venerdì 7 agosto 2020

Scream 3 (2000): questo è quello con Carmen Electra, vero?

Dopo aver lasciato il timone di questa Bara ai miei due fedeli collaboratori, questa settimana torno in cabina di pilotaggio per tornare ancora una volta nella cittadina di Woodsboro, dove le urla abbondano, bentornati a… Craven Road!
Secondo voi alla Dimension Films, potevano lasciare andare una saga che con il primo capitolo ha portato a casa 173 milioni di fogli verdi con sopra le facce al alcuni ex presidenti uccisi da Ghostface morti, seguito da un secondo capitolo che, invece, ne ha guadagnati “solo” 172 degli stessi milioni di uguale valuta? Ma quando mai!

Ora, visto che questa rubrica su zio Wessy va avanti da diverse settimane, dovreste aver ormai capito che al maestro di Cleveland piaceva molto romanzare i fatti attorno a se stesso, più o meno attorno al periodo di pre-produzione di “Scream 3” la nuova realtà che Craven aveva creato prevedeva un regista che non amava troppo ripetersi... Ma come Wes? Le colline hanno gli occhi II? Ah, no, però bisogna dire che quello Craven lo aveva disconosciuto come se non fosse stato diretto da lui ed è qui che la trama si complica.

Sì, perché come ci insegna Randy (Jamie Kennedy) nel terzo capitolo di una trilogia nessuno è al sicuro, il passato torna a morderti le chiappe e può succedere di tutto, anche che Courteney Cox grazie al successo del telefilm “Friends” fosse sulla cresta di un’onda altissima e fosse anche innamoratissima del suo maritino, conosciuto proprio sul set del primo Scream, infatti l’ex ragazzina che ballava con Bruce Springsteen nel video di “Dancing In the Dark” (diretto da De Palma, mica pizza e fichi), ha descritto la sua storia con David Arquette in questo modo: «Nel primo Scream flirtavamo sul set, nel secondo dividevamo lo spazio sulla locandina, nel terzo dividiamo il camerino», ecco perché qui l’attrice è accreditata come Courteney Cox Arquette.

Parker Posey mette il dito, tra moglie e marito.
Personalmente non ho mai capito il tira e molla tra i personaggi interpretati dai due attori nella saga, posso ancora comprendere il fatto che nel primo film la rampante giornalista Gale Weathers avesse visto in Linus il pollo da spennare per ottenere succose informazioni sugli omicidi, ma il loro continuo mollarsi e rimettersi insieme come la Cox e David Arquette fossero stati i Brangelina di Woodsboro, mi ha sempre lasciato perplesso fin dal secondo capitolo della saga. “Scream 3” da questo punto di vista rappresenta proprio gli intenti dei due attori di far vedere che bella coppia che erano… Infatti finirono per divorziare poco dopo (storia vera), ma le prove generali del loro tira e molla le hanno fatte in questo film che ha sempre fatto delle trovate metanarrative un vanto, quindi perché non anche questa?

Quindi, da una parte abbiamo due attori impegnati a nuotare in una nuvola di cuoricini, spinti dalla volontà di lavorare ancora insieme nel nuovo capitolo della saga grazie alla quale molto pubblico li ricorda (per l’Arquette che non si chiama Patricia oppure Rosanna sicuramente) e dall'altra il produttore a capo della Dimension Films che ha un asso nella mano da giocarsi, direi proprio un credito da riscuotere.

Gli speroni assassini si dividono in due categorie: qualcuno passa dalla porta...
Sì, perché è stato grazie al famigerato Harvey Weinstein che Wes Craven ha potuto dirigere un progetto a cui credeva molto come “La music…" no niente, non riesco nemmeno a scriverlo, quella roba con Meryl Streepe le lezioni di violino. Sì! Perché Craven quella robaccia la voleva proprio fare! Ci credeva ed ora secondo voi, poteva rifiutare la regia di “Scream 3” dopo che il caro vecchio Harvey gli aveva fatto questo dono? Se state leggendo un post che s'intitola “Scream 3” in questo momento, conoscete già la risposta.

In fondo, poi, Kevin Williamson aveva abbozzato “Scream” come una trilogia, anche se la trama per i due seguiti era stata scritta sul retro di un tovagliolino, infatti per completarla e renderla un copione filmabile è stato assunto lo sceneggiatore di "Arlington Road" (1999), anche se nulla mi toglie dalla testa che Ehren Kruger sia stato assunto più che altro per il suo cognome che vicino a quello di Craven suona sempre abbastanza bene.

