mercoledì 15 aprile 2020

Cabal (1990): Loving the monsters

I diversi, gli ultimi degli ultimi, mostri, devianti, questa Bara va pazza per i devianti e se c’è qualcuno che ha sempre dimostrato un amore per i mostri, quello è Clive Barker, il suo “Cabal” compie trent’anni ed è doveroso rendere omaggio a questo oscuro e tormentato gioiellino.

L’esordio al cinema dello scrittore Clive Barker è stato fulminante, un piccolo film pieno di malsano dolore come Hellraiser è ancora oggi un capolavoro, il passo successivo per Barker era, ovviamente, puntare al bersaglio grosso, qualcosa di decisamente più ambizioso come adattare per il grande schermo il suo romanzo “Cabal” (1988).

La storia è quella di una comunità di mostri che vivono nella misteriosa città di Midian, un romanzo di grande respiro, con il tema universale della diversità a garantire l’attrattiva per il pubblico e una fama notevole a precederlo, ad un certo punto “Cabal” si è beccato l’etichetta di “Guerre Stellari dell’Horror”, insomma un progetto che richiedeva un budget ben maggiore di quello di Hellraiser.

Genitore 1 e Genitore 2 (per i fan del cinema horror questi due lo sono per davvero!)
La Morgan Creek Productions arriva con la classica valigetta piena di undici milioni di fogli verdi con sopra stampate le facce di alcuni ex presidenti defunti, denaro che basta per garantirsi un po’ di nomi giusti, come Danny Elfman (che per me sarà sempre il compositore del fantastico al cinema) e giusto per rispettare quell’etichetta appioppata al suo romanzo, anche l’artista Ralph McQuarrie che è ricordato solo per il suo lavoro su Guerre Stellari, ma ha sfornato tantissima grande arte, ad esempio, per “Cabal” ha creato il dettagliatissimo murale che racconta tutta la mitologia oscura delle creature di Barker e che si vede frettolosamente sui titoli di testa del film.

Clive Barker gira gli interni del film in Inghilterra e buona parte del resto in Canada, motivo per cui ha potuto garantirsi i servigi del mio secondo Canadese preferito, David Cronenberg. Ho sempre considerato una geniale intuizione quella di affidare allo sguardo da patologo del regista, il ruolo dello psichiatra, il dottor Philip K. Decker (nome che omaggia palesemente lo scrittore Philip K. Dick). Cronenberg ha passato il tempo libero sul set a sistemare la sceneggiatura di quella cosetta Burroughsiana che di lì a poco avrebbe diretto, ma di tutte le prove da questa parte della macchina da presa, quella offerta in “Cabal” è sicuramente la miglior prova d’attore di Cronenberg, uno a cui piace concedersi piccolo ruoli da attore, intervistato in merito ha dichiarato che per recitare basta arrivare sul set conoscendo le proprie battute, rispetto alla responsabilità che il ruolo di regista comporta, in pratica una vacanza pagata.

Il mio secondo attore Canadese preferito.
Per il ruolo del protagonista Aaron Boone, sono stati presi in considerazione Rutger Hauer e Christopher Lambert, un abisso di talento tra i due, però forse avrebbero garantito alla pellicola più visibilità della scelta finale per il ruolo, Craig Sheffer che è un Boone davvero azzeccato. Ma i danni veri alla visibilità del film li ha fatti tutti la 20th Century Fox con una distribuzione semplicemente disastrosa.

Quando alla gita delle media, sei quello che si addormenta per primo ma i tuoi compagni di classe hanno portato i pennarelli.
La prima frase promozionale del film ruotava tutta attorno a Lori (Anne Bobby) la fidanzata dal protagonista, ma le locandine del film si alternavano, su alcune capeggiava in bella mostra il mostro (ah-ah) Peloquin che sarà anche una delle creature più affascinanti del film e anche il motivo che mi spinse a noleggiare il film la prima volta, in una vecchissima vhs nella mia ormai perduta videoteca di fiducia, ma non è certo il protagonista. Altre locandine sfoggiavano il mascherato serial killer, generando una confusione totale nel pubblico, “Cabal” è un film sui mostri? E' la storia delle pericolose attività del fidanzato di Lori? Oppure è uno slasher con un assassino mascherato sulla falsariga di Halloween oppure Non aprite quella porta? Non si sa e per di più l’ultimo smacco della Fox prevede anche il titolo del film che è rimasto “Cabal” solo per i mercati europei, mentre in America è diventato “Nightbreed”, perché secondo i capoccia della Fox “Cabal” non voleva dire niente e poi si correva il rischio di farlo sembrare un film dalla parte dei mostri. Ma dai? Oh, lo avevano davvero capito in pieno il messaggio del film i vertici della Fox, eh? Ho capito perché si chiama così, sono delle belle volpi.

