mercoledì 10 giugno 2020

The Wretched (2020): lo zio Tibia sarebbe orgoglioso di voi

Confido da sempre nel fatto che l’onestà, sia un tipo di politica che alla lunga, paga i suoi dividendi. Forse sono dello stesso avviso anche i fratelli registi Brett Pierce e Drew T. Pierce, almeno a giudicare da come hanno portato in scena il loro “The Wretched”.

I due fratellini sono al loro secondo lungometraggio dopo “Deadheads” (2011) e dopo aver fatto il giro di un po’ di festival, sono ancora alla ricerca di una distribuzione ufficiale, ma la loro seconda fatica, pur non inventato davvero nulla di nuovo, sa giocarsi molto bene le sue carte, nel modo più onesto possibile per altro.

Il film comincia con un incipit ambientato “35 anni fa” come annuncia la scritta ben in vista, quindi facendo sue calcoli veloci, siamo nel 1985 ma prima di scappare urlando, disperati per l’ennesimo horror moderno ambientato nei favolosi anni ’80 idealizzati dal cinema e da svariate altre Strane Cose, la premessa serve ad introdurre la strega… Fermi! Lo so che ormai esce un film dedicato alla stregoneria con cadenza sinistramente puntuale, ma “The Wretched” è una variazione sul tema streghe e suoi derivati, che introduce un mostro che nidifica (letteralmente!) negli scantinati delle vittime, facendo dimenticare loro il ricordo di figli e parenti, per poterli consumare con comodo.

“Figliolo, la dieta vegana magari la comincia martedì prossimo, stasera a cena… Cervo!”
Un inizio veloce che ci riporta subito ai giorni nostri, dove facciamo la conoscenza di Ben (John-Paul Howard) ragazzino non particolarmente bello, non particolarmente sveglio, di sicuro parecchio sfigato, visto che si è rotto il braccio e dovrà passare tutta l’estate con il gesso, ma soprattutto perché con l’altra metà del cielo risulta essere particolarmente imbranato. Insomma è un adolescente quasi normale con genitori divorziati e lavoretto estivo, la versione locale Yankee di “Estate ragazzi”, dove per altro conosce la collega Mallory (Piper Curda), anche lei non particolarmente mozzafiato ma spigliata il giusto, di sicuro meglio della bellona su cui Ben ha messo gli occhi, quella carina che gira solo con i ricconi figli di papà che si divertono a maltrattare Ben, solo in virtù di un conto in banca più nutrito.

“The Wretched” riesce a delineare bene i personaggi che sanno tutti un po’ di già visto ma non risultano mai urticanti, il che è già un enorme risultato visto quello che capita di vedere al cinema, anche se i cinema sono chiusi… Vabbè ci siamo capiti no?

“Cosa faremo tutta l’estate con i cinema chiusi?”, “Quello che fanno gli Italiani tutte le estati”
I fratelli Brett Pierce e Drew T. Pierce, armati di un’onestà disarmante, portano in scena il loro film a metà tra romanzo di formazione e storia paurosa con riuscitissima strega, mettendo subito in chiaro i loro punti di riferimento, ma senza voler per forza scimmiottare nessuno. A ben guardarlo “The Wretched” si incastra alla perfezione nel filone di film con adolescenti alle prese con le loro vite, ma anche un elemento sovrannaturale venuto a scombinarle. Potrebbe quasi essere un cugino alla lontana di “Ammazzavampiri” (1985) senza fare mai davvero nulla per darci dentro di gomito, strizzando l’occhio al pubblico per compiacerlo inutilmente.

Quindi “The Wretched” è la dimostrazione che con un po’ di buona volontà, si possono fare i film con protagonisti degli adolescenti, che hanno molto in comune con le atmosfere anni ’80 riportate all’attenzione del grande pubblico dal successo di critica e pubblico del più bel blog del mondo, la Bara Volante di Stranger Things, senza dover per forza ambientare le trame in 1985 posticci che esistono solo al cinema. Ogni riferimento a fatti, cose, persone o Summer of ‘84 è puramente voluto.

