mercoledì 11 marzo 2020

Nightmare - Dal profondo della notte (1984): La materia di cui sono fatti gli incubi

I sogni da sempre affascinano e ispirano l’umanità, ma il loro lato oscuro, gli incubi, per essere raccontati al cinema a dovere, avevano bisogno di un professore laureato in psicologia e di un maestro del cinema Horror, quello che possiamo trovare solo qui a… Craven road!
Incubo [ìn-cu-bo]
1. sogno angoscioso, spesso accompagnato da sensazioni di oppressione o soffocamento: avere un incubo.
2. grave preoccupazione, angoscia; anche, la persona o la cosa che ne è la causa: essere assillato dall’incubo degli esami; quell’uomo è un vero incubo per me.
Etimologia: ← dal lat. tardo incŭbu(m), deriv. di incubāre ‘giacere sopra’; e questo dal nome di una creatura fantastica e malvagia (incŭbus), che, secondo un’antica tradizione romana, posandosi sopra il petto del dormiente ne turbava il sonno.

Nessuno più del sottoscritto ama dormire concedendosi della lunghe ronfate, ci sono varie ragioni per cui il meritato sonno può essere turbato, gli incubi sono tra questi. In Benedizione mortale Wes Craven aveva già cominciato ad addentrarsi nell’inconscio alla ricerca di un Incubus da portare al cinema, un tema vasta su cui vi consiglio il post di Lucius, davvero imperdibile.

“Vieni Fred, ho trovato un posto su Elm Street che fa proprio al caso nostro”
Dopo essersi fatto un nome con un paio di titoli di culto (violentissimi e girati con quattro spicci) Craven era ancora alla ricerca del colpo gobbo, molti produttori speravano di vederlo dedicarsi al seguito di Le colline hanno gli occhi. Craven è talmente entusiasta della sua sceneggiatura per un film intitolato “A Nightmare on Elm Street” che inizia a parlarne con tutti e a proporla a tutte le case di produzione. La Disney vorrebbe addolcirne i toni e farne un film per ragazzi, mentre la 20th Century Fox semplicemente la rifiuta perché troppo simile nello spunto iniziale al suo “Dreamscape” (1984) che secondo Craven è nato proprio sulla scia del suo raccontare in giro a tutti quanto figo fosse il suo film.

Quando si trattava di romanzare e chiacchirare su se stesso e il suo lavoro, zio Wessy ha sempre avuto la lingua molto lunga, infatti le origini di “A Nightmare on Elm Street” si perdono nel mito delle mille versioni della storia raccontate da Craven ad ogni nuova intervista, ma una cosa è chiara: proprio come per un incubo, il regista di Cleveland ha pescato qua e là le parti che hanno composto il suo incubo a Elm Street, quindi romanzando un minimo proprio come amava fare Craven, fatemi unire i pezzi.

I titoli di testa, questi in particolare, davvero mitici.
Da qualche parte nell’Ohio, attorno al 1949 o giù i lì, il piccolo Wes, anni dieci guarda fuori dalla finestra di casa sua, quello che vede è un senzatetto con cappello e abiti luridi che gli lancia un’occhiata prima di sparire (storia vera). Siete liberi di immaginarvi l’apparizione come l’uomo della pala di “Mamma, ho perso l’aereo” (questo spiegherebbe le trappoline nel finale di “Nightmare”…), oppure, se preferite, qualcuno con il ghigno di Robert Englund. Se dobbiamo romanzare facciamolo bene.

Qualche anno dopo tra i corridoi della scuola, il giovane Wes viene sbattuto contro il suo armadietto dal bullo della scuola, un tale di nome Fred Kruger. Non garantisco per la faccenda dall’armadietto, ma per il nome sì, non è un caso se anche uno dei maniaci di L’ultima casa a sinistra si chiamava Krug.

Da qualche parte attorno agli anni ’70, Craven s'imbatte in una serie di articoli del Los Angeles Times che parlano di alcuni rifugiati del sud-est asiatico, in fuga dal massacro nel Laos che si rifiutano di dormire perché perseguitati dagli incubi e di come alcuni di loro fossero morti di terrore durante il sonno. Una storia che i giornali non correlavano a dovere, ma che Craven non poteva non voler trasformare in un film.

I ragazzi di Springwood, perseguitati da un maniaco con la maglia a righe di nome Fred Kruger Wes Craven.
“Nightmare - Dal profondo della notte” (per una volta il sottotitolo italiano azzecca il tono) nasce così, come tutte le buone idee, da elementi distanti nel tempo che trovano il modo di fare "CLICK!" e funzionare insieme. L’Incubus che aveva fatto il suo ingresso nella filmografia di Craven in Benedizione mortale, ora poteva scatenarsi a dovere, perché quel film era stato la migliore palestra possibile per il maestro di Cleveland per prepararsi a creare la sua icona horror, ma prima che Fred Kruger potesse diventare il bullo cinematografico di tutti gli appassionati dei pisolini, ci voleva una casa di produzione connivente, in questo senso la New Line Cinema era il partner perfetto per Craven.

Dal 2001 siete abituati a pensare alla New Line associata ad anelli e piccoli Hobbit, ma prima di avere i soldi per permettere a Peter Jackson di visitare la Terra di Mezzo, la New Line era solo una casa di produzione minuscola che sperava di emergere nel mercato, l’entusiasmo di Craven per il suo copione e la sua fama di regista capace di dirigere successi girati con quattro spicci li ha convinti a mettergli a disposizione poco meno di due milioni di fogli verdi, con sopra le facce di altrettanti ex presidenti defunti. Con venticinque milioni portati a casa dal film, l’investimento è stato ben ripagato, ecco perché da allora la casa di produzione è stata soprannominata "The house that Freddy built" (storia vera).

