mercoledì 29 aprile 2020

Tyler Rake (2020): un uomo chiamato rastrello

Dolph Lundgren, Frank Zagarino, Don "the dragon" Wilson, Matthias Hues, Cynthia Rothrock ma l’elenco sarebbe lunghissimo. Hanno tutti dedicato vita e carriera ai film d’azione, e solo i più fortunati di loro hanno ricevuto una telefonata da zio Sly, per entrare a far parte dei suoi Expendables.

Dubito fortemente che un giorno vedremo una versione degli "Expendables" con Matt Damon, Keanu Reeves, Charlize Theron e Chris Hemsworth, anche se la tendenza del cinema d’azione (quello occidentale almeno) sembra proprio quella. “Tyler Rake”, disponibile su Netflix dal 24 aprile, sembra un altro passo in quella direzione.

I fratelli Russo hanno sbaragliato la concorrenza di registi decisamente più autoriali - e bravi? Si possiamo dirlo - di loro, diventando gli uomini di fiducia della Marvel al cinema, forti di incassi stratosferici hanno pensato bene di provare a mettere il piedino anche fuori dalla Casa delle idee, ma senza allontanarsi troppo dai fumetti.

"Va bene Odino, sono pronto a girare", "Chris, tu non sei Thor e questo non è un film Marvel, ti devi riprendere!"
“Extraction”, titolo originale del film (lasciatemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo), è tratto dalla graphic novel dal fumetto realizzato da Ande Parks, Fernando León González e, appunto, Anthony e Joe Russo. Essenzialmente si trattava di un film d’azione in stile anni ’80, portato su carta e disegnato in bianco e nero, la differenza più grossa rispetto al film? Oltre al finale, l’ambientazione, la città di Ciudad del Este in Paraguay, diventata Dacca, nel Bangladesh, nella versione cinematografica. Forse capisco anche un pochino il motivo del cambio di titolo, vi immaginate le risate davanti ad un film intitolato Dacca? Si sarebbe chiamato proprio le battutacce da solo!

Per il film i fratelli Russo hanno avuto un’ottima intuizione, quella di raccontare la loro stringata storia secondo i canoni del cinema d’azione americano contemporaneo, quindi un po' bulimico e sopra le righe nell'estro visivo. Per il ruolo del divo prestato - dopo immagino ore di palestra ed allenamento che non mancheranno di raccontarci nei prossimi mesi - allo spara-spara, i due fratellini hanno voluto il loro zio Dio del tuono, Chris Hemsworth, ma la regia hanno pensato di affidarla ad un esordiente di loro conoscenza.

"Rocket, corri a chiamare gli altri Guardiani!", "No Chris sul serio, tu hai un problema grave"
Sam Hargrave ha un lungo curriculum come stuntman e fight coordinator, in parecchi dei più popolari film Marvel, basta dire che era la controfigura di Chris “Capitan America” Evans per le scene pericolose, ma si è occupato anche di molti momenti d’azione di film come “Winter Soldier” oppure gli ultimi due Avengers. Sarà per quello che nella scena in cui Tyler Rake prende Ovi (Rudhraksh Jaiswal) e lo lancia sul tetto del palazzo accanto, ho pensato al salto quasi identico di Bucky e Pantera Nera in Civil War.

Ora, dei trascorsi lavorativi del genere non so voi, ma a me non fanno tanto dormire sonni tranquilli, se penso ai tagli di montaggio brutali dei Russo, ancora mi mordo le nocche. In “Winter Soldier” avevano uno come Georges St-Pierre, ma i due fratellini continuavano con quella loro dannata macchina da presa ballerina, per rendere i colpi mandati a segno il più confuso possibile, in modo da non incappare così in problemi di censura.

Per fortuna lontani dall'universo per tutti dell’MCU, il film prodotto dai Russo non ha questo tipo di vincoli. Affidare la regia ad uno che arriva da salti, calci e cadute, è una trovata molto alla moda che ricorda un po' il percorso di Chad Stahelski e David Leitch, anzi sfogliando tra i vecchi lavori di Sam Hargrave, troviamo anche un suo coinvolgimento come coordinatore degli stunt in Atomica Bionda. Due indizi tendono a fare una prova, almeno di solito.

