martedì 15 settembre 2020

Pensieri pericolosi (1995): la mia posse non fa i compiti

In questo disgraziato 2020, la scuola è stato un argomento molto caldo, quindi con l’inizio del nuovo anno scolastico questa Bara dedicherà i post della settimana al tema della scuola e ai suoi giovani protagonisti. D’altra parte studiare è importante ragazze e ragazzi, non vorrete certo diventare come me no?

Avete presente quei film che diventano così famosi (o famigerati), per cui la visione diventa quasi secondaria? Mi spiego meglio: ci sono alcune pellicole che per qualche ragione diventano così famose che poi semplicemente, dai per scontato di averle viste per davvero, vi é capitato qualche volta?

Per me, uno dei film che risponde a questa descrizione è “Pensieri pericolosi”, se fino a qualche giorno fa, mi avessero chiesto se lo avessi visto avrei risposto: «Quello con Michelle Pfeiffer che fa l’insegnante in una scuola violenta? Ma ceeeeeerto!» esibendomi magari anche nella mia migliore imitazione di Ace Ventura, quando si atteggia spavaldo.

Una settimana dedicata al tema della scuola sulla Bara? Mi riguardo “Pensieri pericolosi” facile! Una di quelle scelte su cui non bisogna spenderci nemmeno un minuto, infatti così ho fatto, scoprendo con sempre maggiore orrore che non conservavo alcuna memoria di questo film, anzi peggio, il film che mi sono ritrovato davanti è qualcosa di totalmente diverso rispetto al ricordo che ne avevo io, frutto probabilmente di qualche scena vista un milione di anni fa durante qualche passaggio televisivo, ma soprattutto del video musicale della canzone, quello sì, visto e rivisto un milione di volte, anche perché i miei amici durante l’adolescenza erano tutti fanatici di Hip Hop (a differenza mia), quindi “Gangsta's Paradise” di Coolio era una colonna sonora fissa, su EMMEtivì, negli spostamenti in auto e nelle partite di basket al campetto. Gangsta's Paradise in versione provincia nebbiosa.

"Sono Cornholio cerco carta per il mio coolio" (cit. amarcord degli anni '90)
Rivedere “Pensieri pericolosi” per questa rubrica mi ha fatto riscoprire un film diverso da quello che mi ero auto convinto di aver visto, un film ben peggiore di quello che ricordavo se vogliamo proprio dirla tutta! Parafrasando Coolio, potrei dire che ho passato la maggior parte della mia vita, non vivendo in un paradiso per gangster, ma in un’illusione tutta mia.

Nei primi anni ’90 Michelle Pfeiffer era bollente, per più di un significato attribuibile a questa parola, bisogna essere onesti. Per quello strettamente lavorativo aveva fatto diventare tutti gattofili con la sua Catwoman, inoltre aveva raccolto critiche incredibili per aver recitato diretta da Scorsese in “L'età dell'innocenza” (1993), ma dopo la parentesi da damigella in pericolo di “Wolf - La belva è fuori“ (1994), ci voleva in titolo da assoluta protagonista, dopo essere stata inseguita da Jack Nicholson mannaro, mi sembra il minimo.

A me professoresse così non capitavano mai però, ingiustizia.
La scelta ricade sull’adattamento dell’autobiografia “My Posse don't do homework” di LouAnne Johnson, scrittrice, insegnante ed ex-marine, un libro che è stato velocemente ribattezzato “Dangerous Minds” nel 1996 e rispedito nelle librerie con Michelle Pfeiffer in copertina. Sono sicuro che è successo anche a molti romanzi che avete amato, e si, sto pensando a “Io sono leggenda” del Maestro Matheson con il principe di Bel-Air in copertina… brrrr!

