giovedì 20 agosto 2020

Omicidi e incantesimi (1991): chi ha incastrato H.P. Lovecraft

Il 20 agosto del 1890 a Providence nel Rhode Island, nasceva un signore con la testa piena di mostri e tentacoli, uno scrittore che ha influenzato l’horror e la cultura popolare occidentali come pochi altri. Oggi siamo qui insieme alla compagnia di blogger uniti, per festeggiare il compleanno di Howard Phillips Lovecraft.
La scelta di un film per rendere omaggio al buon vecchio H.P è piuttosto lunga, avrei potuto optare per qualcosa di ispirato ai suoi lavori in maniera diretta o indiretta, oppure pescare un titolo a caso dalla filmografia di Stuart Gordon, invece ho preferito giocarmela di sponda, con un film poco noto ma molto amato.

Lo sceneggiatore Joseph Dougherty si era messo in testa anche lui di omaggiare il solitario di Providence con una sceneggiatura ben poco ortodossa. Il suo film intitolato “Lovecraft”, ha fatto il giro di parecchie scrivanie di produttori senza attirare l’attenzione di nessuno, fino al giorno in cui non ha attivato il fiuto della leggendaria Gale Anne Hurd, responsabile di gran parte dei miei film preferiti, cosette come Terminator, Aliens - scontro finale e Tremors, ma la lista sarebbe molto più lunga.

Il film esce per la televisione, anzi per la precisione per la HBO, che giova ricordarlo, negli anni ’90 non era quella moderna guidata dal sacro fuoco del «… ma mettici due culi!» che ci ha regalato tante puntate di Giocotrono. Parliamo di un canale che davvero spingeva (ah-ah) su tematiche adulte, quello che ci ha regalato il film su Mike Tyson con Michael Jai White del 1995, oppure serie tv che hanno davvero fatto la storia del piccolo schermo (altro che i draghi sputafuoco!) come Oz, infatti occhi aperti perché in “Omicidi e incantesimi” ha un ruolo chiave anche Lee Tergesen, il mitico Tobias Beecher qui in panni che… non vi dico niente, non voglio togliervi questa sorpresa.

Cielo rosso di sera, Cthulhu si spera (tipico proverbio di Providence)
“Omicidi e incantesimi” è il titolo scelto per uno strambo Paese a forma di scarpa, un po’ moscio bisogna dirlo - fa pensare ad una commedia con la Bullock e Nicoletta Ragazzino -, con cui è stato deciso di adattare l’originale “Cast a Deadly Spell”, anche questo un po’ generico se vogliamo, perché come fa notare la frase promozionale sulla locandina del film, ma soprattutto come è impossibile non notare guardandolo, “Omicidi e incantesimi” è una sorta di Chi ha incastrato Roger Rabbit, con Lovecraft al posto dei cartoni animati, brutto? Vi assicuro proprio di no, anzi sarebbe un film da riscoprire se non fosse fuori catalogo qui da noi, a meno che non abbiate conservato la vecchia VHS, l’unico modo per vederlo al momento, è rivolgersi a quei santi di Cinema Zoo.

Fedora, sigarette, tavole calde e femmine fatali, come migliorare tutto questo? Con un po’ di Lovecraft!
Il film è stato diretto per il piccolo schermo da Martin Campbell, che aveva già diretto l’ottimo “Legge criminale” (1988), ma non aveva ancora fatto il botto con Fuga da Absolom, ma se il futuro regista di due 007 e due film su Zorro non parla volentieri del titolo che lo ha messo sulla mappa geografica, sarei curioso di sapere cosa pensa di un piccolo film girato per la HBO, nato da un soggetto ancora più strambo.

“Cast a Deadly Spell” ci porta in una Los Angeles alternativa dell’anno 1948, in cui la magia ha quasi totalmente preso il posto della tecnologia, tutti la utilizzano per rendersi la vita un po’ più facile, grazie a scorciatoie magiche. Anzi, non proprio tutti la utilizzano, ad esempio l’investigatore privato Harry Philip Lovecraft (si, questo é proprio il suo nome) non ne vuole proprio sapere, lui è uno della vecchia scuola infatti ad interpretarlo è proprio la faccia da pugile di quel gran mito di Fred Ward, arrivato dritto sparato da Perfection, per interpretare alla perfezione un tipo di personaggio alla Marlowe, ma non quel Marlowe.