All in all it just another brick on the wall (cit.)
La trama di “Extraction” è minimale, bisogna portare fuori da un formicaio di cittadina del Bangladesh, Ovi Mahajan junior, figliolo di un pezzo grosso disposto a pagare discretamente chiunque sia abbastanza matto da farlo. La squadra organizzata dalla bella Nik Khan (Golshifteh Farahani) ha come uomo di punta l’ubriachissimo Tyler Rake (Chris Hemsworth), mercenario che entra in scena con un salto nel vuoto (in CGI) da una rupe, giusto per farci capire quanto l’uomo chiamato rastrello stia fuori come un balcone. Ecco dai, chiudiamo quell'icona lasciata aperta lassù e parliamo del titolo italiano del film.

Netflix non si fa troppi problemi a modificare i titoli dei film una volta arrivata sulla sua piattaforma di streaming, lo abbiamo visto anche di recente. Per l’Italia e gli altri mercati Europei “Extraction” si intitola “Tyler Rake” come il nome del protagonista, perché si sa che i film d’azione devono essere nominativi, a volte i protagonisti hanno un nome figo come John Rambo, altre volte beh, si chiamano Jimmy Bobo, questa volta ci troviamo di fronte a Tyler Rastrello. Che curiosamente in una (bella) scena di lotta piuttosto concitata, utilizza proprio questo acuminato attrezzo da giardino per mandare un paio di sgherri al creatore.

Scovare “Extraction” “Tyler Rake” sul paginone di Netflix è una bella sorpresa, nessun appassionato di film d’azione degno di questo nome ha mai storto il naso davanti a film con trame pretestuose come quella presentata dai fratelli Russo, per fortuna nelle mani di Sam Hargrave, la pellicola viaggia piuttosto spedita tra sparatorie, combattimenti e inseguimenti tutti diretti come vorremmo sempre veder fare.

Tutti sanno che è invincibile / Nella lotta è temibile, Tyler... Tyler Rake! Tyler, Tyler Rake!
La macchina da presa è alla giusta distanza per comprendere la dinamica di ogni scena, ed è ravvicinata quel tanto che basta da portare lo spettatore nel mezzo dell’azione, so già che voleranno immotivati paragoni videoludici, ma ormai ci ho fatto il callo. “Tyler Rake” inizia con beh, Tyler Rake armato, ferito e sporco di sangue su un affollato (di tizi armati) ponte nel bel mezzo dell’azione, per poi tornare indietro di due giorni e raccontarci l’inizio del gran casino.

Con un costo totale di 65 milioni di fogli verdi stampati su fogli verdi, “Tyler Rake” è un film quasi interamente concentrato sui suoi momenti d’azione, gli scontri a fuoco e i corpo-a-corpo sono coordinati alla grande in un continuo causa ed effetto, caratterizzato dai colpi mortali. Un controllo dello spazio notevole che regala lunghe sequenze anche piuttosto intricate, come lo scontro tra Rake ed uno degli sgherri più coriacei, che inizia sulle scale, e dopo una caduta continua in strada, tra coltellate e auto che passano sfrecciando.

Se lo incontri gran paura fa / Con il dito sul grilletto va, Tyler... Tyler Rake! Tyler, Tyler Rake!
La parte più spettacolare del film è senza ombra di dubbio il lungo (finto) piano sequenza, della durata di quasi dodici minuti, con la lunga fuga in auto di Rake tra le affollate strade della cittadina del Bangladesh. In sé la scena è molto bella anche se nei passaggi dall'interno all'esterno dell’abitacolo della macchina, alcuni stacchi sono stati camuffati in digitale, ma in generale resta un momento molto efficace, anche se il piano sequenza di Atomica Bionda era una spanna e mezza sopra, bisogna dirlo.

“Stai guidando contromano!”, “Cosa ti aspetti? Questa macchina ha il volante dal lato sbagliato”
In generale mi sono goduto lo spettacolo visivo offerto dal film, ma i difettucci sparsi che mi hanno un po’ tirato fuori dall'esperienza non mancano. Partiamo dallo stramaledetto filtro giallastro della fotografia, quello che sembra inevitabile ogni volta che un film americano ci mostra un Paese sudamericano (dannato Soderbergh, non ci siamo mai ripresi dal suo “Traffic”), diventa utile anche per mascherare qualche ritocco in CGI, esplosioni e schizzi di sangue con cui Sam Hargrave vitaminizza alcuni passaggi d'azione.

