lunedì 5 ottobre 2020

Amulet (2020): l'inquilino del terzo piano mansardato (la vendetta di Rosemary)

Possiamo girarci attorno quanto vogliamo, ma l’unico genere davvero creativo rimasto in circolazione è l’horror. Anche perché in quale altro genere, una come Romola Garai, con il suo curriculum da attrice lungo come il vostro braccio, potrebbe esordire con un film in grado di mescolare così tanti elementi come “Amulet”? Credo proprio in nessun altro genere.

“Amulet” ha una sfiga grossissima, cioè io che sono qui a scriverne ho una sfiga grossissima, perché potrei dirvi a che genere appartiene la pellicola, ma vi rovinerei metà della visione e sarebbe un peccato capitale. Quindi dovrò fare attenzione muovendomi in equilibrio sulle uova.

Potete trovare Romola Garai in sala con "Miss Marx" e dietro la macchina da presa per questo film.

Questo film racconta la storia di un reduce di una non precisata - ma violentissima - guerra nei Balcani, che ora vive come senza tetto a Londra. Tomaz (Alec Secareanu) accetta quindi la proposta di sorella Claire (Imelda Staunton) di essere ospitato in casa di Magda (Carla Juri), in cambio di alcuni lavoretti di manutenzione di cui la catapecchia ha decisamente bisogno. Magda vive con la madre malata segregata nell'ultimo piano della casa, anzi diciamolo bene, proprio in soffitta, visto che la donna nella fase terminale della sua malattia è decisamente violenta.

Ma le stranezze cominceranno ad accadere molto presto, specialmente quando Tomaz deciderà di cominciare dal gabinetto da sturare, ma quello che uscirà dalla tazza è la parte meno spaventosa della storia. Si perché piano piano Romola Garai scopre le carte e attraverso alcuni flashback, ci farà scoprire qualcosa del passato militare di Tomaz, oh io vi avviso! Quando dico piano piano, mi riferisco al ritmo del film, che dura 99 minuti ma si prende tutto il suo tempo, quindi mettente in conto questo se deciderete di affrontarlo.

Oltre al ritmo, Romola Garai si concede alcune trovate artistiche che potrebbero far storcere più di un naso, ma “Amulet” merita la visione anche per il modo con cui riesce a maltrattare le aspettative di noi spettatori. Magda è dura con Tomaz perché sa che non può fidarsi di nessuno, con una madre da accudire che la assorbe completamente, tanti ti mostrano compassione ma poi di fatto, nessuno ti aiuta per davvero. Però da spettatori viene quasi istintivo pensare che alla fine Tomaz vincerà le diffidenze di Magda e i due coroneranno il loro sogno d’amore però... Time Out Cassidy!

“E vissero felici e conten... ora che vuole Cassidy? Guastafeste!”

Prendetevi cinque secondi per far scorrere il vostro sguardo fino lassù, sul logo del blog. Avete trovato scritto “La bara puccettosa dell’amore romantico”? No, perché ci sta scritto “La Bara Volante” e infatti Romola Garai ci rifila un clamoroso coppino dato a mano aperta sulla nuca con il suo film.

Imelda Staunton è un’attrice in grado di passare da "Downton Abbey" a "1921 - Il mistero di Rookford" (2011), con quel suo sorriso potrebbe essere tenerissima o inflessibile in parti uguali, infatti in uno degli Harry Potter interpretava una sorta di dispotica Orietta Berti che seminava il terrore nella scuola del maghetto. In “Amulet” ad un certo punto diventa quasi il barometro della storia, anche se protagonista di un colpo di scena niente male, viene istintivo aggrapparsi a lei nel tentativo di trovare dove orientarsi, mentre Romola Garai rivolta il suo film come un calzino.

“Ti ricordi cosa ho fatto ad Harry Potter vero?”