La verità è molto semplice: un totale di sette film (che arriveranno tutti su questa Bara), un remake, uno scontro con il sodale Jason Voorhees, un quantitativo esagerato di fumetti, merchandising e notti insonni procurate ad almeno tre generazioni di spettatori, tutto questo è iniziato con Wes Craven che ha saputo dare forma, volto, cappello e maglione all’uomo nero che terrorizza i bambini, l’incarnazione cinematografica perfetta del terrore ancestrale che solo un incubo può provocarti, senza ombra di dubbio un Classido!


“Nightmare - Dal profondo della notte” pesca dagli archetipi che siano essi cinematografici oppure narrativi, ci voleva un uomo colto, un professore laureato in filosofia e psicologia prestato al cinema horror per mettere insieme tutte questa fascinazioni a partire dall’aspetto di quell’incubo fatto carne (bruciata) e artigli di nome Fred Kruger che sarebbe diventato Freddy solo grazie all’atteggiamento più rilassato dei seguiti. Gli altri assassini degli Slasher a partire dal Michael Myers carpenteriano avevano un maschera, uccidevano senza una parola e usando un coltello, ecco perché Craven decide di differenziare il suo Kruger. Il volto ustionato è una maschera che spaventa perché dotata di espressività, l’iconico guanto destro con le lame affilate sulle estremità delle dita, oltre a donare al personaggio un letale artiglio, è una variazione rispetto al classico coltello, mentre il sudicio maglione a strisce rosse e verdi è un modo per rilanciare i maglioni brutti natalizi stato scelto perché rosso e verde sono i due colori che mettono più in difficoltà l’occhio umano. I daltonici lo sanno bene.

Il cappello invece? Beh, quello Craven lo ha preso da Mario Bava e dal killer di “Sei donne per l'assassino” (1964), considerando che Bava ha creato il genere Slasher con “Reazione a catena” (1971) e che Craven non si è fatto nessun problema a, diciamo omaggiare Bergman, ha una sua logica. Certo che se Bava avesse saputo vendersi come Craven, quanto sarebbe diverso il mondo del cinema oggi.

Come creare quintali di iconografia, ancora oggi il genere horror ringrazia.
Eppure, solo Craven avrebbe potuto sfornare un capolavoro come “A Nightmare on Elm Street” perché nel suo rifarsi agli archetipi, il maestro di Cleveland azzecca proprio il tipo di storia di cui il suo cinema aveva bisogno per fare il salto di qualità. Gli adolescenti uccisi dall’assassino negli Horror, non sono certo un’invenzione di Craven, eppure dopo anni passati a millantare possibili letture di secondo livello nei suoi film, presunte denunce politiche, finalmente zio Wessy fa un film che è una presa di posizione politica per davvero, in cui gli adolescenti abbandonati a loro stessi e in balia di un mostro, trovano una logica tutta nuova e più profonda.

Come abbiamo visto in queste settimane, per Craven i mostri arrivano sempre da una dimensione appena adiacente alla nostra e cosa può esserci di più aderente al nostro mondo di quello onirico? Quando ci infiliamo nel letto per riposare abbandoniamo ruoli ed idiosincrasie della giornata, ma allo stesso tempo abbassiamo le difese totalmente. Fred Kruger è il mostro che ti colpisce quando sei più debole e indifeso, ma rappresenta anche alla perfezione le colpe dei genitori che ricadono sui loro figli addormentati.

Lo so che state sentendo lo stridio nella orecchie, fastidioso vero?
Elm Street è il nome più canonico che può essere affibbiato ad una strada di provincia negli Stati Uniti, probabilmente esiste una Elm Street in ogni cittadina d’America. Springwood, nell’Ohio (stato dove è cresciuto anche Craven) rappresenta la società americana degli anni ’80, quella che sotto una facciata di edonismo chiamata "sogno americano", nascondeva un incubo che Craven da vero iconoclasta decide di portare a galla ben rappresentato da Fred Kruger, l’uomo nero che viene ad uccidere ragazzi abbandonati letteralmente a loro stessi, da genitori assenti se non proprio dannosi.

Il padre di Nancy, lo sceriffo interpretato da John Saxon (scelto da Craven proprio perché l’attore era un ex Sex Symbol da cui il pubblico si aspettava qualcosa e, in realtà, nel film non fa nulla), non riesce ad intervenire pur avendone l’autorità nemmeno mentre Kruger sta cercando di uccidere sua figlia quasi sotto i suoi occhi. I genitori di Glen (Johnny Depp al suo primo ruolo) sono dei ben pensanti che impediscono al figlio di vedere quella “pazza” di Nancy, ma a ben guardarli tutti i ragazzi del film sono uno più solo dell’altro e vengono uccisi per colpe che non sono nemmeno loro.

Le colpe dei padri, ricadono sui loro (addormentati) figli.
Questa banda di genitori ben pensanti, proprio come la famiglia di Le colline hanno gli occhi, si è eretta giudice, giuria e giustiziere per eliminare l’assassino e molestatore di bambini Fred Kruger, lo hanno bruciato come in una caccia alle streghe e non a caso, lui è tornato per fargliela pagare colpendoli dritti negli affetti. Il modo in cui lo fa è la furia cinematografica di Craven applicata.

Per la parte del suo iconico assassino, zio Wessy avrebbe voluto qualcuno di molto alto, per questo non ha avuto nessun dubbio quando ha visto… David Warner. D’altra parte lui al cinema aveva già interpretato il male, quindi perfetto! Poi è 1,88 facciamogli subito la maschera usando il calco della sua testa. Ecco, quando Warner per via di alcuni contratti già siglati ha dovuto rifiutare la parte, Wes Craven ha dovuto adattare il calco della maschera sulla faccia di Robert Englund, uno che arrivava da una lunga gavetta televisiva, anche nell’unico ruolo da bravo ragazzo di una serie piena di tipacci, infatti era Willy, il Visitors buono della mitica serie televisiva.