Quello strano colore giallino, che vuol dire America del sud.
Chris Hemsworth ha il fisico giusto per il ruolo e per essere uno molto più a suo agio con la commedia (e i personaggi tontoloni, da Thor al suo Men in black: International), qui fa un lavoro più che decente. Hemsworth dà davvero l’impressione di non fare fatica durante le scene d’azione, come se fosse per davvero addestrato alla battaglia, inoltre forse sono uno dei due che aveva anche apprezzato la sua prova in Blackhat, quindi ogni tanto vederlo fare il serio non mi dispiace, il problema è che “Tyler Rake” cerca di dare spessore al personaggio di beh, Tyler Rake nel modo peggiore possibile.

Il secondo atto del film rallenta il ritmo in modo pauroso, l’entrata in scena del personaggio interpretato da David Harbour, finirà pure con una cruenta scena di lotta tra Hellboy e Thor, però è proprio il passato di Tyler Rastrello ad essere banale. Non che servano grandi trovate per farci affezionare ad un eroe dell’azione, cavolo a John Wick è bastato uccidere il cane per farci tifare tutti per lui! Ma proprio John Wick risulta essere molto più carismatico, il tipo di personaggio di cui vorresti subito sapere di più, il signor Rastrello invece? Al massimo sembra un John W.Creasy meno cazzuto e carismatico, che per altro risolve il suo problema di alcool in mezza riga di dialogo.

Se non altro il cattivo, è spietato per davvero. Almeno quello!
Inoltre non so voi, ma io ho un grosso problema con questi film moderni, ma per questo vi avviso, arriva un piccolo paragrafo con gli SPOILER!

L’ho pensato vedendo l’ultima scena di “Tyler Rake”, ma un veloce ricerca in rete lo ha confermato, il finale è stato modificato dopo i primi test di prova con in pubblico, rendendo per altro molto meno logico l’arco narrativo del personaggio. Ma io mi domando, perché in questi cacchio di film moderni non muore più nessuno? Perché!? Disney ha preso possesso di tutto ormai!? Ok basta, perdonate lo sfogo personale.

Fine della parte con gli SPOILER moderati!

"Solo chi è degno, potrà sollevare il cellulare di Thor", "Tu sei da manicomio ragazzo mio"
A suo modo “Tyler Rake” cerca di essere una sorta di The night comes for us, solo che ad oriente hanno personaggi loschi come Timo Tjahjanto, mentre ad occidente abbiamo i fratelli Russo che da bravi furbacchioni, hanno pensato di mettersi in scia ai vari "John Wick" e "Atomica Bionda". Mi può stare bene, anzi magari con un po’ di aggiustamenti e qualche altro personaggio di peso nel cast, non mi dispiacerebbe vedere un “Tyler Rake 2”, e per le ambizioni da franchise che si intravedono già qui, per una volta il titolo “nominativo” modificato potrebbe essere un vantaggio.

22 commenti:

  1. Ok me l'hai venduto bene, devo convincerlo la moglie a guardarlo :)

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    1. Puoi usarle le due parole magiche: Chris Hemsworth. Di solito con buona parte dell'altra metà cielo funziona ;-) Cheers

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  2. Ne ho parlato anche da me, una bella sorpresa per me, che lo guardavo solo per il bel Thor e non mi aspettavo proprio niente...

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    1. Ho visto che ne avevi scritto, ma non ti ho letta ieri perché mi piace leggere i commenti altrui dopo aver pubblicato (o almeno scritto) il post per non farmi influenzare troppo. Ci leggiamo dalle tue parti in giornata ;-) Cheers

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  3. Mannaggia quei filtri colore...
    Pure in Breaking Bad usavano il giallo sparato per marcare quelle località tanto care a Tuco Salamanca, mentre negli ultimi di Underworld si vede tutto blu dipinto di blu. E pensa che la prima volta che hanno usato quei filtri mi pare che sia stato per il verde di Matrix, che vidi in VHS e per i primi minuti del film ero incazzato nero perché pensavo che si vedesse come una cassetta tarocca😂😂😂

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    1. Esatto, anche "Breaking Bad" che faceva spesso del colore un utilizzo creativo (ogni personaggio era caratterizzato da una tonalità) non si è smarcato dal filtro giallo. Io ho pensato lo stesso con la VHS originale, purtroppo al cinema lo avevo perso. Cheers!