Ferdinando Reparto, uno nato con la faccia giusta per fare il Detective.
Permettetemi un orrendo anglicismo, il “World Building”, la costruzione del mondo in cui si muovono i personaggi di “Omicidi e incantesimi” è impeccabile, Max Landis avrebbe dovuto rivedersi questo film prima di scrivere Bright, perché la città degli angeli alternativa di questo film, è davvero il frutto di una società in cui umani ed elementi sovrannaturali hanno imparato a coesistere. Un posto dove invece di essere inseguito da un normalissimo sgherro con il Fedora in testa, a pedinarti potrebbe essere che so… un Gargoyle!

Ogni volta che sento parlare di Gargoyle, mi parte in automatico la sigla.
Un luogo dove se un’automobile non parte, è perché nel cofano ci sono i Gremlins ma sul serio! Non come nelle fissazioni del signor Futterman, oppure dove non è improbabile che dal cielo incominci a piovere sangue, come in un pezzo degli Slayer («… pensare che alla radio avevano pronosticato bel tempo»).

Metti una tigre un Gremlin nel motore! (quasi-cit.)
Il film andrebbe visto, anche solo per le trovate a metà tra l’horror e la commedia sparse per il film, uno dei miei momenti preferiti è quando Lovecraft per il suo nuovo incarico, va a consultarsi con il suo vecchio capo, il detective di polizia Morris Bradbury, nome di certo non scelto a caso, ma per il compleanno di Ray Bradbury, ci vediamo su questa Bara tra un paio di giorni, per ora vi basti sapere che ad interpretare il ruolo del classico capo degli sbirri che urla («Io odio la luna piena!»), qui troviamo Charles Hallahan.

"Quando c'è la luna piena mi viene voglia di fumare", "Hai provato con le gomme?"
Bob Zemeckis con il suo coniglio dei cartoni animati, aveva insegnato il noir ad almeno un paio di generazioni, “Omicidi e incantesimi” sembra davvero un cugino alla lontana di Roger Rabbit perché anche lui, porta in scena davvero tutte le caratteristiche tipiche di un noir, compresi personaggi e le loro dinamiche. Ad esempio anche qui abbiamo un’affascinante Femme Fatale con i capelli rossi che canta (in playback) nei locali, ad interpretarla è una giovanissima Julianne Moore, che curiosamente avrebbe ritrovato Fred Ward nel 1993 in “America oggi” di Robert Altman, solo che nel frattempo zia Giuliana era diventata più famosa del suo roccioso collega.

"Non sono cattiva è che sono nata  Julianne Moore così" (quasi-cit.)
La scena in cui uno tra Joseph Dougherty e Martin Campbell (forse entrambi), confermano di aver rivisto Chi ha incastrato Roger Rabbit, prima di mettersi al lavoro su questo film, è il ritorno in ufficio di Harry Philip Lovecraft, che ricorda in tutto e per tutto il bellissimo ellisse narrativo con cui Bob Zemeckis ci raccontava il passato del suo Eddie Valiant, con tanto di vecchie foto malinconiche, bottiglie di Whisky e la notte passata a dormire sulla scrivania dell'ufficio, con tutti i vestiti addosso per entrambi gli investigatori privati.

"Alla tua Eddie, solo tu puoi capirmi"
Ma per nostra fortuna “Omicidi e incantesimi” è un film con una sua personalità anche piuttosto marcata, un’indagine il cui esito è già segnato, perché con Lovecraft (inteso come scrittore) di mezzo, si sa che all’orizzonte potranno arrivare solo entità maligne, ma ad affrontarle ci pensa Lovecraft (inteso come investigatore privato), infatti il film offre a Fred Ward la possibilità di brillare.

