giovedì 17 settembre 2020

The Principal - Una classe violenta (1987): se non vai dal preside, verrà lui a prendere te

In questo disgraziato 2020, la scuola è stato un argomento molto caldo, quindi con l’inizio del nuovo anno scolastico questa Bara dedicherà i post della settimana al tema della scuola e ai suoi giovani protagonisti. D’altra parte studiare è importante ragazze e ragazzi, non vorrete certo diventare come me no?

Capisco che se nella stessa frase, parlo di scuola e cito il cognome Belushi, tutti quanti voi penserete ad “Animal House” (1978), ma oggi affrontiamo un’altra scuola e soprattutto un altro Belushi, James, il buon vecchio Jim. Si perché per completare questa settimana a tema scolastico, non potevo certo perdere l’occasione lasciando indietro un titolo che mi piaceva molto vedere e rivedere, durante le varie repliche televisive durante la mia infanzia. Ad ovest di titoli ben più impegnati come “Salvador” (1986) di Oliver Stone, questo resta uno dei primi titoli a cui penso, con James Belushi come protagonista.

Si Jim, oggi questa Bara è tutta tua.
Uno che dal suo celebre e scalmanato fratello, ha preso di sicuro la capacità di lavorare bene in coppia sul grande schermo, con la differenza che John tendeva a divorarsi tutti i film in cui compariva, mentre James è uno che sa cavarsela anche nel ruolo di spalla, per questo in carriera è finito in coppia con la quercia Austriaca e con beh, il pastore tedesco di “Un poliziotto a 4 zampe” (1989).

Ma prima di tutte queste sortite cinematografiche, e ben prima di diventare popolare al grande pubblico per “La vita secondo Jim”, James Belushi ha trovato il tempo di recitare in un altro film con una gagliarda coppia di protagonisti, ma questa volta nel ruolo principale, anzi nel ruolo di “The Principal”… ok, questa freddura mi è venuta fuori proprio pessima.

“The Principal” cavalca il filone teensplotation con ancora una componente quasi da B-Movie, non proprio come i titoli che vedevano protagonista Linda Blair per buona parte della sua carriera, ma quasi. Sceneggiato da uno specialista di roba per la televisione come Frank Deese, il film è diretto da Christopher Cain, mi piace pensare che sia stato il battesimo del fuoco per il regista, passato dai ragazzi violenti della scuola del preside Belushi, a quel gioiellino di “Young Guns” (1988) che prima o poi dovrò decidermi a far approdare su questa Bara.

Belushi nella parte di Cassidy che pensa a tutti i film su cui ancora vorrebbe scrivere qualcosa.
Christopher Cain è il padre (adottivo) di Dean Cain, il Superman televisivo della serie “Lois & Clark”, se non ne avete mai sentito parlare è perché siete schifosamente giovani, era di fatto lo “Smallville” di noi (ex) giovani. Bisogna dire che nel 1987 però Christopher Cain era ancora un regista bello vispo, ben lontano da quello con l’occhio spento e il viso di cemento (cit.) che ha diretto Karate Kid 4, quindi con questo film ancora ci si diverte.

James Belushi interpreta la parte di Rick Latimer insegnante di… di… credo sbronze, perché quando facciamo la sua conoscenza nel film, lo ritroviamo appeso al bancone, impegnato a darci dentro con la tequila, covando rancore verso la sua ex moglie e il suo avvocato, che fa l’errore di presentarsi proprio in quel momento nel locale, solo per vedersi Rick piombargli sulla sua bella auto sportiva, cambiandole la forma originaria a colpi di mazza da baseball. Insomma un insegnante modello!

