martedì 12 maggio 2020

The Gentlemen (2020): quanto c@%#o sono British

Quando sai fare qualcosa, e intendo dire saperla fare davvero molto bene, ripetersi continuamente è davvero un male? Mi spiego meglio, l’evoluzione ci ha portati dall'essere gelatinose meduse unicellulari a specie dominante sul pianeta (senza averne il merito), però se hai la fortuna di trovare la tua vocazione nella vita, devi per forza assecondare l'evoluzione provando nuove strade?

Voglio dire gli AC/DC fanno lo stesso disco da quanto? Quarant’anni? Non hanno mai ceduto componendo una ballata, quando hanno perso drammaticamente Bon Scott, hanno trovato un cantante (quasi) identico per sostituirlo, sono sempre loro uguali a loro stessi e bravissimi a suonare il loro Hard Rock aborigeno, da beh, sempre. Questa lunga premessa sghemba che mi fa blaterare come se fossi uno dei personaggi di Guy Ritchie, non potrebbe valere che so, anche per Guy Ritchie?

La mania di dare un’etichetta a tutto per anni ha voluto Guy Ritchie come una sorta di Tarantino Inglese, l’ombra del regista di Knoxville era la sua più grande sfiga in carriera, finché dirigeva titoli di assoluto culto come “Lock & Stock” (1998) e “Snatch” (2000). Poi è arrivata l’altra grande etichetta della sua vita, quella di “Mr. Madonna”, con la signora Veronica Ciccone che lo ha costretto (o forse no, chi lo sa) a dirigere il remake non richiesto (e inutile) di un bel film di Lina Wertmüller.

"Sai, è il tipo di cose che si fa per amore. Non guardatemi in quel modo ragazzi dai!"
Ho voluto bene al discreto “RocknRolla” (2008) e credo di essere uno dei pochi che ha anche apprezzato il sottovalutato “Revolver” (2005), persino la svolta con l’apertura ai grandi film d’intrattenimento americani di Ritchie è andata benino, i suoi due Sherlock Holmes avevano dei numeri, non molti ma li avevano, ma anche qui, l’ombra lunga della serie della BBC incombeva.

Poi il disastro, il tedioso Operazione U.N.C.L.E., il fallimentare King Tamarthur ed infine la totale sottomissione all’impero Disney. Quindi torno alla mia domanda iniziale, se nella vita hai la fortuna di trovare una cosa che ti riesce dannatamente bene, è lecito continuare a farla all’infinito? Davanti ad un film come “The Gentlemen”, vorrei che Guy Ritchie lo facesse.

Ritchie ha dato una ragione d'essere anche alla filmografia di Hugh Grant, uno che ha rischiato di essere il Doctor (Who)
Inutile girarci attorno, al vecchio Guy riescono alla grande le sue storie di gangster Inglesi, con la trama composta da personaggi assurdi (ma a loro modo stilosi) che parlano per epitaffi e s’incontrano e si scontrano incrociando vite, pistole e insulti sotto cieli grigi britannici. Chiaro come il sole (non quello di Albione) che sia sempre lo stesso film, o per lo meno la stessa tipologia di storia, ma cavolo se la sa fare Ritchie!

Questa volta tutto ruota attorno al nuovo arrivato nella “Factory” (passatemi il termine alla Andy Warhol) di attori di Ritchie, ovvero l’americano Matthew “McCoso” McConaughey, in un ruolo che gli calza davvero a pennello e lo riporta dalle parti dei suoi ruoli migliori. Anche se ancora non mi capacito come McCoso sia passato da inutile portatore sano di addominali da sfoggiare nei film, ad essere un attore vero, uno che sposta gli equilibri e che mi fa piacere vedere nei film, quando un tempo non potevo sopportarlo. Visto? A lui ad esempio l’evoluzione ha fatto molto bene.

