lunedì 11 maggio 2020

Code 8 (2020): possesso illegale di superpoteri

Dopo anni passati a far arrivare sul grande schermo gli usi e gli (attillati) costumi dei super eroi a fumetti, ormai il pubblico non si fa quasi più nessun problema davanti a personaggi che svolazzano, oppure in grado di lanciare fulmini dalle punte delle dita, anzi le pellicole a tema “super” forse sono anche in vantaggio numerico sulle altre.

Ecco perché “Code 8” (anche noto come “Codotto”, in amicizia) cerca nel suo piccolo di provare a fare quel timido passettino, che sarebbe ben ora di veder compire ai film con tizi tutti ripieni di super poteri. Ma andiamo per gradi iniziamo dall’inizio, ovvero dal cortometraggio fantascientifico della durata di dieci minuti diretto da Jeff Chan, che potete trovare comodamente qui sotto.


Jeff Chan arriva dai cortometraggi dedicati a “Call of Duty” e da un horror che sembrava il video di Smack my bitch up dei Prodigy ma molto meno memorabile. Eppure con il corto “Code 8” del 2016, ha attirato l’attenzione convincendo parecchie persone a sborsare soldini, in una raccolta fondi su Indiegogo che è servita a racimolare due milioni di fogli verdi con sopra le facce di altrettanti ex presidenti defunti, abbastanza per trasformare il cortometraggio in un film omonimo, che se volete, trovate comodamente sul paginone di Netflix.

La storia è già vista: nella solita ucronia descritta velocemente senza annoiare, sui titoli di testa del film, scopriamo che nel mondo si aggirano dei “dotati”, che ve lo dico subito, non sono quelli impiegati nell'industria delle pellicole per adulti, ma sono solo l’italica traduzione di “gifted”. Persone nate con poteri speciali che per anni, sono tornati utili alla società, finché lavoravano duro e non rompevano troppo le palle, mettendo i loro talenti al servizio dei lavori più sporchi e umili.

In pochissimi minuti Jeff Chan, delinea un mondo dove i portatori sani di super poteri, sono passati dall'essere appena tollerati a mal visti e dichiarati fuori legge. Una caduta verticale nella scala sociale che ha visto molti di questi poveretti ridotti a malaffare, ad esempio, vendendo il midollo spinale da cui viene ricavata la Psyke, droga potentissima che sballa paurosamente.

Non mi sembra tutto questo gran potere, lo faceva anche Fester Addams.
Capito no? Questi qua arrivano da noi, ci rubano il lavoro e poi portano anche la droga! Iniziate ad intravedere il METAFORONE? Bene, il “Codice 8” del titolo è l’ordine di polizia, chiamato via radio quando bisogna intervenire per mettere al fresco qualcuno di questi clandestini, che compie il madornale errore di alzare troppo la testa. I droni armati sganciati dal cielo e usati come agenti della Swat, sono l’equivalente locale delle Sentinelle che davano la caccia agli X-Men, ed io spero che la sindaca di Torino (particolarmente in fissa con i droni) non abbia un abbonamento a Netflix, altrimenti non so cosa mi ritroverò per strada... Fermo! Attraversamento fuori dalle strisce pedonali. Non hai diritti. Muori. BRAKKA! BRAKKA! BRAKKA!

Il protagonista Connor Reed è un ragazzotto con la faccia da tonno fatto a forma di Robbie Amell, intravisto in La Babysitter e parte del cast della serie tv “The Flash”, giusto per restare in tema super eroi. Il classico bravo ragazzo che vorrebbe solo lavorare e portare a casa la pagnotta, se non fosse che è nato con poteri elettrici ed è figlio di una “dotata” gravemente malata e bisognosa di costose cure mediche. Immagino abbiate già intuito che per Connor le cose non si metteranno proprio al meglio.

Sapete chi ha un gran bisogno di un “elettrico” capace di mandare in tilt gli allarmi con i suoi poteri? Garrett Kilton, professionista in rapine interpretato da Stephen Amell, si proprio il cugino di Robbie, famoso per la serie tv “Arrow”.

"Questa è più maneggevole di arco e frecce"
Robbie, protagonista anche del cortometraggio, ha creduto nel progetto e ha voluto a bordo il cugino “famoso”, con un effetto finale strano ma sopportabile, i due personaggi si somigliano fisicamente, senza avere però nessun legame di parentela comprovato nella storia. Insomma, non sono nemmeno due congiunti.

Jeff Chan prende precetti resi celebri dai cari vecchi Uomini-Pareggio di Stan Lee negli anni ’60 (e più tardi al cinema), per fare metafora nei nostri strambi tempi moderni. Lincoln City dove “Codotto” è ambientato, sembra una versione in piccolo degli Stati Uniti d’America, una persona dotata di poteri, non è tanto diversa da un immigrato clandestino senza documenti e questo basta a metterlo in scia al cinema di Neill Blomkamp, perché il METAFORONE di fondo ricorda un po’ il suo “District 9” (2009) e a ben guardare, anche l’aspetto generale del film.

