giovedì 30 luglio 2020

Fuga dal futuro - Danger Zone (1987): ne ho vedute tante da raccontar, giammai le scimmie volar!

Vi ricordo care lettrici e cari lettori, che per assecondare lo psicolabile che gestisce questo blog, questa introduzione, andrebbe letta nella vostra testa, con una voce anche un po’ nasale tipo narratore e magari, una musichetta stile medioevale in sottofondo, una cosetta come questa, siete pronti? Ok cominciamo!
In un preciso momento, di quel periodo storico leggendario per le sue pettinature cotonate e i jeans a vita alta, gli anni ’80 inviarono il più improbabile degli araldi per insegnarci tre grandi lezioni di vita, questa è la terza e ultima: il cinema discende dalle scimmie.

Benvenuti miei cari Lancilotto 008, al l’ultimo capitolo di quella che tutti ricordano come… La trilogia del Broderick!



Nel 1987, l’araldo degli anni ’80, l’uomo con l’eterna faccia da ragazzino Matthew Broderick, ormai aveva fatto il botto, se non fossero bastati il primoil secondo capitolo della sua trilogia a renderlo un'icona, la definitiva spallata è arriva nel 1986 con il ruolo di Ferris Bueller in “Una pazza giornata di vacanza”, film assolutamente brillante, come molti di quelli scritti e diretti da quel genietto di John Hughes. Regista che un giorno potrei anche decidermi ad affrontare come merita.

Aspettavate John Hughes, invece la trilogia termina con questo trio di faccette.
Ma Matteo Broderico, aveva ancora un’ultima grande lezione da insegnarci e il film giusto, quello che conclude anche a livello tematico la sua trilogia è proprio “Project X”, da noi uscito con il doppio titolo “Fuga dal futuro - Danger Zone”, secondo me anche per mettersi un po’ in scia ad un certo film di aerei piuttosto famoso, uscito nel 1986 e alla sua notevole colonna sonora.

“Film di aerei famoso… ma quello con Tommaso Missile? Quello diretto dallo Scott giusto dici?”
La sceneggiatura di “Fuga dal futuro” è stata diretta per il cinema da uno che con la musica ha avuto a che fare, Jonathan Kaplan ha diretto in carriera un paio di videoclip per Rod Stewart, ma lo ricorderete sicuramente per alcuni classici dell’infanzia come “Mister Miliardo” (1977), ma è stato solo dopo aver diretto scimpanzé in questo film ad aver fatto il botto, infatti il drammatico “Sotto accusa” (1988), resta il suo lavoro più famoso.

Fuga dal futuro - Danger Zone - Project X… insomma questo film, contiene molti elementi a me cari, l’esordio di un cattivo di un certo livello, l’efficace e variegata colonna sonora composta da uno dei miei preferiti di sempre ovvero James Horner, ma soprattutto questo film contiene le SIMMIE! Per uno “scimmiologo” come me, questa è stata una delle mie pellicole di formazione, quella che ha contribuito ad alimentare la mia passione per le scimmie nei film, da allora non mi sono guardato indietro mai più.

Non conosco bene il linguaggio dei segni, ma quello mi sembra inequivocabile.
Un altro motivo per voler bene a questo film è il suo inizio, una serie di scene di repertorio su animali in libertà nel loro ambiente naturale, ci son due coccodrilli ed un orango tango, due piccoli serpenti e un'aquila reale, il gatto, il topo, l'elefante, non manca più nessuno, solo non si sente… Peter Gabriel. No, in effetti Pietro Gabriele si sente e anche bene, visto che i titoli di testa e la prima scena del film scorrono sulle note della notevole Shock the monkey. Mi rendo conto che è stato per colpa di questo film se ho iniziato ad appassionarmi ai Genesis e alla musica di Gabriel (stora vera), quell'altro là, Filippo Collina, non voglio nemmeno sentirlo nominare!

