lunedì 20 luglio 2020

Il Triello - il buono, il brutto, il discreto (speciale Horror): Litte Monsters, Antrum e You should have left

Visto che avete gradito il formato inventato da Quinto Moro, oggi anche io userò il Triello per parlarvi di tre film Horror del 2020, uno buono, uno decente ed un altro decisamente brutto. Se volete potete leggere tutto facendo lo sguardo da Clint Eastwood.
IL BUONO
Antrum - Il film maledetto (2020)

Ci tengo a sottolinearlo, ho visto il film qualche giorno fa è tutto sommato sto bene. Nel caso non vedeste più aggiornamenti sulla Bara Volante, è stato un piacere conoscermi ma soprattutto, è stato “Antrum” a fare quello che (per fortuna pochi) da tempo vorrebbero fare, ovvero zittirmi per sempre.

Trovo divertentissimo il fatto che molti si siano offesi quando hanno scoperto che “Antrum” non è vero, perché qualche film lo è per caso? In un’epoca in cui le notizie false prosperano, un film falso fa ancora abboccare tanti all’amo come Cavedani in amore.

“Antrum”, il film maledetto che ha provocato incendi nei film festival dove è stato trasmesso e ha ucciso molti critici che lo avevano visto in anteprima nei modi più disparati, un po’ come se fosse la VHS di The Ring oppure “La Fin Absolue du Monde”, il film falso di Cigarette Burns di John Carpenter, a cui “Antrum” viene apertamente paragonato, nella breve introduzione con cui lo trovate su Amazon Prime.

Il famosissimo dottor Storiavera, laureato in Ballelogia.
Già, perché un film proveniente dall’est Europa girato negli anni ’70 e scomparso da allora, dopo aver ucciso (sempre secondo l’introduzione tutta rigorosamente senza date), svariate persone è approdato comodo su una delle più popolari piattaforme di streaming, vabbè anche questo è parte del gioco della mockumentary di Michael Laicini e David Amito.

Non era meglio scavare nella sabbia al mare ragazzi? No vero?
L’introduzione di “Antrum”, con tanto di conto alla rovescia prima dell’inizio del film è un modo molto riuscito di sollecitare la curiosità dello spettatore, convincendolo a partecipare a questo gioco. A suo modo è un po’ come ripetere: occhio che la pentola scotta! Anche se la pentola in questione è fredda gelata. Però quando ti avvicinerai come lo farai? Con spavalderia o con attenzione? Qui è più o meno la stessa cosa.

“Antrum” è la storia di due ragazzi che in un bosco da qualche parte, scavano un buco per raggiungere l’inferno e mettersi l’anima in pace, dopo la morte dell’amato Labrador di casa. Nicole Tompkins e Rowan Smyth, hanno entrambi ruoli più o meno grandi in film contemporanei, quindi è improbabile che possano essere stati protagonisti di un film perduto degli anni ’70, anche solo per ragioni puramente anagrafiche, però sono così bravi da tenere sulle spalle tutta la pellicola, che è un omaggio al cinema di quel decennio per musiche, finti graffi sulla pellicola ma anche trovate esagerate, come lo scoiattolo demoniaco (davvero!?) che sembra uno dei peluche mordicchiati preferiti del mio cane.

Anche il testo nel libro alimenta il gioco di finzione del film.
Il film è diviso in capitoli, tutti annunciati dai vari capitoli del libro (ovviamente falso) usato dai protagonisti, una sorta di Necronocimon che scandisce la discesa all’inferno dei due fratellini e la varie fase del gioco messo su da Michael Laicini e David Amito, che riesce ad essere a tratti incredibilmente naif ma anche piuttosto sinistro, un classico caso di “non è vero ma ci credo”, che poi ci chiede solo di fare quello che facciamo sempre con i film: credere ad una storia che sappiamo essere finta.

Michael Laicini e David Amito mescolano tutti i cliché del genere horror, dai cannibali, ai demoni all'idolo sacrilego che sembra una strizzata d’occhio a “The Wicker Man” (1973), il risultato è un horror onesto nel suo essere volutamente disonesto, peccato forse per il prologo finale, che mostra un po’ troppo i fili che muovono le marionetta, ma che sembra anche una sorta di “dietro le quinte” alla realizzazione, insomma qui si gioca a carte scoperte, per chi ha voglia di sedersi al tavolo.