Lo sapete già, su questa Bare il buon vecchio Ferdinando Reparto gode di infinita stima, in questo film spadroneggia perfettamente a suo agio nel ruolo dello stropicciato investigatore, uno che viene sistematicamente sbeffeggiato per la sua stramba cravatta e che ogni volta che deve tirare fuori un biglietto da visita, sbaglia fornendo quello di una sala da ballo.

La cravatta è il vero orrore lovecraftiano.
Con quel grugno che si ritrova, Fred Ward è semplicemente perfetto per la parte, battuta pronta e faccia da schiaffi, il suo Harry Philip Lovecraft non si discosta di un millimetro dal canone dell’investigatore privato da film noir, però godetevelo mentre affronta mostri usciti dalle pentole nemmeno fossimo nel film di Elvira, oppure mentre accende fiammiferi, strofinandoli sulla faccia degli zombie.

I dialoghi del film poi sono un vero spasso, filano via belli lisci facendoci affezionare ai personaggi («… alle mie spalle c'è qualcuno che pianta una tenda?»), anche se qualche battuta purtroppo viene piallata dal doppiaggio Italiano, come ad esempio il gioco di parole sulla “fatina”, che va purtroppo perso per sempre.

“Chissà perché Cassidy poi dice che faccio sempre la parte del cattivo
Tra le facce note che completano questo gioiellino, impossibile non citare il losco proprietario di svariati nightclub come il “The Dunwich Room” (divertitevi a pescare tutte le citazioni Lovecraftiane sparse nel film) di nome Harry Bordo, che ha il volto e il corpaccione del mitico Clancy Brown. Uno che invece di affidarsi ai soliti sgherri che di solito si vedono nei Noir, qui decide di sfruttare degli zombie come forza lavoro. Degli zombie per altro nella loro forma originaria, ovvero degli schiavi senza possibilità di ribellarsi evocati dal Voodoo, infatti in maniera sottilmente critica, il film ci fa vedere come il bellissimo complesso residenziale pensato per i ricchi abitanti (BIANCHI!) della città, viene costruito non da operai, ma da manovalanza zombie, proveniente probabilmente da Haiti.

Ho camminato con uno zombi (cit.)
Come ogni noir che si rispetti, “Omicidi e incantesimi” ruota attorno all'indagine assegnata al protagonista, il nostro Harry Philip Lovecraft, dovrà prima schivare gli approcci della bella e giovanissima Olivia Hackshaw (Alexandra Powers) figlia del ricco datore di lavoro, Amos Hackshaw interpretato da un’altra leggenda, il grande David Warner.

“Ho sentito parlare di ruoli da cattivo? Eccomi qui!”
Dopo una vita da attore feticcio di Sam Peckinpah, e dopo aver rischiato di finire sotto il trucco e il cappello di Freddy Krueger, David Warner per me sarà sempre la faccia pacata del male (Terry Giliam lo aveva capito molto bene), il suo Amos Hackshaw assolda Lovecraft per recuperare, prima di una riunione che avverrà a mezzanotte (uhm, quali riunioni cominciano a mezzanotte?) un libro di sua proprietà che gli è stato portato via. Il tomo di suo, varrà un centinaio di dollari, è rilegato in pelle umana e si chiama Necronomicon, ne avete mai sentito parlare?

"Klaatu verata... nike... netta, nettare, nichel... oh Dio! Come è questa parola? Come faccio a non ricordarla?" (Cit.)
Se ad un film che accumula dinamite con un cast del genere, in grado di giocare così bene con horror, commedia, noir e tutta la letteratura di Howard Phillips Lovecraft, aggiungete come innesco il libro dell'arabo pazzo Abdul Alhazred, dovete solo mettervi comodi in poltrona e aspettare l’enorme esplosione che puntualmente arriverà nel finale del film.

Tra il pantheon di creature Lovecraftiane più famose, in questo film vengono citate Yog-Sothoth, Cthulhu e Azathoth, in un finale che malgrado il formato televisivo, non ha davvero niente da invidiare a nessuno, sia per orrore che per livello di ironia.