... e qualcun altro dalla finestra (quasi-cit.)
Ad esclusione di "Arlington Road" (1999) e “Trappola criminale” (2000) che non rivedo da un’era geologica, Ehren Kruger ha messo su una carriera piena di titoli altisonanti, film costosi e anche quello dove Terry Gilliam è quasi arrivato alle mani con Harvey Weinstein (citofonare Nicola Pecorini per conferma), ma possiamo dire che sono anche dei buoni film? Ho qualche dubbio.

Ehren Kruger è uno che conosce le regole di Hollywood, infatti firma un seguito competente che tiene conto degli eventi dei capitoli precedenti e il loro peso sulle vite dei personaggi, infilandoci anche una sottile critica che non ho mai capito se fosse un tentativo di denuncia, oppure una pilotata paraculata, lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torneremo.

Il problema principale di “Scream 3”? Essenzialmente due: una fifa blu di evitare nuovamente che la sceneggiatura con la sua rivelazione finale finisse nuovamente in rete come accaduto per Scream 2, ma anche quella strana voglia di inserire elementi più leggeri, un certo tono da commedia nella saga che, comunque, aveva ridato popolarità al genere slasher. Per il primo punto, la soluzione scelta è stata quella di far girare così tante versioni del finale, da distrarre tutti, un effetto cortina fumogena che entra a far parte della trama, infatti quando l’assassino con la maschera bianca torna in azione per la terza volta, lo fa seguendo le morti nel copione di “Stab 3”, ma una delle battute recita proprio a chiare lettere che “Squartati 3”, il film nel film, ha un numero infinito di copioni. Capito, no? Occhiolino-occhiolino, che burloni!

Baby take off your dress...
... You can leave your hat bulletproof vest on.
La strana voglia di commedia di “Scream 3”, invece, diventa la sua pietra tombale, il film esce nei cinema nel 2000 e non va nemmeno male, portando a casa 80 milioni negli Stati Uniti (160 nel mondo), un buco nell'acqua a confronto dei due capitoli precedenti, ma la beffa vera è che nello stesso anno, “Scary Movie” (2000) nei soli cinema americani ha raggranellato 157 milioni di dollarazzi, un dato che mette in chiaro in che direzione andavano i gusti del pubblico e che forse il giochino metacinematografico di “Scream” aveva un po’ stufato, almeno il pubblico generalista.

Certo che giocarsi un’atmosfera da commedia, mentre in sala i fratelli Wayans ti sbertucciano non è proprio la scelta più brillante del mondo, anche se è assurdo che una saga nata come omaggio e parodia agli Slasher, sia stata surclassata dalla sua stessa parodia, ormai “Scream” e “Scary Movie” sono talmente sovrapposti nella mente del pubblico che anche io a volte ho dei dubbi e devo ripetermi che “Scream 3” non è quello con Carmen Electra, ma quello con Jenny McCarthy.

Il contributo di Jenny McCarthy alla storia del cinema.
Il prologo di “Scream 3” non allaccia nemmeno le scarpe a quello dei due film precedenti (la scena del primo film con Drew Barrymore non la vede nemmeno con il binocolo), Cotton Weary (Liev Schreiber) ha finalmente raggiunto la vetta, ora conduce un programma tutto suo che si chiama “100% Cotton” e solo per questo merita di morire come puntualmente succede, purtroppo con lui viene uccisa anche la bionda fidanzata. Che spreco.

Ghostface preferisce le bionde.
Sidney Prescott (Neve Campbell), nel tentativo estremo di non passare per la Jessica Fletcher di Woodsboro, ora vive in una casa di montagna che a vederla così, come vicino di casa può avere solo John Matrix di Commando. La ragazza non trasporta tronchi in spalla come il suo vicino, ma fornisce aiuto telefonico alle vittime che chiamano il numero per l’ascolto, una trovata secondo me brillante, Sidney cerca di usare in modo positivo il telefono che era una delle armi principali del suo persecutore, però vive barricata. Con questa singola scena capiamo subito a che punto della sua storia è Sidney che poi è sempre stata il cuore e l’anima di “Scream”, anche se qui viene messa fin troppo da parte per dare spazio alla famiglia Arquette.

