martedì 17 novembre 2020

Atmosfera zero (1981): uno sceriffo extraterrestre (poco extra e molto scozzese)

Lo avevo detto che il prossimo film di Sean Connery ad approvare su questa Bara Volante sarebbe stato “Atmosfera zero” ed io mantengo sempre la parola data, anche perché questo film è stato davvero un classico dei passaggi tv durante la mia infanzia.

Normalmente un film passa spesso in televisione per due ragioni: è un classico che garantisce ascolti sicuri, oppure perché è andato maluccio e ancora cerca di raggranellare soldini poco alla volta negli anni. “Atmosfera zero” costato circa sedici milioni di fogli verdi con sopra facce di altrettanti ex presidenti spirati, incassò poco più della spesa andando in pari, ma io tutto questo, quanto lo vedevo e lo rivedevo ad ogni passaggio televisivo non lo sapevo, io sapevo che nel film recitava Sean Connery e tanto mi bastava.

Un film con Sean Connery? Corro!

Pochi più di Sir Connery sono stati per me, capaci di convincermi a vedere qualunque film con la sola presenza, considerando che lo Scozzese in carriera ha sbagliato solo una scelta, l’ultima (la leggenda di quella roba brutta tratta da un fumetto bello) e poi dopo quella ha avuto anche la grazia di ritirarsi a vita privata dedicandosi al golf a tempo pieno, possiamo dirci molto fortunati. Anche se “Atmosfera zero” è arrivato in quella parte della carriera di Connery in cui il divo era alla ricerca di un rilancio per la sua carriera, quindi non si è fatto problemi ad accettare un film che cavalcava il successo di un titolo che ha fatto la storia, ovvero Alien.

Nello spazio nessuno può sentirti dire le parolacce con l'accento Scozzese.

Per nostra fortuna Connery non si è mai fatto problemi a selezionare soggetti pescando dalla cultura alta e da quella bassa, garantendo ad ogni apparizione sullo schermo sempre lo stesso impegno e dosi abbondanti di carisma, tanto che ogni pellicola è comunque uscita nobilitata dalla sua presenza. “Atmosfera zero” è un film così, che da Alien ha preso in prestito il compositore, il leggendario Jerry Goldsmith che ha dovuto mordere il freno, per non ripetere con le sue note le atmosfere (di sicuro non zero) del film dello Scott sbagliato, Ridley (storia vera). Ma a ben guardare anche la frase di lancio del film (“Even in space, the ultimate enemy is still man"), ricorda un po’ quella celeberrima di “Alien”. Ma il film a cui deve di più “Atmosfera Zero” è un altro, vi racconto la trama e poi andiamo un po’ più nel dettaglio.

Una bella serie di scritte verdi sullo schermo, ci racconta che “Atmosfera Zero” è ambientato su Io, uno dei satelliti di Giove, che si chiama così perché quando è stato il momento di battezzarlo un astrofisico ha chiesto: «Chi vuole fare un nome a questo satellite?» e tutti in coro hanno risposto «Io! Io! Io! Io!», almeno io credo che la genesi del nome Io sia andata così.

"Io, Io, Io, sempre Io... Egoista!"

La maggior esportazione di Io, inteso come satellite e non come deficiente che state leggendo è il titanio, che viene estratto nella città mineraria Con-am 27, gestita dalla solita compagnia il cui massimo interesse è il profitto, la Weyland-Yutani della situazione che finanza un avamposto popolato da 2144 persone tra minatori e personale di servizio. Tutto questo descritto dalle scrittine verdi che compaiono all'inizio del film, mica male eh?

