martedì 6 ottobre 2020

Dick Tracy (1990): trent’anni da cinecomics (quando ancora nessuno li chiamava così)

Ah questi “Cinecomics” basta! Ormai tutti gli attori sono impegnati a recitare personaggi tratti da fumetto che diamine signora mia! Beh perché prima i film tratti da fumetto non esistevano? Cavolo se esistevano e muovevano anche bei soldoni! Oggi aggiungo un capitolo alla mia non-rubrica dal nome provvisorio “Prima che fossero super”, giusto in tempo per fare gli auguri di compleanno a “Dick Tracy”, che compie trent'anni!

Sono molto legato al formato delle strisce a fumetti, un modo di intendere le storie a fumetti che richiede una creatività particolare da parte degli autori, immaginate di dover sfornare una microstoria a puntate nuova ogni giorno, che sia leggibile a sé stante, ma anche come parte di una trama più lunga, Chester Gould questa arte la dominava a piacimento. Nell'ottobre del 1931, sulle pagine del Chicago Tribune Syndicate esordì il suo detective dalla mascella possente, il Fedora giallo in testa e il piglio da duro necessario a spezzare in due la criminalità. Dick Tracy è stato un successo di culto capace di diventare da subito un’icona americana, ma la vera innovazione portata da Chester Gould è stato far irrompere nel fumetto per tutti, quello disponibile nell’ultima pagina dei quotidiani, un tipo di violenza grafica che fino a quel momento, si era vista solo al cinema, che ha reso “Dick Tracy” uno dei capostipiti del fumetto poliziesco.

Dick Tracy era tosto ma i suoi nemici richiedevano tale inflessibilità, seguendo i precetti di Cesare Lombroso, gli avversari del Detective erano brutti e cattivi tanto quanto le loro intenzioni criminali e il più delle volte, riassunti dal loro colorito nome, gentaglia come Facciadiprugna, per via del volto raggrinzito, Sopracciglia (nessuna parentela con il cestista Anthony Davis) oppure Testapiatta. Lo stile di Gould era incredibilmente cinematografico e ha fatto scuola, ancora oggi nei fumetti Marvel compare il gangster Testa di martello, ma a ben guardare tutto lo stile e la mascella dell’Uomo Pipistrello in “Batman: the animated series” deve molto al lavoro di Gould.

Il pugno di ferro (in piena faccia) con cui Dick Tracy combatte la criminalità.

Sapete chi ha più o meno la stessa età di Dick Tracy? Warren Beatty, Divo con la “D” maiuscola, stracciamutande di livello olimpionico, uno che da quando ha cominciato a recitare sul piccolo schermo negli anni ’50 non si è mai fermato, collezionando due Oscar e una notevole capacità di restare meno in vista di altri attori, ma sempre sulla cresta dell’onda, basta dire che Warren Beatty era lì il giorno in cui la forza degli uomini dell’Accademy venne meno.

"Ehi tu dici a me? Ho letto solo il contenuto della busta"

I suoi due amici Jack Nicholson e Dustin Hoffman, in momenti diversi della carriera, hanno aperto a grandi ruoli “pop” con risultati incredibili, Warren Beatty lo ha fatto nel 1990 e il suo “Dick Tracy” sta a metà tra i due film degli amici, perché ha preso il compositore e l’enorme tam tam pubblicitario dal Batman di Tim Burton, mentre da Hook ha preso idealmente in prestito Charlie Korsmo, ex ragazzo meraviglia, oggi laureato all’MIT e finito a fare chissà cosa nella vita, sicuramente a rispondere a tutti: «Si, ero io il ragazzino di Dick Tracy e Hook».

Kid e le inquadrature ardite di Warren Beatty.

Nello stesso anno, Sam Raimi doveva arrangiarsi, non potendo mettere le mani sui diritti di sfruttamento di The Shadow, creò Darkman, il personaggio con cui omaggiare i classici horror e pulp. Warren Beatty invece poteva permettersi di far valere il suo stato di celebrità, quando si è detto interessato ad interpretare Dick Tracy al cinema, qualcuno era già pronto a stendere tappeti rossi sotto i suoi piedi. Povero Sam, qualcuno nasce con la camicia che ci vuoi fare?

