venerdì 14 agosto 2020

Impetigore (2020): dall'Indonesia con orrore

Indonesia, terra di santi, poeti e calci in bocca, il più delle volte menati da Iko Uwais. Ma anche un Paese che cinematograficamente parlando è piuttosto vispo, ho avuto l’occasione di visitarlo, stando comodamente seduto sul divano di casa, mia grazie all'ultima edizione del Far East Film Festival.

A causa di un certo virus in circolazione - potreste averne sentito parlare, qualche telegiornale lo ha citato -, la ventiduesima edizione si è svolta online, anche se a causa degli orari non sono riuscito a seguire proprio tutto. Quindi mi sono gettato ovviamente su questo horror e su un altro titolo che arriverà a breve su questa Bare, salvo scoprire che entrambi i film erano diretti dallo stesso regista: Joko Anwar (storia vera).

Partiamo dal suo titolo, che siccome sono molto scemo, mi fa pensare a due cose: una canzone napoletana (oje core impetigore, si' stata 'o primmo ammore) ma allo stesso tempo una gran trovata, anche se avere le quattro lettere della parola “gore” nel titolo è sicuramente un caso, visto che da quanto ho avuto modo di verificare, “Impetigore” in Indonesiano significa “La ragazza dell’inferno”, che comunque bisogna ammetterlo, resta un titolo niente male.

Ormai la conoscete a memoria, anche perché lo ripeto sempre, i primi cinque minuti di un film ne determinano tutto l’andamento, “Impetigore” comincia al casello dove lavora la protagonista Maya, durante il turno di notte viene perseguitata da un losco figuro, non uno di quelli che si lamenta che la sbarra non si è alzata, al suo passaggio per via del Telepass difettoso però, più che altro il tipo di lamentela Indonesiana, quella che si esprime con il machete.

Quando la sbarra al casello non si apre, ma tu hai un machete e nessuna paura di utilizzarlo.
Se ho capito qualcosa dell’Indonesia guardando i loro film (molto poco in effetti), è sicuramente il dettaglio che nessuno da quelle parti esca di casa senza un bel machete affilato, infatti Joko Anwar che di horror in carriera ne ha diretti molti (anche se questo è il suo primo che ho l’occasione di vedere), si trova subito a suo agio, con una bella scena di apertura grondante sangue.

Dopo il pessimo incontro notturno, Maya scopre che l’uomo voleva affettarla per via della sua famiglia, questo spinge la donna ad indagare sul suo passato, fino alla decisione di tornare nel villaggio da cui proviene la sua famiglia, più che altro perché pare che ad aspettarla, ci sia anche un’eredità, una di quelle piuttosto cospicue per altro. Problema: i locali non sono proprio quelli che ti accolgono a braccia aperte e ti mettono una corona di fiori attorno al collo, mettiamola così.

Sarà che mi sono approcciato al film nell’unico modo possibile per me, ovvero da occidentale, ma ho trovato notevole l’abilità di Joko Anwar di giocare con i generi. “Impetigore” diventa molto presto uno di quegli Horror da svolta sbagliata, in cui i protagonisti si ritrovano in balia di “Redneck” - che non ho idea di come si dica in Indonesiano -, buzzurri locali sul genere «Lo Fai ragaFFo che Fomigli proprio ad un porco?» sul genere Non aprire quella porta, insomma niente per cui stare sereni.

Manca solo qualcuno impegnato a suonare il banjo.
Maya e l’amica che l’accompagna nell’impresa, una ragazza di nome Dini, riescono nella prima metà del film a fare tutte le scelte più sbagliate possibili, come da cliché del genere, ma Anwar è bravissimo a non fare quello che farebbe qualunque altro regista occidentale, ovvero lasciarsi incantare dalla flora locale inquadrando solo quella, invece ci porta per mano lungo una discesa all’inferno bella angosciante, non solo le ragazze dovranno schivare attenzioni non richieste (Gulp!), ma pian piano il film abbandona il filone “protagonisti che sbagliano strada e finiscono nella cacca-pupù” per abbracciare la storia di fantasmi, però intinta nel folklore locale, immaginate quanto sanguinoso possa essere, in un posto dove possedere un machete affilato è un diritto imprescindibile.

“Impetigore” si gioca alla grande stregoneria, maledizioni e sacrifici umani senza scadere mai in facili “Jump scare”, i famigerati “Salti paura” che ormai hanno scocciato per l’abuso che ne viene fatto in tanti horror provenienti da questa parte di gnocco minerale che ruota attorno al sole. Anwar è molto bravo a giocare con le aspettative del pubblico, ci sono delle scene in cui, per impostazione e scelta dei tempi, diventa proprio inevitabile per lo spettatore iniziare a preparare gli addominali per il salto sulla sedia che sta per fare, invece? Invece niente, perché Anwar utilizza molto bene i tempi tenendo il pubblico sulla corda, senza bisogno di trucchetti di poco conto.

