mercoledì 18 marzo 2020

Tartarughe Ninja III (1993): Ri-tarta-torno al futuro

A passo di tartaruga (ninja) siamo arrivati anche all’ultimo capitolo della rubrichetta dedicati ai mutanti anfibi con nomi rinascimentali, oggi tocca al terzo capitolo, il più bistrattato di tutti.

Basta dire che alla sua uscita me lo ritrovai in programmazione nel cinemino di provincia vicino casa, senza aver visto nemmeno uno straccio di pubblicità televisiva, Internet non esisteva, quindi nemmeno lo cito, ma potete immaginare la gioia e lo stupore del Cassidy di allora (anni dieci) davanti a quello che era a tutti gli effetti un film a sorpresa.

Un capitolo odiatissimo dai fan che malgrado il budget leggermente più basso del capitolo precedente, alla fine non è certo il disastro di cui si sente spesso parlare in giro, un film dalla trama semplice semplice, certo, ma non che i primi due avessero chissà quali svolte articolate. Semplicemente nel 1993 la popolarità della tartarughe stava iniziando a scemare, certo, erano ancora sulla cresta dell’onda al grido di «Cowabunga!», ma non tanto da durare senza un’evoluzione dell’idea di base (una mutazione tanto per stare in tema) che, di certo, non è arrivata con questo film.

Dopo il Bro-Fist e questo, ora abbiamo anche il terzo saluto ufficiale della Bara Volante: Bro-Kick!
“Teenage Mutant Ninja Turtles III” viene affidato a Stuart Gillard, attore, sceneggiatore e regista specialmente di un sacco di roba per il piccolo schermo che qui adatta per il cinema l’arco di storie a fumetti firmate dai creatori della tartarughe, Kevin Eastman e Peter Laird intitolato “Masks”, in cui i quattro ninja con il guscio finivano a spasso nel tempo nel Giappone feudale del 1603.

Una storia molto semplice (quindi più facile da realizzare) che avrebbe dovuto preparare il campo ad un quarto film intitolato “The Next Mutation”, in cui avrebbe esordito una quinta tartaruga chiamata Kirby, in onore dell’artista rinascimentale preferito di Eastman e Laird: Jack “The King” Kirby. L’incasso decente, ma non stratosferico del film (poco meno di 43 milioni, al netto di un costo di produzione di 17, qui un po’ di dati) ha scongiurato questa ipotetica soluzione, convincendo tutti a trasferire le tartarughe sul piccolo schermo, infatti nella serie “Ninja Turtles: The Next Mutation” (andata in onda dal 1997 al 1998) compare la quinta tartaruga femmina, Venus, come la Venere di Milo, personaggio odiato e presto dimenticato da tutti i fan, basta dire che persino gli stessi Eastman e Laird l’hanno sempre ritenuta una pessima idea (storia vera).

Vi ricordate quando hanno affiancato Pucci il cane a Grattachecca & Fichetto? Ecco uguale.
“Tartarughe Ninja III” fa il suo dovere senza inventare nulla, Stuart Gillard si ritrova per le mani una formula rodata che funziona e diligentemente porta avanti il lavoro, per altro, recuperando anche qualche connessione con il primo capitolo, basta dire che se pur in un ruolo fin troppo piccolo, torna il Casey Jones interpretato da Elias Koteas e in originale Donatello è nuovamente doppiato da Corey Feldman, allontanato all’epoca del secondo film, perché i suoi trascorsi, diciamo pazzarelli, facevano a pugni con la politica imposta dalla produzione per quel film (storia vera).

Dopo una scena iniziale finto epica ambientata davanti ad un tramonto nel Giappone feudale del 1603, si torna subito nella fogna a New York che le tartarughe chiamano casa. Qui i quattro ninja sono impegnati a ballare sfoggiando mosse niente male nei loro costumi (realizzati dalla All Effects Company, subentrati allo studio di Jim Henson), sulle note di uno dei miei pezzi degli ZZ Top preferiti: Can’t stop rockin.