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  4. Ma sai che anche io per anni ho pensato che il verde di Matrix dipendesse dalla scarsa qualità del mio vhs comprato a pochi euro in edicola?? Pazzesco! Tutti problemi che i giovani cinefili dell'era digitale non avranno mai :D

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    1. In effetti nella cassetta anche le scene nel "real world" avevano una leggera punta di verde, ma molto meno marcato di quelle del mondo virtuale.
      Le versioni bluray non presentano questo "difetto" e il verde (con un contrasto molto forte) si nota solo nelle scene virtuali. Vedo che non sono il solo allora ad essersi fatto del nervoso 😂😂😂

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    2. Sulla Bara volante abbiamo un po' tutti esperienze passate comuni ;-) Cheers

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    3. Ho notato la stessa cosa rivedendo il film su raggio-blu, anzi ti dirò mi ha fatto un po' uno strano effetto, ero abituato al verdognolo ;-) Cheers

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    4. Un mio amico daltonico invece non si era mai accorto di niente😂😂😂

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    5. Forse credeva che il codice di Matrix fosse tutto numeretti rossi ;-) Cheers

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  5. Effettivamente chi meglio di un coordinatore di stuntman per girare un film d'azione con un bel po' d'azione? Solo per questo sono curiosa di vederlo, ma tutto sommato è raro che riesca davvero ad appassionarmi a questo genere (salvo le dovute e sacrosante eccezioni).

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    1. Dal punto di vista tecnico è ben fatto, ha un secondo atto che allunga troppo il brodo, forse non è il titolo migliore per appassionarsi al genere, ma sicuramente un ottimo esempio dello status dell'action occidentale al momento. Cheers!

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  6. Visto proprio oggi: spettacolare!!!
    Ovviamente non parlo di trama e personaggi, ma del fatto che finalmente Chris si prende una pausa dal tontolone scemone che fa per i bambini e ci regala roba seria, che fa male. Addirittura mena dei ragazzini, che per la censura americana è il più alto grado di nefandezza umana! Se la scena non fosse stata studiata più che bene, ora ci sarebbe un censore con sulla scrivania le teste degli autori :-D
    Non sono fan né di John Wick né di Atomica Bionda, ma qui mi sono cascate le fauci a terra: Chris mena come un fabbro e quel che meglio "sa fingere bene" di menare, cosa ormai sempre più rara nel cinema occidentale dalla B in su. Il close combat duro e cattivo mi ricorda i nostri indonesiano preferiti, e chissà che ambientare l'azione vicino a loro sia un omaggio ;-)
    Leggo su IMDb che il coreografo dei combattimenti è Michael Lehr, stuntman coreano che fa anche da modello per le scene d'azione dei videogiochi: ha curato anche gli scontri fisici del primo episodio di "Stumptown", che sono fantastici, quindi è il mio nuovo eroe! Sapere che "Fast and Furious 9" è in mano sua mi fa piacere.
    I colpi sporchi e le tecniche infami danno quella patina di "spettacolare autenticità" al film che davvero da tempo non vedevo in un prodotto americano. Niente fighetti in giacca e cravatta, col "capello perfetto", ma botte da orbi, ciechi e muti! Chris dovrebbe fare SOLO questi film: quando ad un certo punto prende un cattivo... e lo usa per picchiare un altro cattivo... ho capito che è ammmòre :-D
    Davvero un gran peccato che il film non sia in DVD, sia perché mi piacerebbe vedere i "dietro le quinte" sia perché avrebbe un posto d'onore sui miei scaffali, tra Jason Statham e Iko Uwais.
    P.S.
    "Quel" finale è solo perché ormai il pubblico è cresciuto con Peppa Pig e qualsiasi cosa di un po' più drammatico lo manda in crisi.
    P.P.S.
    Ho perso il conto, è il centesimo o il duecentesimo film che si intitola "Extraction"? :-P
    P.P.P.S.
    Il boss ordina di acciuffare Tyler Rake, altrimenti... "Mi scappa da Dacca!" :-D