“Dangerous Minds” rappresenta l’ultimo coniglio tirato fuori dal cilindro da una coppia di vecchi marpioni che ogni tanto tornano a trovarci su questa Bara, mi riferisco ai produttori Don (Simpson) & Jerry (Bruckheimer), responsabili di un sacco di classici spacca botteghini negli anni ’80, arrivati al loro ultimo film insieme, The Rock dell’anno successivo, infatti, era dedicato alla memoria di Simpson. Ma tenetemi l’icona aperta sul vecchio (e chiacchierato) Don, lui tornerà molto in voga più avanti nel corso di questo post.

“Occhio, prima della fine del post potrei anche decidere di interrogare”, “Allora ho tempo, Cassidy può blaterare per ore”
Michelle Pfeiffer interpreta LouAnne Johnson, ex marine («Nascondo i tatuaggi sotto le maniche lunghe») che lavorava nell’azienda del marito, prima che anche quello diventasse per fortuna della donna ex. Il modo in cui l’insegnante – per altro senza nemmeno tutte le qualifiche necessarie – viene assunta nella scuola è solo la prima di tante soluzioni strampalate messe su da questo film. Ma le aspettative mnemoniche tradite e il confronto diretto con il video di “Gangsta's Paradise”, cominciano presto a farsi sentire: il liceo dove finisce a lavorare Michelle Pfeiffer non è il postaccio dove si fuma Crack nei corridoi del video di Coolio, in realtà è ancora un posticino a modino, però con una classe di ragazzi, "energici" come li definisce la preside… Time Out Cassidy!

Tu cara la mia preside, hai una sola classe di alunni problematici, in una scuola che a giudicare da come vediamo nel film, è tutto sommato un gioiello, e pensi di affidarla ad una che ha ZERO esperienza di insegnamento? Ma tranquilli, da qui in poi il tasso di idiozia del film non farà che lievitare. Fine Time Out.

Il primo giorno in classe, Michelle “Mozzarella” Pfeiffer viene respinta con perdite dai suoi studenti, tra cui spunta Emilio Ramirez (Wade Dominguez) quello che comanda di fatto tutta la classe. I buoni consigli dell’amico e collega tabagista – un personaggio che sembra una tragedia pronta ad avvenire ad ogni svolta della trama, ma in realtà è poco più che un alleggerimento comico – non servono a nulla, Michelle dovrà fare da sola e siccome la tutina di pelle di Catwoman le aveva portato bene, il secondo giorno entra in classe con la giacca da Fonzie.

“Che dite, stavo meglio con la tutina da donna gatto?”, “SI!”
Il rispetto va guadagnato si sa, quindi per impressionare i ragazzi Michelle si presenta come una ex marines che conosce il karate, e poi pensa bene di far combattere tra di loro i due studenti più grossi della classe, insegnando alcune prese e colpi. Se fosse l’ora di ginnastica non ci sarebbe nulla di male, infatti il terzo giorno quando l’insegnate prova a far analizzare poesie ai ragazzi quelli si annoiano… ma dai?

Riflessi da gatta (scusate, non ho saputo resistere)
Tutte le soluzioni per attirare l’attenzione dei ragazzi devono essere in versione “ghetto”, quindi seguendo lo spunto offerto da una battuta ricorrente, su una quasi omonimia tra il poeta Dylan Thomas e un altro poeta di nome Dylan (Bob), Michelle decide di far analizzare ai ragazzi il testo di “Mr. Tambourine man” che segue l’antico adagio per cui molte delle canzoni che non parlano di scopare, parlano di droga, quindi di colpo Bob Dylan diventa più cool di beh… Coolio!

Perdonatemi l’anglicismo, ma la freddura non avrebbe mai funzionato altrimenti, anche se bisogna dirlo, far analizzare poesie ad una classe difficile, lo aveva fatto solo un anno prima Danny DeVito in “Mezzo professore tra i marines” (1994), ma perché i cattivi di Batman sono tutti finiti a fare i professori!? Dovrebbe far riflettere tutto questo no? D’altra parte ho sempre sostenuto che il mio professore di matematica alle superiori era identico al Pinguino (STORIA VERA).

