martedì 3 novembre 2020

Chi ha paura delle streghe? (1990) vs. Le streghe (2020): tremate, le streghe sono raddoppiate

Nicolas Roeg e Robert Zemeckis, oltre ad essere due dei registi dalla tecnica sopraffina e non venire mai ricordati abbastanza per i rispettivi talenti, da qualche giorno hanno in comune nelle loro filmografie anche l’adattamento di un romanzo di Roald Dahl. Quindi mi sembra giusto affrontare entrambi i film in un “Versus” a tema!

Chi ha paura delle streghe? (1990)

Tutti noi ricordiamo il grande Jim Henson come artista, burattinaio e padre dei Muppet, ma Henson aveva una spiccata attrazione per il macabro, o per lo meno era uno dei fautori di quella politica ormai purtroppo più estinta dei dinosauri, di trattare il pubblico come persone sveglie, e quando parlo di pubblico, intendo anche i più giovani. A differenza di quanto viene fatto ora, in cui i film devono avere un target di riferimento dai sei ai sessant’anni (e quindi risultano edulcorati), nel corso degli anni ’80 alcuni titoli non avevano paura di trattare ragazze e ragazzi come persone piccole sì, ma dotate di un cervello. Lo stesso Henson ha diretto (o co-diretto) di suo pugno film come “Dark Crystal” (1982) oppure Labyrinth. Ma nello stesso decennio abbiamo avuto titoli che non avevano paura di fare paura ai più piccoli, penso a Ritorno ad Oz oppure Qualcosa di sinistro sta per accadere, forse anche per questo Jim Henson fece di tutto per mettere le mani sul racconto originale di Roald Dahl, pubblicato nel 1983 intitolato “Le streghe”.

Uscito nel 1990 e in uno strambo Paese a forma di scarpa con il titolo “Chi ha paura delle streghe?”, questo film ha concluso un’era, non solo per l’uso degli effetti speciali tradizionali che sarebbero di lì a poco stati spazzati via dall’arrivo della CGI, ma anche perché è stato forse l’ultimo film per ragazzi che non aveva remore a strappar loro qualche brivido, la scelta di affidare la regia ad uno come Nicolas Roeg ha influito, bisogna dirlo.

"Potresti salutarmi il tuo papà? Mi piacevano tanto i suoi film"

Nicolas Roeg in carriera ha diretto molti film di culto, ma nessuno di questi era un film per ragazzi, anche se “L'uomo che cadde sulla terra” (1976) lo guardavo da piccolo e mi ha cambiato la vita (e i gusti musicali) in meglio, ma io sono sempre stato un tipo abbastanza macabro, quindi faccio poco testo. Roeg era uno che sapeva come maneggiare alla perfezione il cinema Horror (Il suo “A Venezia... un dicembre rosso shocking” del 1973 è una meraviglia) e il suo “Chi ha paura delle streghe?” sembra un po’ il cameo di Stephen King nei Simpson, la storia di uno che ci ha anche provato a fare una storia per bambini, con tutte le migliori intenzioni del caso, ma è talmente abituato a terrorizzare gli adulti che anche avvolgendosi entrambe le mani in due strati di pluriball per dirigere, le carezze su un pubblico di piccoli, sembravano lo stesso schiaffoni, ma andiamo per gradi.

“Chi ha paura delle streghe?” nelle mani di Roeg diventa un romanzo di formazione, su un bambino che impara a fare i conti con l’esistenza della morte, poi dentro ci troverete pozioni e topolini parlanti a profusione, ma il succo della storia è questo. La trama comincia in Norvegia, dove il protagonista Luke Eveshim (Jasen Fisher) è ospite della nonna Helga (Mai Zetterling), una che pure senza che ci venga detto apertamente, pare saperla lunga in fatto di magia, tanto che ci delizia con la storiella della bimba intrappolata da una strega nel quadro, e costretta a passare la sua vita invecchiando dentro una cornice. Già di suo un racconto così sarebbe materiale per Dario Argento ma andiamo avanti.

"Abbiamo già i nostri problemi, lascia stare Dario Argento"

Ma mentre siamo ancora qui a pensare ad una poveretta intrappolata per sempre in un Teomondo Scrofalo originale, il film si gioca un momento leggero: i genitori di Luke muoiono in un incidente stradale. Ah finalmente qualcosa per i bambini era ora! Ma a settembre la scuola ricomincia quindi Luke e la nonna (ormai sua tutrice legale) tornano a casa in Inghilterra e qui la donna ragguaglierà il ragazzo sull'esistenza streghe, d’altra parte ha appena perso i genitori, mi sembra giusto tranquillizzarlo in qualche modo.

Le streghe esistono e vivono tra noi, odiano i bambini con tutte le loro forze e vorrebbero fare di tutto per avvelenarli regalando loro caramelle, di fatto la spiegazione di Roald Dahl sul perché non si debbano accettare caramelle dagli sconosciuti. Le streghe sono donne orribili con un costante prurito alla testa provocato dalle loro parrucche, non hanno le dita dei piedi e per questo camminano in modo strano indossando sempre scarpe chiuse, insomma sono al limite dell’accusa di misoginia, gli è andata bene a Dahl di aver scritto il suo libro molto prima dell’invenzione dei Socialcosi.

