mercoledì 18 novembre 2020

John Carpenter l’antieroe del cinema americano: il bizzarro concetto di citazione di Weird Book

Sapete cosa dice sempre, no? Ogni giorno passato a scrivere e leggere di John Carpenter è un giorno ben speso, quindi oggi affrontiamo il saggio dedicato al Maestro edito da Weird Book intitolato “John Carpenter l’antieroe del cinema americano”.

Non avevo molta familiarità con il catalogo di Weird Book, sul Faccialibro seguo la pagina Evil Dead Italia, quindi avevo sentito parlare del loro libro dedicato al classico di Sam Raimi, ma non mi era mai capitato di leggere nulla dei lavori pubblicati da questa casa editrice. Almeno fino ad aprile di quest’anno, quando Fabio (il responsabile della pagina Il seme della follia) mi ha alzato un bell’assist che non potevo proprio non schiacciare a canestro, l’idea di scrivere dei film mai realizzati da John Carpenter è diventata una “rubrica” in undici capitoli che è stata pubblicata a puntate prima sul blog di Il seme della follia e qualche giorno dopo qui sulla Bara Volante.

Ed è qui che entrano in gioco gli amici (…amici?) di Weird Book, che sul blog di Fabio hanno pescato il mio post sulla terza fuga di Jena Plissken, reputandolo di loro gradimento, tanto che la loro prima proposta era stata quella di inserire il post nel loro libro su John Carpenter citandomi tra gli autori, figo, no?

“Fate quello che vi pare, ma io su Marte non ci vado”

Ora, io non so nulla di editoria ed immagino che mandare alle stampe un libro richieda parecchio lavoro, so solo che Weird Book per motivi di tempo e secondo loro di stile di scrittura (considerata “da blog”, grazie, ho un blog, come dovrei scrivere? In stile elenco del telefono?) la collaborazione non è andata in porto, quello che, però, hanno dichiarato è che nel loro libro ci sarebbe stata una citazione. Poco male, già così sarebbe stato un ottimo risultato per un’iniziativa fatta tra amici e spinta dalla pura e semplice passione per il cinema di John Carpenter.

Sta di fatto che per il principio iniziale per cui ogni giorno passato a scrivere e leggere di John Carpenter è un giorno ben speso, il libro me lo sono comprato, per la nuda cronaca 23 Euro tirati fuori di tasca mia, perché citazione o mancata collaborazione poco importa, sono appassionato di John Carpenter, quindi, un saggio su di lui m'interessa a prescindere.

“Dura ancora molto questa premessa? Non ho molto tempo”

Quindi, com'è questo “John Carpenter l’antieroe del cinema americano”? Sono meno di 200 pagine, un formato quasi tascabile comodo da leggere ovunque con una copertina davvero molto bella, tanto di cappello, ma siccome io di solito i libri li compro per leggerli e non per ammirarne la copertina, riguardo al suo contenuto sono molto meno soddisfatto.

Mettiamola così: se non avete mai letto nulla su John Carpenter e non sapete niente dei retroscena dietro ai suoi film, “John Carpenter l’antieroe del cinema americano” può essere una buona infarinatura, anche se, ad esclusione di un’intervista al Maestro rilasciata nel 1999 per la BBC e tradotta in Italiano per il libro, non troverete informazioni imprescindibili o introvabili.  Da appassionato della materia in oggetto, mi è sembrato un libro per neofiti fatto un po’ (tanto) a tirar via, con alcuni refusi che ci possono stare, anche se per un libro che costa 23 Euro sarebbe meglio non trovare. Inoltre, alcune informazioni vengono riportate in modo errato, ad esempio non è vero che Ice Cube era al suo esordio come attore in Fantasmi da Marte, senza essere appassionati Gangsta Rap, chiunque abbia un minimo di passione per il cinema sa che il suo esordio è stato “Boyz n the Hood” (1991), un tipo di informazione che si può tranquillamente verificare in Internet e state tranquilli che la connessione Internet negli uffici di Weird Book funziona benissimo, più avanti ci torniamo, lasciatemi l’icona aperta.

Quanto prendono i correttori di bozze di Weird Book? Così... Per sapere.