Semplice casualità? Io non credo... o forse sì, boh!
Quindi “Antrum”, con i suoi demoni che compaiono come i fotogrammi montati ad arte da Tyler Durden, e i suoi messaggi subliminali che farebbero la gioia di MikiMoz, riesce a tenere abbastanza sulle spine, una trovata che è più furbetta che davvero intelligente, ma che personalmente mi ha divertito perché il formato della mockumentary mi ha sempre appassionato e poi, in un periodo in cui molti loschi figuri, ben più pericolosi dei demoni di “Antrum”, vivono e prosperano sulle notizie false, ci vuole un film che ci ricorda che dubitare, a volte è la mossa migliore.

IL DISCRETO
Litte Monsters (2020)

Lupita Nyong'o, bellissima in giallo mentre suona all’Ukulele pezzi di Taylor Swift. Chris Hemsworth Liam Hemsworth Luke Hemsworth Un tale che somiglia ad uno degli Hemsworth ma costa meno (Alexander England), nei panni di un metallaro ben poco responsabile. Un bimbo molto simpatico in fissa con "Guerre Stellari". Alcuni zombie.

"Gna" (cit.)
Più o meno questo è quello che vi serve sapere su “Little Monsters”, commedia horror ambientata in Australia e diretta da Abe Forsythe. Ora io non so voi, ma nel paragrafo precedente posso trovare cosette che mi piacciono e che mi urticano in parti uguali, quindi il rischio con questo film, era molto alto, ma il risultato finale è un film che porta a casa la pagnotta, non fa nulla di nuovo nemmeno per errore, ma intrattiene alla grande per 93 minuti. Ho iniziato a guardarlo con diffidenza, ho finito per divertirmi anche abbastanza, tutto sommato un successo.

L’idea dell’irresponsabile che si rifiuta di crescere, l’abbiamo già vista in “School of Rock” (2003) e ancora meglio in Shaun of the Dead, il bambinone qui ha un po’ di entrambi i protagonisti dei film citati, perché Dave pensa solo alla sua band Heavy Metal, ignorando la fidanzata che infatti lo molla nel peggiore dei modi. Per rifarsi del colpo subito, Dave sfrutta il nipotino Felix (Diesel La Torraca, a mani basse il migliore del film), per cercare di infilarsi nelle mutande della bella insegnante Miss Audrey (Lupita Nyong'o. No scherzavo, è lei la migliore del film a mani basse). Già l’idea di un Metallaro carico di ormoni, in gita con la scolaresca del nipote, è un generatore di gag che il film sfrutta finché può farlo, dopodiché terminata la benzina per lo spunto, arrivano gli zombie.

"MIO AMORE PER TE SCATENATO BERSERKER!" (Cit.)
Gli zombie! I cari vecchi zombie! Che qui non parlano e non corrono (per fortuna), sono i soliti zombie generati per errore da qualche casino avvenuto nella locale base militare, perché anche l’esercito Australiano ogni tanto pianta un bordello e scatena l’apocalisse, mica solo i pipistrelli cinesi gli americani!

“Little Monsters” è una Rom-Com che diventa di colpo una Zomb-Com, dove il nostro irresponsabile protagonista dovrà vedersela con i piccoli mostri, assediato come richiede ogni buon film di zombie dal 1968 ad oggi, da voraci morti viventi. Difetti del film? Ad un certo punto ai personaggi scappa di parlare e parlando, completano a chiacchiere il loro arco narrativo, quindi Dave matura e inizia a capire Taylor Swift, Miss Audrey non è per forza la “miss perfettina” che sembra, mentre l’odioso intrattenitore di bambini Josh Gad, sembra la confessione dello stesso Josh Gad, uno che ormai è diventato il rappresentante del cinema di Walt Disney.

