venerdì 5 giugno 2020

Dovevi essere morta (1986): lo strano caso del professor Craven e del signor Wes

«Bravo, ma non si applica». Qualcuno vi ha mai dedicato questa frase molto scolastica? Diciamo che è un po’ il tema di oggi, nel nuovo capitolo della rubrica… Craven Road!
Ci sono pochi dubbi sul fatto che la carriera di Wes Craven sia stata quella con l’andamento più bizzarro, sicuramente tra tutti i maestri dell'horror è quello che al genere ci è arrivato un po’ per caso senza riuscire poi più a lasciarlo, incollato come carta moschicida.

L’enorme successo di Nightmare - Dal profondo della notte avrebbe dovuto fargli spiccare il volo, ma per via di alcune differenze di vedute sul seguito del suo capolavoro, la carriera di zio Wessy ha preso svolte inattese, anche televisive. Per Craven che aveva fatto tutta la gavetta, da fattorino sottopagato a regista, era l’occasione di lasciarsi alle spalle il genere più sanguinolento di tutti e passare ad altro, ad esempio “Beetlejuice” (1988).

Chissà se zio Wessy ricomparirà ripetendo tre volte di fila il nome Wes Craven?
Sì, per un lunghissimo periodo il regista di “Beetlejuice” avrebbe dovuto essere Wes Craven e per la prima bozza di sceneggiatura stava lavorando con lo scrittore Bruce Wagner quando a gamba tesa arrivò un elemento incontrollabile come la sfiga: dopo i risultati modesti di gradimento raccolti da Nightmare 2 - La rivincita, la New Line corse disperata dal papà di Freddy Kruger che non poteva perdere l’occasione di rimettere le mani sulla sua creatura più famosa e quindi iniziò a lavorare in contemporanea alla prima bozza di Nightmare 3, ma anche al suo nuovo progetto, il tutto mentre affrontava un sanguinoso (anche per lui, piuttosto esperto in maniera) divorzio dalla moglie Mimi.

Insomma, fin troppa carne al fuoco per il nostro zio Wessy che per incompatibilità di idee, si vide sfilare “Beetlejuice” dalle mani, in favore di un regista meno bellicoso come Tim Burton, potreste averne sentito parlare. Sì, perché a questo punto della sua carriera Wes Craven era alla ricerca di un titolo “per tutti” che gli permettesse di mostrare la sua capacità non solo come regista di film dell’orrore, l’ispirazione per zio Wessy arrivava da un altro Maestro del genere, John Carpenter che con il suo Starman era riuscito quasi a fare pace con Hollywood dopo... Vabbè, robetta... Aver firmato il suo capolavoro considerato, però, troppo violento.

I mortali titoli di testa del film, come da tradizione della rubrica.
Il soggetto che Craven riteneva avere le carte in regole, arrivava dal racconto della scrittrice Diana Henstell intitolato “Friend” (1985) che zio Wessy adatta per il grande schermo lavorando insieme allo sceneggiatore Bruce Joel Rubin, cercando di mantenere la sceneggiatura in linea con l’atmosfera originale del racconto, peccato che la Warner Bros. dopo i primi test di prova, bollò il lavoro del regista come "non abbastanza horror" un prodotto firmato da Wes Craven che nelle intenzioni delle casa di produzione doveva uscire nei cinema il giorno di Halloween.

Secondo John Kenneth Muir e il suo libro “Wes Craven: The Art of Horror” (1998), il primo montaggio del film che in uno strambo Paese a forma di scarpa è uscito con il titolo di “Dovevi essere morta” riprendendo la frase terrorizzata del padre della protagonista, era una riuscita pellicola sulla falsariga di Corto Circuito, qualcosa di diverso dalle aspettative che il nome Wes Craven si porta dietro, ma, comunque, di riuscito ed è qui che il professor Craven, si è trasformato nel signor Wes.

Negli anni '80, non eri nessuno se non avevi un robot tutto tuo.
La filmografia del maestro di Cleveland è stata caratterizzata da clamorosi alti e catastrofici bassi, ma in generale il dualismo è parte della natura di Craven, ex professore laureato in filosofia e psicologia, colto e con ambizioni di cinema “alto”, ma allo stesso tempo un talento naturale per sangue, budella, teschi, insetti e serpenti, perfetti per un cinema mosso da istinti molto bassi. Quando il primo montaggio di “Friend” è stato bocciato dalla Warner Bros. il professor Craven ha dato libero sfogo al signor Wes dentro di lui: If you want blood you got it, come cantavano gli AC/DC.