"Licenziato?", "No no, promosso, complimenti!"
La scuola dove lavora, dopo un’uscita del genere cosa fa? Lo licenzia in tronco? Ma va! Uno così va sfruttato, per questo rispolverano la sua vecchia richiesta - sicuramente dal fondo di un cassetto - e lo nominano preside di un liceo tutto tuo, quello di Branden, un postaccio dove gli studenti fanno il bello e il cattivo tempo tra spaccio e crimini vari. A Branden se chiami la polizia per far portare via qualcuno dei ragazzi pizzicati sul fatto, i ragazzi in blu nemmeno intervengono più, cacciare gli studenti dalla scuola equivale a consegnarli alle bande di strada. Questa è la premessa che giustifica i metodi del nuovo preside, nessuna associazione genitori tra le scatole, ma anche nessuna possibilità di andarsene per nessun, studenti e professori. Risolte velocemente le premesse logiche alla base, il resto del film può scatenarsi con tutte le trovate da B-movie possibili e immaginabili. Ma prima di affrontarle parliamo del solito, inevitabile, sottotitolo Italiano.

“The Principal - Una classe violenta” manda abbastanza fuori strada, perché promette il preside Belushi contro un numero limitato di studenti profondamente incazzati, quando invece Rick Latimer deve vedersela con un’intera scuola piena di scalmanati. Che poi era quello che prometteva (senza mantenere) Pensieri pericolosi, dove invece Michelle Pfeiffer era davvero alle prese con una sola classe difficile, quindi per amore di precisione, questo film sarebbe dovuto uscire senza sottotitolo aggiuntivo inutile, mentre ora dovremmo tutti parlare di “Pensieri pericolosi - Una classe violenta”. Questo per ribadire l’utilità delle ridondanti aggiunte Italiote ai titoli dei film.

"Michelle ti è andata di c... lasse, credimi. Guarda come sono combinato io"
Rick Latimer raggiunge il suo nuovo luogo di lavoro a bordo della rombante Honda Shadow del 1985, ma subito fa la conoscenza di Victor Duncan (Michael Wright intravisto anche in Oz) colui che fa il bello e il cattivo tempo a Branden: pastrano nero lungo fino alle caviglie, automobile viola probabilmente rubata al Joker, il ragazzo controlla lo spaccio e terrorizza tutti a scuola, provare a coinvolgerlo nella vita della scuola è tempo perso.

Clamoroso caso di non da la mano, in stile Fracchia.
Anche perché il corpo insegnanti è motivato a far bene il lavoro per cui vengono mal pagati, più o meno come l’impiegato allo sportello, che deve smaltire la coda alla posta il lunedì mattina. L’unico alleato di Rick è il responsabile della sicurezza della scuola, Jake Phillips un ex studente di Branden tornato nel vecchio liceo dopo essersi girato un ginocchio e non aver sfondato nel Football professionistico. Di fatto, quasi la stessa storia personale dell’attore che lo interpreta, quella leggenda di Louis Gossett Jr. eroe delle repliche televisive della mia infanzia.
Gli eroi della Bara Volante presenta: Louis Gossett Jr. (degli applausi sarebbero graditi)
A completare la trilogia delle facce note, metteteci anche l’insegnante di storia Hilary Orozco, fatta a forma di Rae Dawn Chong, nome che potrà dirvi poco, finché non vi ricorderò il ruolo per cui tutti la ricorderemo a vita: Commando.

Ora vi ricordate di lei? Certo che vi ricordate.
“The Principal” ha tutte le scene violente che mancavano a Pensieri pericolosi, anche se bisogna essere onesti, per quanto “Living in the line of fire” di Jay Gruska si orecchiabile e fin troppo allegrotta, non regge il passo con “Gangsta's paradise” di Coolio, tra i due pezzi intercorre la differenza che passa tra beh, James Belushi e Michelle Pfeiffer, direi che ho reso l’idea no?

Però se non altro “The Principal” è un film molto più onesto, lo scontro tra preside e scuola è una partita a scacchi giocata a colpi di provocazioni. Tutto comincia quando Rick Latimer decide di radunare tutti gli studenti alla fine della sesta ora, per intimargli il suo ultimatum: «Ora basta». Due parole che bastano a scatenare la reazione di Victor.