Per altro, documentandomi su questo film ho scoperto che esiste anche un suo seguito, intitolato “Witch Hunt” con Dennis Hopper a sostituire Fred Ward nello stesso ruolo, inutile dire che non potrò mai più dormire sereno finché non l’avrò visto!

"Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn", "...nel dubbio a soreta!"
Insomma “Omicidi e incantesimi” è un gioiellino che andrebbe riscoperto, di sicuro un riuscitissimo omaggio al solitario di Providence che oggi, a quasi trent’anni dalla sua uscita, forse verrebbe apprezzato molto di più, chissà cosa ne avrebbe pensato Lovecraft.

[H.P. Lovecraft guarda il televisore]
Le immagini hanno preso vita! L’orrore supremo si stava manifestando sotto i miei occhi, gli Antichi davano prova del loro assoluto poter…

OK, forse meglio non chiedersi cosa ne penserebbe il vecchio H.P. però potete sempre conoscere il parere dei blogger impegnati oggi nell'omaggio, trovate la lista completa qui sotto!

The Obsidian Mirror → Lovecraft e il Giappone: Insumasu o ouu Kage
Il Zinefilo → recensione film: Necronomicon
30 anni di Aliens → un'analisi di quanto Lovecraft ci sia in Alien
CitaScacchi → copertina scaccosa del fumetto "Cthulhu Tales"
Fumetti Etruschi → viaggio tra i mostruosi fumetti lovecraftiani di "Dampyr"
NonQuelMarlowe → storia del Necronomicon, il più famoso dei libri che non esistono
Gli Archivi di Uruk → post multiplo con le schede delle più recenti pubblicazioni di HPL in italiano
IPMP → post multiplo con più locandine d'annata possibili di film ispirati ad HPL distribuiti in Italia
Pietro Saba World → recensione film: Color Out of Space
Non c'è paragone → recensione film: Re-animator
Directors' Cult → recensione film: Re-animator
In Central Perk → recensione film: Il seme della follia
Solaris → recensione film: L'isola degli uomini pesce
Storie da birreria → I videogiochi lovecraftiani
Duecento Pagine → La casa delle  streghe. H. P. Lovecraft e l'architettura del male
Sicilianamente → The Call of Cthulhu
Letture pericolose → La casa stregata

40 commenti:

  1. Auguri Mr. Lovecraft! (Capo, cambia data ad inizio post... Hai invertito le cifre!)

    Film che non ho mai visto ma ora sento che pure io non dormirò bene finché non avrò recuperato questo e pure il seguito.

    E mo sotto con gli altri blog...

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    1. Fatto, sono talmente abituato a scrivere di film degli anni '80 che le date mi partono in automatico ;-) Cheers

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  2. Grande scrittore, ha veramente rivoluzionato con le sue visioni il mondo della scrittura. Peccato per la sua prematura dipartita a 47 anni... Di questo film non ero minimamente a conoscenza e dire che anche io sono un grande estimatore di Fred "Remo Williams" Ward, è davvero un attore poliedrico come pochi, ricordo anche una commedia con il nostro Michele Placido, sempre in quegli anni... Buona giornata 👋

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    1. Potevo scegliere titoli più canonici per l'omaggio al solitario di Providence, ma ho pensato subito a questo, perché merita tutta la visibilità che posso concedergli, anche se comunque poca ;-) Hanno fatto parecchi film Lovecraftiani, ma ne sogno uno ben fatto sulla sua vita, che aveva già parecchio pronto per essere raccontato in un film. Cheers!

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    2. Mi pareva una faccia nota, quella nella locandina.
      Remo Williams avrebbe meritato un sequel, dato che il titolo originale annuncia che "The adventure begins", e dato che Guy Hamilton aveva già lavorato con film seriali tipo la saga di James Bond.
      Fred Ward avrebbe meritato un personaggio, buono o cattivo che fosse, nella saga di "Die Hard".

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    3. Anche perché Remo Williams, il personaggio scritto da Warren Murphy era protagonista di molti romanzi, quindi il materiale non sarebbe mancato. Cheers!

