ha mai utilizzato un ombrello con così tanto stile.
Nella porzione di film ambientata nella Berlino in piena celebrazione per il Führer (“Quegli imbecilli, che marciano con il passo dell'oca come lei, dovrebbero leggerli i libri invece di bruciarli!”) c’è un piccolo errore storico, quando Hitler firma il libretto, lo fa con la mano destra, mentre nella realtà era mancino, ma questi sono dettagli che notano solo quelli fissati con i documentari di History Channel o i cagaminchia come il sottoscritto.


Ma soprattutto ci sono i Russi, quello che sapevo di Russi l’ho imparato guardando Rocky e Rambo (il valore educativo di Sly Stallone come insegnante di storia è molto sottovalutato…), ma qui i cattivi del mondo mi sembrano tutti fighissimi e fanno cose fighissime (tipo sfuggire con il più grosso e cazzutto sottomarino mai visto) e lo fanno con tale sprezzo del pericolo che si mettono anche a cantare (“Credo di… Li ho sentiti cantare” cit.) sotto gli occhi compiaciuti del Comandante Marko Ramius (che io chiamo Marko RaDius, non so perché) che mi sembra un capitano Nemo appena più tosto e cazzuto. Finisce il film e anche se non capisco una parola di Russo, da grande voglio essere Russo, per manifestare le mie buone intenzioni e la mia volontà di essere insignito dell’Ordine di Lenin (che non so cos’è ma lo voglio) canto per ore la canzone del film, che nella mia versione fa: eh Ottrebrie! Ottebrieeeee!

… Per qualche oscura ragione, i miei genitori non mi strangolano.


"Io da grande, così, uguale, spiccicato, sputato, anche io, si così!" (CIT. Me stesso, anno 1990).
[...]
Sean Connery, fortemente voluto dalla produzione, dopo aver letto la sceneggiatura originale di “Caccia a Ottobre Rosso” non era per nulla convinto. Pensava che fosse poco interessante e il suo personaggio molto poco carismatico, quindi avanzò le pretese da Divo: "O mi riscrivete dei dialoghi decenti e io questo film non lo faccio". Alla Paramount iniziano a sudare nei loro doppiopetti e chiedono “Chi vuoi Sean? Fai un nome noi te lo portiamo qui per direttissima”, magari non gli hanno detto proprio così, ma mi piace pensare di sì.


"Portatemi Milius, ripeto, John Milius a rapporto dal Comandante in plancia".

Lo Scozzese si ricorda del regista che lo ha diretto ne Il Vento e il Leone (quella icona aperta lassù? Possiamo chiuderla ora), Milius si arrotola le maniche e riscrive tutti i dialoghi del personaggio, il risultato è un comandante nobile risoluto e colto, se guardando il film notate che Ramius cita sciolto strategie navali dell’antichità e frasi di Cortez e Cristoforo Colombo, è solo perché sono tra le letture abituali di Milius, che pesca a piene mani per creare un vero Bad-Ass, gelido come il ghiaccio in cui comanda il suo Ottobre Rosso, capace di mantenere la calma anche se inseguito da una torpedine.

Di “Mato Grosso” ricordo fondamentalmente Sean Connery capellone che si aggira per la Foresta Amazonica, con una bionda generica, una alla Meg Ryan, ma meno, meno caruccia, meno fastidiosa, in generale meno memorabile. Ricordo che dovevano fare qualcosa d'importante, non ricordavo cosa, e, soprattutto, non ricordavo nemmeno il finale, strano, ma vero. Il che mi lascia pensare che probabilmente iniziavo a vedere il film per via della presenza di Sean Connery e poi passavo a far altro per eccesso di noia.

In effetti, “Medicine Man” (titolo originale ben più figo), è una strana scelta nella carriera di McTiernan, mi sono fatto un'idea, però, soprattutto quando ho letto il nome “Sean Connery” alla voce “Produttore Esecutivo”. Sì, perché lo Scozzese per questa interpretazione si è portato a casa, ben dieci milioni di ex presidenti morti stampati su carta verde, mica roba da poco e non facciamo battute sugli Scozzesi attaccati ai soldi, dai!