"Vivo o morto, tu verrai con me" (cit.)
Anzi a dirla tutta, “Codotto” sembra qualcosa a metà tra “District 9” e il “Chronicle” (2012) del chiacchierato Josh Trank, un film che malgrado un budget davvero molto basso raccolto grazie alle donazioni, riesce a sembrare molto più ricco di quello che i freddi numeri lascerebbero intendere. Jeff Chan usa con saggezza la CGI e si concentra sui suoi riusciti droni-poliziotti, riuscendo a rendere visivamente molto interessante un film che è costato meno di qualunque horror della Blumhouse, il che non è solo una vittoria per il regista, ma una prova del suo talento.

Difetti? Il problema principale resta che una storia così, ha parecchio di già visto, inoltre i due cugini protagonisti non sono attori abbastanza carismatici da farcelo dimenticare. Quindi la parte più interessante del film, resta il modo in cui Jeff Chan riesce a condurre la sua storia fuori dal recinto del cinema fantastico, finendo per abbracciare momenti da poliziesco. Ci sono rapine e colpi di scena, ma troviamo anche Sung Kang (l’Han di Fast & Furious) nei panni del detective che cercherà di mettere i bastoni tra le ruote ai due cugini, nella realtà, non nella finzione del film.

“Cugino, per una volta dovremmo recitare in qualcosa senza super poteri di mezzo, che ne dici?”
I momenti d’azione non mancano, ma al regista più che l’action fracassone pare interessare il causa-effetto degli eventi e la coreografia delle azioni, quindi le rapine sono delle lunghe tirate ben orchestrate, che riescono a tenere la tensione abbastanza alta, ma non cambieranno per sempre lo scenario degli heist movie, questo bisogna dirlo.

Di positivo “Codotto”, ha una certa tendenza a non imboccare strade sicure, giocandosi bene le sue carte, anche con alcuni personaggi di contorno che completano il loro arco narrativo in modi meno convenzionali di quelli a cui Hollywood ci ha abituati. Di negativo sicuramente il fatto che proprio alcuni di questi personaggi, restano appena abbozzati e il film, sembra una volenterosa e riuscita prova di talento, che vi intratterrà per i suoi 90 minuti di durata, ma non so quanto possa lasciare oltre alla soddisfazione di aver visto un piccolo film confezionato con più cura di molti sui cugini grandi, con tanti più soldi di lui.

Per film dove i "super" vengano utilizzati come metafora in modo più ardito invece, bisognerà aspettare ancora un po' di tempo.

10 commenti:

  1. Come sai concordo con il tuo giudizio, film abbastanza divertente ma non memorabile, comunque apprezzabile lo sforzo produttivo con così "pochi" dollari. Degni di nota mega-droni con i due guardiani a bordo, diciamo che la realtà ci si sta avvicinando!

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    1. Ti avevo annunciato un post in comune accordo ;-) Ha davvero la capacità di sembrare un film molto più costoso del suo budget finale, gli elementi della storia non sono particolarmente originali, ma sono tutti utilizzati bene. Cheers!

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  2. Qualcuno mi spiega perché gente dotata di superpoteri, dovrebbe fare lavori umili o farsi sfruttare, invece di fare cose ben più reminerative o dominare il Mondo, se qualcuno vorrebbe schiavizzarli ?

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    1. Nel film spiega che i "dotati" sono divisi per categorie e livelli, ad esempio il protagonista è un elettrico di livello due, quindi parliamo spesso di poteri super ma tutto sommato normali. Niente "Mutanti di classe forza 5" in grado di piegare la società al loro volere, ma adatti al METAFORONE del film. Cheers!

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  3. Mah...quei due attori mi stanno un po' lì, la storia sembra un misto di alcune cose già viste, diciamo che nella lista indecisi ci va..

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    1. Ho visto alcune puntate di Arrow trovando il protagonista la parte più debole, per il resto non ho un vero parere sui due cugini, che sembrano qui, due volenterosi tonni a cui viene costruito intorno un film ben n confezionato ma di sicuro non rivoluzionario. Cheers!

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  4. Con questa invasione di superpoteri sto attendendo l'arrivo degli M-Men: "Medio Men", gli uomini normali, senza alcun potere se non quello di andare a lavorare la mattina e tornare la sera, gli eroi che chiudono le loro frasi con "E mi saluti la signora". Questa sarà la vera rivoluzione della narrativa mondiale :-D
    Scherzi a parte, apprezzo Codotto perché dimostra che per un film serve prima la passione e poi i soldi, però onestamente il pungente odore di "già visto" me ne tiene un po' a distanza.

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    1. Esatto, ha proprio il cuore al posto giusto, ma se avesse avuto anche una storia un minimo, ma proprio un minimo più originale, sarebbe stato meglio. Ora voglio un film sugli M-Men, un seguito, un crossover con tutti loro uniti tipo "M-Men: Endgame", la colonna sonora la facciamo firmare a Caparezza ;-) Cheers!

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  5. Codotto sembra carino, peccato veramente per i protagonisti. Però, dei due, Robbie mi è più simpatico, perché è il cugino sfigato e poi perché fa una brutta fine nel film con la babysitter cattiva... Proprio l'altro giorno ho rivisto le TMNT con Amell e la Fox e mi dicevo quanto poco carismatico fosse il primo, la Fox no, è sempre un bel vedere. Buona serata 👋

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    1. Eppure nella serie "Upload" funziona alla grande ;-) Cheers!

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