Avete presente i personaggi che vi fanno tifare per gli zombie? Ecco, Josh Gad.
Peccato perché è molto più divertente al cinema quando gli eventi accadono (e vengono mostrati), piuttosto che essere raccontati, ecco perché la confessione del sesso dipendente Josh Gad azzoppa un po’ il ritmo del film, mentre vedere Lupita Nyong'o tentare di giocarsi la carta “La vita è bella” (1997), facendo credere ai piccoli alunni che è tutto un grande gioco, un trucchetto che dura poco e infatti porta l’insegnante sull’orlo di una crisi di nervi, che Lupita gestisce con una prova di recitazione, che da sola merita la visione del film: due atti di pellicola a mantenere la calma, rispondendo in maniera pacata e gentile anche alle richieste più assurde, solo per esplodere a denti stretti in un singolo momento, facendoci vedere che dietro all’Ukulele e ai sorrisi, si trova una leonessa, sull’orlo di una crisi di nervi, forse già matta con il botto, sicuramente più tosta di tutti quelli con lei nella stessa stanza. Più vedo recitare questa ragazza, più la vorrei vedere in tutti i film, almeno quando la lasciano libera di dar sfogo al suo talento (veeeeero GIEI GIEI?).

All'Asilo si sta bene e s'imparan tante cose, la maestra ci vuol bene...
In “Little Monsters” a funzionare poi sono decisamente gli zombie, che entrano a far parte della storia cambiando di colpo il genere della pellicola, senza particolari presentazioni, tutti sanno già cosa bisogna fare davanti ad uno di loro (scappare!) e se non altro, sono realizzati con trucchi ed effetti speciali artiginali che garantiscono il giusto quantitativo di sangue.

Di insopportabile forse il protagonista, a bene guardare pur maturando, Dewey Finn non rinunciava al suo Rock e Shaun non dimenticava le cazzate fatte con gli amici, per questo il loro arco narrativo era più riuscito di quello di Dave, ma tanto con una Lupita così, anche il protagonista passa quasi totalmente in secondo piano, messo da parte anche da Felix, nella sua spassosa interpretazione di Darth Vader, cento volte migliore anche di Jake Lloyd!

"Trovo insopportabile la tua mancanza di fede" (Cit.)
IL CATTIVO
You should have left (2020)

David Koepp è l’uomo delle imprese impossibili, come adattare Michael Crichton e sfornare la sceneggiatura di un capolavoro del cinema, oppure prendere tutta l’iconografia di Spidey e firmarne un altro. Nel mezzo metteteci gioiellini come “Panic Room” (2002), ma anche mezzi disastri come “Secret Window” (2004), un film di cui mi è piaciuto solo il bel post del Zinefilo.

“L’importante è che non ci siano Graboidi in giro…”
Koepp qui ci riprova, questa volta adatta per il grande schermo il romanzo “Du hättest gehen sollen” (2017), scritto da Daniel Kehlmann, affidando il ruolo del protagonista a Kevin Bacon, riformando così la coppia di “Echi mortali” (1999), film che ai tempi mi era piaciuto, ma da allora non l’ho mai più rivisto, dite che sarebbe ora di ripassare?

Gavino Pancetta è Theo, uno che ha cercato di superare la morte per affogamento (nella vasca da bagno) della precedente moglie, passando attraverso un periodo nero di notorietà non richiesta. Ora si è rifatto una vita con la nuova mogliettina Amanda Seyfried, insieme hanno avuto una bimba di nome Ella (adorabile, se la gioca con il Felix del film precedente in questa categoria).

Una foto a caso di Amanda Seyfried, anche perché quando vi capiterà di rivederla sulla Bara Volante?
La differenza di età tra Gavino e Amanda è oggetto di una spassosa gag iniziale, lei attrice impegnata in una scena Hot (solo “sonora” tranquilli, non serve agitarsi) è forse la prova che Koepp sa davvero come scrivere personaggi caratterizzandoli con poco o niente, peccato che poi il film si trasformi nella solita storia: prendiamo in affitto una casa in Galles, facciamo una vacanza, rilassiamoci!

La casa in questione non è quello che sembra, come il TARDIS del Doctor Who é più grande al suo interno che fuori, geometrie non cartesiane che sarebbero piaciute a Lovecraft, per una storia di fantasmi che sarebbe anche interessante e ben recitata (Gavino Pancetta si carica il film in spalla facendo reparto da solo), ma che Koepp trova il modo di far scadere nel banale.