Dove “Pensieri pericolosi” sembra tutto, tranne che pericoloso è proprio nella rappresentazione della vita di questi ragazzi difficili, certo abbiamo la ragazza madre brillante ma con figlio a carico e qualche storiella di spaccio, ma più che altro sono gli spacciatori che non lasciano in pace Emilio, per motivi non ben precisati. Ancora una volta nello scontro diretto tra le immagini del video, e le parole della canzone di Coolio, “Pensieri pericolosi” va sotto bevendo dall'idrante risultando una cosina edulcorata e con gli spigoli arrotondati.

Come immaginavo fosse “Pensieri pericolosi”…
Forse parte della colpa è imputabile al regista? John N. Smith ha l’aria del classico nome finto che fornisci quando non vuoi rilasciare le tue generalità, versione Yankee di Ajeje Brazorf che però in carriera ha diretto alcuni titoli come “Happiness Is Loving Your Teacher” (1977), “Revolution's Orphans” (1979) e “The Boys of St. Vincent” (1992). Tutti film televisivi che non faccio nemmeno finta di conoscere che però hanno chiaramente un tema comune, quello per cui Don & Jerry lo hanno voluto per la regia di questo film scolastico, che però ad esclusione di Michelle Pfeiffer resta davvero fin troppo televisivo nel taglio.

Dove “Pensieri pericolosi” perde completamente di mordente è nelle scenette in cui Michelle porta i suoi ragazzi al Luna Park per premiarli dei buoni risultati a scuola, oppure esce per una cena premio in un ristorante stellato, con uno degli studenti che per l’occasione si presenta con una giacca di pelle (anche lui!) da duecento dollari comprata da un tipo losco, di cui nel film sentiamo solo parlare, perché alla fine questi ragazzi difficili sono bravo figlioli che hanno solo bisogno di un po’ di attenzioni, dai che volete che sia! Vivono nel ghetto sotto la soglia di povertà, magari hanno genitori che usano più droghe di loro e se girano per strada, i poliziotti (BIANCHI) li fermano solo per come sono vestiti, quando non li manganellano direttamente, ma vogliamo mica parlare di queste cose in un film? Ma va! Possiamo turbare i contadinacci del Kentucky che vanno al cinema per fare i pensieri zozzi (e pericolosi) su Michelle Pfeiffer, con queste storie? Sono problemi che restano in carico ai diversamente bianchi. Black Lives Matter sì, ma il verde dei bigliettoni con sopra le facce di tanti ex presidenti spirati è più bello.

… come invece è per davvero.
Ecco perché assistiamo a scene ridicole, come quella del ragazzo che si convince finalmente ad andare a chiedere l’aiuto del preside, ma questo lo scaccia perché… non ha bussato alla sua porta (!), e infatti dopo pochi minuti il ragazzo muore, ovviamente fuori scena, perché far vedere qualcosa di violento, in questo film che parla di giovani violenti, sarebbe poco educato.

Una scuola che predica il rigore per i ragazzi, poi ha aggirato le regole per mettere la classe più “difficile” (virgolette obbligatorie) in mano ad un’insegnante senza referenze, il risultato finale è un film che si prende fin troppo sul serio ma risulta fin troppo edulcorato, di fatto un “Sister Act 2” (1993) meno credibile nella trama e senza le canzoni. Almeno il secondo capitolo delle avventure di Suor Maria Claretta era diretto da un nero con la consapevolezza dei problemi dei suoi fratelli, uno dai trascorsi da duro come Bill Duke, uno a cui non serve la giacca di pelle per sembrare tosto.

Persino la sosia di Lauryn Hill! Allora è proprio "Sister Act 2".
Michelle Pfeiffer si impegna ma in un film che scivola presto nella commediona tenerona non ci fa una gran figura, infatti all’uscita del film collezionò anche una serie di recensioni poco lusinghiere sulla sua prova, inoltre causa maternità, la costumista doveva trovare trucchi sempre nuovi per mascherare le rotondità dell’attrice, questo spiega il look con i vestiti larghi che però devo ammetterlo, fa molto anni ’90. Eravamo molto più comodi nel vestire allora.