No, I can't stop rockin, no matter what they do do do do do or say (Cit.)
April O'Neil (sempre interpretata da Paige Turco) sta per prendersi una meritata vacanza e prima di partire ha fatto spesa in un negozio dell’usato portandosi a casa, oltre che un paralume che Michelangelo utilizza per fare l’imitazione di Elvis in “Blue Hawaii” (i regali utili…), anche una sorta di scettro, lampada, non so bene come definirlo, insomma un affare con poteri magici e la capacità di trasferire le persone nel tempo e nello spazio. Questa sorta di scettro del tempo funziona solo se in qualunque altro momento della storia, qualcuno del tuo stesso peso lo sta maneggiando ed ecco che di colpo April si ritrova nei panni (letteralmente!) del figlio di Lord Norinaga (Sab Shimono) nel Giappone del 1603 e il principe viene catapultato nella fogna insieme alle quattro tartarughe. Bisogna fare attenzione a cosa si compra al negozio dell’usato, lo dico sempre io.

Uno pensa di aver fatto un grande affare, e poi si ritrova di colpo nel Giappone feudale.
Per effetto della “roba alla Star Trek” come viene definita nel film, le quattro tartarughe usano lo scettro per correre a salvare April, per motivi di peso vengono scambiati con le guardie d’onore dello Shogun Norinaga, quindi ricapitoliamo: abbiamo quattro tartarughe, tutte identiche d’aspetto (tutte ninjaaaaaaa!) conciate da Samurai alle prese con la divertente scena dei cavalli e quattro Giapponesi del 1603 a cui Casey Jones si ritrova a fare da balia per tutta la durata del film, dinamiche che generano una serie di momenti comici più o meno divertenti.

Come i quattro orientali che si abituano presto alle vita nel nuovo secolo, finendo a giocare ai cabinati in sala giochi, oppure appassionandosi all’Hockey, ammetto che la scena in cui Casey Jones cerca di farli giocare dicendo loro «Come avete visto fare in tv» e i quattro iniziano a menarsi stile rissa sul ghiaccio, sarà pure una scemenza, ma mi fa sempre ridere.

Che poi è la stessa reazione di molti abitanti di uno strambo Paese a forma di scarpa, davanti a qualunque sport che non sia il calcio.
Una menzione speciale la merita il doppiaggio italiano del film che fa un lavoro più che decente, certo bisogna digerire le tartarughe che scherzando sui nomi giapponesi iniziano a dire cose tipo «So' tutta un Tajo», ma ci sono anche passaggi riusciti, quando davanti al cattivissimo Walker (Stuart Wilson) decidono di etichettarlo con il nomignolo di Zorro (proprio lui che nel 1998 recitava in “La maschera di Zorro”), ma il fanatico di Terry Gilliam in me apprezza molto trovate come: "Resta qui a fare da balia al nostro bandito del tempo".

Ogni volta che vedo il maestro Splinter non so se chiamare la derattizzazione oppure abbracciarlo. Propendo per la seconda.
Se il viaggio del tempo di questo film richiede più o meno la stessa sospensione dell’incredulità necessaria a rilassarsi e potersi godere quattro tartarughe mutanti ninja, il problema linguistico dettato da tempo e spazio viene risolto in maniera almeno decente. Walker è un inglese che vende armi da fuoco ai giapponesi ancora legati alle tradizioni dei Samurai e proprio per questo motivo, alcuni dei locali parlano l’Inglese che permette alle tartarughe di comunicare, non so quanto possa essere storicamente accurata come spiegazione, ma considerando il target di riferimento del film è almeno una soluzione che all’interno della storia funziona.