Cosa mi è piaciuto tanto di “John Carpenter l’antieroe del cinema americano”? Il capitolo dedicato a Christine intitolato “L’amore oltre le cose” scritto da Giada Cecchinelli, una bellissima analisi di uno dei titoli di Carpenter dati più per scontati, che a fine lettura ti lascia non solo con la voglia di rivedere il film, ma anche con un punto di vista nuovo sulla trama, che poi è quello che dovrebbe fare un saggio o più in generale ogni articolo scritto su un autore: mettere insieme aneddoti di produzioni e riportare frasi pescate in giro è un lavoro sterile se poi non offri un'interpretazione e una rielaborazione personale delle informazioni raccolte, da utilizzare come supporto all'analisi. Insomma, se tutto il libro fosse stato scritto con il piglio, la preparazione e la manifesta passione per il soggetto dimostrato da Giada Cecchinelli, sarei qui a consigliarvi caldamente l’acquisto, purtroppo questa resta l’unica nota positiva in un saggio che, parliamoci chiaro, è una mezza fregatura.

Chiamatemi paranoico, ma leggendo alcuni passaggi del libro continuavo ad avere uno strano senso di déjà vu, io mi rendo conto di aver portato la mia passione per Carpenter a livello ossessivo, arrivo da quella generazione che non aveva tutte le informazioni a portata di “click”, quindi quando mi appassiono ad un argomento, di quella cosa io voglio sapere TUTTO. Mi rendo anche conto che “vedo” Carpenter ovunque, figuriamoci, poi, quando il maestro si ritrova a citarsi addosso come successo nell'episodio della seconda stagione di Masters of Horror intitolato Pro-Life, quindi quando nel capitolo del libro dedicato ai lavori televisivi di Giovanni Carpentiere, ho trovato questa frase:

Uhm, il mio senso di Cassidy pizzica...

Mi ha fatto piacere sapere che non sono l’unico matto in giro a “vedere” Carpenter ovunque, perché nel mio post dedicato a “Pro-Life” avevo scritto qualcosa di davvero molto simile. Wow! Figo! Allora Weird Book ha davvero radunato insieme degli appassionati di Carpenter? Uhm forse no, visto che pagina 76 del libro ha preso a schiaffoni il mio senso costante senso di déjà vu che ha tenuto banco per una buona parte delle 200 pagine scarse del libro, Vi riporto pagina 76 del libro:

Pagina 76 del libro di Weird Book.

Curioso che qualcuno pensi a Chef di “South Park” parlando del Duca di New York, ah ho capito perché quel qualcuno sono io. Vi riporto un estratto dal mio post dedicato a 1997 Fuga da New York che trovate qui sulla Bara:

Ma si saranno fatti distrarre dalle bocce di Adrienne Barbeau?

Era questa la fantomatica citazione a cui avevano fatto riferimento i tipi di Weird Book? Peccato che come potete vedere anche dall'immagine, pagina 76 è quasi interamente composta da citazioni pescate in rete (per altro una anche di Marco Minniti che conosco da circa un milione di anni, ciao Marco!). Chiunque leggendo pagina 76 arriverebbe alla conclusione che la pagina in questione è composta interamente da citazioni diligentemente riportate, tranne la parte dedicato al Duca di New York che senza una nota e una citazione, sembrerebbe frutto della scrittura dell’autore del capitolo, quando non è così, perché quella parte l’ho scritta io. Però niente virgolette, niente nota a piè di pagina e niente citazione.

Quindi, per curiosità ho provato a mandare un’email alla redazione di Weird Book, vi riporto qui sotto la loro risposta: 

Poche idee, ma confuse.

Per prima cosa, non si cominciano le frasi con “allora” e questo lo so anche io che scrivo “troppo da Blog”, seconda cosa: che bizzarro modo di intendere gli omaggi e le citazioni! Come fa un lettore casuale di “John Carpenter l’antieroe del cinema americano” a sapere che sono stati riportati dei passi presi dai post della Bara Volante e da quelli che ho scritto in collaborazione con Il seme della follia, se non viene riportato da nessuna parte? I lettori della Bara Volante hanno ottima memoria, ma mi sembra una presa per il naso lo stesso.

Permettetemi, anche se sono un umile Blogger che picchia sui tasti per passione, di suggerire che forse la parola che state cercando per descrivere questa linea di condotta non è “citazione” e nemmeno “omaggio”, vi do un indizio, inizia con la lettera “P”, potete cercarne la definizione su Internet, così mentre ci siete magari date anche un’occhiata alla filmografia di Ice Cube. 

Voi che dite? Li devo chiamare gli amici (…amici?) di Weird Book? Anche se mi sembra che non abbiano bisogno della mia collaborazione visto che si servono già da soli dai miei testi. Pensare che se solo me lo avessero chiesto, gli avrei riscritto tutto il post dedicato alla terza fuga mancata di Jena da capo, ma nessuno me lo ha chiesto, quindi, sappiate che esiste un saggio su John Carpenter che cita e omaggia (si fa per dire) il vostro amichevole Cassidy di quartiere.