“Comincia a prendere questi, per i primi minuti del film dovrebbero bastare”

Per la Touchstone Pictures, “Dick Tracy” erano soldi in banca, il personaggio era già stato adattato con successo sul piccolo schermo ed era popolarissimo, ma Warren Beatty aveva le idee chiare, ci voleva un regista con le sue stesse idee per il personaggio, infatti il film venne proposto a Martin Scorsese, che rifiutò perché durante una notte molto tormentata, in cui zio Martino non riusciva a prendere sonno, il regista ricevette la visita del “Fantasma dello Scorsese futuro” che gli rivelò: «Non accettare un film tratto da fumetto! Un giorno tanti presunti cinefili useranno le tue parole per farsi forti contro i Cinecomics, ricorda Martin… non è cinema!» (storia NON vera). Però mie caSSate a parte, se vi sembra una scelta assurda Martin Scorsese alla regia di un film tratto da fumetto, provate ad andare a riguardarvi i costumi volutamente esagerati e alcune soluzioni visive di “New York, New York” (1977), poi ne riparliamo.

Ragazza che limoni sola, limona con fierezza (cit.)

L’unico che davvero poteva portare al cinema “Dick Tracy” era un regista che i fumetti invece, ha sempre dichiarato di amarli, tanto da averne scritto anche qualcuno, mi riferisco a uno dei miei preferiti di sempre, Walter Hill. Il Re della collina fresco della sua favola Rock Strade di fuoco aveva le idee chiarissime: lui la striscia a fumetti di Chester Gould la conosceva benissimo e quella storie violente, con bulli e pupe erano proprio il tipo di materiale che Hill avrebbe saputo trasformare in dinamite al cinema, ma Warren Beatty non voleva venire oscurato né associato ad un film del genere, quindi il Divo di “Gangster Story” (1967) finì per dirigersela lui la sua storia di Gangster fumettistici.

Bisogna dare atto a Warren Beatty però, di essere stato quasi geniale nella sua gestione del film, fu il primo a mettere in giro voci - del tutto false - sul fatto che le riprese del film abbiano richiesto sette faticosi mesi. Beatty da vero gentiluomo non confermava e non smentiva le voci su una sua storia con la coprotagonista Madonna, anche se tutti sapevano, perché tanto Beatty da vecchio leone di Hollywood conosceva la regola: non importa come, basta che se ne parli.

Who's that girl? Senorita, mas fina (perdonatemi, non ho potuto resistere)

Il mistero del budget di “Dick Tracy” permane, ufficialmente pare sia costato 47 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, gli addetti ai lavori sostengono che la spesa finale fu più bassa, attorno ai 30 milioni di dollari. Al botteghino incassò “solo” 105 milioni negli Stati Uniti e circa 162 nel mondo, quasi una delusione, visto che l’aspettativa era quella di replicare i 200 e passa portati a casa da Batman solo l’anno prima, ma il colpo di genio di Beatty fu quello di strizzare ogni centesimo, riducendo al minimo - per quanto possibile con una produzione di questa portata - le spese, in modo da essere sicuro di andare in positivo già dal primo fine settimana di programmazione.

Per un set ricorrente venne riciclato quello della scena della rapina di Ispettore Callaghan: il caso "Scorpio" è tuo, mentre buona parte della pellicola venne girata in bianco e nero e poi ricolorata in post produzione, ma utilizzando solo quattro colori giallo, verde, rosso e blu, una scelta che rendeva il risultato finale estremamente fumettistico, ma anche economico, visto che le sfumature intermedie sono quelle più costose da realizzare (storia vera).

Rendere omaggio alla quadricromia dei fumetti, lo state facendo bene.

Ma se la lineare trama è stata scritta dagli sceneggiatori di Top Gun, il vero colpo di genio di Warren Beatty fu quello di trovarsi dei soci in affari pronti a portare lustro al film e a dividere gli incassi. Come coprire il suo cachet, quello di Madonna e di un nome come Al Pacino? Impossibile, quindi i tre si accordarono per figurare in compartecipazione, di fatto non pesando sul bilancio finale della pellicola, perché i tre compari sapevano che i soldi veri sarebbero arrivati da altrove.