"Mi chiamo Sidney, come posso aiutarla... No, basta domande sui film dell'orrore"
“Scream 3” rimette in moto la sua giostra metacinematografica, con il film nel film attualmente in lavorazione “Stab 3”, nel suo set Woodsboro è stata ricostruita fino al dettaglio della porta della camera di Sidney che si blocca se aperta insieme a quella dell’armadio e sul set si aggirano fotocopie insipide dei personaggi del film originale, in cui la più riconoscibile (per motivi puramente ehm… polmonari) resta Jenny McCarthy che qui ha il compito di portare avanti la tradizione della bionda famosa che muore ad inizio di ogni nuovo capitolo.

Nel tentativo estremo di recuperare ad un errore grave (o per lo meno molto criticato dai fan) fatto in Scream 2, Randy torna sotto forma di video testamento su VHS a spiegarci le regole dell’ultimo film di una trilogia, cercando di depistare il pubblico sulla falsa pista per cui questa volta, l’assassino potrebbe anche avere poteri sovrannaturali, una “finta di corpo” davvero pigra che si perde in una trama che ormai sa troppo di Soap Opera, un po’ come quando Steve Ditko, il primo storico disegnatore, desiderava che sotto la maschera di Goblin ci fosse un illustre sconosciuto, perché secondo lui i cattivi di Spidey erano tutti troppo legati ai personaggi che ruotavano nella vita di Peter Parker. Steve Ditko lasciò “Amazing Spider-Man” per differenza di vedute con Stan Lee, Goblin come tutti sanno si è rivelato essere Norman Osborn e io sono cento volte più nerd di Randy, perché per parlare di “Scream 3” uso l’Uomo Ragno come esempio!

“Dopo questo esempio Cassidy, ti ammazzerò per primo”
“Scream 3” è puro mestiere per Craven, la lotta tra Sidney e l’assassino mascherato sul set della sua vecchia casa è ancora una buonissima scena, ma ormai il giochino autocitazionista è più logoro delle frange del costume di Ghostface, inoltre a tenere banco è l’effetto commedia generale che fa sembrare tutto: la Scooby gang affronta Ghostface.

Due Gale Weathers al prezzo di una.
Basta dire che Parker Posey che interpreta Jennifer Jolie, che interpreta Gale Weathers in “Stab 3” ad un certo punto dalla paura sala in braccio a Linus, generando gli sguardi scuri della vera Gale Weathers, tutto così, la parte che, invece, ogni volta mi fa esaltare di “Scream 3” è quando tra i visitatori sul set compaiono… Jay & Silent Bob! Per quanto mi riguarda “Scream 3” è da considerarsi canonico rispetto all’View Askewniverse di Kevin Smith.

Questo chiude il cerchio con il titolo del post della scorsa settimana.
La risoluzione del mistero è talmente una trovata da Soap Opera che non ho nemmeno voglia di perderci tempo, in questo continuo gioco di specchi, però, trovo significativo che nel cast di questa pellicola compaia Patrick Dempsey, reso celebre da un telefilm che non ho mai visto, ma in cui mi dicono le trame siano proprio quelle di “Scream 3”, parentele che si scoprono così, a caso, ritorni dal passato, colpi di scena che dovrebbero modificare anche la percezione dei vecchi capitoli e sbadigli vari.

Mi dicono che quella a destra in foto sia famoso, vi credo sulla parola.
Vi ero debitore di un’icona da chiudere, lo faccio subito perché è anche l’unica trovata quasi iconoclasta in cui s'intravede un po’ di Wes Craven. Ad un certo punto nel film le protagoniste incontrano Bianca Burnette che tutti scambiano per Carrie Fisher anche perché è interpretata da Carrie Fisher, sempre pronta a scherzare su Hollywood e la sua carriera, la compianta Fisher racconta che lei (Bianca Burnette) non ha avuto la parte della principessa Leila, perché non ha voluto scoparsi George Lucas come, invece, ha fatto Carrie Fisher. Anche qui, occhiolino-occhiolino, gomitino-gomitino.

