lunedì 16 marzo 2020

Y - L'ultimo uomo di Brian K. Vaughan e Pia Guerra: Planet of women (oh yeah)

Quando la pandemia si diffonde e il Paese diventa una zona rossa, la Geek League risponde con una serie di titoli a tema “infettivo” con cui distrarvi da tutta questa ansia, affrontando la quarantena con stile. Al fondo del post troverete tutti gli altri Blog coinvolti nell'iniziativa.


Cosa fareste se foste l’ultimo uomo sulla terra? La narrativa ha provato a rispondere a questa domanda varie volte, con capolavori scritti da Richard Matheson oppure serie tv comiche, quindi provo a rinnovare la domanda modificandola di pochissimo: Cosa fareste se foste l’ultimo maschio sulla terra? Eh eh eh.  EH EH EH… Sporcaccioni! Lo so che state pensando ad una soluzione in stile ZZ Top.


Ma credete davvero che per l’ultimo portatore sano di cromosoma Y del pianeta, sarebbe tutto pesche e crema? Se avete letto il fumetto di Brian K. Vaughan e Pia Guerra, probabilmente no.

Pubblicato per l’ormai leggendaria linea Vertigo, in sessanta numeri dal 2003 al 2008, “Y - L’ultimo uomo” per i lettori Italiani è stato un mezzo patema d’animo, se come me lo avete seguito ai tempi della sua uscita in uno strambo Paese a forma di scarpa, vi ricorderete sicuramente del drammatico cambio di editore, dalla Magic Press alla Planeta De Agostini. Vi dico solo che per accaparrarmi il famigerato terzo volume ho dovuto fare i salti mortali, ma mi sono bastati i primi due (acquistati in blocco a scatola chiusa, solo per il fatto che il fumetto faceva pizzicare il mio senso di Cassidy. Storia vera) per andare giù di testa completamente per quello che ancora oggi, è uno dei miei fumetti preferiti.

Brian K. Vaughan l'autore del fumetto, un altro gran fanatico di SIMMIE! (Brian è quello a destra senza cappello)
Yorick Brown è un ragazzo di Cleveland come tanti, se non fosse per alcune particolarità, sua madre Jennifer è un membro del congresso degli Stati Uniti, mentre suo padre, un professore universitario appassionato di William Shakespeare, che ha pensato bene di chiamare lui come il teschio di “Amleto” e sua sorella Hero, come un personaggio minore di “Molto rumore per nulla”. Ci tengo a sottolinearvi la differenza di “celebrità” tra i nomi scelti, ma tranquilli, nel corso del fumetto ci penserà la storia a far evolvere i personaggi a dovere, indipendentemente dai loro nomi.

Houdini levati, ma levati proprio...
Yorick studia come mago prestigiatore, specializzato in escapismo, è appassionato di musica, fumetti (volano citazioni a Preacher come se non ci fosse un domani) e cultura Geek, per tentare di far capire a tutti che è anche un tipo responsabile, ha adottato una scimmia cappuccina di nome Ampersand (il nome inglese con cui viene indicata la “e commerciale”) che come ci ha insegnato zio George A. Romero, sono animali intelligentissimi usati negli Stati Uniti per supportare i portatori di handicap. Purtroppo Ampersand è particolarmente pestifero e Yorick un insegnante piuttosto scarso, anche perché molto distratto, la sua mente vola spesso alla fidanzata lontana, Beth Deville laggiù in Australia a studiare antropologia.

Mentre la storia ci presenta la vita di Yorick… BOOM! Si scatena una pandemia fulminante che in un attimo, e in contemporanea in tutto il mondo, stermina di colpo tutti i possessori di cromosoma Y del pianeta. Nello stesso identico momento ogni maschio sulla Terra inizia a perdere copiosamente sangue da occhi e bocca per poi cadere stramazzato senza vita faccia avanti. Questo vale per maschi viventi, ma anche per gli embrioni congelati, indipendentemente da età, religione, professione, tutti gli uomini muoiono di colpo, un vero e proprio “Sessocidio” come viene ribattezzato il tragico giorno.

I maschi del pianeta sono come i dinosauri, estinti.
Muoiono tutti, tranne Yorick e la sua scimmietta Ampersand che di colpo si ritrovano ad essere gli ultimi possessore di cromosoma Y vivi sulla faccia della Terra. Tutto questo succede tipo a pagina cinque del primo numero, non so voi, ma ho letto fumetti con inizi appena peggiori di così.

