sabato 25 luglio 2020

Blood Machines (2020): space opera con sintetizzatori

Mediometraggio? La serie tv più corta (e con più titoli di coda) di sempre? Un video musicale particolarmente lungo? Non saprei come definirlo, so che questo “Blood Machines” è un vero spasso e devo parlarvene per forza!

Secondo voi, se un musicista va in giro facendosi chiamare Carpenter Brut, può per caso non attirare la mia attenzione? Giammai! Carpenter Brut è il nome d’arte, nato mescolando il mio regista preferito e il noto Champagne, che Franck Hueso ha scelto per sé stesso, anche perché i suoi sintetizzatori sono fortemente ispirato alle musiche composte dal Maestro. Che poi é un po' come se io decidessi di farmi chiamare Carpenter Birra rossa... uhm, non suona nemmeno male.

In cerca di informazioni su questo artista francese, mi sono imbattuto nel suo fighissimo video “Turbo Killer”, diretto da Seth Ickerman, anche qui, nome d’arte con cui si firmano i due registi Raphaël Hernandez e Savitri Joly-Gonfard. Il video era oggettivamente una bombetta, con le sue auto rombanti e le croci rovesciate non passa certo inosservato, se non lo avete mai visto, vi basterà cliccare qui sotto.


Dopo una campagna di raccolta fondi su Kickstarter (che ha racimolato 185 mila dollari a fronte di un obbiettivo iniziale di 75 mila), Raphaël Hernandez e Savitri Joly-Gonfard Seth Ickerman, ha avuto la possibilità di espandere il video di “Turbo Killer”, trasformandolo in un piccolo film diviso in tre capitoli, che oltre ad essere uno sfoggio di talento dei due registi, può vantare la colonna sonora di Carpenter Brut e abbondanti omaggi al cinema degli anni ’80.

"Ci serve una barca un'astronave più grossa!" (quasi-cit.)
La trama di “Blood Machines” ruota attorno a due cacciatori di taglie intergalattici, il giovane e arrogantissimo Vascan (Anders Heinrichsen) e l’anziano pilota e meccanico della loro nave, Lago (Christian Erickson). I due finiscono a vedersela con un gruppo di amazzoni spaziali (dai capelli rosso tinti), impegnate prima a smontare i pezzi della loro nave, poi ad evocare l’anima dell’astronave stessa, fino a quel momento rappresentata dal computer di bordo, una sorta di ginoide chiamata Trace (Tracy per gli amici).

Paura al bando, ginoide al comando.
Lo spirito ciccia letteralmente fuori dalla nave sotto forma di donna nuda svolazzante («Sono l'unico che vede una ragazza nuda nel cielo?»), il cui inseguimento continuerà nei due episodi successivi, tutti alternati da titoli di testa e di coda e soprattutto dalla colonna sonora di Carpenter Brut, perfettamente allineati alle immagini che non passano di certo inosservate.

In circa 50 minuti, “Blood machines” si gioca la costruzione di un mondo spaziale dai colori acidissimi - con tanto di finti graffi sulla pellicola, come sdoganato ormai da Tarantino e Rodriguez per il loro “Grindhouse” -, in cui compaiono ginoidi, donne nude, armi automatiche che si agganciano magneticamente alla giacca di Vascan, un tripudio di donne nude coperte (si fa per dire…) solo da tattiche croci rovesciate, effetti speciali digitali molto curati e ben alternati a set innovativi e sopra le righe e… vi ho parlato delle donne nude volanti?

Una volta questo era un blog serio, a volare erano solo le bare non le donne nude!
Voi mettete insieme l’estetica da videoclip, aggiungete quella cura per gli effetti speciali tradizionali e l’amore per le atmosfere anni ’80, che fino ad oggi avevano sfoggiato solo gli Astron-6, Steven Kostanski and Jeremy Gillespie, in lavori come “Manborg” (2011) oppure The Void. Mescolate tutto con una fotografia acidissima, un design di mezzi e astronavi che strizza un po’ l’occhio a Moebius e ad “Heavy Metal” (1981), aggiungete i synth di Carpenter Brut e parecchie donne nude svolazzanti. Estetica batte trama quaranta a zero, ma quello che arriva allo spettatore in questi tre comodi episodi è una gioia per gli occhi e le orecchie!

Acido, acida come in un pezzo dei Prozac+
Distribuito in esclusiva da Shudder, al momento “Blood Machines” è ancora in cerca di distribuzione, il suo strambo formato di certo non aiuta, ma guardarlo risulta essere una boccata d’aria fresca, la prova che in giro ci sono registi che hanno voglia di sperimentare e osare, omaggiando e strizzando l’occhio, ma senza per forza il bisogno di ripetere continuamente le stesse fonti, in stile fotocopiatrice.

Il risultato finale con “Blood Machines” sembra quello di un poster musicale, uno di qualche copertina di disco indipendente, che per 50 minuti prende vita sullo schermo in un’orgia di colori acidi e sintetizzatori, ne vorrei vedere più spesso di strampalate space opera girate con tanta cura e creatività!

26 commenti:

  1. Io mi ero goduto il trailer con l'omaggio musicale al Maestro, non sapevo fosse già finito!! Ma Shudder non so nemmeno cosa sia...