Il nuovo commissario addetto alla sicurezza nella stazione mineraria è William O'Niel, un tostissimo Sean Connery con berretto da Baseball, perché su Con-am 27 quanto non si indossa una tuta spaziale, hanno tutti il berrettino da Baseball a sottolineare la natura proletaria dei personaggi. Anche perché nel film, nessuno gioca a Baseball, al massimo un personaggio gioca allo sport preferito di Connery, ovvero il golf. A farlo è Mark Sheppard interpretato da un barbuto e minacciosissimo Peter Boyle. Ve lo ricordate Peter Boyle? Un omone con la faccia da orsacchiottone che qui quando sorride, sembra che lo faccia per cortesia prima di divorarti, una vita da caratterista cinque stelle extra lusso, in titoli come “Taxi Driver” (1976) oppure Danko, ma soprattutto il ruolo che lo ha spedito nel Valhalla del cinema, quello della creatura in “Frankenstein junior” (1974), insomma a facce famose e bravi attori, questo film è decisamente ben mezzo.

"Come affrontiamo la tensione e lo stress su Io? Vodka!"

William O'Niel è un commissario tutto d’un pezzo, con la schiena dritta e la testa alta, quando su Con-am 27 gli operai iniziamo a morire nei modi più assurdi, lui comincia la sua indagine. I lavoratori sembrano andare fuori di testa per motivi imprecisati, in una delle prime scene, uno di loro è convinto di avere un grosso ragno sulla tuta spaziale, peccato che lo veda solo lui nella sua testa, ma questo non impedisce comunque al poveretto di lacerare la sua tuta spaziale, facendo fare alla sua capoccia un bel POP! Perché prima di Atto di Forza, uno dei pochi film che ha tenuto conto di una gravità equivalente ad un sesto di quella della Terra e del fatto che nello spazio nessuno può sentirti urlare, perché senza protezioni saresti morto in due secondi, è stato proprio “Atmosfera Zero”.

Quando pensate che starnutire nella mascherina sia brutto, ricordatevi di lui.

Il titolo italiano arriva proprio da una di queste morti, un secondo operario che senza tuta spaziale, ma con addosso solo il sorrisone che di solito vedete sul viso di quel vostro amico, che ha tutte quelle piantine a casa e ama tanto la musica di Bob Marley. L’operaio prende l’ascensore (… per l’inferno, in discesa, cit.) ed esce fuori quando una bella scritta gialla recita “atmosphere: zero” e da questa scena di brutta morte, arriva anche l’idea per il titolo Italiano del film, quando invece quello originale mette ancora più in chiaro la natura stessa del film. “Outland” sembra un titolo da film Western, infatti il regista e sceneggiatore Peter Hyams non ha mai nascosto il fatto che il suo modello di riferimento è stato il capolavoro di Fred Zinnemann, "Mezzogiorno di fuoco" (1952), di cui questo film sembra quasi un rifacimento in chiave spaziale. Poi chiedetemi perché vado pazzo per Fantasmi da Marte, sono cresciuto con uno sceriffo extraterrestre (poco extra e molto scozzese).

'Cos you're the Sheriff, Yeah you're the Sheriff (cit.)

O'Niel indaga sulle morti è scopre che agli operai parte la boccia per via di una molecola sintetica che hanno in corpo, una droga che non fa sentire la fatica, fa lavorare tutti come formiche aumentando la produttività ma beh, ha il piccolissimo effetto collaterale di provocare allucinazioni e deliri vari. Ma la compagnia è felice perché i numeri a fine mese sono buoni, gli operai a cui non parte la capoccia sono felici perché si sballano dimenticando per un po’ lo schifo di panorama di Io, ed è felicissimo Mark Sheppard che fa affari d’oro, libero di fare il bello e il cattivo tempo su Com-am 27, spalleggiato dalla compagnia.

Di fatto Mark Sheppard è a capo di un sindacato, che nei film americani viene considerato alla stregua di un’organizzazione mafiosa, infatti Peter Boyle recitava anche in “F.I.S.T.” (1978) di Norman Jewison, che raccontava questo punto di vista alla perfezione. Gli operai di Sheppard sono come i cowboys di “Mezzogiorno di fuoco", lavorano duro, ma devono anche essere lasciati liberi di sfogarsi, per questo il precedente commissario chiudeva tutti e due gli occhi, solo che William O'Niel non è quel tipo d’uomo che lascia correre davanti ad un’ingiustizia.