"Portatemi Cassidy vivo, voglio trasformarlo in un toporatto"

Lo scontro diretto tra Luke, sua nonna e le streghe arriverà in un albergo dove si svolge un convegno della Reale Società per la Protezione dell'Infanzia, che in realtà nasconde un raduno di streghe, radunate dalla strega suprema Eva Ernst (una magnifica Anjelica Huston), pronta a scatenare su tutti i bambini d’Inghilterra la sua “soluzione finale” per avvelenarli tutti a colpi di dolcetti gratuiti da distribuire in catene di negozi. Di fatto la moderna globalizzazione da “Franchising” dei negozi applicata alla favola per bambini.

Innegabile che la parabola del romanzo di formazione sia tutta da vedere, Luke apprende dalla nonna che nella vita possono accadere molte cose brutte, come ad esempio perdere i genitori troppo presto, dopodiché affronta la morte in persona, ovvero le streghe e malgrado i tentativi di stemperare, rappresentanti dal direttore dell’albergo Stringer (lo spassoso Rowan “Mr. Bean” Atkinson), il film mena il suo colpo più duro proprio nell'entrata in scena delle streghe… Time Out Cassidy!

Mr. Bean, l'ultima catastrofe.

Prima della sua uscita il film era stato oggetto di una campagna promozionale bella spinta, ad esempio ricordo un paio di foto pubblicitarie sulle pagine di uno a caso tra “Il corriere dei piccoli” o “Il giornalino”, che non erano proprio le mie letture abituali ai tempi da bambino (di solito preferivo Bonvi e Cattivik), ma in vacanza con la famiglia mio padre mi aveva preso qualcosa da leggere dalla vicina edicola (da sempre fonti di gioia per il sottoscritto), senza sapere che all’interno facevano mostra di sé due enormi fotografie del trucco di scena applicato (dopo sei ore di lavoro, storia vera) sul volto di Anjelica Huston. Una meraviglia di effetti di trucco vecchia scuola che però oltre al grottesco nasone (con verruca sulla punta), faceva sembrare la figlia del grande John una sorta di gatto pelato umanoide, per la gioia di mia madre, disgustata dalla fotografia (storia vera).

Corvo Rosso non avrai il mio scalpo.

Il ricordo più forte che ho del film, era proprio l’attrazione e repulsione per quell'articolo dedicato al film, perché inutile girarci attorno, “Chi ha paura delle streghe?” sarà stato anche rivolto ai ragazzi ma è un horror a tutti gli effetti. Diventa chiaro e lampante nella scena in cui le streghe sbarrano la porta della grande sala d’albergo e si “svestono” dei loro orpelli, rivelando la loro contorna natura sotto il travestimento, tra piedi monchi, teste pelate purulenti e arrossate le streghe sono creature da film horror, guidate da una Anjelica Huston semplicemente meravigliosa nel ruolo di cattiva a tutto tondo, ma terrificante nel suo trucco da creatura da incubo.

Comunque meglio di molte dive con il botox.

Nicolas Roeg poi cerca di trattenersi, ma è chiaro che il suo istinto registico non possa essere tenuto a bada, molte delle inquadrature del film sono dal basso, ad altezza bambino, tranne quelle che rappresentano il punto di vista di Anjelica Huston, che invece sono tutti angoli di inquadratura impietosi e dall’alto, come a mostrare il disprezzo della strega suprema per i bambini che osserva ma a proposito di angoli di inquadratura, Roeg tiene la macchina da presa a quarantacinque gradi rispetto alle streghe, il classico “Angolo olandese” (anche noto come “Dutch Angle”) che è perfetto per esaltare la natura grottesca delle streghe, il cui “spogliarello” è puro Horror anzi a voler essere precisi, la trasformazione di Luke in un tenero topino, scivola quasi nel “Body Horror”. Niente male per il vostro classico film per il vostro film per ragazzi!

Uomini Bambini e topi

Se l’incredibile trucco di Anjelica Huston è una meraviglia di Jim Henson, allo stesso modo lo sono i topolini in cui Luke e i suoi amici vengono trasformati, un riuscito miscuglio di topolini realizzati con gli effetti speciali analogici dell’epoca, mescolati a veri topolini. Il bello è come Roeg con la sua regia e il montaggio, ha saputo passare dai primi ai secondi, senza mostrare (troppo) il trucco, un risultato finale che contribuisce a rendere “Chi ha paura delle streghe?” un film invecchiato ma con grazia, in grado di tenere in tensione per quasi tutto il tempo, che sia con lo scontro con un grosso gatto nero, oppure per il piano finale, della pozione versata nella minestra.