Da spettatori ci ritroviamo spiazzati come Alec Secareanu, che è davvero bravo nel ricoprire un ruolo estremamente complicato, ma da qui in poi un minimo le carte devo scoprirle, quindi metto l’avviso: seguono moderati SPOILER!

“Oddio gli spoiler!”, “Che roba brutta non posso guardare!”

Se pensavamo che Tomaz sarebbe stato il cavaliere in (non tanto) scintillante armatura venuto a salvare la bella in pericolo Magda, dal drago che vive nella soffitta, beh ci sbagliavamo di grosso. Romola Garai con un calcio al tavolo ribalta la prospettiva e il passato militare di Tomaz lo rende tutt’altro rispetto all’eroe di questa storia.

Improvvisamente “Amulet” con i suoi riusciti momenti horror diventa una storia tutta al femminile, come la statuetta della divinità che fa capolino nel film. Romola Garai prende certe atmosfere tese dei film da interni di Roman Polański e ci aggiunge un ritorno nel grembo materno che molto probabilmente, piacerebbe a David Cronenberg, perché il film si gioca alla grande la carta del Body Horror per un finale beffardo e vendicativo.

A David Cronenberg piace questo elemento.

Romola Garai riesce nello stesso film a piazzare una riuscita critica alla guerra, alla cultura dello stupro e se vogliamo anche alla religione, insomma tanti argomenti, tutti tosti e tutti insieme in un film d'esordio. Vi assicuro che ho visto fare di peggio in vita mia.

Insomma “Amulet” è un film femminista che utilizza alla grande l’elemento horror e un cast di attrici davvero azzeccate, non raggiunge le vette (anche emotive) di Relic, ma bisogna sottolineare che anche qui, ci troviamo di fronte ad un’altra regista che ha scelto il caldo abbraccio del genere horror per raccontare la sua storia. Quindi concludo come ho iniziato, proprio il genere della violenza, delle paure dei morti e dei corpi martoriati è quello più vivo e creativo in circolazione, con buona pace di tutti gli altri.

18 commenti:

  1. Devo averlo già detto varie volte, porta pazienza Cassidy se mi ripeto, ma credo che i cosiddetti "generi" dei film (horror, fantascienza, western...) alla fine siano degli ottimi contenitori che il regista e lo sceneggiatore sapiente può riempire a suo piacimento di contenuti, anche dei più seri, importanti ed attuali. Di esempi di questo la tua Bara Volante infatti è piena. Proprio come, mi sembra di capire, fa Romola Garai in questo (strambo?) Amulet di cui parli. Ora non so se mi sono convinta a vederlo, ma forse per Imelda Staunton (da brava fan di Downton Abbey non posso non adorarla) potrei fare la prova. Come sempre, grazie della dritta!

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    1. Confesso che è un modo di fare cinema che amo molto, quello che sfrutta il genere per parlare (anche) di altro, lo facevano i miei registi preferiti quindi mi rendo conto di "premiare" questo tipo do titoli, se apparire su questa Bara è da considerarsi un premio, io non credo! ;-) Cheers

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  2. Mi sono fermato subito al primo spoiler: mi avevi già venduto il film, così lo recupero e poi tornerò! ^_^
    A proposito del nome del tuo blog, mi è capitato il recente numero de "Le Storie" con cui la Bonelli ha ripreso il personaggio di Cassidy, il genio del crimine che è un po' il Parker italiano. Si apre con il suo funerale e le storie sono presentate come vecchi casi: ti giuro che l'accostamento di "bara" e "Cassidy" mi ha fatto esaltare, e speravo che l'autore - il bravo Pasquale Ruju, esperto di nero italiano - prima o poi facesse qualche riferimento a qualcosa di "volante" :-D

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    1. Ho scoperto che il bravo Pasquale Ruju sarà in giuria al ToHorror film festival, non sarebbe male incontrarlo per fargli una domanda, non sarebbe male avere un lettore di tale caratura ;-) Cheers!