Se lui era quello buono, figuriamoci gli altri!
Englund non convinceva molto i produttori, ma malgrado il suo 1,78 di altezza piaceva a Craven per quel suo certo nonsoché, diventato chiaro a tutti una volta sistemata la maschera pensata per Warner sul suo volto. Robert Englund non recitava la parte di Fred Kruger, Englund era Fred Kruger! Il linguaggio del corpo, il sorriso diabolico, se l’attore è diventato un’icona horror alla pari di Bela Lugosi e Boris Karloff, non è per le tre ore di seduta in sala trucco, ma perché Englud ha letteralmente dato vita e corpo alla personificazione degli incubi chiamata Fred Kruger.

Uno… Due… Tre... Mai giocare a nascondino con Fred (visto che tutti hanno modificato la filastrocca, lo faccio anche io)
L’inizio di “Nightmare - Dal profondo della notte” è impeccabile, con una mossa presa in prestito dallo “Psycho” (1960) di Alfred Hitchcock, zio Wessy ci presenta e ci fa affezionare a Tina (Amanda Wyss), perseguitata nei suoi incubi da un maniaco con artigli al posto delle dita («Tina tesoro, o ti tagli le unghie o smetti di fare quei sogni, o l'uno o l'altro») che comincia a manifestarsi in sogno anche agli altri ragazzi di Springwood. Il primo incubo in cui Craven ci trascina di peso è già simbolico, una discesa in un sottoscala umido (e simbolico) dove si fanno valere gli studi di psicologia del maestro di Cleveland.

Scene mitiche ne abbiamo? Questo film potrebbe donarle agli horror meno fortunati.
Ma quando Kruger colpisce, portandosi via Tina, lo fa con una furia belluina e senza tirar via la mano quando si tratta di sangue e ammazzamenti, la ragazza viene trascinata urlante lungo il soffitto in una scena che Craven e il suo operatore hanno girato appendendosi a testa in giù sul set (storia vera). Ma non c’è una sola morte, oppure una sola apparizione di Fred Kruger che non sia uscita da questo film, per andare a rimpinguare l’iconografia del cinema horror. Ancora oggi capita di vedere scene in film dell’orrore appena usciti, che ti fanno puntare il dito verso lo schermo dicendo: «Ah ah! Questo l’aveva già fatto Craven nel 1984!».

Kruger ne ha tenuti più svegli dell’insonnia.
Il volto di Kruger che compare sulla parete sopra il letto di Nancy (Heather Langenkamp) mentre minaccia la ragazza cercando di entrare nel nostro mondo, oppure, ancora meglio, la sua prima entrata in scena, talmente efficace che nemmeno quella trovata un po’ datata delle braccia esageratamente lunghe (un tentativo riuscito il giusto di rappresentare le geometrie impossibili dei sogni), riesce ad intaccarne l’efficacia, Tina fugge invocando Dio, Kruger che sa che nel mondo onirico è l’assoluto dominatore, le mostra il suo guanto artigliato dicendo: «Questo è Dio».

Wes Craven l’iconoclasta, e Kruger il suo braccio armato (di artigli).
Ed è tutto così per ogni singola apparizione o morte, in questo film Kruger non è ancora un personaggio che fa battutine e battutacce prima di uccidere il prossimo adolescente, come farà in quasi tutti i seguiti della saga, ma ha già una sua forma di malsano umorismo (nerissimo!) quando si affetta le dita facendo zampillare sangue verde, oppure pensa bene di indossare la faccia di Tina come se fosse... Beh, la maschera di Freddy Kruger ad Halloween.

Robert Englund è talmente straordinario da risultare una feroce minaccia ad ogni apparizione, mentre Craven, al massimo della sua ispirazione, mantiene il livello di angoscia sempre alto, abilissimo nel mescolare realtà e sogno costantemente, il tutto con scelte semplici, ma efficacissime. A proposito di iconografia regalata al cinema horror: le bambine che saltano la corda canticchiando la spettrale filastrocca di Kruger? Nemmeno il fatto che nelle versioni doppiate la filastrocca cambi i suoi versi ad ogni film, è un fattore che è riuscito ad intaccare la potenza del lavoro di Wes Craven.

“Ma perché nei film di Craven entrano tutti dalla finestra? Sembra di stare in Dawson Creek!”
Il maestro di Cleveland si presenta alla prova che lo consacrerà per sempre tra i migliori registi del cinema horror in grande forma, tanto che alcune idee valide usate in Benedizione mortale, qui tornano identiche, ma solo per diventare subito parte dell’iconografia di questo film. La scena della vasca da bagno del precedente titolo di Craven non la ricorda nessuno, quella di questo, invece, è leggendaria, anche perché sostituire il serpentello birbante con il guanto di Kruger che esce dalla schiuma, ha un effetto finale cento volte più riuscito. No, questo film poteva dirigerlo così solo Craven, nel 1984 e a quel punto della sua carriera, ecco perché il remake del 2010, pur replicando identiche intere scene (e azzeccando il protagonista) non ha niente della forza del primo film, ci voleva la cultura e la furia di Wes Craven per farlo entrare nella cultura popolare.