Usare quest’immagine nel post, un vergognoso tentativo di acchiappare due click in più (se lo fa Warren Beatty però non dite nulla!)

Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 i film tratti da fumetti esistevano, ma Beatty non ambiva a produzioni spartane come quella di Il Vendicatore, il suo obbiettivo era lanciare una “Dicktracymania” (perché solo "Dickmania" potrebbe risultare una parola ambigua) come la “Batmania” che aveva incendiato il mondo, un piano da super cattivo dei fumetti che si alimentava di pettegolezzi e voci di corridoio e che pagò i suoi dividendi, nel 1990 persino in uno strambo Paese a forma di scarpa, da sempre ai margini dell’impero, si trovavano gadget e giocattoli ispirati al film, a beneficiare della politica di Beatty sono stati tutti, a partire dai suoi soci in affari.

Come dovrebbe sempre essere rappresentata al cinema, una città uscita dai fumetti.

Al Pacino nel film ha la fissa di “cementare” tutto e tutti, ma a sua volta per entrare nei panni di Big Boy doveva sprofondare sotto i pesanti e bellissimi effetti speciali realizzati da John Caglione Jr. e Doug Drexler (premiati con un Oscar per miglior trucco). La sua prova esagerata e parlata, infinitamente parlata - Pacino non si sta zitto un minuto in questo film - gli è valsa una nomination agli Oscar, anche se poi la statuetta la portò a casa Joe Pesci per “Quei bravi ragazzi” (1990).

E il giudice Dredd… MUTO!

Madonna invece dalla sua esperienza per “Dick Tracy” portò a casa oltre all’ammiccante canzone “Sooner Or Later” di Stephen Sondheim (anche lui premiato con statuetta), anche i cinque chili messi su per suggerire delle forme femminili per la sua Mozzafiato Mahoney, non è un caso se del successivo “Blond Ambition Tour” e dell’album “Vogue”, tutti ricordino la Madonna più sexy di sempre. Spero che non si offenda nessun appassionato della cantante se dico che non è sempre stato così, icona, cantante mitica ma personalmente, non mi ha mai detto molto in termini di “sesso a pile”.

Insomma “Dick Tracy” è stato costruito ad arte per fare un botto clamoroso, ma dove Warren Beatty si giocò al meglio le sue carte fu sulla parte tecnica della pellicola, la messa in scena rende ancora oggi “Dick Tracy” un orgogliosissimo gioiellino analogico, caratterizzato da colori sparati e acidissimi curati alla perfezione dal direttore della fotografia Vittorio Storaro, che da solo ha saputo omaggiare le inquadrature ardite e le soluzioni grafiche, già cinematografiche della striscia di Chester Gould, anche meglio della regia dello stesso Beatty, che comunque dimostra di aver capito come trattare il materiale originale al cinema.

Boom, Bang, Bam, Crash!

Dico sempre che Danny Elfman è il compositore dell’immaginario per eccellenza, quando gli viene chiesto di entrare nel grande campo da gioco dei fumetti, trova sempre il modo di brillare. Batman, Darkman, Spider-Man e anche Dick Tracy non sarebbero stati gli stessi al cinema senza una colonna sonora all’altezza, quella di “Dick Tracy” riassume le atmosfere poliziesche e la grandezza che Beatty desiderava per il personaggio.

I costumi poi da soli tengono su la baracca, Milena Canonero ha fatto un lavoro incredibile. Ogni personaggio sfoggia un campionario di abiti che contribuiscono a caratterizzare, almeno quanto il nome buffo oppure il pesante trucco sotto cui sono stati sepolti tutti, ma dico proprio TUTTI. Fate il nome di un attore? Facile che fosse nel cast di “Dick Tracy”.

Nel film anche il più grande attore del mondo: Mitra Thompson!

Michael J. Pollard (direttamente da “Gangster Story”) nei panni di Cimice e Dick Van Dyke sono i nomi per scaldarci. Perché questo film riesce a rimettere insieme la coppia di Misery, visto che Kathy Bates si vede per pochi secondi così come James Caan, che però muore molto presto, tenendo fede alla tradizione del suo Sonny Corleone.