Questo losco figuro mi fissava sempre dalle mensole delle mia vecchia videoteca di fiducia (storia vera)
L’ultima “libra di carne” richiesta dalla Fox riguarda il minutaggio del film, fatto salvo che il divieto ai minori di Hellraiser Cliver Barker poteva anche scordarselo, nel mirino c’era la durata del film. Barker era convinto di poter raccontare tutto decentemente in 120 minuti (durata della “director's cut”), mentre la Fox ha preteso tagli netti che hanno ridotto il film ai 102 minuti della versione cinematografica, con enormi sacrifici logici e passaggi a vuoto che urlano ancora vendetta. Quindi il consiglio è quello di recuperare la “director's cut” oppure, se volete sbizzarrirvi, la “Cabal cut” da 145 minuti che ha fatto il giro di alcuni festival ed è più che altro un tentativo di dimostrare che esiste ancora un mercato per il film di Barker nella sua versione non tagliuzzata.

"Stavate parlando di tagli? Io sono un professionista, so tutto dell'argomento"
Dopo una cattiva pubblicità come questa e dei tagli fatti con l’accetta arrugginita, “Cabal” “Nightbreed” ha portato a casa poco meno di nove milioni di dollari, ma questo non gli ha impedito di conquistarsi il suo stato di film di culto, proprio per quel suo fascino maligno che ancora oggi lo rende una delle più memorabili parate di freaks che si sia mai vista al cinema, per questa Bara che ama i devianti, un film così non può che essere un Classido!


Le interferenze esterne e il budget risicato non hanno permesso a Clive Barker di creare al cinema quell’epica ad alta possibilità di seguiti che avrebbe desiderato, ma il fascino della mitologia oscura di “Cabal” è ancora fortissimo e palpabile anche a trent’anni dalla sua uscita, perché prima di essere un horror con una parata di mostri realizzati con effetti speciali orgogliosamente vecchia scuola, questo film riesce a parlare del vero orrore, l’odio nei confronti delle minoranze oppresse, dei reietti e di tutta quella paura nei confronti di tutto ciò che è considerato diverso. Sono passati trent’anni dall’uscita del film e su questo fronte siamo decisamente peggiorati, per non dire proprio caduti in basso.

La storia è raccontata tutta dal punto di vista del protagonista, Aaron Boone non è totalmente un reietto, ma gli incubi che lo perseguitano lo rendono qualcuno sempre più distante e disallineato agli standard richiesti dalla società. Nei suoi incubi Boone vede Midian, la città dei mostri di cui ormai è ossessionato e le cure del dottor Philip K. Decker (David Cronenberg) anzichè aiutarlo lo incasinano ancora di più, sì, perché in giro c’è un assassino che ha già massacrato sei famiglie in dieci mesi, un tizio loschissimo con una maschera inquietante a cui Barker dedica una delle prima scene del film, quella in cui lo vediamo all’opera armato di lame e coltelli.

Il kit del piccolo maniaco omicida: Maschera spaventosa e coltello affilato.
Per continuare la grande tradizione degli psicologi stronzi al cinema (si può dire stronzi? L’ordine degli psicologi si offenderà? Vabbè, chissene dovrebbero licenziare chi si occupa di gestire la loro immagine pubblica) il dottor Decker fa ricadere la colpa di tutti gli omicidi su Boone a cui non resta altro che scappare, la sua fuga lo porterà a Midian, ma solo dopo l’incontro con lo scuoiato Narcisse (Hugh Ross). Sull’identità dell’assassino mascherato, invece, non aggiungo altro nel caso non aveste mai visto questo film, ma diciamo che Barker capisce perfettamente che non è il caso di portare avanti quello che è a tutti gli effetti un segreto di Pulcinella, scelta brillante visto che l’assassino diventa il perfetto contro altare morale di Boone, la nemesi per eccellenza.