"Potete capovolgere lo schermo e leggere il post della Bara al contrario? Mi sta andando il sangue alla testa"
Forse l’unico errore che mi sento di imputare ad “Impetigore” è la concessione allo “spiegone” che arriva nel pre finale, un errore da poco se vogliamo, perché senza quel passaggio alcuni momenti della trama sarebbero risultati incomprensibili, però è inevitabile che con il momento espositivo arrivi anche un leggero calo di ritmo, ma tra un sacrificio umano e l’altro ci vuole anche del tempo per riprendere fiato.

Bisogna dire che “Impetigore” risulta salomonicamente diviso (immagino a colpi di machete) in due parti, la prima strizza l’occhio all’horror occidentale la seconda invece, molto più dedicata al folklore locale. La mia scarsa esperienza con i film dell’orrore Indonesiani, non mi aiuta a capire se il vostro classico film di paura proveniente da laggiù, sia più simile alla prima oppure alla seconda parte di "Impetigore", ma in generale il film funziona anche grazie all'epilogo, dove il sangue non manca, ma quello bisogna dirlo, scorre abbondante per tutto il film. Il risultato è un film che mette parecchia carne al fuoco, ma la cui forza è quella di essere più della semplice somma di tutti gli elementi che lo compongono.

Vieni in Indonesia dicevano, vedrai ci divertiremo un sacco!
Insomma, sono contento di aver visto questo film, mi ha fatto venire voglia di esplorare cinematograficamente un Paese, che conoscevo più che altro per i suoi notevoli film d’azione, anche quelli a ben guardarli piuttosto truculenti. Infatti non mi ha stupito scoprire che questo horror ha incassato parecchio in patria, da noi i film campioni d’incassi sono le commedie con Checco Zalone, in Indonesia gli horror con i sacrifici umani e le persone passate a filo di machete, almeno tutti quelli in cui Iko Uwais non mena di botte qualcuno… che posticino incredibile l’Indonesia!

14 commenti:

  1. Ciao! Quindi se ho capito bene è un mix tra gli "hillbillies from hell" e il folklore etnico orientale. Sono incuriosito. Gli darò una possibilità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai capito bene, non ho capito se tutti gli horror Indonesiani guardano ad occidente come fa questo, ma questo "Impetigore" ci riesce molto bene, merita un'occhiata ;-) Cheers

      Elimina
  2. Uh, a saperlo che lo davano on line magari quest'anno sarei riuscito a vedere il famoso Far East Festival, che mi perdo regolarmente ogni anno. Questo titolo poi mi intriga assai, anche perché nella recensione sei riuscito ad usare tutte le parole chiave che fanno scattare la mia curiosità. Certo, se c'è Iko Iko che mena un film indonesiano ci perde, ma una visione se la merita :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli orari non erano comodissimi ma il programma del festival era piano di titoli, qualcosa commenterò ancora qui sulla Bara, anche se mi sarebbe piaciuto vedere di più. In effetto Iko Iko fa guadagnare punti, sulle spalle ha tutta l'industria cinematografica Indonesiana ;-) Cheers

      Elimina
  3. Sono stata una volta sola purtroppo al FEFF ma per me è stata un'esperienza illuminante! Un sacco di scoperte nuove, proprio come questi tuoi horror indonesiani. Questo lo cercherò, ormai gli horror orientali sono i soli che riescano davvero a farmi paura...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora spero apprezzerai il prossimo post orientale pronto in rampa di lancio, ho sempre un occhio di riguardo per il cinema proveniente da quella parte del mondo ;-) Cheers

      Elimina
  4. Non potrei mai... A me di notte piace fortissimamente il letto e guardare un festival online a orari da vampiro non fa per me.
    Però con questo mi hai parecchio incuriosito. Vedremo se riesco a recuperarlo in qualche modo (per RELIC sono diventato scemo e ancora non ci sono riuscito!).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli orari erano veramente in linea con il tema horror del film, però merita la visione, anche ad orari diurni ;-) Cheers

      Elimina
  5. ma niente scream 4 ?

    lo farai quando lo farai

    intanto buon feragosto

    rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono nel mezzo di due settimane di "vacanza" (si fa per dire), quindi riprenderò le operazione dal 24, arriveranno anche gli ultimi film di Wes Craven, ho quasi tutti i post già pronti ;-) Cheers!

      Elimina
  6. Sono quasi del tutto ignorante sul cinema indonesiano, ma questo horror sembra essere proprio pane per i miei denti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che ti potrebbe proprio piacere, sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

      Elimina