mercoledì 6 maggio 2020

Progetti mai realizzati: gli indaffarati anni '10 di John Carpenter

La storia del cinema è fatta anche di film mai realizzati, progetti mancati oppure sfiorati per un soffio, Fabio mi ha affidato un gran bel compito: perché non gettare uno sguardo su tutti i film che il Maestro John Carpenter è arrivato ad un passo dal dirigere? Continuiamo oggi questa piccola rubrica a tema esplorando gli indaffaratissimi, ma a ben guardare poco produttivi, anni ’10 del Maestro.
EPISODIO #7 - gli indaffarati anni '10 di John Carpenter
Dovete capire che tra i miei tanti problemi, ho anche quello di essere un appassionato di fumetti. Sono legato ad un vecchio ciclo di storie dell’Uomo Ragno intitolato “Gli anni perduti”, in cui il clone del protagonista, un tale di nome Ben Reilly, si aggirava per le strade d’America in cerca del suo posto nel mondo. Erano una manciata di storie scritte da J.M. DeMatteis e disegnate da John Romita Jr. che mi hanno regalato (oltre ad un’ottima lettura), questa colorita espressione. Potremmo dire che per il nostro Giovanni Carpentiere, gli “anni perduti” sono stati quel lungo periodo intercorso tra Fantasmi da Marte e The Ward.

Una pausa forzata alleviata dalle ore passate a giocare ai videogiochi e a guardare le partite della NBA, insomma le grandi passioni del Maestro. Di fatto, le uniche sortite dietro alla macchina da presa firmate in qui nove anni, sono stati i due episodi per la serie Masters of Horror, ovvero Cigarette Burns e Pro-Life. Eppure se già allora eravate appassionati del cinema di Carpenter, probabilmente ricorderete un periodo piuttosto fitto di titoli annunciati e mai realizzati. Vogliamo esplorarne qualcuno? Sotto con i titoli!

Psychopath (2005)
Attorno al 2005, la Titan Productions gestita da Brad Foxhoven e David Wohl, annunciò un nuovo titolo in sviluppo per la prossima generazione di console. “Psychopath” avrebbe dovuto essere un videogioco d’azione in prima persona, che si sarebbe avvalso della consulenza di un grande videogiocatore come Carpenter.

Gli unici dettagli trapelati erano promettenti bisogna dirlo, la storia ruotava attorno ad un ex agente della CIA richiamato in servizio per fermare un serial killer. L’obbiettivo della Titan era di sfondare in due il mercato, conquistando anche altri settori dell’intrattenimento come i fumetti e soprattutto, il cinema. Ecco perché Carpenter era colui che avrebbe dovuto portare l’equilibrio nella Forza, il grande uomo di cinema con la passione per i videogames.

"Se ve lo state chiedendo no, Psychopath non sarebbe stato il titolo della biopic su Cassidy"
La Titan pronta a fare le cose in grande si era affidata a Carpenter per la regia dei filmati di raccordo all'interno del videogioco, per il design dei personaggi e ovviamente per dirigere il film omonimo, prodotto con gli introiti. Piccolissimo problema: Non risultano altre notizie relative allo sviluppo del gioco dal 2005 (storia vera). Ecco perché il Maestro non si è mai spostato dal suo divano, continuando a giocare ai videogiochi. Probabilmente non quelli della Titan.

L. A. Gothic (2008)
Uno dei progetti mai realizzati più duro a morire del Maestro è stato senza ombra di dubbio “L. A. Gothic”. Le notizie attorno a questo film hanno iniziato a gironzolare fin dal 2008, e la trama bisogna dirlo, sarebbe stata piuttosto sfiziosa: Il film sarebbe stato incentrato sulla figura di un ex-sacerdote, impegnato a tentare di salvare la figlia da strambi eventi soprannaturali, che imperversavano tra le strade di Los Angeles.

Gli unici "gotici" che Carpenter ha davvero diretto in carriera.
Quello che non è chiaro nel mare magnum di voci di corridoio attorno a “L. A. Gothic”, è il suo formato, che per un po’ pareva fosse quello dell’antologia horror, un po’ come Body Bags per capirci. Sta di fatto che la Principal Entertainment di Josh Kesselman e Danny Sherman, credeva molto in questo progetto, e aveva messo sotto contratto gli sceneggiatori Jim Agnew e Sean Keller, che sono quelli che nel 2009 hanno scritto “Giallo” per Dario Argento e nel 2014 “Tokarev”, interpretato da Nicolas Cage. Vi vedo da qui che state storcendo il naso, non fate così su, più avanti qualcuno di questi nomi tornerà di moda.

