mercoledì 17 giugno 2020

Il bambino d'oro (1986): grosso guaio in Tibet

Penso sia sempre un’esperienza interessante rivedere i film dell’infanzia da adulti (o presunti tali). Un titolo che per anni si è giocato il podio di pellicola più replicata da Italia 1 con Grosso guaio a Chinatown é stato sicuramente “Il bambino d'oro”, e non ho citato il capolavoro di Carpenter a caso, ma andiamo per gradi.

La storia comincia con Dennis Feldman, fotografo professionista intenzionato a sfondare nel mondo del cinema, dopo un corso come sceneggiatore Feldman firmò la commedia “Just One of the Guys” (1985), per poi gettarsi anima e cuore su un progetto che sentiva molto più suo, una sceneggiatura intitolata “The rose of Tibet” che sulla carta avrebbe dovuto essere una sorta di classico racconto di Raymond Chandler in chiave moderna, ma con alcuni elementi sovrannaturali e ovviamente il Tibet come sfondo, altrimenti si sarebbe intitolato "The rose" e basta. La Paramount Pictures si accaparrò il lavoro di Feldman per trecentomila fogli verdi con sopra le facce di altrettanti ex presidenti passati a miglior vita. In fondo il Tibet ha sempre il suo fascino.

L'ispirazione a Raymond Chandler spiega perché il protagonista del film si chiama Chandler Jarrell, infatti per interpretarlo, il piano iniziale era chiarissimo: qui ci vuole Mel Gibson! (Storia vera). In effetti se vuoi un detective alla Raymond Chandler, “Mad Mel” sarebbe stato piuttosto adatto, ma con il rifiuto del divo di Arma Letale la Paramount decide di cambiare completamente il tiro, seguendo l’esempio dei Re mida di Hollywood Don (Simpson) & Jerry (Bruckheimer), che avevano fatto i soldoni con un cambio di stampo cestistico molto simile, via Sylvester Stallone e dentro Eddie Murphy, risultato finale? Beverly Hills Cop è diventato un successo clamoroso al botteghino.

"Gira la ruota ed esce un bel... Eddie Murphy! Bravi avete vinto me come protagonista"
Già Eddie Murphy, in quel periodo l’uomo con la risata (di Tonino Accolla) stava sulla cresta di un’onda altissima e poteva fare letteralmente il bello e il cattivo tempo. Pare che il regista George Miller (fate voi il giochino dei sei gradi di separazione con Mel Gibson), abbia rifiutato di dirigere il film perché Murphy lo ha lasciato a fare la muffa in sala d'attesa, qualcosa come quattro ore, in clamoroso ritardo sull'orario concordato per la riunione preparatoria (storia vera).

A chi lo facciamo dirigere questo film adesso? Facilissimo, all’uomo che con Starman era tornato ad essere ben visto dagli studi di Hollywood, come abbiamo visto il Maestro John Carpenter in quel periodo è stato associato a titoli pazzi, tra cui proprio Il bambino d'oro, il nuovo titolo del film cambiato in corsa dopo le modifiche eseguite alla trama per renderla beh, più vicina alle classiche commedie di Eddie Murphy.

Cosa fece John Carpenter a quel punto? Quello che fa di solito, un’allisciata ai baffi, una boccata di sigaretta e un cordiale ma argomentato rifiuto, la sua motivazione? Il soggetto era valido ma la presenza di Murphy? Troppo ingombrante. Fu così che Carpenter passò quindi alla concorrenza, dodici settimane di lavoro intenso per girare Grosso guaio a Chinatown e poterlo mandare nelle sale nel luglio del 1986, cinque mesi prima dell’uscita del film con Eddie Murphy.

“Di un po’, questo bruttone qui dietro vale come scimmia in un film? Sembra l’anello mancante”
Scelta saggia se valutata sulla lunga distanza, ma disastrosa nell'immediato, perché Jack Burton riuscì a divorarsi le tre bufere in un sol boccone, ma venne travolto al botteghino dallo strapotere di Eddie Murphy. “The Golden Child” portò a casa poco meno di ottanta milioni di dollari, contro gli undici del film di Carpenter. Ma Giovanni Carpentiere anche quella volta ha avuto ragione, perché il tempo ha messo in chiaro che razza di capolavoro era Grosso guaio a Chinatown, tanto che anche gli effetti speciali invecchiati sono diventati un’arma in più di una pellicola oggi giustamente considerata di culto, mentre “Il bambino d'oro” rivisto oggi, non è invecchiato altrettanto bene.