L’uomo più desiderato del pianeta (per mancanza di alternativa)
“Y - The Last Man” è scritto da quel genietto di Brian K. Vaughan, l’uomo dietro ad alcuni episodi (quelli buoni intendo dire) di LOST ma soprattutto dopo una lunga gavetta tra Marvel e Distinta Concorrenza, autore di fumetti molto belli come Paper Girls e quella bomba assoluta di Saga, che ho iniziato a leggere solo perché era scritto dallo stesso che mi aveva già regalato l’avventura di Yorick (storia vera). Alle matite troviamo invece la disegnatrice Pia Guerra, che in un fumetto così fortemente influenzato (ah-ah) da Preacher, porta avanti la tradizione del compianto Steve Dillon di disegni puliti ma ben fatti, con personaggi dai volti molto espressivi, in grado di sostenere gli scarti di tono di una storia, che passa dal dramma alla commedia, dall'avventuroso al trattare temi etici di un certo livello. Il tutto appassionando sempre grazie a caratterizzazioni e personaggi che compiono archi narrativi completi davvero riusciti, se c’è un fumetto che, malgrado l’ultimo numero tra le mie mani, non volevo leggere, solo per non essere costretto a salutare per sempre i personaggi, beh per me è stato questo.

Guardate cosa stava leggendo Hugo Reyes nell'episodio 5x06 di LOST?
Perché ho amato così tanto questo fumetto? Perché mi ha fatto appassionare da subito ad una storia che ammettiamolo, per quanto con parecchi punti di contatto con il romanzo “Anatomia umana” di Carlos Chernov, è in grado di raccontare senza mai scadere nella banalità, personaggi davvero realistici, per altro con dialoghi frizzanti perfetti per dare vita ai protagonisti. Vi racconto il momento esatto in cui ho decido che “Y” sarebbe stato uno dei miei fumetti preferiti.

Il “Sessocidio” manda la società sull’orlo del tracollo, gli aerei di linea precipitano se pilotati da maschi, e intere strutture gerarchiche crollano perché composte quasi interamente da uomini. Per morte di tutti i suoi colleghi, diventa presidente degli Stati Uniti il ministro dell’agricoltura in carica Margaret Valentin, mentre Israele si ritrova di colpo ad essere la più potente nazione del pianeta, per il semplice fatto di avere più donne tra le fila delle sue forze armate.

In questo scenario apocalittico, Yorick fugge, romanticamente convinto di poter attraversare il mondo e arrivare dalla sua Beth in Australia, ma nei primi giorni dopo la misteriosa morte di massa dei maschi, molte donne girano ancora con la maschera anti-gas temendo effetti letali… Sono scene che potreste aver visto grottescamente simili anche in questi strambi giorni di Coronavirus no?

Qualcuno ha problemi con l'Amuchina, altri con una scimmia dispettosa.
Bene, Yorick approfitta di una cerata e di una maschera anti-gas per celare forme e voce da uomo, e nella sua fuga finisce davanti al monumento scelto per ricordare i maschi caduti, l’obelisco di Washington. Se vi scappano delle battute Freudiane sulla scelta proprio di questo monumento, tranquilli, ci pensa già Yorick nel fumetto a snocciolarle tutte.

Sigmund Freud analyse this (Cit.)
Proprio qui in commemorazione incontra una ragazza, venuta a pregare per.. Un padre morto? Un fidanzato defunto? Un fratello? Magari un amico? No no, per ricordare i Rolling Stones, David Bowie, Bob Dylan, in quello che ironicamente Yorick definisce “the day the music died”, citando il ritornello della celebre “American pie” di Don McLean. No, non il film con Jason Biggs.

Se vi interessa saperlo, non è nemmeno l’unica citazione musicale degna di nota di “Y”, che si ritroverà anche in una cittadina gestita solo da signore, ribattezzata Suffragette city, tanto per restare in zona David Bowie. Ma mi è bastata la freschezza di quei dialoghi a convincermi a voler leggere tutta la storia fino alla fine, malgrado il volume numero tre, una vera caccia al tesoro.