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  3. Cavolo...!
    Mi piace quando non si può nemmeno dire il genere, per evitare spoiler (Martyrs docet).
    Interessante quando comunque si applichi una storia a un genere (l'horror, in questo caso), solitamente ne escono sempre belle cose.

    Moz-

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    1. Un film che inizia molto piano, poi piazza una scena horror classica abbastanza forte e da lì in poi non si ferma più, "Martyrs" era un insieme di vari generi, però trovo che i film così sia difficile da "vendere" ma molto godibili da guardare ;-) Cheers

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  4. Venduto alla grandissima. Mi fermo al primo spoiler che non voglio bruciarmi nulla.

    Vuoi darmi un commento telegrafico sulle Finals? Riesci a guardarle?

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    1. Sono iniziate sul serio con Gara 3, Miami ha preparato alla grande la partita, Butler si è preso tutti i tiri che di solito le difese concedono e hanno messo in difficoltà Anthony Davies. Gara 4 sarà tutta un'altra musica, ma Miami se non altro ci ha regalato la prima bella partita fino ad ora ;-) Cheers

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    2. Concordo. Pur essendo col cuore gialloviola non mi piacevano per nulla le FINALS finora. Ho visto la sintesi di gara 3 e Spoelstra (e Butler) hanno dato un senso alla serie. Vedremo come reagirà L.A. e cosa combinerà il King che alla fine ho visto un po' stanco. Forse perché ha fatto tutto da solo vista la latitanza di Davis? Oppure è "cotto"? (per quanto può essere cotto uno come Lebron...). Se Dragic e sopratutto Adebayo rientrano per gara 4 abbiamo una serie, sennò l'orgoglio di James e la forza fisica di Davis (che non può essere il pessimo visto l'altro giorno) possono chiuderla in 5 partite.

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    3. Coach Vogel non mi dice davvero niente, ma puoi preparare una partita di finale così? Butler ha segnato 40 punti da due, Vogel non è riuscito a mettergli contro mezza contromisura. L'unico che ha provato a tenerlo con qualche risultato è stato James, ma puoi chiedere alla tua star (di 36 anni) di fare anche quello? Spero cambi la musica per i Lakers in Gara 4, per Miami è già cambiata in meglio. Cheers!

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  5. Mi incuriosisce parecchio.
    Specie per la "roba fatta di carne" che si vede nell'ultima immagine che e' VERAMENTE INQUIETANTE.

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  6. Dopo il primo paragrafo ho avuto paura ad andare avanti, che faccio: leggo e non vedo, o vedo perché può essere uno strano horror capace di convincere anche me? Lo chiedo qui nei commenti per evitare spoiler.

    Certo, da figlia di Marx a regista horror è un gran salto, anche perché ammetto che prima mica l'avevo mai notata la Garai!

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    1. Un film estremamente femminile come punto di vista sulla storia (e non solo perché è stato diretto da una donna), però a tratti è anche abbastanza tostino nei suoi momenti horror e sanguinolenti. Se sei in vena di qualcosa con un’atmosfera più cruda rispetto a “The Rental” (di cui abbiamo parlano da poco) potresti provare ad affrontarlo. Sai che nemmeno a me diceva molto come nome? Poi quando ho realizzato di chi si trattava, ho capito di averla vista spesso in giro ;-) Cheers

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  7. Non a caso l'horror è il mio genere preferito. E questo horror bizzaro e respingente per certi versi mi è piaciuto veramente molto, infatti ne ho scritto anche io nel mio blog. Il ribaltamento delle prospettive, ma anche delle aspettative stesse dello spettatore, nonché il discorso femminista che per una volta non mi è parso schematico e spicciolo, contribuiscono a renderlo davvero unico nel suo genere. ù

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    1. Si era intuito sai? ;-) Corro a leggerti! Cheers

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  8. Okay, mi hai convinto.
    Oltretutto lei mi piace un sacco come attrice. Elegante, discreta, bella.

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    1. Merita di essere visto, aspetto il tuo parere sul film sono curioso ;-) Cheers

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