“Filippo Collina? No basta, questo è troppo io me ne vado…”
Dalla sua terra nativa, viene strappato l’adorabile scimpanzé protagonista del film, a catturarlo e portarlo in America ci pensa il leggendario Dick Miller. Qui il primate viene affidato alle amorevoli cure della dottoressa Criswell (Jean Smart) e della guardabile Teri Macdonald, interpretata da una Helen Hunt giovanissima, fresca dei viaggi nel tempo. Le due scienziate si affezionano moltissimo allo scimpanzé ribattezzato Virgil, in particolare Teri spende il miglior tempo per insegnare allo scimmiotto il linguaggio dei segni. Se non vi sciogliete nel vedere Virgil fare il segno “capelli biondi” con cui indica la ragazza, oppure il dito in alto, segno universale del volo, mentre s’imbambola a guardare il modellino di carta di un pennuto volante, ho una brutta notizia per voi: non siete umani, oppure siete William Sadler, quindi sareste giustificati solo nella seconda delle opzioni.

Tutto procede alla grande, fino a quando l’università del Wisconsin non taglia i fondi alla ricerca, costringendo Teri a separarsi dolorosamente da Virgil, in una scena che non ha nulla da invidiare al MDD: il Momento del Dramma Disney (copyright La Bara Volante 2019, all right reserved aut. min. rich vi sguinzaglio dietro i cani e gli avvocati)


Cosa volete dirgli? Con quella faccetta manda a scuola metà dei personaggi di zio Walt.
Virgil viene spedito in svendita come gli abiti di fine stagione, alla vicina base militare, per entrare a far parte del “Project X” del titolo, ma non è l’unico primate spedito contro voglia in questo tetro posto, ci arriva controvoglia anche Jimmy Garrett (il nostro Matthew “araldo degli anni ‘80” Broderick), una sorta di Pete "Maverick" Mitchell, talento naturale nel pilotare jet da combattimento supersonici nonché figlio d’arte, che però ha combinato una piccola sciocchezzuola, una ragazzata se vogliamo: ha portato una ragazza e una bottiglia di Champagne a fare un giro ad alta quota, su un jet di proprietà del governo Americano. Vabbè robetta, ‘so ragazzi!

Niente, la scusa non basta, Jimmy al grido di «Basta scopate aeree!», viene spedito alla base dove è convinto che piloterà qualche modello sperimentale di aeroplano per scontare la punizione e invece, no no Jimmy! Qui ti toccherà fare da balia, insegnando i rudimenti del volo (nel simulatore) ai veri eroi americani, gli scimpanzé che vengono addestrati a pilotare aerei, che costano milioni di fogli verdi con sopra tante facce di ex presidenti defunti. Eh lo so Jimmy, tosta da digerire.

“Ok bene così, ad Outrun sei bravo, domani proviamo anche con il programma di volo”
Jimmy non la prende benissimo ma questo scimmiotto appena arrivato lo conquista, quando vede soldatesse bionde dà di matto («gli piaceranno le bionde») e continuando ad indicare in alto con il dito, si rivela un asso al simulatore, quindi il ragazzo e lo scimpanzé cominciano ad andare d'accordo. Ma la rivelazione arriva a Jimmy per caso, guardando distrattamente il telegiornale per non udenti, capisce che i segni di Virgil sono il suo modo di comunicare. Avete presente quando in Fase Uno guardavamo la conferenza stampa serale della protezione civile, cercando di capire come si dicessero “vaccino” e “mascherina” con il linguaggio dei segni, guardando le mani della ragazza impegnata a tradurre? Ecco uguale. Lo facevate anche voi vero? Non ditemi che lo facevo solo io!? Non fatemi sentire più strambo di quello che già sono!

Per gli americani sarà strano, ma noi Italiani da sempre parliamo gesticolando.
Jimmy fresco della rivelazione, cerca di convincere il capo della struttura che Virgil è speciale, ma il dottor Carroll lo tratta come un mitomane, e se il personaggio del freddo burocrate paramilitare funziona, è anche perché ha il volto dell’esperto in ruoli da cattivone, il mitico William Sadler, qui accreditato come Bill Sadler.

Il primo di una luuuuuuunga serie di cattivi.
Difetti di “Fuga dal futuro - Danger Zone”? Essenzialmente il fatto di umanizzare un po’ troppo gli scimpanzé, si perché la sera nella base gli scimmiotti e i loro guardiani/insegnanti di volo si lasciano un po’ andare. Qui facciamo la conoscenza di Goofy, lo scimmiotto un po’ tonto (come si evince dal nome) con la propensione a salutare tutti con un solo dito, quello medio. Oppure l’anziano Bluebeard con la fissa per la sua spazzola con cui sistemarsi il pelo, ma mettiamoci dentro anche Golia, che appena può, ama fumarsi una paglia, perché una SIMMIA che fuma fa comunque sempre ridere, anche se fa male ai polmoni. La sigaretta, non la scimmia.