“Il muratore che ha tirato su questa parete era sicuramente ubriaco…”
Le apparizioni che compaiono frettolosamente alle spalle dei personaggi, sono TUTTE sottolineate da un aumento dell’audio, il famigerato “Salto paura” che ormai non fa più paura a nessuno, al massimo annoia. Ecco quindi che la storia di un uomo che cerca la sua serenità e si ritrova ad affrontare (letteralmente) i suoi fantasmi, diventa un “Secret Window 2.0” meno riuscito, più palloso e malgrado la formula Blumhouse del budget risicato, qui sono proprio le idee fresche a mancare.

Probabilmente il Covid-19 ha rotto le uova nel paniere a Jason Blum, anche per via dei nomi coinvolti “You should have left” era nato come film per la sala, un titolo su cui scommettere che proprio grazie ai suoi spaventelli e la trama tutto sommato consolidata, poteva essere un successo sicuro, ma visto nella comodità di casa, mostra tutti i limiti di un’operazione non all'altezza dei nomi coinvolti, Gavino a parte, lui è una sicurezza, dove lo metti recita.

32 commenti:

  1. Buongiorno Cass, in tutta onestà Antrum mi coglie completamente impreparato, era sfuggito dai miei radar personali. Mi sembra però un'operazione interessante, magari gli darò un'occhiata. Invece di Little Monsters avevo letto diverse recensioni e visto il trailer e mi sembra carino, poi Lupita mi era piaciuta già tanto in Black Panther, quindi lo vedrò con piacere. Su Gavino Pancetta mi spiace che il film non sia granché, perché è uno a cui si è affezionati, sembra davvero che reciti da una vita, nonostante abbia "solo" 62 anni, d'altronde è da parecchio che non azzecca un film al botteghino, forse anche questo ha determinato la sua scelta di dedicarsi maggiormente alle produzione televisive.
    Buona settimana a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno capo! Non abbastanza televisive, visto che la serie su "Tremors" che lo avrebbe visto come protagonista non è andata oltre il pilota purtroppo (storia vera), resta motivo per vedere il film di David Koepp, la sua prova è ottima. Cheers!

      Elimina
    2. 62? Alla faccia se se li porta bene...

      Elimina
    3. Tra l'altro è nato un giorno dopo di me, per questo è un attore di cotanta sensibilità! Probabilmente non è "lievitato" perché, a dispetto del nome, è vegano e vegetariano (ma non chiedetemi la differenza)! In questo caso nomen non è omen!!!

      Elimina
    4. Scappare dai Graboidi tiene in forma ;-) Cheers

      Elimina
    5. Probabile, sarebbe cannibalismo per certi versi :-P Cheers

      Elimina
  2. In ordine (premetto che non ne ho visto manco mezzo!):

    - ANTRUM. Venduto alla grandissima! Non voglio saperne di più e appena posso me lo gusto.

    - LITTLE MONSTERS. Non lo so... Lupita mi piace (a due passi dallo sbrocco totale poi deve essere fenomenale!) e il ragazzino che si gioca Star Wars può essere interessante. Quello che mi frena è l'ennesimo film di zombie ("Mobbasta veramente però!" cit.) e il protagonista eterno Peter Pan che di colpo capisce come funziona il mondo. Me lo segno ma senza entusiasmo.

    - YOU SHOULD HAVE LEFT. Nonostante sia il peggiore del triello, paradossalmente mi interessa più questo del precedente. Un po' per la Blumhouse, un po' per il duo Bacon-Seyfried. Vedremo se alla fine mi darò del cogli@ne da solo.

    E intanto il 24 esce pure qua da noi la seconda parte di Rick&Morty...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto che ormai i film si vedono a casa, per "Little Monsters" mi sono detto: lo metto su, al massimo finirò per tenerlo come sottofondo mentre svolto attività molto pericolose (tipo mettere in ordine il cassetto dei calzini), ha finito per intrattenermi davanti allo schermo a dovere, gli zombie saranno anche inflazionati e questa storia non inventa davvero niente, ma il film si gioca le sue carte meglio del titolo Blumhouse, che invece vive e muore sulla prova di Gavino Pancetta. Si ho letto, 24 Rick & Morty e il 30 l'NBA, per entrambi era anche ora ;-) Cheers

      Elimina
    2. "Mobbasta però" ai film di zombie? Citando Cassidy che cita il ragazzino che cita Darth Fener: trovo insopportabile la tua mancanza di fede!