Lo spunto iniziale è ancora ottimo, ma tutto il secondo atto del film rallenta paurosamente, vivendo e morendo solo sulle gag, che ruotano ovviamente tutte attorno ad Eddie Murphy, vero mattatore del film tanto da soffocarlo, infatti senza di lui la trama non decolla… John Carpenter aveva ragione, come sempre!

"Posso portarti a Chinatown per provare a domare la lama rovente?", "Non ho gli occhi verdi mi dispiace, inoltre mi aspettano in Tibet"
Il regista Michael Ritchie (quello del non proprio memorabile Fletch) sa benissimo di essere stato scelto per la sua capacità di gestire i comici sul grande schermo, ma il film è soggetto a cambi di tono che lo ammetto, da bambino me lo rendevano davvero attraente.

Nella prima scena facciamo subito la conoscenza del bimbo del titolo, una sorta di piccolo Buddha in grado di riportare in vita pappagalli morti con la sola imposizione delle mani (qualcuno avvisi i Monty Python, questo Bonzo ha appena rovinato uno dei loro sketch più famosi!), oppure trasformare lattine di Pepsi vuote in piccoli ometti ballerini, grazie anche agli effetti speciali della IL&M, che quando usati per queste piccole magie cinematografiche, sono ancora in grado di incantare, come fanno con il grosso sgherro interpretato dal mitico Randall 'Tex' Cobb.

Roba che nemmeno la Pixar si può sognare, lo sponsor ballerino!
Chi non si lascia intortare dai poteri del Messia tibetano è il cattivissimo Sardo Numspa, interpretato dalla faccia da schiaffi di Charles Dance, che per quelli della mia leva è il cattivo di questo film e di Last Action Hero, mentre per i più giovani Tywin Lannister di Giocotrono. Insomma uno destinato a beccarsi un Bad to the bone tutto suo da qui a breve.

Se non si fosse capito, questo è il momento degli applausi per il notevole cattivo.
Sardo rapisce il ragazzo per conto del suo (oscuro) signore e per motivi che non sono proprio chiarissimi, se non imputabili ai soliti cattivi che fanno cose da cattivi, ma rispettano la profezia, che recita più o meno che il bambino d’oro verrà salvato da un uomo che è tutto tranne che un angelo, anche se proviene dalla città degli angeli. Se non fosse ancora chiaro, ci pensa la locandina del film a togliere ogni dubbio, con una scritta gigante che recita “Eddie Murphy è il prescelto”, giusto per non gonfiare ancora un po’ il super ego dell’attore.

Il Chandler Jarrell di Eddie Murphy è un investigatore privato brillante ma spiantato, perché dedito al ritrovamento dei bambini scomparsi, non potete mancarlo, nel caldo di Los Angeles va in giro con uno strano (ma caratteristico) berretto di pelle, prendendosi gioco di tutti, anche di chi consulta riviste tipo “Porcello 8000” nelle edicole per strada.

“Ah, lettura impegnate oggi vedo eh?”
Jarell è uno che va dritto al sodo, sulle tracce di una ragazza scomparsa e ospite in un programma televisivo, si libera dell’invadente presentatore prendendolo a male parole, insomma non di certo un santo ma uno che tiene molto al suo lavoro. A convincerlo di accettare questa stramba missione in Tibet («Il Tibet è un po' fuori dal mio territorio») ci pensa la bella e serissima Kee Nang, interpretata dalla bellissima Charlotte Lewis, portatrice sana di due bocce clamorose sotto la camicetta, a mio avviso il vero motivo per cui Chandler Jarrell alla fine finisce per accettare il lavoro…

… Invoco il vostro perdono, mi sono fatto influenzare dalle battutacce in stile Eddie Murphy! OK torniamo al film.

“Pensi che dovrei mettere un avviso del tipo: questo post contiene battutacce di Cassidy? Sai di ‘sti tempi”
L’indagine si incrocia con il precedente lavoro di Chandler, che era alle costole di una banda di rapitori di bambini che costringeva i piccoli a nutristi con un disgustoso pappone di farina d’avena e sangue umano, un elemento quasi horror rimasto dalla prima stesura della sceneggiatura di Dennis Feldman, che sul me stesso bambino (ma non d’oro) che guardava a ripetizione questo film su Italia 1, piaceva un sacco perché dava al film quel tocco macabro che ho sempre gradito. Ok, non sono mai stato un bambino d'oro, ma un bambino strano sì.