Carrie Fisher compariva anche in "Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!" (2001), altro materiale per la mia teoria su "Scream" e il View Askewniverse.
“Scream” è sempre stato la storia di Sidney, l’ultimo capitolo fa luce sulla madre, sempre citata e mai raccontata per davvero, il terzo capitolo ha provato, sottovoce, in punta di piedi e senza disturbare nessuno (specialmente il produttore pagante) a sottolineare quanto ad Hollywood le donne non abbiano mai contato, al massimo sono state soggiogate. Sulla carta, uno Slasher, con la sua Final Girl che punta il dito verso queste dinamiche sarebbe stato magari non rivoluzionario, ma potente quasi quanto il primo Scream, usare i soldi di Harvey Weinstein per criticare Harvey Weinstein sarebbe stato il massimo dell’iconoclastia possibile, perché tanto che il vecchio sporcaccione di Harvey avesse le mani lunghe ad Hollywood lo sapevano tutti, solo Gillian e Nicola Pecorini ci hanno fatto a pugni. Forse la vera delusione del film è tutta qui, Craven con “Scream 3” poteva battere il pugno sul tavolo facendo rumore, invece ha alzato la mano aspettando (invano) che qualcuno gli concedesse la parola.

Per la parte di John Milton, il produttore del film nel film (anzi, della saga nella saga) “Stab 3”, sono volati parecchi nomi, anche quello dello stesso Wes Craven (che già aveva interpretato se stesso in Nightmare Nuovo Incubo), ma alla fine la parte è andata al mitico Lance Henriksen che come al solito buca lo schermo nella parte dell’uomo che gestisce il paradiso perduto (infatti si chiama Milton) di Hollywood. La scelta di chiedere a Lance Henriksen di parlare come Roger Corman e gesticolare come Corman, mentre parla dei vecchi tempi e di come andavano le cose nella Hollywood degli anni ’70, è una bella paraculata per puntare i riflettori sui vecchi produttori di Hollywood, in modo che non si parlasse di quelli contemporanei come beh, Harvey Weinstein, ad esempio.

Lance, uno capace di migliorare qualunque film in cui compare.
Insomma, “Scream 3” è il più insipido della saga proprio perché tirato per la giacchetta in troppe direzioni tutte insieme, stupire il pubblico con rivelazioni strampalate, mentre lo fai divertire e fai un po’ di moderata critica al sistema è un po’ troppo e tutto insieme. Inoltre, i vari «Bellaaaaaaaaaaa!» di “Scary Movie” erano arrivati cambiando lo scenario per sempre, tempo per Craven di giocarsi altre carte, come vedremo nei prossimi capitoli della rubrica Craven Road!

36 commenti:

  1. Patrick Dempsey credo di averlo visto recitare solo in Come D' Incanto della Disney, che mi è piaciuto anche un sacco, ma forse sono di parte perché adoro Amy Adams già da quando veniva sedotta e abbandonata da Di Caprio in Prova A Prendermi.
    Il resto lo sai... Bellaaaaaa!!!

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    1. Su Amy Adams sfondi una porta aperta, l'unica che è riuscita a farmi sopportare una favola canterina Disney (fatta con ironia), anche se per me ha vinto tutto con i Muppets... Bellaaaaaaaa! ;-) Cheers

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    2. Quando si parla di Amy Adams mi vengono gli occhi a cuoricino, quindi mi unisco a voi nel... Bellaaaaaa!!! :-D
      Comunque Dempsey ci dava sotto già dagli anni Ottanta, qui diciamo che è a fine carriera: era il pupillo delle commediole romantiche adolescenziali. Poi è cresciuto ed è diventato il pupillo delle soap opera per signore, come appunto "Grey's Anatomy" :-P

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    3. Amy Adams va fortissimo, invece sul Dempsey mi cogliete impreparato, proprio un attore che ho incrociato poco nelle mie visioni. Cheers!

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  2. Nota al volo. Di "Arlington Road" ho un buonissimo ricordo, di "Trappola Criminale" un po' meno... Comunque due onestissimi film, forse un po' sprecato il secondo visto il grossissimo cast a disposizione (con ancora Charlize Theron fidanzatina tutta cuoricini e non paladina dell'action. Lucius dove sei?!?! Usciva anche le zizze mi pare di ricordare...).

    Arriviamo a questo SCREAM 3. In tutta onestà non me lo ricordo molto... Sono sicuro di averlo visto una volta (cinema?) e poi, credo, mai più. Rileggendo il post mi sa che che nella mia testa si è fuso con SCARY MOVIE creando un unico film. Non credo sia un buon segno... Tipo la scena che descrivi col salto in braccio a Linus ero convinto fosse nella parodia e non nell'originale.

