giovedì 16 luglio 2020

The Old Guard (2020): chi vuole sbadigliare per sempre?

Il 2020 sarà ricordato per sempre come un anno disgraziato, di sicuro non come l’anno che ha visto Greg Rucka, uscire dalle pagine dei fumetti dove spadroneggia da anni, per arrivare sul piccolo schermo.

Stumptown, la serie tv con Cobie Smulders, iniziava piuttosto bene per poi perdersi presto per strada, ma la vera cifra stilistica dei fumetti di Greg Rucka è il suo talento nello scrivere personaggi femminili tosti, se mi permettere il paragone ardito, per i fumetti Rucka ha sfoggiato la stessa capacità che al cinema aveva solo il primo Luc Besson (prima che uscisse di testa con quei cazzo di Minimei), una gran capacità di creare personaggi femminili incredibilmente realistici e riusciti, che poi è proprio quello che il cinema Americano contemporaneo cerca più del petrolio.

Gli esempi nella bibliografia di Rucka sarebbero tanti, la Punitrix Rachel Cole (firmata in coppia con le matite del bravissimo Marco Checchetto), la detective magica Rowan Black di Black Magick, per non parlare della mia preferita in assoluto: la titanica Forever di Lazarus.

Ma tra varie donne toste pibblicate per un po’ tutti gli editori americani, quella a cui Rucka deve la sua carriera, resta sicuramente la Carrie Stetko di Whiteout, già arrivata al cinema nel 2009, in un pessimo film con Kate Beckinsale.

Puoi togliere una donna dal deserto, ma non puoi toglierle la Furiosa che si porta dentro.
Si perché sembra che le donne toste al cinema, le abbia inventate la Marvel con Capitan Marvel, ma in realtà ci sono da sempre, così come i soggetti tratti da fumetto, solo che è comodo ricordare sempre e solo quello che è successo nell’ultima manciata di anni, ad esempio se vi dico Charlize Theron voi cosa rispondere? A parte le solite cose tipo: bona come pane e Nutella, oppure per i più futuristi tra di voi, la pubblicità del Martini. No, la risposta che più o meno metterà d’accordo tutti è il nome dell’Imperatrice Furiosa, la tipa tosta a cui persino Mad Max passava il fucile per non collezionare figure di niente.

Quello che hanno notato tutti dopo la sua interpretazione di Furiosa, è stata la svolta d’azione data dall’attrice sudafricana alla sua carriera, con ruoli in Fast & Furious 8, ma soprattutto Atomica bionda (anche questo tratto da un fumetto), quello che può essere passato inosservato è la propensione di Charlize Theron a cercare questo tipo di ruoli, fin da tempi non sospetti: il fallimentare “Æon Flux” (2005) oppure il generalmente ignorato “Hancock” (2008). Insomma era inevitabile che i gradi di separazione tra Charlize Theron e Greg Rucka, prima o poi diventassero meno dei canonici sei.

Sono l'unico a cui tutto questo ricorda fin troppo Æon Flux?
Il risultato è “The Old Guard”, tratto appunto dal fumetto omonimo di Rucka (ancora in corso di pubblicazione negli Stati Uniti), prodotto ed interpretato da Charlize Theron per la Skydance Media, ma distribuito la scorsa settimana da Netflix sulla sua piattaforma, perché tanto ormai abbiamo capito che il 2020 è l’anno in cui i film nuovi, bisogna vederli tutti a casina nostra. Il pigrone dentro di me ringrazia.

La vecchia guardia del titolo, sono il gruppo di soldati uniti insieme da un’unica caratteristica: quella di essere immortali. Provenienti dalle più disparate epoche della storia, sono guidati da Andy (una Charlize Theron mora come in “Æon Flux”, non un buon segno…), nome Yankee e accorciato rispetto al suo originale. Si perché il capo indiscusso del battaglione altri non è che Andromaca di Scizia, al comando di un gruppo di immortali in grado di trovarsi tra di loro grazie alla Reminiscenze ai sogni.

Ne resterà soltanto… uno, due, tre, quattro cinque. Cinque, ne resteranno soltanto cinque.
Con un trucco di sceneggiatura tutto sommato classico - introduci personaggi e regole della tua storia al pubblico, raccontandoli dal punto di vista del nuovo arrivato, quello con cui il pubblico potrà immedesimarsi -, Greg Rucka anche autore della sceneggiatura, ci racconta di Nile Freeman (KiKi Layne), tosta Marines che scopre di poter guarire anche da un taglio netto della gola e proprio per questo, entrerà presto a far parte della vecchia guardia.