I punti di contatto con Grosso guaio a Chinatown sono evidenti, anche qui abbiamo uno scanzonato eroe americano che entra in contatto con una cultura orientale che ignora e non comprende (vabbè, è americano che pretendete?). Anche qui la spalla è spesso più pronta dell’eroe ad affrontare certe situazioni, infatti nella rissa con i motociclisti rapitori, Kee Nang picchia e si appende alle tubature, sulle note di "Body Talk" dei Ratt, esibendosi anche in un (castissimo) numero da “Miss maglietta bagnata”. Ok, prometto di non fare più riferimenti alle grazie di Charlotte Lewis!

"Sette anni in Tibet" lo ricordavo un po' diverso.
In comune con il film di Carpenter abbiamo anche due attori presenti nel cast, James Hong (il diabolico David Lo Pan di "Grosso guaio a Chinatown") qui è il Doctor Hong, custode di Kala, una stramba donna serpente tutta braccia che sciorina profezie al protagonista da dietro un paravento, per altro impressionandolo parecchio («Che fai sabato prossimo Kala? Potremmo fare Kala Kala insieme»).

"Hey ci stai Kala Kala con me? Facciamo Kala Kala insieme? Dai!" (quasi-cit.)
Victor Wong invece qui interpreta un altro personaggio magico come nel film di Carpenter, il vecchio Monty Hall che prima scuce dei soldi a Murphy appena sbarcato in Tibet, ma poi si rivela essere il santone che aiuterà l’eroe nel suo percorso di illuminazione. Ci sarebbe quasi il materiale per un bell'incontro a fumetti tra Jack Burton e Chandler Jarrell: BOOM! Studios? La palla è nel vostro campo.

"Poi c'è... il sacchetto dei sei dem... No, scusate mi sono confuso"
Quello che balza agli occhi rivedendo oggi “Il bambino d'oro”, oltre al calo di ritmo del secondo atto, sono i passaggi della trama poco chiari, sacrificati rispetto ai piani originali di Dennis Feldman, per lasciare più spazio possibile ad Eddie Murphy che diventa così l’unico traino del film.

Ho sempre trovato abbastanza clamoroso che il bambino del titolo non abbia alcuna caratterizzazione (basta dire che ad interpretarlo è una bambina, sindrome di Baby Yoda ante litteram), che ad un certo punto si ritrova al centro di un non ben precisato piano di scambio, in favore di un pugnale in grado di ucciderlo, ma solo se indebolito prima bevendo del sangue. Insomma i tagli abbastanza brutali si notano, ma per fortuna i passaggi esilaranti sono così ben confezionati da risultare ancora uno spasso.

"Piccolo Buddha" lo ricordavo un po' diverso.
Nel mezzo di un inseguimento Eddie Murphy terrorizza una famigliola intenta a fare una grigliata, giustificandosi che voleva solo le patatine, come se fosse un Bill-ruba-patatine-Murray qualunque. Oppure il passaggio della dogana in Tibet, un momento di pura improvvisazione in cui Eddie Murphy fa emergere tratti dal suo personaggio più famoso Axel Foley, prendendo per il naso tutti gli sveglissimi soldati, che in teoria dovrebbero fermarlo.

Alla prossima dogana da attraversare ci proverò anche io (se non mi vedrete più scrivere qui sopra, grazie di tutto è stato bello)
Anche se il passaggio più spassoso del film resta la prova in stile Indiana Jones da superare per impossessarsi del pugnale, un percorso ad ostacoli in equilibrio precario sopra un pavimento senza fondo, tenendo in mano un bicchiere pieno d’acqua. Tra la prova della monetina lasciata cadere nel vuoto («C'è il fondo, non si vede ma c'è il fondo!») e la reazione finale di Murphy («Ora spegni la giostra e accendi la luce!»), si ride ancora abbondantemente.

Il problema sono anche gli effetti speciali invecchiati maluccio, che per "Grosso guaio a Chinatown" sono diventati con il tempo una marcia in più alla grottesca avventura di Jack Burton, mentre qui il demone in CGI mostra solo il fianco senza riuscire più a risultare davvero minaccioso, quando invece dovrebbe, perché tutto l’ultimo atto del film abbraccia dinamiche da film d’azione, con l’eroe motivato dalla morte di una persona cara, pronto all'ultima carica, ma resta essenzialmente un film comico proprio per il tono imposto dalla presenza di Murphy.

Lo ammetto, questa immagine serve solo per acchiappare qualche click in più.
Michael Ritchie di suo non riesce a gestire al meglio le varie anime della pellicola, quindi lascia il palcoscenico a Eddie Murphy che si prende tutto lo spazio, la prova che “The Golden Child” avrebbe dovuto essere una sorta di incrocio tra Ghostbusters (un altro film rifiutato da Murphy per altro) e un film d’azione degli anni ’80 è il suo finale, che è quello classico del periodo: l’eroe che si allontana camminando verso l’orizzonte, abbracciato alla sua bella e scambiando battute con il suo compare. Un classico che abbiamo visto in Resa dei conti a Little Tokyo, Arma non convenzionale e a ben guardare un po’ anche in Carabina Quigley, questo giusto per citare titoli che sono sbarcati su questa Bara negli ultimi tempi.