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    1. Sul filone, Charlize ha fatto la gavetta, ha una serie di film da fidanzatina sopramobile del protagonista ;-) Considera poi che il primo “Scary Movie” è uscito proprio nel 2000, hanno deciso di fare un capitolo dal tono più leggero e comico, proprio quando stava arrivando la concorrenza. Cheers!

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    2. "Trappola Criminale" l'ho visto vent'anni fa, appena arrivò su Tele+, quindi onestamente non lo ricordo eppure ne ho un'ottima sensazione: ricordo che mi è piaciuto, anche se a vedere il cast non si direbbe. Diciamo che gli attori coinvolti erano ancora in una buona fase delle loro carriere :-P
      Grazie Zio per la dritta, ma la scheletrica Charlize esula dai miei gusti: una sua "uscita" non mi basta per ripescare il film...

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  3. Non rimane poi molto da dire, ormai.
    Una saga che procede in perfetto calando, col mio interesse che ormai scema progressivamente ed esponenzialmente ad ogni nuovo episodio.
    Non che gliene faccia una colpa, allo zio Wes.
    Semplicemente monetizza, e cerca di rifarsi dei soldi che non aveva fatto (e che giustamente avrebbe dovuto fare, in un mondo piu' giusto) ai tempi di Nightmare.
    Ma ormai siamo agli sgoccioli e col fiato corto.
    Ho apprezzato la critica al "sistema Hollywood" col cameo della Fisher che ci illumina sulle doti necessarie che deve avere un'attrice per fare strada.
    Farsi sfondare per sfondare.
    Bruttissima, lo ammetto. Ma rende l'idea di come funzionava (e funziona ancora. Perche' voi credete davvero che e' cambiato qualcosa?) da quelle parti.
    E poi Henriksen.
    Il modo migliore che ha trovato Craven per sollevare il "problema" prendendolo alla lontanissima.
    Che se ti mettevi a gettar fango direttamente sui Weinstein (in un film PRODOTTO DA LORO!! Capisco che lo zio Wes non se l'e' sentita. Ma se lo faceva...avrei avuto un altro motivo per stimarlo piu' di quanto non lo stimo gia') non solo ti ritrovavi messo alla porta, ma ti avrebbero sbattuto in faccia tutte quelle dove saresti andato a bussare.
    A parte questo...resta poco altro.

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    1. Sul serio, non ho mai apprezzato nemmeno la svolta finale sull'identità di Ghostface, Craven ha fatto un minimo di critica, lo apprezzo, ma Hollywood è un posto pericoloso, basta un attimo per essere accompagnati alla porta. Certo che una bella critica serie e tosta, ci sarebbe proprio stata da parte di un iconoclasta come lui ;-) Cheers

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  4. Io invece come scrivevo nel commento al primo Scream ho apprezzato questo terzo capitolo più del secondo per dinamiche, trama generale e location.
    Il secondo aveva delle scene puntuali brillanti e molto calzanti con i personaggi ed il contesto, nonché la saga (ad esempio la lezione di cinema ed il dibattito che ne consegue), ma si fermava lì.
    Per me la carta della madre giocata da Scream 2 impallidisce rispetto alla carta della madre (questa volta della vittima e vittima ella stessa) giocata da Scream 3.
    Per non parlare poi del socio di Scream 2 (per quanto possa essermi affezionato ad Oliphant dopo tutto Justified e Santa Clarita Diet), l'unico pregio della scelta è una critica - sebbene ancora più velata di quella alla tossicità di hollywood del 3 - al mondo della rete e delle potenzialità di connessione che esso apre: non solo in positivo (cioè la concretizzazione definitiva della società dell'informazione) ma anche in negativo, perché certi comportamenti/pensieri/turbe devianti, che la società minimizzando ed isolando talvolta riesce a contenere, nel momento in cui viene trovato un sodale si può innescare un circolo vizioso autoalimentante tale da trasformare le devianze in degenerazioni... Ma appunto questa cosa (che se non fosse Craven penserei essere solamente casuale ed incidentale) è presa ancora più alla lontana che non la critica ad hollywood: il che è tutto dire.