Il resto della squadra é composta da Matthias Schoenaerts nei panni di Sebastian le Livre, detto Booker (in modo che tutti possano dirgli: OK Booker! … perdonatemi, questa era tremenda). Ma soprattutto dai due più caratteristici del gruppo: i due veterani delle crociate, prima nemici e poi amanti Joe (Yusuf Al-Kaysani) interpretato da Marwan Kenzari e Nicky (Nicolo di Genova), che ha il volto, il nasone e gli occhi del nostrano Luca Marinelli, al suo esordio in un film Americano, se lo merita perché ha dimostrato di essere uno dei più bravi in circolazione in questo strambo Paese a forma di Scarpa. Per altro, tra lo Zingaro di Lo chiamavano Jeeg Robot e il suo prossimo ruolo nei panni di Diabolik, anche Marinelli sembra nato sotto la stella (si spera buona) dei fumetti.

"Io solo una cosa voglio sape', a chi devo sparare?" (quasi-cit.)
Ho iniziato a guardare il film consapevole solo dell’esistenza del fumetto di Rucka, sono arrivato alla fine sbadigliando sonoramente davanti a questo Highlander che non ci ha creduto abbastanza (“who wants to yawn forever?” quasi-cit.), Charlize Theron è la solita semi Dea che picchia come un fabbro, si scola bottiglie di vodka e si porta dietro un’ascia bipenne, come qualunque altra ragazza andrebbe in giro con la borsetta di Dior, per altro con la stessa classe. Però il film no, non ci siamo proprio, un buon modo per sprecare una storia interessante, quindi cosa ho fatto? Quello che faccio sempre, leggere fumetti!

Le nuove mazzat' de Christian Dior.
Dopo aver letto il primo volume di “The Old Guard” intitolato “Opening Fire”, tutti i difetti del film si sono esacerbati, giusto perché il mio approccio è sempre lo stesso: quando si tratta di un adattamento, prima valuto il film e poi se mai come è stato portato sul grande schermo su Netflix, qui nel confronto, l’adattamento già molto zoppicante di suo, ne esce con le ossa spezzate.

La sceneggiatura del film è molto aderente alla storia originale, così tanto che verrebbe da pensare che a scriverla sia stato direttamente Greg Rucka, che poi è proprio quello che è accaduto (storia vera). Rucka riporta nel film i momenti chiave del fumetto, compresi i colpi di scena piccoli e grandi, forse l’unico difetto che riesco ad imputargli e non aver voluto sforbiciare la dichiarazione d’amore di Joe a Nicky, perfetta per le pagine di un fumetto, ma decisamente troppo lunga e pacchiana per un film. Il resto dei difetti però sono quasi tutti imputabili a qualche imposizione della censura e probabilmente del budget, ad almeno una scelta di casting fuori fuoco e alla regia… beh, robetta da niente no? In pratica tutto quello che conta!

Andy nel fumetto entra in scena dopo aver abbandonato un uomo nel letto la mattina dopo, senza curarsi di chiedergli nemmeno il nome, in modo che per lei sia più facile dimenticarsi del passatempo di una notte, ma il problema non sta tanto nella pialla con cui il film è passato sulla sessualità vorace della protagonista, quando più che altro sul modo in cui sono stati appiattiti tutti i protagonisti, resi più sottili dei fogli su cui é stato stampato il fumetto.

La vecchia guardia a fumetti di Greg Rucka e Leandro Fernandez.
Mi sembra piuttosto evidente che Netflix abbia chiamato Rucka dicendogli: «Hey Rucky-Boy campione! Come stai? Senti un po’ riguardo tutte quelle parti della tua storia ambientate nel passato remoto, voglio dire servono davvero? Taglia amico! Taglia che quella è roba che costa!».
Ecco perché la ritirata di Russia, da cui sopravvivere con enormi sacrifici Booker, sparisce totalmente dalla trama, e con lui tutta la caratterizzazione del personaggio, necessaria a comprendere le sue scelte. La prima crociata in cui l’odio di Joe e Nicky diventa amore, nel film è descritta con l’enfasi con cui l’ho appena fatto io con questa frase, forse anche meno, per non parlare di tutto il travagliato passato di Andy insieme alla sua sessualità che è parte stessa del personaggio. Vediamo Charlize con un velo in testa (però trucatissima) in mezza scena e fatecelo bastare!