Anche se qui sembra più "..altrimenti ci arrabbiamo!"

Cos’altro caratterizzava lo sceriffo Willy Kane in “High Noon”? Veniva abbandonato da tutti e si ritrovava da solo contro i cowboys. Lo stesso accade a O'Niel, la moglie utilizza la scusa del figlio pre adolescente che merita di crescere sulla Terra per abbandonare il marito su Io. E qui dovrei fare una battutaccia sul fatto che in un buon matrimonio, non esista l’Io ma il noi, facciamo finta che io l’abbia fatta ok? Così ci risparmiamo tutti l’imbarazzo.

Attraverso comunicazioni via schermo, che hanno anticipato di qualcosa come una trentina d’anni Skype, O’Niel avrebbe ancora la possibilità di acchiappare l’ultimo volo per la Terra, un viaggio in sonno criogenico della durata di un anno, per tornare a casa con moglie e figlio ma no, uno come lui non può fare finta di nulla davanti ad un crimine in corso, su Io il commissario O'Niel ha ancora un lavoro da fare.

“Vado, li ammazzo e torno sulla Terra”

Per quello che mi riguarda Peter Hyams è un eroe dei film della mia infanzia, quei titoli di formazione che essendo io (non il satellite) parte di quella generazione cresciuta con il videoregistratore e i film in tv, guardavo e riguardavo senza farmi problemi sul fatto che fossero stati o meno grandi successi al cinema, erano sulla mia televisione, erano bei film, tanto mi bastava. Sarà per quello che ancora oggi non riesco a sposare in pieno le argomentazioni di chi sostiene che il cinema deve essere solo ed esclusivamente sala cinematografica? Boh non lo so, di sicuro guardavo alcuni dei film di Peter Hyams come “2010 - L'anno del contatto” (1984), senza farmi troppe pippe mentali con i paragoni Kubrickiani, mentre del mio insano rapporto di passione con Capricorn One, vi ho già detto tutto qualche tempo fa.

“Atmosfera Zero” è un film dritto come le intenzioni di giustizia di O'Niel, solido come il carisma di Sean Connery che qui come suo solito, si divora ogni scena in cui compare e considerando il dettaglio (da niente) che resta in scena per il 97% della durata della pellicola, non so proprio cosa si potrebbe chiedere di più. “Oultand” è un fiero rappresentate di quella fantascienza credibile, “Hard Sci-fi” come dicono gli anglofoni, che racconta con più attinenza possibile alla scienza, futuri probabili per l’umanità. Il film di Peter Hyams con le sue scalette, i suoi cunicoli, le sue tute spaziali è in grado di farti pensare che la vita su una colonia mineraria su Io, sarebbe proprio così. Il regista era talmente in fotta per creare un’atmosfera (tutto tranne che zero) realistica, che si è occupato di tutto, anche della fotografia, di fatto il leggendario direttore della fotografia Stephen Goldblatt, è stato pagato per non far nulla, un panchinaro di lusso da tenere a portata di mano in caso di problemi, che ha fatto (controvoglia) da presta nome e poco altro (storia vera).

“Qui non si capisce più niente, va tutto alla rovescia anche la gravità!”

Però è inutile girarci troppo attorno, la trama e Peter Hyams si sono divertiti a portare in scena ammazzamenti anche piuttosto cruenti, che tenessero conto della gravità dimezzata e dell’ambientazione spaziale del film, ad esempio il cadavere che gocciola sangue verso il soffitto, è sicuramente tra i momenti più iconici del film. Ma “Outland” fin dal suo titolo originale è “Mezzogiorno di fuoco” nello spazio, con Sean Connery che a tratti è più Gary Cooperiano di Gary Cooper.

Esiste anche un adattamento a fumetto firmato dal grande Jim Steranko.