Da qui in poi il film procede con tutte le gag e le trovate che potete immaginarvi da quattro verdastri personaggi nel bel mezzo del Giappone feudale: Michelangelo cercando di fare la pizza inventa il frisbee (una trovata classica dei viaggi nel tempo), Raffaello, da sempre quello più incazzato con il mondo del gruppo, fa amicizia con un bambino del posto, mentre le quattro tartarughe vengono salutate dai locali come gli eroi della profezia, vi ricorda un pochino L’armata delle tenebre? Tranquilli, avremo anche Donatello che cerca usare le sue conoscenze scientifiche per sopperire alle mancanze, prima della battaglia finale.

“Ma come vi siete vestiti ragazzi? Siete le tartarughe ninja non i cinque samurai!”
Anche se poi, a ben guardare, la forza che riequilibra lo scontro tra le Katane dello Shogun e la polvere da sparo di Walker, sono proprio le quattro tartarughe, non vorrei scomodare proprio La sfida del samurai, ma siamo sicuramente dalle parti di una sua molto (ma molto!) più edulcorata versione per bambini.

“Ti prego Cassidy, non vorrai scomodare davvero Kurosawa? Fai il bravo dai”
Nel tentativo di giustificare lo stipendio di Elias Koteas, viene introdotto nella storia un avo di Casey Jones che dovrebbe sparigliare un po’ le carte e le sicurezze del protagonisti, ma quello che è un film minimale si svolge esattamente come potete facilmente intuire senza nemmeno averlo visto, in 96 minuti di innocuo divertimento.

Il pupazzo della Turles più grande del mondo.
Il problema di “Tartarughe Ninja III” è il suo non essere oscuro e spassoso in parti uguali come il primo capitolo, ma nemmeno pieno di momenti “pop” memorabili come il secondo, è un terzo capitolo che può essere visto tranquillamente senza aver visto i primi due (roba ormai rarissima per i seguiti) a patto di aver vissuto su questo pianeta negli ultimi trent’anni. Perché se non conoscete le tartarughe ninja, vuol dire che siete stati all’estero a lungo, molto all’estero e moooolto a lungo!

Per certi versi questo film soffre un po’ del problema di Robocop 3, avvicinandosi ancora di più al modello del cartone animato piuttosto che al fumetto originale, non si può certo sperare di trovarsi davanti chissà che trama articolata, con la differenza che almeno il poliziotto di Detroit partiva dalla carne e il sangue di Paul Verhoeven, qui, invece... Beh, sempre della tartarughe ninja stiamo parlando.

“Il Giappone feudale è bello, ma non ci vivrei. Troppe poche pizzerie per i miei gusti”
Le battute divertenti ci sono («Siamo qui da cinque minuti e abbiamo perso lo scettro, un fratello e… La dignità»), una menzione speciale la meritano sicuramente le coreografie di combattimento curate da Pat E. Johnson cintura nera di Tang Soo Do che al cinema ha lavorato con Chuck Norris e curato le scene di combattimento di film come Karate Kid dove, per altro, interpretava la parte dell’arbitro dell’ultimo match.

Uno per tutti, tutti per… Cowabunga!
Una nota finale di colore (verde) per concludere, sui titoli di coda di “Tartarughe Ninja III” parte anche un po’ a tradimento la celebre “Tarzan boy” dei Baltimora, la conoscete tutti perché il suo coro nel ritornello la rende uno dei pezzi più orecchiabili di tutta la storia della musica. Bene, come aveva già notato con dovizia di dettagli Ema, è abbastanza chiaro che l’unico altro coro altrettanto orecchiabile fosse quello della sigla del cartone animato Tartarughe Ninja alla riscossa. Lo so, è una scemenza, ma mi fa molto ridere, un po’ come tutto questo film, insomma.

Per tutti i film della tartarughe (anche quelli nuovi), trovate tutto qui sotto!

Tartarughe Ninja alla riscossa (1990)
Tartarughe Ninja II - Il segreto di Ooze (1991)
Tartarughe Ninja III (1993)
Tartarughe Ninja (2014)
Tartarughe Ninja - Fuori dall'ombra (2016)

34 commenti:

  1. La tartaruga Venus mi ha sorpreso perché proprio non la conoscevo. Sarà perché non sono proprio un fan sfegatato come te😀

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per altro nella serie a fumetti recente, la quinta tartaruga donna è tornata, ma è stata utilizzata un pochino meglio, inoltre ha la fascia di colore giallo ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Pensa che sono andato a vedere se aveva una parvenza gnocca... e invece meh...