“Questi sono matti, guarda che oggetti pericolosi mi tocca utilizzare, io avevo chiesto solo un tagliaunghie"
Insomma, “Il bambino d'oro” ancora oggi è uno di quei film di Eddie Murphy che non vengono citati così spesso quando si parla dei suoi grandi titoli, pur avendo incassato un botto di soldi. Padre Tempo, che è il miglior critico cinematografico del mondo (scusa Roger Ebert!) ha confermato che Carpenter era stato veloce di riflessi nell'abbandonare il Tibet in favore di Chinatown, eppure non farei cambio con niente, lo spasso di vedere e rivedere questo film, nelle repliche di Italia 1 da bambino è stato tutto tempo ben speso, uno mica finisce a svolazzar su una Bara Volante per niente altrimenti!

72 commenti:

  1. Il Maestro John, se interrogato sull'argomento, si dimostra ancora piuttosto inviperito.
    Sappiamo che ha sempre dato la principale colpa dei suoi fiaschi al botteghino ai distributori, con cui ce l'ha a letteralmente a morte.
    Leggevo, tempo fa, che stando a quel che sosteneva lui, poco dopo la messa in cantiere di Grosso Guaio a Chinatown e' saltato fuori quest'altro film, di cui non si sapeva nulla.
    Se cosi'fosse...e' l'ennesima riprova che a Hollywood pure i muri hanno le orecchie, e che qualcuno non ha tenuto la bocca zippata.
    Che dire...divertente, a suo modo un classico. Anche se non farei mai a cambio con il capolavoro in salsa orientale del maestro.
    Dovessi scegliere chi buttare giu' dalla torre...questo, senza se e senza ma.
    Eddie Murphy era il valore aggiunto, a quei tempi. Bastava mettercelo ed era garanzia di soldoni a palate. Anche se il film, magari, era tutt'altro che riuscito.
    A parte lui, cosa resta di questa pellicola?
    Dicevamo delle similitudini tra questo e Grosso Guaio.
    Oltre a presentare quasi lo stesso cast, l'incipit e' identico: eroe occidentale agnostico alle prese con l'occulto che non capisce una beneamata mazza del 90% che lo circonda.
    Ma confrontandoli, si capisce perche' questo ha funzionato mentre il film di Carpenter no.
    Qui in sostanza si da' al pubblico quel che il pubblico vuole.
    Storia che fila liscia e dritta, protagonista che dopo lo spaesamento iniziale prende coscienza del suo destino e lieto fine assicurato.
    Carpenter no.
    Lui non da' al pubblico quello che il pubblico si aspetta.
    Fa sbagliare ai protagonisti ogni mossa, dal principio alla fine.
    Col cattivo che schiatta a tre - quarti di film, e pure in modo cretino.
    E Jack, che li' azzecca l'unica mossa giusta, in realta' compie l'ennesimo errore.
    Lo ha ammazzato troppo presto!!
    Ma la cosa incredibile e' che continua a rimanere scettico, anche dopo tutto quel che ha visto.
    Oh, per lui una spiegazione ci deve essere. Al momento ignora quale, ma...ci deve essere.
    Io mi tengo Grosso Guaio a Chinatown, comunque.
    Buona giornata!!

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    1. In realtà le due produzioni sono partite quasi insieme, infatti Carpenter ha avuto la possibilità di scegliere quale film dirigere, facendo la scelta giusta ;-) Eddie Murphy è stato il fattore, spostava le montagne (e le masse di pubblico verso il cinema) ha perso il "maipiùmoscio" con l'arrivo degli anni '90. Inoltre questo film parlava di Tibet e generico oriente, quello di Carpenter tirava dentro le arti marziali (avrebbe voluto Jackie Chan nel cast, storia vera), tutti fattori che hanno inciso. Buona giornata anche a te... Cheers!

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    2. Sarebbe morto lui però.😅

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  2. Di gente che rosica nel cinema ne trovi a bizzeffe. Sto finendo ora un post su Disney vs. Warner sullo stesso tema del rincorrersi a vicenda.

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    1. I film "gemelli" esistono da sempre, sono curioso di leggerti, se parliamo di grandi case, Marvel e DC hanno personaggi fotocopia uno dell'altro dagli anni '60 ;-) Cheers

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    2. Vero, ma stavolta si parla di una famosa saga Warner che la DISNEY ha cercato di replicare malamente.