Per quanto umanizzate - e presto alle prese con una fuga come si intuisce dal titolo -, le scimmie di questo film sono scimmie vere, figlie di un’epoca in cui si giravano ancora film con animali con tutte le difficoltà del caso. Continuo a ritenere più riusciti gli scimpanzé di “Fuga dal futuro”, che quei così in (bellissima, niente da dire) CGI di L'alba del pianeta delle scimmie, che non erano più realistici degli scimmiotti che potreste trovare in un film d’animazione. Ecco perché quando “Project X” svela le carte, la mazzata arriva fortissima allo spettatore, di fatto questo film è lo “Zanna Gialla” (1957) delle SIMMIE!

Quando il vostro normale film per ragazzi, decide di prenderti a schiaffoni con questa scena.
La scena in cui il vecchio Bluebeard si guadagna il collare rosso è una lenta agonia, tutta giocata sulla disperazione sul volto del suo addestratore e lo sguardo innocente di Matthew Broderick, ancora convinto che il collare rappresenti una promozione. La SIMMIA che lo indossa è quella abbastanza talentuosa e con abbastanza ore di volo simulate sul groppone, da poter passare al vero motivo per cui questo progetto X esiste, ovvero pilotare un bombardiere dritto verso l’obbiettivo strategico. Gli scimpanzé, geneticamente identici agli esseri umani per il 98% di materiale genetico, sono perfetti per testare gli effetti sul corpo umano del volo aereo durante un attacco nucleare, un pilota potrebbe volare fin sopra l’obbiettivo strategico Sovietico e sganciare LA BOMBA, anche se l’attacco finale Russo è già cominciato? Una lunga serie di scimmiotti irradiati fino alla morte ci daranno la risposta.

La trama di natura bellica, ci riconduce direttamente al primo capitolo della “trilogia del Broderick”, non solo per la presenza di Matthew, ma quanto proprio il tema della guerra fredda e dello scontro tra USA e URSS che rimanda idealmente a Wargames… visto? Ci sono tutti gli estremi per considerarla una trilogia! Non sono pazzo! L’ho detto al dottore che non ero pazzo!!

“Vai a chiamare Cassidy, lo mando all’ospedale militare!”
La scena della verità sul progetto X è veramente tragica, Bluebeard muore tra mille sofferenze sotto gli occhi increduli di Jimmy (e i nostri), il carico pesante è Virgil che accarezza la zampa dello scimmiotto morto in un momento che sembra dire: Walt Disney? MUTO!

Quando Jimmy si ritrova ad essere il “signore delle scimmie”, ovvero quello con tutte le chiavi delle gabbie, il ragazzo capisce che è il momento di fare qualcosa, ed è qui che la bionda Teri torna in gioco per altro guidando un’auto targata “BDR529” esattamente come la Bluesmobile dei Blues Brothers, occhiolino-occhiolino.

Anche se la Ford Tempo GL del 1986, non ha lo stesso fascino della Bluesmobile.
Il finale di “Project X” è anarchia scimmiesca, come i Gremlins le SIMMIE si prendono la base e ci sarà ancora il tempo per un'ultima, lunga scena molto tirata, in cui il destino nel mondo è nelle mani zampe di uno scimpanzé tabagista, un espediente un po’ meno crudele che chiedere al pubblico di sopportare anche il sacrificio di Virgil. Questo film chiede già molto al suo pubblico in termini di emotività, quindi direi che va bene così.

“Cosa ci vorrà mai a pilotare questa Bara Volante, ci riesce anche Cassidy”
Perché alla fine "Project X" è una grande favola ecologista, così verde e pacifista nel midollo da tirare davvero le fila della “trilogia del Broderick”, perché richiede quel giusto livello di sospensione dell’incredulità (prevedendo anche un uso abbondante di animali) proprio come Ladyhawke, ma nella sua pancia si porta dietro quel messaggio naif quanto volete, ma strapotente, che come in Wargames sembra puntare il dito contro gli adulti e il loro cinismo. Anche questa volta il mondo (almeno quello dei personaggi), verrà salvato da ragazzi e beh, dalle SIMMIE!