Paul Sorvino grazie al trucco diventa il disgustoso Labbra Manlis, R.G. Armstrong scompare sotto le rughe di Grinza, mentre Mandy Patinkin è il pianista 88 Tasti. Basta così? Fermi che ora arrivano i pezzi da novanta, perché gli sgherri di Big Boy sono il meglio (o il peggio fate voi) delle facce brutte cinematografiche, roba da “Bad to the Bone” onorario, anzi qualcuno è già passato nella rubrica come Ed O'Ross che qui interpreta Grilletto.

Da sinistra: Viktor Rosta, Ice Hensley, il preside Strickland e Kurt Zagon.

La faccia da pazzo di William Forsythe è perfetta e spaventosa anche sotto l’assurda testa di Zucca Piatta, la scena che mi ha fatto sciogliere la prima volta che ho visto questo film da bambino, è stata sicuramente quella in cui il criminale dalla strana capoccia, scrive una dedica sul muro per il protagonista (“Eat Lead Tracy”) usando le pallottole sparata dal suo Mitra Thompson.

Una vita a recitare per Sergio Leone e Walter Hill, per ritrovarsi con un’incudine al posto della testa.

Ma stiamo parlando di un film dove tra i cattivi spicca comunque uno dei più grandi cattivi cinematografici di sempre, uno come Henry Silva, mentre una delle scene più divertenti resta l’interrogatorio di Borbotto, interpretato dal boffonchiare sommesso di Dustin Hoffman. Quindi se per caso vi venisse voglia di lamentarvi del fatto che oggi, anno di grazia 2020, tutti gli attori famosi di Hollywood recitano solo e soltanto in film tratti da fumetto, ricordatevi di “Dick Tracy”.

“Un po’ d’acqua, dopo aver letto tutto questo post ti servirà”

Grazie alla fotografia di Storaro, al trucco di John Caglione Jr. e Doug Drexler e ai costumi di Milena Canonero, “Dick Tracy” ha letteralmente dato vita sul grande schermo ai cattivi Lombrosiani e alle vignette di Chester Gould, utilizzando tutte le armi che sono proprie del cinema, a partire anche da tre grandi divi come Al Pacino, Madonna e Warren Beatty, li metto proprio in questo ordine perché Pacino si divora ogni scena in cui compare, Madonna è mozzafiato come il nome del suo personaggio le richiede e per assurdo, alla fine è proprio Beatty a non sembrare abbastanza tosto per la mandibola quadrata di Dick Tracy. Ma in fondo non ne ha bisogno, il Divo ha lasciato in panchina Walter Hill perché sognava di giocare a fare Dick Tracy in un’atmosfera dove tutti, non fanno altro che ricordare al Detective quanto è figo, insomma Beatty si è giocato la partita proprio come voleva lui.

Bella in rosa Figo in giallo.

A trent'anni di distanza dalla sua uscita “Dick Tracy” è ancora una trama lineare (degna delle strisce di Chester Gould) applicata ad una messa in scena che non lascia indifferenti e che in quanto orgogliosamente analogica, è invecchiata anche molto bene. Per vedere un’altra operazione simile a questa, abbiamo dovuto aspettare il “Sin City” (2005) di Robert Rodriguez, che con il suo trionfo di schermo verde e serietà congenita (frutto di “papà” Frank Miller), non so se arriverà al compleanno dei suoi primi trent’anni bene come il film di Warren Beatty. Lo scopriremo nel 2035, per ora di sicuro quella vecchia volpe di Beatty l’ha avuta vinta, bravo Warren ma soprattutto… auguri Dick Tracy!

Visto che ci siamo, non perdetevi il post di Cinematografia patologica dedicato a questo film.

34 commenti:

  1. Visto solamente una volta, mi sa che lo devo proprio rivedere, anche perché metà del cast favoloso che hai elencato me lo ero perso sotto trucchi e parrucche... bel post Cassidy!

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    1. Grazie cara, in effetti è un po' sparito dalle repliche televisive, però resta un ottimo esempio di come i "Cinecomics" siano sempre esistiti, solo che ora hanno un nome, brutto, ma un nome ;-) Cheers

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  2. Madonna non è certamente una bomba sexy, ma ammetto che un po'più morbida ha il suo perché. Sai che la cosa delle scene ricolorate non l'avevo mai notata? Sarà perché il film l'ho visto solo un paio di volte. Non è tra i miei preferiti, ma forse una visone ulteriore potrebbe farmelo rivalutare.