Ah un topo! (anzi due)

Bisogna dire che dopo lo “spogliarello” delle streghe il film (e la storia) non ha più un altro momento altrettanto forte, però il film tiene sul filo fino alla fine, anche se perde qualcosa rivedendolo da adulti. Inoltre il film è riuscito nell'impresa di guadagnarsi l’ira funesta di Roald Dahl, disgustato dal modo in cui secondo lui, la pellicola avrebbe semplificato le sfaccettature del suo romanzo, solo Jim Henson parlando con lo scrittore, è riuscito a convincerlo a restare a bordo senza togliere il suo nome dai titoli di testa come aveva minacciato (storia vera). Ma nemmeno l’ottimo incasso al botteghino del film servì a placare completamente Dahl, i cui adattamenti cinematografici sono sempre stato piuttosto edulcorati dal cinema bisogna dirlo, ma in questo caso il finale della storia è stato anche modificato, perché dopo alcuni test di prova non piaceva più di tanto al pubblico, anche se a ben guardare era il giusto finale per un romanzo di formazione su un ragazzo che impara che nella vita, la morte è un fattore che ha il suo peso. Bisogna dirò però che per lo meno per il finale, ci ha pensato la nuova versione del film a correggere un po’ il tiro.

Le streghe (2020)

I film annunciati e mai realizzati, per questioni di tempo, pochi fondi e sfortuna, da parte di Guillermo del Toro, sono decisamente più di quelli che è riuscito per davvero a produrre o dirigere, anche per questo sono solidale con lui, è una caratteristica che lo accomuna a tutti i miei registi preferiti.

Attorno al 2008 Guillermone sognava un film d’animazione ispirato al romanzo di Roald Dahl, ma il progetto non attirò l’attenzione di nessuno e non venne mai messo in produzione, malgrado una sceneggiatura già pronta (storia vera). Dal limbo chi ha ripescato questa storia? Un altro dei miei prediletti Robert Zemeckis, uno che in comune con Nicolas Roeg ha una certa classe e stile nel muovere la macchina da presa, ma se il primo verrà sempre ricordato per i suoi Horror, il vecchio Bob è nel cuore di tutti per Ritorno al futuro, come potrebbe non esserlo?

Vi assicuro che non è "Il diavolo veste Prada 2" (anche se potrebbe sembrarlo)

Eppure Zemeckis è da sempre un pioniere, uno che con i suoi film cerca sempre nuovi modi di integrare animazione e regia definiamola classica, fin da quel capolavoro senza sterzo di Chi ha incastrato Roger Rabbit. Quindi bisogna dire che un progetto come “Le streghe” nella sua filmografia, non è certo una nota stonata, a ben guardare è a metà tra i suoi film in animazione 3D (“Polar Express”, “La leggenda di Beowulf” e “A Christmas Carol”, nessun propriamente esaltante) e l’ultimo Benvenuti a Marwen, per buona parte interessante, quanto passato inosservato al grande pubblico. Insomma con un occhio alla sua parabola di autore ed un altro al portafoglio, Bob Zemeckis ha ripescato la sceneggiatura di Guillermo del Toro, solo che una pandemia globale (potreste averne sentito parlare, su qualche giornale hanno scritto qualcosa in merito) si è messa tra lui e le sale cinematografiche, relegando il film ad un’uscita in streaming, alla moda del 2020.

“Le streghe” di Zemeckis sposta l’azione dalla vecchia Inghilterra degli anni ’80, all’Alabama degli anni ’60 (quella di “Forrest Gump”? Beh più o meno gli anni erano quelli) facendo la scelta un po’ paracula, di rendere il protagonista (Jahzir Kadeem Bruno) e sua nonna (Octavia Spencer, fin troppo giovane ma azzeccata per la parte) due attori di colore, una scelta che so già, verrà criticata da tutti quelli pronti a predicare il fatto che tutti noi viviamo nella “dittatura del politicamente corretto”, ma che posso ammetterlo? Non snatura per nulla i personaggi, anzi aggiunge qualcosa alla loro caratterizzazione, anche se è chiaro che protagonisti neri (come buona parte della manodopera nell’albergo) contro delle cattive bianche, diventa una distinzione che normalmente definirei manichea, ma sempre di un film per bambini si tratta no?

"Vuoi dire qualcosa piccolino?", "Wakanda per sempre!"

Nel ruolo di Stinger questa volta troviamo Stanley Tucci, mentre la grande strega suprema ha il volto di Anne Hathaway, se riuscite a superare l’effetto “Il diavolo veste Prada” (2006), che questi due attori di nuovo insieme può generare, bisogna dire che possiamo almeno divertirci con il diavolo impersonato dalla Hathaway, che grazie alla CGI perde alcune dita di troppo e guadagna un sorriso sovradimensionato, un po’ in stile Kakihara. Di suo però ci mette un accento se non proprio Russo, almeno dell’est Europa che la fa sembrare subito una cattiva da fumetto, ma lo dico nel senso più positivo del termine, lo sapete che mi piacciono i fumetti e poi l’esagerata teatralità utilizzata da Anne Hathaway si presta molto bene al personaggio.

Non si attacca al lavoro del tuo dentista.

“Le streghe” fa meno paura di “Chi ha paura delle streghe?”, ovvio! Siamo nel 2020 un film come quello di Roeg verrebbe dato alle fiamme dalle associazioni genitori oggi, inoltre Robert Zemeckis ha una lunga esperienza nel cinema per ragazzi, quindi la scena dello “spogliarello” delle streghe più che cercare di strappare un brivido, vuole per prima cosa divertire e poi in seconda battuta risultare anche un po’ paurosa, di fatto l’esatto contrario di quanto faceva Nicolas Roeg.