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  3. No, questo non me lo ricordo proprio.
    Forse l'ho pure visto, ai tempi, sugli scaffali della videoteca.
    Per poi snobbarlo visto che,, come hai detto tu, un titolo cosi' non invogliava la visione.
    Ma ritengo sia doveroso recuperarlo, a questo punto.
    Vuoi perche' Lovecraft non e' un soggetto facile, cinematograficamente parlando.
    E un film riuscito non puo' che avere la mia ammirazione.
    E poi per il cast. Con Warner ma soprattutto il grandissimo Ward, uno dei duri dimenticati da Hollywood (ma non da noi).

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    1. Alcuni film ammonticchiano i nomi giusti, ma il risultato non è la somma della sua parti, questo invece lo è, quindi merita il recupero ;-) Cheers

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  4. L'ho visto giusto un paio di settimane fa, splendido! purtroppo col doppiaggio in italiano che non è il massimo, non l'ho trovato sottotitolato. Ma veramente esiste un seguito?!?

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    1. Il doppiaggio italiano ammazza alcune battute più riuscite in originale, si esiste e non vedo l’ora di vederlo ;-) Cheers!

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  5. Dopo questa intensa giornata Lovecraftiana, penso di riuscire a cogliere omaggi e citazioni ovunque, a cominciare da questo film, che mi piacerebbe indubbiamente vedere, perché non credo d'averlo mai fatto ;)

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    1. Questo film ne è davvero strapieno, merita un recupero ;-) Cheers

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  6. Spettacolo! Ecco come girare un film lovecraftiano senza cadere nello shitsploitation!

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    1. Esatto! Ne rispetta tutti i canoni (così come fa con il genere noir) senza riciclare sempre le stesse quattro idee, ma giocandoci invece molto bene ;-) Cheers

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  7. Grandissimo film. Durante la mia personale retrospettiva "Film con-su-per-tra-fra il Necronomicon" di una decina d'anni fa questo è stato la ciliegina sulla torta. Ricordo ancora che ero in treno, la mia seconda casa dell'epoca, e a bocca aperta assistevo al genio all'opera: se non bastassero le trovate perfette del film, Fred Ward protagonista manda tutto a mille!
    Invece non ricordavo quant'era bòna la Moore :-P
    E' davvero un peccato che filmacci lovecraftiani indegni siano famosi e questo sia praticamente materiale per pochi adepti: la HBO dovrebbe trasmetterlo tutti i giorni, fra un Gioco dei Culi e l'altro :-D

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    1. La Moore qui se la gioca con Ferdinando Reparto per il premio di faccia più azzeccata, solo che lei non sfoggia anche tutto il resto ;-) Sul serio, la HBO dei bei tempi, quella che osava con idee forti, quella in grado di sfornare un gioiellino come questo film. Cheers!

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    2. Lucius-bro, confermo che la Moore era tanta roba!! 😜

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    3. Mi è sempre piaciuta tantissimo come attrice, ma scopro anche che è stata sventolona da applauso :-P
      Teoricamente avrei dovuto conoscerla ne "I delitti del gatto nero" (1990), "La mano sulla culla" (1992), "Body of Evidence" (1992), "Benny & Joon" (1993), "Il fuggitivo" (1993) e così via, tutti film visti appena usciti, invece lì Julianne non la ricordo minimamente. Il primo ricordo che ho di lei è in "Vanya sulla 42esima strada" (1994), ma non ricordo il film in sé :-D

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  8. Minchia, mai visto!
    Solo il frame del crepuscolo è spettacolare.
    Dovrò recuperarlo.

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    1. Ti piacerà un sacco ne sono certo ;-) Cheers

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  9. Pure io devo ammettere di non conoscerlo. Prendo nota... Fa# può andare?

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    1. «Non mi ricordo se è un la diesis o un si bemolle», «Se suoni la nota sbagliata, diventiamo bemolli noi» (cit.) ;-) Cheers

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  10. Come Pirkaff qui sopra.
    Mettici che Chi ha incastrato Roger Rabbit? è tra i miei noir preferiti. E che comunque ho un vero feticismo per i noir che si impiastricciano di horror e soprannaturale. Questo DEVO vederlo assolutamente.

