giovedì 14 maggio 2020

Progetti mai realizzati: nel nome di Carpenter io ti esorcizzo! (L'Esorcista III)

La storia del cinema è fatta anche di film mai realizzati, progetti mancati oppure sfiorati per un soffio, Fabio mi ha affidato un gran bel compito: perché non gettare uno sguardo su tutti i film che il Maestro John Carpenter è arrivato ad un passo dal dirigere? Continuiamo oggi questa piccola rubrica a tema con un titolo piuttosto famoso, oggi parliamo di quella volta in cui Carpenter ha quasi diretto… L’esorcista III (1990).
EPISODIO #8: nel nome di Carpenter io ti esorcizzo! (L'Esorcista III) 
Sono abbastanza sicuro che abbiate sentito parlare almeno una volta nella vostra vita di un film intitolato “L’esorcista”. Amato, controverso, nel 1973 William Friedkin ha definito l'immaginario cinematografico attorno ad un rito esorcistico forse per sempre, tanto che ancora oggi, ogni horror con una scena di esorcismo, deve avvalersi per forza di una ragazzina con un vestitino azzurro. Forse basterebbe questo a mettere in chiaro l’influenza del film del vecchio Billy Friedkin, unico horror a portarsi a casa un Oscar come “Miglior film”, insieme ad una caterva di soldoni ai botteghini di tutto il mondo. Se ve lo state chiedendo, una caterva è un’unità di misura universalmente riconosciuta.

Vomito verde? No, l’unico verde che conta ad Hollywood è quello dei dollari.
Seguito? Potete scommetterci la vostra statuetta di Pazuzu! Nel 1977 il secondo inevitabile capitolo poté contare sulla regista di un grandissimo come John Boorman, che si impegnò davvero molto per tentare di replicare il successo del primo film, basta dire che la colonna sonora venne affidata al Maestro Ennio Morricone, giusto per darvi un’idea della serietà con cui venne affrontato il progetto. Il risultato finale? Distante chilometri dal primo film, ma a dirla tutta nemmeno il disastro di cui si sente parlare in giro. Anche se la sua cattiva fama è facilmente spiegabile, per anni tutti gli artisti coinvolti si sono prodigati nel demolirlo. John Boorman ha fatto più volte pubblica ammenda, Linda Blair lo ha definito il più grande passo falso della sua carriera (e con enorme rispetto alla mitica Linda, parliamo di una che ha recitato in roba al limite del porno), anche se il carico pesante è arrivato ben poco elegantemente dallo stesso Friedkin.

Intervistato da Josh Olson e Joe Dante, durante la trasmissione “The movies that made me”, Billy ha racconta di essere stato invitato a vedere il film mentre si trovava nel laboratorio di sviluppo della Technicolor, vi riporto le sue parole: «Uno che si occupava dei timer mi disse “abbiamo finito L'esorcista II: l'eretico, ti andrebbe di dargli un'occhiata?”. Non so perché, ma ci andai. Mi sono seduto e ne avrò visto sì e no circa 40 minuti: É stata la cosa più merdosa che abbia mai visto in vita mia. Era un obbrobrio vergognoso e... Dio mio, che razza di cast aveva: Richard Burton, Max von Sydow, Louise Fletcher, Linda Blair e James Earl Jones! Sono stati i peggiori 40 minuti che abbia mai visto. Sul serio». Insomma, il vecchio Billy non le manda a dire, ma sta di fatto che per un decennio, sembrava essere calata la pietra tombale su ogni possibilità di ulteriori seguiti.

Billy Friedkin la tocca piano…
Ma verso la fine degli anni ’80, il Diavolo ci ha messo di nuovo la coda e la saga dell’esorcista si è guadagnata un terzo capitolo, fuori tempo massimo e dalla gestazione travagliata. Un'iniziativa partita dal vero papà della storia, lo scrittore William Peter Blatty, autore del romanzo omonimo del 1971 da cui venne tratto il film di Friedkin.

Forte di tante sceneggiature firmate e della regia di un bel film come “La nona configurazione” (1980), Blatty voleva portare al cinema un altro suo romanzo, “Gemini Killer” (titolo originale “Legion” del 1983), in cui l’unico legame con lo storico film spacca botteghini, è di fatto solo un personaggio secondario, amico del padre Karras del primo film, il detective William Kinderman (interpretato dal un intenso George C. Scott), che diciassette anni dopo si rimette sulle tracce di un serial killer con la predilezione per le teste mozzate, dato da tempo per morto ma tornato misteriosamente in attività. Una storia in cui il Male troverà nuovamente il modo di fare capolino.