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    1. Si tratta di un servizio di streaming dedicato al l'horror, ovviamente in uno strambo Paese a forma di scarpa non è disponibile, motivo per cui non sono ancora riuscito a vedere la nuova serie dedicata a "Creepshow". Cheers!

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    2. Ah, ok, allora la mia ignoranza per una volta è scusata! :--)

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    3. Figurati, hai fatto bene a domandare, ho dato per scontato Shudder. Cheers!

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  2. Ciao! Non ne sapevo niente fino a qualche minuto fa... ma dopo quello che hai scritto... mi diventa una roba veramente imprescindibile. Non vedo l'ora di vederlo!!!

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    1. L'ho scoperto per caso, ma questo frullatore di trovate fighe andava segnalato per forza ;-) Cheers

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  3. Preso! Segnato! È il mio genere!

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    1. Porta avanti la tradizione dei videoclip fighi, direi che é proprio il tuo genere ;-) Cheers

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  4. Per caso nel film ci sono donne nude volanti? :-D
    Scherzi a parte, mi sembra che hai identificato tutti i temi a cui non si può resistere, quindi scatta la caccia!

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    1. Ero tentato di intitolare il post: donne nude volanti. Poi ho preferito mantenere il concetto un po’ più velato, citato tra le righe ;-) Se hai bisogno fai un fischio! Cheers

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  5. Ellapeppa!!
    E' che e' 'sta roba?
    Da quel (poco) che ho potuto vedere sembra FIGHISSIMO.
    E c'e' tutto quel che piace a me.
    Mi sta salendo una discreta scimmia...

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    1. Pensa che: «Ellapeppa!! E' che e' 'sta roba?» è anche quello che ho detto io quando l'ho visto ;-) Cheers

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    2. Ti diro'...da meneghino il nomignolo scelto dal tizio mi fa un po' ridere.
      Il Carpenter Brutto...anche se in realta' si direbbe BRUTT, con l'accento sulla u.
      Ma soprannome a parte, dimostra di avere attributi quadri e che gli fumano.
      Noto un sano gusto per la fantascienza classica e retro', anche se rivisitata in chiave moderna.
      Antiquata, direbbero. Ma tostissima. A base di astronavi, gnocche semi-svestite e tipi un po' bounty-killer, un po' meccanici, ma comunque armati fino ai denti.
      Che se mi metti il meccanico...il grande estinto della sci-fi odierna.
      Quello che appena scoppiava un casino si tuffava in sala macchine e magari per una buona parte di film. Ma sapevi che c'era.
      Astronavi, gnocche e tizi armati.
      Non avevi bisogno di sapere chi o cosa stava facendo come, dove, quando o perche', con un mix simile.

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    3. Anche dalle mie parti suona come un commento estatico sul Maestro ;-) Cheers

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  6. Non ne sapevo nulla e sembra una figata assurda e imperdibile! Segno anche io.

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    1. Il video di "Turbo Killer" serve a farsi un'idea generale, ma ti assicuro che "Blood Machine" è molto più figo del video, poi dura pochissimo quindi merita un'occhiata ;-) Cheers

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  7. La locandina è fighissima, le immagini altrettanto, decisamente imperdibile ;)

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    1. Merita, mi ha stupito la divisione in capitolo ero convinto si trattasse di un film dalle informazioni che avevo, ma questo strano formato l'ho apprezzato come il suo contenuto ;-) Cheers

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  8. Dalle immagini sembra strafigo, ma solo io penso che sembra costare più di 185.000 dollari? E dire che di solito la domanda che mi pongo è contraria! Non ho mai capito, ad esempio, perchè "Forrest Gump" sia costato 55 milioni.

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    1. Infatti sembra molto più costoso, questi due ragazzi sanno far valere i centesimi. "Forest Gump" faceva un utilizzo abbastanza importante di computer grafica (come da abitudini di Zemeckis), tanto buona da risultare quasi invisibile. Cheers!

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    2. Mi ricordo che la CGI in "Forrest Gump" veniva utilizzata per far scomparire le gambe di Gary Si mise, altri possibili usi non li ricordo, sinceramente.

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    3. Tom Hanks finiva a "recitare" con un paio di presidenti (tra cui JFK) e con John Lennon, oltre a tutte le scene del tenente Dan post Vietnam. Cheers

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  9. O.K., trovato! Adesso non mi resta che vederlo ;-)

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    1. Super! Aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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    2. Parere più che positivo! Moebius, Philippe Druillet, Roland Topor, Philippe Caza, un pizzico di "Dune", un sacco di "Heavy Metal" (quello del 1981, non il FAKK del 2000), atmosfere anni '80 (con effetti tradizionali sapientemente mixati alla CGI), ritmo mai calante nemmeno per un secondo, cromatismi accesi alla Mario Bava ben amalgamati a una fotografia da LSD, una Sorellanza di Karn in versione volante e molto poco vestita... insomma, promossi a pieni voti i due "Ickerman" (assieme al loro sintetizzatore Brut)! ;-D

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    3. Hai tracciato tutti i riferimenti dei due-registi-in-uno si spera di vederli nuovamente al lavoro presto se questi sono i risultati ;-) Cheers

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