“Stanno cercando di trasformarsi nella Bara Volante… Distruggiamoli!”

Anche se, ad essere onesti, mi avrebbe fatto estremamente piacere comparire citato accanto ad alcuni dei miei supereroi preferiti (tutti presenti nelle note del libro) come Marco Minniti, Paolo Zelati, Doppiaggi Italioti e il seme della follia per di più in un libro dedicato al mio (anti)eroe cinematografico, però è andata così. 

Voglio chiudere in maniera costruttiva.

Facile pensare che la delusione di pagina 76 mi abbia portato a maltrattare il libro, lungi da me, credo di aver utilizzato pugni e carezze in parti uguali, però ad esclusione della bella copertina del libro e dell’ottimo capitolo scritto da Giada Cecchinelli, secondo me questo saggio non vale la spesa di 23 Euro, quindi, mi rivolgo da carpenteriano agli altri Carpenteriani alla lettura: se volete un bel saggio su John Carpenter, scritto come gli Dei della tastiera comandando, vi consiglio caldamente “Il signore del male. Il fantastico realistico nel cinema di John Carpenter” di Paolo Zelati, costa quasi quanto il libro di Weird Book, solo che quello è veramente bello.

Se, invece, siete un po’ a corto di “fruscianti” nel portafoglio, potete sempre cliccare sullo speciale dedicato al Maestro della Bara Volante. È scritto un po’ da Blog, eh? Ed ogni tanto magari ci troverete qualche refuso, però vi assicuro che contiene tutte informazioni verificate, è scritto con tutta la passione di cui sono capace e non costa niente.

Agli amici (…amici?) di Weird Book suggerirei la prossima volta di correre un po’ meno e verificare di più le informazioni, citando a dovere le fonti visto che chiedete dei soldini al vostro pubblico, poi, visto che non è da me concludere con dell’acredine lasciando ruggini in sospeso, lasciatemi citare come avete fatto voi: anche John Nada sostiene che siete i numeri uno. 

Il dito con cui comporrò il numero di telefono per chiamare Weird Book, ma non offendetevi è una citazione!

52 commenti:

  1. Ho letto da Moz che anche a lui è capitato di essere saccheggiato. Succede... personalmente se riporto qualche citazione altrui lo specifico sempre, come avrai già notato dalle mie parti. Mi sembra corretto e comunque Internet è meno vasto di quanto si possa immaginare, per cui le marachelle vengono presto al pettine... o erano i nodi che hanno le gambe corte... oppure... Scherzi a parte, comprendo che ci sia un certo giramento di balls a vedere certe cose.

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    1. Parole sante, cerco di fare esattamente lo stesso come puoi vedere ogni giorno, ma fa sorridere il fatto che la Bara Volante avesse uno stile troppo da blog, ma comunque è stato saccheggiato lo stesso, ma non era troppo da blog? ;-) Cheers

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    2. Qualche mese fa sul tubo ho visto un video di Rick Dufer, che non seguo nemmeno, ma mi aveva colpito la vicenda.
      Certi schemi si ripetono. Hai un progetto che non è gestito da una persona sola, in cui si attinge dal lavoro di tante altre persone, si confeziona un prodotto per venderlo.
      Oso dire che la quantità di passione che metti in un prodotto eguaglia la quantità di rispetto che ci metti.

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    3. Lo penso anche io, se non ti frega molto di quello che fai non può venire fuori qualcosa di valido, anche se non ho idea di chi sia Rick Dufer, però ehi, nome figo ;-) Cheers

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    4. Brutta storia.
      Rick comunque è un filosofo, anche piuttosto bravo in realtà nella divulgazione, forse un po' troppo convinto, però.

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    5. Sullo stile allora io sto tranquillo😀😀😀 son troppo scemo per essere preso come esempio😂😂😂

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    6. Grazie per la spiegazione, approfondirò perché proprio non lo conosco. Cheers!

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    7. Beh se prendersi sul serio vuol dire sfornare libri così, ben venga non prendersi sul serio ;-) Cheers

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  2. Brutta storia e mi dispiace, sicuramente per te ma anche perché come saprai volevo prendere il libro dedicato a Evil Dead. Sulla scrittura da blog onestamente non vedo dove stia il problema, i pezzi saccheggiati uno che legge il libro nemmeno ci fa caso se non lo sa e personalmente ritengo tu non abbia nulla da invidiare a tanti sedicenti scrittori, potresti benissimo proporre un tuo saggio ad un editore, anche perché dove sta scritto che si debba scrivere per forza in modo convenzionale?