Spider Pork... Spider Pork... Il soffitto tu mi spork (cit.)
Problema: Alla 20th Century Fox peccano di avidità. Davanti alla possibilità di tornare a contare i fogli verdi guadagnati dal primo capitolo, con un lavoro di logorio hanno cercato di convincere William Peter Blatty ad infilare nella sceneggiatura una scena di esorcismo assolutamente non prevista, in modo da giustificare il titolo e poter finalmente tornare ad avere il contante necessario per pagare i regalini per le loro giovani amanti. Vabbè la faccenda delle amanti l’ho aggiunta io, però avete capito il senso del discorso.

La verità è che la Fox Gemini Killer L’esorcista III vorrebbe vederlo diretto proprio da Friedkin, che però di tornare a fare film horror non aveva la minima voglia. Infatti dopo anni di smaronamenti pressioni, proprio nel 1990 Bill cedette malamente e il risulto fu il disastroso “L'albero del male” (1990). Classico caso di: Fai attenzioni a quello che desideri, in particolare se quello che desideri è un secondo horror diretto dal vecchio Billy. A questo punto però bisognava trovare qualcuno abile con gli horror che potrebbe dirigere per davvero il film, ed è a questo punto della storia che spuntano i baffi del Maestro John Carpenter!

Anche Pazuzu ha paura del Maestro!
Ora, lo conosciamo il pragmatismo del Maestro no? La sceneggiatura di “L’esorcista III” piaceva molto a Carpenter, ma il problema per lui era molto semplice: Dov’è l’esorcismo? Per Carpenter non aveva alcun senso un film intitolato “L’esorcista III” senza alcun esorcismo. Ma il problema principale era un altro, Blatty dopo il rifiuto di Friedkin, si era messo in testa di dirigerselo da solo il suo film, infatti Giovanni Carpentiere per anni ha dichiarato che i suoi confronti creativi con Blatty non sono stati tali, lo scrittore voleva semplicemente tagliarlo fuori dalla trattativa per avere il controllo creativo sul film.

Ecco perché “L’esorcista III” non è un titolo che compare nella filmografia di Carpenter ma in quella di William Peter Blatty, che alla fine cedette alla tortura della goccia della 20th Century Fox e tappandosi il naso, quella tanto agognata scena di esorcismo che lui non voleva, nel film ha dovuto inserirla per forza (storia vera).

Nocturno riporta le parole di un ghignante Carpenter su questo argomento: «Venni a sapere che avevano incontrato grosse difficoltà e che alla fine erano stati costretti a girare delle parti aggiuntive con un rito di esorcismo, perché il film, senza, non stava in piedi, come un corpo cui mancava la colonna vertebrale. Fu una conferma che ci avevo visto giusto. Ed era come se mi fossi preso una piccola vendetta!».

“Lo so che nemmeno tu hai voglia, ma è il momento dell’inevitabile esorcismo”
Risultato finale? Il film di William Peter Blatty è forse poco ricordato, le parti più esplicite legate all'esorcismo, sono quelle che stavano sul gozzo allo scrittore, e nel film bisogna dirlo, si vede anche parecchio. Ma il risultato finale è uno strano oggetto, quasi un thriller con abbondanti venature horror, di sicuro distante dai (dis)gusti più estremi degli anni ’90. Se volete vomito verde e parolacce in “L’esorcista III” non ne troverete molte, ma una certa atmosfera malsana piuttosto riuscita quella sì.

Per assurdo, se la volontà di Blatty non fosse stata quella di far fuori Carpenter, ma di collaborare per davvero, lui e il regista di un classico d’atmosfera (spaventosa) come The Fog, quello capace di evocare il maligno con Il signore del Male, avrebbero potuto tranquillamente trovare dei punti di contatto, magari facendo anche felici i capoccioni della 20th Century Fox, ma questo non lo sapremo mai, perché viviamo nell'universo in cui Carpenter e Blatty, si sono annusato ma non si sono piaciuti (artisticamente) più di tanto.

Quello che è certo invece è che gli anni ’90 di Carpenter sono stati parecchio travagliati, in fondo anche “L’esorcista III” rientra nella categoria dei film complicati che per un po’, hanno avuto John a bordo. La prossima settimana invece, dopo tanti film ombra raccontati da questa rubrica, sarà il momento di parlare di quello più in ombra di tutti, restate da queste parti!



Vi ricordo di passare a trovare Fabio sulla pagina Il Seme Della Follia - FanPage italiana dedicata a John Carpenter e sul suo blog, che ha ospitato questo esorcismo.

Poi trovate sempre la pagina dedicato allo speciale sul Maestro!