Cosa ricordate ancora oggi del film di Russell Mulcahy? Intendo dire a parte un utilizzo abbondante delle scintille e della colonna sonora dei Queen? Proprio le parti ambientate nel passato di Connor MacLeod erano quelle che ci facevano appassionare al personaggio, senza quelle, questa “Vecchia Guardia” è solo una banda di amiconi, uniti quanto le dita in una mano all'interno di un pugno ok, ma senza alcuno spessore, infatti a fine film da spettatori li ricordiamo solo come: la tizia nuova con le treccine, Charlize, i due omosessuali e quell'altro. Un po’ pochino per un gruppo di immortali con centinaia di anni di vita alle spalle.

“Ricordami di disarticolare una spalla a Cassidy appena lo incontrerò”, “Sarà fatto”
Ma il “Madornale errore” (cit.) di questo film è quello che in troppi fanno quando si parla di storie d’azione, che sia un fumetto oppure un film, l’Action è un genere in cui è l’azione a portare avanti la storia. Se le scene d’azione, che siano botte, sparatorie oppure inseguimenti, vengono trattate come il prezzo da pagare per poter dire di aver sfornato una storia d’azione, allora del genere non hai capito proprio niente. Non credo sia stata una buona idea affidare un film come quearo a Gina Prince-Bythewood, una che in carriera ha firmato “Love & Basketball” (2000), che non ho visto e che potrebbe interessarmi solo per il 50% del suo titolo, ma soprattutto roba come “La vita segreta delle api” (2008), che invece purtroppo ho visto e se volete vi commento anche al volo: avrei preferito una puntura d’ape.

"Non ti offendere, ma era molto meglio Bee Movie"
Gina Prince-Bythewood decide che la soluzione migliore per le sequenze d’azione, può essere solo quella di farle cominciare tutte con una canzone, dando il via ad un fastidioso effetto videoclip insopportabile già dalla prima scena, figuriamoci alla quarta. L’errore è davvero tutto qui, già non conosciamo molto di questi personaggi, se non che sono immortali fino a prova contraria, ma vederli lanciarsi nell’azione senza alcune protezione, consapevoleli che prima o poi vabbé, il proiettile letale arriverà, non restituisce il loro dramma al pubblico, al massimo li fa sembrate tutti molto scemi.

“Prima l’A e poi il B, fai un bel cerchio ed ecco che sparo a quello lì” (quasi-cit.)
Nel fumetto, Joe e Nicky sono guerrieri letali perché affiatatissimi dopo secoli di lotta spalla a spalla, Nile è l’ultima arrivata ma anche quella bravissima ad adattarsi alle tattiche di combattimento del gruppo e infine Andy, una donna che ha ucciso troppo, amato (e perso) troppo e ogni volta che ha l’occasione di farlo ama solo per assecondare gli istinti e si getta in battaglia con la stessa feroce disperazione, quella di colei che quel colpo letale, quello in grado di mettere la parola fine a questa dannata immortalità, un po’ lo desidera. Tutta roba che nel film, puff! Scomparsa.

Ecco perché Leandro Fernandez (il cui tratto lo fa sembrare un Eduardo Risso più grossolano ma comunque efficace), disegna le scene d’azione in maniera così dinamica, perché sono importanti quanto i dialoghi e ci dicono tanto dei protagonisti, altro che quelle quattro musichette scelte a caso di sottofondo!

Inoltre ho ancora una cosetta prima di concludere, ma qui è obbligatorio l’avviso per gli SPOILER!

Volano SPOILER come pugni in faccia, consideratevi avvisati!
Ma poi io dico, basta con questi cattivi lanciati già dalle finestre! Ormai è la prassi dal 1988 a questa parte solo che in quel caso il cattivo era una vera minaccia. L’idea di un cattivone che lavora per la “Big Pharma”, in grado di mettere in difficoltà i protagonisti all’inizio, ma che diventa sempre più insignificante nel corso del film fino appunto, a morire in modo frettoloso, funziona molto meglio nel fumetto che nel film, dove la morte avviene per pigro defenestramento (la fusione di due scene madri del fumetto... perché dobbiamo risparmiare tempo e denaro!). Inoltre il cattivo nel film ha la faccia buffa di Harry Melling - proprio sul cui viso così particolare, i Coen hanno costruito parte di un loro film -, che lo a rende un patatone isterico e poco altro. Insomma altro giro, altro cattivo di poco conto, con la differenza che nel film, non è nemmeno chiaro che la volontà di Rucka, era proprio quella di sbertucciare l’antagonista. Fine del paragrafo con gli SPOILER!