"Quanto manca alle vacanze di Natale?"
James Belushi si carica il film sulle spalle e non riesce proprio a rinunciare a piccoli intermezzi comici, alcuni anche abbastanza fuori luogo, come Rick che cerca di mettere su il bollitore per farsi un tè rilassante, ma poi finisce a sgargarozzare una Coors presa dal frigo. In generale poi, in coppia con Louis Gossett Jr. nei momenti più concitati, il vecchio Jim risulta tutto sommato credibile per la parte del “Serpico” improvvisato, pronto ad aiutare gli studenti volenterosi e a minacciare tutti gli altri.

Born to be wild principal.
Quando è il momento di mordicchiare, “The Principal” lo fa e Christopher Cain si gioca momenti ispirati, ad esempio l’inquadratura riflessa nello specchietto retrovisore della moto di Rick. Il tutto tra l’inevitabile studentessa ragazza madre da aiutare e una banda di meccanici “latini”, che tornano molto buoni per la scena più memorabile del film.

Quando Victor e i suoi pestano a sangue il preside devastandogli l’amata motocicletta, Rick Latimer potrebbe mollare tutto, invece siccome il film è un B-movie scritto con il pennarellone a punta grossa, la scuola e il lavoro di preside diventa il suo modo per rilanciarsi nella vita. Ecco perché il classico momento della vestizione dell'eroe - che non manca mai nei film d’azione - qui coincide con la sua moto tirata a nuovo, e con una scintillante scritta “El Principal” sul serbatoio e sul casco. Una tamarrata esagerata lo so, però che ci volete fare, ci vuole poco per farmi contento.

Quei tocchi raffinati che un ragazzo di provincia come me apprezza sempre.
I metodi diretti (da film d’azione) sono quelli che questo strambo preside utilizzerà per raddrizzare i suoi studenti, vederlo rombare per i corridoi della scuola per correre in aiuto di Rae Dawn Chong, resta forse la scena simbolo del film, anche se la Shadow deve essere il modello più silenzioso della Honda, visto che Rick riesce a piombare alle spalle dell’aggressore della professoressa, senza essere sentito. Sarà per quello che si chiama “Shadow”?

Nel finale poi, Christopher Cain dirige un assedio in miniatura con Belushi e Louis Gossett Jr. contro tutti, cioè tutti, tutti e due gli sgherri che insieme a Victor penetrano nella scuola per cercare di uccidere il preside, ma ogni volta questo filmetto riesce a schivare le critiche alla logica giocandosi una trovata caciarona ma divertente, come il dialogo tra i due protagonisti per descrivere il piano di sopravvivenza del preside: «Gli farò scrivere mille volte sulla lavagna non ammazzerò il preside», «Prima dovrai insegnargli a scrivere».

"Già che ci sei insegnagli anche a contare", "Così che possano contare i miei punti di sutura? No grazie"
Di fatto “The Principal” mi attira così tanto perché nel sua DNA ha qualcosa che arriva dai vecchi film western, il protagonista che si riscopre integerrimo per dare una svolta alla sua vita, l’alleato tosto ma fedele anche lui con il passato tormentato. Il tutto sullo sfondo di un liceo che è una terra di frontiera popolata da “Indiani” metropolitani, in questo caso adolescenti. Sarebbe eccessivo scomodare i classici come Un dollaro d’onore, ma molto del cinema americano è basato sui western e si vede anche in film come questo.

Insomma inutile girarci troppo attorno, siamo in piena zona B-movie, però uno di quelli girati con il piglio e le facce giuste, infatti lo stesso Belushi deve essersi un po’ affezionato a questo suo strambo preside, visto che è tornato ad impersonare i panni di Rick Latimer, in una piccola apparizione nello stesso ruolo nel film “Abraxas, Guardian of the Universe” (1991) che non ho mai visto, se qualcuno avesse notizie in merito, ci leggiamo nei commenti.

L'unico preside che al posto auto riservato, preferisce il parcheggio per le motociclette.
Per questa rubrichetta a tema scolastico è (quasi) tutto, nei prossimi due giorni però arriveranno altrettanti post per restare in tema, visto che i protagonisti saranno dei giovanissimi. L’augurio è quello di un buon anno scolastico, non passatelo tutto come facevo io ai miei tempi, sveglio fino a tardi a guardare filmacci con Belushi in motocicletta, ogni tanto studiate oppure finirete come me!