      Elimina
    3. Quello credo sia proprio impossibile, con la testa pelata e la pelle verdastra, però nel fumetto è piuttosto stilosa nelle pose da combattimento, merito anche dei disegnatori. Cheers!

      Elimina

  2. Grande Ema! Ricordavo il suo post sulla sigla.
    A questo film sono molto affezionato perché nell'estate del 1993 al cinema mi portò mio nonno :D (c'era anche mia cugina). Mio nonno dormì per tutto il film :D. E' un ricordo indelebile, più del film in sé: del quale non ricordo quasi nulla, credo di averlo visto solamente una seconda volta in televisione (e non in prima serata, ma tipo alla mattina o il pomeriggio).
    Avevo comunque anche un paio di tartarughe ninja versione Samurai: mi piaceva la versione dei nostri eroi con il tipico equipaggiamento dei samurai. Le ultime action figures che acquistai, perché poi inevitabilmente il tempo dei giocattoli stava per scadere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non potevo non citare il post di Ema, quando ho sentito "Tarzan Boy" sui titoli di coda è stato inevitabile ;-) Anche io avevo due tartarughe ninja versione Samurai, Michelangelo di sicuro, hai detto bene, poi il tempo ha fatto il suo corso, sono passato ad altro tipo la palla da basket ;-) Cheers

      Elimina
  3. Be dai Venus nel telefilm aveva un bel culo, diciamocelo.
    Tornando in topic.... io ho il primo numero della prima versione italiana del fumetto di Estman e Laird dove c'è un intervista agli stessi: si lamentavano di come fosse brutto il secondo film, e di come avrebbero curato personalmente la sceneggiatura del terzo film in produzione perchè ci tenevano "alla qualità di prodotti che portano il loro nome " ( quante volte ho sentito questa balla).
    E quindi avevo una certa aspettativa.
    Visto il film , mi sono cascate le..... braccia.
    Un filmetto non brutto, ma neppure memorabile.
    Il taglio da film tv di lusso, la mancanza di elementi fantastici e /o fantascientifici ( che sono alla base del successo delle Turtles ), il tono bambinesco da episodio scemo della serie tv e che gira e rigira, al terzo film il franchise sa di minestra riscaldata , lo hanno portato a essere abbastanza trascurato .
    E a ragione, aggiungo.
    Ora voglio la rece del film delle Turtles coreane, li si che da divertirsi ( o da piangere, a seconda dei gusti )


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Turtles coreane?! WHAT?!

      Elimina
    2. Non ricordo francamente, ho visto troppi pochi episodi del telefilm. La scusa del curare i prodotti la conosciamo bene, ha creato dei mostri e non solo per le tartarughe. Secondo me questo film è più in linea con il fumetto, potrebbe essere il seguito diretto dal primo film che resta ancora il migliore, però ha poche novità, è un film fatto per rispettare lo schema con come unica novità l'ambientazione. Appena ho un po' di tempo e mi sento in vena, mi butterò anche sulla tartarughe coreane ;-) Cheers!

      Elimina
    3. Metto anche qui il link di Sam al film sul Tubo:

      https://youtu.be/vIXOoTH0IgI

      Così sarà anche più facile per me ritrovarlo ;-) Cheers!

