lunedì 13 luglio 2020

Becky (2020): mamma, ho preso il Nazista (bulla con i bulli)

Chissà se Michael Haneke ha visto questo film? Lo so, domanda bizzarra per iniziare, ma è un pensiero che mi è balzato in mente guardando “Becky”.

Becky (la giovane Lulu Wilson) è una ragazzetta adolescente e in quanto tale, incazzata con il mondo. Lo sareste anche voi se aveste come papà Jeff (Joel McHale), ex suprematista bianco ora redento, che vuole a tutti i costi portarvi a fare un fine settimana, nella sua casetta nel bosco, insieme alla sua fidanzata Kayla (Amanda Brugel) e il suo figliolo. Non proprio il week-end dei sogni per una ragazzina che per di più, non ha ancora superato la perdita della madre.

"Tutto il fine settimana con i miei!? Mi viene voglia di uccidere qualcuno!"
Chi manca per movimentare ancora di più i piani per la domenica in famiglia? Mettiamoci due Nazisti evasi di prigione, uno enorme e minaccioso, il braccio, Apex (Robert Maillet, il pilota russo di Cherno Alpha in Pacific Rim, giusto per fare un titolo) e l'altro il cervello dell’operazione Dominick, interpretato da quel paciarottone di Kevin James, che ha sostituto al volo Simon Pegg nella parte, costretto a ritirarsi per precedenti impegni lavorativi (storia vera).

Dominick e Apex sono la versione ariana di Mignolo & Prof, coperti di svastiche tatuate, sono molto interessati a recuperare una certa chiave, con sopra ben visibile il Valknut, un antico simbolo norreno che è l’unico indizio su questo oggettivo, che di fatto è il più classico dei MacGuffin utilizzato per mettere in moto la trama. Sicuramente i trascorsi del padre di Becky hanno un legame con la vicenda, ma cosa apre questa benedetta chiave e perché i due nazistoni in fuga la vogliono a tutti i costi, beh questo film non lo racconta per niente, fatevene una ragione.

Dovrebbe essere un gran bastardo, ma più lo guardo più vedo solo Kevin James.
I due registi del film, Cary Murnion e Jonathan Milott sono interessati più che altro a raccontare una storia di “Home invasion”, con un punto di vista un pochino differente dal solito: questa volta le vittime non hanno nessuna intenzione di farsi cogliere impreparate, dimenticate quindi per un momento la lezione di Ingmar Bergman, replicata in tanti film di vendetta, Becky la protagonista è una bulla, che però bullizza i bulli.

I due registi lo mettono subito in chiaro con la prima scena d’apertura, un parallelismo tra i corridoi della scuola e il cortile della prigione, che vede da una parte Becky e dall’altra Dominick uscire a testa alta da un tentativo di pestaggio, l’idea di far scontrare due personaggi esteticamente agli antipodi, ma identici come atteggiamento, fa saltare il banco di tutte le dinamiche del vostro “Home invasion” medio, infatti Becky risponde subito presente con trappole e trappoline che inevitabilmente, vi faranno pensare ad una versione splatter di “Mamma, ho perso l’aereo” (1990).

Anche perché l’altissimo Robert Maillet, interpreta lo spilungone un po’ tonto, mentre il piccoletto pelato Kevin James è quello diabolico del duo, prima li ho definiti Mignolo & Prof, ma mi rendo conto che invece sono l’equivalente locale di Daniel Stern e Joe Pesci.

“Vi arrendete?”, “GIAMMAI!” (Cit.)
Anche perché, parliamoci chiaro, Joe Pesci per interpretare quel ruolo nel film di Chris Columbus, dovette mordersi la lingua e limitare l’uso delle parolacce rispetto alla media dei suoi personaggi (storia vera), mentre Kevin James qui, malgrado la barba e la svastica sulla nuca, proprio non riesce ad andare oltre. Lo guardi e non vedi altro che il superpoliziotto del supermercato che prova a fare il duro senza riuscirsi. Farebbe quasi tenerezza, se non fosse che il suo personaggio è uno sporco Nazista («Io li odio i nazisti dell’Illinois» cit.), quindi non è proprio possibile patteggiare per lui, anche se a ben guardare nemmeno Becky prova a guadagnarsi la nostra simpatia.

Infatti proprio per quello il personaggio funziona, Lulu Wilson si carica tutta la pellicola in spalla, interpretato la parte di una stronza dall'inizio alla fine del film. Quello che traspare dal suo personaggio è il suo essere una sociopatica senza possibilità di recupero, una specie di Hit-Girl (dal fumettistico “Kick-Ass” del 2010), senza però la preparazione paramilitare alle spalle, sostituita da un buffo copricapo fatto a maglia, perfettamente inutile sì, ma da indossare prima di dissotterrare l’ascia di guerra.