Insomma, se volete gustarsi la solita Charlize Theron tostissima, il film si trova comodamente su Netflix, ma se volete fare la conoscenza della vecchia guardia, quella vera, molto più tosta e interessante della sua scolorita controparte cinematografica, leggetevi il fumetto, anzi fate così, passate a trovare Lucius, che in tempi non sospetti aveva già messo su una bella rubrica sulla Donne di Greg Rucka.

34 commenti:

  1. Non leggo nulla perché dovevo guardarlo l'altro ieri ma poi per mille motivi ho scelto altro e questo ce l'ho in lista per oggi o domani.
    Il titolo che hai dato al post però non promette nulla di buono...

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    1. (non ti dico cosa ho guardato perché spero di vederlo presto su questa Bara...)

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    2. In questi casi si dice: «Be afraid, be very afraid» (Cit.). Puoisempre ripiegare sul fumetto ;-) Cheers

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    3. Ho un po' di roba in arrivo qui, tra vecchia e nuova, serie tv ho anche rivisto "Once Brothers" (storia vera). Cheers

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  2. Proprio ieri un amico mi ha parlato entusiasta di questo film e ora tu lo demolisci... Qualcosa non va...nel film o nel mio amico?

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    1. (Cassidy con voce da Terminator T-800): «Cambia amici» ;-) Cheers

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  3. Visto proprio ieri sera, mi ha dato quello che mi aspettavo, 2 ore di spari e botte che non mi hanno annoiato. Poteva essere di più ma poteva essere anche di meno, si lascia guardare.
    Per me una sufficienza abbondante se la merita...

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    1. Avrei voluto divertirmi anche io, ma proprio non ci siamo riusciti, Wing-woman compresa. Per fortuna tra due giorni lo avrò già dimenticato ;-) Cheers

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  4. Io penso che prima o poi i cinecomics arriveranno a saturazione, come già accaduto in passato per altri generi cinematografici (western, poliziesco): ce ne sono fin troppi e troppi sono di bassa qualità... credo che ormai ci siamo vicini: anche i fan più irriducibili, direi, cominciano a stufarsi di questa offerta spropositata e inutile (per me...)

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    1. Non credo, continuano ad uscire Western anche oggi, inoltre i "cinecomics" hanno guadagnato il loro nome negli ultimi anni, ma esistono da sempre (il Diabolik di Mario Bava del 1968). I generi cinematografici non muoiono ne si eatinguono, aspetta la Fase 4 della Marvel per valutare le reazioni del pubblico ;-) Cheers

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  5. E' un peccato, per l'esordio a Hollywood Marinelli meritava sicuramente di meglio.

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    1. Concordo sul fatto che mi dispiace per Marinelli, è davvero un bravo attore che merita buoni film. Aeon Flux non mi era poi dispiaciuto, certo non era un filmone ma si faceva vedere. Questo lo evito, anche perché non ho netflix eh eh 👋

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    2. Lui secondo me porta a casa la pagnotta, non è certo colpa sua se il film è pessima. Purtroppo costava troppo ricostruire la prima crociata, quindi hanno piallato via tutto, anche il passato degli immortali, che però conteneva tutte le motivazioni dei personaggi... ooops! ;-) Cheers

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    3. Che poi il cartone animato di "Aeon Flux" non lo ricordo benissimo, ma lo ricordo pieno di trovate niente male, mentre il film nella mia testa è "Ultraviolet" con Charlize al posto di Milla ;-) Cheers

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  6. Ormai siamo in simbiosi, questa mattina mi sono svegliato e ho ricevuto un pensiero: Cassidy avrà recensito "Old Guard" :-D
    In questi giorni mi sono letto e gustato il fumetto e stamattina visto il film: lunedì recensirò entrambi a blog unificati, ma intanto qualche parola va detta. (Riassumo qui: sono perfettamente d'accordo con te ^_^)