DA-NA-NA-NA-DA-NA-NA-NANANA (musica di John Williams)
“A Nightmare on Elm Street” è un film incredibile perché ogni elemento trova il suo posto, credo che nessuno abbia mai rappresentato così bene l’America degli anni ’80 come è riuscito a fare il cinema horror e questa pellicola, in particolare, che resta una spanna sopra tutti i seguiti (per quanto molti di loro mi piacciono proprio tanto, ne parleremo) perché le due anime del regista, colto sì, ma iconoclasta, qui convincono alla perfezione. Il professor Craven e Mr. Wes sono riusciti a fare quello che un horror dovrebbe sempre fare, anche se spesso viene dato fin troppo per scontato: spaventare. Dormire il sonno dei giusti non è mai più stato lo stesso dopo il 1984, ma il vero motivo per cui “Nightmare” è un capolavoro è anche un altro. Aver punito preventivamente quasi quarant’anni di facce e faccette dello stramaledetto Johnny Depp, sono riuscito a sopportare le sue pose da divo solo ricordandomi di quella volta che Fred Kruger lo ha trasformato in un geyser di sangue, roba da fare la gioia dei volontari dell’Avis!

Ad ogni nuovo film su Capitan Jack Sparrow, io pensavo solo a questa scena (storia vera)
Piccolissima parentesi dedicata all’amichevole “faida” a distanza tra Craven e Sam Raimi: li avevamo lasciati con Sam che inseriva un poster strappato di Le colline hanno gli occhi nel suo La Casa. Qui Craven risponde, infatti in tv Nancy sta guardando proprio “Evil Dead”. Ma la risposta di Raimi non si farà attendere, nel suo Evil Dead 2, in una scena è possibile vedere appeso alla parete del capanno il guanto di Freddy Kruger.

Freddy vs Jason Ash Williams
Ci tengo ad aggiungere solo due parole sul finale del film, quindi, se non avete visto il film, potete saltare questo paragrafo.

Kruger è un personaggio talmente riuscito da risultare praticamente imbattibile, è chiaro che la trovata di portarlo nel nostro mondo per poterlo sconfiggere organizzata da Nancy, è solo un modo per provare a concludere la storia. Le trappoline in stile “Mamma, ho perso l’aereo” (1990) sono la moda di un decennio in cui tra Rambo e MacGyver, tutti costruivano arrangiandosi (oggi al massimo guardiamo repliche di “Come è fatto”), anche perché Nancy incarna alla perfezione l’eroina di Craven che non ha intenzione di stare con le mani in mano a farsi salvare, ma si tira su le maniche e passa all’azione, idealmente la zia delle Sidney Prescott che sarebbero arrivata in futuro nella filmografia di zio Wessy.

Ma il vero finale per Craven è simbolico: Nancy riesce battere Kruger perché gli toglie importanza, gli volta le spalle trattandolo per quello che è, solo un brutto sogno. Ma i brutti sogni, quelli davvero spaventosi ti perseguitano anche dopo il risveglio, infatti esistono varie versioni della scena finale del film, ma tutte con esito simile.

Sex over the phone (You know I like it)
Una volta che il lato oscuro del sogno americano è stato liberato, non può più essere fermato, un po’ come questa rubrica che continua la sua corsa dandovi appuntamento al prossimo capitolo, con quel simpaticone di Freddy, invece, ci rivediamo presto… Fate sogni d’oro.

Intanto vi ricordo lo speciale del Zinefilo dedicato a tutti i film di Nightmare!

52 commenti:

  1. 1 2 3 Freddy cerca te!

    Che "bei" ricordi! La filastrocca con le bambine non so perchè ma mi inquietava parecchio, forse perchè senza volere, ti entrava nel cervellino :D

    Il locale caldaia... quando scendevo nel garage di mio nonno dovevo passare per un vecchio, buio e labirintico scantinato dove c'era la caldaia condominiale, puntualmente mi si rizzavano i peli dietro per colpa di Freddy Krueger.

    Tutte scene mitiche che come dici hanno fatto scuola! Anche quella del telefono, pure se un pò pacchiana, al tempo aveva il suo perchè... sicuramente l'HD non ha aiutato.

    Ha trovato il mix perfetto tra la paura "esterna" dello slasher movie a quella "interna", intima e senza scampo della possessione da parte di un qualcosa di soprannaturale.

    Stasera ritiro furoi il Blu Ray, grazie Cassidy!

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    1. Anche la filastrocca in se (cambiata in ogni capitolo della saga) è diventata un classico dell'horror, ne abbiamo viste imitazioni in tantissimi film. NO, l'HD non ha aiutato quella scena, ma resta un capolavoro perché ha una componente sociale e politica molto forte, oltre ad aver creato un'icona che ti terrorizza quando sei più debole, nel sonno. Grazie a te, buon ripasso ;-) Cheers

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    2. Effettivamente quella è invecchiata male. XD

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    3. Ci sta, è anche un film del 1984. Cheers!

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  2. Film che ha funestato i miei sogni (anzi incubi) da quando lo vidi trasmesso in seconda serata su Italia 1 nel lontano 1987 (e dire che avevo già i miei bei 12 anni e una certa predilizione per l'horror, ma niente, questo film era davvero spaventoso). In più iniziai lo strano percorso che mi avrebbe gradualmente portato a simpatizzare con il cattivone, arrivando a inventare il toto-morte con il mio amico Andrea, grande appassionato di Craven come me, sulle possibili variazioni relative alle morti dei protagonisti dei film, cercando di indovinare quale astrusa opzione avrebbe utilizzato il buon Freddy (e venendo il più delle volte sorpreso per la grande fantasia dimostrata).
    Insomma da film che mi faceva molta paura, per cui ho passato diverse notti insonni, alla pari dell'Esorcista, è diventato quasi un gioco e un piacere con il tempo ritrovare un vecchio amico alle prese ogni volta con una nuova resurrezione e nuova carne da macello da affettare.
    Personalmente ho una predilizione per il terzo, I guerrieri del sogno e per Il nuovo incubo, comunque questo mi piace per la fine di Johnny Depp, anche io non lo sopporto molto, tanto che quando viene fatto fuori nel cameo del rifacimento di Jump Street mi è venuto il sorrisone e inoltre questa pellicola ha davvero creato un genere e svecchiato, per certi versi, il filone horror, creando una figura iconica e che ha avuto anche un lungo e fortunato seguito.
    Il film del 2010 con Jackie Earle Harley non è male e il protagonista è azzeccato, perché l'attore è molto bravo, nonostante sia ancora più minuto di Robert Englund. Il problema è solo uno: per noi vecchietti esiste un solo Freddy ed è proprio Englund!