24 commenti:

  1. Il primo L' Esorcista era un capolavoro, anche se purtroppo ha risentito impietosamente del tempo.
    Riguardo al seguito...in molti lo definiscono curiosamente "apocrifo".
    Non é bruttissimo, per carità. E ha un cast di eccezione. Ma mi ha sempre dato l'idea di un sequel realizzato per forza.
    Il primo ha avuto successo? E allora bisogna fare il seguito a tutti i costi. Anche se non si ha niente da dire. Anche se non ha alcun senso farlo.
    Ma d'altra parte hai un personaggio come Padre Merrin, e che vuoi fare? Levarlo di mezzo subito, anche se di fatto é morto stecchito?
    E allora facciamolo tornare. Sia pure in replay, come direbbe un altrettanto luciferino conduttore.
    L' Albero del Male non mi era nemmeno dispiaciuto, comunque.
    Certo, non é al livello di altre opere di Friedkin. Che forse non ci teneva più a sporcarsi con un genere "infimo" come l'horror. Ma ha delle belle scene splatter, una storia decisamente inquietante a base di infanti sacrificati a divinità innominabili e un gran finalone alla motosega.
    E che fa un buon padre di famiglia quando un albero maledetto minaccia i suoi cari? Perde tempo ad andare a raccontarlo alla polizia? Naah. Si arma di ascia e McCullough e va a tagliarlo a pezzettini!!
    Tornando a bomba...Col terzo idem con patate.
    Al massimo qui l'indemoniato si limita a fare le boccacce e a sfoderare i classici occhiacci gialli da posseduto.
    E comunque...un altro seguito fatto per forza, giusto per spremere il limone fino alla buccia.
    George C. Scott sempre bravissimo, anche lui con la sua presenza ha nobilitato un sacco di robaccia.
    Non sapevo che Blatty, oltre che scrittore, fosse anche regista. E tutt'altro che disprezzabile, pure.
    Il maestro John, da sempre dotato di grande acume (troppo, per i gusti di certa gente che occupa le alte sfere), intuisce da subito l'insensatezza di una simile operazione.
    E poi...proprio a lui andate a chiedere di girare un seguito!
    A lui, che é contro ai sequel per principio!
    Se ripenso a quando ho letto di tutta la fatica che hanno fatto per convincerlo a scrivere il secondo episodio del suo slasher più famoso...e meno male che non gliene fregava niente e non aveva voglia, visto che il risultato l'ho sempre considerato più che buono.
    Giustamente il maestro John gli fa notare che non ha senso girare un film basato su un romanzo che in comune col capostipite della saga ha giusto l'autore.
    Pertanto glielo hanno dovuto infilare a tutti i costi, anche se non aveva ragione di esserci.
    E come prevedeva...é venuta fuori una vaccata.

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    1. "La nona configurazione" è un ottima regia di Blatty, invece per il rifiuto di produrre seguiti di Carpenter... Fuga da Los Angeles. "L' Albero del Male" non mi ha mai convinto, Billy Friedkin secondo me non è un regista horror ma qualcuno bravo a dirigere scene in grado di fare paura, Sorcerer è un ottimo esempio. Cheers!

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    2. Verissimo. Ma credo che nel caso di Fuga da L. A., il maestro John lo abbia fatto solo quando aveva davvero qualcosa da dire.
      E infatti non lo ha capito nessuno.
      Pure io, e faccio pubblica ammenda.
      Per anni l'ho bollato come un pallido remake. Fiacco, svogliatissimo e pigro.
      In realta' Jena non sta fuggendo da L. A. Sta scappando dal seguito in cui si trova imprigionato, e che e' costretto ad interptretare.
      Carpenter sbatte in faccia un colossale NO ad una cosa che ritiene malsana, ammorbante ed assolutamente controproducente (i sequel - fotocopia).

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    3. Decisamente si ;-) A furia di citarlo so che uno di questi giorni finirò per rivedermelo! Cheers

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  2. Credo di essermi fermato al primo (insuperabile), ricordo però un altro L'esorcista, ma post 2000 mi sa, in ogni caso niente di che. Comunque bisogna dire che non ci sono Santi o Demoni che tengano, se la sceneggiatura è pessima gli attori poco possono fare.

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    1. Quello del 2004 "L'esorcista - La genesi" anche quello ha avuto una produzione ultra travagliata, con cambi di registi tutti matti. Cheers!

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  3. Sai che i seguiti non credo di averli mai visti? Ma credo di poterli saltare senza grossi rimpianti.