Il film è rimasto in lavorazione a lungo sulla pagina di IMDB dedicata a Carpenter, poi si è spiaccicato contro il muro del grande sciopero degli sceneggiatori del 2008, e da allora se ne sono perse le tracce. Però da un Losangelino DOC come il Maestro, quanto sarebbe stato bello un horror sulla sua città? E poi parliamoci chiaro, ma quanto è figo il titolo L. A. Gothic? Il Maestro dovrebbe dirigerlo solo per non farselo soffiare da qualche altro regista.

Riot (2009)
Tra tutti i progetti mancati di Carpenter annunciati in quella manciata di folli anni prima del 2010, “Riot” è senza ombra di dubbio il mio preferito DI tutti. Se avete familiarità con le mie turbe mentali, non vi sarà difficile comprendere il perché.

Annunciato per la prima volta nell'agosto del 2008, con il titolo di lavorazione “Scared Straight”, il film era parzialmente ispirato all'omonimo documentario televisivo del 1978 (che potete trovare per intero QUI, presentato per altro da Danny Glover), in cui alcuni ragazzini venivano portati in un carcere di massima sicurezza, e fatti confrontare con alcuni degli “ospiti” locali, con l’intento puro e semplice di terrorizzarli così tanto, ma così tanto, da fare di loro dei cittadini modello per il resto delle loro vite. Pensare che oggi ci sono delle mamme che trovano diseducativa Peppa Pig.

Una scena poco rassicurante del documentario “Scared Straight”.
Il titolo “Scared Straight”, venne modificato in “Riot”, forse per non creare confusione con il documentario del 1978, ma anche perché la storia prevedeva una rivolta nel carcere e i ragazzini presi in ostaggio. Chi poteva salvarli? Solo qualcuno già dentro la prigione, cattivo abbastanza da sapere come sopravvivere in galera, ma con le motivazioni minime per essere l’anti-eroe della storia. Un tipo alla Jena Plissken insomma, un galeotto accusato ingiustamente che avrebbe dovuto essere interpretato da… Nicolas Cage! Ve lo avevo detto che sarebbe tornato.

“Riot” sembrava davvero potesse diventare un film, anche perché andiamo, quanti film avrà mai rifiutato Cage nella sua carriera? Due? Tre al massimo. Infatti con tanto di presentazione (semi) ufficiale e locandina provvisoria, “Riot” venne annunciato con un’uscita prevista per il 2009, giocando tra l’altro anche con il cognome del protagonista grazie ad una sfiziosa frase di lancio, che prometteva uno scarceramento (“Uncaged”) proprio per quell'anno.

Liberate il Kraken Nicolas Cage!
Sapete com'è andata a finire? Che “Riot” é rientrato purtroppo in quella minuscola manciata di film che Nicolas Cage ha rifiutato!

Ufficialmente perché già impegnato a recitare per Werner Herzog in “Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans” (2009), ufficiosamente perché la produzione si è impantanata in maniera irreversibile, e se devo dirla tutta, questa seconda opzione mi sembra la più sensata. Sul serio, se potete pagare anche il minimo sindacale, Nicolas Cage verrebbe giù ad interpretare anche il ruolo del padrino dei vostri figli nel loro filmino della cresima, figuriamoci se avrebbe mai abbandonato la possibilità di lavorare con John Carpenter!

La regia solida e senza fronzoli del Maestro, capace di creare anti-eroi mitici in carriera, insieme all’estro esplosivo di Nicolas Cage, due dei miei preferiti nello stesso film. Sul serio io “Riot” lo avrei visto molto volentieri, ma gli indaffarati “Anni perduti” di Carpenter non finiscono certo qui.

Fangland (2010)
Tratto dal romanzo omonimo del 2007 scritto da John Marks, “Fangland” sarebbe potuto essere il secondo film di vampiri del Maestro dopo Vampires.

La “Terra delle zanne” sarebbe stato prodotto dalla Blumhouse (che allora muoveva i primi passi e non era ancora la sicurezza che oggi, ha prodotto anche l’ultimo Halloween) e avrebbe raccontato la storia di Evangeline Harker, un’ambiziosa produttrice TV inviata in Transilvania per valutare una possibile storia per la sua trasmissione “The Hour”. Giunta nel Paese la giornalista si sarebbe ritrovata ad indagare sul boss locale Ion Torgu, in quella che tra email, bare e sparatorie, sarebbe stata una versione moderna di “Dracula”. Brutto?