Mi aspetto che cominci a battersi il petto facendo i versi, come in "The Wolf of Wall Street" 
Il suo personaggio Mickey Pearson, è il proprietario di un impero basato su piantine dalle foglie a sette punte, che produce denaro (ed erba) per miliardi. Ma Mickey, il re della foresta (di Mariagiovanna) vorrebbe vendere tutto ad un suo simile, uno con il fiuto per i soldi come Matthew (Jeremy Strong), in modo da potersi ritirare a vita privata con la sua bella moglie, una “Cleopatra Londinese” come viene definita nel film, fatta a forma di Michelle Dockery, che in “Downton Abbey” era talmente magnetica che persino io sono riuscito a seguire quella serie, cioè abbastanza, un po' ho dormito lo ammetto. Qui la ritroviamo tostissima ma in un ruolo alto locato, quanto quello della sua Lady Mary Talbot.

Con lei anche io sono (quasi) riuscito a vedere "Downton Abbey"
Trattandosi di un film di Guy Ritchie, questa semplice trattativa non può risolversi nel modo più veloce e lineare possibile, infatti a raccontarci gli eventi, presentando il variopinto manipolo di attori protagonisti della storia, ci sono due narratori d’eccezione, anche loro due veterani dei film di Ritchie.

Il primo è Hugh Grant, che interpreta il giornalista Fletcher, viscido, losco, forse omosessuale, sicuramente impallinato di cinema, tanto che ad un certo punto recita davanti alla locandina dell’originale Organizzazione U.N.C.L.E. giusto per confermare l'utilizzo quasi meta-cinematografico che Ritchie fa del personaggio. Un vero e proprio narratore degli eventi, di sicuro il regista del ricatto organizzato nei confronti di Mickey ed elencato con dovizia di dettaglia al suo braccio destro, Raymond, quest'ultimo fatto a forma di un Charlie Hunnam, straordinariamente quieto, almeno fino al momento in cui la storia non richiede di far esplodere (poderosamente) il suo personaggio.

"Aspetto solo un ordine per esplodere, sul serio, mi basta un cenno"
Quindi abbiamo un pezzo grosso dello spaccio d’erba e un ricatto, nel mezzo? Di tutto! La figlia di un lord Inglese da salvare da alcuni fattoni locali, ma anche il pezzo grosso del giornalismo, l’odioso Big Dan (interpretarlo dal mitico Eddie Marsan) che ha Mickey nel suo mirino e vogliamo farci mancare anche il redivivo Colin Farrell?

Qui interpreta la parte di un personaggio semplicemente noto come Coach, un allenatore di arti marziali miste che gestisce la sua palestra, un tipo losco che permette a Farrell di non doversi presentare sul set troppo sobrio - cosa che per l’Irlandese ormai credo sia impossibile - regalandoci comunque un ruolo eccentrico con cui bucare lo schermo.

Per altro Farrell ha potuto lavorare in pigiama, prima che il Covid lo rendesse una moda.
Quindi un coach che gestisce alla sua maniera alcuni ragazzi difficili dei quartieri popolari, un ricatto, un patrimonio in Ganja che deve passare di mano, chi ho dimenticato? Ah sì i cinesi di Dry Eye (Henry Golding), non so come si dica «Ce ripigliamm' tutt' chell che è 'o nuost» in cinese, però il nuovo arrivato vorrebbe fare il Genny Savastano della situazione.

“The Gentlemen” dura 113 minuti e ci mette un momento ad ingranare, perché come potete immaginare deve prima presentare tutto questo popò di gentiluomini (si fa per dire), posizionando tutti i pezzi sulla scacchiera. Guy Ritchie gestisce alla perfezione la trama da lui sceneggiata e la regia, in cui può davvero fare sfoggio di tutta l’esperienza accumulata negli anni. Ci sono gli inseguimenti a piedi per strada, le corse in auto, c’è addirittura un momento da videomusicale (perfettamente integrato nella storia) che ci ricorda che “Mr. Madonna” per la sua ex moglie ha fatto anche questo, dirigere videoclip.