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    3. Ho sempre più voglia di leggerti ;-) Cheers

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    4. "I film "gemelli" esistono da sempre"

      Già! Di tutti i tipi.😳 Vengono citati, chissà perché, come simbolo "Armageddon" e "Deep impact", però di esempi ce ne sono davvero tanti.😕

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  3. complice italia 1 l'ho visto diverse volte.

    che posso dire : un brodino caldo

    mi ha sempre fatto ridere il lavoro che fa eddy murphy in sto film

    rdm

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    1. La prova del bicchiere resta uno spasso, specialmente la reazione finale del protagonista, era proprio un film Murphy-centrico che vive e muore sulle sue trovate ;-) Cheers

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    2. Si, sempre mitica.😁

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  4. All'epoca lo vidi al cinema, mi ricordo che andai pensando fosse una sorta di sequel di Beverly Hills Cop :D E comunque non notai tanto la differenza, Eddie Murphy interpretava sempre quel personaggio...Lo ricordo molto divertente questo film, e il merito è della verve del protagonista

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    1. Nella scena in cui frega i tipi alla dogana è impossibile distinguerlo da Axel Foley ;-) Cheers

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  5. Atteso a lungo da bambino, ero uno di quelli in fissa con Eddie Murphy, tanto da comprare il giubbotto amerigano ma tarocco che ha in Beverly Hills Cop II, ma già con il senno di me bambino non lo trovai eccezionale, forse solo le gag sono azzeccate. Poi come scrivi giustamente il tono e il ritmo sono molto variabili, non contribuiscono alla visione del film. Combinazione ne ho rivisto un pezzo ultimamente e sì gli effetti digitali sono invecchiati male... Lattina Pepsi a parte... Invece sempre con il senno di me bambino trovai strepitoso Grosso guaio a Chinatown, non fosse altro per Jack Burton, un eroe suo malgrado, troppo pasticcione e sboccato, ma subito entrato nel corazon di un bimbo timido e sfigato.

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    1. Gli effetti speciali invecchiati (meglio) di "Big Trouble" sono in linea con il tono del film, questo invece cambia passo, ad un certo punto si avvia sulla strada del classico finale d'azione con l'eroe che ha qualcuno da vendicare. Lo ricordavo molto più ritmato, infatti mi ha stupito ritrovarlo meno brioso dei miei ricordi. Cheers!

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    2. Trovo sempre più esperienze condivise con Daniele: siamo fratelli separati alla nascita ^_^

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    3. La Bara Volante, il blog che riunisce i fratelli separati alla nascita! ;-) Cheers

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    4. Pure io lo ricordavo più ritmato.😕

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    5. Che bello Lucius, un fratello di bara, che emozione! Mi sa che oltre alle esperienze condivise, ci accomuna anche una nostalgia canaglia per i vecchi tempi, oltre che al desiderio di riviverli, raccontandoli ad ogni occasione che si presenta! 😜

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    6. "Fratello di bara" è un titolo che onestamente non avevo mai pensato di ottenere, ma ci sta tutto ^_^

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  6. Film che ai tempi ho visto più di una volta e ricordo che non mi dispiaceva per nulla, tanto che "vi dico da da da datemi il pugnale sacro" è entrata a far parte del mio repertorio e devo dire che salta fuori spesso, basta una qualsiasi cosa che rotola su se stessa per farmi partire... :D

    Però concordo che con Grosso Guaio a Chinatown non c'è proprio storia!

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    1. Quella è un classico, fa ancora morire dal ridere se usata nel momento giusto, ma di solito la colgono in due ;-) Cheers

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  7. All'epoca mi era piaciuto molto, ho sempre amato questi film d'avventura un po' alla indiana jones. Certo, non so se reggerebbe a una nuova visione... Quindi, nel dubbio, evito. ��

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    1. L'ho ritrovato meno ritmato di quello che lo ricordavo quello si, ma le parti divertenti e un po' da brivido ancora funzionano. Su questo argomento sfondi una porta aperta con me, mancano i grandi film d'avventura. Cheers!

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  8. A parte che Carpenter non sbaglia mai, nemmeno quanto tutti dicono che ha sbaglaito (The Ward), questo "Bambino d'oro" di recento è finito dentro al mio lettore DVD perchè volevo scriverci qualcosa pure io. Onestamente è invecchiato molto male, o almeno per quanto mi riguarda, più di quanto non traspaia dalle tue righe. Passano gli effeti speciali, che sono quello che sono, ma proprio come dici tu, a volte si passa da un momento ad un altro in assenza di un collante di trama. Da piccolo pure io lo guardavo migliaia di volte in TV, ma qualche settimana fa in DVD, arrivare alla fine mi è stato ostico.