Non ho mai voluto leggermi il libro, per non mordermi le nocche per l'occasione mancata.
Una certezza attorno al progetto ci sarebbe stata: Hilary Swank aveva già una bozza di contratto per interpretare la parte della protagonista, francamente è un peccato, perché mi sarebbe piaciuto vederla diretta da Carpenter. Ma l’unica cosa davvero certa è che attorno al 2010, il Maestro era in fissa con l’idea di un film “al femminile”, e questo mi rimanda subito al prossimo titolo mancato.

Darkchylde (2010)
Visto che ho iniziato questo post citando i fumetti, senza volerlo finisco allo stesso modo. A metà degli anni ’90 era nata la moda delle “Bad-girl” ad intasare i fumetti americani. Donnine giovani, poco vestite e dai poteri variopinti, ricordate più che altro per molta epidermide a vista disegnata e poche storie davvero all'altezza, forse la più famosa emersa dal mucchio è stata la Sara Pezzini di “Witchblade”, ma anche “Darkchylde” aveva un certo riscontro.

“Darkchylde” pubblicato nel 1996 dalla Maximum Press di Rob Liefeld, era un fumetto scritto e disegnato da Randy Queen, che raccontava la storia della bionda Ariel Chylde, un’adolescente che improvvisamente si ritrovava con l’oscura abilità di potersi trasformare nelle creature che popolavano i suoi incubi. Le buone vendite del fumetto, attirarono l’attenzione di Carpenter e di sua moglie, la produttrice Sandy King. Grazie ai suoi contatti la signora mandò a segno un colpo che per il film sarebbe stato notevole: una collaborazione con la Weta Workshop, la rinomata società di effetti speciali con sede in Nuova Zelanda, resa celebre da Peter Jackson grazie ai suoi Hobbit, Signori degli anelli e gorilla giganti di nome Kong.

La Weta nel luglio del 2010 presentò anche un filmato di prova per dare un’idea di come sarebbe stato il film, dopo la cura vitaminizzante dei loro effetti speciali. Se avete cinque minuti scarsi lo trovate qui sotto.


Il film venne annunciato con un comunicato e un poster promozionale il 31 ottobre 2010 (Halloween… Molto appropriato), ma da allora anche di questo progetto si sono perse le tracce. Almeno fino al 2014 quando in un’intervista il Maestro sottolineò che l’assenza di fondi, era di fatto stata la causa del naufragio di tutta l’operazione.

La locandina promozionale, anche a distanza di anni, mi sembra davvero stramba.
Incredibile come un progetto fumettistico come “Darkchylde”, non sia riuscito a racimolare denaro sufficiente nemmeno nell'epoca della massima esposizione dei “cinecomics” (perdonate l’orrendo anglicismo), ma purtroppo questa è stata una costante per tutta la carriera del Maestro, che nel 2010 si è tolto comunque lo sfizio di dirigere un film pieno di giovani protagoniste, ma girato con un budget microscopico. Si, sto parlando di The Ward, ma sono sicuro che lo avevate già intuito.

Per essere stato un periodo di “bassa marea” artistica, il Maestro nei primi anni del 2000 è stato piuttosto impegnato, non solo a giocare ai videogiochi e a guardare l’NBA. La prossima settimana vedremo qualche altro titolo mai diretto da Carpenter, questa rubrica ha ancora qualche freccia al suo arco.


Vi ricordo di passare a trovare Fabio sulla pagina Il Seme Della Follia - FanPage italiana dedicata a John Carpenter e sul suo blog, che ha ospitato questo viaggetto tra i titoli non realizzati dei primi anni 2000.

Poi trovate sempre la pagina dedicato allo speciale sul Maestro!

22 commenti:

  1. Cos'è la trama per un altro film del Maestro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha può essere, nel dubbio è finito nello spam, un altro progetto mai realizzato ;-) Cheers