Il finale di “Fuga dal futuro - Danger Zone” ti chiede davvero di lasciare che l’adulto dentro di te stia zitto per un momento, altrimenti non sarebbe credibile il bel discorsetto di Jimmy che convince gli alti vertici militari, regalando vitale tempo extra a Virgil, anche se ha perfettamente ragione: nessun pilota umano continuerebbe ad eseguire la sua missione davanti alla prospettiva della distruzione atomica, perché in fondo le scimmie sono come il computer di Wargames, capaci di mettere l'umanità spalle al muro davanti alle sua responsabilità... solo infinitamente più carineeeeee!

Il gatto di Shrek che fa gli occhioni? Levati, ma levati proprio.
Però cosa volete dirgli a questo film? Basta guardare l’ultima scena, a ben pensarci un momento (quasi) strappalacrime, preparato per tutta la durata della pellicola, con Virgil che a suo modo saluta, indicando il cielo con il suo ditino, e diventa subito chiaro che l’uomo magari discenderà anche dalle scimmie, ma i nostri amici primati restano mille volte meglio, forse la differenza sta in quel 2% di materiale genetico, chi lo sa. Che poi è anche la grande lezione del terzo e conclusivo capitolo della “trilogia del Broderick”: uomo bene, SIMMIA meglio!

Poi ci sarebbe da dire che nella mia mente (malata) di scimmiologo, ho anche pensato ad un ipotetico seguito di “Fuga dal futuro - Danger Zone”, che prevede il resto della vita di Virgil, ma non credo che lo metteranno mai in produzione, anche perché somiglia davvero troppo a 1999 - Conquista della Terra, solo con Virgil al posto di Cesare. Hanno preferito farne una versione con James Franco tzè! Cosa avrà James Franco in più di me? A parte... beh tutto, direi.

In conclusione, ricordate sempre le tre grandi lezioni che l’araldo degli anni ’80 Matthew Broderick ci ha regalato, nella vita vi torneranno incredibilmente utili, almeno a me lo sono state molto. 

Anzi vi annuncio che presto arriverà un'altra trilogia, questa volta dedicata agli anni '90, ma per oggi basta così, questa scimmia è stata scioccata abbastanza.


Non perdetevi per nessuna ragione al mondo la recensione Zinefila di questo film!

20 commenti:

  1. Ehi si... Ammetto che ci ho sperato fino all'ultimo che il terzo titolo fosse "Una pazza giornata di vacanza" ma era ovvio che la scelta cascasse su questo "Fuga dal futuro".

    Però anche questo di oggi ammetto che l'ho rivisto parecchie volte da ragazzino visti i suoi innumerevoli passaggi tv. E il messaggio buonista di fondo andava bene anche ai miei che mi lasciavano fare più tardi del solito per terminarlo (sta cosa del "fare tardi" per terminare la visione del film è da approfondire perché si passava da questo film "buono" a "L'implacabile" con Schwarzy... Mi sa che devo fare una chiacchierata con i miei!). Il magone che mi metteva sto film era assurdo. Proprio da starci male! Ma pure rileggendo il tuo post, in un riflesso pavloviano, mi sono venuti i brividi! Dannato Cassidy, non mi ricordavo la dipartita del vecchio Bluebeard! Che te possino...

    P.S.: voto "SI" allo specialone su John Hughes. Voglio leggere i tuoi post su "Bella in rosa" e "Un compleanno da ricordare" con la Ringwald! Secondo me ti esplode il pc...

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    1. L’idea folle (ma d’altra parte sono le uniche che posso avere) era dara una specie di continuità tematica, che Ferris Bueller avrebbe fatto saltare, inoltre il problema non è la Ringwald, ma la quantità di lavori firmati da Hughes in carriera, solo come sceneggiatore ci sarebbe materiale per due anni.