Inoltre, proprio perché siamo nel 2020, possiamo scordarci l’utilizzo dei vecchi trucchi prostetici, qui sostituiti da una CGI che in particolare per l’animazione dei topolini, risulta già vecchia mentre guardiamo il film (figuriamoci tra cinque anni) e anche qui sorge un problema: ha senso raccontare le disavventure di alcuni topi in cucina dopo che la Pixar e Brad Bird hanno già detto tutto sull'argomento con “Ratatouille” (2007)? A mio avviso no, anzi forse già Guillermo del Toro sarebbe arrivato tardi se il suo film d’animazione avesse mai visto la luce. Già Guillermone! Un paragrafo se lo merita anche lui.

Vi assicuro che non è "Ratatouille 2" (anche se potrebbe sembrarlo)

Raramente troverete in giro qualcuno che vorrà più bene (artisticamente parlando) al regista Messicano del sottoscritto, ma non sono un “fanboy” con le fette di prosciutto sugli occhi, le sceneggiature sono spesso la parte più debole del suo cinema. Per quanto vogliano raccontarla, sul fatto che questo film è ispirato al romanzo originale (lo è, ma solo in una scena… Tra poco ci arriviamo), diventa chiaro guardandolo che il modello di riferimento per del Toro è stato proprio il film di Nicolas Roeg, contro cui però va sotto bevendo dall'idrante, senza nemmeno dover aspettare il giudizio di Padre Tempo, il miglior critico cinematografico del mondo.

L’unica vera novità del film è il finale, che poi è quello che Roald Dahl aveva pensato per il suo libro, che qui viene riportato identico, un modo di imparare ad accettare sé stessi che funziona sempre come finale in una storia per ragazzi e che per certi versi, era il finale giusto del romanzo di formazione orrorifico scritto da Dahl, quindi a ben guardare, per avere un quadro completo della storia come l’aveva pensata Dahl, se non avete voglia di leggervi il libro (anche se fareste bene a farlo), dovrete guardarvi entrambi i film. Chissà cosa avrebbe pensato lo scrittore di tutto questo.

"Abbiamo anche le barrette di cioccolato di Willy Wonka"

Risultato finale: davanti ad un classico che trent’anni fa (ma anche oggi) aveva tutto per spaventare e intrattenere il pubblico, e alla sua nuova versione arrivata giusto in tempo per il compleanno, non saprei cosa consigliarvi di far vedere ai vostri bambini. Se pensate che possano reggere meglio il colpo vi direi il primo, anche se come effetto collaterale, un giorno da grandi potrebbero ritrovarsi a fondar un blog dal nome macabro, quindi ecco, forse con il secondo andate più sicuri da questo punto di vista. Ma tanto di cappello ad Anne Hathaway, non era facile lo scontro diretto con Anjelica Huston. Prossimo passo Anne? Ti tocca Morticia Addams, tanto ho letto che Tim Burton è al lavoro su una nuova versione della famiglia Addams, ecco questo mi fa un po’ paura!

62 commenti:

  1. Eh... Bei tempi quelli in cui venivamo trattati da "giovani adulti"! Pure i cartoni di Mamma Disney all'epoca erano "spaventosi". Lasciando perdere "Taron e la pentola magica", qualcuno ricorda "Basil l'investigatopo" o "Brisby e il segreto di Nimh"? Spariti dalla circolazione... Io li ricordo con affetto perché il primo (Basil) lo vidi al cinema e il secondo (Brisby) veniva "spacciato" alle elementari in VHS. Anche "Chi ha paura delle streghe" lo vidi da ragazzino, ne sono sicurissimo perché, nonostante l'età più matura,... Oddio... Diciamo che ero un filo più grandicello e qualcosa di veramente horror l'avevo già visto... Vabbè, nonostante fossi più scafato, quando la Huston e la cricca si svestono mostrando il loro vero aspetto rimasi parecchio pietrificato. In fondo era un film per bambini, no? E invece confermo quello che scrivi nel post: se visto nell'età giusta si prova attrazione e repulsione per le streghe.

    Ammetto però che non sapevo nulla di questa versione aggiornata, ma essendoci la Hathaway (una delle favorite di mia moglie), prima o poi mi sa che mi toccherà guardarlo. Così paragono i due finali. Sì, sono uno di quelli che non ha letto il libro... Vado in ginocchio sui ceci!

    Domanda: sono stato poco presente nelle ultime due settimane quindi non so se ne hai parlato, e allora chiedo ugualmente. Ora che hanno allungato la fine della pandemia e chiuso nuovamente i cinema, cosa faranno i titoli in uscita? Alcuni (DUNE, THE BATMAN,...) sono stati rimandati ma potranno essere rimandati in eterno? Non si rischia l'intasamento? Oppure la soluzione ottimale sarebbe una trasmissione in streaming agari pagando un extra (stile MULAN)?

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    1. Hathaway va tanto sopra le righe ma in un modo gustoso da vedere, secondo me è riuscita a cavarcela non paragona non semplice con la Huston. Il finale messo su da Bob Zemeckis si capisce dalla prima scena (e per i lettori, si capisce giù da lì che è quello del libro) però questo non influenza negativamente il film, anzi chiude il cerchio della storia.
      Non potranno rimandarli in eterno, il nuovo 007 sta diventando un po’ come “Chinese Democracy” dei Guns, troveranno accordi per andare su alcune piattaforme streaming, alla fine i più criticati sono anche quelli che si sono fatti i conti meglio, la Warner ha dovuto calare la maschera dichiarando che “Tenet” è stato un mezzo disastro al botteghino (ma vietato parlare di “flop” non per un film di Nolan), mentre la Disney con “Mulan” sta incassando e incasserà ancora. Cheers!