"Guarda la vastità del mio conto in banca".
Forti del successo di critica e di pubblico, di quel clamoroso capolavoro che risponde al titolo di Caccia ad Ottobre Rosso, attore e regista si ritrovano sullo stesso set, mi viene da pensare che in veste di produttore esecutivo, Connery abbia voluto proprio McTiernan, per la serie: mi fido di pochi, ma mi faccio dirigere da ancora meno eletti.

La storia è grossomodo quella che ricordavo: la ricercatrice Rae Crane detta "Bronx" (Lorraine Bracco) rappresentante di una casa farmaceutica americana, viene spedita nella giungla amazzonica (in realtà il messico, come per Predator) alla ricerca del Dott. Robert Campbell (Sean sean!), l’obbiettivo è quello di chiarire la natura e gli eventuali progressi che lo scorbutico dottore sta portando avanti tra gli indigeni locali.

"Insomma Bronx un po' di collaborazione, sto giocando al Dottore".

La scoperta è clamorosa: una rara pianta che cresce a trenta metri sopra gli alberi secolari, potrebbe contenere il segreto per debellare per sempre il cancro, ma bisogna prima sintetizzare il medicinale mantenendo stabile il famigerato “Picco 37” e, ancora più complicato, convivere con il Dottor Campbell!

Per comodità cinematografica, Michael Bay rappresenta il gas contenuto nei missili come delle capsule di gel verdastro che sembrano quelle che s'infilano nella lavastoviglie, ma è chiaro che non basterà un nerd fanatico di Elton John a fermare una leggenda della scena militare, affiancato da una serie di militari con facce di tutto rispetto, tipo il suo secondo è David Morse, ma non è difficile riconoscere anche John C. McGinley (il dottor Cox di “Scrubs”) e quel gran mito di Tony Todd, quello che si becca in pieno l’idea di “Frase maschia” da eroe d’azione che solo un Nerd come Stanely potrebbe avere: «Ti piace quel pezzo di Elton John Rocket man? Te ne ho parlato perché sei tu il Rocket man!» BOOM! Prima di spararlo in mezzo alla baia (non Michele) di San Francisco a cavallo di un missile.

Prima di poter permettere al recalcitrante Stanley di entrare in azione e disarmare i pericolosi missile, bisogna trovare il modo di entrare dentro Alcatraz, avremmo bisogno dell’unico uomo al mondo ad essere mai evaso da “The Rock” e qui entra in scena l’altro grande personaggio del film, un agente dei servizi segreti inglesi ingiustamente dimenticato nelle galere Yankee per aver rubato un microfilm pieno di informazioni segrete (tipo l’identità dell’assassino di JFK e altre cosette così), si chiama John Mason, ma avrebbero anche potuto chiamarlo James Bond, visto che i riferimenti al personaggio si sprecano e ad interpretarlo, è proprio lui Sir Sean Connery!

“Cassidy, trovi sempre il modo per interrompere le mie partite a golf e farmi tornare su questa Bara Volante.
Per portare in scena il personaggio di Bond Mason il film relega temporaneamente in panchina quello di Ed Harris, facendoti (quasi) dimenticare tutta la trama principale del ricatto e dei missili, perché Connery si mangia ogni momento del film in cui compare, nonostante entri in scena con una parrucca in stile chitarrista ventenne di Seattle («È una cosa Grunge») e anche se non ne fa uso qui, mi rendo conto che tra Connery e Cage, abbiamo i due massimi esperti di parrucche al cinema!

“Utilizzavo toupet e parrucche quando Francis Ford accompagnava ancora a scuola suo nipote Nicolas”.
La coppia funziona così bene perché tanto è flemmatico e carismatico Connery, quanto riesce ad esserlo anche Cage pur andando tantissimo sopra le righe, i due diventano la classica coppia mal assortita tipica dei film d’azione, ma per cementare il loro rapporto, dimostrando che entrambi i personaggi hanno le stesse motivazioni (rispettivamente una figlia e una fidanzata a San Francisco da salvare) ci vuole qualcosa di davvero efficace. Si parte con un faccia a faccia tra i due nella sala degli interrogatori con Stanley che finge sicurezza («Si può avere una tazza di caffè qui per favore?»), ma trattandosi di un film d’azione, i due personaggi hanno bisogno anche d’altro, tipo di un gran inseguimento!
[...]
L’unica cosa che non ho mai capito del film, anche dopo un milione di visioni è sempre la stessa: avete presente quando Cage e soci arrivano finalmente su Alcatraz? Ecco, Connery indica loro la direzione per entrare nella prigione dall’esterno, dichiarando di aver memorizzato il ritmo e la frequenza di un complicatissimo intreccio di ingranaggi e fiamme da cui bisogna per forza passare per avere accesso. Connery passa rotolando indenne tra le fiammate letali evitando di fare la fine del granchio servito nel piatto, sgrocchiante sotto gli enormi ingranaggi, dopodiché apre una porta e figo come la neve a Natale dice: «Benvenuti ad Alcatraz». Tutti bello, tutto chiaro, per entrare da fuori bisogna fare tutto questo casino tipo giochi senza frontiere, ma perché da dentro la prigione per scappare, Connery non ha semplicemente aperto la porta senza infilarsi tra fiamme ed ingranaggi?

