giovedì 19 novembre 2020

Possessor (2020): quando il body horror è un affare di famiglia

Essere figlio d’arte è un gran casino, lo cantava anche Caparezza. Oddio sarebbe ben peggio nascere figlio d’altro, però anche avere tutti che ti urlano: «Figlio d’arte!» non è una passeggiata.

Ad esempio Brandon ha un papà a cui io voglio molto bene. Con il suo film d'esordio, il valido “Antiviral” (2012), Brandon Cronenberg aveva già dimostrato di avere un certo occhio per la regia (d’altra parte la mela non cade mai troppo lontano dall’albero), ma non la stessa capacità di andare dritto al sodo con le metafore. In questi otto anni Brandon non è stato fermo, giusto l’anno scorso ho visto il suo cortometraggio, breve nel minutaggio ma non nel titolo [Cassidy inspira forte] Please speak continuously and describe your experiences as they come to you [Cassidy espira forte], una sorta di “Allucinazione perversa” (1990) in piccolo, con un certo gusto per le trovate artistiche.

Cronenberg 2.0 insieme ai suoi due attori principali.

Se mai la carriera di Brandon proseguirò, forse un giorno scopriremo che il suo corto dal titolo lungo, era una sorta di prequel del suo secondo film, arrivato otto anni dopo il suo film d’esordio e intitolato “Possessor”, come facilmente intuibile dal titolo, una storia di possessioni, ma come potrebbero venire intese a casa Cronenberg, quindi per certi versi più vicini a Ghost in the shell che a “L’esorcista” (1973).

La storia è quella di Tasya Vos (Giorgia Meloni Andrea Riseborough ormai sempre più di casa con il genere horror), un’assassina al soldo del governo con la propensione a fare lavori ben poco puliti, la nostra Vos quando colpisce lo fa in modo eclatante, con ettolitri di emoglobina sparsa, ma oltre al suo modus operandi ad essere particolare è anche la tecnica che utilizza: attraverso una futuristica tecnologia legata agli impianti cerebrali, Vos può letteralmente prendere il controllo dei corpi delle persone, utilizzandoli come marionette per i suoi omicidi, della possessioni di origini tecnologica invece che demoniaca. Infatti pronti via, vediamo subito la donna in azione nella prima scena del film, ogni pellicola comincia meglio quando si apre con una sparatoria.

Il primo che dice "Io sono Giorgia" lo sbatto dentro la Bara Volante e chiudo il coperchio.

Dopo ogni missione Vos ha parecchi effetti collaterali, legati all'intimo livello di immedesimazione con il personaggio che si ritrova ad impersonare per alcune ore, per questo dopo ogni azione da killer “pilota”, Vos ha bisogno di un tempo per depressurizzare, ricostruendo le parti della sua personalità attraverso una serie di oggetti provenienti dal suo passato. Sembra molto più complicata a doverla descrivere (e sicuramente anche leggere), ma Brandon Cronenberg non è Nolan e non cerca di rendere più intricata del necessario la sua trama, solo per fare bella figura.

Nolan per molto meno, ti tira su un pippone di tre ore, quindi bravo Brandon.

Dicevo lassù che essere figlio d’arte è difficile, devi sempre mostrare rispetto per il cognome che porti, ma anche sfoggiare così tanta personalità da non sembrare pilotato - come i corpi ospiti di Vos - dal tuo celebre papà. Insomma è un vero casino e Brandon Cronenberg al momento sembra ancora a metà del guado, perché comunque il capo di Vos, Girder è interpretata da Jennifer Jason Leigh, quindi i rimandi anche solo ideali alla filmografia di papà, diventano proprio difficili da non notare.

Il nuovo incarico di Vos la vede impiantata nel corpo di Colin Tate (Christopher Abbott), un uomo che sta per sposare l’ereditiera Ava Parse (Tuppence Middleton), figlia del bersaglio della nostra assassina ovvero il padre di Ava, l’odioso John interpretato da Sean Bean, e qui mi rendo conto che la scelta di Sean Bean per la parte, è una sorta di “auto-Spoiler” che Brandon Cronenberg si è inferto da solo, se avete dimestichezza con la carriera di Sean Bean non vi sarà impossibile intuirlo.