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    1. Naaaa "The Ward" non è uno sbaglio San Giovanni non fa inganni ;-) Si vedono i segni del film che sarebbe stato con Mel Gibson, il trucco alla Beverly Hills Cop qui non è venuto benissimo. Visto che ci siamo, ti dico che non so perché, ultimamente non riesco più a commentare dalla tue parti, non trovo più il pulsante "pubblica", proverò a cambiare browser. Ci tenevo a dirtelo, non volevo passare per più pazzo di quello che in realtà sono davvero ;-) Cheers

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    2. Grazie della segnalazione, ho sistemato.

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    3. Figurati, grazie a te ;-) Cheers

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  9. Cass, ti volevo anche segnalare un film sempre con Murphy che trovo molto divertente ma scarsamente considerato: La miglior difesa è la fuga, con il compianto Dudley Moore. Ti chiedo scusa se ne hai già trattato, onestamente non ho verificato tra i post. 👋

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    1. Ti confermo che manca, alla fine Eddie Murphy è uno di quei nomi grossi che non riesco mai a trattare in maniera cronologica (ehm James Cameron ehm... Sam Raimi!), ma che spesso torna su questa Bara e lo farà anche tra pochi giorni. Ma piano piano arrivo, basta aver pazienza ;-) Cheers

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  10. Film che consideravo non memorabile già all' epoca.
    Preferisco la versione cinese ( disponibile in italiano con lo stesso titolo del film yankee) che fa morir dal ridere.
    Specie nel finale, in cui il cattivo si trasforma nel Devilman di Go Nagai ( storia vera ).
    A trovarlo in italiano però, visto che lo beccai in tv una sola volta sulla Rai a tarda notte.
    Il film di Carpenter non lo trovo per nulla invecchiato male negli effetti speciali, anche perché hanno usato il digitale per mettere una toppa in quelli più vintage ( tipo il coso volante con gli occhi,: hanno cancellato le linee nere dei contorni tipico delle sovrapposizioni video di una volta)

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    1. Steve Johnson aveva fatto un lavorone con i trucchi vecchia scuola, "Il bambino d'oro" è la conferma che la CGI invecchia male. "Grosso Guaio" ha trovate che al pubblico generalista (l'esplosione di una delle tre buffere) fanno sembrare il film invecchiato, in realtà è molto organico ancora oggi nei suoi effetti speciali, di "Il bambino d'oro" funziona solo la lattina di Pepsi, perché non interagisce con altro, se non con il piedone del cattivo ad un certo punto ;-) Cheers

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    2. Ah, però! 😯Questo digitale...😕 appena arrivato forse ha dato un po alla testa.

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    3. La versione cinese.😳😱😂

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    4. Non potrò dormire ora che so di questa versione ;-) Cheers

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    5. Che poi non ricordo se chi chiamava come il film di Murphy o addirittura "piccolo Budda" , come un altro famoso film .
      Non esiste un sito che elenca tutti i film orientali arrivati in Italia ?

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    6. TROVATO!
      e' PRINCE OF THE SUN (1990) e potete vedelo in lingua originale su YT
      https://www.youtube.com/watch?v=JSMzAYt5CbU
      Inoltre nel cast, c'è Cintya Rothrock o come si chiama , e probabilmente è arrivato in italia per quello.
      Se penso che lo avevo registrato e poi cancellato.... mamma mia , chissà che rarità ho buttato alle ortiche. :(

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    7. Cynthia Rothrock? Figata! Grazie mille per averlo ripescato ;-) Cheers

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  11. Se si chiede a me.. IBd'O >>>>> GGaC. Ma di parecchio. Per diversi motivi il cui principale é quella MANZADADUETONNELLATE che fu un crash apocalittico del me 10enne (Sconsiglio andarsi a vedere come s'é ridotta oggi e soprattutto CON CHI s'é orizzontalizzata)

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    1. Con tutto il rispetto per Kim Cattrall è una non competitiva, peccato si sia vista così poco Charlotte Lewis, per il resto, ho smesso di fare il giochino di cercare le attrici oggi con Colleen Camp, la Yvette di "Signori, il delitto è servio" (1985), a volte sono meglio i ricordi. Cheers!