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    1. Penso la stessa cosa, anche se ha i suoi appassionati. Un po' come questo film, non potevo perdermi il suo compleanno ;-) Cheers

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  3. Si, in effetti questo film e' un autentico trattato su come realizzare un film di successo indipendentemente dal contenuto.
    E il paragone con il Batman di Burton ci sta tutto.
    Prima ancora del suo arrivo era iniziata una campagna a dir poco martellante con pubblicita' giocattoli, videogames (mi ricordo quello per Megadrive), gossip, articoli su giornali e riviste, trailer su TG e programmi vari (mi ricordo quello della mitica USA Today)
    Insomma, quando arrivo' tutti sapevano vita, morte e miracoli. Il tutto unito a una voglia matta di vederlo.
    Perche' DOVEVI vederlo, a questo punto.
    Et voila'!! La ricetta per un film di successo e' bella che servita.
    Si badi bene, di successo. Non dico riuscito.
    Ma il film, in fin dei conti, com'e'?
    Sempre ammesso che importi ancora a qualcuno.
    A me del personaggio interessava relativamente. Negli states e' un cult, da noi Dick Tracy lo conoscevo giusto per il cartone che trasmettevano come tappabuchi sulla RAI, tra una trasmissione e l'altra. E comunque era mooolto edulcorato.
    Ripeto, il paragone con Batman e' azzeccatissimo.
    Cast sontuoso, persino nei comprimari. E il lavoro dietro le quinte, tra musiche e costumi, affidato ai migliori.
    Come fai a fallire?
    Eppure, nonostante tutto, come col film di Burton non dovevano essere convinti fino in fondo.
    Le ambientazioni sanno un po' troppo di artificioso e teatrale (finte. Forse Scorsese o Hill avrebbero aggiunto molto piu' realismo), e i protagonisti non mi hanno mai convinto molto.
    Beatty non mi e' mai piaciuto piu' di tanto, l'ho sempre trovato piuttosto bolso. E su Miss Ciccone...niente da dire sulle canzoni.
    Sul recitare...mh.
    Alla fine Pacino, come aveva fatto Nicholson col suo Joker, si carica sulle spalle tutto il film, insieme al resto della truppa.
    E almeno quello funziona. Azzecca i cattivi e hai risolto meta' del problema.
    Film piu' furbo che riuscito, a parer mio.
    E comunque, il botteghino gli ha dato ragione.
    Missione compiuta, Warren.
    Me lo dovrei rivedere.

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    1. Grande la rice-trasmittente da polso, comunque.
      Tracy ha anticipato gli smar-uocc' di...quanto?
      Quasi settant'anni?

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    2. Bisogna dire che l’effetto Batman non è semplice da replicare, un tipo di personaggio che attira sempre l’attenzione, Warren Beatty secondo me è stato molto bravo a capire come portare al cinema le strisce a fumetti, seguendo il suo stile e la strada spianata da Tim Burton prima di lui. Solo che Dick Tracy non è Batman, quindi ci volevano i pettegolezzi e Miss Ciccone per attirare l’attenzione, un bel furbetto Warren ;-) Cheers

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    3. Chester Gould meglio di Steve Jobs ;-) Cheers

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  4. Io del film non ricordo quasi niente ...so solo che I’M BREATHLESS anche se solo ispirato al film è uno delle chicche degli album di Madonna.
    Ciao

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    1. Quando ancora film e promozione musicale andavano a braccetto, Madonna era ancora una che spostava gli equilibri, seguendo un po' l'esempio di Cher. Già per esempio Jennifer Lopez non è mai arrivata allo stesso livello, anche perché ad esclusione di un titolo o poco più, i film con JLo erano tediosi ;-) Cheers