“Cabal” diventa presto una favola oscura con moltissimi riferimenti biblici, a partite dal nome Midian che ricorda volutamente il luogo dove si diresse Mosè in fuga dal faraone. A Boone (e a noi spettatori insieme a lui) viene concesso l’accesso a Midian e alla sua mitologia, in cui Baphomet è una divinità al contrario, quasi un Anti-Cristo e Cabal, il messia della profezia che salverà i mostri, un Gesù dei reietti destinato a guidarli. A volerla dire proprio tutta, l’arrivo di Lori nella città è una discesa all’inferno in cui tutto è stato rigirato, i veri mostri di cui avere paura non sono le creature (una migliore e più fantasiosa dell’altra) che la ragazza si troverà davanti, ma i rappresentanti delle istituzioni umane, i guardiani dello status quo. Non il gruppo rock, eh?

"Niente luna piena nemmeno stanotte eh?", "Ah-ah simpatico, sarai bello tu, sembri il Predator del discount"
La critica di Clive Barker è urlata, ma netta, il dottor Decker è un viscido e freddo calcolatore affidato allo sguardo da anatomopatologo di Cronenberg e i poliziotti amzichè garantire la giustizia per tutti, sono dei reazionari fanatici della armi che non aspettano altro che poter sparare a qualcuno dei loro luridi mostri. Barker mette in chiaro il messaggio, ridicolizzando le autorità che entrano in azione sulle note di un marcetta paramilitare, mentre sono impegnati ad arraparsi con i loro grossi fucili. Sigmund Freud analyse this!

Quando il Bulldog Francese era ancora un cane strambo e ben poco diffuso.
Se George A. Romero grazie al personaggio di Bub, opposto agli schifosi militari del suo film, riusciva a farti rinnegare l’umanità abbracciando i ben più umani non morti, Clive Barker ottiene lo stesso risultato inclinando il piano sotto i piedi degli spettatori, portandoci tutti in un mondo alla rovescia dove le istituzioni sono marce, la religione è rovesciata e il messia è un mostro con più cuore e buone motivazioni di quelli che in teoria, sarebbero umani per davvero, ma si comportano come i mostri peggiori.

Un processo lento quello di Barker con cui, però, riesce ad ottenere lo stesso risultato che Tod Browning portava a casa con “Freaks” (1932), ovvero di quello di farci patteggiare completamente per i diversi e i reietti, gli stessi personaggi che all’inizio del film risultavano spaventosi e pericolosi, qualcuno da cui fuggire, proprio come fa Boone la prima volta che si ritrova davanti i canini di Peloquin (Oliver Parker).

Se questo vi ricorda la storica sigla di Notte Horror vi meritate un Bro-Fist.
Tra le creature compare anche Doug Bradley (il Pinhead di Hellraiser), ma ad inizio film il Narcisse di Hugh Ross sembra un pazzo visionario, uno di quei senzatetto che delirano parlando da soli dai quali forse è meglio stare lontani, ma nel corso del film diventerà una faccia (spellata) amica, qualcuno a cui si vuole bene e questo accade per tutte le bizzarre creature che popolano la pellicola. Una scena, in particolare, riassume alla perfezione il cambio di punto di vista dei personaggi e di noi spettatori insieme a loro, quando Lori vede il piccolo mostriciattolo (un animatronico invecchiato così così ma adorabile quasi quanto Baby Yoda, guarda caso un’altra creatura animatronica) che sta morendo sotto i letali raggi solari, senza che la madre possa fare nulla per aiutarlo.

Quanto è carino! Possiamo teneeeeeeeerlo?
Lori deve battere l’istinto di fuggire lontano, di voltare lo sguardo prendendo in braccio una creatura, ammettiamolo, innocua, ma abbastanza repellente che attira e disgusta in parti uguali, portandola al sicuro dal sole il mostrino diventerà una bella bimba e direi che il corso di metafore raccontate bene al cinema, Clive Barker lo ha passato a pieni voti.