Ma non poteva uscire direttamente dalla porta? No vero?
Detto questo, la coppia composta da Nicolas Cage e Sean Connery è talmente assurda (fuori e dentro lo schermo) da funzionare alla grande, il finale è quasi tutto per Cage che disarma missili, si spara l’Atrofina nel cuore e lancia i razzi verdi con tanto di posa tipo sergente Elias in “Platoon” (1986) in un finale che è ben oltre arrivare all’ultimo secondo, un’idea di salvataggio con l’acqua alla gola che può funzionare solo nei giochi di un bambino che fa la guerra con i soldatini o al massimo al cinema, a patto di andare tantissimo sopra le righe, più o meno dove vivono i personaggi e il regista di questo film.

Voi la chiamate “americanata” io la chiamo epica.
Questo film è una pietra miliare per gli appassionati di film d’azione, per i fanatici come me delle prove da attore di Nicola Gabbia, ma anche un titolo di culto, in grado ogni volta di esaltarmi. Perché Michael Bay ha tanti difetti, ma credo che per non esaltarsi con un film così, l’unica scusa sia essere già stati colpiti dal gas VX. Sul serio, ogni sua parte è mitica a partire della musica, su cui vi ero debitore di un’icona da chiudere: pare che le tracce composte da Nick Glennie-Smith non piacessero per nulla a Michael Bay, questo spiega perché siano stati chiamati prima Hans Zimmer e poi il suo collaboratore Harry Gregson-Williams a contribuire, ma riconosco la farina del sacco di Nick Glennie-Smith in questa colonna sonora, perché quella base così orchestrale che fa da colonna vertebrale a tutta la partitura, ci regala anche quel tema principale, declinato in varie versioni, che può risultare epico, oppure drammatico in parti uguali, senza contare che ad ogni visione del film si finisce tutti a cantare: "Para pa paaaaaaa! Para paaaa! Paraaaa para paaaa". Almeno, io lo faccio sempre (storia vera).

“Sean dove vai? Torna presto! Non lasciarmi qui con Cassidy che canta!”.

Sicuramente Sir Sean Connery tornerà a trovarci su questa Bara Volante, è sempre stato uno dei miei preferiti e potrò continuare ad ammirarlo qui… Ciao Sean, ci vediamo nei film!

60 commenti:



  1. Commento senza parole, è già stato detto tutto.

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    1. Ci sono rimasto piuttosto male lo ammetto. Cheers

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  2. Ieri sera mi ero detto "Domani scrivo un postone (post molto lungo) per celebrarlo"... e niente, di fronte al tuo farei la figura del peracottaro.
    Non ci provo nemmeno.
    Al massimo lo citerò nel post di domani. Tutti gli anni il 2/11 elenco quelle/i che ci hanno lasciati negli ultimi dodici mesi e Sean sarà il primo della lista.

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    1. Mi piacerebbe leggerlo e ti ringrazio, ma ammettiamolo, sono i post che non vorremmo mai scrivere. Sean Connery ed Ennio Morricone, due coltellate al cuore. Cheers!

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  3. Io penso subito a Mark Ramius e al papà di Indy, però mi hai suggerito che è il momento perfetto pr riguardare Time Bandits!

    Meno male che ci ha lasciato un sacco di film belli con cui ricordarlo...