      Elimina
    3. Se sono usati bene, potrei vedere un film di zombie a settimana. Per quelli usati male, esiste "I camminamorti" ;-) Cheers

      Elimina
  3. Tempo fa ad un corso di cinema ci mostrarono Paranormal Activity (il perché non lo saprei dire...) e una signora chiese se fosse una storia vera... non c'è mai fine a quello che la gente può credere! Grande potere del mockumentary, hai ragione... E poi, come sai ora sono in pieno periodo Disney, quindi già Josh Gad me lo sogno di notte... bel triello anche stavolta Cassidy!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché "Paranormal Activity" ad un corso di cinema? Oookay ;-) Ti ringrazio molto, per altro Gad sarà protagonista di un altro "Triello" che ho in rampa di lancio, dopo la Disney diventerà anche Mr. Triello? ;-) Cheers

      Elimina
  4. "Secret Window" mezzo disastro, finalmente qualcuno ha visto lo stesso film che vidi pure io. Dei tre credo che recupererò solo "Litte Monsters", anche perchè i film a episodi non mi piacciono più di tanto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho apprezzato il racconto originale di King e il post di Lucius, il film proprio non mi era piaciuto. Li trovi tutti comodi on demand questo titoli, tanto ormai il 2020 andrà così per le nuove uscite. Cheers!

      Elimina
  5. Mmmm uno pseudo-film con pseudo-libri: sentivo le orecchie fischiare da stamattina, ora so perché :-D
    Per Koepp, è davvero un gran peccato: nell'audio-commento di "Secret Window" esce fuori vera e autentica passione per il cinema racchiusa nel corpo di qualcuno che non sempre ha fatto le scelte giuste. Se non fosse per un Depp catatonico (cioè il solito Depp!), magari lo spettatore si sarebbe accorto della regia di "Secret Window" scoprendo un gioiellino.
    Qui "Bacon in da house" attira poco ma certo un'occhiata volante gliela si può dare, proprio in onore di "Echi mortali", che ti consiglio caldamente di recuperare: ogni opera nata dal nostro Richard Matheson merita a prescindere :-P e poi lì Er Pancetta dà un'ottima prova di sé, molto convincente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti ho messo l'accento sul libro falso perché sapevo che ti avrei fatto pizzicare il senso di Lucius ;-) "Antrum" è un giochino, però puuò essere divertente parteciparvi. Avevo letto il racconto di Matheson e visto il film un'era geologica fa, lo ripasserò perché ricordo poco, comunque penso che da "Pancetta in da house" tu potresti tirare fuori degli spunti niente male come hai fatto per "Secret Window", oppure demolirlo più di quanto abbia fatto io :-P Ci sono passaggi del film in cui si vede che Koepp sa davvero scrivere e non ha perso smalto nel farlo, purtroppo non ho trovato tutto allo stesso livello. Cheers!

      Elimina
    2. Visto che qui abbiamo parlato di "Echi mortali", devo riportarti questa cosa che sto troppo a mille!!!!

      Comincio seriamente a pensare che Brannon Braga venga dal futuro, e sia diventato autore e produttore di "Star Trek" per divertirsi ad anticipare cose che lui già sa succederanno. Se nel 1996 in cui ha rifatto il finale di Aliens (1986) nell'episodio 3x12 di "Star Trek: Voyager" si poteva dire che le notizie di un quarto film alieno già giravano, invece nel 1994... be', è successa roba seria!