Craven assecondò la richiesta della Warner aggiungendo scene oniriche una più spaventosa dell’altra alla storia, la protagonista Kristy Swanson intervistata ha dichiarato che mentre giravano la scena in cui il suo personaggio Samantha, pugnala in sogno l’orribile padre al petto con un pezzo di vaso scheggiato, Wes Craven sul set continuava a sbraitare ai tecnici degli effetti speciali che voleva molto più sangue finto, ancora di più! Anche se a quel punto la Swanson ne era già ricoperta (storia vera).

"Ho capito, mi toccherà un altro ruolo ingrato anche questa volta"
Craven aveva una certa predilezione per romanzare i racconti legati a se stesso e alle produzioni dei suoi film, ma questa mi sembra coerente con la situazione descritta, quindi ve la riporto anche perché è citata da più di una fonte. Pare che per convincere i tipi del visto censura, evitando così il famigerato “Rated-R” (vietato ai minori) che avrebbe definitivamente affossato la sua pellicola, Craven abbia difeso la scena di decapitazione di “Deadly Friend” (aggettivo voluto dopo le modifiche dalla Warner che descrive bene la piega presa dal film), paragonandola con tutte le scene analoghe in film non vietati ai minori che è riuscito a trovare in circolazione, alla fine l’ha avuta vinta lui, ma questo non ha salvato “Dovevi essere morta” dal fallimento, solo 9 milioni di fogli verdi con sopra le facce di altrettanti ex presidenti defunti portati a casa, al netto di una spesa di 11 milioni, molti dei quali dovuti ai vari rimaneggiamenti del montaggio voluti dalla Warner Bros, gli stessi che hanno fatto infuriare Craven, finito a prendere le distanze da un film, ormai stravolto.

Sì, perché malgrado la svolta smaccatamente horror, l’idea di Wes Craven era quella di mantenere la sua poetica, anche se la minaccia in “Dovevi essere morta” è rappresentata dalla brava ragazzina della porta accanto (ecco perché uno dei personaggi del film in tv sta guardando “Il ciglio nero” 1956, i riferimenti non potrebbero essere più chiari), per Craven i veri mostri avrebbero dovuto essere gli adulti attorno a lei, in particolar modo il padre di Samantha, uno che dietro la facciata da bravo papà, in realtà è un mostro che picchia e terrorizza la figlia. Il problema è che buona parte delle intenzioni iconoclaste di Craven, sono finite a zampe all'aria in un film che sembra una stramba pellicola adolescenziale anni ’80, con incredibili acuti horror, insomma un prodotto capace di scontentare tutti.

Il braccio violento (e robotico) della legge di Wes Craven.
Se l’approccio colto del professor Craven e gli istinti sanguinari del signor Wes ben bilanciati possono sfornare capolavori, quando il bilanciamento non funziona, il nostro zio Wessy sembra uno studente bravo che non s'impegna e i risultati sono dei Craven “minori” come questo.

Eppure, per essere una pellicola così sbilanciata “Dovevi essere morta” azzecca una serie di trovate niente male, a partire dal robottino BB costruito dal protagonista Paul Conway (Matthew Laborteaux, che arrivava da serie famose come “La casa della prateria” e “I ragazzi del computer”), che riesce alla perfezione a rappresentare tutta quella fetta di pubblico cresciuta negli anni ’80, dove i computer erano ancora oggetti misteriosi, ma dotati di grande fascino e in cui non eri nessuno se non avevi il tuo “terminator privato”, citando un altro film piuttosto noto.