    Nel caso della serie TV “Stumptown” mi ero lamentato che allontanarsi dal fumetto di Greg Rucka era stato uno sbaglio, non essendoci sceneggiatori dello stesso livello, ora con “The Old Guard”, dove è Greg Rucka stesso a prendere il proprio fumetto e a ricopiarlo, parola per parola, immagine per immagine, sullo schermo… mi lamento uguale! :-D
    Rucka è un grande autore di donne forti (e spesso immortali) ma la libertà creativa che gli concedono le case a fumetti indipendenti è assolutamente impensabile al cinema o su Netflix, quindi qui ha dovuto lavorare di sottrazione e togliere alla propria opera tutto ciò che la rendeva unica e memorabile: non credo sia (tutta) colpa sua, è il medium che è così, tende alla banalità perché tutto ciò che non è banale non si può dire. (E poi i bambini? Perché nessuno pensa ai bambini????)
    Così una donna che annega il dolore di non poter amare scopandosi ogni uomo che incontra e fumando come una ciminiera – due cose che se le fai vedere su schermo ti sparano! – diventa Santa Andromaca da Scizia, dal musetto e capello perfetto di Charlize “Ti Spacco il Culo” Theron, impegnata nel film “Atomica bionda 2: Highlander”.
    È davvero un peccato perché si vede che Charlize si è (giustamente) innamorata del personaggio, tanto da co-produrre il film, ma quello che è uscito fuori è un riassuntino banale e piatto, la solita insopportabile Storia delle Origini che quindi manca di tutto, come ogni storia similare al cinema.
    Rucka dovrebbe smetterla di sognare il cinema come fossimo ancora negli anni Ottanta e continuare invece a fare quello che sa fare dannatamente bene: raccontarci donne forti (e spesso immortali) su carta.

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    1. Ho visto il film venerdì, domenica ho letto il fumetto, lunedì ne ho scritto, altro che gli immortali di Rucka ormai pensiamo come una sola mente! Non vedo l'ora di leggerti ;-) Completamente d'accordo,
      Kris Kelvin nei commenti qui sopra pronostica la fine dei "Cinecomics", ma il problema vero è la crisi del cinema! Il pensiero della Signora Lovejoy sta appiattendo tutti i film, arrotondando loro le punte per renderli innocui, ecco perché la stessa storia, scritta dallo stesso autore, nel fumetto ha dei contenuti adulti, nel film invece è moscia, banale e cento volte meno interessante. Cheers!

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  7. Proprio come Il Moro mi dispiace molto che Marinelli, che mi è piaciuto tantissimo in Lo Chiamavano Jeeg Robot (e non è facile che a me piaccia tantissimo qualcosa di italiano che non sia da mangiare o da indossare...), per il suo esordio oltreoceano abbia trovato un film non all'altezza... speriamo meglio con Diabolik allora! Old Guard, siccome mi fido della tua recensione, cercherò di evitarlo (almeno finché il marito nerd non deciderà di propinarmelo...)

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    1. Occhi puntati a dicembre per Marinelli, sono molto curioso di vederlo interpretare Diabolik per i Manetti Bros. anche se in realtà aspetto più Miriam Leone nella calzamaglia, lo ammetto candidamente ;-) Cheers

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  8. Bhè ha fatto una buona figura come protagonista in una produzione internazionale con star del calibro di Charlize Theron e Chiwetel Ejiofor ( x fortuna google, ma come razzo si chiama?! :D ).
    Direi che gli è andata piuttosto bene!

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    1. «Salute!» (cit.) Anche secondo me non ha sfigurato, intanto ha fatto un passetto, di sicuro meglio lui qui che Raul Bova in "Alien VS Predator" ;-) Cheers

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  9. Avevo letto il post dopo aver visto un’ora di film, sono tornato ora che l’ho finito per leggere la parte spoiler! 😂
    Premettendo che in fondo dei conti mi è piaciuto e mi ha divertito, l’ho visto soprattutto spinto dalla curiosità di scoprire come se la cavava Marinelli. Che dire, ne esce egregiamente, ha il giusto spazio e spero che sia un modo per proseguire la carriera all’estero (beh, almeno un altro film lo farà di sicuro!).