    Tornando a Scream 3: oltre all'identità dell'assassino (che per me non rappresenta un punto debole, anzi), la casa fatta di passaggi nascosti, pulsanti segreti e specchi magici, non solo non appare come pretestuosa (perché perfettamente giustificata dal contesto) ma permette e crea dinamiche non lineari che fino quasi all'ultimo possono lasciare il dubbio sull'identità di ghostface (ad esempio: ho rivisto da poco Scream 3, cogliendo l'occasione di questa rubrica per rivedermi tutti i film; ricordavo il collegamento del figlio perduto della madre, ma non ricordavo che certezza se il figlio fosse un figlio maschio od una figlia femmina... così, come già durante la prima visione i miei sospetti si spostavano dal regista all'attrice di Sydney in Stab 3 e viceversa).
    L'esternalizzazione della situazione psicologica di Sydney ad inizio film, connubio di forza e fragilità, è anche un ottimo esempio di "show, don't tell" ripreso in contrapposizione dall'epilogo, il quale oltre a donare un senso di chiusura alla saga riesce a completare il percorso di formazione di Sydney verso la realizzazione come persona adulta.

    Insomma l'ho trovato un film solido, laddove il 2 non lo era (pure la parte in cui dubita anche del nuovo ragazzo, in realtà un "Joshua" secondo le definizioni del mio personale vocabolario di topoi narrativi, mi urta un po').

    La pecca di Scream 3 sta nel filone relativo alla madre come possibile entità sovrannaturale: parte necessaria per l'approfondimento psicologico di Sydney e per la sua crescita dopo aver "affrontato" e "sconfitto" l'idea che ne ha di lei, passaggio senza il quale non potrebbe completare la sua affermazione come persona adulta... ma sotto ogni altro punto di vista invece fa acqua.

    Comunque dopo aver rivisto i tre film posso dire con sicurezza che sono gli unici che ho visto: quel fantomatico Scream 4 citato nelle recensioni precedenti (o nei commenti) non l'ho mai visto, né sono riuscito a reperirlo (su Netflix adesso ci sono l'1, il 2 ed il 3, oltre alla serie tv che non ho visto).

    Tutto ciò detto, è sempre un piacere leggerti e stavo proprio aspettando la conclusione anche della tua trilogia di recensioni su Scream ^_^

    Nathan

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    1. Anche io credo che la critica ad Hoolywood di “Scream 3” sia più affilata di quella ai pericoli di internet di “Scream 2”, inoltre ho apprezzato l’idea della madre e del suo passato, prima di rivederli sarei stato pronto a giurare che il secondo film, fosse peggiore del terzo, ma adesso mi sono balzate troppo agli occhi le trovate comiche un po’ fuori tono del terzo film.
      Inoltre tutta il sospetto paranormale di “Scream 3” sembra buttato nel mucchio ma mi fa sempre alzare il sopracciglio, anche se dici bene, era necessario per raccontare una parte della storia di Sidney.
      Hanno già tolto il quarto film? La serie tv non mi ha esaltato, ci sono un paio di episodi molto belli (anche diretti da nomi famosi) ma è una sorta di remake televisivo che non mi ha conquistato. Ti ringrazio molto sempre gentilissimo! ;-) Cheers

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  5. "anche se è assurdo che una saga nata come omaggio e parodia agli Slasher, sia stata surclassata dalla sua stessa parodia"

    Già!😳 Il trailer forse era davvero catturante? Boh! Addirittura uscì anche il meno fortunato Shriek. Per ritornare al fatto che ad Hollywood le idee girino e rigirino. XD
    Curioso come Sidney aiuti gli altri visto che la stessa cosa la faceva Nancy nel terzo Nightmare.
    La frangetta di Curtney cox!😳😰😅
    Randy!😍 Quel colpo di scena del 2 gli si era ritorto contro in effetti.😕

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    1. La frangetta della Cox è rivelatrice dell'anno d'uscita del film. Hai ragione non ci avevo pensato, Sidney e Nancy che tornano come la cavalleria nel terzo capitolo della rispettiva saga ;-) Cheers

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  6. Chiedo aiuto all'associazione Dipendenti anonimi da film horror, non riesco a ricordare l'identità dell'assassino di questo film. Purtroppo mi capita sempre più spesso, sarà una forma di Alzheimer precoce... Invece ricordo Megan Fox popputa più degli altri film, forse per rivaleggiare con la McCarthy, inoltre il ritorno di Dempsey dopo tanti anni di oblio, lo ricordavo bene nelle commedie giovanili degli anni '80, era un pò il controaltare di John Cusack. In ogni caso film che porta a casa la pagnotta senza fare grandi cose. Almeno, come scrivi, la presenza del grande Lance Henriksen lo eleva dalla mediocrità generale. In ogni caso nonostante tutto l'avevo visto al cinema e non mi era dispiaciuto. 👋