Tra i personaggi (ovviamente femminili) con cui Brian K. Vaughan vi farà appassionare a questa storia, metteteci dentro le due più preziose alleate di Yorick, la dottoressa Allison Mann un'esperta di genetica e clonazione convinta di poter isolare le cause della catastrofe e l’Agente 355, quella che diventerà la guarda del corpo di Yorick, un membro… Si potrà dire “membro” parlando di un mondo senza uomini? Vabbè, una che lavora per il Culper Ring, l’agenzia governativa americana meno pubblicizzata dall’immaginario, fondata da George Washington in persona.

In questo fumetto lo fanno, anche abbastanza spesso.
L'Agente 355 è un personaggio incredibile, sta perfettamente a metà tra la Mace di Strange Days e la Michonne di The Walking Dead, e nel fumetto è uno dei personaggi con l’evoluzione più interessante, si perché tra le mille ragioni che rendono “Y - L'ultimo uomo” un capolavoro, metteteci pure il modo sottile in cui Vaughan riesce a togliere priorità e attenzioni dall’ultimo portatore di cromosoma Y del pianeta, dando spazio a tutti gli altri personaggi.
Yorick in moltissimi momenti spazia dall’essere un ragazzino ben poco maturo a sfoggiare una capacità di pensiero degna del peggiore dei moralisti, se non fosse l’ultimo maschio del pianeta e quindi il fulcro di tutta la storia, si meriterebbe gli schiaffi. Eppure lui e tutte le signore, donne e ragazze attorno a lui riescono sempre ad essere personaggi sfaccettati e molto realistici, costretti ad affrontare le regole di un (coraggioso) nuovo mondo che sembra destinato alla rovina.

Una delle notevoli copertine del fumetto, disegnate da J.G. Jones Massimo Carnevale.
Brian K. Vaughan mette sul tavolo tantissimi argomenti caldi, senza fare mai l’errore di moralizzare (a differenza di Yorick), come cambierà la giustizia? Come andrà dispensata? E il rapporto con la sessualità in un mondo dove non esiste alternativa? Chi si troverà a colmare il vuoto di potere, imiterà gli esempi precedenti oppure avrà la forza di apportare un cambiamento vero? Vaughan non ha la pretesa di conoscere tutte le risposte, ma il talento per porre tutti i quesiti giusti, in una storia che non cala mai di ritmo, un avventura “On the road” (come direbbero i nostri amici Yankee) che riesce ad essere più delle etichette facili che potremmo appioppargli, romanzo di formazione? Epopea femminista? Mi basta definirlo un gran fumetto, questa è l’unica etichetta che sento davvero azzeccata per “Y - L'ultimo uomo”.

Quindi prima che un “Sessocidio”, il Corona virus, Captain Trips o chissà quale altra diavoleria vi lascia stesi, nel panico, oppure inchiodati a casa, voi procuratevi qualcosa da leggere, la quarantena passerà più velocemente, ed oltre ad aver fatto il bene di tutti, avrete anche letto un gran bel fumetto.

Per continuare ad esorcizzare questa paura virale, cliccate fortissimo sui post dei miei compari della Geek League!

Il Lettore su Omniverso: il 9 marzo parla di The Strain

il Prof. Möuze su Moz o'clock: l'11 marzo parla dell'influenza che ci teneva a casa da scuola negli anni '90

Il Birraio su Storie da birreria: il 12 marzo parla di La Peste Scarlatta

Mr. Coder su Non c'è paragone: il 13 marzo parla di Contagion

Plot Tyrant su La cupa voliera del conte Gracula: il 18 marzo parla di King Of Eden

Il Mangiastorie su La stanza di Gordie: il 20 marzo parla de L'esercito delle 12 scimmie

24 commenti:

  1. Gran serie. L'ho letta qualche annetto fa, mi faceva compagnia in treno quando facevo il pendolare per andare da Clarice. Un giorno mi dovrò decidere a prendere il cartaceo, non può mancare in collezione, e si, Saga è una bomba, peccato siano lenti nella pubblicazione.

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    1. Lentissimi, si sono anche presi una lunga pausa adesso. Merita averlo nella collezione, ogni tanto me lo rileggo anche solo una singola storia. Cheers!

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  2. Da qui nasce l'espressione di "scimmia sulla spalla"?

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    1. Esatto! A Yorick va bene che è una scimmia cappuccina e non un gorilla ;-) Cheers

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  3. Gran fumetto, letto tempo fa con piacere. Come si può non amare la scimmia che lancia la cacca?