"Voglio i tuoi abiti, stivali e motocicletta" (Cit.)
Ci sono poche cose più anni ’80 di un robot in giro per la casa, l’immaginario americano dell’epoca è strapieno di questi esempi: Rocky ne regalava uno a Paulie in Rocky IV, Corto Circuito l’ho già citato, ma è doveroso menzionarlo ancora, in “La donna esplosiva” (1985) due adolescenti imbranati creavano la donna perfetta usando un computer e per spostarci sul piccolo schermo, gli investigatori della “Riptide” avevano un robot arancione e sono sicuro che tutti quanti voi abbiate visto la vostra buona dose di episodi di “Super Vicki” durante la vostra infanzia, anche solo per stabilire se il protagonista era il cantante degli Smashing Pumpkins (SPOILER: Non lo era, bastava leggere i titoli di testa del telefilm per togliersi ogni dubbio).

Il giallo del robot giallo.
Ora io non vorrei rovinare i ricordi a nessuno di voi, però quanto era sottilmente spaventosa Super Vicki? Aveva uno sportellino sulle schiena tipo vano porta batterie, roteava testa e arti con intenti comici, ma del tutto innaturali, inoltre “dormiva” nell'armadio. In piedi. Con gli occhi aperti. Quasi come un vampiro. Ecco, “Dovevi essere morta” avrebbe dovuto lavorare su quel labile confine tra spaventoso e divertente, solo che per via delle influenze nefaste della Warner Bros. finisce per affidarsi al sangue dando un calcio al secchio del latte, a rivederlo oggi sembra solo un film molto datato e leggermente schizofrenico, con il senno di poi (di cui sono piene le fosse), sembra solo il genere horror che cerca di trattenere Wes Craven in tutti i modi possibili.

“Dovevi essere morta” inizia come tanti horror, con un trasloco in una nuova casa da parte di Paul (Matthew Laborteaux) e del suo robot BB, un trionfo anni ’80, in pratica un paracarro a metà tra Bumblebee ed "Emiglio robot" doppiato da Charles Fleischer, che Craven si era portato dietro dal set di Nightmare, ma sarebbe diventato famoso doppiano Roger Rabbit.

BB è sgraziato, ma adorabile, fa tutto quello che un ragazzo vorrebbe dal suo robot, lo difende dai bulli, lo aiuta a fare amicizia con il ragazzo dei giornali Tom (Michael Sharrett) e gioca anche a basket, malissimo, però può comodamente indovinare le combinazioni dei lucchetti, se la palla dovesse finire nel cortile di casa di quella megera di Elvira Parker (Anne Ramsey).

Era a capo della banda Fratelli, di sicuro non si farà intimorire da un piccolo robot giallo.
Cosa può volere di più uno come Paul? Beh, magari una ragazza? Ecco perché nessuna può risultare migliore della bella vicina di casa Samantha interpretata da Kristy Swanson, ovvero Buffy l’ammazzavampiri, per lo meno nel primo film in cui il personaggio ha esordito, prima di essere sostituita nella serie tv da Sarah Michelle Gellar. Kristy Swanson qui è oggettivamente carinissima, non ha davvero bisogno nemmeno di una caratterizzazione per funzionare, anche perché tutto quello che serve lo scopriamo dal livido che nasconde sul polso (un regalino paterno) e da un dialogo di Tom quando il Paul gli chiede informazioni della ragazza: «Samantha? Belle tette!», «Sì, le ho notate». Fine della caratterizzazione del personaggio, provate a farlo in un film del 2020 cari amici di Hollywood, verrebbero a prendervi a casa con force e forconi.

La vicina di casa che tutti gli adolescenti vorrebbero avere.
“Deadly Friend” malgrado il tuo titolo che promette battaglia, diventa la storia di tre amici e un robot tutti insieme appassionatamente, almeno fin al primo dramma: per recuperare la palla da Basket nel cortile della signora Elvira Parker, questa lo fa saltare per aria a colpi di cannemozze e, ditemi cosa volete, sarà stato anche stato una sorta di cassapanca con ruote, con voce e movimenti sgraziati, ma ogni volta che vedo esplodere in mille pezzi BB, il ragazzo degli anni ’80 in me si lancia in un poderoso: «Nuuuuooooooo!».

Ma quando piove grandina e dopo la morte di BB, ci lascia anche Samantha, ufficialmente, beh, “caduta dalle scale” (se volete potete immaginarmi mentre mimo le virgolette con le dita), di fatto spinta di sotto dal padre violento che va di corsa a mascherare il gesto e ancora più in fretta vuole far staccare le macchine che tengono in vita la ragazza.