"Sembriamo i Power Rangers però con i quadretti"
Il cast funziona alla grande, e se McCoso è una conferma, cavare fuori qualcosa da Colin Farrell di questi tempi è un’impresa che solo un regista capace di gestire i suoi attori può ottenere. Le scene mitiche non mancano, sempre condite da quel gusto per l’umorismo nero che contraddistingue i film di Ritchie, ad esempio la scena che chiameremo “Peppa Pig”, ricorderà forse un po’ un episodio di “Black Mirror”, ma è destinata a finire tra le trovate più folli della filmografia del regista.


Insomma non serve nemmeno stare troppo a raccontare una trama inedita, ma uguale nella tipologia a tutte le altre dei primi film di Ritchie, uno spettacolo ben gestito che proprio per la sua natura sempre così uguale a sé stessa, potrà magari far storcere il naso ai cinefili che vorrebbero ammirare il percorso artistico di un regista, ma se il percorso artistico prevede robaccia come Aladdin,
perdonatemi, magari non sarò a mio volta un Gentleman, ma preferisco mille volte questa c@%#o di roba qui, dannatamente “British”, sul serio però, alla faccia della Dark Polo Gang.

Il tè delle cinque con il mignolo sollevato, per il resto ci possiamo lavorare ma è già un buon inizio.
Anche perché sui titoli di coda del film, Ritchie si gioca la classica “That's Entertainment” dei The Jam, e il suo film è proprio questo, intrattenimento ben fatto che a fine visione ti lascia con la pancia piena e bello soddisfatto, magari non il piatto raffinato che molti cinefili vorrebbero, ma è saporito, cotto bene e servito con fiumi di birra. Guy ascolta me, lascia perdere tutto il resto e fai solo più film così fino a fine carriera, sarà uno spasso per tutti!

40 commenti:

  1. ottima recensiopne grazie-

    pare un film da vedere.

    l'oscar a brad pit dovevano darla per la sua interpretazione ( anch vocale ) in " The snatch"

    grzie

    rdm

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    1. In "The Snatch" era fenomenale, ma anche in "L'esercito delle 12 scimmie" ;-) Cheers

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  2. ottima recensione .

    è la stessa cosa che ho pensato sempre io di Dario Argento-

    dario argento fino a phenomena ha fatto dei capolavori assoluti poi si è um po perso ma sempre il solito buon piatto di pasta al burro ci ha fatto.

    negli anni 70 ( di più non so perchè appunto è un film che ha visto solo dario argento e sua mamma hanno visto) dario ha provato a fare un film diverso che scopiazzzava la grande guerra di monicelli.

    poi ha capito ed è tornato a fare i film che sa fare

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    1. Ha iniziato con i gialli, poi ha capito che l'horror gli veniva facile, diciamo che è stata un'evoluzione in corsa, anche se credo che i titoli migliori di Argento (almeno per i miei gusti) siano quelli in cui racconta favole oniriche che precipitano in incubi ad occhi aperti, come "Phenomena" e "Suspiria". Cheers!

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  3. Hugh Dottore avrebbe coperto troppo il personaggio con la sua popolarità. Ma ha fatto comunque uno special tv negli anni 90 dove il Dottore era interpretato da lui, da Rowan Atkinsons, Jim Broadbent, Joanna Lumley e altri ancora.
    Michelle Dockery è già un buon motivo per vedere il film, anche se in Downton Abbey l'ho sempre trovata molto glaciale.

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    1. Secondo me lei prospera nel suo essere glaciale, qui lo è anche di più ma in modo diverso ;-) Lo ricordo lo speciale, ti dirò, Rowan Atkinsons Dottore a me non è mai dispiaciuto, meglio del suo personaggio più famoso se posso essere diretto. Cheers!