      Più che buonista direi pacifista, termine ormai dimenticato (purtroppo), nel caso ci metto io una buona parola con i signori Portillo, ti hanno concesso di vedere tutti i film giusti, quindi hanno fatto un ottimo lavoro ;-) Cheers

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    2. E chi non ha avuto una cotta per Molly Ringwald?

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    3. @Bobby Pure Peter Griffin!

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  2. Caspita, ho visto solamente Ladyhawke, devo recuperare gli altri due della trilogia... Comunque Broderick mi ha conquistato definitivamente con The Producers, dove canta anche. Ora attendo con impazienza la prossima trilogia, grazie Cassidy!

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    1. "The Producers" me lo ricordo bello, ma non l'ho più rivisto dalla sua uscita in sala. Sono già al lavoro sulla prossima, arriverà a breve, grazie a te! ;-) Cheers

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  3. E questo lo avevo completamente rimosso. Quante volte l'ho visto pero in tv, nonostante io una predilizione per le scimmie non l'abbia mai avuta. Non ricordavo nemmeno ci fosse una giovanissima Helen Hunt, attrice che amo spassionatamente. Riguardo al MDD, vorrei rivederlo solamente per godermi il momento.

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    1. Denota un certo grado di masochismo da parte tua, ma visto che siamo tutti cresciuti con film che oggi verrebbero dichiarati illegali dalle associazione genitori posso comprenderlo pienamente ;-) Cheers

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  4. Ricordo questo film, soprattutto ricordo quell'adorabile scimmia ;)
    Comunque è da quel "pianeta" lì, che mi piacciono più le scimmie che cani e gatti :D

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    1. Quel pianeta lì visto nel momento giusto dello sviluppo, crea quell'effetto, pensa che a me scimmie cani e gatti piacciono più di molti umani che sono costretto a frequentare ;-) Cheers

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  5. Grande capolavoro dell'epoca, purtroppo non "pompato" come Ferris Bueller ma che invece dovrebbe essere famoso come lui. Personalmente è il miglior film di Broderick della trilogia, ma proprio alla grande ;-)
    La mia infanzia è finita con la morte di Bluebeard! In famiglia stavamo vedendo un simpatico film di scimmie e d'un tratto ci ritrovammo davanti ad una storia di esperimenti disumani: fu davvero una gran botta!
    Splendido splendido. Mi permetto di ricordare la recensione zinefila ^_^

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    1. Anche secondo me, poi tematicamente conclude la trilogia, Ferris Bueller sarebbe stato fuori luogo, invece con le scimmie non si sbaglia mai. Una mazzata che ci ha segnati tutti, quasi quanto scoprire di non averti inserito nel post, sul serio ero convinto di aver messo il link, il caldo e il super lavoro mi stanno dando alla testa, vado subito ad aggiungerti! Cheers

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  6. Carabara , non ho visto il film e ti ringrazio per tutte le info al riguardo. Ricambio con un pettegolezzo non confermato - non posso rivelare la mia fonte, ma è la stessa che diceva Bro Broderick nel ruolo di Bucky Barnes con Rutger Acca in quello di Captain America in un musical di Cronemberg nome di lavorazione Steve Rogers Band - secondo cui Zack Quinto sarà Peter Gabriel in un musical remake dell' Esercito delle 12 scimmie. Non raccontarlo in giro fino a che non è semi ufficiale , grazie, ciao ciao

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    1. Bro Broderick e Rutger… mi hai aperto un mondo, altro che “Ladyhawke”. Quinto sarà anche un seguito umanoide ma potrebbe starci nel ruolo, tranquillo sarò una tomba, anzi, una bara ;-) Cheers!