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    2. Sappi che ogni volta che si nomina "Chinese Democracy", Gesù pinage... (e un po' anch'io...)

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    3. Mi piace più come paragone che come disco, si è rimarcato troppo non poteva essere all'altezza delle aspettative. Cheers

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    4. Come album dei Guns (dopo 14 anni...) è da cestinare in toto. Personalmente non salvo nemmeno la title track. Se invece lo prendi come disco solista di Axl e provi ad ascoltarlo come fosse il lavoro di un artista che voleva provare qualcosa di "simile ma differente" forse è appena appena passabile. Toh, diciamo da 6 meno meno per mere questioni affettive... Ma guai a metterlo vicino ai lavori dei Guns, si rischia la scomunica. (e io sono così str@nzo che quando uscì lo comprai pure!)

      Poi il mondo è bello perché è vario e i gusti sono totalmente soggettivi che può esserci là fuori qualcuno a cui piaccia.

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    5. Ricordo di averlo ascoltato più volte, ma non ricordo nemmeno una traccia (storia vera). Cheers

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    6. Idem. Anche io gli ho dato più di una chance a quell'album ma non ci riesco proprio a ricordarlo. Anche il missaggio vittima della Loudness War non aiuta...

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    7. Davvero dimenticabile. Cheers

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  2. Se dici 'streghe' il mio pensiero va alle Streghe di Eastwick, oltre che ad Amori e Incantesimi o il bellissimo The Witch (2015).
    Senza dimenticare la serie Streghe anni '90 che ha spopolato, o il dolcissimo film di Miyazaki.
    Di queste due versioni a pelle mi hai convinto con la prima (che mi cercherò) e perché no, anche il libro sicuramente in biblioteca lo trovo.
    Purtroppo mi è saltato il TFF 😭 e dovrò in qualche modo riempire i giorni di ferie, tra libri e film visto che andare in giro sta diventando un ricordo....
    Belli i riferimenti soprattutto a Marwen che a me salvo qualche piccolo calo è piaciuto molto.
    Un caffè a te, buona giornata!

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    1. Vorrei rivedermi “Le streghe di Eastwick” di uno dei miei prediletti, George Miller da un po’ ma dopo questa doppietta vorrei rivedere anche “La morte ti fa bella”, magari ci scappa un altro “Versus” ;-) Il film di Nicolas Roeg lo trovi comodo su Netflix, lo hanno messo in catalogo qualche mese fa.
      Mi è dispiaciuto non scrivere nulla su “Marwen”, Zemeckis è un ottimo regista e il film mi aveva colpito, almeno fino a quando ho scoperto che è tratto da una storia vera, allora ha perso un minimo della sua originalità, però malgrado i difettucci e il vecchio Bob che si cita addosso (la macchina del tempo), mi sento comunque di consigliarne la visione.
      Purtroppo tra TFF e ToHorror è saltato tutto, magari facessero una versione online dei festival… Buona giornata anche a te! Cheers

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    2. Non sono attrezzata per vedere film online, li vedo solo in sala o in DVD per cui resto un po' fuori dal giro, ma al momento è semplicemente una scelta. Di ritorno dalla biblioteca dove si noleggiano anche DVD scopro che non c'è (in rete mi dicono che non è mai uscito in italiano). Peccato, magari passerà in TV, non è la prima volta che si parla di vecchie pellicole e puntualmente la TV le propone. Ci leggono!!!😏
      In compenso ho trovato il libro, 200 pagine scarse che leggerò volentieri.
      Di Marwen ma senz'altro lo saprai esiste il docu "Marwencol" di cui ho sentito molto parlare e in positivo sulla storia e le opere di questo artista.
      I festival da quanto leggo già lì propongono online e da quest'anno anche il TFF causa Covid sarebbe andato in parallelo online e presenza. Dalle ultime news andrà in onda solamente online. Il mio primo è stato nel 2017 e da allora ci sono sempre tornata. È un bel modo di staccare la spina, è la MIA vacanza, online non è la stessa cosa, manca l'atmosfera, le chiacchiere con gli appassionati, le mangiate e il buon vino!

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    3. Jn altro film che vorrei rivedere è La seduzione del male con Daniel Day Lewis, mi aveva inquietata veramente, visto una volta non ho più avuto l'occasione di rivederlo in TV...te lo ricordi?

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    4. Speriamo che ci leggano allora ;-) Brava, ho dimenticato di citarlo prima, è quello che mi ha un po’ “smontato” il film di Zemeckis perché racconta la stessa storia ma attenendosi ai fatti, quindi il soggetto del film è stato superato dalla realtà. Cheers!

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    5. Era quello con Winona Ryder vero? Lo avevo visto una volta ma ora esprimerti un giudizio sarebbe dura, è passata una vita e mezza da quella visione ;-) Cheers

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    6. Yes. Winona Ryder. Non so perché ho questo ricordo di forte sgomento o forse ancora poco avvezza a certi film...nel tempo i giudizi cambiano,lo rivedrei volentieri.