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  4. Il buon Guy con le sue prime due opere mi aveva a dir poco esaltato.
    Piu' che altro per come riusciva a far cavare dagli impicci, a suon di botte di fondo, protagonisti sfigatissimi che si mettevano in testa di farla in barba alle persone sbagliatissime.
    Li faceva cacciare in situazioni talmente disperate che, non si sa come, riuscivano pure a scamparla. E cavandosela pure con poco, considerando quello che rischiavano. E coi cattivi che finivano per ammazzarsi tra loro.
    Lock & Stock e Snatch erano due capolavori.
    La scena dove il ciccione urla e svuota due pistole sul boss mi fa morire dal ridere, ogni volta.
    E i personaggi di contorno, ragazzi...da Vinnie Jones che fracassa teste a portierate sotto agli occhi ammirati del figlio che un giorno vuol diventare come lui, a Pitt zingaro che quando parla non si capisce una mazza.
    Come creare roba iconica al massimo, proprio.
    Ok, forse non era originalissimo, perche' pescava a piene mani da Tarantino e dai Coen. Ma sapeva dargli quel tocco personale e gustoso.
    E poi, come direbbe Quentin...TUTTI COPIANO!
    Poi Ritchie ha commesso un errore.
    Per amore, eh. E se ne fanno tante di fesserie, per amore. Ci caschiamo tutti, prima o poi.
    Piu' son bravi, piu' mettono di mezzo le mogli. E allora e' la fine.
    La lista e' bella lunga.
    John Lennon, Woody Allen (pur con tutte le critiche del caso) e si, ci metto pure il nostro Benigni.
    Certo che ce ne ha messo, di tempo. Ma pian piano sembra che stia tornando sui binari giusti.
    Purtroppo fara' altri filmacci, perche' ormai per meta' ce lo siamo giocato.
    Troppe scelte sbagliate, che alla lunga segnano. Ma se ogni tanto mi ritorna al vecchio stile, mi andra' bene comunque.
    Ci vorrebbe la cura Blum, per uno cosi'.

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    1. Tornare alle origini gli ha fatto molto bene. Ritchie più che l'affare Madonna (solo Dennis Rodman è riuscito a tenerle testa) ha pagato lo scotto di vivere nella stessa epoca dei Coen e di Tarantino, simili ma forse più autoriali di lui, in ogni caso quando tratta i gangster per me è quasi sempre una sicurezza. Cheers!

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  5. Non vedo l'ora di vederlo questo ritorno alle origini di Ritchie di cui dopo Revolver ho visto solo King Arthur ed il primo Sherlock Homes (accettabili entrambi).
    Il cast pare davvero fenomenale:adoro sia McCoso che Hunnam ma voglio spezzare una lancia a favore di Farrell.
    A me pare un attore piuttosto versatile (vedi i suoi excursus con Yorgos Lanthimos) e carismatico.
    L'ho trovato persino azzeccato come vampiro nel remake di Fright Night :-)

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    1. Forse era la parte migliore di quel rema... No, era David Tennant, lui era imbattibile ;-) Qui "Colino" fa il vuoto, fa il Brad Pitt di "The Snatch" della situazione, il suo Coach è un personaggio già di culto. Se solo non bevesse così tanto, sarebbe un attorone assurdo, però il gene Irlandese, non lo puoi domare ;-) Cheers!

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  6. Non sapevo dell'uscita di questo film ma se mi dici che riprende dai primi 2 capolavori è acquisto a scatola chiusa! Non che abbia disprezzato altri lavori, i 2 Sherlock mi sono piaciuti, Rock&rolla ed operazione uncle guardabili... e scopro anche dell'esistenza di Revolver, strano mi sia sfuggito un film con Statham, dovrò recuperarlo!

    Come l'utente sopra voglio "difendere" Farrel che ovunque l'ho visto non mi è mai dispiaciuto, anzi l'ho sempre apprezzato sia nelle commedie che nei film drammatici e d'azione. Forse recita sempre lo stesso personaggio con varie sfumature( un pò stile Tom Hardy), ma meglio uno buono che 1000 sbagliati.

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    1. Ha fatto anche porcatone come "Total Recall" per campare, ma io me lo ricordo sempre volentieri per "In Bruges". "Revolver" merita, più rifessivo e ricercato nel ritmo è passato un po' troppo inosservato. Cheers!

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  7. Noto una certa similitudine con Kingsman, comunque Guy Ritchie si vede a prescindere ;)

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    1. La recensione mi aveva fatto venire voglia di vederlo, e sa devvero somiglia a Kingsman lo vado a recuperare subito!!

