domenica 7 giugno 2020

Rock 'n' Blog: Distretto 13

La musica e il cinema mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi in una rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume mentre chiedete: «Hai da fumare?»


Titolo del pezzo: You Can't Fight It
Artista: Jimmy Chambers

Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

Rimasti in tre, con una manciata di proiettili, i nostri si barricano dietro ad una lastra di ferro (un ironico incitamento al corpo di polizia locale, che in quella scena risulta quanto mai satirico) e attendono l’ultimo attacco. Proprio come in Un Dollaro d’onore, i protagonisti dimostrano il loro valore con le azioni, il rapporto tra il poliziotto (nero) Bishop e il criminale (bianco) Wilson si cementa: i due spalle al muro sono costretti a collaborare, ma nel momento peggiore si scoprono fatti della stessa pasta, la pasta di cui sono fatti i duri. Se lo Sceriffo Chance e i suoi uomini per tutta la durata del film, erano accompagnati dalle note del “Deguello”, qui è proprio una canzone a celebrare per sempre la somiglianza dei due personaggi, che avrebbe potuto essere anche amici, se le condizioni e i ruoli lo avessero concesso.

"Quando finisce la musica spara... Se ti riesce" (cit.)
Bishop fischietta un motivetto, che un po’ ricorda proprio il Deguello, Wilson riconosce il pezzo e lo accompagna a sua volta, in quella che resta la scena più Western, mai vista in un film non-Western (ovvero senza cavalli) della storia del Cinema, ma in senso più ampio aggiungerei, aspettare la fine, spavaldi, a testa alta e fischiettando un motivetto come se non te ne fregasse nulla… 100% John Carpenter, Signore e Signori.

La battaglia in sè è veloce e brutale e, quando si dirada il fumo, restano solo tre sopravvissuti. Ancora in piedi. Ancora vivi (“Qualcuno ha da fumare?”).

Ricordatevi di Alamo...
Superata la crisi, però, i ruoli imposti dalla società tornano, ma solo per chi non c’era, infatti, Bishop prende a male parole il polizotto che vuole ammanettare Wilson e i due escono fianco a fianco in un finale che è epico e western (una specie di cavalcata verso il tramonto), ma anche amaro, nerissimo e cinico, come quasi tutti i finali Carpenteriani, malgrado il valore dimostrato, Napoleone Wilson tornerà al suo destino e alla sua condanna… “I was born out of my time”.

Non si può parlare di Carpenter senza dedicare qualche parola per la straordinaria colonna sonora del film, Giovanni ne ha composti di pezzi bellissimi (alcuni anche nel suo album d’esordio Lost Theme), ma tra tutti, quelli di Assault on Precinct 13 restano quelle che mi canticchio più spesso da solo, perché hanno una capacità clamorosa di sedimentarsi sul fondo del cranio. Carpenter ha dichiarato che l’ispirazione per il main theme gli è arrivata dal pezzo di Lalo Schifrin composto per Dirty Harry e da “Immigrant Song” dei Led Zeppelin, il miscuglio è efficacissimo.

I sintetizzatori di Carpenter sono perfetti a rendere il senso di costante minaccia dei protagonisti, poi ditemi cosa volete, ma il Carpenter compositore è pari a quello regista: dritto come un fuso e geniale nelle soluzioni… Ecco! Adesso per il prossimi giorni continuerò a canticchiare You Can Fight It!, dudu du dum dum dum, You Can Fight It!

Vi ricordo la pagina del Faccialibro Il Seme Della Follia - FanPage italiana dedicata a John Carpenter ma anche lo speciale della Bara dedicato al Maestro!

18 commenti:

  1. Ne avevo una versione remix da discoteca molto bella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La colonna sonora di questo film è bella in ogni forma, non vorrei sembrare esagerato ma finisco per ascoltarla ogni giorno (storia vera). Cheers!

      Elimina
  2. Un pezzo della madonna, altroche'.
    Distretto 13 l'ho recuperato anni dopo, quando oltre che vedere i film del maestro John ho iniziato a interessarmi anche alla sua storia.
    Su questo film giravano voci di ogni tipo, un po' come il primo Non Aprite Quella Porta (considerato il capostipite dello splatter, quando in realta' non mostra poi molto. Il secondo, se mai. Quello si, che e' macelleria a tutto spiano. Capolavori entrambi, comunque).
    Al punto che lo consideravano una leggenda.
    Quando l'ho visto...beh, gran film.
    Ci sono tutti i tratti tipici.
    L'assedio, la tensione, i cattivi che sembrano tutto tranne che umani.
    Non parlano, non hanno emozioni (quando il biondo spara alla ragazzina...), sono impassibili. E quando muoiono, i loro corpi spariscono tra un'inquadratura e l'altra.
    Tipo l'esplosione finale.
    Ma dove sono finiti tutti i teppisti?
    Inquietante.
    E poi le musiche.
    Come questa. O quella strumentale che picchia per quasi tutto il film.
    Ti si impianta nel cervello e non se ne va piu'.
    Ne hanno fatte varie versioni, tra cui segnalo "The End", la mia preferita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tutto al primo film scritto, diretto montato e con musiche composte , perché "Dark star" era comunque una collaborazione con l'ex amico O'Bannon. Pazzesco ma ancora così caldo come tema, oggi più che mai, ennesima prova della grandezza del Maestro. Cheeers!