Vi ero debitore di un’icona da chiudere, lo faccio subito perché è il motivo per cui TUTTI conoscono questo film. Don Simpson aveva una regola semplice: ogni grande film deve avere una sua canzone simbolo, un singolo trascinante magari con un bel videomusicale. Questa regola gli ha permesso di fare soldi con “Flashdance” (1983), Beverly Hills Cop, Top Gun e ha funzionato anche per “Pensieri pericolosi”, che nel mondo portò a casa la bellezza di 179 milioni di dollarazzi, forse perché tutti sono corsi in sala sperando di ritrovare una Michelle Pfeiffer sexy e tosta come nel video, ma soprattutto le atmosfere tese di “Gangsta's Paradise” di Coolio.

Come fa un filmetto edulcorato come questo, a tenere il passo delle rime dolenti di Coolio, che con il suo testo ha descritto la vita nel ghetto in tre minuti, meglio di un filmetto bianco, che di minuti ne dura 100. Michelle Pfeiffer è sempre un bel vedere ma non può reggere da sola il confronto con un testo che contiene passaggi come: "Oggi ho 23 anni, ma vivrò per vedere i 24?"

... Fool!
La verità è molto semplice, i bianchi non dovrebbero fare i film sui neri e questa è tutto per l’ora di lezione di oggi, ci rivediamo domani per un’altra classe, puntuali e occhio alla campanella... intanto per riprendermi da questo film, mi regalo (e vi regalo) "Amish Paradise" di "Weird" Al Yankovic.

32 commenti:

  1. No, no, (s)fortunatamente questo PENSIERI PERICOLOSI lo ricordo benissimo. E lo ricordo come 'na schifezza inaudita che dai trailer e dal video faceva presagire tutt'altra cosa. Lo vidi al cinema e rimasi non deluso. No, no,... Di più!

    Con l'ex cumpa ci aspettavamo un violento dramma sulle scuole zeppe di ragazzini gangster che sparano, spacciano e ingravidano le loro "bitch" a ritmo di rap e fuck che venivano messi in riga dalla Pfeiffer dura, tosta e incazzatissima ex marine. Peccato che ci siamo ritrovati a vedere un mix tra "Sister Act 2" (bravo Capo!), "L'attimo fuggente" e un filmetto pomeridiano da casalinghe trasmesso su Rete 4. Uscimmo dalla sala col morale sotto ai tacchi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma magari “L’attimo fuggente” quello almeno è un gran film, mentre lo guardavo pensavo di veder spuntare Whoopi Goldberg da un momento all’altro ;-) Cheers

      Elimina
    2. Eh, è brutto dirlo, ma il buonismo redentore dei bianchi che fanno film sul ghetto senza averlo mai sfiorato possono generare cose brutte.

      Elimina
    3. Molto, moltooooo brutte. Certi film vanno lasciati a John Singleton. Cheers!

      Elimina
  2. Visto una volta e molto probabilmente mai più... del genere il mio preferito rimane The Principal con Jim Belushi, film molto simile che probabilmente è stato saccheggiato senza vergogna da Ajeje, però la trama era leggermente più verosimile ed il cast di qualità...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma la settimana non è ancora finita ;-) Comunque Ajeje ha rubato a mani basse. Cheers!

      Elimina
  3. Michelle è inevitabilmente collegata per tutta la vita and beyond a quel film di Burton eh? Capisco perfettamente😀

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Roba da diventar gattofili ;-) Cheers

      Elimina
    2. Si ma per forza, è stato l'apice della sua carriera secondo me, anche se ha altre frecce al suo arco tra Scarface e Ladyhawke, ma ruoli iconici come "quella" Catwoman, con quella sceneggiatura e con quell'estetica, ti capitano una volta nella vita. Immaginiamo di togliere quel ruolo alla sua carriera... beh no, il mondo è giù brutto così, perchè immaginarlo peggiore.