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    1. Anche per me il terzo ed in parte il quarto non sono niente male, a parte qualche scena parecchio trash, tipo il Freddy televisione o la pizza di anime, mettono in scena una casa dell'incubo ( i piedi che sprofondano rallentando la fuga mi è sempre rimasta parecchio impressa), davvero credibile.

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    2. Kruger è divetanto da Uomo Nero ad assoluto protagonista nel corso del film, tranquillo, ne parleremo diffusamente, ci saranno artigli su questa Bara a lungo ;-) Cheers!

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    3. La scena delle scale che sprofondano è davvero efficace, uno di quelle che riesce a rendere piuttosto bene le dinamiche angoscianti degli incubi. Cheers!

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    4. Povero Johnny. "Edward mani di forbice", "Buon compleanno mister Grape", "Donnie Brasco", "Dead man"... anche quel sottovalutato gioiellino di "Minuti contati". XD

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    5. Perché "Paura e delirio a Las Vegas"? Ho stimato Depp, poi ha semplicemente stufato e rotto con le sue facce e faccette. Cheers!

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  3. Grande film... il primo. Poi è diventato una parodia di se stesso.
    Ma poi, grazie a Freddie la New Line negli anni 90 ha realizzato una marea di film che adoro: a parte la trilogia degli Anelli, titoli come Lost In Space, The Mask, Pleasantville e The Cell, quello con la Lopez, un film dalla trama piuttosto scema ma visivamente è una cosa grandiosa grazie a Tarsem Singh.
    Che poi venivano tutti distribuiti in allegato a varie riviste di cinema e grazie a loro ho cominciato la mia collezione di dvd.

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    1. The House That Freddy Built, ben prima della Nuova Zelanda di Pietro Di Giacomo, Freddy era già arrivato. Anche io sono per il primo, voglio bene a tutti i capitoli ma il primo ha tutto quello che vorrei sempre trovare in un horror. Cheers!

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  4. Si parte!!! ^_^ E grazie per tutti i link
    E' un film che davvero non ha età e ha superato indenne la prova del tempo. Inoltre è l'unico che mi sia davvero piaciuto e abbia dato emozioni. Dei seguiti ognuno ha il preferito, quello che lo fa più ridere o quello con gli effettacci più divertenti, ma il primo rimane inarrivabile. E qui Freddy mette maledettamente paura: altro che comico dalle mille battutine che diventerà in seguito...

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    1. Figurati non potevo non citarti ;-) La pensiamo allo stesso modo, mi piacciono tutti i seguiti, ma il primo ha un'icona che mette una fifa blu addosso, ha una chiave di lettura politica ed è strapieno di momenti iconici, ha davvero tutto quello che vorrei sempre vedere in un Horror, zio Wessy al suo meglio ;-) Cheers!

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  5. Bello il poster a la Bill Sienkiewicz. Da qualche parte ho il bonellide Play Press con le origini del Freddy Kay tratte da un fumetto Marvel per i testi del compianto Steve Gerber e gli inchiostri di Alfredo Alcala che coprono le matite di un team di disegnatori. Amo il cinema, ma preferisco i comics e ricordo l'omaggio alla amabile creaturina di Wes nella Legend of the Dark Knight nomata Gothic di Grant Morrison & Klaus Janson in cui un team di mobsters gothamiti ammazzano Mister Whisper ( da noi anche signor Sussurro ) colpevole di aver ucciso alcuni bimbi e come corollario di aver reso difficile il business della mala col tutta quella polizia impegnata. Sussurro tornerà naturalmente a vendicarsi anni dopo a Gotham dove incapperà nel suo demone custode...brr ciao ciao

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    1. Ho lo stesso identico Bonellide pescato ad un mercatino per 50 cent (storia vera), magari lo aggiungo alla rubrica. Decisamente la creatura di Wes Craven ha allungato i suoi artigli ovunque e Grant Morrison non poteva esserne esente ;-) Cheers

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  6. Piccola premessa.
    A me il mostro ricordava troppo un beone del mio paesino, tale Meazza. Che dopo l'uscita del film venne ribattezzato da tutti (non da me) IL NAIMER.
    Piccole, odiose crudelta' di provincia.
    Definizione di CAPOLAVORO.
    Un'opera che e' la migliore nel fare cio' per cui e' stata creata.
    Quindi...NIGHTMARE e' un capolavoro.
    Uno dei film piu' spaventosi della storia del cinema.
    Sono ben pochi che, da bambino, mi abbiano fatto sudare freddo dal terrore.
    NIGHTMARE e SUSPIRIA.
    Ma il film di Argento ha risentito del tempo, su molti aspetti. Questo no.
    Vedetevelo da soli, al buio e a notte fonda. E poi mi dite.
    Inutile stare ad elencare tutto quello che ha dato al genere horror, e al cinema in generale.
    Le invenzioni geniali si sprecano. Tutte riprese da decine di imitazioni.
    L'idea dell'elemento onirico e' fantastica. Cosi' come quella del maniaco che da morto e' ancora piu' pericoloso di quanto non fosse da vivo.
    Poi Fred (NON Freddie) Krueger.
    Di fatto ha lanciato una nuova icona horror, alla pari dei mostri classici.
    Un personaggio davvero orribile e repellente, persino negli accostamenti cromatici. E qui un grosso merito va pure ad Englund.
    Anche Krueger e' una maschera. Ma puo' venire interpretata solo dal buon Robert. E non solo per l'aspetto, ma anche per la camminata e i gesti. Che secondo la leggenda...sono presi da Clint Eastwood!
    Dallo straniero dei western di Leone, pare. Tutto torna.