Il modo in cui Peter Hyams insiste nell’inquadrare gli orologi (digitali), che scandiscono il tempo dell'attesa dell’arrivo dei “cowboys”, chiamati da Mark Sheppard per far fuori il nuovo commissario che non ci sta a chiudere un occhio sui loschi traffici. Oppure i locali della stazione dove si può bere qualcosa, che sembrano una versione spaziale di un saloon del vecchio West. Il nord magnetico per Hyams è chiaramente il film di Fred Zinnemann, è palese ma questo non toglie nulla ad un film che spesso, rinuncia ai dialoghi in favore di una scena bella tirata (l’inseguimento di O'Niel nei corridoio della stazione) e dove le armi non sono fucili laser, ma fanno uso di proiettili a pallettoni giusto per mettere in chiaro che questo è un Western a tutti gli effetti.

Scotch on the rocks (ah ah quanto sono simpatico con le freddure...)

Lo è nel modo in cui il buono e il cattivo si guardano in cagnesco e anche per quello che si dicono («Commissario? Sei morto mi hai sentito?», «Ho sentito») oppure per il fatto che l’unica ad aiutare il protagonista, sia uno “straccio” (come si auto definisce anche nel doppiaggio Italiano del film) come la dottoressa alcolizzata interpretata da Frances Sternhagen, la spalla del protagonista che riuscirà a redimere se stessa aiutando lo sceriffo nella sua impresa, insomma una dinamica classica del cinema Western.

"20cc di whiskey presto!", "Per il paziente?", "No per me, veloce!"

Ecco, forse il difetto (se così possiamo definirlo) di “Outland” è che nel suo essere così spudoratamente Western, a volte si dimentica di essere anche un film di fantascienza, il finale con la sparatoria nella serra è veramente figo, vedere qualcuno sparato fuori nello spazio profondo, è la classica trovata che fa subito Alien, però mi sembra un po’ improbabile che i vetri di una serra di una base spaziale, vadano in frantumi al primo colpo di fucile in qual modo, esponendo tutti nella base, al pericolo di essere risucchiati fuori nello spazio. Non solo dovrebbero essere anti proiettile, dovrebbero essere anche spessi diciotto metri se vogliamo che offrano una bella visuale sulla vastità dello spazio ma senza uccidere tutti. O qui siamo di fronte ad un enorme difetto architettonico, oppure più semplicemente Peter Hyams aveva in testa una bella sparatoria con vetri in frantumi e cattivi sparati fuori nello spazio, un misto di Western e fantascienza, talmente spettacolare nella riuscita da fa passare in secondo piano la logica.

“Non potete coltivare i pomodori come fanno tutti?”

Insomma “Atmosfera Zero” è ancora un solidissimo film che meriterebbe una piccola riscoperta, anche solo per chi volesse fare la conoscenza di un ruolo di Sean Connery diverso da quelli ultra noti e super citati, il suo sceriffo extraterrestre è una dei tanti personaggi che lo Scozzese ci ha regalato in carriera. Sono felice di essere cresciuto con titoli così e con personaggi di tale carisma, mi rendo conto che sono questi i film che hanno influenzato i miei (dis)gusti cinematografici, non li cambierei con nulla al mondo.

Grazie di tutto Sir, ci vediamo nei film!

Non perdete la locandina italiana del film dalle pagine di IPMP.

52 commenti:

  1. Ma sai che questo è uno dei film che non ho mai approfondito (e nemmeno rivisto) dopo una singola visione giovanile? Probabilmente registrato da un passaggio tv...

    Ricordo le indagini, la droga che fa impazzire e Sir Connery capo della sicurezza di una base spaziale (sceriffo ci sta!). Ma tipo non ricordavo che si era su Io e nemmeno che aveva moglie... Mi sa che tocca ripassarlo.