“Brindiamo ai film per ragazzi, ma senza BMX e walkie talkie!”
In “The Wretched”, i protagonisti si telefonano e si scrivono usando il loro smartphone, se hanno bisogno di cercare qualche informazione, lo fanno navigando in rete, infatti l’unica scelta di sceneggiatura pigra, arriva dalla ricerca su Google di informazioni relative alla strega, ma è un piccolo rilassamento che ad un film così si può anche perdonare. Questo fa sì che la storia funzioni come una sorta di “romanzo di formazione” con un protagonista ingessato (in più di un senso), ma soprattutto come horror per nostra fortuna.

Il film riesce piuttosto bene a creare la mitologia del mostro di turno, senza mai soffermarsi a spiegare, ma quasi sempre mostrando, insomma come dovrebbe fare sempre il Cinema. In un tripudio di ditine sinistre che spuntano dal terreno oppure dalla carcassa di un cervo morto, “The Wretched” porta in scena una strega davvero ferale attraverso una serie di momenti di tensione, per altro rinunciando ai dannati “Saltopaura” (i famigerati “Jump scare”), in favore di sequenze belle tese che funzionano ancora meglio se alternati ai passaggi leggeri, quasi da commedia adolescenziale, che caratterizzano le tipiche giornate del protagonista.

"C'è nessuno in questa casa abbandonata spaventosa?", "No", "Oh meno male, stavo per spaventarmi"
L’orrore striscia nella vita di Ben poco alla volta, tutti gli elementi della storia che sembrano dei clichè (e in parte lo sono), vengono utilizzati a dovere dai due fratellini Pierce, quindi il padre divorziato non sarà per forza solo il papà assente dei film Horror, il gesso del protagonista ad un certo punto sarà parte di una svolta chiave e se le regole della storia dicono che il sale è un elemento chiave per ferire la strega, per fortuna nel corso della storia questa informazione non viene dimenticata. Insomma, mi piacciono le storie che introducono elementi per poi utilizzarli per davvero, non solo per addobbare inutilmente la trama.

La strega del film poi diventa un’entità capace di trasferirsi da un corpo all'altro, proprio come ci ha insegnato un classico come The Hidden, ma a ben guardare anche il vampiro del già citato “Ammazzavampiri”, non faceva davvero nulla per nascondersi, facendo invece di tutto per far passare per mitomane il protagonista.

Con il ritorno del Drive-In, questo film sta andando forte nei botteghini americani (storia vera)
Quando finalmente qualcuno crederà alla versione di Ben, la strega avrà già scambiato corpi come calzini avvicinandosi sempre di più ai nostri protagonisti, facendo dimenticar loro i parenti più stretti. Un elemento della storia che i fratelli Pierce utilizzano piuttosto bene e se ve lo state chiedendo no, la strega non fa dimenticare la suocera a nessuno dei personaggi, quella sarebbe una benedizione!

Quando poi arriva lo scontro finale con la strega, “The Wretched” conferma di avere il cuore al posto giusto, sfoggiando un tripudio di effetti speciali orgogliosamente vecchia maniera, combinati con poca (e centellinata) CGI. Insomma il modo perfetto per portare in scena sangue, budella e trasformazioni, dimostrando di aver capito la lezione degli horror degli anni ’80, senza volerli scimmiottare a tutti i costi, bravi ragazzi!

A nessuno piace essere disturbato durante la cena.
Se esistesse Notte Horror nel 2020 e fosse ancora quell'incredibile cornucopia di orrori che ha fatto scoprire a tanti della mia generazioni titoli storici, “The Wretched” potrebbe essere il perfetto candidato per la rassegna estiva, un horror piccolo ma fatto con dedizione, in grado di portare avanti una tradizione. Insomma non troverete nulla di nuovo dentro questo film, ma quello che troverete ha davvero tutto per scaldare il cuore di tutte le creaturine della notte venute su a pane e zio Tibia.