    Le uccisioni di Tina e Glenn sono da storia del cinema. Di una brutalita' scovolgente.
    Io non so come allo zio Wes siano venute fuori tutte queste trovate. Cosi' tante e di tale qualita'.
    Ma poi uno guarda quel periodo e si rende conto che il 99% dei film della sua vita risalgono a quel lustro.
    Un Dio del cinema si diverti' a piantare semi corrosivi in tantissime teste. Oppure...a Hollywood girava roba buonissima.
    Una di quelle cose che capitano una volta nella vita, e che bisogna saper cogliere. Ma che poi bisognerebbe tenere, pero'.
    In seguito Fred diventera' Freddie. Una superstar, amico di grandi e piccini. Un clown dalla battuta e dalla gaga sempre pronta, con una propensione al delitto creativo.
    Incredibile, visto che si parla di.un maniaco pedofilo.
    Qui Fred e' malvagio, bastardissimo e di poche parole. Un orco che ti trascina nel suo regno pauroso, dove si esce solo fatti a pezzi.
    E che agisce con l'arroganza dell'impunita'. Perche' i genitori...non credono mai a quello che dicono i figli.
    Perche' Craven si toglie un sacco di sassolini dalle scarpe.
    I protagonisti hanno famiglie disastrate, alle spalle. Genitori divorziati, padri alcolizzati, madri alla ricerca di una scappatella facile.
    Quando ci sono entrambi...lui e' violento, e lei e' depressa.
    Inoltre, per l'ossessione a raggiungere l'eccellenza, non c'e' posto per chi ha problemi. Le vittime vengono isolate da coetanei e adulti. E non rimane la consolazione di superare le paure sconfiggendo il mostro.
    Perche', come scopriremo ben presto...alla fine LA VINCE SEMPRE LUI.
    Grandissimo pezzo, Cass.
    Un film da tramandare ai posteri.

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    1. Grazie capo ;-) Craven poteva farsi appendere a testa in giù per girare una scena e il risultato si vede tutto, questo film è un misto di lucido pensiero e furiosa brutalità, solo il maestro di Cleveland avrebbe potuto creare una maschera così spaventosa e non mandarla a dire in fatto di critica sociale, non invecchierà mai questo film, terrorizzerà sempre nuovo pubblico, davvero da tramandare ;-) Cheers!

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    2. Grazie a te per lo splendido pezzo, di nuovo.
      Tornando all'argomento GENITORI TONNI del film...
      Ai tempi mia madre, anche lei appassionata di fantascienza e horror, e come me spettatrice attiva e deditaa commenti sulle scene...era rimasta indignata.
      Ma non per le scene gore, no.
      Per l'atteggiamento e le frasi dei genitori dei protagonisti.
      Due frasi su tutte.
      "O ti tagli le unghie, o la pianti con gli incubi."
      "Me ne frego di quel che pensi. Quella e' pazza. E non voglio che mio figlio la frequenti."
      Con la prima incacchiata nera perche' la figlia le ha guastato la trombata. E il secondo che si tracanna una birra dietro l'altra.
      E ti credo. Per un genitore degno di questo nome, i "colleghi" di questo film sono un insulto e una vergogna per l'intera categoria.
      Non si salva nessuno, di loro. Nemmeno quelli di Nancy.

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    3. Gentilissimo capo, gracias! ;-) Tu madre ha capito al volo quello che Craven voleva far arrivare al pubblico, la lettura di secondo livello che mi piace trovare nei film di genere. Cheers

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  7. I titolisti degli anni '80 avevano un loro perché, sapevano farlo bene il loro lavoro, anche se sbagliavano, ora è il contrario. Per quanto riguarda il film come sempre niente da ribattere ;)

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    1. Ho voluto mantenere il titolo italiano perché "dal profondo della notte" suona veramente troppo, ma troppo figo ;-) Cheers

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  8. Diciamo che i sottotitoli della serie sono per la maggior parte fighi: "I guerrieri del sogno" "Il non-risveglio" "Il mito" Di solito erano meglio i titoli del film stesso :D Il primo capitolo è imbattibile, mi ricordo che mi mise una fifa blu a vederlo, e a ben vedere più che effetti splatterosi, che comunque non mancavano, contribuivano molto l'atmosfera, la colonna sonora, la recitazione di Englund...

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    1. Il più delle volte a capocchia ma spesso più diretti degli originali sono d'accordo ;-) La colonna sonora è ancora uno dei temi più sinistri di sempre, quello di "Halloween" è ansiogeno, ti fa sentire osservato, quello di "Nightmare" sa di qualcosa di terribile in arrivo. Cheers!

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  9. Ho fatto i compiti per casa e me lo sono rivisto lo scorso weekend per prepararmi (seratona: casa libera, prima "Resa dei conti a Little Tokyo" e poi "Nightmare". Cosa potevo chiedere di più?). E che dire? Filmone! Per noi nati tra fine anni '70 e primi '80 Freddy è l'icona horror. Visto di straforo quando ero alle elementari perché il compagno di classe sborone che raccontava di vedere tonnellate di horror ci mise la pulce all'orecchio (spoiler: non l'aveva mai visto, si pavoneggiava col racconto di suo fratello molto più grande che lo aveva invece visto). Io lo beccai a casa di uno "zio" (un amico di famiglia) in VHS e me lo guardai. Shock totale e scene impresse a fuoco nella mente (dal geyser di sangue in giù). Mi fece venire una strizza assurda ma stoicamente lo completai con quel finale beffardo senza il classico lieto fine, cosa che non ero abituato a vedere di solito. Di norma il bene vince e sconfigge il male, qua no!