34 commenti:

  1. Primo: oggi è giovedì. Se nei prossimi due giorni su questa Bara non leggo SCUOLA DI EROI vengo fino a Torino. Avvisato Capo!

    Secondo: ma oltre che di YOUNG GUNS, è vero che prossimamente tratterai pure L'AQUILA D'ACCIAIO? Nuovo ciclo: "Il mio Luis Gossett Jr." (che, volevo ricordare, c'era pure in "Scuola di Eroi"!)

    Terzo: film rivisto negli innumerevoli passaggi tv. Questo doveva essere "Pensieri Pericolosi" se non si fossero c@gati nelle mutande. Aveva gli stessi ingredienti di questo ma con Michelle al posto di Jim. Brutto?!?! Peccato che tutto sia rimasto nella nostra mente bacata da anni di violenza cinematografica.

    Tutto sommato questo THE PRINCIPAL è un buon film. Ingenuo e scemotto ma sincero e onesto. Ti regala un'ora e mezza di intrattenimento con Jim, che fa il Belushi con battutine e momenti leggeri, ma poi alza i toni con sangue e violenza (compreso un tentativo di stupro). Però mille volte meglio questo, grezzo e tamarro, ma ben fatto nella sua semplicità, piuttosto che prodotti fighetti e falsamente moralisti (come quello con la colonna sonora di Coolio che guardai in sala!).

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    1. Remake del 2020. Scuola italiana, banchi con le rotelle, mascherine e violenza. Liceo privato carico di figlio di p... Papà ricchi e viziosi. Spaccio, ricatti, minacce, gang, ragazzine abusate,... Nessuno può fare nulla perché i genitori sono ricchissimi esponenti della malavita, imprenditori milionari o politici potentissimi. Anno nuovo, nuovo insegnante d'inglese madrelingua: Mr. Johnson da Birmingham (Scott Adkins). All'inizio è remissivo e prova a tenere la testa bassa, ma davanti allo stupro e all'umiliazione della giovane bidella precaria esce di testa e a furia di calci in bocca rimette il liceo in riga e lo fa partecipare all'annuale gara di cori da chiesa battendone una americano allenato da una suora di colore.

      Asylum dove sei?!?! Qua c'è materiale per un ciclo di almeno almeno 3 pellicole!

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    2. Allora ci vediamo a Torino, tra i film a tema scolastico e una potenziale rubrica su Luis Gossett Jr. (che sarebbe perfetta) avrei bisogno di settimane da venti giorni, intanto mi tengo a mente l’idea che è valida ;-) Questo è il vero “Pensieri pericolosi” alla fine sono entrambi film esagerati a ben guardare, ma tra i due preferisco questo a quello che promette la critica sociale invece risulta solo edulcorato. Cheers!

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    3. Ma soprattutto Scott Adkins dove sei? Ormai fa solo più il cattivo nei film cinesi ;-) Cheers

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    4. Ok, ci vediamo sabato mattina alle 11 in piazza San Carlo. Prepara le birre! :-)
      Scherzi a parte, SCUOLA DI EROI fila in lista per l'anno scolastico 2021-2022.

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    5. Sicuro, mi tengo buona l'idea della rubrichetta su Luis Gossett Jr. ;-) Cheers

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    6. Cass, devi fare qualcosa, qui i lettori si fanno violenti: chiama il Principal!!! :-D

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    7. P.S.
      Mesi fa su Rete4 hanno fatto il ciclo di Aquila d'acciaio che ho prontamente registrato, sia perché io sono un pazzo collezionista sia perché non sarebbe male un ciclo sul Gosset Volante: se mai dovessi organizzare qualcosa, fammi un fischio che ti vengo dietro... tipo il pilota russo di Firefox ^_^

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    8. Sento già un rombare di motociclette in lontananza ;-) Cheers