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    1. Le scimmie dovrebbero sempre farlo, quelle dell'immaginario sono censurate, infatti da che io ricordi lo fanno qui in questo fumetto e in "The War - Il pianeta delle scimmie" (2017). Cheers!

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  4. Vabbè, io preferisco il recente manga "world end harem " ( praticamente la stessa idea di Y ma in salsa porcellosa)

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    1. Mi sembrava strano non esistesse, ora però ne conosco il titolo ;-) Cheers!

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  5. Carabara, mi permetto di segnalarti che l'ultima cover che posti è disegnata dal mio amico ed ex allievo Massimo Carnevale, il Bill Sienkiewicz italiano di cui probabilmente ricordi le copertine di John Doe, Martin Hel e miniserie Eura come Uomini e Topi o qualche incursione a Craven Road. Ne parlavo proprio qualche sera fa con Karen Berger che ai tempi era Madame Vertigo e che mi ha spiegato perché in quei gg - pensa anche a Northlanders - Mamma DC utilizzasse tanto il Carnevale ( " bravo come Bll, meno sperimentale, meno testa matta e poi il cognome è davvero più facile da azzeccare al primo colpo.." ).
    Non so come la vedi, ma io trovo una storia in ogni cosa, financo nei nomi e ho appena inviato una email ai miei ex allievi Pete Milligan e Marc Hempel proponendo la storia di una ucronia in cui tutto sia risolto, come in un song di Lennon o in un fumetto di Morrison / Stewart , in cui piove dal cielo Pia Guerra, l'archetipo quasi filipposcozzariano del conflitto come modalità di comunicazione e crescita. Praticamente la gramigna, ma coi tratti di Pia Zadora al tempo dell'immortale duetto con uni dei Jackson Five. E già questa è una immagine che tornerà nei tuoi incubi, altro che Wes a Elm Street. L'umanità pacificata reagirà non reagendo e tenendo le distanze da PG che per la grande delusione un bel giorno / fece tilt ( cit. Sergio Endrigo ndr ).
    Sei sempre agile worker come me del resto, ma l'idea che prima o poi potrai festeggiare come a carnevale vestito da moonwalker non rende tutto uno zinzinoo più digeribile ? ciao ciao

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    1. Cavolo hai ragione, mi ero ripromesso di mettere una delle copertina di J.G. Jones e poi la mia passione per le scimmie mi ha fatto scegliere quella di Carnevale decisamente più facile da scrivere del vecchio Bill, correggo subito! Pia Guerra Zadora e Lennon insieme non li avrebbe abbinato nemmeno il vecchio Wes complimenti ;-) Sto già ripassando i miei passi di moonwalk in vista del festeggiamenti, mi piace la tua ucronia. Cheers!

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  6. Non so se te lo avevo già scritto, ma Brian Vaughan e Brian Michael Bendis sono di Cleveland, il primo, quando si sentiva in serie A per aver piazzato lo script di un annual di Ka-zar ( immagino fosse nel periodo dell'effimera testata di Waid ed Andy Kubert a metà anni novanta scorso secolo ), intervistò il secondo che era un undergrounder che stava emergendo. Anni dopo il papà di saga scherzava sul fatto che se sei di Cleveland, ti chiami Brian e sei calvo, puoi scrivere comics!
    In una storia di qualche anno fa, sempre scherzando, Vaughan
    ha asserito che Cleveland è in mezzo a New York e Los Angeles e quindi prende le parole della prima e le immagini della seconda ( Gli Escapisti ed BD ).

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    1. Si era del periodo del Ka-Zar di Waid e Kubertino Junior ;-) In effetti hanno lo stesso tagli di capelli, ma se viva a "The mistake of the lake" meglio fare quello che gli Italiani stanno facendo in questi giorni, stare a casa a leggere fumetti, tanto il panorama è poca cosa ;-) Cheers!

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  7. Non sono un lettore accanito di fumetti , ma questo sembra roba davvero interessante. Perfetto poi per questi giorni!

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    1. Era l'occasione giusta per pubblicizzarlo, forse un giorno ne faranno una serie, ma se ti capita, lettura consigliatissimo. Cheers!

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    2. Dovrebbe essere già in lavorazione una serie tv

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    3. Da un po' ne sento parlare, ma non l'ho mai vista cominciare, mi pare fosse anche stato scelto parte del cast. Cheers!