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    1. Come avrai notato, ho fatto alcuni velati (giusto accennati eh?) riferimenti a quel capolavoro di Zemeckis, quindi magari si intuir' che piaciucchia abbastanza anche a me ;-) Penso che potrebbe piacerti, ha tutte le carte in regola questo film. Cheers!

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  11. Davvero una bella riscoperta, probabilmente i film su Lovecraft quando non si prendono sul serio funzionano :)

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    1. Questo, "Re-animator", si penso che l'umorismo sia la chiave, almeno per me è sempre una buona risposta ;-) Cheers

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  12. Film incredibile, che purtroppo ho visto una volta sola, non per intero e da adolescente!
    Quanto vorrei rivederlo, le risate che mi sono fatto!
    Se ricordo bene (no spoiler) sul finale sarà vitale il contributo involontario di un giovane poliziotto, o qualcosa del genere...

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    1. Qualcosa del genere, nel finale è fondamentale il contributo di un poliziotto e beh di un personaggio giovane, mettiamola così, non voglio rivelare troppo per non rovinare la visione a chi non avesse mai visto il film, ma con quello che ti ho suggerito dovresti ricordare il finale ;-) Cheers

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    2. Il contributo di un giovane poliziotto e di un personaggio giovane che fanno in modo che venga meno la garanzia data a un Grande Antico, e lui non è certo tipo da fartela passare liscia ;-)
      Ecco, inserito seduta stante Cinema Zoo nella lista dei preferiti (anche se di questo divertentissimo "Omicidi e incantesimi", per fortuna, sono riuscito a rimediare una copia ad alta definizione già qualche annetto fa)...

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    3. Bravo, tienitela stretta perché é rara, non come il Necronomicon ma quasi ;-) Cheers

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  13. Sei un grande, lo dico senza scherzi. Anche te (come Obsidian) hai scritto un saggio più che una recensione: complimenti vivissimi. Io mi ero completamente dimenticato di questo evento e ho scritto un pezzo in fretta e furia, ma volevo comunque esserci perchè il vecchio H.P. merita questo e altro!

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    1. Ti ringrazio molto, stima reciproca lo sai, l'occasione richiedeva lo sforzo, anche di corsa e all'ultimo minuto, Lovecraft é un punto di riferimento ;-) Cheers

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  14. Mii, il classico film che ai tempi usciva in vhs, e dopo qualche tempo finiva in tv su Italia 7 ( ma mi pare lo fece pure Italia 1 ).
    Ma a leggere i commenti, io ero uno dei pochi ad averlo visto in tv ( peraltro, scusate l'OT, ora 7 Gold trasmette un assurdo telefilm israeliano di vampiri , SPLIT )

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    1. Avevi letto di un passaggio tv, potrebbe facilmente essere quello dove lo hai visto ;-) Cheers

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    2. Italia7 /7 Gold lo ha trasmesso sicuro al 100% , mentre non sono sicurissimo sul passaggio su Italia 1

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    3. Bene, mi fido della tua memoria ;-) Cheers

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    4. Guarda, negli anni 80, fino al 92 circa ,tutti i film horror di "serie B", finivano sempre in tv su Odeon e Italia 7 dopo max un anno che era uscita la vhs( con rare e notevoli eccezioni, come the Society su Rai 3 in prima serata !).
      Che tempi signora mia, che tempi .

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    5. I canali quelli giusti, con cui siamo cresciuti tutti ;-) Cheers

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  15. Piuttosto che Bradbury, sarebbe stato meglio che l'ispettore di polizia si fosse chiamato Bloch ( come lo scrittore Robert Bloch, amico del vero Lovecraft )

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    1. Immagini sia stata una dura scelta, ma mi é andata bene, a livello tematico visto che nella stessa settimana abbiamo reso omaggio ad HP e a Bradbury ;-) Cheers

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