      Elimina
  2. Ma la foto che hai messo per L.A.Gothic da cosa è presa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Vampires" del 1998. Anzi ora vado ad aggiungere il link grazie per la dritta ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Incredibile, a questo punto c'è da chiedersi come sia possibile che tanta attività sia stata così jellata da non portare a nulla di concreto. Il progetto di gioco pensato già in modo "trans-mediale" era stuzzicante, soprattutto con Carpenter a dare le dritte giuste. Peccato.
    All'epoca del "Cattivo tenente" ricordo che Cage ammetteva tranquillamente nelle interviste di avere un sacco di debiti da quando era pulito, e infatti da allora ha fatto tipo cento film l'anno, neanche chiedeva la trama: firmava il contratto e via. Per non aver partecipato a un progetto di Carpenter vuol dire che quel progetto proprio non esisteva :-P
    P.S.
    Tempo fa un lettore mi ha più volte parlato di questo curioso nome, "Bad Girls", che veniva dato alle eroine anni Novanta, e non rispondeva alla mi obiezione sul perché chiamare "cattive" delle donne che combattono per la giustizia, da Vampirella a Witchblade. Visto che hai usato il termine e sei un fumettologo DOC, sapresti dirmi se è solo in Italia che è nato questo strano nome o è "ufficiale"? E perché delle donne protagoniste e indipendenti devono essere chiamate "Bad Girls"?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fa riflettere vero? Tutta questa carne al fuoco e nessuno di questo progetti è arrivato davvero in meta. Ricordo bene che quando venne annunciato "Darkchylde" non sapevo più dove girarmi, in quel momento Carpenter aveva quattro potenziali film in lavorazione, che si sono risolti tutti con un nulla di fatto. Questo dice molto della difficoltà di un Maestro come Carpenter nel reperire fondi, non dobbiamo stupirci troppo se ora dichiara di essersi stufato di fare a capocciate con le varie produzioni.

      Esatto, Cage poi il vizio di dire sempre di sì non lo ha ancora perso, recentemente è volato in Portogallo per recitare nel ritorno di Richard Stanley al cinema, "Color out of space" è costato sei milioni, quindi Cage davvero ha portato a casa bruscolini, se ha detto di no a Carpenter è solamente perché di "Riot" esisteva solo il poster promozionale.

      Il termine è ufficiale, arriva proprio dai fumetti americani, ora noi vorrei sbagliarmi ma il primo fumetto (durato lo spazio di un mattino, in tempo per lanciare la moda) aveva proprio questo titolo. L’idea era un cambio direzione rispetto alle “brave ragazze”, quelle che il più delle volte nei fumetti americani (ma non solo) finivano per fare le damigelle in pericolo. Quindi le “cattive ragazze” avevano un atteggiamento da tipe toste, quasi delle anti-eroine, ed erano tutte in grado di salvarsi da sole, ma tanto nessuno si è mai curato troppo del dettaglio, perché guardavano tutti solo le copertine con le nostre “Bad Girls” mezze nude.

      Vampirella che come tu sai benissimo, esisteva già prima, ha avuto un ritorno di fiamma, ma le prime sono state Lady Death, Barb Wire e via dicendo. Andavano talmente di moda che persino le eroine classiche hanno dovuto iniziare a mostrare un po’ di epidermide (in pratica il contrario della tendenza attuale), in quel periodo la Donna Invisibile dei Fantastici Quattro aveva un costume che la rendeva ben visibile!

      Quando poi il fenomeno si è assestato, sono arrivati titoli un po’ più curati, che rientravano nel filone “Bad Girls” ma erano anche fumetti leggibili (non solo copertine ammiccanti su storie inutili), quindi le varie “Witchblade”, la notevole “Shi” di William Tucci e via dicendo. Spero di aver chiarito il dubbio ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Ti ringrazio e sei stato chiarissimo. In effetti potrebbe essersi trattato di una sorta di reazione al "damigellismo" dei personaggi femminili precedenti, e in fondo se ci pensi proprio dall'inizio dei Novanta è iniziato il cinema delle "donne toste", che potrebbe aver infiammato l'immaginario e reso possibile il loro corrispettivo a fumetti. Quindi "bad" non ha connotazioni morali, può adattarsi anche a personaggi positivi, ma siccome si comportano in modo più spregiudicato rispetto alle loro colleghe di clausura allora sono "ragazzacce".

      Ora che mi ci fai pensare Vampirella e Red Sonja rinascono proprio in questo periodo, entrambe abbandonate agli inizi degli Ottanta proprio perché rappresentavano una cultura libera "fricchettona" che non piaceva più. A Sonja ha detto male, è durata un attimo e poi ha dovuto aspettare il 2005 della Dynamite, mentre Vampirella ha conosciuto un po' più di vita e addirittura è tornata per un po' in Italia.
      Personaggi estremi come Barb Wire probabilmente non avrebbero avuto lo stesso successo in altri momenti (la Dark Horse qualche anno fa ne ha tirata fuori un'altra avventura che mi sa si sono letti solo loro!) così come in altri momenti sarebbe stata impensabile la libertà di costumi di Aeon Flux, che ogni tanto vedevo su MTV all'epoca.