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    9. Sicuro, ormai ho l'idea in testa, tempo di trovare il momento giusto e ti farò sapere per tempo, fa sempre comodo un secondo paio di occhi in volo ;-) Cheers

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  2. Ho come idea che "Una Scuola Violenta" avevano intenzione di giocarselo per un sequel, casomai fosse previsto.
    Un altro bel pezzo da novanta, in tutti i sensi.
    Che e' dell'87 ma sembra gia' proiettato nel lustro successivo, infarcito di cinismo e pessisismo com'e'.
    E dire che James Belushi in un ruolo "serio" mi aveva fatto storcere il naso, all'inizio.
    A fare da spalla ci era abituato (persino con un cane!), ma in film d'azione che erano anche tutti da ridere. Almeno in parte.
    Funzionera'?
    Beh, funziona. C...avolo, se funziona.
    Ok, in certi punti e' fin troppo rumoroso, enfatico, esagerato e sopra le righe. A vederlo sembra che la tipica scuola a stelle e strisce sia un carcere.
    Al suono della campanella presidi, docenti e i pochi alunni che vogliono studiare si rifugiano in aule e uffici bunker (con tanto di scorta personale!). E i corridoi diventano terra di nessuno tra spaccio, estorsioni, pestaggi, furti e stupri.
    Ok, qualcosa di vero c'e' sicuramente, ma avrei tanto voluto dare un occhio per capire se le cose stessero davvero cosi'.
    A ben vedere non e' poi tanto diverso da certi stadi la Domenica.
    Ricordero' sempre il cartellone fuori S. Siro con l'invito a non portare dentro cinghie, bastoni, spranghe, MAZZE FERRATE...
    Ora, io un'ultra' con la mazza ferrata giuro, vorrei proprio vederlo.
    Comunque, bel film. Con interpreti giusti. Che oltre a riprendere, come dici tu, tematiche care al Western come l'assedio, lo sceriffo ed il vice, la bella da salvare e la citta' da ripulire dai banditi, mostra gli stilemi tipici del buddy movie.
    Da una parte il tizio nuovo, intraprendente, piu' "cowboy", con vita privata e sentimentale disastrata che fa del suo nuovo lavoro la sua ossessione, gettandovisi anima e corpo.
    Dall'altra quello disilluso (grande, Gossett. Puro granito!) che tante e troppe ne ha viste di cose, e soprattutto non le ha viste cambiare mai. Ma che per una volta decide di crederci, e dare fiducia al nuovo arrivato. Anche se dubita che servira' a qualcosa. E difatti lo mette in guardia.
    "Ma chi pensava di essere? SERPICO?"
    "Si."
    Poi, alla fine, anche gli abit...cioe' gli studenti con la testa a posto iniziano a ribellarsi, come nella piu' classica posse.
    Bello lo scontro finale, con tanto di rimontone alla Rocky.
    "Ehi, basta cosi'. Adesso tocca a me."
    Bello. A suo modo un classico.

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    1. Un buddy movie molto sbilanciato verso Belushi (in pratica l’opposto di come avverrà per “Danko”), «Basta così» poteva diventare una buona frase maschia ad effetto ;-) Cheers

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  3. Ho cercato su internet “Abraxas, Guardian of the Universe” e mi sembra una tale trashata che ora DEVO vederlo!

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    1. Nel caso dovessi trovarlo, ricordati degli amici ;-) Cheers

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  4. Una volta sono stato dal preside alle elementari, e mi presi un bel cazziatone :D
    Comunque no, il film non ho visto.