“Tengo le orecchie al caldo e allora? Ora prova a ripetere che non ti piace il mio berretto Cassidy, ti sfido!”
Per questo ero interessato al parare di uno come Michael Haneke, che in quanto professionista estremamente serio (a differenza mia), non perderà certo tempo con questo tipo di film, però nel suo “Funny Games” (entrambi per la verità, l’originale del 1997 e il remake americano del 2007), portava in scena un vero e proprio esperimento sociale sulla violenza nel cinema, anzi meglio, sul modo in cui noi spettatori reagiamo alla violenza nei film: se sono i cattivi a maltrattare i buoni, come spettatori ci agitiamo e soffriamo insieme ai protagonisti, se invece la stessa violenza viene perpetuata dai buoni sui cattivi, allora va tutto bene, sotto con la mattanza!

Quindi la parte più interessante di “Becky” resta proprio questo, cosa succede quando due malvagi, per cui è impossibile provare la minima empatia, vengono mutilati, accecati, e triturati con l’elica del motore di una barca da una ragazzetta, che di sicuro non è simpatica, ma che sta dalla parte giusta dalla barricata? Più o meno questo, uno spettacolo dove il sangue non manca, ma in più di un’occasione viene da pensare: tutto qua?

"La penna è davvero più potente della spada?" (Cit.)
Una menzione d’onore la merita davvero Lulu Wilson, che riesce a risultare credibile anche quando deve vedersela - aiutata dalla storia -, con gli oltre due metri di altezza di Robert Maillet. Ma consumato lo spunto iniziale di mettere una bulla contro due bulli, il film di Cary Murnion e Jonathan Milott non ha molto altro da offrire.

Se non forse qualche sospetto di “Hipsterismo” di fondo, perché con la sua maglia a righe stile ape Maia e il berrettino di lana (che a me continuava a ricordare un po’ Nel paese delle creature selvagge), il sospetto lecito è che i due registi si siano impegnati di più con lo spunto iniziale del film, per poi concentrarsi a cesellare - proprio a partire dal look -, un personaggio che nelle loro intenzioni, dovrebbe entrare a far parte dell’immaginario collettivo. Sarà, ma oltre all'utilizzo alternativo del Liquidator, il film non mi ha lasciato molto, se non 100 minuti di mattanza più che decente e dei Nazisti maltrattati, che per altro bisogna dirlo, non fanno mai male, un film con i Nazisti come cattivi è già un film che si mette dalla parte della ragione.

30 commenti:

  1. giuro che quando ho visto la foto di kevin james con il barbone ho detto ma quello è il wrestler big show???

    kevin james a big show ci passa sotto però ci assomiglia dai

    rdm

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    1. Ad una prima occhiata si somigliano, considerando che poi ora Big Show recita in una sit-com, forse si sono scambiati i ruoli ;-) Cheers

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  2. 100 minuti? Ammazza mi sembrano tanti..torture lunghe. Comunque carina l'idea di un Mamma ho perso l'aereo splatter. Però diamine basta ragazzine e ragazzini problematici per via della perdita di un genitore e costretti a sopportare il patrigno o la matrigna, il fratellastro o la sorellastra..maro', questi cliché il cinema americano non riesce proprio ad abbandonarli.

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    1. Infatti dieci minuti in meno avrebbero giovato. Che poi esisteva già la versione con sangue, si intitolava "Un minuto a mezzanotte" (1989) ;-) Purtroppo questo film si serve di molti di quei clichè, io vorrei un film dove un figlio è felice di essere orfano, sarebbe una novità totale! :-D Cheers

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  3. Io vorrei un film all'anno con protagonista Hit G... ehm, Becky!!

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    1. Lei è tostissima, si carica il film sulle spalle, ed ora che Chloë Moretz è una stanga alta due metri, abbiamo anche trovato la nuova Hit-Girl ;-) Cheers

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  4. Prima ancora di leggere, scorrendo le foto ho pensato a "Mamma ho Perso l'aereo". Poi leggendo ho capito che non lo guarderò mai.

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    1. Prima o poi dovrò trattare anche il film di Columbus, è diventato un tale moderno che la sua storia merita di essere raccontata. Cheers!

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    2. Direi proprio di si. Anche perchè la storia di come è stato prodotto e girato è più interessante del film stesso.

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  5. Ho visto anche dalla Bolla, e beh sì, è come vincere a mani basse quando in un film "morte ai nazisti".

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    1. Indy e i Blues Brothers ci avranno pur insegnato qualcosa no? ;-) Cheers

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  6. A questo punto oltre al film con Culkin citerei l'originale, quello serio, cioè il francese "Un minuto a mezzanotte" (36.15 code Père Noël, 1989), in cui lo psicopatico di turno è vestito da Babbo Natale ma fa l'errore di entrare in casa di un bambino ramboide: via trappole, spari, ferite e sangue. L'anno successivo "Mamma, ho perso l'aereo" trasforma tutto in gioco innocuo, ma per fortuna ho visto prima il francese quindi mi è rimasta la passione per l'home invasion con ragazzino violento!
    E se il copricapo della protagonista di questo film fosse una citazione alla terribile Lisa di "Bob's Burgers"? Sarebbero altri milioni di punti in più al regista ;-)

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    1. Infatti l'ho citato rispondendo a Riky, sai che potrebbe essere, avrebbe fatto davvero il botto citando "Bob'd Burgers" in questo modo :-D Cheers

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  7. Mhmmm... Non lo so... Quando hai citato "Funny Games" ammetto che mi avevi quasi venduto il film. Però soppesando il tutto non so se riesco a vedere 100 minuti di mattanza, seppur fatta bene e seppur fatta sulle "persone giuste", cioè su dei cattivi universalmente riconosciuti (i nazisti).