18 commenti:

  1. Decisamente venduto! Se non ci sono protagonisti fastidiosi, se si prova a ricreare le atmosfere di classici come "Ammazzavampiri", se non si inventa nulla ma si usa il cervello e il cuore per studiare e capire i film giusti, allora lo sforzo va premiato a prescindere.

    Ovviamente ci saranno dei difetti, ma preferisco mille volte una pellicola come questa a certe più blasonate ma fatte con parti meno nobili (culo).

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    1. Concordo, fa davvero il suo dovere e se proprio devo vedere un altro film che non inventa nulla, che almeno sia realizzato in modo onesto come questo. Cheers!

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  2. E' vero, il film è al numero 1 del boxoffice USA, perché sono aperti solo i drive in :D Sarebbe figo che aprissero anche da noi, ma poi, conoscendoci, la gente ci andrebbe NON SOLO per guardare i film!

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    1. Penso che sia uno dei motivi per cui i Drive-In sono diventati così popolari. L'altro motivo sono i film ;-) Cheers

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  3. Conosco solo ora, e diciamo che è molto interessante ;)

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    1. Ti assicuro che per salvare la serata è l'ideale ;-) Cheers

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  4. Mi hai decisamente incuriosito! Finalmente qualocsa che non si limita a scimmiottare gli anni 80 ma cerca di aggiungere qualcosa a quella mitologia.

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    1. Quando ho visto il prologo ambientato "35 anni fa" ho temuto il peggio, ma poi, anche senza innovare niente, il film porta a casa il risultato ;-) Cheers

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  5. Ahhh, un teschio di ungulato è sempre il modo migliore di introdurre una storia di streghe ^_^
    Condivido a pieno il discorso sull'onestà - magari siamo due sognatori - e mi segno sicuramente il titolo.

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    1. il teschio è stato il motivo per cui ho voluto dare una possibilità al film, il primo passo nella direzione giusta ;-) Cheers

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  6. Me lo segno sull'agenda. :-P
    Ultimamente sono in trippa con Peaky Blinders e finché non la finisco, non riuscirò a concentrarmi su altro.

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    1. Sono curioso del tuo parere, quella serie ha la capacità di prenderti fortissimo ;-) Cheers

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  7. Non hai idea di quanto mi interessi sto film, solo che ora non sto avendo tempo, mannaggia!

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    1. Vai tranquillo ti capisco benissimo, sono curioso del tuo parere ;-) Cheers

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  8. Forse per la prima volta la pensiamo in maniera diametralmente opposta. A me ha fatto proprio cagare :)

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    1. Ne hai scritto? Mi sono perso il tuo post! Passerò a leggerti, non è un film che inventa ma l'ho trovato onesto, passerò dalle tue parti per approfondimenti ;-) Cheers!

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  9. La Midnight Factory lo ha appena distribuito in italiano, così me lo sono visto, avendo totalmente dimenticato la tua recensione (e il mio proposito di vedere il film già la scorsa estate!)
    Riuscire a presentare elementi così già visti mille volte ma senza risultare fastidioso è già un grande risultato, e i vari passaggi non chiari né logici della storia hanno come contrappeso un discreto colpetto di sena pre-finale che ho apprezzato: come se i fratelloni avessero cercato nel finale di dire qualcosa un po' diverso dell'ovvio che invece hanno cantato per l'intera storia.
    Senza infamia e senza lode, comunque non è stata una visione fastidiosa, e per l'horror moderno è già un grande traguardo ^_^

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    1. Sono totalmente d'accordo, sembra quasi giocatori che fanno urlare al loro allenatore in panchina: «No, no, no, no no no.... Sii! Bravo bel canestro, ora torna in difesa» ;-) Cheers

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