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    1. Merita un ripasso, è un film invecchiato bene ;-) Cheers

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  2. Oddio... La Leggenda Degli... non lo nomino nemmeno. Che roba brutta. Peccato finire la carriera con un tale film. Comunque questo è davvero western eh... ed è un complimento😀

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    1. Almeno ha avuto la classe di dire, ok basta così invece di ammorbarci con porcate come fa un De Niro a caso, senza fare nomi ;-) Cheers

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    2. De Niro cerca denaro... diceva una canzone anni 80, che probabilmente ricordo solo io😀😀😀

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    3. Mi manca la canzone, però diceva il vero ;-) Cheers

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  3. Cassidy, sei riuscito, in questo post, a mettere insieme praticamente tutte le cose che amo: il western, la fantascienza (ho scritto proprio ieri di Blade Runner), Alien (meglio se scrivevo di Alien invece che di Blade Runner) e Sean Connery (come sai sto lavorando sugli 007). Quando ho saputo della morte di Sean Connery sono andata in giro su tutti i blog amici che lo ricordavano citando proprio Atmosfera Zero, che anche secondo me è un capolavoro e un classico di casa (il dvd è ancora a casa di mamma e papà Verdurin). Grazie per averlo ricordato!

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    1. Prego figurati, era da tempo che avrei dovuto farlo, non poteva mancare su questa Bara e spero di portare altri film di Sean Connery, uno di casa ;-) Cheers

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  4. C'ero anch'io davanti alla tv quando passava "Atmosfera zero". A ripensarci adesso sembra quasi che lo dessero almeno ogni 6 mesi...saltabeccando tra i canali ogni tanto ci si imbatteva in questo film. Impossibile non fermarsi a guardarlo fino alla fine.
    Bello teso dall'inizio alla fine. Si entra subito nella storia senza troppi fronzoli, così come Sean Connery entra subito al suo nuovo posto di lavoro, e si capisce subito da che parte tira l'aria.
    Un film di fantascienza senza alieni. Non è che ce ne siano molti, appassionanti come questo.
    Più ci penso più mi convinco che non c'è nessuno pronto a raccogliere il lascito di sir Sean.

    Vorrei menzionare Peter Boyle in una delle mie puntate preferitissime di X-Files, la 3x04 "Previsioni", con un personaggio ironico e disincantato, intavola a fasi alterne dei meravigliosi duetti con Mulder e Scully. Si mangia lo schermo come se non ci fosse un domani.

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    1. Io lo so che posso sempre contare sul tuo buongusto, sia in fatto di film che in fatto di episodi di X-Files ;-) Cheers

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  5. Piccolo grande cult anche per il sottoscritto...grazie Capo

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  6. Non potevi scegliere aggettivo migliore, Cass.
    Solido.
    E' il termine che mi viene in mente con film come questo.
    E con i film di Hyams in generale.
    Schietti, senza fronzoli, magari un po' lineari e scontati, che spesso fanno il verso ad altre produzioni sicuramente ben migliori.
    Ma godibili, divertenti, con ottime scene d'azione e i livelli di tensione dosati al punto giusto.
    Di bocca buona. Ma che ti lasciano la bocca buona.
    E Sir Connery in berretta e fucilazzo a pompa fa un figurone.
    Granitico quanto basta, qui. E col sennò di poi si potrebbe dire che stia facendo le prove generali per il suo Jimmy Malone.
    Un altro esempio da consigliare a chi crede che il Western non sia un genere universale e adattabile a qualunque contesto.
    Forse saro' un po' fissato, lo ammetto. Al punto che ce li vedo ovunque.
    Ma cosa c'e' di meglio dello spazio, che di fatto e' l'unica frontiera ancora disponibile?
    E che lo diventera', la nuova frontiera, in un lontano futuro.
    Anche se dubito che riusciro' a vederla, almeno in questa vita...
    Qui abbiamo tutto quel che occorre, con gli ingredienti piazzati a dovere.
    Il riccastro prepotente che fa lavorare i subalterni in condizioni infami, lo sceriffo tutto d'un pezzo che si ribella, e la vice che vorrebbe farlo ma aspetta che qualcuno alzi la testa e osi dire finalmente no.
    E I killer inviati a sistemare il guastafeste. Ma che vengono sgominata uno dietro l'altro, col buono che risponde colpo su colpo, fino al confronto finale.
    Ditemi se non e' un Western, questo!
    E contiamo che il titolo originale (Outland) lo trovo ancora piu' allusivo.
    Di Hyams, tralasciando i titoli da te citati e "Timecop" col nostro Jean - Claude, MI era piaciuto un sacco pure "Relic".
    Erano i primi tempi della nuova CGI, e il gigantesco e sanguinario Kothoga era davvero impressionante, da vedere.