    Solo mesi dopo capii che ero uno dei pochi ad averlo realmente visto e complice una gita a Gardaland con la parrocchia (!!!) mi comprai il guanto in plastica di Freddy nel negozio all'interno del villaggio west e in treno raccontai a tutti il film per filo e per segno guadagnandomi il rispetto della compagnia.

    Rivisto da adulto alcuni doppi sensi e secondi piani di lettura sono facilmente intuibili mentre lo spavento e la paura che mi metteva anni fa ora, complice anche le innumerevoli visioni, è decisamente sorpassata. Anche se le scene iconiche sono rimaste tali e quali: potentissime.

    Non so nulla di nulla di psicologia ma sarebbe interessante capire tramite un esperto quanti simboli, traumi, sindromi e chissà cos'altro sono presenti in questo film. Secondo me ce ne sarebbero di cose da dire!

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    1. Il guanto in plastica, simbolo del potere ben prima della replica di quello di Thanos ;-) Posso dire che è lo slasher che più guardo, e più trovo profondamente sinistro? Ci trovo sempre dettagli oscuri ad ogni visioni. Se ti va di ripassare anche gli altri, io lo sto facendo, arriveranno tutti. Cheers!

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    2. Pare che molte delle suggestioni dello zio Wes derivino dal suo passato di docente.
      In particolare dai libri di Castaneda, che applicava la cultura sciamanica alle psicologia e alle prefigurazioni mentali. Col fine di migliorare l'individuo e sviluppare il suo potenziale inespresso.
      E tratta anche dei sogni, che secondo l'autore sono un mezzo per alterare lo stato ed il flusso della normale coscienza, permettendo di risvegliare facolta' inespresse che giacciono sul fondo dell'inconscio, che si libera quando la mente vigile e' disattivata.
      In un romanzo tra l'altro il protagonista si imbatte in creature mostruose che si nutrono dell'energia degli incubi.
      Anche Krueger si nutre del terrore delle vittime.
      Nancy scopre e riconosce il legame che li unisce. E lo spezza, sconfiggendolo.
      Ma solo temporaneamente, perche' poi Krueger trova il modo di vendicarsi...
      Sinceramente, prima di rivederla nel terzo, avevo seri dubbi che Nancy fosse sopravvissuta.
      Questa potrebbe essere una spiegazione.
      Nancy non l'ha distrutto. Ma e' riuscita almeno a salvare se' stessa.
      Il ponte psichico che li collegava e' saltato.
      Krueger ha sfruttato l'ultimo incubo per uccidere sua madre, dopo i suoi amici. Ma ha perso il suo potere su di lei, e non piu' farle nulla.
      Lui ha rinunciato ad ucciderla, decidendo di non entrare piu' nei suoi sogni. E li ha rinunciato a combatterlo, non facendolo piu' entrare nella sua mente.
      Ognuno se n'e' andato per la sua strada, col tacito accordo di non incrociarsi mai piu'.
      Ovviamente il duello finale e' solo rimandato.

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    3. Vero, ma è il motivo per cui Craven è stato unico, un uomo colto, un professore laureato prestato al cinema Horror, che ammettiamolo, gli veniva benino, è diverso per questa da tutti gli altri Maestri Horror, un caso unico di cervello e "panza" molto difficile da replicare ;-) Per questo il finale del film è altamente simbolico, farebbe la gioia di molti laureati di psicologia. Cheers!

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  10. Il mio preferito rimane il terzo capitolo, ma Freddy è storia, nonché il mio personaggio cinematografico a cui sono più affezionato.
    Non ringrazierò mai abbastanza Wes!

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    1. Il terzo ha il suo perché, ma zio Wessy ne ha tenuti più svegli del caffè nero bollente ;-) Cheers

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  11. Eccolo lì, hai tirato fuori uno dei miei horror preferiti, l'ho visto almeno cinque o sei volte, ma non so perchè, non sto avendo il coraggio di farne uno speciale sul mio blog, come ho fatto per molte altre saghe che mi piacciono anche di meno. Sai mai che in questi giorni di quarantena ci scappi un rewatch totale della saga.

    Ah, il gioco pare essere questo. Miei preferiti il primo e il settimo. Il remake non esiste, vero?

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    1. Il remake arriverà su questa Bara, e in questi giorno il mio cofanetto con il raggio-blu è preziosissimo, quindi ne parleremo ancora molto ;-) Cheers!

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  12. Francesco (M)11 marzo 2020 22:28

    Proprio vero, "ci voleva la cultura E la furia" di Craven per fare questo film. Studi di psicologia, filosofia (antropologia, ecc.) possono dare materiale eccezionale, ma ci vuole il... "medium"/sensitivo giusto e Craven lo era, come Englund era un'incarnazione perfetta. Io l'ho visto piuttosto tardi, ma è stata una scoperta molto bella. E' vero, le colpe dei padri e quindi anche (non solo) di un modello sociale si accumulano anche nell'inconscio e da questo possono emergere a cercarti, o peggio ancora, a cercare i figli di quella società. Ed è sempre più difficile combattere il sogno; mi pare che Eraclito dicesse come noi esseri umani condividiamo lo stato di veglia mentre nello stato di sogni siamo in un nostro mondo isolato, e se nel mondo di sonno c'è Freddy o altri demoni dell'inconscio, siamo da soli ad affrontarli. E, se mi consenti un'altra banalità, ogni società ha i suoi incubi, ma alcune ci mettono nello stato di sonno più di altre, facendoci affrontare da soli l'incubo. Bene, allora anche se il significato è lo stesso o molto simile, qualcsoa che preme da sopra durante il sonno, vediamo la classifica dei termini "da incubo": Incubo, italiano , la migliore, riempe la bocca; Nightmare, inglese, un onorevole secondo posto, evocativa; Cauchemar, francese, male, caliamo di molto; Pesadilla, spagnolo, malissimo, più di Freddy evoca i peperoni della sera precedente.