    Billy invece è uno che non viene mai nominato tranne che per quel suo film del '73 giusto un pelo famoso. Ma a parte "L'esorcista", Friedkin un altro paio di colpi da 90 li ha messi a segno tipo "Il braccio violento della legge" e quella bomba totale di "Vivere e morire a Los Angeles" (mio cult personale. Presto su questa Bara? Magari!)

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    1. Per Vivere e Morire a Los Angeles mi associo pure io.

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    2. I seguiti hanno qualche numero, non molti ma li hanno, posso dire però che per me è i film veramente belli di Billy Friedkin sono quelli che stanno lontani mille miglia dall'horror? ;-) Cheers

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    3. Dovreste saperlo: io ho sempre un piano, un giorno Billy farà parte di quei piani, un giorno ;-) Cheers

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  4. «Potete scommetterci la vostra statuetta di Pazuzu!» hahhahaha m'hai fatto morire! Chi è che a casa non ne ha una? Strano anzi che all'epoca non hanno pensato a crearne una serie di action figure, ma in fondo Spielberg e Lucas ancora non avevano sdoganato il merchandising :-P
    Certo che presentarsi nello splatteroso 1990 con un thriller sottile spacciato per Esorcista è bella tosta. Soprattutto quando il genere demoniaco era agli sgoccioli e la stessa Blair partecipava alla peto-parodia "Riposseduta" (1990): basta "presenze invisibili", era tempo di sangue e budella. O di roba fatta bene, come quella di Carpenter. Quando si dice sbagliare tempo, stile e trama...

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    1. Pazuzu, premi il pulsante ripete tre frasi sataniche (batterie vendute separatamente) ;-)
      Già "The Fog" dieci anni prima aveva avuto lo stesso tipo di problema, figuriamoci dieci anni dopo e senza Carpenter! Cheers

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    2. See, e di notte brilla al buio e sussurra di eliminare il resto della famiglia nel sonno!
      Riposseduta era da morire dal ridere, davvero.
      Ma ritengo, ahime', che come parodia in se' abbia reso all'originale un pessimo servizio.
      Forse perche' piglia alla berlina tutto quello che nel film di Friedkin fa paura. Oppure per via che la stessa Blair fa l'indemoniata di turno.
      Sul serio, dopo questo L'Esorcista noni e' piu' riuscito di vederlo allo stesso modo.

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    3. Di solito quello è il metro con cui si valuta una buona parodia, qualche esempio? "Scary Movie" e "Hot Shots" hanno cambiato per sempre la percezione di "Scream" e i vari Rambo e Top Gun. Cheers

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    4. Riposseduta si ricorda per la studentessa che a inizio film mostra cosce e tette a Leslie Nilsen, ma personalmente preferisco L'Esorciccio , forse la prima parodia in assoluto del film

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    5. A volte li preferisco entrambi ai film a cui facevano il verso? Posso dirlo oppure risulto cinematograficamente blasfemo? ;-) Cheers

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  5. In questo caso, secondo me, non è andata così male al Maestro. Avrebbe avuto davvero troppi grattacapi a girare un seguito e poi lo avrebbe fatto con poca ispirazione. Molto meglio che abbia fatto il signore del male, con l'amico di Jack Burton, l'altro cinese anziano di Grosso guaio a Chinatown e Jameson Parker di Simon & Simon! Comunque anche a me era piaciuto l'albero del male, mi ricordo che aveva molto ritmo, per essere un horror!

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    1. "Il signore del Male" è un film molto migliore, ma come "L'Esorcista III" non gli è stato ancora riconosciuto tutto il suo valore, anche secondo me Carpenter ha fatto una buona scelta ;-) Cheers!

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  6. "L'Esorcista III" diretto da Zio John? Lui necessitava di tutta quella libertà creativa che Blatty NON gli avrebbe certo concesso, quindi molto meglio che ciascuno dei due abbia seguito la propria strada: Carpenter con quell'oscuro gioiello de "Il signore del Male" prima e Blatty con quell'inquietante (nonché diversissimo dai precedenti due) terzo capitolo dell'esorcistica saga dopo ;-)

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    1. Si sono "annusati" e non si sono piaciuti, molto meglio così, hanno fatto due film giusti senza pestarsi i piedi a vicenda. Cheers!

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  7. Meno male questo non l'ha fatto, a occhio non ci incastrava tanto col Maestro questo progetto... Comunque posso ammetterr che ho visto solo il primo Esorcista e nessun seguito mi ha mai attirato molto?

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    1. Il primo è un film grosso e importante, ma anche io preferisco altro, sia di William Friedkin che per Carpenter. Aspetta i prossimi giovedì, ne arriveranno di clamorose ;-) Cheers

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