      Elimina
  4. a differenza del 2, mi ricordo che questo film non mi piacque affatto già da bambino: io volevo Shredder e il Clan del Piede non un'avventura noiosa nel Giappone feudale! Per cui mi bastò la sola e unica visione in TV.
    Che poi esisteva da svariato tempo il cabinato "Turtles in Time"! Potevano adattare quello!

    fun fact: quell'anno entrai alle elementari e volevo (ovviamente!) cartella, astuccio ecc delle Tartarughe Ninja... purtroppo il merchandising era tutto a tema "TMNT III" e mi dovetti accontentare (il film, come ho detto, lo vidi in TV e quindi solo qualche mese dopo)

    PS: Venus e la serie live-action delle Tartarughe Ninja non era male, nelle prime puntate risolvevano anche il conflitto con Shredder (in maniera scema, in verità) e hanno fatto anche il cross-over coi Power Rangers, che all'epoca era la cosa più figa si potesse immaginare!
    La serie è stata segata solo perché la Saban non era più interessata a dividere i guadagni con la Mirage Comics (oltre a dover girare anche tutte le scene d'azione in costume, non essendoci uno show giapponese da sciacallare) e preferì concentrarsi sulla gallina dalle uova d'oro dei Power Rangers di cui invece detenevano TUTTI i diritti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah dimenticavo: ma quindi gli altri film li salti? A me quello in CGI all'epoca piacque non poco (avevo anche il vg che aveva le voci storiche del cartone animato <3 )

      Elimina
    2. Mi ha stupito scoprire quante battute di questo film ricordassi ancora, ero convinto di averlo visto poche volte, ma evidentemente non è stato così ;-) "Turtles in Time" era notevole, ma avrebbe richiesto troppi soldi per un adattamento cinematografico.

      La Saban ha sfruttato per anni le serie originali giapponesi, i costumoni di gomma piuma delle Tartarughe erano già qualcosa di "localizzato" per l'occidente, ma è anche il motivo per cui non mi hanno mai preso i Power Rangers, faccio parte della generazione delle Tartarughe Ninja in pieno ;-) Cheers!

      Elimina
    3. Hai ragione! Ho dimenticato di scrivere che li ho già commentati, magari aggiungo i link alla fine di questo posto, grazie ;-) Cheers

      Elimina
  5. Purtroppo se l'avrò visto una volta sarà stato pure per caso, non è passato spesso in tv, anzi mai, ma vabbè..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo pensavo anche io, eppure lo ricordavo ancora bene, forse lo avevo registrato, mi viene da pensare questo ;-) Cheers!

      Elimina
  6. L'ho visto distrattamente in Tv eoni di anni fa e devo dire che non ne ho un ricordo così malvagio, faceva il suo dovere e alcune parti erano anche divertenti, soprattutto quelle che riporti di formazione delle guardie alle prese con le modernità odierne. Mi sono sempre chiesto però come facessero gli attori che interpretavano le tartarughe a resistere con tutta quella "rumenta" da samurai addosso, oltre al già pesante costume... Qui ritrovo le vere analogie con Robocop e il povero Weller che si sentiva costipato dentro quell'ammasso di latta che era il corpicino del nostro cyborg preferito di Detroit.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche secondo me fa il suo dovere, ma è un capitolo che porta avanti la formula, ci sarebbero stati altri film che la moda delle Tartarughe non fosse passata, anzi la dico meglio se i fan della prima ora non fossero cresciuti, in attesa di nuovi fan, dell'età giusta ;-) Cheers

      Elimina
  7. Ecco, sapevo di questo ma non l'ho proprio mai visto.
    Pubblicizzato poco, distribuito ancora meno, all'epoca passo' praticamente inosservato.
    A dirla tutta non mi convinceva piu' di tanto. Vuoi per l'idea del viaggio a ritroso fino al Giappone feudale, anche se amo sia il Giappone che il suo medioevo che i viaggi nel tempo.
    Forse la Turtles stavano andando leggerissimamente fuori moda, tutto qui.
    Me la ricordo, Venus.
    Personaggio inutile, forse per il fatto che era piu' imposto che genuino.
    Perche' come Saban comandava, i gruppi di eroi dovevano essere in numero rigorosamente di cinque dico cinque.
    E per contratto almeno una donzellaci doveva essere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Peccato che andasse ad intaccare un quartetto che funzionava già benissimo, non per il personaggio in se, ma l'effetto "Pucci il cane" è forte. Penso che questo film sia arrivato alla fine di un ciclo le tartarughe sono ancora molto di moda anche oggi, ci saranno sempre dei "noi" da piccolo ad apprezzare questi personaggi ;-) Cheers

      Elimina
    2. Peraltro, nel film coreano, una delle tartarughe è femmina, vista che si trasforma in una ragazza umana ( gli altri diventano maschi).
      Insomma, come la copia venga a sua volta copiata dall' originale .