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    7. Dovrei rivederlo anche io, ricordo proprio poco. Cheers

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  3. Che comunque Anne il sorriso inquietante lo ha già di suo.

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    1. Dici? Beh un po' si, ma mai come Julia Roberts (anche nota come "La Roberts sbagliata"). Cheers!

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  4. Hey Cass!

    Partendo dal presupposto che Le Streghe di Dahl era uno dei miei libri preferiti da bambino, avevo davvero adorato il film di Roeg.
    Mi ricordo certi incubi provocati da questo film, in particolare dalla parte iniziale in cui la nonna racconta un paio di storie di bambini caduti vittima di sortilegi, e la scena della capanna dell'albero, quando una strega cerca di avvicinare il giovane protagonista.

    Non ci provo neanche a commentare la prova di Angelica Huston perchè non sarei capace di rendergli giustizia.

    La nuova versione devo ancora vederla, ma il trailer non mia ha entusiasmato particolarmente. Però mai giudicare il libro dalla copertina, giusto?

    A proposito di film per bambini anni 80 che spaventavano sul serio, una domanda: Scarlatti, calssido oppure no?

    138!

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    1. Oh mammasaura “Scarlatti” cosa mi hai ricordato! :-D Tra i due film preferisco quello del 1990, ma la nuova versione merita almeno un’occhiata… We are 138! Cheers

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  5. Ti sembrerà strano ma Anne Hathaway a me piace un sacco, come attrice e come donna, motivo per cui vedrò sicuramente anche questo suo film. Trasformata in quel modo stile Death Note è fantastica😀

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    1. Si lascia guardare dai ;-) Qui è molto brava e si diverte, va tantissimo sopra le righe però funziona. Cheers

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    2. Mi accodo la Bro-Fist ;-) Cheers

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  6. Onestamente all'epoca in famiglia abbiamo noleggiato con piacere il film e anzi lo attendevamo con trepidazione: la visione purtroppo non è stata felice, ci aspettavamo tutt'altro (non so bene cosa, ma di sicuro non quello che stavamo vedendo) e così ha scontentato tutti. Mio padre perché era un film per bambini, mia madre perché era un film horror, me perché non era abbastanza di nessuno dei due generi. Magari avrei dovuto dargli un'altra possibilità, ma da allora non l'ho più rivisto né mi è più capitato davanti: magari l'Etrusco di trent'anni dopo potrebbe apprezzare di più il film.
    Il "sorriso" di Hataway è già meme spopolante nei Best Coub di YouTube, quindi il suo obiettivo l'ha raggiunto :-D

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    1. In effetti è strano, che poi è l’aggettivo migliore si possa appioppare ad un film. Non mi faceva paura perché sono sempre stato un bambino macabro ma rivisto per scriverne, comunque tiene in tensione e l’elemento horror serpeggiante si nota ancora. Ecco esatto, la capacità di generare meme è tutto per i film e le serie tv moderne! Cheers

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  7. Ah, non sapevo fosse un remake, comunque anch'io come Bobby Han Solo :D

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    1. #Team Hathaway va forte, per il resto, sono qui per questo ;-) Cheers

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  8. L'originale non credo di averlo mai visto.
    Ma più che Il diavolo veste Prada, Anne Hathaway con quel trucco e parruccone sembra volersi spacciare più per Lady Gaga.
    La foto del sorrisone a 48 denti mi ha fatto pensare a Laura Dern, quella scena lì poteva farla senza CGI.

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    1. Laura Dern poteva essere la musa solo di uno come Lynch (e di Ben Harper). Lady Gaga la vorrei in un horror vero, non solo in "American Horror Story". L'originale lo trovi su Netflix. Cheers!

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  9. Chi ha paura delle streghe l'ho visto una sola volta, quasi trent'anni fa e devo ammettere che il trucco delle streghe è l'unica cosa che mi ha lasciato un ricordo del film. Sinceramente sarei molto più interessato ai titoli citati nei commenti precedenti, tipo La morte ti fa bella, con il grande Bruce, oltre alla Streep e Le streghe di Eastwick, con la sublime Michelle e il mito Nicholson. Discorso Zemeckis, è anche per me uno dei registi preferiti ma Roger Rabbit a parte, lo prediligo quando fa film con personaggi in carne e ossa e Benvenuti a Marwen mi è piaciuto parecchio, anche per L'intensa interpretazione di Carrell. 👋

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    1. 👍guarda che ha scatenato!!!! Un convivio di appassionati!

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    2. Vedrò se riuscirò ad organizzare un ripasso, Zemeckis si guarda sempre volentieri, ancora devo recuperare il suo "The Walk" a proposito di film con attori. Cheers

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    3. Questa Bara va così, basta un attimo per farla svoltare verso nuovi lidi ;-) Cheers

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    4. È una bara senza fondo!! 😜

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    5. Va dove vuole lei come il Tardis del Doctor Who ;-) Cheers

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    6. The Walk apprezzato moltissimo😀

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    7. É quello che mi dicono tutti ;-) Cheers

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    8. Mi aveva intrigato parecchio, poi me lo sono perso per strada. Ora che so che è di Zemeckis me lo recupero!!