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    1. Presto faranno la serie tv quindi vale un ripasso, poi é uno dei miei film preferiti. Per fortuna dici bene, lo vedremo ancora in tanti film ;-) Cheers

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  4. Quando penso al grande Sir Connery il primo film che mi viene in mente è proprio Atmosfera zero, quindi l'immagine che hai messo è per me azzeccatissima. Oggi non trovo le parole, ho il magone. Un dispiacere tale non lo provavo dalla scomparsa di Frizzi. 👋

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    1. Lo avevo già in programma, ora sono in missione. Cheers

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    2. Bravo Cass, un tributo dovuto a uno degli ultimi grandi attori e anche grandi signori di Hollywood. Andrà lassù con Roger Moore, un altro grande, chissà quante se ne racconteranno... 👋

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    3. Due che hanno vissuto intensamente, niente da dire. Cheers!

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  5. Lungo post per una ancor più lunga carriera. Assolutamente impeccabile anche se, come ho scritto da me, faccio ancora fatica ad immaginare un cinema senza Sean.

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    1. Si era ritirato tutto sommato bene, come Nicholson e Jack AN senza di loro il cinema é un posto un po' meno affascinante, anche se preferivo saperlo giocare a golf in Scozia lo ammetto. Cheers

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  6. sei riuscito a commemorare Connery senza citare Marnie, uno qualsiasi degli 007 (i primi 3 da manuale del cinema) o "L'uomo che volle farsi re" (un buddy movie di quelli che piacciono a te con l'altra icona inglese Michael Caine)... o quella pubblicità (di un'assicurazione?) dei primi anni 2000 quando viene perquisito da un'agente donna e lui "Ma io sono Sean Connery!" "Sì, dicono tutti così..." xD

    Da oggi il mondo del cinema è un po' più povero... ci pensi che dopo 3 generazioni cresciuti con Sean Connery, ci saranno dei pivellini che non avranno che dei riflessi filmati di questa icona?

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    1. Ne mancano tanti, Darby O'Gill, Marnie, Shalako, Quell'ultimo ponte, Atmosfera Zero, Sol levante... Roba da farci notte! Cheers

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  7. Bellissimo post, lo hai ricordato con l'affetto e l'ironia che si merita, grazie. Come sai mi sto occupando proprio in questo periodo degli 007, ora sto preparando Goldfinger e la notizia è arrivata come un fulmine: ci mancherà tanto.

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    1. Sono anni che con la Wing-woman puntiamo al ripasso di tutti i Bond, prima o poi ci riusciremo, per ora in bocca al lupo, affrontare i suoi Bond vuol dire esplorare l'immaginario occidentale moderno e farlo dopo ieri, gran modo per risalire a cavallo dopo essere caduti. Cheers

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  8. Un grande.
    Per me anche solo il suo Riccardo Cuor di Leone che arriva a sposare Marian Mastrantonio e Robin Kostner vale TUTTO.
    Io lo amo per Ramirez (vero, nel 2 non si capisce niente, haha!), per il papà di Indy e ovviamente come Guglielmo da Baskerville.
    Ma anche ne I banditi del tempo riesce a dettare legge col suo fascino.

    Moz-

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    1. Non hai idea di quante volte abbia visto quel film, cameo che vale oro ;-) Cheers!

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  9. Non so quale suo personaggio il mio preferito, difficile scegliere, anche se lui rimarrà per sempre James Bond...ci vuole un Commemoration Day indubbiamente ;)

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    1. Se riesci a smuovere i nostri colleghi Blogger, su di me puoi contare di sicuro, segnami già presente. Cheers!

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    2. Segnate anche me. Nel senso che se, domani o tra un anno, si celebrerà un Connery Day io non mancherò.

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    3. Bene, siamo già in tre ;-) Cheers

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  10. Che attore straordinario, veramente...quando ho letto la notizia ho quasi urlato NOOOOOH!! Ci mancherà sicuramente tutto quel talento e quel carisma

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    1. Dialogo a casa Cassidy con la mia Wing-woman: «Il 2020 ha colpito ancora», «Chi è morto?», «Non me la sento di dirtelo» (storia purtroppo vera). Cheers