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    2. "Kingsman" è molto in linea con gli 007 dell'era Roger Moore. Per altro aspettavo il terzo "Kingsman" girato in parte qui a Torino, prima di tutto il gran casino pandemico. Cheers!

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    3. Cecilia quanto tempo! Ben tornata sempre un piacere averti ospite su questa Bara ;-) Diciamo che ha lo "swagga" di "Kingsman" i protagonisti sono stilosi allo stesso modo. Ora non chiedermi come io sia riuscito ad usare l'espressione "swagga" in una frase di senso (quasi) compiuto! Cheers

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  8. A me Ritchie quando dirige questa tipologia di film mi piace sempre. Anche Revolver e Operazione Uncle mi sono piaciuti. Dei due Sherlock salvo solo quando il protagonista pensa alle mosse da applicare quando fa la lotta. Chi ha praticato arti marziali sa che si fanno di questi ragionamenti quando si combatte e Ritchie l'ha realizzato bene, entrando nella testa di Holmes. Per il resto mi manca un film suo con Statham, Mc Coso non è male, l'ho rivalutato anche io con gli anni, ma non è un nome che mi spinge a vedere un film. Farrel è veramente sempre più stranito e sverso, peccato perché aveva iniziato col botto, certo il fatto che abbia pensieri per un figlio molto malato può contribuire alla sua discesa, però da un professionista ti aspetteresti qualcosa di più.
    In ogni caso il british mob, al pari della yakuza, mi piacciono parecchio, quindi lo guarderò!

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    1. Anche lì sfiga per Ritchie che è stato anticipato da "Sherlock" nell'interpretare in chiave moderna il personaggio. Colino non se la passa benissimo a differenza di McCoso che è ormai ha imparato a recitare, gli è bastato smettere di pensare agli addominali tutto il tempo ;-) Cheers!

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  9. Bellissimo il parallelo Guy Ritchie-AC/DC, io però rilancio con: i KISS fanno lo stesso concerto identico da quanto? 80 anni? Eppure a vederli sono ancora maledettamente divertenti e appena passerà sto bordello consiglio a tutti di andare a un loro live anche se non vi piacciono. Poi mi ringrazierete!

    Torniamo a noi. A Ritchie volevo bene, giuro. Ero un suo fan (come tutti!) quando girava quella doppietta fulminante d'esordio. Dai, come si fa a non amare "The Snatch"? Poi il buio. Tralascio il remake per e con Madonna, un colpo a vuoto è perdonato a tutti. Poi mi fa uscire "Revolver" che ho visto una volta e non ci ho capito una mazza, "RocknRolla" era un sei meno meno meno, ha alzato leggermente le penne col primo "Sherlock Holmes" (che mi ha divertito parecchio) per poi sputtanarsi con un moscio secondo capitolo. Da là il tracollo: "UNCLE", "King Arthur" (mav@ffanculo và!) e... "Alladin" hanno messo, per quanto mi riguarda, la pietra tombale su Guy.

    Ora però co sta rece me l'hai quasi quasi riesumato. Vedo di pescarlo da qualche parte con le dita incrociate.

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    1. Dopo averli ascoltati per una vita, ho visto i Kiss dal vivo a Torino due anni fa, tornerei a vederli tipo... Adesso. Ma visto che siamo in tema, aggiungi Alice Cooper alla lista, avrei potuto usare anche lui come esempio. "RocknRolla" già solo per l'uso dei Clash si faceva perdonare alcune trovate. Sono curioso di sapere il tuo parere su questo film ;-) Cheers!

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  10. Sono completamente d'accordo con te! Ne avevo scritto qualche mese fa, è stato uno degli ultimi film che mi sono potuto gustare in un cinema, quelle grandi sale ora vuote e coi lucchetti alle porte...