Tu nella vita comandi fino a quando / Ci hai stretto in mano, il tuo telecomando (Cit.)
Qui intervengono Paul e il recalcitrante Tom, il ragazzo del computer ha una soluzione: se il rivoluzionario microchip di sua invenzione aveva reso vivo BB, possono usarlo per riportare in vita la ragazza. Siccome il film è del 1986, bastava ancora buttare in pista qualche mumbo jumbo informatico per giustificare tutto, anche la resurrezione dei morti e da qui in poi Samantha diventa una specie di zombie (con tanto di camminata impacciata a braccia tese) pronta a vendicarsi dei torti subiti, con una memoria che è il frutto dei ricordi della ragazza, ma anche della precedente programmazione di BB.

Domo arigato, Mr Miss Roboto (Cit.)
Lo dico fuori dai denti: vedere Kristy Swanson che barcolla (ma non molla) non è proprio la più spettrale delle visioni, anzi, a lunghi tratti fa anche abbastanza ridere (involontariamente), quello che rende il film davvero spaventoso sono gli acuti horror che deviano il film dalle idee originali del Professor Craven, ma lo rendono il parco giochi del signor Wes!

Paul è perseguitato dai sensi di colpa, quindi i suoi sogni sono piccoli horror degni delle apparizioni di Freddy Kruger in Nightmare, cadaveri bruciacchiati fumanti che spuntano dalle lenzuola, ma soprattutto la scena della decapitazione (con palla da basket!) sono forse i momenti più memorabili di “Dovevi essere morta”, ci sarà un motivo che Wes Craven non è mai riuscito ad abbandonare per davvero il genere horror, gli veniva dannatamente bene.

Il mio allenatore di Basket diceva di passare sempre la palla con forza, ma così mi sembra esagerato!
Il risultato finale è una creatura di Frankenstein costruita con pezzi presi da svariati film, in cui le due anime di Wes Craven coesistono con difficoltà, «Bravo, ma non si applica» insomma, ma malgrado tutto questo Craven minore strappa qualche brivido, l’ultima scena è talmente efficace che alla pari di Benedizione mortale, è finita omaggiata dalla locandina del film.

Craven ha quasi disconosciuto il film, anche perché non ha mai potuto completare il montaggio perché l’aveva data un po’ su, nel frattempo aveva preferito passare a dirigere alcuni episodi del rilancio di Ai confini della realtà, ma soprattutto si preparava a mandare a segno una zampata clamorosa, il titolo che arriverà su questa Bara tra sette giorni, ci vediamo qui tra una settimana, sempre su Craven Road!

Intanto vi ricordo il post del Zinefilo dedicato al film di oggi!

36 commenti:

  1. non ho visto il film ma sono quasi sicuro che in unfumetto di dylan dog( sai che novità) c'è la citazione della palla da basket.

    bella rece grazie

    rdm

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    1. Dylan Dog abita a Craven Road, il che penso riassuma tutto, grazie capo gentilissimo ;-) Cheers!

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  2. Che film. Il robot fa sempre ridere e poi mi ricorda tutta quella sfilza di film come "Corto Circuito", "un Computer con le scarpe da tennis" e roba del geenre. Diciamo che di tutti i Craven questo è sicuramente uno tra i più debolucci. Non sapevo però che il montaggio finale fosse stato realizzato senza il suo benestare. Insomma uno passa a fare un saluto alla bara e impara sempre qualcosa.

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    1. Il filone che Craven voleva esplorare era proprio quello, l'esempio di "Starman" di Carpenter era il classico caso di: «Si. Può. Fare!» per uno come Craven che puntava a non fare solo horror, ma quando nasci ragazzaccio muori con la stessa fama, mi fa molto piacere aver offerto un servizio ;-) Cheers!