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  11. Addio, signor Connery.
    E grazie per tutto quel che ci ha dato.
    Non riesco a dargli del tu, mi spiace.
    Davanti a figure simili mi scatta in automatico il sentimento della portaerei.
    Elegante, colto, brillante ma anche spavaldo e scapestrato. E sprizzante fascino da tutti i pori, ad ogni eta'.
    Credo fosse il marito/compagno/amante per molte donzelle.
    Di fronte al quale noialtri suoi colleghi deponiamo umilmente le armi.
    Non puoi competere, con uno cosi'.
    Finche' e' uno dei tanti belloccio che affollano Hollywood, possiamo parlarne.
    Ma con LUI...no.
    IL MASCHIO, per eccellenza.
    Cinematograficamente parlando, il ruolo a cui sono piu' legato e' senza dubbio Jimmy Malone.
    Poi il padre di Indy, ovvio.
    Ma ha saputo sganciarsi da un'icona come Bond, che avrebbe ammazzato la carriera a chiunque.
    E ha sfornato figure memorabili.
    Ramires, Ramius, Fra' Guglielmo, Mason...
    Ha impersonato re e condottieri. Persino fuorilegge.
    Con la statura e l'imponenza ha reso memorabile qualunque cosa abbia fatto.
    Anche quando si vedeva che lo aveva fatto solo per soldi (Entrapment).
    Anche nelle comparate di cinque minuti, come in Robin Hood (con Costner).
    Dove di fatto FERMA IL FILM.
    Persino in Zardoz, dove veste in maniera oscena.
    Pensate che quando leggevo una cinesata di Hong Kong chiamata "5a Generazione", una scopiazzatura dei manga pubblicata eoni fa, uno dei protagonisti (il dottor Sean, ehm...) era copiato carta carbone da Sir Connery in Mato Grosso.
    Bastava quello, per leggerlo.
    Senza di lui il cinema non sarebbe stato lo stesso, davvero.

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    1. Lo penso anche io, peddita grande quanto il carisma di Sir Connery. Cheers

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    1. Purtroppo si è non voglio nemmeno pensarci, altrimenti mi prende lo sconforto. Cheers

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  13. E pure Sly, ragazzi.
    E Schwarzie.
    No, sul serio...credo che nel caso di Stallone terrei il lutto per un anno, come minimo.

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    1. Ma lasciamo perdere, abbiamo già abbastanza casini concreti senza pensare al futuro remoto, molto remoto. Cheers

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  14. Il primo ruolo a cui penso per Sean Connery è Ramirez in Highlander, quando vidi il film la prima volta non sapevo o cosa rappresentasse Sean per il cinema, ma per me resterà sempre il grande Ramirez. E poi certo, Dottor Jones Senior e il capitano russo di Caccia a Ottobre Rosso, senza dimenticare William Forrester. E Malone ne Gli Intoccabili. Il tutto per uno nato troppo tardi per identificarlo subito con James Bond.

    Una caterva infinita di film, con ruoli quasi sempre iconici. La cosa che mi "rallegra" quando scompaiono personaggi del cinema dalla carriera infinita, è che c'è sempre qualcosa da recuperare, qualcosa in più da scoprire di una carriera infinita, altre perle e altre storie, altri personaggi e altri mondi da scoprire.
    E come dici sempre tu: ci vediamo nei film, in quelli già conosciuti e amati, e in tutti quelli ancora da scoprire.

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    1. Vero, purtroppo vero aggiungerei, mi ha stupito scoprire quanti altri film di Connery interessanti mi mancano, tutte ottime occasioni per ritrovarlo sullo schermo. Cheers

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  15. Sai cosa ho realizzato dalla dipartita di Sir. Connery? Che l'ho conosciuto nientemeno che sul grande schermo... nel lontano '83, con i miei genitori e mio fratell(in)o, a vedere "Mai dire mai". Praticamente l'ho conosciuto proprio nel suo ruolo iconico, anche se apocrifo in questo caso... e oltretutto affossato nel gradimento dal coevo e canonico "Octopussy" che pure vidi, con sommo gaudio, in sala qualche mese prima. Comunque sia ritengo un privilegio aver fatto la sua conoscenza se non con uno dei migliori film, almeno nel modo migliore!

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    1. Aggiungo qualcosa di forse impopolare, "Mai dire mai" era apocrifo e pieno di difetti, ma negli anni l'ho visto e rivisto più spesso di "Octopussy" (storia vera). Cheers

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    2. "Mai dire mai" è sceneggiato sulla falsariga di "Thunderball", il film di 007 che ho apprezzato meno... "Octopussy" invece è tra i più movimentati della saga, grazie anche a uno stuolo di splendide rappresentanti del gentil sesso che forse solo in "Goldfinger" ha eguali...