      Mi piace pensare che Ripley (1986), Nikita (1990) e Sarah Connor (1991) abbiano aperto la strada alle Bad Girls. Se non fosse per i disegni devastanti e assurdamente anni Novanta mi piacerebbe rileggermi quelle storie: che sia l'inizio di un altro dei miei progetti folli? :-P
      Grazie ancora per la delucidazione.

      Elimina
    3. Esatto, è stata un'onda lunga, "Aeon Flux" è nato per l'effetto dell'increspatura dell'acqua, dopo la caduta del sasso "Bad Girls". I disegni erano spesso orribili, erano copertine ammiccanti su storie da nulla, disegnate con quello stile ultra esagerato degli anni '90, però qualche artista di talento si trovata, prima ho citato Bill Tucci, lui disegnava davvero bene rispettando le anatomie, non come tanti disegnatori degli anni '90. Magari! Avresti un sacco di materiale! :-D Cheers

      Elimina
    4. Bè ., il tipo che l' aveva parlato a Lucius delle Bad Girls era il sottoscritto .
      E come dissi alloras, il fenomeno venne lanciato da Vampirella che era sta pubblicata dalla Harris in un NUOVA SERIE , ottenendo un inaspettato successo

      Elimina
    5. Non so se venne lanciato da Vampirella, non negli anni '90 almeno. Vampi è stata una "Bad Girls" prima che la categoria avesse un nome, questo si, ma negli anni '90 anche lei è stata rilanciata. Cheers!

      Elimina
    6. Si, Vampi è vecchia come personaggio, ma nel 1991 la HARRIS comprò i diritti dalla Warren , e la rilanciò con una nuova serie , ottennedo un certo successo ( fecero pure un film live , arrivato anche da noi), che lanciò poi la moda delle imitazioni, che vennero chiamate dal fandom "Bad Girls".
      Questa nuova serie fu pubblicata nel 1995 dalla Play Press con scarso successo, chiuse dopo pochi numeri ( nell' ultimo c'era una storiellina di Artur Adams narrata da Zio Tibia)

      Elimina
    7. Ricordo che a quel rilancio lavorarono penne di un certo livello, tra cui Warren Ellis se non sbaglio. Cheers!

      Elimina
    8. Naa, all' inizio era scritto e disegnato da gente di serie B, i disegni di alcuni dei primi numeri erano imbarazzanti, ti credo che in Italia fu un fiasco ( parlo dell' edizione Play press).
      Erano belle solo le cover, fatte da gente come Quesada, Huges ecc... immagino che col successo hanno poi chiamato autori più quotati, non so , non ho seguito il personaggio.
      Il trashoso film live dovresti recensirlo, però.

      Elimina
    9. Allora forse ricordo la seconda parte del rilancio, ora mi cerco il film ;-) Cheers

      Elimina
  4. Certo che é davvero incredibile.
    Vedo tanta, tantissima roba.
    Di tutti i generi, e potenzialmente interessantissima.
    Poi come al solito ci si deve essere messa la scalogna, la difficoltà a reperire fondi e forse pure il fatto che il buon maestro John, dopo tante pedate pedate prese in faccia, un po' di suo si dev'essere proprio scocciatto.
    Poi aggiungiamo che, a quanto mi risulta, per qualche tempo ha avuto anche problemi di salute piuttosto seri che periodicamente tornavano a rompere.
    Soprattutto mi intrippano Riot e Darkchylde.
    Oh, e comunque come titolo Doctor Adekele spacca.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna non così seri, il Maestro ci seppellirà tutti ;-) Cheers

      Elimina
  5. Daje...come non detto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'unico dottore approvato sulla Bara Volante è il Doctor Who ;-) Cheers

      Elimina
    2. E io lo approverei, un episodio del Doctor diretto da John Carpenter (a risarcimento di tutte queste occasioni ingiustamente perdute) ;-)

      Elimina
    3. Ma magari! Dove si firma? ;-) Cheers

      Elimina
  6. Su Carpenter purtroppo Hollywood aveca fatto la croce da un pezzo, così come Romero che qualche anno prima di morire dichiarò che lui avrebbe anche potuto autoprodursi un film a basso budget, ma non gliel'avrebbe mai distribuito nessuno. Stessa cosa Carpenter, che poi è pure un pigrone, figurati se si autoproduce! Meglio fare i tour da rockstar! :--D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parole sante, Carpenter poi in questi periodo sta cercando di "monetizzare" quello che in carriera non ha mai raccolto (posso aggiungere la mia: fa solo bene!), quindi sborsare soldi per trovarsi comunque a fare a capocciate con la produzione? Naaaa meglio fare la Rockstar ;-) Cheers

      Elimina