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  5. Beatty decise di non truccarsi a differenza degli attori impegnati nei ruoli di Big Boy o Flattop, forse per non perdere in sex appeal, e la cosa fu notata già allora. Similmente la versione a fumetti del film disegnata da Kyle Baker ha un Tracy/ Beatty e solo in rete è possibile vedere il lavoro di Baker con la mascella quadra del personaggio come lo aveva immaginato Gould. Peccato a mio avviso, ma so goes life. Ricordo le interviste di Storaro sui colori del film, ma lo avrei preferito in un b/n espressionista che, come nota Carabara, avrebbe anticipato Sin City. Personalmente non trovo il lavoro di Beatty così centrato: Chester Gould disegnava come se i personaggi fossero sagome su vari livelli di vetro trasparente ( decenni dopo è la tennica di Paul Gulacy che la ibrida col segno di Jim Steranko )ed è difficile che il cine riesca a rendere un "diorama" del genere. Gould è stato un grandissimo -nei suoi comics per la prima volta si videro paraffina ed altri elementi del vero lavoro dei pulotti - che ha ispirato Bob Kane e soprattutto il grande Dick Sprang, ma al cine avrebbe funzionato di più con uno Stone al timone ed un Viggo Mortensen sotto il fedora.
    Spezzo una lancia a favore di Scorsese - non che gli occorra il mio aiuto - dicendo che probabilmente non ama lo stile dei Russo piuttosto che i cinecomics in toto. Io sono cresciuto sia con King Kirby ( ma ho letto alcune storie di Gould in un Oscar Mondadori 40 anni fa e ricordo le polemiche su Linus in cui era contrapposto a Paz ed altro ) sia con Travis Bickle e capisco come il modo di organizzare la storia dei Russo sia lontanissimo dal modo e mondi di Scorsese. Lo stesso Coppola - che ha appoggiato il pensiero dell'amico regista - molti anni fa disse che avrebbe voluto dirigere un film su Alan Scott, la Lanterna Verde della Golden Age, film che probabilmente non vedremo mai. Immagina un Hourman diretto da Abel Ferrara. Rex Tyler dipende dalla sua pillola Miraclo. Cerca di smettere, non ci riesce. Steve Buscemi. Nic Cage non funzionerebbe nel primo tempo quando Tyler mette inserzioni per chiedere chi ha bisogno dell'Uomo dell'Ora. Basso Budget. Il nuovo Joker. Un paio di Oscar. Olè. Ciao ciao

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    1. La parte sulla mascella posticcia di Beatty ho dovuto sforbiciarla, ero partito per la tangente con la kalokagathia (storia vera), ti ringrazio quindi per aver tirato fuori l’argomento, Beatty da vero divo non ha voluto scalfire la sua bellezza, vanesio. Anche secondo me un bianco e nero secco sarebbe stato migliore, Walter Hill sarebbe stato molto più adatto, sono sicuro che Hill ha una collezione di fumetti molto più vistosa di quella di Beatty a casina sua ;-)
      Ma chi ama davvero lo stile dei Russo? Il loro montaggio è spesso da schiaffoni, però some come quelli autori al servizio della Marvel in grado di gestire più serie e più trame insieme. Anche io credo che la critica di zio Martino fosse più sullo stile, anche se devo dirlo con tutta la passione per il regista di New York, quella frase sul non veicolare emozioni è una delle peggio riuscite da quando una sovrana Francese suggerì di dare le brioche al popolo affamato, beh con i dovuti distinguo del caso ovviamente ;-) Anche perché film Marvel no, ma film con Joker ispirato a pietra miliare di Scorsese sì? Qualcosa nell’equazione non torna, non per te o per me di sicuro (ma per fortuna anche molti altri), io in cameretta tenevo le pile di fumetti Marvel (e non solo) da leggere, appena sotto il poster di “Taxi Driver” (storia vera). Cheers!

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  6. Sempre sentito parlare anche di questo film, ma mai approfondito, però mai dire mai ;)

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    1. Ho approfittato del compleanno per rivederlo, se vuoi toglierti lo sfizio è ancora piuttosto divertente ;-) Cheers