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    1. Aspetta però, adesso sono io che non ricordo Megan Fox in "Scream", e sì che dovrei ricordarla ;-) In ogni caso adesso scriverò parole a caso tipo ippopotamo pur di aggiungere parti di testo e poter andare a capo scrivendo: SPOILER!!! SPOILER!!
      -
      -trattino
      -ancora un trattino
      -
      -un altro, altrimenti poi ci dicono che siamo provinciali
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      l'assassino è il regista di "Squartati 3", fratellasto di Sidney
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      -
      -altri trattini
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      -ok ci siamo quasi
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      -
      FINE SPOILER! FINE SPOILER!!

      Ora però mi devo togliere il dubbio su Megan fox ;-) Cheers

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    2. Vedi che sono fuso? Ti ringrazio per la dritta! Volevo scrivere Courtney Cox, ma mi sono distratto!! Chiedo venia, mi autoflagello col cilicio?

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    3. Contento che anche tu ricordi il Dempsey degli anni d'oro, di "Happy Together" (la cui celebre canzone ho conosciuto proprio grazie a Patrick) e delle altre commedioline romantichelle per giovani, ma anche di quell'action sorprendente di "Run". Io i suoi film li vedevo ripescati da Tele+ negli anni Novanta, ma credo che in videoteca si trovassero tranquillamente.
      John Cusack all'epoca mi sembrava molto più in gamba come attore: o ero molto più giovane io, o molto più convincente lui :-D Lo ricordo ne "I corridoi del potere" (1991) insieme a James Spader: erano due portenti. Ed erano tempi in cui anche piccoli film avevano ottime trame come i grandi.

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    4. Ciao Lucius, ma intendi per caso Innamorati pazzi, dove c'era anche Bradd Pitt? Sicuro che me lo ricordo, anche Playboy in prova era molto divertente. Run, onestamente, mi manca, ma grazie per la dritta, cerco di recuperarlo. Probabilmente hai ragione su John Cusack, era ed è di un altro livello, e se devo essere sincero mi sono sempre identificato più in lui e nella sua aria da romantico sfigato che in Dempsey che era sempre il figo della situazione. Comunque era un bel periodo per quelle commediole, divertenti e leggere ma facevano il loro dovere di intrattenere senza problemi. 👋

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    5. Prenderà parte curiosamente ad un altro terzo capitolo di una saga sempre sceneggiato da Kruger, quello di Transformers😯! "Alta" qualità! XD Questo "Blood and chocolate" invece sembra interessante. XD

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    6. @Daniele
      Non so come mai, ma Tele+ si comprò diversi film con Dempsey e quindi per tipo un anno è stato come l'attore del momento, sebbene in pratica non lo conoscesse nessuno. Quando ti ritrovi quattro o cinque film di fila con lo stesso attori pensi "ah, è il nuovo divo del momento", poi scopri che è solo un caso che i suoi film siano finiti insieme.
      "Run" (1991) è stata una bella sorpresa, perché per una volta non è un ruolo romantichello: il nostro Patrick si trova incastrato non ricordo perché e comincia a correre... e corre per tutto il film! E' una sorta di "Tutto in una notte" ma tutto di giorno, dove al protagonista succede la qualunque e deve dimostrare la propria innocenza. Non è drammatico, intendiamoci, sono passati trent'anni e potrei sbagliare ma lo ricordo frizzante, più che d'azione intensa.
      Invece ricordo che quando Tele+ mandò in onda "Operazione Cadillac" (Coupe de Ville, 1990) mi venne il forte sospetto che il nostro Verdone l'avesse visto pure lui, visto che "Al lupo al lupo" (1992) ha molti collegamenti con quel film. Sono passati decenni e la memoria non mi aiuta, ma la storia di tre fratelli diversi che iniziano un viaggio per arrivare dal padre ricordo che aveva diversi punti in comune con quella del Carlo nazionale.
      Scopro che Dempsey è stato pure in "Virus letale" (1995) ma giuro che non lo ricordo!