      Elimina
    3. Appunto, non toglieteci anche la Catwoman giusta ;-) Cheers

      Elimina
  4. mai visto sto film ma ancora oggi mandano il video .

    ho visto il video al bar di Moncalieri dove faccio colazione non più di due mesi fa.

    rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meglio conservare il ricordo del video, credimi ;-) Cheers

      Elimina
  5. Ciao capo! L'anno seguente uscì anche una parodia, che in originale sarebbe "High School high", ma che l'adattamento dello strambo paese a forma di scarpa trasformò in "Pensieri Spericolati". Ricordo che passò per anni in TV in orario pomeridiano, ma non mi pare fosse divertentissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo ricordo anche io, ma non poteva battere un film che già di suo è una parodia ;-) Cheers

      Elimina
  6. A ripensarci, e mi si voglia perdonare il gioco di parole…
    Un film fatto col Coolio, col senno di poi.
    Eppure lo confesso: mi era persino piaciuto, incredibile a dirsi.
    Vuoi perché ero un pischello, vuoi perché c'era la bella Michelle, vuoi per la musica...che nemmeno io sono un estimatore del genere, ma quella canzone ai tempi te la sparavano addosso in tutte le salse e ad ogni ora del giorno.
    In altra parole ero il target ideale per l'emerita coppia di volponi che lo avevano prodotto. E infatti da bravo frolloccone ci ero cascato dentro con tutte e due le scarpe.
    Ma forse un poco di puzza di bruciato l'avevo sentita lo stesso. Tant'é vero che non l'ho mai più rivisto. Forse per non guastarmi la memoria.
    Di sicuro m lo ricordo molto meglio di come é veramente.
    Come avevo detto ieri, é molto all'acqua di rose. Paragonato a quello di Belushi e di Berenger non solo non é lo stesso campo da gioco ma non é nemmeno lo stesso tipo di sport, per dirla alla Jules.
    Bel pezzo comunque. E complimenti per le menzioni al mitico Cornolio (chi c'era, sa) e al grandissimo "Weird Al" Yankovic.
    Sotto le feste non manco mai di risentirmi la sua "Christmas at Ground Zero".
    Oh, suona quasi profetica. Incredibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cornolio andava citato così come Weird Al ;-) Sappi che "frolloccone" è la mia parola delle settimana, l'ho sentita utilizzare in un vecchio doppiaggio di un film l'altro giorno e da allora la sto usando un sacco (storia vera) ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Io me la ricordo perche' la usava Ernest Borgnine in Poliziotto Superpiu'.
      Da allora, ogni tanto...la ritiro fuori.

      Elimina
    3. Era proprio quello il film (storia vera) :D Cheers!

      Elimina
    4. Un film fatto col Coolio. Apri la finestra e mi sentirai ridere, dovunque tu sia.

      Ed io che pensavo che la citazione da quel Butthead di Cassidy fosse il massimo :-)

      Elimina
    5. Che poi se ci pensi é come il comma 22 questa frase, da qualunque lato la guardi é perfetta ;-) Cheers

      Elimina
  7. Condivido completamente l'introduzione di qusto post. Di Pensieri pericolosi ricoedo solo due cose:

    - il singolo di gangster paradise è stato il primo disco rap che abbia mai comprato (ma anche uno dei pochi)

    - Ma sopratutto, Pensieri Spericolati, la parodia con Jon Lovitz che ha fatto spisciare dal ridere me e i miei amici in innumerevoli pomeriggi passati con gli occhi rossi e una grandissima voglia di mangiare fonzies!


    We are 138!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci tengo a sottolineare che Damien e i suoi amici avevano gli occhi rossi perché guardavano tanta tv, e mangiavano i Fonzie perché erano golosi, non per altre ragioni ;-) We are 138... Cheers!