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    1. Lui sicuramente si, mi fa piacere che ti sia piaciuto e grazie per la lettura in due tempi, vale doppio! ;-) Cheers

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  10. Io da sta recensione ho capito due cose: The Old Guard non lo voglio vedere, e meno male la Vázquez non l'hanno doppiata in romanesco sennò Aliens non mi sarebbe piaciuto com e i piace! X--D

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    1. In romanesco come potrebbe venire fuori: «Está bien, señores, abbiamo in dotazione sette fusti di gas nervino, portiamoli là dentro e inondiamo todo il fottuto nido!» ;-) Cheers

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  11. Mi dispiacerebbe per Charlize Theron se fosse davvero così, impossibile resistere però..

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    1. Lei è sempre tosta, ma il fumetto resta una spanna e mezza sopra. Cheers

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  12. La battuta sul film con le api forse vale più della visione del film, che comunque prima o poi guarderò per Charleze e soprattutto per Marinelli.

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    1. Non so nemmeno perché io abbia visto un film intitolato "La vita segreta delle api", forse speravo in qualcosa tipo "Swarm - Lo sciame che uccide" (1978) e in effetti un po' mi ha ucciso ;-) Cheers

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  13. io il film l'ho visto ieri sera. e tutte le cose che dici non essere state approfondite nel film, io le avevo capite, prima di leggere la recensione. forse sono donna e quindi ho afferrato cose sottili che ti sono sfuggite? non so, fatto sta che il film mi è piaciuto, ho colto in pieno il senso di sofferenza per una vita passata a cercare di afferrare quello che riusciva senza poter trattenere nulla, disperata per la perdita di quei pochi che avrebbero potuto condividere con lei il percorso senza portarlo solo sulle sue spalle, stanca di andare avanti combattendo per non ottenere nessun vero cambiamento. vero che non si comprende a pieno la disperazione di Booker, che si, esprime il suo dolore senza ammenda per la perdita della sua famiglia, che in realtà ha squarciato la sua anima più per il rammarico di non poter passare un dono che non voleva, che per il fatto che inevitabilmente il tempo strappa via tutto quello che non è immortale come loro. ma che desiderasse la morte più di quanto volesse continuare la lotta lo si può immaginare da come parla con la nuova, freeman.
    ho gradito molto il film, ho amato la Steron, una donna che ha superato la quarantina e che ancora si muove e appare come una ragazzina, bella come una dea greca sul serio, anche se una misurina di seno in più la renderebbe perfetta.
    e devo dire che se ne faranno un secondo, o una serie come ho sentito sussurrare a mezza bocca,me vedrà tra i fruitori entusiasti.
    besos

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    1. Mi fa piacere che il film ti sia piaciuto, personalmente l'ho trovato tedioso e imbarazzante, la ricostruzione del passato è abbastanza tragicomica e mostra tutta la mancanza di fondi. Nel confronto diretto con il fumetto poi, sembra un adattamento per bambini con le punte arrotondante. Forse sono io che preferisco storia che affrontano temi adulti in maniera diretta, senza girarci attorno, se una storia scritta dallo stesso autore funziona alla grande tra le pagine di un fumetto, ma non altrettanto bene al cinema, il problema sta tutto nel film. A questo punto penso che il fumetto potrebbe piacerti tantissimo, però non azzardo pronostici, in fondo non ho la pretesa di sapere tutto, non sono mica immortale ;-) Cheers

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  14. Allora per noi profani meglio non leggere il fumetto e guardare il film e basta :)
    Oh, l'idea di eroi immortali (o quasi..) mi galvanizza, ovviamente felice per la presenza di Marinelli; dei protagonisti quello che mi "affascina" di più è il soldato napoleonico!

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    1. In realtà per fare le conoscenza di questi personaggi, consiglio di più il fumetto, però tra le pagine non ci trovi Marinelli ;-) Cheers

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  15. Secondo me Aeon-Flux è molto peggio di questo. Questo è solo noioso, come se fosse uno spot pubblicitario di un'ora e mezza per costringerti a vedere il prossimo capitolo. Certo, c'è di peggio: la Marvel li fa da tre ore piene questi spot pubblicitari.

    Peccato aver sprecato così male il lavorone che Charlize sta facendo sulla sua interpretazione dei ruoli action.

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  16. Il cast giusto alle prese con una regia piatta e una sceneggiatura debole hanno dato vita ad un film estremamente blando, nonostante le premesse. Ma come dico sempre dalla bara imparo sempre qualcosa e la lezione del giorno è che una persona a cui consigliavo film in videoteca molti anni addietro è in realtà un disegnatore di fumetti.

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