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    9. Dovrò fare lo stesso, sono riuscito a vedere solo i primi dieci minuti sulla Rai. Cheers

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  10. Scusa Cassidy ma, da brava correttrice di bozze, ti devo far notare che hai scritto "Qualcosa di sinistra sta per accadere": o è l'ultimo film di Nanni Moretti oppure forse è un refuso ;)
    Stupidaggini a parte, amo tantissimo il libro di Dahl, e non vedo l'ora di leggerlo ai miei bambini, ma ho paura di spaventarli: i cartoni di oggi, come dici tu, sono tutti latte e miele! I film me li guarderò da sola, per adesso, ma non vedo l'ora! Sempre detto io che Anne Hathaway è una strega!

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    1. Ahahah oddio grazie mille, deve essere stato un lapsus non freudiano ma un minimo Marxista si ;-) Vado a correggere grazie anche se mi fa ridere un sacco :-D Cheers

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    2. Eh eh fa proprio ridere, Qualcosa di sinistra... Dovrebbero usarlo come slogan elettorale!! 😜

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    3. Il problema che in questo Paese non accade più niente di sinistra da un pezzo, a trovare un candidato decente si, sarebbe un ottimo slogan ;-) Cheers

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  11. Piccola parentesi cartacea...
    Io, prima dell'esplosione dei manga mi ero buttato a pesce su Lupo Alberto e Dylan Dog.
    Ma come ho detto poco tempo fa, su altri lidi...c'é stato un decennio circa in cui su Il Giornalino pubblicavano fumetti della stramadonna, davvero.
    Ok, torniamo a bomba.
    Il problema é proprio questo: i realizzatori partivano dal presupposto che il pubblico fosse composto da persone intelligenti.
    Insomma...sono bambini, mica deficienti!!
    Ma fosse stato per gli infanti, questi avrebbero avuto il successo che meritavano e ancora oggi ne uscirebbero a pacchi.
    Peccato. E' durato davvero troppo poco. Mi ricordo, come segnalato qualche commento più addietro, che pure la Disney ci mise del suo.
    Basti vedere anche "Oliver & Company". Dove il cattivo usa una pistola, i suoi due dobermann muiono folgorati ed il loro stesso padrone viene investito da un treno insieme alla sua macchina, che esplode!!
    Ma anche "Splash!!" e "Big", che ho rivisto di recente.
    Sul serio, non sembrano neanche fatti dalla casa di Topolino.
    Fermo restando che prima o poi dovrà farla, una sezione dedicata agli adulti...almeno spero.
    Dicevamo, fosse stato solo per i ragazzini questi film se li sarebbero sparati senza problemi.
    Il genere ha sempre tirato, sin dai tempi degli E. C. Comics di Gaines e company.
    Ma dietro di loro ci sono i rompic...i genitori. E a loro questa roba é sempre andata un pochino meno bene.
    Ma ricordatevi che anche uno bello spaghetto può far crescere.
    A furia di essermi sparato tutti quegli horror da bambino sono cresciuto un pò più accorto.
    Forse, vedendo tanti mostri su celluloide ho imparato che al mondo i mostri esistono davvero. E non sono come le loro controparti di fantasia, che ti spaventano perché in fondo sei tu a volerlo.
    Sono ben più pericolosi, e ben più difficili da smascherare.
    Ho visto il capostipite, e come tanti altri della stessa risma a me che già ero patito del genere mi esaltò, e non poco.
    Il fatto che il bambino protagonista sia orfano?
    Ma i cartoni giapponesi ci hanno costruito su un impero, a base di infanti rimasti senza i genitori!!
    Di mio ero già bello che scafato.
    Riuscito alla grandissima sulle parti horror. Specie sui trucchi a base di make-up e pupazzame vario che, non mi stancherò mai di ripeterlo, hanno sempre quel qualcosa in più.
    Sono VIVI, ragazzi. Reali. Più di tanta roba fintissima in CGI che gira oggi.
    E la Huston é semplicemnete perfetta. Sarà un caso che é finita a fare Morticia nel trasposizione filmica della ben nota famiglia?
    Sul remake...credo di aver già detto che sono un pò prevenuto di mio.
    Ma gli darò un'occhiata, quando capiterà l'occasione. Anche perché quei sorrisi a cinquaquattro denti non promettono nulla di buono.
    Segnalo sulla falsariga "Hocus Pocus", decisamente meno inquietante ma divertente.
    Di casa Disney, tra l'altro.
    A proposito...mi sono rivisto il primissimo "Guerre Stellari", lo scorso week-end.
    E visto che si parla di strizza...mi ero dimenticato di quanto può essere TERRIFICANTE Darth Vader visto con gli occhi di un bambino.
    Se commetti l'errore (e lo fai, visto che Lucas ce li ha piazzati apposta) di immedesimarti o prendere le parti della principessa Leia o dei suoi fidi soldati ti piglia una strizza tremenda.