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    1. Credo che sia il film numero 212 ;-) Per una volta il titolo locale (che non è solo Italiano) gioca a favore del film, ma sopratutto dopo il troppo bistrattato "Blackhat" finalmente qualcuno ha affidato a Chris un ruolo serio! Il ragazzo ha il fisico giusto e a differenza di Keanu Reeves (la cui legnosa goffaggine forse era anche voluta, boh!) sembra davvero uno che sa combattere. Hai detto bene è il tipo di film di cui uno vorrebbe avere il DVD per guardarsi i dietro le quinte, non tanto del piano sequenza da 12 minuti scarsi, quello lo abbiamo capito che è stato fatto con l'aiutino del computer, quando proprio delle scene di lotta e degli stunt.

      Pensare che era solo il 2004 quando Tony Scott poteva ancora permettersi finali anti-Peppa Pig con "Man on fire", oggi siamo a questo anche fuori dai canoni censura che Netflix un po' può permettersi. Ora però voglio un secondo capitolo ispirato alle fughe di Jena Plissken: "Tyler Rake 2 - Scappa da Dacca" :-D Cheers!

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  7. Mah dalla tua recensione sembra un film interessantissimo. E dire che non gli davo una lira vedendolo campeggiare sulla prima pagina di netflix...

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    1. Ormai è la sfiga di Netflix, ha perso quasi completamente di credibilità anche se fornisce soldi infiniti a Scorsese per i suoi progetti. Paga le colpe di scelte atroci, però questo film merita ;-) Cheers!

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  8. Allora il secondo ad aver apprezzato "Blockhat" sei tu? Scherzi a parte, questo "Tyler Rake", cambio titolo a parte, non mi è dispiaciuto. Il finale che lascia conferma la regola: "se non mostrano il cadavere allora tutto è ancora in gioco", mi ha lasciato un po' perplesso, ad ogni modo sembra che faranno un seguito e a sto punto potranno e dovranno liberare il budget, che per quanto mi riguarda è stato speso molto meglio in questo film che non in "Bright" tanto per rimanere in casa Netflix

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    1. Decisamente meglio! Inoltre quel finale puzzava di "Modifiche da proiezione di prova" lontano chilometri. Cheers!

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  9. Ieri sera mi sono visto la nuova puntata di "Art of Action" di Scott Adkins, su YouTube, e ha intervistato Hargrave: sai che questo film al momento risulta fra i più visualizzati di Netflix? Non so quante vagonate di milioni di click ha avuto, ma il regista era dubbioso: come si monetizzano le visualizzazioni? Coi film al cinema puoi vantarti dei dollari incassati, coi film in streaming cosa racconti al bar, dei click ricevuti? :-D
    Scherzi a parte, Hargraver è un mito, ho scoperto uno totalmente malato di arti marziali sin dall'infanzia e che per divertirsi ha girato dei cortometraggi marziali che valgono più dell'intera produzione americana marziale del Duemila! Malgrado sia molto alto è agilissimo e bravissimo, e Scott ha tirato fuori un filmato del 2009 in cui i due in palestra studiavano le mosse marziali del Deadpool di "Wolverine: Origins", che poi sarebbero state tutte mosse riciclate da Boyka.
    Però poi Scott ha lanciato un paio di frecciatine ad Hargrave, come a dire: "Te che fai filmoni milionari... mai che chiami l'amici, eh?"

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    1. A questo punto vogliamo Adkins diretto da Hargrave, mi sembra doveroso! ;-) Dovrebbe vantarsi come le visualizzazioni su YouTube per i cantanti, dovrebbero considerare quella che ad oggi, sono state equiparante ai vari dischi d'oro e di platino, ma non credo che il cinema l'abbia ancora fatto. Purtroppo sono indietro con "Art of Action" grazie per la chicca! ;-) Cheers

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