Ecco perché la “discesa all’inferno” di Lori, inizia come una parata di mostri assurdi, ma diventa presto uno spettacolo di bellezza altra, alternativa, diversa, realizzato appunto con quella che ancora oggi è il più variegato sfoggio di effetti speciali vecchia scuola, se siete cresciuti come me con il cinema di genere e avete visto per la prima volta “Cabal” attratti da quella strana creatura ruggente sulla locandina, il vostro cuore si scalderà ancora davanti a questi “Beautiful Freak” per citare una canzone degli Eels.

"Gli Eels? Ma che razza di musica ascolta questo. Sei strambo lo sai?"
Il messaggio di “Cabal” oggi, trent’anni dopo la sua uscita, è più forte ed efficace che mai: ci sarà sempre qualcuno pronto a dirvi di chi avere paura, che non perderà tempo a puntare il dito contro chi è diverso per tornaconto personale, i veri mostri non sono quelli che troverete a Midian, perciò tenete la guardia alta, David Bowie cantava di “Loving the Alien”, Clive Barker ci ha messi in guardia con questa sua affascinante e oscura dichiarazione d’amore nei confronti dei mostri.

58 commenti:

  1. Si, visto proprio in Notte Horror.
    E prima ancora in VHS.
    Bello. Davvero bello.
    Forse non privo di difetti (un po' noiosetto in certi passaggi, forse per via del montaggio sciagurato cone dici tu), ma colpisce.
    Uno dei primi film che, nonostante il campionario di mostri a cui ci fa assistere, e' dichiaratamente dalla loro parte.
    Cosa che torna abbastanza spesso nelle opere di Barker. Persino in Hellraiser e in Candyman.
    Tolti il sangue, i chiodi, le lame, gli strumenti di tortura e macellazione e i luoghi e le creature a dir poco terrificanti...il vero mostro e' l'uomo.
    E qui, il concetto...ce lo spara dritto in fronte.
    Buona prova d'attore per Cronenberg (sa recitare: chi lo avrebbe mai detto!), ed effetti speciali incredibili per il piu' grosso, numeroso ed allucinante "bestiario" che si sia mai visto.
    Gli abitanti di Midian sono feroci, ma sinceri.
    Non ingannano. Non tradiscono. Non mentono.
    E ti accolgono, se ti dimostri degno di fiducia.
    Se dovessimo dare retta ai film...gli psichiatri sono i primi matti.
    E curano i pazienti sperando di curare se' stessi. O forse lo fanno perche' sono consci dell'impossibilita' di risolvere le loro, di nevrosi. E quindi, per rivalsa, tentano di sistemare i problemi degli altri non potendo risolvere i propri.
    Tanto per alimentare il bordello, qui da noi il gioco (oh, usciva un gioco per ogni film) per Amiga e C64 si chiamava Nightbreed, appunto.
    E meno male che c'erano le immagini tratte dal film, sulla confezione.
    Se no non si capiva nulla.
    ORMAI E' PIU' BRAVO DI ME.
    Ma King l'ha detta davvero questa frase, poi?

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    1. Un paio di scene di questo film si vedevano anche nella sigla di Notte Horror, quella storica ;-) Cronenberg si rilassa quando recita, per lui è una sorta di vacanza pagata. Il bello del film è proprio come Barker riesce a trattare la diversità, anzi a farti abbracciare la stranezza dei mostri, che magari non sono teneri e del tutto anti-Disneiani, ma sono meno mostruosi degli umani, loro si davvero spaventosi. Cheers!

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    2. Notevole anche il personaggio del capitano Eigerman, interpetato benissimo e davvero mostruoso

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    3. Notevole per davvero, uno dei più mostruosi del gruppo. Cheers!

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  2. Anche di questo avevo visto la versione di Italia 1, quindi ritengo che farei bene a recuperare quella integrale...

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    1. Si, anche perché ha intere porzioni che oltre ad essere più interessanti, fanno funzionare meglio la trama rispetto alla versione sforbiciata, quindi ti consiglio la versione integrale. Cheers!

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  3. Lo vidi per la prima volta alle medie su Notte Horror 😍 mamma mia che film, incredibile sia così poco.conosciuto.