      Elimina
  8. Devo aver intercettato qualche sequenza di questo film in televisione, tempo fa... Quando vedo Michelle Pfeiffer in scena, di solito mi soffermo sempre... 😍 Non mi pare di aver visto il film fino ai titoli di coda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai guardato le parti migliori allora ;-) Cheers

      Elimina
  9. Io il film l'ho visto, anche se il ricordo maggiore è la canzone, e il video della canzone, straordinaria canzone oltretutto ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meglio ricordarsi quella che il film ;-) Cheers

      Elimina
  10. In effetti la memoria ha giocato anche anche a me un brutto tiro, nel senso che non ricordavo le carenze del film... semplicemente perché dopo averlo visto all'epoca non ci ho più pensato. Uno di quei film che vedi perché all'uscita sembra un filmone impegnato che ti sgrava la coscienza, e poi metti nella cantina mentale aspettando che i topi se lo mangino, facendolo sparire, mentre ti rivedi a manetta il video di Coolio, l'unico che abbia fatto il botto vero col film :-P
    Pensa che all'epoca c'era ancora la possibilità di noleggiare i CD audio e che emozione poter ascoltare in alta definizione la canzone, subito duplicata su musicassetta. Le altre canzoni dell'album mi sa che non l'ho neanche sentite, e sì che Coolio all'epoca imperversava su Mtv.
    Mi sono sempre chiesto come mai le peggiori scuole dei film americani siano comunque migliori della miglior scuola italiana! Forse questi film dovrebbero ambientarli nelle nostre scuole, allora sì che gli spettatori si spaventerebbero :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cavolo davvero, ricordiamo che in "Wargames" nel 1983 il protagonista poteva modificarsi i voti della pagella via computer, noi invece abbiamo problemi con la fibra ottica nel 2020 ;-) Coolio è uscito a testa alto, dopo la sua canzone e quel video, non serviva nemmeno fare un bel film, lasciamo tutto in pasto ai topastri in cantina! Cheers

      Elimina
  11. Anche io ricordo di non aver visto il film al cinema, perché mi sembrava un pò una cialtronata, per quanto ci fosse la divina Michelle. Ero giovane, ai tempi, ma non ero mica fesso! E devo ammettere che mi fa lo stesso effetto che fa a te, caro Cass, mi sembra di averlo visto, probabilmente durante qualche passaggio televisivo, però non ne ho un ricordo preciso...
    In ogni caso la canzone di Coolio non potevi proprio perdertela, veniva riproposta in tutte le salse...
    Comunque la metà degli anni '90 dopo Catwoman, non mi sembra che sia stato un periodo di grandi film per la divina. Ricordo Qualcosa di personale con Roberto Ford Rossa, un polpettone come pochi che andai a vedere al cinema con un' amica sperando che il gesto fosse apprezzato, anche se come mi capitava spesso, si concluse con il solito due di picche e un'orchite di dimensioni armageddoniane....👋

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ricordi bene, infatti questo titolo è stato un'altra tegola sulla sua testa, almeno in termini di critiche. Cheers!

      Elimina
  12. Quanto mi piace la Bara quando svolge un servizio di pubblica utilità, facendomi risparmiare qualche ora da impiegare in altri film (o prepararmi psicologicamente a robe brutte).
    Questo è uno di quelli che non ho mai visto ma che avevo in lista esclusivamente grazie a Gangsta Paradise, uno di quei pezzi che fa amare l'hip hop anche a chi non lo apprezza particolarmente. Guardando il video mi sono sempre detto "lo devo vedere prima o poi questo film".
    E niente, ho aspettato tanto, penso che potrò aspettare ancora tanto. Peccato perchè Michelle ma belle è sempre un buon motivo per vedere un film, ma dopo la gif del balletto in classe anche no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono qui per questo, se posso evitare una revolverata a qualcuno mi fa sempre piacere, Coolio capirebbe (forse) ;-) Cheers

      Elimina