      Elimina
    3. I Coreani sono sempre più avanti di tutti ;-) Cheers

      Elimina
  8. L'idea del giappone feudale era buona, ma o me lo fai con stregoni e mostri della mitologia nipponica ce affrontano le turtles, o viene una palla.
    Oddio, se avessero fatto una storia "normale " A seria, anche che un pò alla Terry Gilliam come atmosfere, non sarebbe stato male ( il poster del film mi piace, evoca una certa epicità, peccato per la frase di lancio idiota sopra)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La frase di lancio poi sembra una versione modesta di quella di "L'armata delle tenebre" anzi, un po' tutto il film lo è. Secondo me il soggetto non è male, ma è un film da medio budget, avrebbero avuto bisogno di più soldi, o di Terry ;-) Cheers

      Elimina
  9. Da qui recupero i due precedenti.
    Che dire, questo è il film che praticamente ha il mood del cartoon in onda all'epoca. Né più né meno. Come dici tu, non è dark ed è lineare, anche il resto sembra adeguarsi allo stile del cartoon.
    Di fatto, anticipa la serie Saban in tutto e per tutto... si sarebbe comunque andati in quella direzione :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Li trovi tutti, ho messo i link per comodità ;-) Esatto è un episodio, però realizzato per il cinema, infatti ho voluto citare la serie Saban perché avrebbe tenuto in vita (artisticamente) le Tartarughe ancora un po'. Cheers!

      Elimina
  10. Quando hai scritto questo pezzo, mi hai letto nel pensiero. Un film odiatissimo dai fans, chissà perché poi... perché il cattivo non è né Rat King nè Baxter Stockman? Ah beh...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Valli a capire i fan, sono sempre loro i peggiori nemici dell'oggetto del loro amore. Cheers!

      Elimina
  11. Ma pensa te! Sono cascato dalle nuvole quando ho letto il titolo del post, ma hanno fatto un terzo film?, poi però pian piano mi è tornato a galla: sì, lo sapevo, ma avevo sempre fatto fitta di niente! Forse l'oblio totale del terzo è stato aiutato magari da una distribuzione poco efficace, in fondo così come ho visto i primi due quando sono arrivati in TV magari un'occhiata l'avrei data anche al terzo, invece dopo anni ne riscopro solo ora l'esistenza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poi è più o meno stata la mia reazione quando me lo sono trovato davanti nel mio cinema di provincia, davvero un film distribuito a caso ;-) Cheers

      Elimina
  12. Io ricordo con affetto questo film essendo stato uno dei primi approcci al mondo delle tartarughe Ninja. Non so quante volte ho rivisto in cassetta questo film. Ho visto che su internet non è molto apprezzato dai fan, ma personalmente l'idea non mi dispiace (se lo ritrovo da qualche parte lo recuperò sicuramente).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me questo è più in linea con il primo capitolo, poi ha un budget modesto e il compito di portare avanti una formula rodata, però ha dei numeri ;-) Cheers

      Elimina
  13. Rivisto oggi (dopo una visione della trilogia), riconfermo la mia idea, non è male, ma è il peggiore dei tre. Sicuramente il piu infantile. Ed ho odiato il cambio dei costumi delle Turtles, rese tutte uguali (mentre nei primi due ognuno aveva le proprie caratteristiche fisiche) e anche meno espressive. Peccato...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti quello é vero, ok anche nel fumetto originale erano tutte uguali, però qui é stato fatto per motivi di budget. Cheers

      Elimina