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    1. Il figlio di Hyams ha diretto un film, devo ancora vederlo però, voglio capire se possiamo contare su una nuova generazione ;-) Cheers

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  7. Uno dei miei western prrferiti

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    1. Scusami oggi sono fuso, mi sono perso il riferimento la mago di Oz. Cheers

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    2. Intendevo ricordarti il film zardoz con sean Connery

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    3. Ecco vero, te lo avevo detto che stavo sotto un treno, quello spero di portarlo sulla Bara a breve ;-) Cheers

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  9. Vieni a trovarmi cassidy
    Ho confezionato un flipbook

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  10. sai che non lo ho ancora visto??

    in compenso ( unico sul pianeta ) ho visto al cinema sia la leggenda degli uomini straordinari che the avengers del 1998

    scusa ma secondo te la leggenda degli uomini straordinari è più brutto che the avengers del 1998???

    rdm

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    1. Secondo me si, perché uno è un adattamento così così di una bella serie Inglese, l'altro è un pessimo adattamento di un fumetto. Quindi tra i due adattamenti storti, ho pochi dubbi. Cheers!

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  11. Ed io che non lo ricordo affatto, ecco perché ho deciso di vederlo per il Commemoration Day, e dopo questa recensione difficile sarà fare meglio ;)

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    1. Non è vero, farai molto meglio di così, hai dalla tua la forza di una prima visione bella fresca, non vedo l'ora di leggerti ;-) Cheers

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  12. Sicuramente l'avrò già raccontato, è un aneddoto che mi piace ripetere, ma il film ho avuto l'onore di vederlo su grande schermo, in un'arena estiva di questo ero un piccolissimo etrusco. (Forse addirittura nel 1982, ma potrei ricordare male). La paura fottuta che mi ha messo addosso mi è rimasta addosso per anni, anzi credo sia ancora in me: non ho mai incontrato un altro film capace di rendere così buio lo spazio, così vuoto, così pericoloso e ostile. Ti lascio immaginare un ragazzino di 6 o 7 anni che vedeva le facce gonfiarsi ed esplodere: oggi sarebbe vietato ai minori di 25 anni! :-D
    Porto questo film nel cuore da sempre, ecco perché poi me la prendo con Hyams padre quando dirige stupidate e con suo figlio, che è più vecchio di lui. Vederlo creare capolavori e poi darsi via è un grande dolore.
    Mi sono sempre prefisso di studiare meglio la cosa, ma fra miliardi e miliardi di film di fantascienza, credo che questo sia ancora fra i rarissimi casi al mondo di un film nello spazio SENZA ALIENI! Nella concezione occidentale non può esistere fantascienza spaziale senza un qualsiasi tipo di entità aliena, invece per fortuna in tempi passati c'erano addirittura altre trame disponibili.
    Questo incredibile "Mezzogiorno di spazio" lo considero tutt'otti inarrivabile, con la sua semplicità e totale efficacia.
    Una curiosità. Al liceo il mio migliore amico era malato di James Bond, e mi fece notare che in "Atmosfera Zero" quando Connery riceve un messaggio c'è scritto "For Your Eyes Only", che credo sia una frase standard per le comunicazioni private ma lui ci volle vedere una divertita citazione nascosta a "Solo per i tuoi occhi".
    Ah, per finire, nell'audio-commento di "Aliens" James Cameron ha rivelato che i "vigili spaziali" che salvano Ripley addormentata all'inizio del film indossano tute fregate da "Atmosfera zero"!