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  12. Questo non l'ho mai visto, nn so perché, comunque il mio guilty pleasures Eddie murphiano rimarrà sempre il consapevolmente trash il principe delle donne che trovo irresistibile forse per il cast tra cui una giovanissima hale berry

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    1. Non ti preoccupare, l'ho visto io abbastanza volte per entrambi ;-) "Il principe delle donne" non mi ha mai conquistato magari oggi lo apprezzerei di più forse, Hale Berry invece si, basta citare "L'ultimo Boy scout" ;-) Cheers

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  13. "Il Bambino d'Oro"... Gran classico dei palinsesti di Italia 1. Visto alla nausea, registrato e spacciato in giro per la scuola. Non ci metterei la mano sul fuoco ma probabilmente lo vidi al cinema all'uscita.

    Dici bene, Murphy-centrico dove IL DIVO degli anni '80 (complice anche lo strepitoso doppiaggio di Accolla con la sua iconica risata) fa il bello e il cattivo tempo cucendosi il film addosso e mangiandoselo ad ogni scena. Un "one man show" con idee riciclate (hai ragione (1), la scena della dogana pare presa paro-paro da Beverly Hills) ma efficaci ed esilaranti. Turpiloquio d'ordinanza incluso ("Culi flaccidi?!?!").

    Ti invidio molto perché io se rivedo da adulto i film della mia infanzia non li so giudicare equamente. Prevale sempre la nostalgia e anche se il film è oggettivamente pessimo, gli "occhi dell'amore" lo rendono magicamente un capolavoro. La stessa sorte tocca a questo titolo che nonostante una trama faragginosa, un piano dei malvagi zeppo di buchi e incongruenze e nonostante la confusione e il fiato corto della parte centrale (hai ragione (2), dici benissimo Capo!), la pagnotta se la porta a casa alla grandissima.

    Da ragazzino si notava una certa propensione all'horror, o comunque ad una violenza diversa dalla solita sparatoria-scazzottata. C'era del macabro e del malsano inusuali per prodotti per tutta la famiglia. Ovviamente nel 1986 era follia fare un thriller dell'orrore con parti da commedia pura, ma col senno di poi e vedendo gli indizi sparsi qua e là si può intuire quali fossero le intenzioni prima dell'arrivo di Murphy che ha sparigliato il mazzo. Chissà come sarebbe stato se avessero avuto le palle di unire le due cose...

    Concludo dandoti ragione (3) pure sulle bocce della Lewis. Tanta roba!

    (al 4° "hai ragione" completi la tessera e hai diritto ad una bionda media)

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    1. Ero quasi arrivato alla bionda media ;-) Mi sono diventate chiari i riferimenti quasi horror (o comunque macabri) quando ho scoperto che doveva essere un film per Mel Gibson, eppure anche quelli mi attraevano da bambino, insieme alla Lewis diciamo. Certo di restare lucido, alcuni film rivisti da adulti hanno perso, altri sono saliti ulteriormente di punti, diciamo che è un giochino che mi piace fare perché capisco meglio come mai certi film mi mandavano giù di testa ;-) Cheers

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    2. Pure io. E trovo che a volte alcuni siano critici perché sia figo esserlo con i fimm visti da piccoli e bello rinnegarli una volta cresciuti.😕

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    3. Ho letto pure che fecero delle riprese aggiuntive per aumentare le battute di Murphie.😕

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    4. Non ho letto niente in merito, ma non esito a crederci. Cheers

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  14. Di memorabile in questo film è la Lewis, paradossalmente nel ruolo più importante della sua minuscola carriera..

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    1. Sul serio, fin troppo breve purtroppo (per noi!). Cheers

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    2. Si vede che nel frattempo devono aver inventato Lucy Liu a scipparle tutti i ruoli ;-) Cheers

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  15. All'epoca lo aspettavo con ansia, avevo adorato il Murphy comico di "Poltrona per due" e "Beverly Hills Cop" ("48 ore" era d'altro genere) e capirai, con gli attori cinesi mi mandavi a nozze. Ma niente, a parte quella della Pepsi animata non ricordo altro, perché odiai ogni singolo fotogramma del film e lo espulsi dalla mia memoria per sempre. Anche quando Charles Dance imboccò la doppietta "Alien 3"/"Last Action Hero", schizzando ai vertici dei miei cattivi preferiti e andando a recuperare tutto ciò di suo che riuscivo a trovare, non ho mai rivisto il bambinello d'oro. Già solo le foto che hai messo mi scatenano allergia: chissà che trauma m'ha lasciato questo film :-D

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    1. Deve essere stata proprio allergia grave, però una conferma, questo è il titolo che non viene mai citato di Murphy, malgrado abbia incassato, quindi deve essere stata una reazione generale diffusa. Cheers!