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    1. Un culto totale tra i fanatici di Horror, per tutti gli altri non saprei dirti, ma credo davvero che sia ancora piuttosto ignorato, un peccato visto che è molto bello ;-) Cheers

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  4. E' uno dei miei film preferiti e lo preferisco addirittura ad Hellraiser.
    Colpa di una visione da ragazzo, in seconda serata su un canale locale, Telesanterno, "colpa" di quell'inquietante prima scena dell'accoltellamento (in azione il terribile serial killer), "colpa" di quella bellissima sfilata di mostri.
    Visivamente è un film che rapisce. Ma non solo. Un suo punto di forza è proprio quello di essere un po' slasher, un po' "film di mostri" (come si dice, ahah) e di lasciare un messaggio forte, a livello sociale, anche se il tema non è nuovissimo: citando Cannibal Holocaust: "Chi sono i veri cannibali?". Chi sono appunto i veri mostri?
    Il finale poi è veramente emozionante.
    Purtroppo dicono che sia un film tanto fumo e poco arrosto, per colpa della sceneggiatura.
    Sì, non è un film "perfetto", ma se fosse stato perfetto sarebbe stato l'horror numero 1 della storia.

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    1. Ha un fascino diverso, "Hellraiser" é malsano, ti fa sentire sporco, qui invece una volta conosciuta Midian non la vorresti lasciare mai più. Ha tanti momenti belli e riusciti, sempre in equilibrio tra, tensione, paura e coinvolgimento. La versione integrale colma molte lacune bisogna dirlo. Cheers!

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    2. Secondo me "Nightbreed" potrebbe essere sviluppato in una serie televisiva. Sarei curioso...

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    3. Lo penso anche io, oggi fanno serie tv per tutto, perché non questo? Cheers

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  5. Lo vidi tipo 20 anni fa e lo adorai. La VHS campeggiava anche nella mia videoteca di fiducia, ma non so perché non lo noleggiai, aspettando che lo trasmettessero su Tele+ (ricordi...).

    Ricordo molto bene la qualità degli sfx e l'immane fantasia di Midian, davvero una sorta Alice nel Paese degli Incubi. Vorrei recuperare il Blu-Ray, ma costa 100 carte :(

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    1. Per me questo è uno dei film fa vhs, la cassetta mi fissava ogni volta che andavo in videoteca, circa un'età geologica fa. Ancora la miglior parata di mostri mai vista. Cheers!

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  6. questo film piaceva moltissimo a mio fratello buonanima, grande horrorofilo fin dall'infanzia, una volta lo vidi sporadicamente insieme a lui xD

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    1. Gran gusto tuo fratello, se non altro legato al film hai anche un bel ricordo ;-) Cheers

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  7. L'ho visto un milione di anni fa e devo essere sincero, non me lo ricordo per nulla. So solo che nel cervellino l'ho catalogato come "grossa cagata" ma potrei sbagliare o confondermi con altro.
    Quindi altro titolo da recuperare per colpa di sto blog, che te possino oh è dura trovare e riesumare certi film ormai in decomposizione... vabbè se è fatica sprecata ritorno qua e ti insulto un pò :D

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    1. Non temo nulla, ho fiducia nel vecchio Clive. Però mentre cerchi, vai a caccia della versione integrale, mi ringrazierai (o mi insulterai) dopo ;-) Cheers

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  8. Sta lì fermo nella lista, troppe cose da vedere, non ce la farò mai..

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    1. Non dirmi niente, ti capisco perfettamente, un film alla volta ne usciremo ;-) Cheers

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  9. Pare King non abbia mai espresso quel giudizio sul collega. Da qualche parte ho letto che si è trattato di una strategia editoriale. Sembrano passati 30 anni e non solo cinque lustri, ma in quei gg Clive era the next big thing. Trasposizioni cinematografiche. Fumetti per più editori.
    E come il tizio di Bangor l'ambizione di essere considerato non solo scrittore di genere.
    Per istinto o progetto Clive tende però a non scodellare personaggi in cui è facile identificarsi o per cui fare il tifo come invece capita per quelli impiattati da Steve.