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    1. Perfetta analisi, anche perché é di notte anzi, dal profondo della notte che emergono le paure e le ansie peggiori, Craven ha unito la psicologia, la politica e anche una distorta atmosfera da cavolo, per dare corpo (e artigli) cinematografici all'uomo nero forse definitivo. Cheers!

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  13. Una cosa mi è chiara, io e te potremmo scrivere una tesi sulla saga di Freddy, dopo aver letto la recensione ne sono sicuro. Questo film io lo adoro, poi anche la saga nella sua globalità, tra alti e bassi mi ha sempre intrattenuto a dovere. Ma una cosa la ricordo bene su tutte: le locandine. Quando ero bambino ed entravo in videoteca ero costantemente attirato dalle locandine dei vari capitoli di Nightmare, con quei colori e quella malvagità. Forse dovrei farmi qualche domanda XD.

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    1. Penso che ne abbiamo scritti alcuni, ma nessuno sarebbe come il nostro ;-) Le locandina in videoteca, ho "diretto" film nella mia testa solo sulla base di quelle, poi ogni foto di Englund con il trucco, sulle pagine di fumetti e riviste, era sempre particolarmente inquietante. Cheers!

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  14. E ricordimao che anche Plastic Man ha ispirato Freddy !
    Ma il vero trattato di piscologia andrebbe fatto su come un cattivo come Freddy, maniaco assassino e ped0filo, sia stato trasformato con i vari sequel, in un "amico" dei giovanidal successo straordinario .
    Insomma ,è brutto, sporco , cattivo e maschilista , eppure i ragazzi ( almeno i maschi) lo amano /amavano.
    Bisognerebbe farsi qualche domanda a proposito .

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    1. Ci pensavo prima, é il peggiore di tutti, ma anche la prova che i cattivi soggetti sono quelli più affascinanti per il pubblico. Cheers!

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  15. Sì, mi ero accorto della traccia di “faida” Craven/Raimi (il giovane Bruce Campbell è inconfondibile) presente all'interno di Nightmare ;-)
    Un grande horror con un personaggio iconico (come solo il filosofo e psicologo Wes avrebbe potuto creare), questo, capostipite di una saga della quale amo anch'io QUASI tutti i capitoli: è il secondo che proprio non riesce a convincermi, nemmeno oggi.
    Tornando al primo Nightmare, comunque, devo ammettere che gli hai proprio dedicato un post... DA INCUBO (detto in positivo, ovvio) ;-)

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    1. CI saranno ancora tracce di questa amichevole faida nei prossimi capitoli della rubrica ;-) Il secondo è strano, spero di aver trovato la chiave giusta per rendere il post interessante, arriverà a breve, malgrado l'assedio di questi giorni continueremo il volo di questa Bara ;-) Cheers!

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  16. Parlare di icona è riduttivo. Quando il cinema riusciva ancora a sfornarne. XD
    Come con "Lo squalo" fare il bagno non è stato piú lo stesso XD così con Nightmare sognare. Ancora oggi tocchi registici affascinanti e la scena del primo omicidio a volte la censurano in TV! Anche se la piú truce a mio parere è quella del divano.
    Unica cosa il finale... boh!

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    1. Il finale è simbolico, frutto degli studi del professor Craven, però davvero questi film ha cambiato tutto, anche dormire ;-) Cheers

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  17. Anche un episodio de "I puffi" ci si è ispirato. Lol

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    1. Mi manca ma dovrò indagare! ;-) Cheers

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    2. Nel suo piccolo era pure abbastanza inquietante. XD

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    3. Non stento a crederlo, già la trama dei Puffi neri era piuttosto da paura, diciamo che ci sono dei precedenti ;-) Cheers

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    4. Quella mi fa paura ancora oggi! Capolavoro dell' horror! XD

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    5. Sul serio, prima o poi me la rivedrò, sarebbe materia per un post della Bara ;-) Cheers

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  18. Come forse saprai mi sono approcciato all'horror solo di recente ma questo film è uno dei miei preferiti, il finale è fighissimo, ahimé reso inutile dai sequel (visto fino al 5) che tra alti e bassi non sono minimamente al suo livello

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    1. Te ne mancano pochi allora, ma il succo non cambia, questo ha una marcia in più ;-) Cheers!

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  19. Pur ammettendo che il mio preferito, quello che mi fa battere il cuore, é il quarto... non posso non inchinarmi davanti a questo cult assoluto. Ne feci la conoscenza, assai probabilmente, nell'87, alla prima TV (piuttosto censurata, come ovvio) su Italia 1. Mai visto prima di allora qualcosa di più inquietante e bizzarro e niente l'ha più eguagliato. In ciò sta la grandezza di questo personaggio e di tutta la saga.
    P.s.: In verità la prima conoscenza di Freddy l'ho fatta all'uscita del secondo film, il cui trailer veniva mandato spesso in TV.

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    1. Il quarto secondo me è sottovalutato, devo scrivere il post, penso lo farò nei prossimi giorni lo vedrai arrivare anche lui. Questo ha una ferocia e un cervello che solo Craven poteva metterci, resta una pietra miliare ;-) Cheers!

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