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    3. Non ne facevo una questione di qualità dei due film ma di numero di visioni. Cheers

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    4. Oltre a recuperare qualche film, tra i più famosi, che ancora mi mancano... devo rivedere questo.

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    5. Ripassiamo tutti, mi sembra doveroso ;-) Cheers

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  16. E abbiamo salutato anche Sean Connery...
    Il suo primo film che ho visto è stato "Dalla Russia con amore", tra l'altro anche il mio primo James Bond, e scoprire di lì a breve che faceva parte di una saga con lo stesso attore (ero bambino, la storia del cinema non la sai se qualcuno non te la racconta) mi esaltò parecchio, tanto che ci misi un po' ad accettare Roger Moore al suo posto.

    Ho visto svariati suoi film, me ne manca più di qualcuno tra quelli qui elencati, ma ne ho visti e apprezzati altri forse minori, tipo "Cinque giorni un'estate" e "Sono affari di famiglia".

    Ho più volte rimandato di recuperare e vedere "Zardoz", forse è il momento di rimediare...

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    1. "Cinque giorni un'estate" mi manca ad esempio, ecco un titolo da recuperare. Cheers

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  17. Neanche a farlo per caso, l'altra sera mi è capitato sulla homepage di un sito di streaming un film di connery che non conoscevo: l'ultima rapina. Nulla di eclatante ma l'ho visto perché c'era connery e come regia lumet. Il giorno dopo leggo della sua morte. Mi spiace tanto. Nel mio cuore 007 rimane Moore ma Connery ha indubbiamente mostrato una versatilità e capacità davvero memorabile

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    1. Era uno di quelli attori che bastava a convincerti di vedere un film, mancherà anche per quello. Cheers

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  18. Pardon sbagliato titolo del. Film. È rapina record a new York

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    1. Si avevo capito tranquillo, penso che sia l'unica "rapina" nella carriera di Connery (almeno nel titolo del film), quindi avevo pensato subito a quello. Cheers

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  19. Purtroppo questa volta non è un film, e non c'è nessun Connor McLeod che ti possa riportare indietro, ma nei nostri cuori pieni di cinema tu sei immortale comunque... Buon viaggio, Sean.

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    1. Passato dall'essere grande sullo schermo a una leggenda del cinema, mi mancherà comunque. Cheers

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  20. Carabara, ho sognato di esser di nuovo al Pogue Mahone di Miano in anni in cui potevi pagare la birra del pub in lire con Crepascola ed amica ingegnere che stava per partire per la Scozia e Sean era con noi, ma doppiato da Gigi Proietti colla voce di Gatto Silvestro - il personaggio di Hollywood al quale assomiglio di più - e Sean ci raccontava di quando al tempo di Never Say Never Mr. Bean gli avesse proposto di girare un live action tratto dai Looney Tunes in cui sarebbe stato un gatto buffo e sfigato e Kim Basinger una canarina in gabbia e Mr. Bean una nonnina colla crocchia. Sean ci teneva tanto a quel progetto, ma non riuscì a trovare uno straccio di produttore. So goes life. So long Sean so long Gigi.

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    1. Se mi dici che al Pogue Mahone, a giudicare dal nome, in sottofondo mettevano le canzoni dei Pogues, ti chiederei cortesemente ti trovare il modo di invitarmi nei tuoi sogni per berne un paio tutti insieme, in cambio prometto di mettere il maglione a righe di Freddy oppure di farti l'imitazione di Titti (a tua scelta). Una due giorni tostissima, Sean e Gigi entrambi celebrati per i loro compleanno tondi dalla tv nazionale, diciamo che non ha portato benissimo, da qualche parte uno sta doppiando l'altro ora. Me lo vedo Connery recitare il cavaliere nero con il suo accento Scozzese seguendo il labbiale di Gigi. Cheers!

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  21. E quando pensavo di aver letto abbastanza epicità arriva a sorpresa (graditissima) la citazione a The Rock
    "Sai come funziona questa merda??"