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    1. Grazie per la conferma, mi sembrava un po' troppo esplicita per essere vera. Esatto anche King sognava di fare il regista (come il suo amico George "Amore" Romero), ma a Clive è andata un po' meglio, prima di impantanarsi almeno qualche bel film lo ha regalato, però sono quasi opposti, per King l'orrore è nascosto sotto una facciata di normalità (lezione imparata dal Maestro Richard Matheson) per Barker l'orrore è manifesto, anche se a ben guardare sono due facce della stessa medaglia. Cheers!

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    2. Giusto per citare una frase famosa (non mi ricordo da dove. Forse un vecchio almanacco di Dylan Dog).
      "Non so se King abbia detto davvero quella frase. O se l'ha detta, almeno lo abbiano ben pagato."
      Probabilmente e' cosi'. A King non gliene fregava poi molto.
      Prendeva tutto con estrema filosofia, anche per quanto riguardava le disastrose trasposizioni cinematografiche.
      Firmava e passava alla cassa.
      Tanto sei uno tra i piu' grandi (se non il piu' grande), cosa ti puo' interessare di quel che fanno o dicono?
      Anche se con Shining ha il dente avvelenato ancora adesso.
      Sono due autori sostanzialmente differenti.
      Narrano entrambi l'orrore quotidiano, che ci colpisce all'improvviso quando non ce l'aspettiamo. Ma non perche' non ci fosse.
      C'era, e ce l'avevamo sotto agli occhi. Ma stavamo facendo altro.
      King pero' narra l'orrore della provincia americana tranquilla e sonnolenta. Che viene violata da qualcosa di innominabile.
      Barker ambienta il suo orrore in un contesto spesso urbano e metropolitano. Che e' gia' marcio e violato di suo. E forse l'orrore e' la cosa piu' pura che accade in un ambiente tanto putrido e corrotto. E che fa ancora piu' paura proprio per questi motivi.
      Assuefatti all'orrore squallido...quando troviamo quello limpido e scintillante come l'uncino di Candyman o i chiodi di Pinehead restiamo sopraffatti.
      I mostri si annidano dove l'uomo non si avventura. E dove farebbe meglio a non andare.
      Boschi, caverne e fogne per King.
      Tunnel della metro, palazzi in rovina e vicoli per Barker.
      E comunque ritengo che il buon Clive ci abbia sempre capito ben piu' di cinema, rispetto a Re Stephen di Bangor.

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    3. "Hellraiser" e "Cabal" contro "Brivido". Con tutto il bene che voglio a "Maximum Overdrive" (ed è tanto ma tanto bene) è una non competitiva ;-) Cheers

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  10. Visto anche io su Italia 1 e ricordo benissimo i salti logici che facevano pensare a un film tagliato oltre misura (secondo me anche censurato dall'emittente). Però bello e fatto bene. Caballo caballi

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    1. A Caballo donato non si guarda in bocca, certo che servita a fettine però ;-) Scherzi a parte, la versione integrale gli restituisce un po di giustizia, anche se il film esiste in diversi montaggi, tra realtà e leggenda. Cheers!

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  11. Se Clive non avesse perso la testa per Cabal e fosse rimasto concentrato su Hellraiser l'horror forse avrebbe preso altre direzioni. Invece ha abbandonato l'unico suo figlio destinato a lunga vita (purtroppo). La voglia di giocare in serie A gli è stata fatale, perché quello che aveva fatto con il capolavoro del primo Hellraiser poteva scordarselo, e le major sono note per essere uguali a Jason: tagliano tutto quello che incontrano!
    La visione di Cabal non andava bene per il mondo distributivo del 1990, sebbene la grandiosa storia sappia incarnare perfettamente lo spirito dell'epoca. Il problema è che ci è rimasto mezzo Cabal e 10 Hellraiser da schifo, ed è davvero un gran peccato.

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    1. Verissimo, il primo "Hellraiser", che comunque ricordiamolo, è un piccolo film, specialmente rispetto alle ambizioni di "Cabal", è stato un grande successo che ha illuso Barker di poter controllare anche una produzione più grande. Le major paganti sono come quelli che qui vedono le creature di Midian, qualcuno non capisce e mette mano alle armi, il machete in questo caso. Cheers!