Nessuna pistola è stata tirata fuori dalle budella durante la realizzazione di questo film.

Ma i corpi ospiti diventano davvero solo strumenti, oppure hanno ancora una voce in capitolo? Colin ad esempio non ha troppa voglia di farsi manovrare come un burattino ed è qui che comincia la battaglia mentale tra l’uomo e la donna, un METAFORONE piuttosto chiaro sullo scontro dei sessi, reso più gustoso da gli echi Cyberpunk sullo sfondo della storia e dalle litrate di sangue, perché comunque Brandon non tira mai via la mano e anzi, porta sullo schermo anche un paio di omicidi piuttosto truculenti. Non mi piace utilizzare l’espressione “esplosioni di violenza”, perché sembra una di quelle frasi preimpostate da cinefilo, però considerando il ritmo del film, e quanto “Possessor” cambi di passo ad ogni omicidio, per lo meno mi serve a darvi l’idea della velocità che Brandon Cronenberg ha voluto imporre alla sua storia.

Quello che però il cognome Cronenberg si porta dietro è il problema che avevo già descritto, quando quelle due adorabili matte di Jen e Sylvia Soska hanno provato a rifare un film del loro connazionale più famoso. Tu puoi anche inserire elementi che per il pubblico sarà facile definire “Cronenberghiani”, ma solo Cronenberg (inteso come David) riesce ad esserlo in pieno, infatti l’unica critica che posso muovere ad un film girato, montato e fotografato (da Karim Hussain) in maniera veramente impeccabile, è anche un attestato di stima per Brandon, se a due genietti come Jeremy Gillespie e Steven Kostanski critico di non essere ancora usciti dall'ombra dei loro modelli di influenza, devo tentare di giocarmi uno straccio di onestà intellettuale e fare lo stesso con Cronenberg, che ha anche la difficoltà aggiuntiva di portare lo stesso cognome del suo modello.

“Ok, mi legga la prima linea partendo da sinistra”

Però devo anche essere completamente onesto (ho un blog intero per esserlo), come opera seconda Brandon Cronenberg è riuscito per lo meno a dimostrare di aver fatto suo quello che per i Cronenberg è l’equivalente dell’azienda di famiglia, il “Body Horror” di Brandon a tratti sembra doveroso, perché da uno con il suo cognome tutti se lo aspettano, ma sarebbe una valutazione frettolosa.

Il secondo film di papà era Body Horror con una metafora bella dritta, a confronto con l’opera seconda del figliolo, è papà a sembrare quello “ruspante” dei due, e parliamo comunque di uno dei cineasti più colti e raffinati mai visti sul grande schermo. Per certi versi Brandon Cronenberg riesce a dirigere film che sono ancora più distaccati e asettici di quelli di suo padre, quello sguardo glaciale da anatomopatologo che in “Antiviral” (2012) sembrava semplice distacco, qui è sempre più una cifra stilistica.

Il Body Horror, quello che ti smonta la faccia.

Ecco forse è la parte più spudoratamente “artistica” che Brandon ancora non controlla a pieno, tutta la parte sulla preparazione dei killer, e il loro modo di prepararsi ad emulare schemi linguistici e atteggiamenti, ammazza un po’ il ritmo del film, nel senso che risulta quasi accessoria, quasi un’altra occasione per Brandon di sfoggiare il suo talento di regia con soluzione visive molto belle, ma un po’ fini a loro stesse.

Insomma “Possessor” è un titolo bello tosto che si lascia guardare e ci restituisce un autore in divenire, in un mondo dove qualunque cosa tu faccia, di sicuro finirai per offendere qualcuno che dall’alto di una tastiera penserà di poterti spiegare come devi vivere, ci vogliono due palle monumentali per giocare nello stesso campo da gioco di tuo padre, per altro uno degli autori più caratteristici della scena Horror in circolazione, quindi sono sicuro che Brandon Cronenberg continuando a perseverare troverà la sua strada, bello avere ancora qualcuno che considera il Body Horror un affare di famiglia. Come in un pezzo dei BTO, Brandon “Taking care of business” e neanche a farlo apposta, guarda caso ho citato un gruppo Rock Canadese, tanto per stare in tema.