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    1. Ti ringrazio molto, gentilissimo Bro ;-) Lo stile ti rende riconoscibile e poi ognuno ha il suo, quello che mi dispiace è che mi sarebbe piaciuto comparire accanto a molti dei miei preferiti, in un libro sul mio preferito, solo che così lo so solo io di essere parte di questa saggio, il che è abbastanza assurdo ;-) Cheers

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  3. Preso pure io il libro spinto dalla voglia di leggere qualcosa su Carpenter che avesse passione e amore anche a discapito del raziocinio. Una volta che uno lo ha tra le mani si rende conto di quanto sia un bignamino messo su, per dirlo alla Boris, "alla cazzo di cane". Onestamente lo sconsiglierei sopratutto a chi si approccia per la prima volta alle opere del Maestro (e Carpenter la "M" maiuscola se la merita tutta). Certo che non mi aspettavo qualcosa sui toni di "Cos'è il cinema" (che non occorre dire chi lo ha scritto), "I tre usi del coltello" o "Il piacere degli occhi". Ma almeno qualcosa che seppur con toni diversi fosse ai livelli di una qualsiasi monografia della collana Castoro Cinema. E invece niente. Mi spiace poi del "danno", credo più morale che altro, che ti hanno fatto, ma forse non essere citato questa volta non è necessariamente un male.

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    1. Oh bene, allora non sono io che ho avuto questa impressione, temevo di essere accusato di avere il dente avvelenato, ma credo di essere stato lucido nel giudizio e visto che lo condividi, siamo già in due a pensarlo. Se decidi di fare un saggio su Carpenter e non sei Mondadori, non credo serve spiegare le basi, ma non entro nel merito, non mi occupo di editoria so solo che in una pagina composta interamente da citazioni prese in rete, la Bara Volante non compare, forse sto sulle palle a Weird Book? Eh vabbè me ne farò una ragione ;-) Cheers

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  4. Mi sembra veramente un comportamento inqualificabile. La loro risposta dimostra anche che sono senza vergogna. Ovviamente la cosa giusta sarebbe stata chiederti di lavorare sul tuo scritto per renderlo "meno da blog" e più da saggio, non copiarti e riarrangiare le parole per non farsi beccare.
    E giustamente li hai beccati lo stesso. Sono dei ridicoli.

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    1. Non ci hanno nemmeno provato a riarrangiare, è proprio uguale

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  5. L'idea del libro è interessante, ma è il libro in sé il problema, infatti non lo comprerei manco se costasse 1 euro, spulcerei invece le pagine del tuo blog ;)

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    1. Qui puoi leggere quando vuoi, nessuno ti chiederà mai un centesimo ;-) Cheers

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  6. Allora.
    Adesso inizio io con "allora".
    Questo è il tipico comportamento di chi non sa come ci si dovrebbe comportare. Visto che il passaggio è stato copiato pari pari, che non è stato preso come spunto per un paragrafo magari dicendo le stesse cose e ampliandole ma un mero copia incolla, non ha senso la giustificazione addotta nella mail. Questo è uno di quei casi in cui se hai fatto la porcata, anche incolpevolmente, chiedi scusa e basta. Punto.

    "Cassidy, ci dispiace moltissimo per quanto accaduto, non era nostra intenzione offenderti. Rispettiamo il tuo lavoro e lo abbiamo apprezzato, perciò volevamo omaggiarti e citarti nel libro. Ci dispiace che proprio il tuo contributo, pur inserito, non sia stato riconosciuto.
    Se si presenterà l'occasione giusta, ci piacerebbe collaborare con te in futuro col pieno riconoscimento del tuo lavoro. Spero avremo una seconda occasione.
    Di nuovo scuse per l'accaduto."

    E' così che si dovrebbe fare in questi casi.

    Perché che cazzo di omaggio è, virgolette o non virgolette, se lo sa soltanto la persona che questo passaggio l'ha scritto? (in questo caso Cassidy).
    Se vuoi omaggiare un blog o un blogger, esiste una cosa a fine pubblicazione che molti scrittori fanno, ed è pubblicare la lista dei ringraziamenti. Magari fai duecento nomi che non leggerà mai nessuno, ma è così che si dovrebbe fare.
    "Un ringraziamento a tutti i blog che ci hanno ispirato e a diverso livello hanno collaborato: [INSERIRE QUI LISTA]"

    Riguardo al linguaggio "da blog" o "da libro" non mi esprimo, o potrei mandare fuori scala il mio sarcasmometro.
    Mi gira il cazzo da parte tua Cass, succedesse a me mi mangerei il fegato. Una mail del genere mi darebbe anche più fastidio del copia incolla in sé.
    Scrivere qualcosa, una recensione o anche solo un paragrafo costa tempo e fatica. Il fatto che si faccia per passione non ne azzera il costo, che merita rispetto. Certo non stiamo qua a pubblicare su internet per le medaglie, lo facciamo per passione, il che non significa farci pisciare in testa senza nemmeno la cortesia di chiamarla pioggia (Cit. Avatar).

    p.s.
    c'è un motivo se mi sono "arreso" a pubblicare gratis su internet piuttosto che farmi prendere in giro dalle case editrici.