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    1. Penso che sia una frase canonica, ma con Connery di mezzo non si sa mai ;-) Questo film somiglia a “Alien” ma Jimmy con il suo “Aliens” giusto è sempre nei paraggi! Sul grande schermo deve essere stato uno spettacolo questo film, in effetti è raro vedere film spaziali senza alieni, questo poi tiene quasi conto anche della fisica elementare, insomma, una vera rarità ;-) Cheers

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    2. Dimenticavo un altro aneddoto personale.
      Nel 1999 l'avvento del DVD in Italia mi aveva spinto a studiare sulle riviste di computer come mettere in atto un piano diaboliKo: noleggiare un film in videoteca, comprimerlo perché entrasse in uno o due CD-Rom e iniziare una nuova videoteca fatta di dischi, invece che di cassette. Secondo te quale è stato il primo film noleggiato per tentare il piano del secolo? "Atmosfera zero"!
      Grazie a FlaskMPEG, software che le riviste spiegavano come utilizzare al meglio, ho compresso il film in un formato da 700 mega per metterlo su disco: ah, che genio del male! Peccato che ci volevano sulle 15 ore di lavoro del PC per farlo, e se disgraziatamente avevi sbagliato a settare le mille opzioni di FlaskMPEG dovevi iniziare tutto daccapo. La mia carriera criminale è finita immediatamente. :-D
      Però ancora conservo per ricordo quel CD-Rom di "Atmosfera Zero" compresso da DVD: si vede da schifo, per i parametri di oggi, ma all'epoca avere Connery nel mio PC era una goduria infinita ^_^

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    3. Non hai iniziato una carriera da pirata, ma una da esperto di pc visto che ti sei fatto un grande esperienza, ma per Connery ne valeva la pena ;-) Cheers!

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  13. Film visto durante un passaggio televisivo vari anni fa. Buon ricordo, a volte ritrovato in alcune storie di Nathan Never.
    Invece una scena, non ricordo però quale, è stata citata abbastanza fedelmente in una storia doppia di Jonathan Steele, in termini di inquadrature e "scelte" del protagonista per (tentare di) uscire da una situazione critica e di stallo...

    Ok, s'è capito: tra questo film e "Zardoz" il ripasso su Sean Connery diventa doveroso! 😉

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    1. "Zardoz" era già da un pezzo che volevo rivederlo ;-) Cheers

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  14. L'ho visto poco tempo fa, è vero sembra "Mezzogiorno di fuoco" nello spazio! Il ritmo è un pochino troppo lento per i miei gusti, si vede che sono ancora gli anni '70, ma comunque rimane un bel classico

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    1. Per me quando un film somiglia ad uno degli anni '70 è già un pregio, questo poi assomiglia ad un classico, quindi vince facile ;-) Cheers

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  15. E' incredibile come la qualità del tuo blog non venga intaccata nemmeno quando il cinema è in coma come in questo periodo.

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    1. Te vojo bene amico mio… Bro-fist! ;-) Raccolgo i dividenti di essere sempre stato un ragazzo un po’ retrò che per capire il presente, preferisce studiare il passato in tutto, anche il cinema. Cheers!

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  16. Grande film, grande Connery. Poco altro da aggiungere. Se non che la sensazione di solitudine e abbandono del protagonista crea davvero un disagio forte e ricorda, soprattutto quando uno è giovine, quindi ormai non è più il mio caso, come ci si sente quando si va contro tutto e tutti, nel nome di un ideale, spesso in maniera beduina ma consci di fare il giusto. Ecco, quelle rare volte in cui ho fatto qualcosa di giusto mettendomi spesso contro tutti o contro chi stava più in alto di me, mi sono sentito un pò come il buon Connery in Atmosfera zero. Peccato non aver avuto i fucili!! Il cappellino da baseball ce l'ho! Come sempre complimenti per il bel pezzo, oltre che per la scelta del film. 👋

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    1. Protagonisti solo contro tutto, il cinema ne è pieno, sono il tipo di personaggio in grado di ispirare il pubblico ;-) Cheers