      Per motivi ignoti Braga ha deciso di plagiare il romanzo "Io sono Helen Driscoll" (A Stir of Echoes, 1958) scrivendo il soggetto di Eye of the Beholder ("The Next GeneratioN" episodio 7x18, trasmesso il 28 febbraio 1994): in fondo Richard Matheson ha sceneggiato alcuni episodi di "Star Trek: Serie classica" e Stephen King l'ha già plagiato senza conseguenze, perché non farlo tornare in Star Trek in modo apocrifo?
      Così Deanne Troi - in uno dei rarissimi episodi in cui dice più di tre parole - si ritrova protagonista di una storia da cui qualche anno prima Kôji Suzuki ha già preso più di uno spunto per il suo romanzo The Ring. La cosa assurda è che Braga fa tutto questo ben cinque anni prima che David Koepp porti sullo schermo il romanzo di Matheson, con il film Stir of Echoes (1999) con Kevin Bacon. (Film che secondo me è nato perché qualcuno nel 1998 ha visto il film televisivo giapponese The Ring e si è reso conto che parte di quella storia l'aveva già raccontata l'americano Matheson!)

      La cosa che mi manda fuori di testa è che quando l'episodio di TNG di Braga arriva in Italia, il 16 settembre 1997, i titolisti si inventano un "Echi mentali": quando nel 2000 arriva il film con Bacon, che è la stessa identica storia, lo chiamano... "Echi mortali"!!! Capisci che non può essere un caso! La cosa più logica sarebbe che i distributori italiani si siano accorti che l'episodio di TNG era troppo fotocopia di A Stir of Echoes e hanno usato il termine Echi, ma io sono sicuro che Braga è tornato indietro nel tempo per organizzare tutto questo! I want to believe ^_^

      Elimina
    3. Fantastica storia certo che intitolarla proprio "Echi mentali" è un eco dal futuro! Per altro Brannon Braga non ha scritto la sceneggiatura anche di "Generazioni" il film con i due capitani di Star Trek? Vuoi vedere che viene da futuro per davvero!? :-D Cheers

      Elimina
  6. Cercherò di recuperare solo Little Monsters, perchè la mia dieta è carente di zombi ultimamente, mentre le robe maledette/sataniche alla Antrum non mi entusiasmano mai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me é stato una sorpresa, mi ha divertito più del previsto ;-) Cheers

      Elimina
    2. Visto! Simpatico dai, un film di zombie per bambini mancava alla collezione, scorretto e splatter quanto basta.

      Elimina
    3. Non inventa una mazza ma salva la serata ;-) Cheers

      Elimina
  7. scusa tanto, Cassidy, ma questa volta devo dire che secondo me anche tu hai fatto come quelli del cinema nella presentazione, e hai esagerato con l'acido lisergico nei pop corn, perché se no non vedo come puoi dire che Atrium sia buono. a parte gli scherzi, ho provato a guardare il film, spinta dalla tua recensione positiva: di solito i film che descrivi e che ho già visto, hanno una critica che si avvicina molto alla mia, e quindi mi fido di solito della tua parola. ma questa volta sono riuscita a vedere solo 15 minuti di film, prima di sentire la palpebra che si abbassava inesorabilmente sulla visione si un noioso epocale. tutta la menata iniziale sa di già visto al punto che si sente persino l'odore di muffa, come fosse in 4d. il bambino che chiede alla mamma se il cane va in paradiso, e la mamma che gli risponde no, perché era cattiva, hanno dato un sano colpo di ascia alla mia voglia di guardarlo, ma la sorella che dorme e che mentre dorme appare al fratello con il sangue che gli cola dalla fronte tra visioni del diavolo di religiosa memoria, mi hanno fatto solo chiedere perché non stessi facendo la stessa cosa, cioè dormire non farmi scorrere il sangue sulla faccia. il colpo di grazia poi l'ha dato, su tutto, il fatto che l'audio sia in inglese, e per capire quello che dicono devi pure leggerti i sottotitoli. troppo per me.
    mi spiace di non essere d'accordo, ma questa volta sono moooolto in disaccordo. spero nella prossima.
    besos

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensavo che gli intenti del Triello fossero chiari, ma evidentemente no, oppure tre etichette come “Buono”, “Brutto” e “Discreto” sono veramente troppo forti per un blog che non ha mai espresso il proprio giudizio in stelline, teschietti o numerini, ma sempre argomentando.