    Non lo so... Vediamo intanto se riesco a recuperarlo, poi vedremo.

    P.S.: Kevin James così conciato è uguale spiaccicato ad un mio ex compagno di classe, ed ex cestista fallito (ginocchio...), che ora si è riciclato nel sollevamento pesi. L'unica differenza è la cresta alla mohicana che sfoggia fiero Paolo P...

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    1. Insomma Kevin James somiglia a tutto tranne a quello che dovrebbe essere ;-) Sarei stato curioso di vedere Simon Pegg, anche se aveva in programma un dimagrimento niente male per un ruolo che aveva in programma, tempo fa giravano delle sue foto tutto "muscoloso" (per quanto possa esserlo uno come Pegg, in rete. Cheers!

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  8. Becky è una grande stronza effettivamente! Ma noi parteggiamo per lei proprio perché se la prende con i Neonazisti. Quindi, sì, la riflessione di fondo sulla violenza al cinema ci sta tutta. Ma non interessava ai registi mi sa, infatti sono d'accordissimo con tutto quello che scrivi, anche se comunque il film è apprezzabile, prendendolo per quello che è. Mi hai ricordato anche dell'esistenza di Mignolo e Prof (magnifici!).

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    1. Ho volutamente iniziato sparando alto (molto alto) con Michael Haneke, perché la mia testa funziona in modo strano e fa giri contorti, però il bello di Becky è che non ha niente di bello, è una mina Claymore sparata in faccia a chi se lo merita, però in mezzo ci sono un sacco di riflessioni che ai due registi non importano assolutamente. Mignolo & Prof. sono un classico di Casa Cassidy, vengono citati ad ogni piè sospinto (storia vera). Cheers!

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  9. Sto leggendo numerose recensioni positive su "Becky",ne ho letta un'altra molto bella dalla Bolla, il fatto che i villain siano nazisti mi fa aggiungere valore al film.

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    1. Si, oggi è il "Backy's Day", senza saperlo lo abbiamo organizzato ;-) Cheers

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  10. Onestamente non penso ci siano violenze più giuste di altre, determinate da chi le subisce. La scena di Bastardi senza gloria in cui uccidono il soldato disarmato non mi è mai piaciuta, per esempio,forse l'unica del film che non mi soddisfa per niente, se non l'unica della filmografia di Tarantino.
    Poi è ovvio che il buono deve difendersi in un film di questo genere, ma per far sì che si goda nel vedere il cattivo massacrato non basta che questo sia nazista, comunista, o qualsiasi parola che finisca in -ista.

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    1. Callista ad esempio, oppure dentista ;-) Cheers

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  11. Gli daro' un'occhiata, piu' avanti.
    Strano a dirsi, ma sono curioso di vedere come se la cava Kevin James.
    L'ho visto di recente in COLPI DA MAESTRO, e mi e' piaciuto un sacco.
    Parte come presa in giro di WARRIOR, ma...ragazzi, chiude con un finalone epico degno di un ROCKY!!
    Rimanendo in ambito sportivo e di O' Connor, ho visto pure TORNARE A VINCERE con Ben Affleck.
    Molto bello. Ma davvero amaro, come film.
    Amarissimo.

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    1. Quello lo trovi anche qui sulla Bara Volante, parla di Basket non potevo perderlo ;-) Cheers

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  12. Anche io li odio i nazisti dell'Illinois (e amo invece John Landis), ma questo Becky a occhio lo lascio stare...

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    1. Vedi un po' tu, intanto visto che ti piace Landis resta nei paraggi prossimamente ;-) Cheers

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    2. Scrivere e leggere di Landis è sempre buona cosa! Ovvio che resto nei paraggi! :--)

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  13. Ho una voglia di vederlo dopo aver letto la tua recensione che non hai idea...

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    1. Oh bene meno male, sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

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  14. Poco a poco mi metto in pari, ma intanto questo post l'ho letto saltellando qua e là e soffermandomi sulla chiusa finale per capire se Becky poteva fare per me o no.
    Di film estivi sono alla ricerca vista la penuria post-quarantena, e con la cotta appena nata per Joel McHale grazie a Community potrei davvero trovare il tempo per questa mattanza, per quanto un pochino mi spaventi...

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    1. Non é uno di quelli horror da salto sulla sedia, ma da sangue a litri quello decisamente si, sono curioso del tuo parere anche perché in questo periodo bisogna cercare i film tra le varie piattaforme di streaming. Cheers!

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