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    1. "Hocus Pocus" non mi ha mai conquistato, l'ho rivisto da poco, Sarah Jessica Parker carina come in quel film non è mai più stata, buona favoletta per i più piccoli ma ormai sono fuori bersaglio per un film così ;-) Cheers

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    2. Concordo appieno che una volta si avevano meno remore a far vedere cose spaventose ai bambini, ma non era affatto un male, anzi, aiutava a crescere. Nel mio piccolo sto cercando di affinare i gusti del mio piccolo, proponendogli cose da grandi, proprio per abituarlo a cose diverse, rispetto a tutto quanto è proposto oggi, in versione super edulcorata. Non è sadismo, ma come scrive l'amico Redferne, serve a farlo crescere. È inutile farlo vivere in una bolla, tema quantomai attuale, per poi farlo sbattere contro la dura realtà della vita. Quindi nessuna stigmatizzazione di morte o malattie, solo che siano presentate nel modo giusto e contestualizzate. Così come i bimbi poveri, bisogna aver consapevolezza di chi è meno fortunato. I mostri quindi sono considerati, ma mi accorgo che proprio la minore abitudine di mio figlio ad affrontarli, gli fanno venire paura molto più facilmente di quanto capitasse a noi, alla stessa età. Poi, per noi, esisteva sempre il braccio sugli occhi quando proprio non si poteva resistere alla visione...!

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    3. Sono cresciuto con Ken Shiro, l'Uomo Tigre, Notte Horror e Sergio Leone quindi approvo ;-) Cheers

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  12. Un mio cult dell'infanzia e visto la zona sperduta in cui abitavo una vera fortuna averlo in una vhs registrata da un amico di famiglia. A chiunque dei miei amici facevo vedere il film ne rimaneva terrorizzato e affascinato. L'atmosfera e la cattiveria di quel film difficilmente sono ripriponibili da zemeckis che è un grande, però siamo nel 2020 e troppe cose sono cambiate nel cinema di ragazzi. Certo pensando a Roger rabbit l'unico credibile a fare un remake nel 2020 e lui vista l'operazione commerciale. Io avrei scelto qualcuno di più cattivello.
    Senmayan

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    1. Sarei curioso di un tuo parere sul film nuovo, ma il 2020 è un fattore che pesa, infatti il nuovo film non morde come l'originale. Cheers!

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    2. Appena lo vedrò con piacere
      Senmayan

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    3. Super, ti aspetto ;-) Cheers

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  13. Dici streghe e penso a Miller, a quelle del Discworld di Terry Pratchett, alla Disney... Ma questi due titoli non li conoscevo! Almeno quello di Roeg devo recuperarlo, pare...

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    1. Si lascia ancora guardare, merita la visione ;-) Cheers

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  14. Il film di Roeg l'ho visto durante la prima media in VHS. Ricordo che in videoteca era l'unico che aveva un box tra gli horror e un altro nei film per ragazzi (ah i tempi in cui le videoteche c'erano e acquistavano più copie dei film da pompare al noleggio...lacrimuccia). Inutile dirlo, come accadeva in quel periodo delle mia vita con i film che mi fulminavano al primo istante l'ho rivisto almeno una decina di volte. Ora saranno passati venti, o forse più, anni dall'ultima visione, ma leggendoti mi sono ritornati alla mente molti momenti del film di Roeg. Spero di recuperare presto quello di Bob, anche perché io tutto quello che porta la sua firma non me lo perdo mai.

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    1. Sarei curioso di sapere la tua, penso che tu abbia visto il film di Roeg anche più volte di me ;-) Cheers

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  15. Il "sorriso" della Hataway mi ha ricordato quello fantastico di Amy in Ammazzavampiri,solo ovviamente fatto peggio. Per me comunque resta un filmetto inutile ed edulcorato.L'originale di Roeg è un infinito meglio ed è invecchiato benissimo

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    1. Inutile non lo so, edulcorato di sicuro, la versione di Roeg è l'anomalia che dobbiamo tenerci stretta ;-) Cheers

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  16. Ecco , io lem Streghe l'ho visto grandicello, a 25 anni credo e lo trovai come Etruscus un film senza carne nè pesce: troppo infantile per piacere agli adulti, troppo horror per piacere a bimbi impressionabili.
    Lo trovai abbastanza scialbo.
    Forse è meglio il coevo Ocus Pocus della Disney , suo concorrente diretto all' epoca ; ma il fatto che non lo replichino in tv da secoli come questo film di Roeg, mi fa pensare sia un altra tavanata galattica.
    Ritorno ad Oz, o i Banditi del Tempo di Gillian erano di un altro tono (e cmq anche oggi si fanno film seri per ragazzi, vedi la saga di Harry Potter )
    Darò una possibilità a questo "remake"

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    1. Sulla saga del maghetto ti dirò che mi ha stupito sia in positivo che in negativo all'interno della stessa saga. "Hocus Pocus" invece non mi ha mai conquistato, davvero troppo edulcorato per i miei gusti. Cheers!

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    2. Che poi io Ocus Pocus lo vidi pure all' epoca, ma non lo ricordo per niente, a parte il gatto nero parlante ( idea che ha fatto il giro di Hollywood in prodotti a tema strega: prima nell'episodio pilota della serie tv di Elvira, poi Ocus Pocus, poi il telefilm di Sabrina ...), quindi è probabile che fosse pessimo.
      La mia strega preferita rimane sempre Elvira , yup.

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    3. Elvira nel cuore sempre e per sempre, lei ne ha tanto, forse due ;-) Cheers

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