      Elimina
    2. Dimenticavo dialoghi e personaggi magistrali.
      L'ho visto meno, rispetto ad altri. Ma certe frasi me le ricordo ancora adesso.
      "Abbiamo combattuto e messo a rischio le nostre vite per un tizio che non sapevamo neanche chi fosse. E che non ringraziera' neanche."
      "E' venuto qui perche' aveva un problema e cercava aiuto. Siamo poliziotti, e quindi ora e' un problema anche nostro. E' il nostro lavoro."
      Parole sante, agente Bishop.
      Poi l' "Hai da fumare?" Ce lo saremmo portati fino al suo personaggio piu' famoso.
      Jena Plissken ha molti punti in comune con "Napoleone" Wilson.
      Ma anche "Desolazione" Williams di Fantasmi da Marte, che in effetti ha una struttura molto simile.
      "Perche' ti chiamano Napoleone?"
      "Te lo diro' quando staro' per morire."
      "Perche' ti chiamano Napoleone?"
      "Te lo diro' tra poco."
      Ma alla fine non lo dice. Per fortuna.
      Bishop e Wilson sono due persone vecchio stampo. E si riconoscono al volo.
      Soprattutto il secondo. E' un criminale e un assassino, ma e' un uomo di parola.
      Incredibile, visto che li' e' forse quello che ha da perdere piu' di tutti.
      Visto che e' un condannato a morte.
      Potrebbe fuggire, e invece...
      Un buono che e' ancora piu' cattivo dei cattivi, li'. E meno male che sta dalla parte giusta.
      Senza contare che il finale e' aperto, come da tradizione.
      La rivolta delle bande e' tutt'altro che sedata. Continuera' e dilaghera' in tutto il paese?
      E Wilson?
      E' rimasto li', consegnandosi ai carnefici per la pena capitale.
      Pazienza. Li' aveva dei compagni da aiutare.
      Fuggira' dopo.
      Vedendo quel che fa nel film...e' pieno di risorse.
      Forse un giorno lui e Bishop si ritroveranno, con la nazione piombata in una guerra civile.
      Buona Domenica!!

      Elimina
    3. Per me il suo «It's an old story with me. I was born out of time» non solo riassume il personaggio, ma anche il suo regista per certi versi. Inoltre altri con la stessa storia e gli stessi personaggi, si sarebbero lanciati in due ore e mezza di retorica epica, Carpenter resta minimale, riesce ad essere epico ma con una apparente semplicità davvero disarmante. Cheers!

      Elimina
  3. Eh, l'intro al synth è fantastica, così come tutto il pezzo che incalza sempre più!**

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Synth sopra un pezzo disco funk anni '70, una figata totale, si sposa perfettamente con il resto della colonna sonora composta da Carpenter ;-) Cheers!

      Elimina
  4. E vogliamo menzionare gli U2 che hanno usato il tema del film per il loro New Year's Day (sentire il basso per fugare ogni dubbio)? Se se ne fosse accorto il Maestro gli avrebbe estorto milioni di dollari per plagio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo spiega perché quel pezzo degli U2 mi piaceva così tanto, troppo per la media dei moderni U2, cavolo si roba da spillargli via dollarazzi! ;-) Cheers

      Elimina
    2. Ma infatti è strano che John, così attaccato al vil denaro, non ci abbia almeno provato!

      Elimina
    3. Bisognerebbe ricordarglielo, in fondo con Luc Besson gli è andata bene in tribunale ;-) Cheers

      Elimina
    4. Anche una bella cifra, mezzo milione di euro vedo! Non lo sapevo!

      Elimina
    5. Ne avevo scritto anche in un post anche ;-) Cheers

      Elimina
  5. Arrivo tardi ma testimonio come questo brano sia da sempre nella mia playlist: quando parte mentre sto in auto, mi sembra di essere in un taxi di New York! ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non volevo sembrare esagerato scrivendo che la ascolto ogni giorno, ma so che non sono l'unico ;-) Cheers

      Elimina
  6. Che mito Carpenter. Non solo regista impareggiabile, ma anche compositore fichissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un mio amico dice sempre che lo apprezza (per assurdo) più come compositore, secondo me i due talenti vanno di pari passo, in entrambi i casi riesce ad essere essenziale e direttissimo, vero talento ;-) Cheers

      Elimina