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  7. Quel 1990 c'è stato il boato di film! Che annata, sarebbe da farci un consuntivo finale, voglio vedere quali altri anni sono usciti così tanti grandi film di tutti i generi!
    La campagna pubblicitaria di Dick Tracy è stata davvero un zinzinino pressante, non potevi trovare un solo pizzo dove nasconderti senza che qualcuno te ne parlasse! Io non ho mai letto Dick Tracy, ricordo vecchi numeri di "Eureka" che presentavano alcune strisce ma credo che in Italia non sia mai stato un personaggio così noto, semplicemente perché poco edito. Di certo non mi interessava il film, ma gli speciali sulla lavorazione erano ghiotti, con tutto quel trucco per fare le faccione dei cattivi.
    Non ricordo un solo fotogramma del film, quando arrivò su Tele+ in famiglia lo vedemmo solo perché avendo pagato l'abbonamento ci dispiaceva saltare quella prima visione, ma la noia è stata potente e il disprezzo profondo. Tanto però Warren Beatty non pensava a fare un film che piacesse, solo che vendesse :-P

    Su Madonna hai ragionissima, è proprio con il videoclip di "Vogue" che per la prima volta ho scoperto che la cantante aveva delle curve. E sì che all'epoca ce la menava abbastanza con la sessualità, ricordo quel suo libro fotografico "bollente" che fece scalpore fra quelle tre persone che lo comprarono, ma era talmente androgina che in pratica si parlava di sesso degli angeli. Poi sgnàcchete, in "Vogue" sfoggia per la prima volta due seni! E un quindicenne certi particolari li nota subito :-D

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    1. Nello stesso anno “Dick Tracy” e la sua versione oscura (passami il paragone) ovvero “Darkman”, ho visto di peggio, ho visto il 2020 ;-) Warren Beatty è stato furbissimo, se persino in uno strambo Paese a forma di scarpa tutti parlavano di un film tratto da un fumetto che quasi nessuno aveva letto, vuol dire che il suo piano per incassare lo aveva studiato molto bene. Sono dettagli che balzano agli occhi, tutti e due i dettagli intendo ;-) Forse Madonna era più bollente nell’autobiografia di Dennis Rodman che nel famigerato libro fotografico. Cheers!

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  8. Eppure l'unica faccia che non ci sta lì dentro, paradossalmente, a me pare proprio quella del protagonista. Troppo normale in un contesto dove tutto è esagerato e angolizzato, la testa sembra anche ridotto sotto a quel cappello fumettistico.

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    1. Vero, Warren Beatty è il più fuori tono, troppo buono buonissimo per essere il duro durissimo che dovrebbe essere e troppo strano, rispetto agli altri intendo. Alla fine si è costruito un film dove tutti gli dicono quanto è figo, che poi era quello che voleva lui ;-) Cheers

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  9. Parliamo della cose importanti. Concordo con giudizio tecnico su Madonna. Mai riuscito a vederla sotto quell'ottica, nemmeno quando era al top della forma (ero troppo giovane per apprezzarla appieno). Però in questa pellicola fa discretamente bene la parte della "Mozzafiato" ed è pure meno "cagna maledetta" del solito.

    Tolto il dente passiamo al film, che vidi al cinema accompagnato da quel famoso "zio" che mi portava sempre in sala (o io accompagnavo lui? Boh!). Da allora sono sicuro di averlo solo un altro paio di volte. Una in tv trattato come un vero e proprio "evento" e poi una seconda volta registrato proprio dalla quella prima visione. Ricordo bene che tutti cavalcarono l'onda e la mania, che anche se non toccò le vette del Batman di Burton, invase comunque pure l'Italia.

    Ammetto pure che non ricordo granché di questo DICK TRACY. Sono sicuro che da ragazzino mi sia piaciuto parecchio ma ricordarmelo... Quello è un altro paio di maniche! E onestà per onestà non sono nemmeno sicuro di volerlo recuperare.

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    1. Sono quei compleanni che solo la Bara Volante ricorda ;-) Mi piaceva l’atmosfera fumettistica e il sesso e la violenza solo suggeriti, perché poi a bene guardare Chi ha incastrato Roger Rabbit era molto più tosto (sotto tutti i punti di vista) di questo film ;-) Cheers!