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  7. Che flash.
    Anche questo lo avevo rimosso.
    Certo che il titolo, tra la versione italiana e quella originale, strizza l'occhio a Zemeckis e al TONY.
    Con l'eroe che pilota i jet e veste come Maverick, e ha il look e l'atteggiamento finto cazzone alla Marty.
    Ma come tutti gli eroi dei film per ragazzi, ha il cuore al posto giusto e quando scoppiano i casini capisce che sarà lui a dover salvare la baracca.
    Film più che riuscito, che fa ridere dove deve far ridere e che commuove dove...beh, dove deve farlo.
    E ha un bel messaggio morale di sottofondo, oltre a quello dalla parte degli animali.
    Come sempre...c'é un'unica bestia, qui. Ed é l'uomo.
    Ma dimostra che spesso i "ggiovani" vedono più lungo e lontano degli adulti ottusi. E che questi ultimi dovrebbero dar loro un po' più retta, ogni tanto.
    Poi, da cultore dei film tutti analogici...val lo stesso discorso di animatroni e pupazzame vario.
    Ok, si potrebbe parlare di sfruttamento, e il discorso ci starebbe tutto.
    Ma se penso al lavoro di addestratori ed ammaestratori che ci sta dietro...vedere degli animali che durante le riprese non scappano, non si strappano la roba di dosso ma soprattutto non guardano in continuazione dritto nella telecamera (fossi nei loro panni sarebbe la prima cosa che farei) lo considero un mezzo miracolo.
    Voglio dire, persino il nostro Albertone nazionale non ne era capace, dentro a quel disastro in celluloide chiamato Alex L' Ariete (povero Damiani)…
    E poi..ti ci affezioni. Come ad Howard o a E.T.
    Se poi si tratta di creature viventi...quando gli succede qualcosa di brutto é un colpo al cuore, davvero.
    Ve lo ricordate Antarctica? Bellissimo film , ma vedendo quel che accade a quei poveri cani non sono più riuscito a vederlo.

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    1. Anche un tempo "traducevano" (in parti) titoli in inglese con altri titoli in inglese ;-) Se vuoi fare pace con "Antartica" guardare il remake con Paul Walker, sembra la versione per bambini, anzi lo è visto che è prodotto dalla Disney (storia vera). Cheers!

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    2. E' forse 8 AMICI DA SALVARE, per caso?
      Si, il fatto é che Antarctica era giapponese, se non ricordo male.
      E si sa che i giappo non ci andavano teneri, nemmeno nelle storie prodotte idealmente per bambini.
      Che d'altronde c'erano le generazioni future da crescere a suon di traumi.
      Persino nei cartoni non a base di sport, robottoni e combattimenti se eri fortunato ti imbattevi nell'orfano di turno che subiva una sfiga dietro all'altra.
      Ti dirò...vedendo i cartoni che vede la mia piccola, che al confronto sono totalmente innocui e non accade nulla di male, mi vien da pensare che i cartoni di allora gli davano la birra, a quelli di oggi.
      Erano istruttivi, in in certo senso.
      Ti dicevano che può capitare nella vita che te ne piombino addosso tutte insieme ed in un colpo solo, come le ciliege. E che quando la malasorte (non proprio malasorte. Diciamo che ad ognuno tocca la sua dose, purtroppo. Ad alcuni più che ad altri, aggiungo) inizia a smannaiarti forte sul sedere...eh, son dolori.
      Antarctica era sicuramente duro, spietato e disperato.
      Ma...sono le cose che ti fanno crescere. Anche attravaerso il dolore e i dispiaceri.
      E' la vita, gente.
      E come dicevi tu e ribadiva lo zio Wes...sempre meglio finché succede solo in un film. E i film possono servire anche a questo.
      Dimenticavo...pur non condividendo il parere del tuo omonimo Proinsias ("Pessimo gruppo rock"), anch'io i Genesis li ho sempre preferiti con Peter Gabriel.

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    3. Proprio quello, uno di quei titoli che ti fa pensare a tutto, tranne che ad un remake di "Antartica" ;-) Filippo Collina avrebbe dovuto cambiare nome al gruppo, ma è tutto quello che posso dire su di lui. Cheers!

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  8. Film stravisto in tv a inizi anni '90, Italia1 lo trasmetteva quasi con cadenza mensile, sicuramente riuscito nel proporre un messaggio animalista e antimilitarista, con un Broderick lanciatissimo. Anche io, senza essere uno simmiologo, apprezzo molto il lavoro fatto con i primati per renderli credibili come spalle del protagonista. E devo ammettere che recitano meglio di tanti altri attori umani! Sempre in tema di scimmie mi piacciono anche i film con il grande Clint, tipo Filo da torcere, con il gigantesco orango tango che lo accompagna. 👋

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    1. Un giorno dopo decidermi a commentare il secondo film di Clint & Clyde, per completare l'opera. Cheers!

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