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    1. Ma aveva anche la moto parcheggiata fuori? ;-) Cheers

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  5. E' davvero una vita che non lo rivedo, ma ne ho un ottimo ricordo e sono abbastanza sicuro mi sia piaciuto parecchio. Sia perché Jim Belushi mi è subito stato simpatico a pelle sin da "Un poliziotto a 4 zampe" (1989), sia perché all'epoca Lou Gossett jr. era l'emblema della cazzutaggine, sia perché da scolaro mi piaceva vedere ragazzi che facevano quello che io potevo solo limitarmi a sognare. Ho un po' paura a rivederlo perché potrebbe rovinarsi un bel ricordo dell'adolescenza :-P

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    1. Nel rivederlo ho ritrovato lo stesso film, forse si nota un po' di più il gigioneggiare di Jim, però mi ha fatto piacere inserirlo in questa rubrichetta a tema ;-) Cheers

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  6. P.S.
    Dean Cain sarebbe commosso fino alle lacrime per averlo ricordato quando ancora era un attore di prima scelta: ora che è un Principe della Z e fa film che fanno piangere il Cielo, non ha più l'aura da Superman :-P

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    1. Ora pare uno che si è mangiato Superman per altro ;-) Cheers

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  7. Best of Jim è "Un'agenda che vale un tesoro". Era il mio preferito da piccolo. Poi ho visto chi lo ha scritto e ora mi vergogno un pochino...guarda che pagnotte!

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    1. La lunga e spesso inspiegabile gavetta del maledetto GIEI GIEI che scalpitava per emergere, nemmeno il titolo più assurdo che ha scritto agli esordi. Cheers

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    2. Me lo ricordo bene anche io, filofax, soprattutto la scena in cui gioca a tennis in doppio stile baseball con il tizio giapponese... Mi sono sempre chiesto se ha ispirato Jim Courier nel giocare a tennis...

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    3. Coooooooosa? Vuol dire che esiste qualcosa scritto da Abrams che mi è piaciuto??? :-D
      Scherzi a parte, anch'io ho bei ricordi di quella commedia, vista all'epoca su Tele+

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    4. Erano i tempi in cui GIEI GIEI faceva le fotocopie e se provava ad uscirsene con le sue idee rubacchiate a Spielberg o strizzate d'occhio da rifacimento non autorizzato, i superiori lo prendevano a coppini fortissimi dati a mano aperta. Aaah che bei tempi! ;-) Cheers

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  8. Uno dei miei film scolastici preferiti, altro che La Scuola di Lucchetti, questi sono i film che preferisco, con un Jim Belushi ancora pseudo magro e con un Louis Gossett sempre grande. E un cattivo mica da ridere, anzi piuttosto inquietante, a partire dalla faccia. Lo ricordo molto bene, soprattutto la parte finale, quando Jim va via in moto e qualcuno degli studenti chiede chi sia quel tipo e gli rispondono Il Preside!! Comunque avrei pagato per avere un preside così figo. Purtroppo con l'età sto cominciando ad assomigliare sempre più a Jim, ma questi sono problemi personali...
    Parlando di cose serie, qualcuno ricorda Matthew Starr, telefilm sempre con il buon Louis, su un extraterrestre adolescente? 👋

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    1. Gossett junior é sempre stato così stiloso, da migliorare anche l'alieno vestito da schermidore, di cui avrò visto due episodi ;-) Cheers

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    2. Ma secondo me avevano acquistato solo due episodi dell'alieno che trasmettevano a ripetizione... Comunque un bel ciclo sul Gossettone te lo chiedo anche io!! 😜

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    3. La scuola di lucchetti è un piccolo capolavoro al pari di auguri professore. Due piccoli gioielli che riescono a inquadrare con realismo i drammi di docenti e studenti. Silvio Orlando è meraviglioso

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    4. Sono molto d'accordo ;-) Cheers

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    5. Avete ragione, sono stato troppo duro. Chiedo scusa, vado subito a punirmi vedendo a ciclo continuo un film a caso con Hillary Duff. Anche per me Silvio Orlando è un grande ma ero entrato nel mood dei film usa anni '80, quelli belli e le mie facoltà di jiudicio be hanno risentito. 👋

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    6. Figurati non merita un "seppuku" del genere ;-) Cheers

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  9. La colonna sonora spacca. Altro che Coolio...

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    1. Me la sono sparata in cuffia tutto il tempo mentre scrivevo il post (storia vera). Cheers

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