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  10. Ricordo molto bene il battage pubblicitario messo su per questo film. Che poi era un prodotto Disney, se non ricordo male, infatti sulle pagine di Topolino ogni settimana c'era un richiamo al film, nel periodo della sua uscita. A me personalmente, per quanto mi piaccia Beatty, soprattutto per Il Paradiso può attendere, ma anche per Ishtar, che però era stato un grande flop, il film non mi piacque molto. Mi sembrava troppo fumettistico ma nel senso sbagliato, ovvero troppo poco reale, troppo slegato. La scenografia e i costumi spaccavano ma a differenza del Batman di Burton che si ispirava molto al fumetto ma mi convinceva di più, non mi appassionava, concordo con te che Dick Tracy è quello che viene più lasciato volutamente sullo sfondo, per far risaltare gli altri personaggi. Scelta comprensibile di Beatty, anche perché al di fuori degli Usa chi lo conosceva? Però così rendeva il protagonista poco carismatico e un pò incolore, anzi sarebbe meglio dire monocolore!! 😜

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    1. Non Disney, Warner Bros proprio come il “Batman” di Tim Burton anzi, come tutti i Batman ;-) Cheers

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    2. Scusa Cass ma Dick Tracy non era distribuito dalla Touchstone Pictures che è sempre Disney? Poi magari mi sbaglio ma ricordo anche il Vhs!

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    3. Chiedo scusa, il film è stato prodotto e distribuito dalla Touchstone Pictures ricordavi bene, in Italia è stato distribuito dalla Warner Bros. invoco il tuo perdono giornata folle oggi. Cheers!

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    4. No hay problema, amigo! 😜

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  11. visto una volta sola non mi era dispiaciuto.

    domanda: ma secondo te ( è stato un ottimo successo commerciale dai ) come mai in trent'anni non hanno rifatto dick tracy hanno rifatto 20 volte spiderman . buon per dick tracy capiamoci ma appunto è strano che ( con altri attori anche) non abbiano rifatto dick tracy

    rdm

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    1. Perché Dick Tracy non è il personaggio di punta della più grossa casa editrice di fumetti americana, al centro di un processo legale durato vent’anni tra Fox ed ora Disney per accaparrarsi i diritti. Inoltre oggi come oggi penso sia più facile vendere zainetti con un eroe buono buonissimo come Spidey, piuttosto che astucci e portapenne con sopra un detective dalla mascella d’acciaio ;-) Cheers

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  12. Beh, mi pare che all'epoca fu considerato una sorta di flop clamoroso, anche se a me non dispiacque affatto.
    Incredibili comunque le similitudini con la Gotham di Batman comunque.

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    1. In realtà incassò molto bene, venne considerato un flop solo rispetto ai 200 milioni e passa di Batman, che poi era il desiderato della produzione. Cheers!

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  13. In effetti oggi ci lamentiamo per tutto, sembra quasi uno sport nazionale, appena finisce l'effetto novità tutti sotto con le critiche.

    Il film purtroppo lo ricordo poco, probabilmente da bambino Batman mi attirava di più come personaggio (complice anche la spettacolare serie animata, con tanto di sigla italiana gasante). Però l'effetto quadricromia mi ha sempre colpito molto, è decisamente molto particolare e azzeccato (oggi probabilmente farebbe arrabbiare un sacco di gente che si spaccia per nerd).

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    1. Oggi farebbe arrabbiare parecchi sedicenti Nerd, ma in ogni caso il fascino dell'Uomo Pipistrello non si discute, ancora oggi è una forza in grado di spostare e dirottare l'attenzione del pubblico, con buona pace di Dick Tracy ;-) Cheers

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  14. "Dick Tracy" avrei sempre voluto vederlo al cinema, ma non mi ci portarono mai. Trauma infantile a parte concordo che miss Ciccone è divenuta sexy post film, prima era abbastanza sciapa. "Dick Tracy" però al contrario dei cinecomic moderni è un tripudio di tecnica al servizio della storia, o meglio della visione cinematografica della stessa. Ora non sono un grande esperto, ma non credo che il film sia 1:1 con il fumetto, questo oggi farebbe urlare allo scandalo. Ma però che fotografia e costumi, che montaggio spettacolare (e si è successo prima dei split screen di Ang Lee), la storia non sarà poi intrigante, ma il contorno la fa scivolare via senza problemi. La cosa ironica è che è realizzato come un prodotto datato già all'epoca rendendolo oggi come allora una visione senza tempo.

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    1. Non lo è, solo che allora oltre alla (brutta) parola "Cinecomics" non esistevano nemmeno i social per lamentarsi inutilmente ;-) Cheers

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