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  8. Anni fa trovai anch'io per caso i primi due volumi di questa serie e mi ha preso immediatamente, senza conoscere l'autore e soprattutto ignorando il suo rapporto con Lost, altrimenti me ne sarei rimasto alla larga :-D
    Sono passati tanti anni anni e la memoria è quella che è, ma di sicuro ho mollato la lettura credo per quei passaggi che tu stesso fai notare, quei "moralismi" del protagonista che onestamente non trovavano senso logico. Ripeto, vado a memoria, ma credo che alcune idee mi abbiano molto smontato - tipo la folle idea di attraversare il pianeta a piedi per andare dalla fidanzata in Australia! - e mi abbiano bloccato dal proseguirne la lettura. Però l'idea e il modo di gestire le conseguenze mi è piaciuta molto, magari un giorno gli do un'altra possibilità.

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    1. Bisogna anche dire che Brian ha scritto gli unici episodi decenti delle stagioni finali di quella serie infausta, per fortuna "Y" è tutta di un'altra pasta come qualità ;-) Yorick ha questa idea da ragazzino innamorato che serve solo a far partire il suo viaggio, e nel corso della storia ha proprio dei momenti da moralista (volutamente) fastidioso, sono parte del suo arco narrativo, ma in più di un momento si chiama davvero gli schiaffi ;-) Cheers

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  9. Bella,bellissima serie,peccato per il protagonista che veramente mi ha messo alla prova,dopo un pò l'ho mollata per colpa sua,oltre al moralismo che veramente boh...,non sopportavo le vagonate di citazioni su tutto,dal cinema alla tv,e poi musica libri...,in effetti l'ho mollata quando ha citato il quarto romanzo di Dune. Ho pensato " ma chi parla cosi ? Ma sto tizio ha solo 25 anni,chi a quell'età sa tutte queste cose ?". Molto probabilmente l'autore,sicuramente più vecchio del protagonista c'ha messo del suo. In Daybreak,una serie dell'hanno scorso hanno fatto lo stesso errore,ragazzini di 18 anni che citavano The Wire e la sua seconda pessima stagione (a me son piaciute un po tutte)e vagonate di altra roba Pop. Comunque poi la serie l'ho ripresa qualche mese dopo,bella serie veramente.

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    1. Mi piaceva "Daybreak" dovrei scriverne, ma davvero era un'opera scritta da un trentenne, un problema che ha anche "Y", però ti dirò, io sono un trentenne che da sempre viene scambiato per un quarantenne, non per aspetto (per fortuna) ma per gusti musicali e cinematografici, quindi da questo punto di vista mi sono trovato in linea con Yorick, anche se é un moralista spesso bacchettone, fa parte del suo arco narrativo. Cheers!

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  10. Ciao Cassidy,ci tengo a precisare che non ho nulla contro chi fa citazioni,ne faccio io e anche tu non scherzi,detto questo il mio problema con il protagonita era,come potrei spiegarlo ? Diciamo che era bulimico di citazioni ecco,una roba asfissiante che a un certo punto mi ha fatto dire "basta".Basta solo per qualche mese,si perchè la serie è veramente bella e non potevo non riprenderla. Ti è piaciuta Daybreak ? Bene siamo in due,peccato l'abbiano cancellata,speriamo che Netflix la salvi come ha fatto con altre serie si perchè... ehi aspetta un attimo...

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    1. Era una serie simpatica, ma ormai sono troppe difficile stare dietro a tutte le serie. Si hai ragione, diciamo che se un personaggio parla quasi solo per citazioni può essere troppo. Cheers!

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  11. L'ho letto fino a un certo punto (la gente sulla stazione spaziale, se ricordo bene) poi l'amico che me lo prestava ha smesso di comrare fumetti.
    Non era malaccio, ma non vado matto per il post apocalittico.
    Ma poi hanno svelato cosa ha ucciso il genere maschile? E come mai il protagonista e la scimmia si siano salvati?

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    1. Il famigerato terzo volume! Quello che ho faticato così tanto a trovare in giro ;-) Si alla fine viene rivelato, e resta uno dei motivi per cui apprezzo questo fumetto. Di solito il salvatore del mondo è un mezzo santo, qui Yorick invece è a tratti uno stronzetto urticante (destinato però a crescere) e anche la soluzione, arriva da dove meno è possibile attenderla, anzi è proprio impossibile indovinarla ;-) Cheers

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