      Ribadisco, credevo fosse arrivato il messaggio, ma sarà mia premura sottolinearlo meglio, nel “Triello” finiscono quei film che non sono abbastanza belli (o brutti) da meritarsi un intero post (lungo) con elogi oppure critiche, è un formato che mi piace perché mi permette di tenere traccia di molti film che guardo e da cui non mi sembra il caso di tirare fuori il solito post lungo che sforno di solito.

      Detto questo, credere alla premessa di “Antrum” è come credere alle promesse dei politici, è l’horror per cui in questi giorni sto correndo in strada urlando a tutti gli sconosciuti che devono vederlo per forza?

      Proprio no, però è un gioco a cui mi ha divertito prendere parte. Non ci sei arrivata causa palpebra pesante, ma quando vedo spuntare uno scoiattolo demoniaco, realizzato con l’equivalente dei peluche da masticare dei miei cani, capisco che l’intento è volutamente giocoso, quindi mi sono divertito a seguire questo film finto che gioca a carte scoperte, perché tutto si può dire di “Antrum” ma non che non sia drittissimo nei suoi intenti, mi fa sorridere che qualcuno ci abbia davvero creduto a questo film-falso e maledetto.

      Quindi, nell’economia di un “Triello”, in cui un film per me è risultato essere una sorpresa Zomb-Com e una storiella quella sì davvero pretenziosa e realizzata in modo stantio, a me prendere parte al gioco di “Antrum” ha intrattenuto, inoltre a me il pop-corn da cinema non piace, è un pessimo modo per rovinare dell’ottimo LSD ;-) Cheers

      Elimina
  8. D'accordo su Little Monsters, ne dirò presto, e sugli altri due che dire? Il buono, nessuno è ancora morto, bene, sul cattivo, mi tocca vederlo mi sa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessuno è ancora morto... per ora! ;-) Scherzi a parte, sono curioso del tuo parere. Cheers

      Elimina
  9. Di Antrum ne ho letto su I 400 calci e mi aveva incuriosito parecchio, adedsso credo sia proprio il caso di metterlo in cima alla lista delle robe da vedere. Little Monsters carinissimo (sono d'accordo), soprattutto perché lei è cazzuta in quanto riesce a tenere testa ai bambini, non tanto agli zombie XD Di You Should Have Left ne ho letto molto bene in due blog che segui (Il giorno degli zombi e Il Bollalmanacco del Cinema) e mi ha incuriosito molto il discorso che entrambe fanno sull'importanza dell'ambientazione in questo film, quindi sicuramente lo guarderò, poi ti faccio sapere :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi cogli impreparato, non ho letto nessuno dei post dei blog citati, sono curioso del tuo parere e grazie per i suggerimenti di lettura ;-) Cheers

      Elimina
  10. Quante risate mi ha fatto fare Little Monsters! La battuta sull'ukulele che è una chitarra piccola è diventata un tormentone di casa, a sottolineare l'incapacità militare degli australiani. Non mi aspettavo chissà che visti gli zombie, ma intrattiene e diverte davvero bene. Sì, tocca ammetterlo, pure per la canzone di Taylor che grazie al documentario Netflix ho rivalutato.

    Di Antrum e del film con Kevin Pancetta non sapevo niente, e per curiosità e per un amore mai appassito nonostante l'incartapecorinamento, direi che posso dargli una chance assieme a Becky. Ecco creato un bel triello thriller/horror apposta per l'estate!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto? Ti ho tirato fuori tre titoli per la serate Horror, bene mi fa piacere ;-) "Little Monsters" ho iniziato a guardarlo con poca convinzione e alla fine mi ha preso, non inventa nulla ma si gioca davvero bene le sue carte, il bambino ogni volta che apre bocca nel film fa venire giù il soffitto, con una trovata candida che risulta del tutto fuori luogo, ma proprio per questo azzeccatissima ;-) Cheers

      Elimina
  11. Alla fine ho visto anche Antrum, infatti ne ho scritto anche io, e devo dire che mi è piaciuto molto. Quindi ci sta proprio nella categoria "il buono"!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene sono contento passerò a leggerti il prima possibile ;-) Cheers

      Elimina