26 commenti:

  1. Molto interessante... Il primo film del piccolo Cronenberg me lo sono perso, questo mi sa che in qualche modo devo recuperarlo.

    L'idea, il soggetto, alla base della storia (la possessione e la decompressione post-lavoro) mi intriga non poco. Se il figlio avesse anche solo la metà del talento del padre, abbiamo davanti altri 40 anni di film giusti.

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    1. Dal punto di vista tecnico è un drago, lasciamogli un po' di tempo intanto questo sue secondo film mi è piaciuto più del primo. Cheers

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  2. Oddio è già uscito quindi, avevo in mente di riguardarmi Antiviral, però visto che è già in rotazione gli darò un tremendo sguardo di visione. Ho letto solamente l'incipit della tua scrittura, ci risentiamo ad avvenuta visione.

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    1. Sono rimasto sul vago, quando vado nel dettaglio lo segnalo ma vale la pena affrontare il film a freddo, sono curioso del tuo parere. Cheers!

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    2. Bello mi è piaciuto, a livello narrativo un netto miglioramente rispetto alla poca linearità di Antiviral. Originale ma non pretestuoso nella trama, promosso.

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    3. Un passo in avanti per Brandon, mi fa piacere che ti sia piaciuto ;-) Cheers

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  3. Dovrei vedere prima Antiviral, e finito il padre finalmente vedrò il figlio ;)

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    1. Lo spirito santo lo lasciamo per i film con i fantasmi ;-) Cheers

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  4. Incredibile, l'Universo ci sta parlando a chiare lettere, ormai. Stamattina scopro che esiste un figlio di Cronenberg regista e ti mando una sua intervista... e ORA scopro che negli stessi momenti avevi già pubblicato un post su di lui! Non può essere un caso: sento agitarsi sotto la nostra pelle due demoni gemelli (ovviamente inseparabili!) che ci manovrano a loro piacimento! :-D
    Scherzi a parte, sono contento che il Cronenberghino porti avanti l'azienda di famiglia con il piglio giusto, e in fondo confrontarsi con i padri è un passaggio doveroso: penso al grande Jake Busey che ha dovuto fare assassini psicopatici e fare il figlio di suo padre in "The Predator" :-D :-D :-D
    Ancora scherzi a parte, proprio l'altro giorno hai parlato della Maschera del demonio di Mario Bava, che suo figlio Lamberto ha rifatto trent'anni dopo per la TV del Berlusca: diciamo che in quel caso Debora Caprioglio è stata l'unica scelta apprezzabile. Mi auguro che il Cronenberghino faccia scelte migliori :-P

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    1. Madonna la Caprioglio, un'altra Major Boobage storica!

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    2. Pensavo che tu mi avessi mandato l’intervista a Brandon Cronenberg dopo aver visto il post di oggi visto l’orario quasi contemporaneo della tua missiva invece no! Qui davvero siamo Lucelliot e Casserly Mantle, inseparabili :-D Alcuni riescono a farlo anche con un certo grado di grazie come il mitico Jake, ma è una faccenda davvero tosta, ad esempio Lamberto, gioie e dolori, per quanto io potrei ascoltarlo parlare di cinema (del padre ma non solo) per ore, Lamberto Bava rilascia sempre interviste ghiottissime di storie e racconti.
      Ora però ho un dubbio, la versione di Lamberto l’ho vista una volta sola quindi conservo anche ricordi vaghi ma era Debora Caprioglio oppure Eva Grimaldi? Ricordavo la seconda, ma ammetto candidamente di essermi fatto distrarre dalle poppe, colpevole! ;-) Cheers

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    3. Tra "South Park" e "Heavy Metal" dovrò fare un ripasso in ottima Major Boobage ;-) Cheers!