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    1. Pensa che mentre leggevo il libro ho pensato che fosse particolare leggere qualcuno che cita “South Park” parlando di “Fuga da New York” (ma nemmeno tanto conoscendo la carriera di Isaac Hayes), quindi sono andato a rileggermi il post, questo per dire che nemmeno io che ho scritto quel passaggio, mi sono riconosciuto al volo, strambo modo di citare qualcuno farlo così ;-)

      Che poi alla fine esiste anche la pagina con l’elenco dei blog citati, compaiono tutti, tranne la Bara Volante (storia vera). Non mi sono arrabbiato perché ci sono cose più gravi nella vita, però davanti a quell’email di risposta mi sono fatto una risata in stile John Trent, veramente grottesca per il resto la tua citazione da “Avatar” mi sembra impeccabile, visto amici di Weird Book? Le citazioni si fanno così! ;-) Cheers

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    2. Guarda, ti potrei scrivere un saggio sul non riconoscere le cose che hai scritto.
      Quando mi metto a revisionare i racconti mi trovo a dire: "oh, qui ci starebbe bene questa roba qui" la scrivo poi la ritrovo 2 righe più giù. Ti pizzica il quinto senso e mezzo, però non sei mai sicuro perchè il cervello lavora in modo strano.
      Ci sta anche che chiunque abbia gestito questo o quel capitolo del libro, alla fine non sapesse più nemmeno dove aveva la testa. Ha pure la mia comprensione.
      Esempio pratico: quando abbiamo fatto Fight Club in coppia, non sono mica sicuro di chi ha scritto cosa, ne ho solo una vaga idea ma il pezzo l'abbiamo firmato insieme ed è quello che conta.

      Però.
      C'è un grosso però. Quando sei tu, singola entità spiritica a tenere le fila di un progetto, per il tempo che gli dedichi e la passione che ci metti sai come far quadrare il cerchio. Perciò se lavorando con le parole di altri fai la cazzata di lasciare qualcuno fuori, come minimo ti senti una merda.
      Perciò ti cospargi il capo di cenere.
      Alla fine sono poche righe e non credo ci sia stato nessun dolo, e ci mancherebbe, ma la mail è peggio dell'errore perché prova a giustificarlo. E di nuovo, a me da fastidio il metodo con cui queste cose succedono.

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    3. Il danno non è quantificabile se non in un paio di rotazioni di balle, ma l'email é peggiore, un tentativo sbrigativo di giistifare e nascondere sotto il tappeto, da qui il motivo del mio post. Cheers

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  7. Beh, che posso dire...
    Spiace sempre, quando si vedono cose come questa.
    Uno non ci dovrebbe badare, in teoria.
    Ma non si puo' fare a meno di provare un profondo senso di fastidio.
    Non credo sia tanto una questione di appropriazione indebita, visto che lo si fa per hobby e per passione (se poi avra' altri risvolti, ancora meglio. Personalmente te lo auguro).
    Ma piu' che altro di rispetto.
    Cosa costa, chiedere?
    Uno non lo dice, di no.
    Uno non si piglia mai piu' di quel che gli spetta, come direbbe Doc Holliday (mi sono rivisto finalmente Tombstone, ieri sera). Ma e' giusto dare a ognuno cio' che gli spetta.
    Cosa costa, dico?
    Mi sembra di riassistere alle polemiche tra editoria e web sulla privacy, con le accuse di pescare da ogni fonte senza pagare dazio.
    Peccato che lo facciano pure gli esponenti della carta stampata, quando gli fa comodo.
    Devi fare un articolo? Voila', pigli da un blog e il pezzo e' bello che pronto!
    Dici di fargli un fischio, a questi tipi?
    Mah, da come la vedo i casi sono due.
    O si finisce contro un muro di gomma, o c'e' il rischio di non levarseli piu' di torno.
    Intanto li hai recensiti, e mi pare di capire che indipendentemente dal comportamento scorretto...il libro non e' un gran che.
    Potevano inviartene almeno una copia.