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  3. Completamente all'oscuro di questo film, cioè io adoro Corto Circuito, e pure La donna esplosiva, non posso non recuperarlo ;)

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    1. Dovresti perché sta a metà tra i due titoli, però con il tocco di mister Wes, quindi sangue a secchiate ;-) Cheers

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  4. Tanto per far capire quanto lo hanno considerato...questo film io l'ho scoperto in tv nei primi anni 90.
    Immaginatevi la sorpresa, quando ho visto che a momenti era contemporaneo di Nightmare!
    Bah...non l'ho mai trovato così brutto come lo dipingono.
    In comune con il miglior film dello zio Wes ha delle belle scene oniriche e sequenze splatter mica male. Per non parlare di un finale davvero bastardissimo.
    Certo, a patto di passare su delle cose che oggi risultano davvero implausibili.
    A Paul la Cyberdine Systems gli spiccia casa.
    Questo con un tavolo, due cacciaviti e un chip realizza un terminator casalingo.
    E se gli avanzavano due pezzi di Meccano che ti faceva? Uno Jaeger?
    E' una logica un po' figlia di quei tempi, quando i computer venivano visti come oggetti misteriosi. Quasi quanto i videiregistratori.
    "Pensa, tu puoi anche uscire di casa tranquillo che tanto...CI PENSA IL COMPUTER!!"
    Si, ma ci pensa a che cosa?
    Sostanzialmente é una rilettura del mito di Frankenstein, col creatore che dà vita a qualcosa su cui non ha assolutamente il controllo. E di cui finisce per rimanere vittima.
    Però...presenta degli spunti interessanti.
    Allora...Paul, il protagonista, é innamorato di Sam. ma quest'ultima non gli fa intendere altro all'infuori dell'amicizia.
    Discorso diverso per B.B.
    Il robottino sarà anche caruccio, ma dimostra sin da subito un'indole violenta, e un attaccamento morboso al proprio padrone.
    Paul vuole riportare in vita la sua bella amica. Ma dopo l'esperimento...sono convinto che nell'ibrido che si viene a creare non sia rimasto poi molto, di lei.
    Insomma, non é tanto Paul a sfruttare ciò che resta del robot quanto il contrario, se mai.
    B.B. ottiene finalmente un corpo femminile con cui poter essere ricambiato e amato. Anche se quel che prova é soltanto un rapporto possessivo e malato.
    E forse é per questo che di Sam tiene giusto i desideri di vendetta nei confronti del padre. Perché sono compatibili con la sua natura psicopatica.
    Ribadisco...solo con lo zio Wes era possibile. Perché era un regista dalla cultura non comune prestato all'horror.
    Anche in questo caso...sotto la scorza c'é molto di più.
    Poi, come al solito...genitori e adulti da Oscar, proprio. In piena tradizione Craven.
    Tra chi sa tutto o immagina delle violenze subite dalla povera ragazza e resta zitto (la madre del protagonista li vede, i lividi. E mi pare sia pure avvocato. Perché non fa nulla?), ed il padre che per paura che la figlia riprenda conoscenza e lo denunci fa staccare la spina.
    Dei mostri, proprio.
    Da rivedere almeno una volta, a parer mio.

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    1. Per Craven la famiglia è sempre il luogo dove si genera l'orrore, "Nightmare", "Le colline hanno gli occhi" e anche questo film, mi dispiace non aver mia letto il romanzo originale e non poter fare i paragoni del caso, ma anche così e malgrado le influenze esterne, si vede tantissimo della poetica di Craven. Cheers!

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    2. Insomma, la produzione per questo film cercava un regista horror. Che se voleva un film colto pigliava Wenders.
      Almeno questo e' quello che hanno dato da capire a Craven, bocciando la prima versione.
      Ma ho il tremendo sospetto che non fosse saggio andare a stuzzicare lo zio Wes, in quel periodo.
      Quasi me lo immagino.
      Volete il sangue, gente?
      Eccovelo, il sangue!
      Ve ne metto cosi' tanto da sommergervi!
      E annegateci dentro, possibilmente!!
      No, nelle scene splatter e violente e' riuscitissimo.
      Anche prima dell'inseguimento finale, dove Robo - Sam balza fuori dal lucernario e fracassa la testa dell'ormai ex - amico del suo padroncino a furia di pestargliela sul terreno.
      Scena tra l'altro ripresa ne La Casa Nera.

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    3. Si, grossomodo è quello che ho descritto dopo le varie informazioni raccolte, anche se "La casa nera" mi é sempre sembrato bilanciato meglio. Cheers!