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    4. Eva era la strega risorta, la giovane Debora non ancora famosa - ma già Lady Kinski! - era fra i giovani che risvegliano il sonno della strega. Il film cerca di rifarsi di più a Gogol', mentre l'originale di Mario c'entrava davvero poco, ma certo che tra Eva e Debora l'attenzione proprio non riesce a focalizzarsi sulla storia :-D

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    5. Non la ricordavo proprio è passata una vita, dovrò ripassare, ovviamente per verificare le differenze con il film del padre eh? ;-) Cheers

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  5. Carabara, considerato che sei un fan di papà Cronemberg, ti metto a parte di quanto mi ha detto in confidenza una Gola Profonda sul prossimo lavoro del figlio. So che sei discreto e non ho bisogno di ricordarti di zipparti la bocca come in un body horror perché B.C. è ben lontano dall'iniziare a girare e non vorrei gli girassero perché qualcuno gli ruba l'idea.
    In sintesi: Andrea Riseborough e Alba Rohrwacher sono due sorelle, la prima è una entomologa che crede di essere una mosca nel corpo di una donna, la seconda una ginecologa che parla col suo tv che gli dice come curare ed operare le sue pazienti. Il padre, Dave Linch ( chi altri poteva essere? ), è uno zinzino preoccupato perché nessuna delle due gli presta orecchio ( cit. Blue Velvet? ) quando passa il tempo dall'alba al crepuscolo a cercare di rifare Dune ( !) Mosse come fosse composto da Angie Badalamenti e così costruisce un aggeggio che gli permette di entrare nella zucca delle figlie nottetempo e suonare loro il pezzo di Sugar Fornaciari in mood twin peaks direttamente nel cervello. Non proprio una buona idea. Il song apre loro i nove decimi che nessuno usa mai - forse perché è una teoria priva di fondamento se non nei film Before Cronemberg - e Dave passa il secondo tempo del film a difendere il rottame di un tv Irradio da uno sciame di mosche irradiate con enormi orecchie a sventola. Vedrai che capiterà quello che è successo ai Copppola. Tempo un anno e sarà Dave a essere ricordato come il papà di Brandon. Ciao ciao

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    1. Sarà se non proprio una tomba, per lo meno una Bara, lo sai.
      Tra Andrea Riseborough e Alba Rohrwacher potrei non saper distinguere come i gemelli Mantle, se ci fosse anche un piccolo cameo per Mel Brooks, l’uomo che ha prodotto entrambi i Dave (Lynch e Cronenberg) B.C chiuderebbe il cerchio alla perfezione, e sappi che al suo prossimo film Brandon sarà per sempre B.C. Before Cronenberg, anche se tecnicamente lui sarebbe A.C. (senior) ;-) Cheers

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  6. Piombo qui senza leggere il post, ma con la solita domanda: mi fido? Vado?
    E soprattutto, recupero anche Antiviral, vero?
    Con il Natale in arrivo l'horror e il body horror cozzano un po', ma sembrano arrivare parecchi titoli interessanti del genere e magari mi ci abbuffo.

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    1. Se hai voglia di lanciarti, ti suggerisco di partire da “Antiviral”, davvero ben diretto con il suo metaforone fin troppo sottolineato. Ti dico così perché “Possesser” mi è piaciuto molto di più. Se conosco un po’ i tuoi gusti oso e ti dico che la seconda fatica di Brandon Cronenberg potrebbe piacerti per il tema e per la regia, però ti avviso è bello tosto a livello grafico, quindi preparati a momenti anche forti, ma confido nel fatto che potrebbe piacerti entrambi i film, aspetto il tuo responso ;-) Cheers

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    2. Mi hai convinta, intanto li segno e aspetto la settimana giusta per vederli!

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    3. Bueno (come il Kinder), non vedo l'ora di leggerti ;-) Cheers

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  7. Io l'ho apprezzato molto e anche più di Antiviral, che comunque mi era piaciuto particolarmente. Secondo me Cronenberg figlio sta seguendo molto bene le orme di Cronenberg padre. Ma, invece, Abbott ha deciso di interpretare sempre e solo personaggi "folli"? Adoro, devo dire.

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    1. Sembra di sì, il che mi va benissimo ;-) Cheers

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  8. Io la Riseborough invece la trovo bellissima ^^' e questo film mi ha piacevolmente sorpreso.

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    1. La somiglianza è dovuta ai troppi telegiornali che vedo, anche perché sullo stesso argomento ho un post in rampa di lancio domani, mentre Brandon ci ha regalato una gioia ;-) Cheers

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    2. Più che bellisisma mi piace definirla affascinante, ha un fascino atavico.

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    3. Concordo, mi sembra una giusta definizione. Cheers

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