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    1. Io ci bado invece. Non alla citazione rubata in sè, ma allo schema di comportamento e superficialità che c'è dietro.

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    2. Alla fine me lo sono comprato lo stesso, collaborazione o meno. Forse avrei fatto meglio a spendere 23 euro meglio e risparmiarmi il rompimento di balle, che comunque oggi è anche un po’ dei miei amici di Weird Book, cirinciao amici ;-) Cheers

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    3. Lo schema è schizzofrenico, ho provato a capire come mai la citazione mancasse, se per una scelta precisa di non citare i blogger, ma non è così. Ecco superficialità è la parola giusta ;-) Cheers

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  8. "Voi avete letto quello che altri hanno fatto e di lì siete partiti. Non sono conoscenze dirette, quindi non vi assumete responsabilità. Siete saliti sulle spalle di altri per ottenere il risultato il più brevemente possibile. E quando avete raggiunto questo riscultato voi lo avete brevettato, impacchettato, ficcato in una scatoletta di plastica e adesso lo vendete. Volete venderlo." Ian Malcolm (Jurassic Park, 1993)

    Questa, è una citazione.

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    1. Cinque altissimo, anche solo per l'ottimo gusto nella scelta della fonte ;-) Cheers

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  9. Il mio senso di etrusco ha vibrato già prima di iniziare a leggere, perché presentare un libro così ambizioso - parlare di un titano del cinema è una responsabilità che peserebbe sulle spalle di più d'un appassionato - senza neanche mettere il proprio nome in copertina è pratica altamente dubbiosa. Leggo antologie di saggi sul cinema da sempre, ma è la prima volta che non vedo nomi in copertina: foss'anche uno pseudonimo, come quello che uso io, mettere un nome significa metterci la faccia e prendersi la responsabilità, grande o piccola che sia. Non farlo è un pessimo "biglietto da visita" e già prima di leggere il tuo articolo ero convinto a non comprare il libro, che mi sa di poco serio: di roba "raccogliticcia" in giro, e in effetti siamo lì.
    E' curioso che ti abbiano rimproverato uno "stile da blog" quando poi è chiaro che l'intero volume usa lo stesso linguaggio: perché dovrei comprare un libro che cita dei blogger che hanno scritto gratuitamente? Me li vado a leggere in rete! Un libro su un maestro del cinema dovrebbe mirare molto più in alto, e ho avuto la fortuna di leggere di libri di maestri di cinema che ti davano così tanto che nessun "giro di blog" potrà mai dare. Magari è una cosa che funziona per qualche generico curioso che voglia spiluccare robe generiche su Carpenter, ma davvero un generico curioso spenderebbe così tanto?
    Infine la scopiazzata ingiustificabile, coperta con una scusa ancora peggiore, copiata di peso da quella di Michael Jackson, che spacciò quello fatto al nostro Al Bano come "omaggio a un maestro". Come dici giustamente, come può esistere un omaggio senza citare il nome? Posso capire per frasi-simbolo talmente famose che tutti le conoscono - come dire "suore di menare" senza stare a specificare Guzzanti - ma lo stesso una volta che metto quel sedicente "omaggio" in un testo che faccio pagare 23 euro, non solo è consigliabile una citazione espressa, è obbligatoria! E' proprio uno "stile da blog" quello del libro, cioè scrivere robe generiche, scopiazzando (male) dalla Rete.

    Per vendicarti dovresti scrivere un tuo saggio, "Carpenter secondo Cassidy", copiando interi paragrafi da WeirdBook :-D

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    1. I nomi degli autori sono citati, ma sul retro del libro purtroppo non ho messo l’immagine del retro ma si trovano lì, il che è perfettamente in linea con il pensiero che hai espresso.
      Esatto è un non senso palese, se poi vuoi fare un libro su Carpenter e non puoi muovere numeri di copie degne di che so, Mondadori (per sparare un nome gigante a caso), non avrebbe più senso puntare su qualcosa di più ricercato, invece che collezionare informazioni generiche che qualunque appassionato di Carpenter già conosce? Indipendentemente da tutta la storia, da semplice lettore e appassionato del Maestro, questo libro vale solo per un capitolo, quello su “Christine”.
      Questo libro è una contraddizione ad ogni pagina, l’unica certezza è che a Weird Book piace citare tanti blog e blogger, ma non la Bara Volante, non in modo chiaro e diretto, ecco perché ho scritto questo post, di norma non mi lagno di questo tipo di situazioni, ma visto che era una citazione a questo blog, almeno ora è chiaro da dove arrivano quelle parole ;-)
      Guarda avevo una mezza idea di comprare il loro saggio su Joe Dante, a questo punto ovviamente non lo farò, al massimo mi metterò a scrivere ancora di Dante, sicuro che magari non mi “citeranno” più, visto che il libro lo hanno già stampato ;-) Cheers!