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  5. Visto (e piaciuto) su Italia1 nel corso di qualche rassegna horror estiva. Lo ricordo bene, soprattutto perché ero anche io intrippatissimo (all'epoca) nel filone "ragazzi (sfigati) del computer", essendo anche io un occhialu to smanettone ma mooolto più sfigato del tizio del telefilm e poi del film, che però devo ammettere è stata una scelta azzeccata, per quanto non ispirasse molta simpatia, almeno a me. In ogni caso faceva parte degli albori del (lento) processo di sdoganamento dei nerd, basti solo pensare a pellicole come La Rivincita dei Nerd, che avrebbe portato a considerarli fighi qualche decennio più tardi... 👋

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    1. Nel frattempo è cambiato molto, per assurdo chi oggi si professa Nerd è capace di dare addosso a questo film senza capire che nella sua eccezione più pura, il termine indicava proprio una smanettone informatico con problemi a socializzare, in particolare con l'altra metà del cielo. Cheers!

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  6. Prima di tutto, Kristy Swanson non è "carinissima" ma è bella come il sole, chiaro? :-D :-D :-D
    Scherzi a parte, nel Craven Day del 2015 sono l'unico ad aver scelto questo film per ricordare Wes, chiaro segno della mia mala-educazione horror. A 15 anni non avevo niente di ciò che avevano visto i miei compagni di scuola, né Nightmare né altro, ma presi d'assalto la videoteca del mio quartiere e senza sapere chi fosse Craven mi innamorai perdutamente di questo "moderno Prometeo", sia perché non mi ero perso un episodio dei Ragazzi del Coputer sia perché la Swanson mi fece innamorare sia perché era uno dei primi horror fatti bene che vedevo.
    Col senno di poi ci ho visto la cittadina infame che ha generato Elm Street, un posto dove pochi hanno la coscienza pulita e i giovani devono combattere coi mostri creati dagli adulti, ma è ovvio che qui è tutto più sfumato, rifacendosi poi alla tradizione filmica per cui la carne conserva memoria delle offese subite.
    Ho amato con tutto il cuore questo film, rivisto fino alla nausea, e visto che nello stesso periodo ho noleggiato "Monkey Shines", per me Craven e Romero sono stati simboleggiati dai titoli meno citati della loro filmografia.
    P.S.
    Alla lista dei film dell'epoca con robottino in casa aggiungo "Dr. Creator. Specialista in miracoli" (1985), altro pseudo-Frankenstein che parlava di clonazione in un'epoca in cui le donne si creavano al computer. Il giovane Vincent Spano aveva in casa un robottino in tutto identico a BB che gli parlava durante le faccende domestiche.
    Ah, e come dimenticare il robottino di Murray 'Boz' Bozinsky della serie TV "Riptide" (1984), grande tormentone delle mie estati giovanili? ;-)

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    1. Chiedo venia, non mi sono allargato perché so che l'argomento Kristy Swanson è roba tua ;-)
      Hai fatto bene ed io ho dimenticato di citarti, lo farò a breve alla fine del post, perché davvero il film contiene argomento che Craven aveva già trattato in "Nightmare" ma è chiaro che qui puntasse a qualcosa di diverso, purtroppo non gli è stato concesso di dirigere il suo moderno prometeo per ragazzi, per me resta l'esempio perfetto del dualismo di Craven, colto, preparato, ma anche un talento naturale per il sangue, proprio per questo è stato croce e delizia, ma anche un autore irripetibile. Dico sempre che la misura del vero autore si valuta nei film minori, con i capolavori è troppo facile, infatti come sai anche io vado pazzo per "Monkey Shine", infatti nella premessa del prossimo post su Craven parto proprio da lì, anzi scusa se questo post si è fatto attendere, ma ho sfruttato la fase uno (e parte della fase due) per esplorare il Craven televisivo.

      "Dr. Creator. Specialista in miracoli" non lo ricordo, grazie per lo spunto andrò a ripassare, la Riptide invece, un classico della tv di casa Cassidy ;-) Cheers!