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  16. Non sarà stato un capolavoro, ma a distanza di millemila anni scopro che ogni battuta da voi citata me la ricordo (e con un sorriso)! Niente: devo rivederlo...

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    1. anche io mi sono stupito di quante battute ricordassi ancora a memoria, buona ri-visione! ;-) Cheers

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  17. Concordo su tutto. Purtroppo a differenza di Ghostbusters non si riescono a legare le 2 anime. E se appunto certe scene sono sempre divertenti con quella del sogno top😂 altre insomma. Tipo il monaco parolacciaro...😕 sin da piccolo ho sempre trovato bizzarra la scena della lattina 😅 e non capivo perché Chandler ed il bambino andassero in quella specie di galleria e poi tornassero alla macchina.😕 E come mai quella specie di Satana non si sentisse più.😅 A proposito, molto suggestivo il piano dimensionale dell' incontro tra cattivi.😅 Oggi eccessivamente bistrattato 😕 perché come hai detto ha davvero idee affascinanti.
    Il sangue nel pappone e il cattivo demone!😱😅
    Auspico che The rock ne faccia un remake lasciando stare il film di Carpenter😅.

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    1. Molto difficile mescolare i diversi generi, ecco questa si che è una bella idea! Rock occupati di questo e lascia stare i classici Carpenteriani! :-D Cheers

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  18. Carpenter ha sempre ragione, direi che su questo non si discute!

    E tra i due film... Uno era avanti di vent'anni almeno sui vari generi che toccava, e l'altro... Una fetecchia inguardabile adesso come, probabilmente, quando uscì!

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    1. Magari una fetecchia solo nel confronto, Carpenter resta imprendibile ;-) Cheers

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  19. Non conoscevo tutti questi retroscena. Interessanti! Comunque da bambina l'avrò visto trecentottantamila volte credo.

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    1. Idem, si guardava proprio con gran piacere ;-) Cheers

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    2. Già! Videocassetta letteralmente consumata.😅

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    3. Che poi a ben pensarci, non sono sicuro di averlo mai registrato, lo passavano così spesso in TV che forse nemmeno mi serviva averlo su vhs ;-) Cheers

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    4. Vero, però io avevo anche la videocassetta :)

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    5. In questi casi si aggiunge solo: chapeau ;-) Cheers

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  20. La Bambina d'Oro... non sapevo fosse un'attrice! Pensa che per anni ho creduto fosse il dalai lama da piccolo 😅 Poi quando ho visto che era ormai un vecchio, non mi tornavano i conti.
    Una decina di anni fa, forse poco più, ho comprato il DVD e ricordo che era diventato un appuntamento fisso prima di addormentarmi. Ridevo mentre dormivo solo ascoltando le battute, tanto le scene le ricordavo a memoria.
    Non so se rivisto oggi concorderei sull'invecchiamento, fino al 2010 lo ritenevo bello quanto tutte le repliche degli anni 90. C'è da dire che con gli effetti speciali di una volta non ho problemi, anzi, trovo orribili quelli di oggi che usano solo la CGI e schermi verdi. Per dire, a me va bene anche quando Fantozzi fa la scritta in cielo 😝
    Bellissima la scena che definisci alla Indiana Jones. Anche quella del sogno nonostante mi trasmettesse inquietudine (l'uomo scimmia faceva paura). Quella all'aeroporto l'avevo rimossa ma mi fa sbellicare solo a ripensarci. Ma la migliore penso sia la battuta sulla caccola 😂
    Per me va bene come è andata, non riesco a immaginare questo film in modo diverso.

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    1. Quella fa ridere un sacco, alla fine potrebbe essere uno dei film di Murphy che ho visto più spesso, dopo "Una poltrona per due" e "48 ore" quindi nel suo intento funziona ;-) Cheers

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  21. Very good �� Cassidy

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  22. Lo spunto iniziale prometteva bene, sì, ma il fatto è che il film è poi rimasto troppo "Murphycentrico" per continuare a reggersi davvero sulle proprie gambe: in barba a qualsiasi pretesa di trama residua, poi, il secondo atto del film praticamente esiste SOLO grazie a Eddie, e in questo caso non è che gli si stia facendo un gran complimento (anzi)... insomma, Zio John ci aveva visto giusto come da prassi. Oltre ad aver dimostrato di saper invecchiare MOLTO meglio ("Grosso guaio a Chinatown" NON si batte in nessun modo, egregi Ritchie & Murphy) ;-)

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    1. Esatto, il secondo atto vive e muore su Murphy in quella parte il calo di ritmo é palese, San Giovanni Carpenter non fa inganni ;-) Cheers

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