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    2. Sul retro di copertina? Peggio mi sento! :-D
      Si sa che i libri di cinema sono roba di nicchia, in Italia non hanno mai sfondato, proprio per questo si tende a creare prodotti fatti con passione, anche con visioni personali degli autori in questione, anzi più sono personali più ha senso il libro. Se voglio sapere notizie generiche, ci sono i trivia su IMDb! Però non avere un nome di curatore da mettere in copertina, quand'anche fosse Tizio de Caius, è un gran brutto biglietto da visita.
      Fermo restando che è il difetto minore, visto che chissà quanti altri blogger sono stati "omaggiati" senza che se ne siano accorti.

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    3. Era proprio quello a cui pensavo mentre lo leggevo, io mi sono riconosciuto nel testo, ma tutti gli altri non degni di nota e virgolette? Cheers

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  10. Oddio, che situazione assurda :/
    Mi spiace per il fattaccio increscioso. Tu però continua col tuo linguaggio "da blog" che va benissimo così 💪

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    1. Grazie Genius, detto da te che sei esperto vale doppio... Bro-fist! ;-) Cheers

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  11. Che merde!

    Scusa il francesismo Capo ma quelli della Weird sono stati parecchio "furbi" (va meglio così?). "Facciamo, scriviamo, omaggiamo, collaboriamo,..." e poi copi&incolli un intero paragrafo senza neanche citarti?!?! (toh, magari in 3^ di copertina nei ringraziamenti generici).

    Bastavano i "5 schei de mona" come si dice qua da noi (https://www.facebook.com/Giovanni-Giusto-112993476894297/videos/5-schei-de-mona/3292584084190903/) e con una mail di scuse generica, magari con un libro aggratis, si potevano salvare capra e cavoli. E invece hanno fatto una figura parecchio barbina.

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    1. Con due virgolette usate bene non avrebbero creato questa situazione grottesca. Che poi hai presente che gioia sarebbe stato per me comparire vicino ad amici come Il seme della follia, doppiaggi Italioti, Marco Minniti e uno dei miei preferiti come Paolo Zelati, per di più in un libro sul mio regista preferito? Questo blog non muove numeri da capogiro ma ha i suoi bei e fidati lettori, era tutto pubblicità gratis per loro, ma hanno preferito spararsi in un piede da soli ;-) Cheers

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  12. Citando South Park la risposta verso di loro è una sola: - Fatevi un clistere, io vado a casa! -

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    1. Citando "South Park" non si sbaglia mai, a meno che di non citare qualcuno che a sua volta cita "South Park" ;-) Cheers

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  13. ALLORA
    (Carpenter mio, mi sento davvero male ad iniziare una frase così, anche se scherzosamente)
    sono rimasto davvero amareggiato dal corpotamento da irresponsabili dello staff di WeirdBook.

    Sul web c'è già la costante ansia del freebooting, ci si lamenta giustamente se alcuni contenuti creati da internauti vengano rubati da emittenti televisive senza permesso, se poi ci si mette anche l'editoria semo fregati (e in realtà non è la prima volta che mi capita di assistere a queste P!).

    23 euro li risoarmio volentieri, ho già la Bara Volante, con la sua ottima scrittura da blog, a farmi da insegnante verso il cinema del Maestro (e di tanti altri); e non smetterò mai di seguirti! ;)

    - Saluti ALLORArosi,
    Il Popcorn di Cechov

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    1. Allora (eheh) ti ringrazio di cuore, qui siamo pane e salame e gomiti rigorosamente sul tavolo, tutto cuore e soprattutto a costo zero, grazie mille davvero ;-) Cheers!

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  14. Già quando parlavi di refusi mi è venuto il tic all'occhio: da brava correttrice di bozze non tollero di trovarmeli davanti sulla carta stampata! Se non hanno usato il tuo materiale ci hanno perso loro, a me la tua scrittura da blog piace un sacco (anzi, devo stare attenta quando scrivo io perché, leggendoti tutti i giorni, mi accorgo che rischio di assorbire un po' del tuo stile, ma se accadrà prometto, almeno io, di citare la fonte!). Tu continua così e io continuerò a leggerti, non ci piove!