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    2. Dottor Creator e Il computer con le scarpe da tennis fanno parte di quei film "teneri" collegati alla diffusione dei computer / robot sugli schermi degli anni '80. Me ne ricordo una bella sfilza, devo solo recuperare i titoli! RIPtide con l' elicottero rosa, la barca, la spider anni '50, la gnoc... Ehm scusate, comunque un must anche per me! 😜

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    3. Il computer con le scarpe da tennis però appartiene più all'epoca "magica", quegli anni Sessanta in cui si inquadrava uno scatolone con una bobina e si pensava "guarda che meraviglie sa fare il computer!"
      Negli Ottanta, con l'esplosione del personal computer, si è dovuto alzare la posta: da "Wargames" (1983) al citato "I ragazzi del computer" - che in pratica erano la serie TV nata da quel film - sono scomparse le bobine e gli scatoloni: ora tutti i computer... assomigliano al Commodore! Per il mio viaggio nei computer al cinema ho trovato un horroraccio anni Ottanta dove il protagonista usa il Commodore per evocare il Demonio :-D
      In effetti, a pensarci, quando mi si staccava il collegamento e perdevo tutto, anch'io col mio Commodore invocavo parecchie entità infernali...
      Comunque "Dr. Creator" con Peter O'Tooole è un po' datato ma consigliato, anche per apprezzare una tappa della clonazione umana nella narrativa.

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    4. Faccio ammenda, ho confuso il computer con le scarpe da tennis con Electric Dreams, mi riferivo a questo quando parlavo di film che mescolavano sentimenti e silicio. Comunque anche a me il Commodore ha rischiato di portare verso il satanismo, soprattutto per la regolazione dell'azimuth del registratore... Per fortuna ero chirichetto ai tempi e mi confessavo regolarmente ah ah 😁

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    5. Uuuuuuh il belloccio della Z Maxwell Caulfield... perché non conoscevo questo film??? Grazie della drittona, recupero subito il film e se il doppiaggio italiano mi regala qualche perla aggiorno lo speciale computeristico ;-)
      Non so se era un difetto del mio, ma il cavo di alimentazione si attaccava di lato, e quindi "storto". Il che a lungo andare l'ha allentato e bastava sfiorare il cavo perché l'alimentazione si interrompesse: ricordo ancora adesso, a quasi quarant'anni di distanza, il giorno in cui scrissi un lungo listato - ebbene sì, ero uno di quei nerd che col Commodore ci lavorava! - e un semplice gesto della mano mi fece perdere tutto, senza aver salvato. E lì Signore degli Abissi pianse, traumatizzato da ciò che mi uscì di bocca :-D

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    6. Mi fa piacere poter aiutare a ricoprire qualche perla del passato
      Tra l'altro il protagonista è Lenny Von Dohlen, attore di teatro un pò sfigato al cinema perché non ha mai avuto grandi parti, in compenso è apparso in un sacco di telefilm da Miami Vice a Walker Texas Ranger, una faccia che si riconosce subito!!
      Figurati che mi ricordo una scena del film, con il computer che simulava il protagonista che portava in spalla la ragazza. Lo avevo registrato su un vhs ed era Natale del 1986. Mio padre ci doveva portare dai nonni e non mi ha fatto vedere la fine, che ho poi recuperato anni dopo!! C'era comunque un altro film con una trama simile di cui non ricordo il titolo. Lasciatemi cuncentrare... 👋

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  7. Come avevo detto all'inizio della rubrica, mi sa che è giunto il momento di comprare qualche film di Craven da Zio Amazon... Pure "Scream" mi manca (e non rivedo da una vita tra l'altro!).

    Almeno venerdì prossimo dovrei essere coperto perché era un appuntamento fisso di Tele Padova degli anni '90!

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    1. Tele Padova aveva buon gusto allora ;-) Se riesco, vorrei recuperare anche la serie tv di Scream, anche se per ora mani piene anche con le serie tv, ne sto seguendo tre in contemporanea. Cheers!

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  8. "Negli anni '80, non eri nessuno se non avevi un robot tutto tuo."
    Puro vangelo , ragazzo !
    A parte tutti i film e telefilm degli anni 80 citati con i loro robot/cassoni semoventi assolutamente inutili ( basta un gradino per renderli inoffensivi), vorrei citare anche il robot per la console Nintendo 8 bit , col suo look non troppo casualmente somigliante a Jonny 5
    https://www.youtube.com/watch?v=yqK5qZ31CN8
    E poi c'era il robot del telefilm " Mistery Island " di Hanna e Barbera che avevo citato in un altro post, solo che assomiglia dei più al Robbie de " il Pianeta Proibito"
    E diciamocelo, il robot di Riptide aveva un che di inquietante con quel suo muso da pterodattilo, era più adatto lui al film di Craven.