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    1. "The Rock" rappresenta le basi, infatti in un film così non poteva mancare Connery a rendere tutto leggenda. Cheers

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  22. Di opere con Sean Connery credo di aver visionato l'intero ciclo di 007, Marnie, Assassinio sull'Orient Express, L'Uomo che Volle Farsi Re, Robin & Marian (ebbene si... oltre a Bond è stato anche il mitico Robin Hood nell'unico altro film con un senso di esistere sul personaggio, dopo quella classici della Hollywood che fu, finale stratosferico e poetico tra l'altro), Il Nome della Rosa (ma il libro strapazza il film, che praticamente può trasporre solo la componente gialla dell'opera di Eco e non tutto il dotto gioco metaletterario alla base), Gli Intoccabili, Highlander, Indiana Jones e L'Ultima Crociata, The Rock e La Leggenda degli uomini Straordinari.

    Tranne Highlander (discreto), The Rock e La Leggenda degli Uomini Straordinari (due merdate) ed il suo terzo, quinto e sesto 007 (Goldfinger discreto, gli altri due bocciati), sono tutti film buoni o ottimi.
    erano 20 anni che praticamente si era ritirato, era già una leggenda perchè il campione vero capisce che ai primi segnali di declino, o dilaziona la propria presenza cercando di scegliere film adatti, oppure si ritira per non lasciare l'immagine perdente di sè stesso (tipo De Niro che per oltre 20 anni ha fatto per lo più cagate fotoniche... Nonno Scatenato sigh...). Oltre la leggenda, c'è ora il mito.

    RIP Sean Connery.

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    1. "The Rock" immaginalo come uno 007 apocrifo, che poi è quello che è oltre che un filmone ;-) "La leggenda" osceno, Connery lo ha accettato dopo aver rifiutato il ruolo di Gandalf e di Morpheus in Matrix, entrambi diventato grossi successi, alla pari di una sceneggiatura che non gli piaceva ha detto si ad Allan Quatermain nobilitato una vera porcheria di film, dopo quello ha detto: «Ok basta, mi ritiro vado a giocare a golf in Scozia» (storia vera).

      Un giorno aprirò il vaso di Pandora dei film di "Robin Hood", ho almeno tre titoli del cuore per quella futura rubrica, uno è "Robin & Marian" (storia vera). Cheers!

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    2. Beh, i film su Robin Hood degni sono almeno tre.
      Definire merdata The Rock invece mi sembra eccessivo.

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    3. The Rock poteva essere un film che affrontava le ambiguità della democrazia USA e l'ipocrisia del paese che poggia la sua potenza sul sangue dei soldati usati in missioni segrete e scaricati quando non servono più o sono diventati un problema. Clint Eastwood o il Milius anni 70' avrebbero tirato fuori una pellicola che avrebbe scavato tali ambiguità, con Bay diventa l'ennesima stronzata patriotica e retorica, dal tono cafone e tamarro, con azione esagerata e ipertrofica.
      Riesco a salvare solo Connery e Ed Harris, Cage pompato orribile. Sapevo dei rifiuti di Connery per Gandalf e Morpheus... che scelta scellerata.

      Attendo la tua rubrica dedicata al ciclo Robin Hood, sputtanato con gli ultimi film, quando ha delle vette passate che glorificano e rendono giustizia al personaggio, Connery se non erro venne scelto dopo i tentativi andati a vuoto per Paul Newman e Albert Finney.

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    4. I film su "Robin Hood" sono un milione ma al volo così, tre secondo me meritevoli ci sono, ho tanta carne al fuoco ma se avete pazienza, ci arriveremo ;-) Cheers

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    5. Capisco il punto di vista ma è il film meno patriottico mai diretto da Bay, che di sicuro non ha mai avuto intenzione di fare cinema come Eastwood o Milius, ma ho scritto un lungo post su quel film, al massimo ci vediamo di là, sono il primo a criticare Bay ma non a scatola chiusa ;-) Cheers

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    6. Beh, ovviamente con quei due nomi sarebbe stato tutto un altro film, ma tutto sommato rimango dell'idea che sei eccessivamente severo.
      Anche Cage di fronte a quei due mostri sacri mi sembra se la sia cavata piuttosto bene, anche se probabilmente per merito di Pasquale Anselmo che recita molto meglio di lui...

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    7. Una delle prove migliori del nipote di Nicola Coppola, Anselmo fa il suo in italiano, ma in original Nick è grande e dai ;-) Cheers

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    8. Per me il Nicolas Cage migliore è quello di metà anni 80' - inizio anni 90', poi neanche il declino, ma il crollo totale.

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    9. Ha regalato ottime prove anche di recente, ho un culto totale per quell'uomo ;-) Cheers

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