    Ti ho linkato sotto la mia recensione! :--)

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    1. Mi sono perso il tuo post ma lo sai che io arrivo sempre in differita dalle tue parti, in ogni caso mille grazie... Bro-Fist! ;-) Cheers

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  11. Welcome back to the gansta paradise mr. Ritchie! Godibilissimo film, ho iniziato l'anno proprio con questo film.
    Però ammè U.N.C.L.E. è piaciuto, sarà per la fiera del manzotin con Hammer e Cavill. Pò' essere! :-P

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    1. Essendo indifferente al Manzotin ricordo giusto Alicia Vikander ;-) In ogni caso questo nuovo film potrebbe avere anche più manzi per centimetro quadrato di pellicola. Cheers!

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  12. A me Guy Ritchie sono un po' di anni e un po' di cagate fatte che mi sta sul cazzo. Però il cast e il mood di questo film potrebbero farmici fare pace.

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    1. Collaborando con la Disney per quella roba atroce che non vorrei nemmeno pensare (figuriamoci digitare) ha toccato il fondo, poteva solo rialzarsi e qui lo ha fatto con stile ;-) Cheers!

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    2. Per non parlare del film con Madonna... un abominio.

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    3. Osceno. Per fortuna il mio mono neurone l'ha quasi rimosso completamente. Cheers

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  13. Prima della quarantena ricordo che Matthew e Hugh andavano per talk show americani a presentare il film, ed ero curioso di vederli lavorare insieme. Poi me ne sono dimenticato e scopro ora il titolo del film. Non so, non impazzisco per Guy ma certo gli attori in ballo invogliano parecchio.
    P.S.
    Sono il secondo a cui piace "Revolver": Jason Statham e una trama scacchistica... come faccio a non adorarlo? ^_^

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    1. L'unica cosa che non salvo di Revolver è la parrucca di Statham!! 😜

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    2. Questo è proprio il suo classico film, devo dire che trova sempre il modo di sfruttare il cast, anche con tanti nomi, i suoi film non sembrano mai un inutile ammucchiare di nomi, ogni personaggio/attore ha il suo spazio. Sapevo che potevo contare sul tuo buongusto ;-) Cheers!

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    3. La "pelatina" di Marco Forte era anche peggio, però mamma mia, quando ho finito di vedere "Revolver" ho pensato che avrei voluto vedere Mark Strong in tutti i film! Cheers

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    4. In ogni film in cui ha i capelli Jason non si può guardare, è nato pelato e tale deve restare :-D
      Però a parte il parrucchino ricordo deliziosi aspetti scacchistici della storia e una colonna sonora di cui alcuni brani stanno in pianta stabile nel mio smartphone. Ad avercene di film così ;-)

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    5. Anche se esistono versioni anche più imbarazzanti di Giasone. Avercene di film minori come "Revolver" ci sarebbe da metterci la firma. Cheers!

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    6. Sapete che mi manca questo di Ritchie! Lo segno nella listavdi roba da comprare!

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    7. Aspetto la tua recensione ;-) Cheers

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  14. Ecco io con Guy Ritchie e il suo voler essere simpatico a tutti i costi ho dei problemi seri. Non so se darò un'occhiata a questo film a dire la verità

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    1. Ti dirò a me fa ridere, non sempre, ma il più delle volte si, tranne quando lascia Robert Downey junior libero di giogioneggiare. Cheers!

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  15. A Guy Ritchie non riesco a voler male, nemmeno per aver rovinato il MIO Disney dell'infanzia e sono riuscita a divertirmi pure con quella tamarrata di King Arthur, o forse è il fatto che ci fosse Jax/Charlie a fare la differenza. Anche se effettivamente non azzecca un film da... troppi anni.
    Questi suoi Gentlemen mi erano completamente sfuggiti come uscita, ma recupererò in fretta per una serata di leggerezza guyritchosa!

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    1. Mi chiedo come mai Jax/Charlie non compaia con la sua camminata da tamarro in tutti i film, ci voleva Guy Ritchie per offrigli una parte come si deve, sono curioso del tuo parere, scommetto una pinta che potrebbe piacerti, vediamo se indovino ;-) Cheers

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