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    1. Guarda se trovi refusi qui sopra (e ci sono, visto che scrivo come un pazzo, in tutti i sensi possibili di questa espressione) non farti problemi e segnala pure, la parte di revisione mi porta via un sacco di tempo ed inevitabilmente qualcosa mi scappa, ma sono felice che lo sforzo sia così tanto apprezzato, grazie di cuore ;-) Cheers!

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  15. Non conoscevo Weird Book, ma adesso che li conosco, penso che continuerò ad evitarli. "Storia vera!" (cit. Cassidy de "La Bara Volante)

    Ma guarda! Non è difficile fare una citazione...

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    1. Sembra piuttosto semplice, fammi provare: "Escucha, muchacha, io ho bisogno de sapere una sola cosa: donde està Weird Book..." (mimando il gesto di sparare di Vasquez) ;-) Cheers

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  16. Ciao!
    La risposta che ti hanno dato mi è parsa veramente indecente, sembra quasi si aspettino le TUE scuse per aver anche solo pensato che abbiano agito in mala fede!
    Io comunque continuerò ad informarmi sul tuo blog! Vai avanti così!

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    1. Dici che vorranno delle scuse anche dopo questo mio post? ;-) Ti ringrazio moltissimo, qui si va avanti ad oltranza! Cheers

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  17. Quando si dice "non s,i giudica un libro dalla copertina", appunto... Qui è vero come poche altre volte, visto che il problema NON è la copertina ma il contenuto. Sì, perché questo più che un libro è un semplice contenitore (e nemmeno approfondito) del lavoro ALTRUI: altro che mail di risposta, qui ti/vi avrebbero dovuto come minimo accreditare 23 euro per ogni"citazione" non autorizzata!
    P.S. Dato che si parla comunque di Zio John, questi avrebbero potuto andare bene come titoli alternativi per il tuo post: "Dark Thief", "Essi rubano" e "Grosso furto a Bloggertown"...

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    1. Ahahaha fantastici titoli! Purtroppo dovevo citarli nel titolo per forza quindi sono stato un po' limitato ma "Essi rubano" é fantastico ;-) Cheers

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  18. Mi spiace molto, caro Cassidy, anche perché avrebbero potuto solo beneficiare della tua passione e del talento con cui scrivi i tuoi post, mentre hanno preferito la via più facile e anche meno onesta. Tra l'altro ricordo anche che c'è un altro blog "laureato" che alcuni che scrivono sul tuo conoscono molto bene e che io stesso frequentavo spesso prima di conoscerti, che a mio avviso ha più volte preso spunto dai tuoi articoli, non fosse altro che per una questione cronologica, però ovviamente senza tutto l'impegno, la ricercatezza e la gentilezza che ti contraddistinguono, in particolare per il fatto che rispondi sempre a tutti e non è una cosa così scontata. In più, permettimi di aggiungere che si capisce che il tuo blog trasuda passione da tutti i pori, mentre sugli altri a volte vedo una componente economica che, se fosse onesta capirei assolutamente, ma spesso mi sembra l'unica ragione per postare cose nuove.
    In ogni caso so che prima o poi sarai giustamente omaggiato come meriti, bisogna solo aspettare. 👋

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    1. Mi sarebbe piaciuto comparire citato su un libro dedicato al mio regista preferito, ma così onestamente mi pare un po' grottesco. Dico sempre che se qualcuno spende un minuto a commentare, si merita una risposta, finché potrò farlo risponderò sempre perché il mio primo interesse è ancora quello di trovare appassionati come me, il resto è accessorio, se fai qualcosa al meglio delle tue possibilità e ti diverti mentre lo fai (facendo divertire anche gli altri) non è mai tempo perso, grazie di cuore ;-) Cheers!

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  19. Ma ormai quella di copia/incollare frasi da blog e siti e infilarle in libri scritti da "esperti" è una pratica orma in usa da tutti quelli nati dagli anni 80 in poi.
    Ed è per questo che io raramente compro libri/saggi su argomenti che mi appassionano, perché tempo di trovare quello che ho letto gratuitamente su internet.
    E' anche vero che ormai anche tanti blogger/articolisti sul net copiano impunemente interi pezzi da libri parola per parola senza mai citare la fonte e spacciandoli per propri.

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    1. Questo ci può stare, anche se è una pratica altrettanto disonesta, denota professionalità essere trasparenti anche se non chiedi soldi per quello che scrivi. Se invece chiedi 23 euro al tuo pubblico, non devi essere solo professionale, devi essere un professionista e comportanti come tale, cosa che la Weird Book (e l'autore del capitolo su "Fuga da New York" in particolare) ha dimostrato di non saper fare oppure peggio, si sbattersene, il che è ancora più grave. Cheers!

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