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  17. L'etichetta di "mezzogiorno di fuoco nello spazio" penso sia quasi universale.
    Non è tra i miei preferiti, perchè purtroppo l'ho visto tardi. L'ho recuperato 2-3 anni fa, rendendomi conto di averlo già visto da bambino chissà quando perchè ricordavo alcune scene, ma - cosa più unica che rara per un film spaziale - non mi aveva fatto sognare. E sì che ci voleva poco a conquistarmi.
    Però mi è piaciuto quel gusto splatter nelle morti. Con gli schizzi di sangue mi accontento sempre.

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    1. Se poi sono anti gravità ancora meglio ;-) Cheers

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  18. Porca miseria, non sapevo nulla di questo film e tu me l'hai venduto alla stragrande. Lo voglio vedere assolutamente. Come sempre, memorabili le tue didascalie e ora, quando starnutirò nella mascherina, penserò al ragnazzo nella tuta....

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    1. Ho sempre pensato a questo tipo di problemi spiccioli per gli astronauti che ora sento più vicini, gravità a parte. Sono curioso del tuo parere sul film ;-) Cheers

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    2. e poi c'è pure peter boyle!

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    3. Già da solo merita, caratterista cinque stelle extra lusso. Cheers

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  19. Eccellente western spaziale con uno "sceriffo" Connery in grande spolvero, attorniato da grandi comprimari, quand'anche appaiano per brevi ma intense sequenze come quella con il minatore strafatto che tiene in ostaggio la ragazza, interpretato nientemeno che da Steven Berkoff (se non altro, a lui tocca una morte più pulita rispetto alle esplosive decompressioni dei colleghi)... e Nathan Never renderà più di un omaggio ad "Atmosfera Zero", sì, a partire dalla famigerata Connery Amalgamated (Con-Am, appunto) con la sua droga potenziante ;-)
    "Dove sono i suoi uomini, sceriffo?"
    "I miei uomini sono merda!"
    "Vai a prenderla in culo, O'Niel!"
    "Così mi piaci"
    Battute memorabili... ;-)

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    1. Scambi di battute che Walter Hill forse apprezzerebbe, peccato aver letto sempre così poco Nathan Never che porta avanti la citazione Bonelliana delle citazioni, però in campo fantascientifico. Cheers!

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  20. Ehi Cassidy come si dice dalle mie parti, non babbiamo (scherziamo) di sceriffo poco extra ne esiste uno solo. È quando c'è il cuore in mezzo non c'è bond, radius, Malone o padre di indy che tenga. Connery è Connery ma Bud starà sempre in una categoria a sé. Quindi per redimerti ora ti tocca recensione del dittico dedicato al vero sceriffo poco extra. Altrimenti? C'è bisogno di completare la domanda con la risposta? Una carocchia sulla testa non si nega a nessuno
    Firmato: tutti gli h7 25 che sono dentro di noi e che per quella stella avrebbero fatto di tutto

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    1. Tu ci scherzi, ma io da poco ho rivisto la doppietta di film dello sceriffo Bud e mentre scrivevo questo post, qualcosa è rimasto (storia vera). Cheers!

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    2. Visti entrambi con mia nipote che fa la prima elementare due mesi fa. Bisogna educarli fin da piccoli

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    3. Concordo in pieno, non so se riuscirò entro il 2020 ma mi piacerebbe scriverne. Cheers

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  21. Un perfetto esempio di film surrogato che riesce a crearsi una propria personalità bello teso dall' inizio alla fine. Peter Boyle con l' aria da orsacchiottone fa specie vederlo, alla grande, nei panni del cattivo😱.
    Fosse stato tipo do Carpenter oggi sarebbe considerato un filmone imperdibile. XD
    Connery al suo top che riesce a dare umanità ed incertezza ad un personaggio sulla carta granitico.

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    1. Malgrado la presenza di Connery è ricordato da non troppi ma con grande affetto in generale ;-) Cheers

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