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    1. Se BB avesse avuto la forma del robot della Riptide, la mia mente sarebbe esplosa (senza bisogno di pallone da basket), sarebbe stata la perfetta quadratura del cerchio per me ;-) Cheers!

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    2. Infatti il robot la Nintendo lo tolse di mezzo poco dopo.😂

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  9. Però dai... l' iconcità di Numero 5 non si batte (solo il primo film, perché il secondo era tremendo).

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    1. Il secondo era bruttino ma questo non mi ha impedito di vederlo troppe volte (storia vera). Cheers

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  10. Erano anni che volevo vederlo. Certo, è piuttosto spiazzante.

    "Il problema è che buona parte delle intenzioni iconoclaste di Craven, sono finite a zampe all'aria in un film che sembra una stramba pellicola adolescenziale anni ’80, con incredibili acuti horror, insomma un prodotto capace di scontentare tutti."

    Descrizione davvero azzeccata! Il robot tra il carino e l' inquietante strappa qualche risata. Ci sarebbe come detto il tema della violenza domestica, ma non viene ben sfruttato.
    Non sapevo che Craven volesse allontanarsi dal genete horror già all' epoca! Ne dei casini produttivi. Chissà se oggi il buon Wes si lamenterebbe sui social come fa qualche suo collega.

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    1. Non penso proprio, per altro era piuttosto attivo su vari lavori ma non ha mai parlato della sua malattia, quindi tenderei ad escluderlo. Detto questo si, "Starman" era stato un esempio, infatti nella carriera di Craven sono arrivati anche titoli che con l'horror non hanno nulla da spartire, solo che zio Wessy era un vero talento per sangue e ammazzamenti! ;-) Cheers

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  11. Aha, piú inquietante di Vicky c' era la sua gemella malvagia Vanessa. Lol

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    1. Esatto, anche perché non potevano sfruttare l'inquietudine del personaggio in qualche modo. Cheers!

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  12. Cmq in Super Vicky, c'era davvero il robot cassone alla Dovevi essere morta/Riptide/Rocky ecc ....

    https://www.youtube.com/watch?v=L6Skgzf_ruY

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    1. Allora il mio inconscio era al lavoro mentre scrivevo il post perché evidentemente lo ricordavo, zio Wessy avrebbe apprezzato, forse ;-) Cheers

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  13. Parlandone nel complesso, "Dovevi essere morta" ha di certo non pochi buoni momenti (onirici o meno, come ad esempio il mortale "palleggio" sulla testa di Anne Ramsey) e dei protagonisti azzeccati come la splendida Kristy Swanson e il cyber-genio Matthew Laborteaux, per non parlare del tenero e allo stesso tempo pericoloso Bee Bee... peccato che poi si perda per strada con scelte infelici, come la poco credibile (e ancora meno spaventosa) caratterizzazione zombesca di Kristy. Un Craven al di sotto delle sue reali possibilità, per dirla in breve, all'incirca come in Chiller: due titoli minori accomunati da finali misteriosi oltre che agghiaccianti (in Chiller, poi, il ghiaccio andava proprio preso alla lettera) ;-)

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    1. Concordo, in effetti era una deriva che spesso Craven prendeva, ogni tanto le sue storie imbarcavano acqua restando a galla ma perdendo parecchio, per quello ho iniziato con: "Bravo ma non si applica", alcuni film del maestro di Cleveland ti fanno arrivare a questa conclusione, spesso per casini produttivi, altre volte no però. Cheeers!

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  14. Uno dei miei film d'infanzia :-) credo di averlo visto ad uno dei primi passaggi tv in una notte d'estate. BB univa il mio amore per corto circuito a quello per gli schizzi di sangue, la scena della sua morte fu uno dei miei traumi d'infanzia. Il finale era una bomba e per quanto "minore" a questo film ci sono affezionato. Tra l'altro, rivisto qualche anno fa, non mi ricordavo la scena della palla da basket, e sono esploso in un'ovazione: sembrava un tiro di Gigi Riva.

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    1. Quella scena è catartica, la vendetta con una palla da basket, l'ovazione è doverosa ;-) Cheers

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