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  12. Uno dei miei film preferiti.
    Ricordo all'epoca l'inserto su Ciak con la carrellata di tutti i personaggi mostruosi e ne rimasi impressionato.
    Appena ho potuto ho recuperato subito il film, che adoro anche adesso.
    Stessa cosa per il racconto da cui è tratto, che considero una delle più belle storie mai scritte dallo scrittore di Liverpool.

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    1. Esatto, la quantità e varietà di personaggi fa pensare alla vastità della storia. "Hellraiser" aveva altri intenti questa per Barker era una storia ancora più sentita e si vede. Cheers!

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  13. Non ricordo esattamente quando l'ho visto la prima volta, se nella "Notte Horror" del '93 o prima in VHS... ma ne lessi un bell'articolo su CIAK (che spoilerava alla grande riguardo l'assassino) alla sua uscita. Mi affascinò subito, sia per l'idea dei rovesciamenti di ruoli che, più prosaicamente, per la vetrina di mostri che prometteva. La visione del film non deluse per nulla le aspettative. Qualche anno dopo lessi anche il romanzo (il mio primo Barker) e lo trovai di pari bellezza... soprattutto per la prosa raffinata di Barker.

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    1. 15/06/1993 ore 23.00 secondo il preziosissimo post del Il Zinefilo ;-)
      Nessuno riusciva proprio a trattenersi sull'identità dell'assassino mascherato, posso capire il perché, non è nemmeno un mistero chiave per la storia, però proprio spiatterlarlo così no dai ;-) Cheers!

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    2. Ricordo oltretutto l'immagine a pagina intera di lui col coltellaccio in una mano e la maschera nell'altra... oltre ad, addirittura, un'analisi psicologica sul rapporto tra lui e la maschera, sul perché di quelle fattezze etc. Insomma pareva lui il protagonista!

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    3. Ma infatti per introspezione e livello di dettaglio, forse è anche più caratterizzato lui del protagonista ;-) Cheers

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    4. Oltretutto... mi torna in mente anche che venne presentato con il titolo originale!

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    5. Beh figo dai, anche perché il titolo americano (chiamiamolo così) compare anche nei titoli di coda. Cheers!

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  14. Capolavoro inestimabile, come e più del superbo Hellraiser!
    Concordo e quoto ogni tua parola, la punteggiatura e pure quello che lasci intendere, grazie Cassidy
    - Andrea

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    1. Grazie capo, un piacere essere arrivato a destinazione ;-) Cheers

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  15. Tratto da un romanzo dello stesso autore/regista... Dato che apprezzo l'horror scritto ma non quello filmato, magari recupererò il libro, dato che Clive Barker, come autore, l'ho già collaudato e non mi è dispiaciuto.

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  16. Bello...mi spiace che non abbia avuto il giusto successo!!
    Presi il Vhs a noleggio la prima volta , poi lo recuperai pure in DVD diversi anni dopo.
    Ma mi sa che non ho il director's cut , in effetti la versione in DVD peccava di tagli , non ho rivisto scene che son sicuro di avere visto a suo tempo in Vhs...mah?
    Nella mia videoteca lo tengo vicino a Freaks di Tod Browning , vedi te.
    Ciao

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    1. Deve stare proprio lì, vicino al capolavoro di Browning, quello é il suo posto ;-) Cheers

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  17. Capolavoro barkeriano arrivato al cinema -dove lo vidi, in quell'ormai lontano '90- incompiuto (per colpa dei volponi della Fox, ovvio)... per rendergli giustizia, recuperare ALMENO la "director's cut" è praticamente d'obbligo. Alla tua rece aggiungo solo una curiosità: una delle vittime dell'assassino mascherato (sappiamo benissimo chi è, ma non spoileriamo per i neofiti ;-) ), nello specifico il vecchietto che si rifiuta di rivelargli il segreto di Midian, è nientemeno che John Agar, e ad OGNI appassionato di sci-fi anni '50 non c'è bisogno di dire altro ;-)

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    1. Avevo una sua foto da inserire nel post ma era troppo rivelatoria, quindi ho dovuto evitarla, ma ti ringrazio per averlo citato, per altro fu uno dei suoi ultimi ruoli, se non ricordo male dopo di questo comparí ancora in "Body Bags" di Carpenter. Cheers!