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  7. Curiosamente non mi capita di confondere la parodia con l'originale, forse perché i vari Scream già li dimenticavo mentre li vedevo, mentre Scary Movie mi piaceva, almeno i primi due :-D
    Questo terzo sono sicuro d'averlo visto - una volta intorno alla sua uscita, forse magari qualche anno dopo, e un'altra quando ho fatto la super-maratona dei film con Lance - ma di nuovo non ricordo nulla se non Neve che lavora al telefono nella baita: visto che è un'attrice che non sopporto e tendo a spostare lo sguardo quando è inquadrata, è davvero uno strano ricordo. Ho la sensazione di aver visto anche Scream 4, ma lo scoprirò solo venerdì prossimo.

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    1. Non so bene quanti "Scary Movie" ci siano (forse quattro?), ma ricordo che sono state le ultime parodie abbastanza sceme e ben fatte da piacermi, prima che la parodia cinematografica semplicimente morisse, forse perché i film di serie A sono diventati già le parodie di loro stessi ;-) "Scream 4" è in arrivo, sarà il finale della rubrica su Craven, ma prima abbiamo ancora qualche titolo nel mezzo ;-) Cheers

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    2. Ma come mai abbiamo tutti ricordi frammentati di Scream 4?
      Saranno le nebbie lisergiche che zio Wes ha rilasciato nell'aria prima di abbandonarci?

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    3. Rivedendoli ha confermato il parere che avevo dopo averlo visto in sala, ma un ripasso é stato una Manna per la memoria ;-) Cheers

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    4. Attraverso le nebbie lisergiche di zio Wes ricordo che Scream 4 lo vidi in edizione pirata e l'unico motivo per cui lo ricordo è che c'è un "libro falso", scritto da Neve. Però per confermare queste vaghe vaghezze aspetterò la recensione di Cassidy ;-)

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    5. Si confermo, se ti serve posso farti qualche immagine ;-) Cheers

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  8. Il tuo post è così pieno di rimandi, citazioni e paragoni che andrebbero approfonditi che mi ci vorrebbe un sacco di tempo, sei sempre bravissimo a informare a allo stesso tempo incuriosire, grande! Purtroppo, come è già stato detto da Nathan, il quarto film non c'è su Netflix... Però mi unisco a Bobby nell'esaltare Come D'Incanto e la splendida Amy Adams, prima o poi la mia onda Disney passerà anche di là... Peccato sentire che anche per Craven ala fine sia stato difficile affondare davvero il coltello (!) nella critica allo strapotere dei produttori di Hollywood, ma pensandoci è una cosa difficile da fare ancora oggi, penso al tiepido Bombshell o al favolistico della serie Hollywood...

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    1. Diciamo che é proprio impossibile stare nel sistema e criticarlo, Hollywood mette al bando i personaggi scomodi (sto pensando a Milius). Ti ringrazio molto, alla fine il film concedeva di farlo con una certa facilità, mi fa piacere che ti sia piaciuto il post ;-) Cheers

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    2. Paradossalmente lo si faceva di più nella Hollywood classica con "Il bruto e la bella", "Il grande coltello" e "Hollywood party"!😳

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    3. Si, ma credo che un certo grado di critica sia sempre concesso da sempre, un certo grado però ;-) Cheers

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  9. Quando si allunga troppo il brodo poi senti solo l'acqua.

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    1. "Scream" è un altro di quegli horror che hanno fatto la storia, ma non sono riusciti a restare figli unici, l'horror vive anche di lunghe saghe dai multipli seguiti. Cheers!

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  10. Siamo sicuri che i produttori di una volta erano meglio di Weinstein ?
    Io cmq , in Scream 3 avrei fatto protagonisti Linus e Gale.
    Magari avrei aggiunto un cane per Linus, un alano, magari capace di parlare.
    Sarebbe stato un successone.

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    1. Proprio no, ma nemmeno quelli del futuro. Almeno Joss Whedon in "Buffy" ha chiamato i suoi "Scooby gang" mettendo in chiaro i riferimenti. Cheers!

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    2. "Proprio no, ma nemmeno quelli del futuro. Almeno Joss Whedon in "Buffy" ha chiamato i suoi "Scooby gang" mettendo in chiaro i riferimenti."

      Chissà se la Gellard la presero apposta per i film di Scooby-doo.😁

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