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  18. Precisando che il primo Hellraiser l'ho sempre trovato una ca..volata di film, che deve il suo successo a dei mostri originali ed azzeccati ( i Cenobiti), questo Cabal è tutto sommato simile : una trama sempliciotta che però non ha dalla sua mostri di particolare carisma ( a parte la donna porcospino a cui avrei dato più spazio )
    Ora, io il film non lo vedo da una vita, ma mi ricordo che i freaks non erano neppure così buoni ( non tutti, almeno).
    Dovrò riguardamelo, ora che abbiamo pure la versione integrale .

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    1. Naaa... "Hellraiser" è malsano, certo ha anche i Cenobiti che sono fighissimi, ma è un gran film, basta confrontarlo con i seguiti per vedere l'enorme differenza. Il bello di "Cabal" è anche quello di avere delle creature non buone buonissime, anche se gli umani sono cattivi cattivissimi, insomma ha dei numeri questo film ;-) Cheers

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  19. Guarda Cass, io il primo Hellraiser lo vidi grandicello ( avrò avuto 18 anni ) e lo trovai una tavanata galattica , ridicolo in più punti .
    Però aveva un personaggio carismatico che reggeva la pellicola.
    Ma è un tipo di film che o si ama o si odia, senza mezze misure.
    Cabal, che come film è forse meglio, di sicuro più per le masse, ha però mostri troppo anonimi e un pò ridicoli ( come molti di quelli che crea Barker).
    Cioè, abbiamo , come tu stesso hai fatto notare, il Predator denoialtri, un pelato con cagnolino che sembra uno dei testimoni di Budda de "aereo più pazzo del Mondo " il tizio con la faccia a forma di Luna ecc..( ma probabilmente la produzione avrà voluto mostri brutti ma non troppo ...)
    Basta vedere la cover della nuova edizione all' inizio del post : sembra più il poster di "scuola di Mostri 2" o un fantomatico " La rivincita dei mostri ".
    Insomma, se non ha sfondato , un motivo c'è.

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    1. Se è una tavanata galattica, allora vorrei vedere solo tavanate galattiche ;-) Sul serio, sicuramente è un film piccolo con un budget modesto, ma ribadisco, le tavanate galattiche vere sono i seguiti, pescane uno qualunque e prova a confrontarlo, quelli non saprei come definirli, mi manca proprio il vocabolario, a meno di non cominciare ad usare le parolacce ;-) Non credo che i mostri di "Cabal" debbano fare paura per forza, di sicuro i primi incontrati dal protagonista, gli altri possono essere anche solo gli ultimi degli ultimi della società, e qui mi spiego il "piccolo Bonzo" con il cagnetto. Poi per essere un film che non ha sfondato ma è diventato un titolo di culto, poteva andare peggio ;-) Cheers!

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    2. Be si, come scritto nella rece di Hellraiser , l'ho rivisto sul tubo e non è malaccio come ricordavo.
      Oggi ho visto Hellraiser II sempre sul tubo, e li sì che cominciamo ad andare in zona filmacci.

      Meglio una tortura dei cenobiti .

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    3. Se penso fino a dove é sprofondata la saga di Hellraiser, altro che torture dei Cenobiti! Cheers

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    1. Hai visto il film? Non sono bravo con gli indovinelli ;-) Cheers

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    1. Bene, ne ero abbastanza sicuro in effetti ;-) Cheers

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  22. A proposito di barker...the midnight meat train?prossima fermata:l'inferno?
    Io lo metterei nei classidy

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  23. Che carino questo film. Visto oggi i suoi difetti non sono cambiati, ma l'artigianalità del tutto è quasi commovente, o almeno lo è per me. Che poi il mercato dei troll in Hellboy 2 a me ha sempre ricordato Midian con tutte quelle sue creature. Tra l'altro ricordo proprio che da piccolo ero sempre attratto dalla copertina della vhs in videoteca.

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    1. Questo è IL film da videoteca, ma sono sicuro che Del Toro se lo sia visto e rivisto molte volte anche lui. Cheers!

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